Galaxy S8: 5 caratteristiche top del nuovo smartphone Samsung

Mercoledì è stato presentato l’attesissimo Top di gamma dell’azienda coreana: Samsung Galaxy S8. In realtà si tratta di ben due modelli, S8 e S8+, smartphone che si differenziano per due caratteristiche che subito saltano all’occhio: la diagonale del display di circa 5,8 pollici il primo e di circa 6,2 pollici per il secondo. Il prezzo è invece tutto sommato in linea con gli altri top di gomma di altre aziende produttrici.

La presentazione in realtà del nuovo s8 non è stata una vera e propria sorpresa, in quanto è da circa alcune settimane che trapelavano sul web innumerevoli rumors che suggerivano caratteristiche e dimensioni del nuovo terminale di casa Samsung.

Eh sì, quest’anno, dopo la brutta esperienza di Note 7 (che ricordiamo presentava gravi malfunzionamenti nella batteria, tanto da non essere ammesso nella stiva di molte compagnie aeree) Samsung non si è lasciata catturare dalla fretta, rispettando i tempi per testare accuratamente il nuovo prodotto.

S8 ha subito stupito per le caratteristiche e le prestazioni tecniche che la casa coreana ha voluto offrire ai suoi consumatori. Vediamole insieme.

Infinity display

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La prima particolarità di Samsung Galaxy S8 è il display: senza cornice e da 5,8 pollici, occupa interamente il fronte dello smartphone fino ai bordi permettendo una visione immersiva e davvero limpida.

Touch e scansione dell’iride per la sicurezza

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Con Galaxy S8 e S8+ puoi sbloccare lo smartphone in diversi modi, senza dover sempre ricordare pin o password. Il primo metodo è grazie alle impronte digitali: il sensore non si trova sul fronte, ma sul retro così quando prendi in mano Galaxy S8 e S8+, il tuo indice si appoggia naturalmente sul sensore delle impronte digitali.

Il secondo metodo è il riconoscimento del viso: basta posizionare il tuo smartphone in corrispondenza del tuo viso, come per scattarti un selfie, per sbloccare Galaxy S8 o S8.

Infine, si può scegliere di accedere grazie al riconoscimento dell’iride: basta uno sguardo per essere riconosciuti e sbloccare lo smartphone.

Selfie e foto perfette, anche al buio

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Quando si parlava di fotocamera, specialmente quella frontale, Samsung subiva la concorrenza dei suoi competitor che offrivano capacità e risultati migliori. Galaxy S8 ha una fotocamera frontale da 8 megapixel che ha il pregio di avere lo smart autofocus per selfie nitidi in tutte le condizioni.

Anche il buio non fa più paura a Samsung: la fotocamera è sì da 12 megapixel, ma ha una lente luminosa con apertura focale 1.7 e pixel da 1.4µm di ampiezza, per catturare più luce possibile, anche in condizioni di bassa luminosità.

Hello Bixby!

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Ne abbiamo parlato giusto qualche settimana fa: il nuovo assistente digital di Galxy S8 è Bixby e, come abbiamo già detto, offrirà agli utenti un esperienza più completa e profonda grazie a tre caratteristiche fondamentali: completezza, consapevolezza del contesto e tolleranza cognitiva. 

In parole povere, Bixby ti permette di fare cose come trovare un prodotto online semplicemente fotografandolo e di personalizzare le notifiche secondo le tue abitudini, dalla sveglia al mattino ai reminder la sera.

DeX Station per i workaholic

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Un accessorio che assomiglia ad una ciotola e che in realtà trasforma Galaxy S8 in un pc: permette di avere un’esperienza desktop dal nostro smartphone e di poter accedere ai programmi che si trovano ad esempio sul computer di casa. Non stupisce il fatto che i partner scelti per le app siano Microsoft e Adobe.

In pratica DeX connette S8 a un monitor HDMI compatibile e a tastiera e mouse tramite Bluetooth o USB, ricreando un ambiente di lavoro Android. E nel frattempo, ovviamente, si occupa anche di ricaricare il vostro dispositivo!

Le attese questa volta sono state soddisfatte o quasi. Ci si aspettava da Samsung un telefono senza bordi, con un grande schermo, con dimensioni contenute e con una batteria che potesse condurre il consumatore a fine giornata. E ovviamente uno smartphone che non rischia di esplodere!

Se per le prime caratteristiche Samsung ha accontentato tutti, sulla batteria invece a lasciato a bocca asciutta in molti. È vero non ci sono ancora dei test per poterne valutare la reale efficacia, ma per ora i numeri sono questi e non promettono nulla di buono. Ma lo vedremo solo nei mesi che seguono quando gli stress test sapranno fornire dati certi sulle performance della batteria.

Come utilizzano i social media gli italiani?

Ce lo racconta l’ultima ricerca di Blogmeter: Facebook si conferma il social network preferito dagli italiani per ogni tipo di utilizzo, ma per informarsi stampa e televisione sono ancora i media più credibili.

Il report Italiani e Social Media non si sofferma solo sulle stime di volume e punta a rispondere anche ada latri interrogativi: che relazione hanno i social media con le relazioni personali, con gli acquisti, con l’informazione? A chi crediamo nel sempre più pesante overload informativo? A chi dedichiamo più tempo?

Italiani e Social Media

I social non sono tutti uguali

La ricerca ha identificato due tipologie di social: quelli di cittadinanza e quelli funzionali.

