Ikea, BIC e Mercedes: i migliori annunci stampa della settimana

Come ogni lunedì, torna puntuale la nostra buona dose di campagne stampa che vi farà perdere la testa.

Scopriamo insieme le creatività dell’ultima settimana dalle migliori agenzie di tutto il mondo.

IKEA: Dad, Mom, Boyfriend

Con la solita creatività ed ironia per risolvere i problemi quotidiani, IKEA ha creato una serie di annunci stampa per mostrare in che modo i mobili IKEA possano darci una mano nella vita di tutti i giorni.

La campagna è pensata per il mercato indonesiano, dove la maggior parte delle persone percepisce ancora l’arredamento in modo non funzionale, ma solo come oggetto per riempire la casa.

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Advertising Agency: iris Jakarta, Indonesia
Creative Director: Albert Chan
Art Director: Wilson Ariyaduta
Copywriter: Adri Zainuddin
Illustrator: Martina Paukova
Producer: Purwono

BIC: Revealing music

“Scrivere a penna non dovrebbe mai essere doloroso”. Neanche quando è una punizione inflitta da un insegnante.

Così BIC ci racconta la facilità con la quale si scrive con la penna più famosa al mondo.

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Art Director: Valentin Guiod
Copywriter: Loïc Huber

Mercedes: Identify your road

Identifica, in senso letterale, la tua strada e percorrila. Così Mercedes ci invita a trovare la nostra impronta digitale, per scegliere il veicolo più adatto ad ogni esigenza all’intero della sua gamma.

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Advertising Agency: Auveron Fozher, Quito, Ecuador
Creative Director / Copywriter: Sebastián Aldana
Art Directors: Sebastián Aldana, Dario Ortega

Looma, better creative production

Looma creative production studio ci mostra come i nostri annunci non saranno mai più quelli di una volta.

“Your ad before. Your ad after”.

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Advertising Agency: Looma, Kiev, Ukraine
Creative/Art Director: Sergey Prokopchuk
Illustrator: Looma

L’appuntamento è alla prossima settimana, per scoprire insieme quali nuovi strepitosi annunci hanno in serbo per noi le agenzie di tutto il mondo!

Instagram lancia in Italia la sua prima global brand campaign

Sono passati 7 mesi da quando le Stories sono state introdotte su Instagram, rendendo popolare un formato che fino ad allora era utilizzato solo dai giovani utenti di Snapchat.
Oggi 150 milioni di persone lo usano in tutto il mondo, per condividere su Instagram non solo i momenti speciali, ma anche quelle esperienze quotidiane che si vogliono mostrare ai propri follower.

Proprio alle Stories è dedicata la prima brand campaign di Instagram, realizzata  da Mindshare World da un’idea creativa dell’azienda e dell’agenzia Wieden+Kennedy. Le Stories prendono vita in maniera quasi letterale, per dimostrare che è proprio vero che le storie sono ovunque.

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La campagna verrà implementata a Milano, Colonia e Philadelphia, dei caratteristici paesaggi urbani, tramite cartellonistica, contenuti multimediali dinamici su schermi e spot al cinema. Lo scopo, secondo quanto dichiarato dall’azienda, è mostrare ai residenti di queste che le loro storie, grandi e piccole che siano, sono condivisibili con i propri amici di Instagram, invogliandoli a continuare a sperimentare con questo divertente formato.

La campagna è costituita da più execution, eccone una in anteprima:

La creatività si ispira alla comunità di Instagram. – spiega Taj Alavi, Head of Brand Marketing di Instagram – “Tutta la campagna si basa sulla sorpresa, sulla gioia, sui sorrisi che Instagram suscita, e ciò si riflette in tutte le esecuzioni. Volevamo che ancora più persone scoprissero quanto è divertente e inaspettato il mondo quotidiano di Instagram StoriesLo scopo della campagna è di condividere la vera gioia che le persone provano quando utilizzano le Storie e di conseguenza entrano in contatto in modo più profondo con la loro community.Dando risalto a queste modalità di espressione, vogliamo riflettere la varietà della nostra community, aiutandoli a scatenare il potenziale di ciascun loro momento quotidiano. 

Bekah Sirrine, Executive Creative Director di Instagram, aggiunge: “Questa campagna è un modo per ricordare alle persone che ogni momento della loro ha il potenziale per essere una storia, e il mondo visto attraverso la lente di Instagram è immediatamente più divertente, sorprendente e condivisibile. Tutte le esecuzioni della campagna sono intenzionalmente ispirate all’esperienza di Instagram Stories: sono brevi, divertenti e sorprendenti. Non ci prendiamo mai troppo sul serio perché Instagram è fatto per entrare in contatto con i propri amici in modo spensierato.”

Design e arredamento: dal salone del mobile alla strategia internazionale

Arredamento e Design: dal Salone del Mobile alle strategie di internazionalizzazione

Il Salone del Mobile di Milano si prepara alla sua 56esima edizione. Dal 4 al 9 aprile, non-stop, la città si trasformerà come ormai di consueto, grazie alle tante manifestazioni che costellano l’avvenimento. Anche quest’anno elemento centrale sarà la dimensione internazionale dell’evento.

