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Khaitan, Omron e Virgin: i migliori annunci stampa della settimana

Anche questo lunedì non possiamo fare a meno di una buona dose di campagne stampa per iniziare bene la settimana.

E noi  siamo i tuoi personali fornitori! Pronto? Bene, iniziamo!

Omron: Don’t feed your fears

Ammettiamolo, dopo il Natale è normale sentirsi un po’ appesantiti. L’importante è non continuare a crogiolarsi nelle proprie debolezze!

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Agenzia: McCann Health, San Paolo, Brasile
Creative Director: Bruno Abner
Art Director: Thiago Silva
Copywriter: Carla Said
Illustrator: Diego Loza

1click.ge: Quick money loans

Serve un prestito? C’è chi li offre alla velocità della luce!

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Agency: Looma, Kiev, Ucraina
Creative / Art Director: Sergey Prokopchuk
Paper Craft: Jaroslav Mishenko

New England Aquarium: Tentacles take hold

Vi siete mai trovati a pensare: “In quel momento, ho affrontato la dura verità: che il mio spirito animale non era un’aquila” oppure “Che cosa dice di me il fatto che sono intellettualmente stimolato da qualcosa senza cervello?” o infine “L’essere ignorato da qualcosa con una capacità d’attenzione di non più di due secondi è più doloroso del previsto.

Se ancora non vi è successo, allora forse dovreste andare a visitare il New England Aquarium!

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Agency: Connelly Partners, Boston, USA
Creative Director: Nick Bontaites, Alyssa Toro, Jonathan Plazonja
Art Director: Aldis Rasums
Copywriter: Michelle Ellis, Nick Bontaites

Khaitan: For fresher air

Khaitan è un’azienda indiana che si occupa di sistemi di ventilazione.

Se ti arrivasse un brief da questo cliente, cosa inventeresti? Il team di J. Walter Thomson se l’è cavata bene con questi annunci stampa.

Riusciresti a fare meglio?

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Agency: JWT, Kolkata, India
Chief Creative Officer: Senthil Kumar
Executive Creative Director: Arjun Mukherjee
Creative Director: Partha Chowdhury
Art Director: Ranjan Shaw
Copywriter: Anurag Acharya, Sayasi Ghosh
Illustratori: Subhrakanti Mandal, Partha Kabiraj

Virgin Holidays: Seize the holiday

Carpe diem. Ogni lasciata è persa.

Insomma, per seguire il consiglio di questa campagna stampa, non perdere l’occasione di intraprendere un nuovo viaggio!

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Agency: AMV BBDO, Londra, UK
Creative Director: Antony Nelson, Mike Sutherland
Art Director: Antony Nelson, Mario Kerkstra
Copywriter: Mike Sutherland
Designer: Mario Kerkstra

Il nostro viaggio tra le creatività dal mondo termina qui. Per ora.

Al prossimo lunedì!

LEGGI ANCHE: Qatar Charity, Honda e McDonald’s: i migliori annunci della settimana

Come twitta Trump: 10 spunti di riflessione

Senza dubbio Twitter è la voce cinguettante dei potenti d’America. E se Obama ci ha fatto innamorare con i baci con Michelle e tweet colmi d’ispirazione e senso dell’umorismo, Trump ha uno stile decisamente diverso. Non vi stiamo parlando dei contenuti – un argomento troppo vasto per un semplice articolo – ma del format che definisce l’account Twitter del nuovo presidente USA, quello che ci piacerebbe definire come tone of voice di Donald Trump. Una voce forte, coinvolgente e decisamente social.

In un mondo dove le distanze, incolmabili, tra governi e governati sono fintamente accorciate dai social, Twitter è diventato il nuovo pulpito dei comizi. Questo è vero soprattutto per l’America, dove il social network ha avuto una diffusione più capillare e dove gli utenti hanno anche compreso più profondamente il patto con lo user che sottende il cinguettio: orizzontalità e reciprocità. In un mondo (politico) sempre più complesso, dove mezzi tradizionali e nuovi sono fusi in piani di comunicazione sempre più stratificati, il tone of voice contribuisce a definire il carattere di un leader.