Ci sono social che usiamo tutto il giorno, più volte al giorno e più volte a settimana: questi sono i social di cittadinanza che contribuiscono a definirci nel nostro agire digitale. Naturalmente il maggiore rappresentante della categoria è Facebook, con ben l’84% degli intervistati che ha dichiarato di utilizzarlo più volte al giorno. Gli altri sono YouTube, Instagram e Whatsapp.

Ci sono poi i social funzionali, nel senso che soddisfano un need specifico e in questo cas i principali sono Google Plus, Twitter e LinkedIn, utilizzati rispettivamente dal 40%, 35% e 31% degli intervistati, ma solo saltuariamente.

A livello di social strategy questo dato si traduce per le aziende in un utilizzo dei social in modo più consapevole. Su alcuni social network i brand potranno proporsi come “compagni di strada” nelle attività quotidiane degli utenti, su altri dovranno diventare risolutori di bisogni specifici, per parlare con efficacia ai loro consumatori.

LEGGI ANCHE: Oltre i Millennials: cosa cambia con la Generazione Z?

Gli italiani e i social media più “abbandonati”

Dalla ricerca emerge che gli italiani non hanno remore a disiscriversi dai social. Il social più abbandonato in assoluto è Tinder: ben 3,5 italiani su 10 dichiarano di essersi iscritti e poi cancellati. Seguono Snapchat, con il 25%, Pinterest e Twitter, con il 10%.

Italiani e Social Media

Ad ogni età un uso diverso

In termini di età, i risultati dell’analisi dimostrano che al crescere dell’età decresce il numero di social a cui si è iscritti: nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la media di social e servizi di messaggistica posseduti è superiore a sette, dopo i 45 anni, invece, scende a tre canali.

I giovanissimi – utenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni – dichiarano inoltre di dedicare più tempo a Instagram e YouTube, ma al crescere dell’età subentrano Facebook (18-24) e televisione (per gli italiani dai 35 anni in su).

Italiani e Social Media

Perché utilizziamo i Social Media?

Tra le motivazioni più gettonate spiccano la curiosità e l’interesse (ben il 21% degli utenti ha dato questa risposta); il 17% ha dichiarato che lo scopo di utilizzo è legato alla creazione di relazioni nuove e personali, mentre il 14% afferma di utilizzarli per svago o piacere.

Solo il 4% degli intervistati pensa che sia inevitabile iscriversi ai social e indagando le ragioni dell’utilizzo di un determinato social, Facebook si conferma il principale social network per tutti gli obiettivi.

Tra gli altri social media, emerge TripAdvisor per leggere recensioni, YouTube per informarsi, mentre per seguire brand e personaggi celebri gli intervistati preferiscono Instagram.

Social vs. TV e stampa

Se da un lato Facebook si configura come il social a cui dedichiamo in assoluto la maggior parte del tempo, dall’altro lato anche canali di comunicazione più tradizionali come la televisione e i magazine continuano a mantenere una forte credibilità anche tra gli utenti del web.

Gli intervistati considerano come assolutamente credibili per informarsi TV e stampa, mentre al contrario ritengono poco affidabili Facebook, YouTube e i Blog.

Quando però si tratta di acquistare, i canali che gli italiani digitalizzati considerano più attendibili sono i siti di acquisti online (Amazon e Ebay) e siti di recensione (TripAdvisor).

influencer

L’importanza delle Celebrities e degli Influencer

Cantanti, giornalisti e scrittori sono i personaggi di cui gli italiani dichiarano di fidarsi di più, mentre musicisti e TV personalities risultano i più seguiti (secondo il 33% del campione).

Tra le personalità più seguite, spiccano Belen, Vasco Rossi, Gianni Morandi. Tra gli sportivi, Valentino Rossi, Buffon e Del Piero.

Il rapporto con gli influencer è però sfaccettato: se fan-base e credibilità sono aspetti non sempre correlati, età e numero di influencer seguiti sì.

I giovani seguono un numero maggiore di personaggi appartenenti a categorie diverse, mentre invecchiando si diventa più selettivi.

Anche in questo caso le aziende devono comprendere bene a quale target si stanno rivolgendo nella scelta di un determinato influencer o nella scelta di strategie digitali differenti.

Salone del Mobile: le idee più bizzarre da non perdere

Amanti del design, siete pronti? Al via dal 4 al 9 Aprile, a Milano, un irrinunciabile appuntamento per conoscere, attraverso le tendenze progettuali avanzate, i nuovi modi dell’abitare. Stiamo parlando de “Il Salone del Mobile” giunto alla 50esima edizione, risorsa fondamentale per il sistema italiano grazie alla sua capacità di attrarre operatori, visitatori, designer, buyer, giornalisti da tutto il mondo, segno che negli anni ha portato Milano a diventare la capitale dell’arredo e della cultura del progetto.

Sarà difficile fare meglio dell’anno scorso,con un totale di 372.151 persone, con un’impronta sempre più internazionale attratte dall’eccellenza creativa e produttiva della fiera. Quest’anno sono attesi all’incirca 300.000 visitatori, da 156 Paesi di tutto il mondo, che potranno ammirare le idee delle aziende storiche ma anche delle start-up innovative. Ma quali saranno i prodotti più strani, quelli che faranno perdere completamente la testa, allestiti nei duemila espositori?

Ecco un piccolo elenco tutto per voi:

Collezione Blow, Seletti

Seletti è uno tra i più irriverenti brand italiani e in occasione della Fiera presenterà in collaborazione con Job Smeets e Nynke Tynagel, una nuova famiglia di oggetti pop style, che si compone di tappeti, lampade neon, sedie pieghevoli, specchi e di un set di piatti in porcellana, a cui presto si aggiungeranno nuovi prodotti.