Circa 2.000 espositori occuperanno un’area espositiva superiore ai 200.000 metri quadrati. Numeri importanti che, insieme alle migliaia di prodotti esposti in anteprima, confermano il profondo valore del Salone del Mobile come palcoscenico della creatività con oltre 300.000 visitatori provenienti da più di 165 Paesi, secondo le stime attese.

Come confrontarsi quindi con questo parterre variegato, proveniente da Europa, Asia, Medio Oriente?

Per le aziende italiane è ormai evidente: internazionalizzazione ed export sono un must. Soprattutto in comparti come il design e la produzione artigianale, dove il valore del Made in Italy rappresenta un vero status symbol agli occhi dei buyer internazionali, e la capacità di conquistare mercati importanti come Russia ed Emirati Arabi è diventata la chiave per far decollare il proprio business.

Design e arredamento: dal salone del mobile alla strategia internazionale

Export e internazionalizzazione, i dati utili alle aziende italiane per il Salone del Mobile

Secondo una ricerca American Express sulle Piccole e Medie Imprese a livello globale, il 49% delle PMI italiane intervistate ha dichiarato un’aspettativa di crescita dei ricavi di almeno quattro punti percentuale nei prossimi 12 mesi, e lo stato di salute dell’economia mondiale induce a presumere che le maggiori prospettive di sviluppo si collocheranno a livello internazionale.

In particolare, è proprio l’arredo Made in Italy a guidare i trend di crescita e i dati registrati nell’ultimo triennio con riferimento all’export riflettono l’importanza della crescente richiesta del prodotto di design realizzato in Italia, come spiegato nell’infografica #LIngleseNonBastaPiu

internazionalizzazione

Aprirsi all’estero significa entrare in un nuovo mercato – un passaggio che va affrontato con cautela, considerando ogni minimo dettaglio.

Strategia di internazionalizzazione, gli step da affrontare

Quali sono i più importanti step da affrontare? Certamente tra le fasi preliminari di una valida strategia di internazionalizzazione ci sarà la valutazione del mercato target, come sempre della concorrenza diretta e indiretta, ma anche e soprattutto delle strategie comunicative da adottare.

Limitarsi alla sola lingua inglese, per esempio, può davvero bastare per conquistarsi la fiducia di mercati come quello russo o quello arabo?

La risposta è no. Non solo perché già circa l’80% delle aziende che operano nel settore già possiede un sito vetrina tradotto in inglese, che quindi non costituisce più un fattore distintivo per la valorizzazione dei tuoi punti di forza, ma anche perché i clienti potenziali insediati in questi Paesi ormai pretendono di acquistare un prodotto pensato appositamente per loro, corredato da contenuti e informazioni tradotti nella propria lingua madre. Come costruire questa esperienza di acquisto calibrata sul cliente senza passare attraverso una comunicazione strutturata nella sua lingua? E senza declinarla in funzione della cultura locale, ovvero valori, aspettative e comportamenti dei clienti del mercato target?

Se stai pensando a Google Translate, naturalmente, questa non è la soluzione!

Affidarsi a una “multinazionale tascabile” che fornisce traduzioni professionali ai maggiori brand globali come Trans-Edit Group, in grado di trasferire con efficacia nelle lingue di arrivo tutti i dettagli tecnici dei tuoi prodotti, ma anche di farlo con stile e tono persuasivi e vincenti, è essenziale per ispirare fiducia e indurre all’acquistoottimizzare la Customer Experience del cliente e la percezione del marchio all’estero.

Se devi ancora strutturare e localizzare il tuo sito web, punta a una soluzione di eccellenza e affidati al top di gamma. Si dice sempre che grazie a Internet il potenziale delle tue vendite ormai è globale, ma quante volte le tue ricerche si svolgono in un’altra lingua? Non preferisci trovare comodamente i risultati che cerchi nella tua lingua per poter approfondire e comprendere appieno ciò che ti viene offerto online?

Non rischiare di farti compatire come Totò e Peppino a Milano traducendo tutti i contenuti della tua offerta internazionale solo in inglese.