Stefano Seletti, art director del brand, afferma: “Trasformiamo l’esclusività in accessibilità, le nostre collezioni si amano o si odiano, non ci sono vie di mezzo”. Lo scopo della collezione è offrire agli amanti del design oggetti da sogno, inconfondibili ed unici, arredando la propria casa con stile ma in modo accessibile.

Collezione Past & Future, Veronese

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Gocce di cristallo, fiori elaborati, anelli finissimi e tazze decorate, tutto rivisitato dal designer olandese Piet Hein Eek, che li ha remixati usando come supporto un cilindro di vetro lavorato da 40 cm, con fonte luminosa LED.

Single Butterfly, appendiabiti, Ghidini 1961

Anteprime Salone del Mobile - Ghidini 1961 - Single Butterfly, appendiabiti. Design: Richard Hutten.

Una colorata e delicata farfalla si posa sulla parete trasformandosi in un oggetto semplicemente decorativo, oltre che funzionale, un funzionale appendiabiti firmato Richard Hutten, realizzata in ottone lucido e impreziosita da oro rosa.

Collezione Cassero, Serralunga

Anteprime Salone del Mobile - Serralunga - Cassero, vasi outdoor e indoor. Design: Patricia Urquiola.

La collezione si ispira allo stampo che viene usato in edilizia per la realizzazione delle opere in calcestruzzo armato. I vasi hanno tutti forma differente, che riprendono appunto l’effetto cemento, come se fossero stati colati ed estratti dal loro stampo. Vasi dai colori grigio cemento, rosso terra di siena e marrone bruciato,studiati anche per gli interni in modo da avvicinare il mondo degli esterni a quello dell’arredo.

Laguna, per Sitia

Anteprime Salone del Mobile - Sitia - Laguna, divano componibile. Design: Elena Trevisan  Anteprime Salone del Mobile - Sitia - Laguna, divano componibile. Design: Elena Trevisan

Il nome vi ricorda qualcosa? Ebbene sì, i divani sono ispirati al retaggio artistico di Venezia, sono modulari, dalla linea sottile, perfetti per ogni angolo della casa, per le aree di attesa e gli spazi contract della contemporaneità.

Dama, Cito Privè

Anteprime Salone del Mobile - Citco Privé - Dama, madia. Design: Citco Privé.

L’arte antica degli origami è il tema che ispira la madia, concepita per essere inserita in un contesto esclusivo: le ante intarsiate, le finiture lucide, l’accostamento di materiali diversi tra cui marmo e l’ottone, riproducono l’effetto della seta, sia al tatto che alla vista, conferendo fluidità e movimento alle geometrie retrò.

Linea Icons, Amini Carpets

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Una collezione di tappeti che tolgono l’arte dalle pareti, pezzi unici, dei manufatti in seta naturale e lana di altipiano tibetano filata e cardata a mano, una tela sulla quale imprimere la memoria delle eccellenze del design moderno italiano.

“Moschino kisses Gufram”

È la naturale partnership di due aziende che hanno lo stesso spirito, l’ironia. Da questo connubio nascono idee per la casa spiazzanti, spiritose e provocanti: il divano Zipped Lips!, l’armadio Biker Cabinet e il paio di scarpe, tra pouf e portaoggetti, High Heels.

 

Are you ready?

Oltre i Millennial: cosa cambia con la Generazione Z?

Sono davvero pochi i brand al mondo che non si sono fatti trascinare dall’ossessione per i Millennial: i Millennial sono molto presenti sui social, i Millennial non comprano case ma biglietti aerei, i Millennial sono fedeli ai brand, eppure dopo centinaia di studi letti è piuttosto evidente che moltissimi autorevolissimi esperti di marketing non sappiano realmente chi siano questi Millennials, perché li confondono con i ragazzi più giovani, quelli nati dopo la metà degli anni ’90: la cosiddetta Generazione Z.

La generazione Z è quella che viene dopo la Generazione Y, e come possiamo immaginare porta con sé tratti distintivi molto diversi dalla generazione precedente: prima tra tutte, la “Gen Z” rappresenta tutti i ragazzi nati in un mondo già immerso a pieno nel digitale, a differenza dei fratelli maggiori (i Millennial, appunto) che invece sono i nati e cresciuti nel momento del passaggio di testimone tra analogico e digitale.

Lo studio di Accenture che prova a investigare su cosa sta cambiando, si basa su un sondaggio di circa 10.000 consumatori in 13 paesi, tra cui 750 i consumatori degli Stati Uniti.

Come acquista la Generazione Z?

Fonte: Accenture

Fonte: Accenture

Mentre la generazione Y è già immersa nel mondo del lavoro o sta terminando gli studi universitari, la Generazione Z sta entrando nel mondo degli adulti in questi anni, e molti di questi ragazzi hanno già potere di spesa. Questo significa che siamo in grado di esaminare il modo in cui i nuovi maggiorenni fanno shopping, e cosa cambia rispetto ai fratelli maggiori.

Innanzitutto, la fedeltà al brand sembra quasi scomparire, perché i ragazzini di oggi, vuoi per minori capacità di spesa e quindi necessità di valutare diverse offerte, vuoi per altri motivi, sono molto meno fedeli al singolo brand: soltanto il 5% si rivolge sempre allo stesso retailer per shopping online, contro il 26% dei Millennials.