I vantaggi di un sito web tradotto nella lingua target

  1. Lingua e localizzazione: la scelta delle lingue in cui tradurre il proprio sito web è una decisione strategica per raggiungere i mercati di riferimento. Rendere il sito web accessibile ai mercati e ai target più interessanti significa aprire una porta attraverso la quale invitare e accogliere nuovi clienti. Google e gli altri motori di ricerca come Bing danno rilevanza alla disponibilità del contenuto nelle varie lingue, perché questo aiuta a fornire agli utenti le risposte che cercano in modo più diretto, senza passare attraverso la traduzione con il motore di traduzione. Se sei un’azienda che punta a globalizzare, la traduzione del tuo sito web o del tuo negozio online diventa un asset strategico anche in chiave di strategie SEO.
  1. Creare contenuti professionali: come dicevamo, non puoi correre il rischio di presentarti al cliente con un sito poco professionale, magari tradotto utilizzando tool online, con costruzioni grammaticali e termini non adeguati. Il pericolo maggiore è quello di perdere il cliente sin dal primo contatto, perché non sei riuscito a creare uno dei valori più importanti nella vendita: la fiducia. Se non ti accrediti subito con un’immagine professionale, convincente e attenta ai dettagli, come potrai indurre un cliente ad acquistare online presso la tua azienda?
  1. Studia, naviga e prova: studia i siti web della concorrenza, soprattutto quelli dei grandi brand, per scoprirne le strategie e individuare possibili benefici che potrai riprodurre sul tuo sito web. E lasciati ispirare dalle soluzioni di localizzazione multi-lingue che Trans-Edit ha già sviluppato, customizzato e messo in atto per i maggiori brand mondiali nel mondo del fashion e del lusso. Osservare l’esperienza utente dal punto di vista di un visitatore di un’altra lingua è un passo fondamentale per interpretare esigenze e comportamentidei potenziali clienti.
CMO da seguire

Personal Branding: 4 Chief Marketing Officer da seguire sui social

Social Media, big data, responsive design e mobile sono tematiche nate ed evolutesi negli ultimi anni. I Chief Marketing Officer (CMO) ovvero responsabili Marketing anni fa avevano tutt’altri argomenti di cui occuparsi.

A seconda della grandezza dell’azienda, compiti e responsabilità sono variati notevolmente. E parlando del famoso livello C (CTO, CEO ecc.) sono proprio i CMO quelli che più spesso rappresentano l’azienda. Curando la strategia globale dell’azienda, di riflesso ne beneficia anche la loro immagine personale.

Per questo motivo vi presentiamo alcuni account social dei primi quattro CMO della classifica di  Business Insider dei 50 CMO più innovativi al mondo.

LEGGI ANCHE:  Fanta: “Per la strategia 2017 abbiamo assunto un Teen Marketing Officer”

Gli account social dei TOP quattro CMO da seguire

1. Lorraine Twohill, CMO Google

Prima di Google ha lavorato come Head of Marketing da Opodo e da Dreamticket.com.

Qui trovate il suo profilo Google +

2. Kelly Bennett,  CMO Netflix

Kelly Bennett ha ricoperto diverse posizioni da Warner Bros per poi passare a Netflix nell’agosto del 2012.

Ecco il suo account LinkedIn!

3. Deborah Wahl, CMO McDonald’s

Deborah Wahl prima di diventare CMO presso McDonald’s è stata CMO di Chrysler e Corporate Manager di Toyota.

Qui trovate il suo account LinkedIn

4. Craig Inglis, Customer director John Lewis

Prima CMO, poi a settembre del 2015 è diventato Customer director.

Il suo account LinkedIn lo trovate qui.

Gli ostacoli per il personal branding dei CMO

Il Web è diventato uno strumento efficace per mettere in mostra se stessi. Tuttavia se avete visitato gli account social dei CMO menzionati qui sopra, forse avrete notato che non tutti postano regolarmente. Seguire i loro profili significa comunque avere informazioni di prima mano, ispirazione e qualche lezione sulla gestione dei profili personali sui social.

LEGGI ANCHE: A lezione di Personal Branding da tre donne importanti

In un articolo pubblicato su Forbes qualche anno fa, The CMO’s Short Guide to Personal Branding, venivano individuati quattro ostacoli principali che i CMO spesso incontrano nel seguire una strategia di personal branding sui social.

  1. Mancanza di tempo durante il lavoro
  2. Conflitto d’interesse: il tempo speso nel personal branding potrebbe essere interpretato come fine a stesso, più che un valore aggiunto per l’azienda che rappresentano.
  3. Molti CMO sentono il dovere di curare il profilo del CEO dell’azienda prima del proprio profilo.
  4. Viste le problematiche precedentemente menzionate, molti CMO si sentono sopraffatti e non sanno da dovere iniziare a creare il proprio personal brand.

E voi quali CMO seguite sui social?

Turismo: gli italiani sono un paese di viaggiatori “mobile”

La percentuale di utenti Mobile Only è in forte crescita. Ad annunciarlo è, anche quest’anno, l’ultimo report di ComScore che mostra come gli utenti che si connettono solo da smartphone o tablet, senza accedere al web dal pc, sia in grande crescita.

Addirittura in Italia il 32% degli utenti accede a internet solo dal mobile, un dato che va di pari passo con l’alta percentuale pro-capite di devices. Internet in Italia – I trend del 2017 mostra come il primo driver di crescita sia rappresentato proprio dagli accessi al web da mobile sottolineando che tuttavia il traffico risulta essere particolarmente concentrato su un ristretto numero di app.

E se lo smartphone è il nostro miglior compagno di viaggio, è ovvio pensare che il settore che più deve tener contro della crescita esponenziale della navigazione da mobile è sicuramente il turismo. Ma andiamo per gradi: vediamo insieme i dati ComScore.