Inoltre, sono molto attenti a lasciare feedback: il 70% di questi lo ha già fatto, e il 40% dichiara di farlo molto spesso. E se c’è qualcosa per cui addirittura pagherebbero di più è una spedizione molto veloce, il 58% degli intervistati pagherebbe fino a 5 dollari in più per ricevere la spedizione entro un’ora.

Dove acquista la Generazione Z?

Fonte: Accenture

Fonte: Accenture

Incredibilmente, i più giovani sono molto interessati a visitare personalmente il negozio fisico (77%), però, anche all’interno del negozio, continuano a navigare online tramite smartphone (44%) trasformando la visita in negozio uno dei tanti passaggi di un Funnel di vendita.

A differenza delle generazioni precedenti, i social diventano un canale commerciale diretto. In particolare, il 72% degli intervistati statunitensi acquisterebbe volentieri direttamente tramite social, mentre il 50% dice di trovare ispirazione per gli acquisti tramite i social network; addirittura più di un terzo sostiene di aver aumentato il proprio utilizzo dei social in funzione di una migliore ricerca di informazioni, in vista degli acquisti.

Secondo lo studio, ancora, YouTube è la piattaforma di social media più utilizzata regolarmente dai ragazzi, mentre Facebook è ancora il regno dei Millennial.

Il 70% dei Gen Z usa anche Instagram, rispetto al 54% dei Millennial, inoltre, e questo lo sappiamo già, il social usato pressoché unicamente dagli under 25 è Snapchat.
Inutile dirlo, senza video un contenuto perde quasi del tutto di appeal.

Il fatto che gli acquirenti Gen Z siano aperti a nuovi metodi di shopping è una vera opportunità per i rivenditori per proteggere i nuovi dati di consumo e di avvicinarsi a questa generazione

ha dichiarato Jill Standish, Senior Managing Director di Global Retail Consulting Practice di Accenture.

Insomma: più impazienti, più attenti a lasciare feedback, più curiosi verso tanti brand diversi, e senza video non ti considero neanche. Adesso, se volete parlare agli “Zs“, sapete da dove partire.

video consumer journey

5 video perfetti per ogni tappa della customer journey

Secondo una recente ricerca condotta dalla società americana di video Animoto, la quasi totalità delle persone sarebbe fortemente influenzata nelle proprie scelte di acquisto online dai contenuti video, per questo è bene considerare ogni fase della customer journey.

Se anche tu ti sei mai chiesto quale video usare quando, allora sei nel posto giusto. E se non te lo sei ancora chiesto, allora continua a leggere, probabilmente quest’articolo ti sarà ancora più utile!

Ma come modulare i contenuti video nella customer journey? Ecco cinque esempi perfetti da applicare subito!

1. La prima impressione è tutto: il video educativo

Durante la fase di considerazione iniziale, il focus principale è fare una buona prima impressione.

“C’è una sola occasione per fare una buona prima impressione”

La tipologia di video più adatta a questo scopo è il video educativo.

Questo tipo di video funziona bene perché il brand si mette nei panni dei consumatori e fornisce loro informazioni utili per risolvere il loro problema.

Nel prepararlo chiediti: questo video è in grado di rispondere a domande rilevanti per un’ampia gamma di persone (e non solo per i miei clienti)? Chi guarderà questo video trarrà vantaggio dalla sua visione? Riuscirà a imparare qualcosa di utile?

In questo caso il tuo brand svolgerà un ruolo di consulenza super partes, il focus non è quindi la promozione diretta del tuo brand, bensì rendere un servizio; così i tuoi interlocutori saranno più propensi a condividere il tuo video ed il tuo brand verrà percepito come esperto, fonte di informazioni funzionali e rilevanti, invogliando le persone a continuare a seguirti; non trattandosi inoltre di una mera promozione della tua marca le persone saranno inoltre propense a condividerlo con maggiore facilità.

Questo video di Home Depot è un buon esempio. Noterai che il branding è blando ed il contenuto informativo è utile per coloro che decideranno di acquistare presso il retailer, così come per coloro che decideranno di acquistare altrove.

Ricorda: pubblica i tuoi video sui social media, per favorirne la condivisione, mantieni il minutaggio breve e concludi con una call to action specifica, che in questa fase potrebbe essere ad esempio un invito a visitare il tuo sito internet.

2. Racconta il tuo brand con i video esplicativi

Una volta dimostrata la tua competenza nel settore, è il momento per fare bella mostra del tuo brand! Questa è l’opportunità per dimostrare come mai il tuo brand è “quello giusto”.

Una caratteristica fondamentale di questo tipo di video è la presenza dello storytelling, proprio come in questo video che vi riportiamo, in cui -è proprio il caso di dirlo- il brand è il vero e proprio eroe!

Ricorda: Utilizza uno stile memorabile e unico (come ad esempio cartoni animati, o un video in 360), ma assicurati che sia in linea con la visual identity del tuo brand.

3. La demo per approfondire le informazioni sui tuoi prodotti e servizi

Decision time. Questo è il momento cruciale in cui convincere i consumatori a scegliere te anziché uno dei tuoi competitor.

In questa fase è probabile che i consumatori siano più disponibili a investire più tempo per capire veramente come funzionano i tuoi prodotti e servizi, specialmente nel caso in cui l’investimento in denaro  loro richiesto fosse importante.

La demo è il tipo di video perfetto per questa fase conclusiva del percorso, e può anche durare diversi minuti, come nel caso di questa presentazione di  Jira:

4. Affidati ai testimonial per stimolare il trust

Si sa, le persone sono portate a credere ad altre persone, specialmente quelle che percepiscono essere simili a loro.