Italia, paese di santi, poeti e navigatori di app

social hanno trasformato Marketing del turismo

In Italia oltre la metà del traffico dati viene speso sui social e sulle app di messaggistica. Il telefono – perché alla fine si tratta di questo – rimane fonte primaria di comunicazioni e relazioni interpersonali che la rete ha solo reso molto più veloci e decisamente più economiche.

Pensiamo a quanti messaggi inviamo ogni giorno tramite WhatsApp (la penetrazione di utilizzo di WhatsApp in Italia è del 93%) e quanto ci sarebbero costati in termini di SMS agli albori della Mobile Revolution tra la fine degli anni’ 90 e l’inizio del nuovo millennio.

LEGGI ANCHE: Chatbot per il turismo: perché inserirli nella tua strategia

Tre dati finali della ricerca di ComScore risultano essere molto interessanti a fini più commerciali:

  • Alta fedeltà: Gli utenti italiani passano quasi il 90% del tempo di navigazione sulle app scaricate sul proprio smartphone/tablet.
  • Basso tasso di cambiamento: le barriere all’entrata per le nuove app sono molto alte; in Italia solo il 34% degli utenti scarica almeno un’app nuova al mese. Se pensiamo a quante ce ne sono nei vari store è sicuramente un dato che dovrà far riflettere gli sviluppatori e i marketer. Vale ancora la pena investire in un’app? Meglio investire sui bot e creare comunicazioni “private” all’interno di ambienti controllati e frequentati?
  • eCommerce da app in forte crescita: in Italia gli acquisti da app stanno raggiungendo in percentuale quelli fatti tramite il browser. Un altro dato importante che i manager dei brand che puntano forte sulla vendita online dovranno valutare con attenzione nei prossimi giorni.

Alla luce di questi dati, appare evidente come uno dei settori che può trarre più vantaggio dalle strategie di mobile marketing sia il turismo: il turismo può infatti sfruttare in ogni suo momento le potenzialità crescenti del mobile, vediamo insieme perché e come.

Prima del viaggio

Startup turistiche, l'innovazione non va in vacanza

Le statistiche ci dicono che oltre il 60% delle prenotazioni dei viaggi arrivano tramite smartphone. Se consideriamo anche le ricerche, che poi portano a una prenotazione effettuata da desktop per comodità, la percentuale si alza sensibilmente.

Le app dei diversi provider sono sicuramente le fautrici di questo successo: sono più semplici e immediate da usare, (eDreams ha stimato che per prenotare un volo da app ci vuole un minuto e mezzo) meno dispersive e, grazie alla tecnologia 4G/5G, spesso anche più veloci dell’ADSL casalinga.

Le persone si aspettano ormai di poter prenotare le proprie vacanze su qualsiasi dispositivo mobile, a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi luogo vi si trovi e farlo nel più breve tempo possibile.

Durante il viaggio

Startup turistiche, l'innovazione non va in vacanza

Durante il viaggio le persone che si affidano alla rete e quindi al Mobile per cercare informazioni utili, trovare e prenotare ristoranti o semplicemente per condividere le proprie foto, è sempre più in crescita.

Un dato su tutti: TripAdvisor – la cui app ha oltre 370 milioni di download, quasi 1 milione di feedback con un punteggio medio di 4.4 e poco meno del 50% degli utenti che ha visitato l’app – ha generato, secondo Oxford Economics, una spesa turistica extra a  giugno 2016 che si aggirava attorno ai 50 miliardi di euro nel mondo, di cui 2,3 miliardi solo in Italia.

Per cui, per le strutture ricettive che intendono sfruttare la potenzialità del mobile, il consiglio è non investire su app personalizzate (non le scaricherebbe o userebbe nessuno), ma migliorare la presenza online con siti ottimizzati, monitorando i feedback sui vari canali come TripAdvisor o AirBnb.

Sarà un caso che Google a fine 2016 ha lanciato la sua Google Trips?

Fino a poco tempo fa le aziende si interrogavano se avere un sito mobile friendly, ora questo è un dato imprescindibile ed è necessario pensare velocemente in termini di Mobile Only!

La statua di Cristiano Ronaldo, il manifesto di #Cannes2017: gli Epic Win&Fail della settimana

Hai fatto il pieno di social scherzi questo weekend? Il “Pesce d’Aprile” di sabato ci ha regalato una montagna di win & fail nel mucchio di burle studiate e condivise dai brand in tutto il mondo, ma concentriamo l’attenzione sul meglio e il peggio visto sul web durante la scorsa settimana (altrettanto meritevole).

LEGGI ANCHE: Pesce d’Aprile: quest’anno cade di sabato ma i brand si stanno prendendo gioco di noi da giorni

Fail

Cominciamo eccezionalmente con il peggio, e nello specifico con la “bomba” che ha fatto esplodere di indignazione il web, ovvero la frase del Ministro del Lavoro Poletti “Nel lavoro si creano più opportunità giocando a calcetto che a spedire curricula” espressa durante un incontro con alcuni giovani studenti di Bologna sul tema dell’alternanza scuola – lavoro.

Pesantissime le polemiche ricevute dal mondo politico, televisivo, manageriale, insomma se la sono presa proprio tutti con il Ministro. E ovviamente non è mancata l’ironia da parte di alcuni brand, come ad esempio questo post pubblicato da Just Eat:

Caro Giuliano Poletti, diciamo le cose come stanno.

Gepostet von JUST EAT Italia am Mittwoch, 29. März 2017

Passiamo ora a uno degli eventi internazionali più attesi del mondo del cinema, ovvero il Festival di Cannes, che quest’anno nel suo manifesto ha voluto rendere omaggio a una grande diva italiana, Claudia Cardinale. Bellissima idea, certo, peccato solo che la foto della splendida Claudia è stata malamente photoshoppata per renderla più magra: dettaglio che non è passato sicuramente inosservato.

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Torniamo ora a parlare di calcio, o meglio di uno dei calciatori più famosi di tutti i tempi, la grande ala destra David Beckham, che ha fatto arrabbiare, e non poco, i suoi fan asiatici con un video pubblicato sui suoi canali Facebook e Instagram. “Great 48 hours in China” dichiara David, che si trovava ad Hong Kong, dove per molti abitanti essere definiti “cinesi” rimane un insulto (dato che la città è tornata sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese solo nel 1997, dopo 156 anni di dominio coloniale britannico).

48hrs In China

Great 48 hours in Shanghai and Hong Kong ❤️

Gepostet von David Beckham am Samstag, 25. März 2017

Copy prontamente modificato dal calciatore in “Great 48 hours in Shanghai and Hong Kong”, ma anche in questo caso molti utenti hanno commentato indignati ricordandogli che effettivamente Hong Kong si trova in China. Insomma, povero David, non va mai bene nulla!

Win

Rimaniamo in tema calciatori con uno degli epic win più belli del 2017: il mezzo busto dedicato a Cristiano Ronaldo installato all’aeroporto di Madeira, la sua città natale in Portogallo. O meglio, tutti i meme che sono spuntati sul web in una “photoshop battle” che ha regalato delle vere e proprie perle!

Potete trovarne altri qui!

Doverosa una menzione speciale ad Arnold Schwarzenegger che ha magistralmente zittito un utente sul suo profilo, dopo aver ricevuto un commento decisamente fuori luogo sotto un selfie scattato con alcuni atleti durante le Special Olympics. Well done, Arnold!

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Concludiamo con un epic win un po’ atipico, ma molto apprezzato da tutti noi Ninja: finalmente WhatsApp ha aggiunto la possibilità di creare e inviare GIF! Oltre a un vasto archivio di GIF esistenti da cui attingere, il caro Zuckerberg ci permette di crearne di nuove a partire dai video che abbiamo nella galleria del nostro smartphone.

Speriamo di aver reso il tuo lunedì un po’ meno lunedì!

Facebook: Live Location arriva su Messenger

“Dove sei e che cosa fai?”, quante volte avete posto questa domanda al vostro amico o al vostro moroso? Da qualche giorno Live Location è intervenuto per risolvere tutti i vostri problemi: grazie a Messenger è infatti possibile condividere la propria posizione in tempo reale e per un tempo limitato.

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La notizia, diffusa ufficialmente da Facebook lo scorso 27 marzo, è stata lanciata tramite un video: in soli 45 secondi, ecco spiegata in modo semplice e veloce l’ennesima novità.

Live Location in Messenger

Gepostet von Facebook am Sonntag, 26. März 2017

 

Come funziona

Sfruttando i sistemi di geolocalizzazione del proprio smartphone, ogni utente potrà utilizzare la nuova funzionalità direttamente all’interno della chat, cliccando sull’icona “Posizione”.

In questo modo sarà possibile condividere con il contatto prescelto la posizione per una durata massima di 60 minuti. Non ci credete? Noi lo abbiamo testato  e TADÀ: uno screenshot fresco fresco per voi!

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Un countdown terrà informato il vostro contatto circa il tempo rimanente la condivisione della posizione, sebbene sia possibile interromperla in qualsiasi momento. Parliamo di “contatto”, ma in realtà potrete condividere la vostra geolocalizzazione anche con un gruppo di amici: tutto dipende dalle vostre chat e da chi vi partecipa!

Si tratta quindi di una condivisione temporanea,  disponibile sia per iOS che per Android, che permette anche di condividere un punto preciso della mappa. Per esempio: durante la vostra passeggiata riconoscete il bar del vostro primo incontro? Ecco, potete condividere il luogo cliccando sul consueto pin rosso e ‘fissare’ anche la vostra posizione statica.

Selena Wang, Product Manager di Messenger, afferma che dopo averla testata per un po’ di tempo, sono stati numerosi i feedback (positivi) degli utenti che hanno trovato la funzionalità molto utile per coordinarsi con gli amici.