I testimonial sono risorse preziose per generare fiducia nei confronti del tuo prodotto o servizio, fanne tesoro! Studia il tuo potenziale target e accertati di selezionare un testimonial in cui il tuo potenziale cliente/consumatore si possa identificare facilmente.

A corto di idee? Dai un’occhiata a questo video della piattaforma di job search Glassdoor.

5.“About” videos per rafforzare i legami e favorire il loyalty loop

Questi video rappresentano un altro modo brillante per generare fiducia nei confronti del tuo brand. Essenzialmente si tratta di “dietro le quinte” in cui vengono condivisi mission e modus operandi della tua azienda e spesso contengono un’intervista al CEO.

Funzionano bene perché umanizzano il tuo business creando empatia ed un senso di trasparenza e genuinità.

In questo bell’esempio di Hubspot vediamo i fondatori ripercorrere la mission aziendale, spiegare perché i clienti si rivolgono proprio a loro, ed infine elencano i loro principali risultati.

LEGGI ANCHE: 4 (nuovi) modi per promuovere i tuoi prodotti sui social media

Esperienze personalizzate per la customer journey

Uno studio recente di Bloomreach ha dimostrato come l’87% dei consumatori preferisca acquistare da brand in grado di fornire loro esperienze personalizzate e tailor made, appare quindi evidente come fornire loro informazioni utili durante il consumer journey sia una primo passo a cui nessun brand si può più sottrarre.

Che altro dire quindi se non: “Buona visione!”

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Resto al Sud Academy, a Cosenza per dialogare con i talenti digitali

Il 31 marzo e l’1 aprile l’appuntamento è a Cosenza con la Resto al Sud Academy, per dialogare con i talenti digitali calabresi e formare i web journalist e i professionisti della comunicazione in grado di valorizzare il Sud d’Italia attraverso il racconto di ciò che sta cambiando e di come il digitale costituisca oggi una delle opportunità più interessanti per rivoluzionare il contesto sociale meridionale.

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Resto al Sud, due giorni per discutere di talento e cambiamento

Due giornate e due appuntamenti che si svolgeranno tra il Talent Garden Cosenza e il Teatro Rendano, grazie al supporto e al patrocinio del Comune di Cosenza.

I partecipanti alla Resto al Sud Academy potranno confrontarsi con i professionisti e le aziende del TAG e incontreranno altri talenti digitali del territorio. Tra gli ospiti anche Fabio Casciabanca, editor della sezione Business di Ninja Marketing.

Resto al Sud Academy sarà soprattutto un evento per discutere di talento e di cambiamento con chi ha deciso di mettere le proprie capacità e competenze al servizio di progetti e percorsi di cambiamento in positivo per il Sud in generale e per la Calabria in particolare.

Un focus con giovani professionisti punta a trasferire ad altri giovani la passione e la visione di un meridione che può essere migliore solo se ciascuno di noi decide di impegnarsi per renderlo tale.

LEGGI ANCHE: Sai che con il digitale puoi vendere anche mentre dormi?

Partecipa anche tu alla formazione con i professionisti del digitale

Interverranno il Sottosegretario di Stato, Umberto Del Basso De Caro e l’evento sarà presentato da Roberto Zarriello, Direttore della Academy.

La Ninja Academy parlerà di come Innovare con la formazione, mentre durante la tavola rotonda con i talenti digitali si parlerà di professioni, progetti sociali e nuove imprese.

Tra gli ospiti Milly Tucci – economista e autrice del libro “Soft Revolution”, Filomena Patitucci – Food Blogger “io cucino così”, Francesco Rende – Social Media Strategist, Raffaella Rinaldis – fondatrice di Fimmina TVe Officina Kreativa.

Cosa aspetti? Partecipa anche tu all’innovazione che parte dal Sud.

I brand che sperimentano Snapchat come strategia di marketing

Le terribili conseguenze di Snapchat: quando si spegne il fuoco, è la fine

Ci sono delle cose che alcuni non capiranno mai, specialmente chi non è social al 100%. Restringiamo il campo, siamo tra gli appassionati di Snapchat ed oggi vi raccontiamo la triste storia della perdita di uno snapstreak.

Nessuno ferito, nessun danno grave, solo l’amara consapevolezza di aver perso tempo e qualcosa di più.

Chi non è del “mestiere” non capirà subito di cosa si sta parlando. Ancora, una volta, cari guerrieri, è Snapchat che ci porta a scrivere fiumi di parole, quel social network rilasciato per la prima volta nel 2011 e che, da allora, ha letteralmente conquistato i millennial al suon di selfie sfuggenti, dichiarazioni volativi e sticker simpatici.

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Un nuovo modo per pensare i social e l’interazione tra utenti, una perfetta via di mezzo tra la smania di apparire e la volontà di dimenticare il “pubblicato”. In un modo o nell’altro, come tutti ben sappiamo, se ora siamo sommersi di stories in ogni dove, sappiamo comunque con chi possiamo prendercela.

LEGGI ANCHE: Snapchat alla conquista di Twitter?

Gioventù bruciata

Oggi però, abbiamo anche una triste storia da raccontarvi che, in un certo modo, corrisponde al lato oscuro dei social network. Non si tratta di chi ha perso tutto al gioco, di chi ha perso il lavoro a causa di un tweet, ma di una vita allo sbando dovuta alla fine di 571 giorni di snapstreak. TERRIBILE.