LEGGI ANCHE: Aumenta il tuo fatturato vendendo su Facebook

Un pericolo o un’opportunità?

Nata come opportunità per coordinare un gruppo di amici, per facilitare gli incontri o i ritorni a casa tra coinquilini, in realtà ci chiediamo quanto saranno felici i genitori moderni di monitorare i propri figli tramite Facebook.

Un ennesimo passo che va oltre la propria privacy, se si pensa a chi “sfrutterà” la nuova funzionalità per soddisfare le proprie manie di controllo su qualcun altro. È pur vero, però, che la possibilità di condivisione limitata ai 60 minuti permette ai più sbadati di non lasciare traccia di sé per troppo tempo.

Noi Ninja offriamo sempre spunti di riflessione, ma se la modalità di utilizzo ancora non è chiara, ecco una delle poche certezze della vita: il centro assistenza di Facebook.

E buona localizzazione a tutti!

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Guida agli eventi che non puoi perderti al Fuorisalone 2017

Ogni anno il milanese medio si accorge dell’inizio della primavera grazie ad un evento fondamentale.
Non è l’arrivo del bel tempo e non è neanche lo sbocciare dei fiori, ma è il Fuorisalone.

Evento collaterale del Salone del Mobile, il Fuorisalone si prospetta sempre come un evento ricco di novità, capaci di accontentare un pubblico sempre più eterogeneo, interessato non solo al design ma anche a tecnologia e sostenibilità.

Come fare a orientarsi in questa giungla intricata di eventi?

Ecco quali sono secondo noi le cose che assolutamente non puoi perderti.

Palazzo Litta – A Matter of Perception

Torna per la quarta edizione A Matter of Perception celebrando il rapporto tra designer, aziende e artigiani con il tema Linking Minds.

Tanti i nomi importanti, cominciando dallo studio statunitense Diller Scofidio+Renfro, che allestirà il cortile centrale. Molto più che un tema macabro, l’estetica della morte è il punto focale del lavoro di Michele De Lucchi, Andrea Branzi e Francesca Balena Arista  con gli studenti del Politecnico di Milano. E ancora: Punkt insieme a scuole di design internazionali, l’installazione olfattiva del brand francese Diptyque, e moltissimi altri progetti affascinanti.

Palazzo Litta, Corso Magenta 24

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Logotel – Posthuman, When Technology Embeds Society

Al Ventura Design District, Logotel propone una mostra che si interroga sul rapporto tra tecnologie più avanzate e essere umano, con immagini, video, opere e approfondimenti.

Punto focale dell’esposizione è l’opera della designer russa Maria Yablonina, Mobile Robotic Fabrication System for Filament Structures, a metà tra robotica e fabbricazione digitale.

L’installazione viene ricreata attraverso dei robot capaci di comporre strutture filamentose sospese a mezz’aria, composte da cavi in polipropilene, che ricordano le tele dei ragni.

Logotel, via Privata Giovanni Ventura 15

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BASE Milano – Design Nomade

Potrebbe sembrare una contraddizione ma il tema di riflessione affrontato da BASE Milano quest’anno è proprio il nomadismo. Spazi flessibili che non si collocano in una struttura o in una funzione definita, casa, lavoro, svago, digitale o analogico tutto è in movimento, tutto è sperimentazione.

BASE Milano, Via Bergognone 34

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Moleskine Design Week 2017

Durante la Design Week milanese, presso BASE Milano e al Moleskine Cafè verrano celebrati due dei più iconici prodotti che incarnano il valore del viaggio, il notebook e lo zaino.

Entrambi emblemi di un design che affascina per semplicità e funzionalità, creati per vagabondare per le strade e con la mente.

Agli eventi parteciperanno Giulio Iacchetti, designer italiano che ha creato il Backpack Classic Moleskine, e lo street artist Bradley Theodore, che utilizzerà il Backpack Classic come una tela per la sua creatività.

BASE Milano, Via Bergognone 34 – Moleskine Cafè, Corso Garibaldi 65

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Design Hostel – A letto con il design

A Bovisa si realizzano idee che sfidano il concetto di ospitalità tradizionale con la nascita di Design Hostel, il primo ostello esclusivamente per designer, nato da una collaborazione tra Ghigos Ideas e Politecnico di Milano.

Un open space di 1200 mq, all’interno di un ex fabbrica dove oggi si trova Makers Hub, ospiterà 40 designer, ognuno dei quali potrà personalizzare il proprio alloggio con i suoi prodotti che diventeranno parte di una mostra collettiva aperta a tutti.

Design Hostel, via Cosenza 44/4

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Brera Design District

Tutto il quartiere di Brera pullula di iniziative durante questa settimana. Semplicemente passeggiando per le strade è possibile assaporare il gusto milanese per il design e la moda.

Da visitare assolutamente segnate: Gea, un’installazione progettata da dotdotdot e Opendot in mostra da Eataly Smeraldo; Brera Design Apartment con il progetto The Visit, rivoluzione dell’appartamento ottocentesco con pattern e colori in un progetto di Studiopepe; la Fondazione e l’Ordine degli Architetti propongono una mostra su Aldo Rossi; Lo scrigno del cielo, L’architettura in una finestra è un progetto di Gambardella Architetti in Piazzetta Brera mentre Poesie di Neon è un’installazione luminosa di Luca Trazzi.

Insomma prendetevi pure una giornata di pausa per godere di uno dei quartieri più belli della città.

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Milan Design Market

35 giovani designer e brand emergenti provenienti da diverse parti del mondo sono coinvolti in questo progetto al suo secondo anno di vita. Workshop, talk, esposizioni, maker ed eventi a metà tra design, artigianato, arte e food, che mettono in relazione tra loro concetti ed esperienze lontanissime rendendole vicine, così vicine da fondersi.

Studio Gianni Rizzotti, via Pastrengo 14

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La Capsula della Memoria

Segnatevi questa data: giovedì 6 aprile alle ore 18.30 presso Superstudio Più verrà presentata l’istallazione creata da Patricia Urquiola per 3M Design.

Una commistione di architettura, design e materia darà vita ad una riflessione sulla memoria e l’importanza dei ricordi nel tempo, coinvolgendo attivamente i visitatori.

Attraverso uno speciale photo booth gli ospiti potranno, infatti, scattare e condividere le proprie foto create tramite l’utilizzo di una macchina fotografica immersa nel liquido Novec™.

Superstudio, Via Tortona 27

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The Ikea festival – Let’s Make Room For Life

Nel cuore di Lambrate Ikea allestisce il soggiorno di casa tua. O meglio, promuove un modo di vivere personale e informale, attraverso incontri, workshop, installazioni, interviste ed eventi live con la partecipazione dei designer danesi HAY, del designer Tom Dixon e di Home Smart.

L’intento è quello di “puntare i riflettori sulla capacità di esprimere se stessi e sull’unicità della vita quotidiana”

Officina Ventura 14,Via Privata Giovanni Ventura 14

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Cos + Studio Swine

Lo studio inglese composto da Azusa Murakami e Alexander Groves, realizza per COS un’istallazione evanescente ispirata al divenire organico della natura. Lo spazio viene descritto come minimale e contemplativo capace di restituire un’ideale di bellezza e semplicità.

Cinema Arti, Via Pietro Mascagni 8

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Superdesign Show – TIME to COLOR!

Quest’anno Superstudio sceglie come tema principale il colore, ricollegandosi alla ricerca più pura del design tradizionale ma spingendola all’estremo con esposizioni che riguardano ibridi tra arte e design, tra industria e artigianato, tra tradizione e futuro.

Vedremo le installazioni Tokujin Yoshioka, il progetto di PepsiCo con Mathieu Lehanneur, Luca Nichetto, Fabio Novembre. Molto interessanti anche i Selected Objects, sezione dedicata alle piccole e medie aziende, e Materials Village, a cura di Material ConneXion.

Superstudio, Via Tortona 27

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Cascina Cuccagna – Capitalism is over

Cascina Cuccagna ospita il progetto espositivo curato da Raumplan.

Un’esposizione pensata come un’immaginario lungo addio al capitalismo in cui vengono presentati nuovi modelli alternativi di produzione e consumo possibili grazie a nuove tecnologiche e mutamenti sociali.

Cascina Cuccagna, Via Cuccagna 2

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We START you UP: scopriamo il nuovo programma di Aruba dedicato alle Startup

In occasione del nuovo programma di Aruba per le Startup Digital We START you UP, abbiamo intervistato un bravo professionista e amico di Ninja Marketing, Stefano Sordi – Chief Marketing Officer di Aruba, in merito a questa iniziativa, il cui scopo è mettere a disposizione di Startup innovative i servizi Cloud, aiutandole nello sviluppo esponenziale del proprio business sotto diversi aspetti.

We START you UP: il nuovo programma Aruba per le Startup [INTERVISTA]

Scopriamo insieme di cosa si tratta.

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Buongiorno Stefano, bentornato e grazie per la disponibilità. Come nasce l’iniziativa We START you UP e a chi è rivolta? Come si svolge la selezione e la partecipazione a questa iniziativa?

Abbiamo sempre cercato di essere di supporto al mondo startup, per questo il nostro primo programma a loro dedicato nasce già nel 2013. Nel corso di questi anni questo è stato affinato fino ad essere trasformato in quello che è oggi We START you UP, un vero e proprio percorso di crescita per le startup che ne faranno parte.

Il nuovo programma è aperto a tutte le startup che intendono avviare lo sviluppo di prodotti o servizi fortemente innovativi, basati su un’infrastruttura IT adatta ad essere implementata su cloud. Gli unici requisiti richiesti sono che le startup partecipanti siano costituite da meno di 36 mesi, abbiano sede legale sul territorio nazionale e propongano un business model sostenibile.