Di cosa stiamo parlando? Per spiegarvelo siamo risaliti direttamente alla fonte, per essere sicuri di non sbagliare: una volta capito cos’è questo fuoco che arde, possiamo procedere con la nostra storia.

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Bene, quindi siamo tutti d’accordo: come si legge alla lettera D, accanto all’emoji appare il numero di giorni in cui si è stati infuocati, in relazione dunque allo scambio reciproco di snap. Ecco il numero complessivo dei giorni è il famoso snapstreak.

Acqua… Acqua… Fuochino!

Ma sì, “Sono lontani quei momenti quando uno sguardo provocava turbamenti” cantava qualcuno. Ora, i problemi sono altri e siamo noi troppo âgées per capirlo: la questione è seria e mai spegnere quel fuoco che arde e mantiene vivo… il flusso.

La storia che vi narriamo ha un nome: Amy Strawser, che ha raccontato al mondo cosa vuol dire aver perso quel “forte” legame con la sorella.

Se Snapchat dopo lo scambio continuo oltre i 100 giorni, affianca l’emoji ? al ?, immaginate quanto orgoglio può scatenare questo trofeo in un snapchatter. Indescrivibile. Da inserire nel curriculum, sicuramente. 

 

Ma una volta che la durata dello snapstreak, alias “streakcount”, si interrompe è perso, perso per sempre.

Ma cosa ne sappiamo noi, di una fine dopo 571 giorni, dopo oltre un anno e mezzo (e qualcosina di più) di fuoco. È una cosa seria, uno non si può buttare così in una faccenda così complicata. Ci sono tante domande da porsi, numerosi aspetti da tenere conto. “Ci devo pensare, ho bisogno di più tempo. dobbiamo parlare, ma no, ma sì e sepoitenepenti?”

 

Come la stessa Amy Strawser ha dichiarato dopo la fine della ‘Snapchat streak’  ha “sentito il cuore spezzato.” Così come un altro studente @manishtanks che afferma che aver perso quei 185 giorni di snapstreak è “stato straziante” poiché per lui era realmente una vera e propria missione.

Una giornalista americana si è preoccupata di andare a fondo e capire che cosa spinge i giovani a portare avanti queste relazioni (si posso chiamare così?) a distanza. Qualcuno ha risposto motivo di orgoglio, altri un vanto con gli amici. Ancora, lo snapstreak è qualcosa di più, un legame che va oltre. Come possiamo noi non capirlo?

Le testimonianze a riguardo sono davvero numerose ed è proprio questo il motivo che ci ha portato a parlare di questo argomento oggi. Solo un modo per scatenare una riflessione interiore sul famoso uso dei social: “Fanno bene o fanno male?”.

Storica e decisiva è sempre l’analisi di McLuhan che definisce i media (di un tempo) né buoni, né cattivi. Una constatazione preziosa e attuale se rapportata ai (social) media di adesso.

Ecco, questo è quando, il mondo inizia a farci paura.

Facebook Live

Facebook Live: ora puoi usarlo da desktop, anche per i videogame

Tempo di novità per Facebook Live. Il social ha appena introdotto la possibilità di condividere contenuti video in real time anche da desktop, semplicemente andando nel proprio profilo sull’opzione Video in diretta.

Facebook Live

Ma come? Nell’era del mobile e delle Storie, che ci permettono di raccontare ogni momento della nostra giornata ovunque ci troviamo a spammare ai nostri amici o follower dalla mattina alla sera?

Strana mossa, si potrebbe pensare. Eppure non lo è affatto, anzi.

Questa feature di Facebook Live, da tempo già disponibile per i publisher verificati, si prospetta come un’interessante opzione a favore di vlogger e professionisti che utilizzano i video live come sessioni di formazione, domande/risposte, tutorial – come riporta il comunicato ufficiale di Facebook.

In effetti se guardiamo all’utilizzo principale dei video live – introdotti sul social quasi un anno fa, nell’aprile 2016 – è facile pensare ai fruscii di vento, la mano traballante e l’effetto mal di mare che ne consegue, mentre guardiamo l’interessantissimo video-racconto della passeggiata col cane dell’amico lontano.

Esempio estremo. Si scherza, ovviamente. È il bello della diretta. È il bello di Facebook Live. Ciò che rende l’esperienza di fruizione del contenuto live quanto mai reale e immersiva, ma a volte forse anche un po’ fastidiosa.

Ci sono però anche altri modi e finalità per utilizzare questo strumento, e Facebook vuole estendere le diverse opzioni di utilizzo il più possibile, a tutti i suoi utenti.

Se sono seduto comodamente a casa e voglio lanciare un video in diretta per spiegare come si fa la manicure con gli arcobaleni incastonati, perché devo per forza utilizzare un device mobile e complicarmi la vita? Certo, esistono sempre i supporti per gli smartphone, ma pensiamo allora a chi vuole condividere i suoi momenti di svago con gli amici, mentre sta ad esempio… giocando.

via GIPHY

Il team di Facebook l’ha fatto. Ed è per questo che ha reso disponibile la condivisione di video live provenienti anche da fonti esterne alla sua piattaforma, sia a livello hardware che software. In pratica, ciò significa che da adesso potrai condividere in diretta su Facebook anche la tua partita di videogame dal tuo pc, interagendo con chi vuoi in modo semplicissimo.

Se sei appassionato di gaming, forse conosci Twitch, la piattaforma di video streaming di Amazon, che permette all’incirca di fare la stessa cosa, ossia di condividere le sessioni di gioco e chattare allo stesso tempo con altre persone, focalizzandosi molto sul concetto di community.