Ci piace sottolineare che offriamo il credito cloud a chi ne ha realmente bisogno, ossia a chi ha già costituito la propria startup pensando in cloud, ha bisogno di scalabilità e flessibilità per il proprio business ma (come è normale in una fase di sviluppo iniziale della propria attività) non possiede risorse sufficienti. Per partecipare basta compilare il form online, descrivere in modo sintetico il proprio progetto di business e accettare le modalità di partecipazione. Il team di Aruba Cloud valuterà la richiesta e comunicherà la conferma di adesione al programma. Dopo la conferma, la startup riceverà il nostro welcome kit e il primo voucher di credito cloud di 3.000 euro da utilizzare entro 12 mesi.

We START you UP: il nuovo programma Aruba per le Startup [INTERVISTA]

Potresti spiegarci più nello specifico in cosa consiste il programma e come verrà articolato? Entro quando è necessario candidarsi?

Il programma We START you UP si articola in 4 differenti fasi:

  • La Formula START è la fase di accesso al programma, nella quale le startup hanno a disposizione 3.000 euro di credito cloud all’anno, per tre anni, oltre che supporto formativo continuativo.
  • La fase di Training si compone di giornate e webinar di formazione attraverso cui le startup potranno, prima, capire quanto il cloud possa facilitare il proprio business, e poi, apprendere gli strumenti per crescere attraverso questa tecnologia.
  • Il Pitch Day è l’evento in cui le startup potranno spiegare agli esperti Aruba quale sia la propria idea per usare le risorse cloud, con l’obiettivo di usufruire della formula UP, dedicata alle startup ad alto potenziale di crescita.
  • Infine, appunto, la Formula UP, ossia la fase che mette a disposizione un credito cloud gratuito fino a 50.000 euro utilizzabile in 24 mesi e la consulenza dei Cloud Architect di Aruba. Si tratta della fase riservata ai progetti che durante il Pitch Day risulteranno idonei a sfruttare al meglio tutta la potenza di una piattaforma cloud e del credito gratuito relativo.

In più, per festeggiare il primo anniversario del lancio del dominio .cloud (che ad oggi ha raccolto oltre 100.000 registrazioni in più di 150 paesi), offriamo un bonus addizionale una tantum di 1000 euro a tutte le startup selezionate per la partecipazione al programma che utilizzino un’estensione .cloud come dominio principale della loro attività. Il programma non ha una scadenza, quindi le startup potranno candidarsi quando si sentiranno pronte per affrontare il percorso proposto.

We START you UP: il nuovo programma Aruba per le Startup [INTERVISTA]

A livello digitale e tecnologico, quali saranno i mezzi messi a disposizione delle Startup selezionate?

Aderendo al programma mettiamo a disposizione tutte le soluzioni Aruba Cloud, quindi Cloud Computing, Cloud VPS, Cloud Backup, Cloud Object Storage e Cloud Monitoring; una Knowledge Base con strumenti e guide dettagliate per la gestione del proprio Cloud Server; oltre a consulenza diretta per l’utilizzo e la configurazione del servizio.

Le startup ne potranno fare richiesta direttamente dal pannello tecnico Aruba Cloud: il nostro team invierà un preventivo agevolato per le startup e, se accettato, l’importo verrà scalato dal credito cloud gratuito a disposizione.

Inoltre offriamo a tutte le startup che partecipano al programma assistenza tecnica h24, 7 giorni su 7. Ulteriori strumenti, come presentato nel programma, saranno i training day e i webinar dedicati per spiegare come poter crescere attraverso il cloud; ci saranno poi varie tappe legate alle giornate di orientamento presso gli incubatori, anche con i nostri partner.

Da tempo Aruba posiziona lo sviluppo del cloud in posizione centrale nella propria vision. Come credete che il cloud possa aiutare le startup scelte, e (perché no!) tutte le aziende in generale, nello sviluppo e sostenimento del proprio business?

Per avviare una startup tecnologica di successo servono due elementi indispensabili: un’idea innovativa ed il corretto utilizzo della tecnologia che c’è dietro. Grazie al cloud, i vantaggi di gestione dei quali una startup può beneficiare sono notevoli. Primo tra tutti, la scalabilità dell’architettura, così da far fronte immediatamente ad ogni contrazione e picco improvviso di traffico e, di conseguenza, contenere i costi. Il Cloud infatti si adatta perfettamente al progetto degli startupper in quanto permette di adeguare i costi in base a quello che è il reale utilizzo delle singole risorse, grazie ad un modello pay-per-use. Il cloud mette poi a disposizioni ulteriori strumenti essenziali per una startup, dai servizi di Backup per preservare i propri dati ai pratici watchdog per la temporizzazione hardware.

Il cloud è quindi essenziale in quanto consente ad una startup di focalizzarsi sul proprio core business senza alcun onere di gestione, e questo discorso riguarda tutte le imprese innovative.

Grazie Stefano! Tante soluzione cloud per tante necessità differenti. Sicuramente i Ninja all’ascolto saranno incuriositi!