Facebook Live

Fonte: Facebook

Considerando che, secondo i dati ufficiali, Twitch ha quasi 10 milioni di utenti attivi, la mossa di Facebook sembra ora più comprensibile, vero?

Non resta allora che sperimentare anche questa opzione.

È davvero semplice. Parti da questo link, e poi segui questi step: scegli il software che vuoi usare, decidi se trasmettere da un profilo, una Pagina, un gruppo o un evento, clicchi su “Crea una diretta streaming”, copiando la chiave dello streaming e incollandola nelle impostazioni del tuo software. 

Buon divertimento!

Qual è la piattaforma più adatta per il tuo video Live?

Noi Ninja lo ripetiamo da tempo: i video sono uno dei formati migliori per coinvolgere il tuo pubblico e diffondere i tuoi messaggi. Tra questi, le dirette rivestono sempre più maggior rilevanza strategica. Le cosiddette “live” sono infatti semplici da fare, rapide ed estremamente coinvolgenti per un pubblico sempre più affamato di video, spontaneità e possibilità di dialogare direttamente con i propri brand o esperti di riferimento. 

Perché i live video sono così popolari? Il primo motivo è semplice e lo abbiamo già citato: i contenuti video sono generalmente preferiti al testo e alle immagini statiche. Le connessioni mobile sono sempre più veloci ed è praticamente possibile vedere un filmato in qualsiasi momento.

In più, le dirette stimolano il senso di comunità o di appartenenza a un evento. In poche parole: l’effetto “io c’ero”. Infine è la possibilità di interagire istantaneamente con chi conduce la diretta, di dare un feedback molto più immediato di un commento su un post, magari programmato giorni prima. La sensazione, o l’illusione, che quel brand o quel tale personaggio siano lì pronti a leggere il tuo commento rende le live ancora più potenti nel generare engagement.

Sebbene possano sembrare tutti simili, i diversi social network gestiscono i live video in maniera differente. Vediamo insieme allora come le principali piattaforme social utilizzano le dirette e quali potenzialità offrono in confronto agli altri.

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Facebook 

La creatura di Mark Zuckerberg è talmente ricca di utenti da essere quasi diventata il sinonimo di “social network”. Le live video sonno da molto tempo una realtà di sua maestà Facebook e sono uno dei formati maggiormente graditi dal famoso algoritmo della newsfeed.

Meglio ancora: le dirette sono spesso segnalate da apposite notifiche, per far conoscere a tutti i follower di quella pagina dell’esistenza di una live in corso: ottimo per avere una buona reach organica! Con un buono smartphone e una connessione decente, bastano pochi tap sull’app mobile per far partire la diretta. Puoi riprendere eventi, svelare i tuoi prodotti in anteprima o anche organizzare un rapido confronto con i tuoi follower su uno specifico tema, raccogliendo domande alle quali risponderai con competenza.

Una volta terminata la diretta, sfruttala per i tuoi contenuti: riproponila come video per chi se l’è persa o utilizza i feedback ricevuti per creare nuovi post o articoli che risponderanno ai bisogni della tua community. Insomma, sii creativo e pensa sul medio-lungo periodo.

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Twitter

Proprio sul finire del 2016, Twitter ha integrato nella sua app le funzionalità di Periscope. Proprio come le dirette di Facebook, anche le live di Twitter sono semplicissime da mettere in atto e mostrano il numero di spettatori, di interazioni (senza tutto lo spettro delle reacticon di Mark, però) e i commenti di chi guarda al momento.

Una volta terminate, queste saranno visibili sia nello storico dei tweet che su Periscope, in modo da – ci si augura – raggiungere una maggiore audience. La perfetta integrazione tra le due piattaforme rende possibile lo sfruttamento della celebre “mappa” degli streamer di Periscope: decisamente utile per raggiungere gli utenti più vicini alla tua attività. L’aspetto negativo? Periscope non è certamente popolato come Facebook, quindi se la tua audience non è particolarmente attiva su quella piattaforma forse Twitter e Periscope non sono i canali che fanno per te.

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Instagram

Dopo un inizio puramente al servizio delle fotografie, Instagram sta pian piano diventando un luogo ottimo anche per chi ama condividere video. Anche su Instagram è ormai possibile fare delle live, ma con delle piccole differenze rispetto a quanto citato per i due social network di prima. Le dirette sono una delle funzioni delle Instagram Stories, ormai usate da oltre cento milioni di persone al giorno, e spariscono non appena finiscono. Sì, non puoi riutilizzare lo stesso contenuto. 

Per questo motivo, forse è più indicato utilizzare Instagram per live di breve durata, molto informali, magari per mostrare i “dietro le quinte” del tuo lavoro piuttosto che, invece, un’intervista o un Q&A che possono generare valore anche nel tempo. Una caratteristica unica delle dirette di Instagram? La possibilità di “pinnare” un commento, in modo da renderlo più evidente.

E tu, quale social usi per le tue dirette? O magari preferisci utilizzare piattaforme puramente dedicate allo streaming come Twitch e Hitbox?

4 (nuovi) modi per promuovere i tuoi prodotti sui social media

Vorresti ottenere di più dalla pubblicità dei tuoi prodotti sui social media?

Le novità di Facebook, Instagram, Snapchat e Pinterest possono essere una grande risorsa per il tuo business. Scopriamo quattro nuovi modi efficaci per promuovere i tuoi prodotti attraverso il social media marketing.

Aggiungi un link dei tuoi prodotti alle Instagram Stories

Ora che i feed su Instagram sono organizzati per popolarità piuttosto che in ordine cronologico, è più difficile ottenere visibilità per il tuo business. Postare storie può aiutare ad ottenere visibilità tra gli utenti del tuo target di riferimento.

Instagram, inoltre, consente anche di includere link e menzioni all’interno delle storie: questo renderà più facile per gli utenti acquistare i tuoi prodotti.

Puoi, ad esempio, includere, nella tua storia, un link ad uno dei tuoi prodotti in particolare perché pensi che possa interessare ai tuoi seguaci oppure proprio perché alcuni clienti hanno domandato maggiori informazioni su esso. “See more” nella parte inferiore dell’immagine incoraggia lo spettatore a scorrere verso l’alto per ottenere ulteriori dettagli.

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La menzione in una storia permette anche di indirizzare gli utenti direttamente alla tua pagina Instagram e, in questo modo, essi entreranno in contatto con tutti gli altri prodotti in vendita. Tutto ciò crea una transizione continuativa tra la navigazione su Instagram e lo shopping su un sito di eCommerce. Efficace, veloce e per nulla dispersivo, non credi?

Per assicurarti che il tuo account sia abilitato a questa funzione, però, devi andare alla schermata iniziale di Instagram e cliccare su Aggiungi Storia, in alto a sinistra. Dopo aver creato un video o scattato una foto, cerca le quattro icone nell’angolo in alto a sinistra: Link, Audio, Disegno, e Testo. Se non appare l’icona Link, allora non disponi della funzione di collegamento. In caso contrario, potrai creare subito il tuo collegamento ed incrementare il tuo business.

Importa il tuo negozio online sulla tua pagina Facebook

Le pagine Facebook rappresentano un ottimo modo per connettersi con il pubblico e promuovere prodotti ed eventi. Ora è possibile presentare la tua pagina di eCommerce direttamente sulla tua pagina Facebook. In che modo? Grazie all’applicazione StoreYa per Facebook.

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WooCommerce shop to Facebook di StoreYa, ad esempio, supporta 30 piattaforme di eCommerce tra cui Etsy, eBay, Magento e molte altre. Ma come si può collegare un negozio WooCommerce supportato da WordPress con Facebook?

Per iniziare, apri la dashboard di WordPress e clicca sulla scheda Plugin.

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Poi cerca il plugin WooCommerce shop to Facebook di StoreYa. Una volta installato il plugin, questa è la schermata che vedrai:

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Successivamente, clicca sulla scheda WooCommerce nella barra laterale a sinistra (appena sopra Plugins) e poi su Impostazioni. Infine, clicca su Connect Facebook fan page.

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Ora vedrai la tua pagina WordPress direttamente e completamente importata su Facebook. Inoltre, sarà possibile aggiungere altri negozi eCommerce facendo clic su Choose Another Import Solution.

Incolla l’URL del tuo negozio eCommerce nel campo apposito e clicca su Continua.

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Attendi qualche istante per il caricamento della pagina. Poi, se avrai seguito tutti i passaggi correttamente, apparirà il seguente messaggio di conferma:

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Una caratteristica importante di questa app è che è in grado di importare tutte le categorie, in modo che i prodotti rimangano esattamente nella stessa gerarchia rispetto al tuo sito eCommerce.

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Utilizza la funzione Showcase di Pinterest

Una delle nuove funzionalità di business più promettenti di Pinterest è Showcase. Si tratta di una vera e propria vetrina virtuale per le imprese e consente di mettere i tuoi migliori prodotti in mostra in una galleria che può essere facilmente aggiornata.

Lowe’s, ad esempio, presenta un’ampia varietà di schede per vacanze a tema nella sua vetrina, per tutto il mese di dicembre.

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Per creare una vetrina su Pinterest basta cliccare sul pulsante Aggiungi, sopra Costruisci il tuo Showcase.

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Successivamente, attraverso la finestra Modifica Vetrina, composta da cinque slot, potrai aggiungere nuove schede. La parte migliore della funzione Showcase è che la tua vetrina può essere cambiata ed adattata, in qualsiasi momento, ai vari obiettivi di business.

social mediaNon sottovalutare le Snapchat Stories: il caso Everlane

Gli annunci di Snapchat, che compaiono tra le stories degli amici, sono territorio di caccia dei brand che dispongono di grandi budget per l’advertising. Ma le imprese più piccole che non possiedono le stesse risorse hanno a disposizione un canale ugualmente efficace: le storie di Snapchat, un canale strategico ma soprattutto gratuito, per promuovere uno shop online o qualsiasi altra iniziativa. Dunque, utilizzalo per il tuo brand!

Il brand di abbigliamento Everlane, ad esempio, ha utilizzato strategicamente questo canale per promuovere i suoi prodotti, generando interesse tra gli utenti.

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Che contenuti sono stati condivisi? Due ambasciatori del brand che hanno distribuito berretti Everlane e card promo a sconosciuti. Dopo aver mostrato al proprio pubblico il regalo che stavano per fare, hanno documentato la reazione di ogni persona al dono ricevuta.

Everlane è stata in grado di coinvolgere le persone sia offline che online. In secondo luogo, hanno dimostrato un lato premuroso dell’azienda, estremamente apprezzato dalle persone. In conclusione, l’obiettivo è quello di creare un’esperienza memorabile per i tuoi clienti e far sì che essi non possano fare a meno di scegliere il tuo brand per un gran numero di motivi.

Ottimizza l’uso dei social media, crea modi sempre originali di fare pubblicità ai tuoi prodotti e segui questi quattro semplici ma efficaci consigli.