Staff or not? This is the question

La prima domanda che c si pone è: quanto di quello che appare sull’account di Donald Trump è scritto da lui stesso e quanto è frutto dello staff? La domanda è particolarmente pertinente soprattutto se inquadriamo l’uso dei social network all’interno di forze politiche a carattere populista che modellano il loro stile dialettico sulla disintermediazione e l’autenticità.

Da un’analisi effettuata riguardo i device dai quali partono i tweet di Trump emerge che il 69% dei tweet proviene da un sistema Android, mentre il 27% da un iOS. Senza entrare nei dettagli del maniaco, Trump ha uno smartphone Android, al contrario l’iPhone in questione è del suo staff: a confermare quest’ipotesi – che può sembrare ai limiti di Sherlock – può essere un secondo dato e cioè che a quel 27% corrispondono i tweet più impersonali del profilo del Presidente con link e news. Il quel 69% invece non sono presenti mai ne link ne foto, ma solo testo e sempre di carattere personale, emotivo e dal contenuto molto forte. Così forte, che nessun collaboratore vorrebbe mai avere la responsabilità di menzionare direttamente Vladimir Putin dal profilo del Presidente degli Stati Uniti d’America.

Good news is no news

Questa è una legge antica e nello stile di twitting di Trump è particolarmente vero: il 61% dei tweet ha un sentiment negativo. Trump ha uno stile molto forte e aggressivo, attacca direttamente i propri nemici, risponde alla critiche e pone al centro della propria strategia di comunicazione una posizione molto forte su questioni verso cui è contrario, come politiche economiche aziendali poco protezioniste e immigrazione.

Emotional framing

Ogni strategia di comunicazione può reggersi solo sul contenuto. A fare la differenza in una strategia comunicativa è la capacità di raccontare una storia, la propria storia, e di essere in grado di tradurla in maniera coerente e coinvolgente attraverao i social. E tutte le migliori storie hanno alle loro basi delle emozioni, perché sono le emozioni ad accumunare un imprenditore miliardario in politica a un operatore di un call center in Missouri.

Trump mette sempre bene in chiaro quali sono le sue emozioni su determinati argomenti e lo fa, puntualmente attraverso una concisa esclamazione che identifica in una manciata di caratteri la sua posizione politica che viene tradotta, ad uso dell'(e)lettore sotto forma di stati d’animo. L’autentico, il vero, il sincero Donald non è contrario a posti di lavoro in Messico, ma è triste per i mancati posti di lavoro in USA. Too bad!

Ehi, twitta come parli

Per il copy di un tweet si avvicina per toni, modi e struttura grammaticale molto più alla forma parlata che alla forma scritta delle lingue. Per Trump questo è particolarmente vero, perché la costruzione testuale e la struttura di significati è molto vicina al parlato. L’uso della punteggiatura è molto forte (i punti esclamativi sono un elemento fondamentale di ogni tweet), le esclamazioni sono normalmente strutture grammaticali assolutamente vietate – o di uso comunque parco – in un testo scritto istituzionale. Questo avviene perché Trump non sta veramente scrivendo ai suoi elettori, lui gli sta parlando, con forza e in maniera diretta. Appunto, apparentemente disintermediata.

 

Sto parlando a @te!

Donald Trump certamente non “le manda a dire”, cioè non teme di taggare direttamente i suoi interlocutori, e soprattutto i suoi “nemici”. Ovviamente non mi riferisco a persone comuni, ma a stakeholder e influencer. Li attacca in maniera diretta e molto forte, senza mezzi termini ne formule politicamente corrette. In altre parole Trump pone al centro dell’attenzione mediatica i suoi oppositori per poi lanciarli nell’arena in pasto ai suoi sostenitori, quasi 20 milioni di follower pronti a intasare qualsiasi account Twitter. Anche quello di Vanity Fair.

NO WAY!

Il caps lock è bandito dalla netiquette, perché nel mondo della tastiera è come urlare. Donald Trump non bada molto al bon ton perché lui è autentico, lui si arrabbia davvero, ha davvero a cuore le questioni di politica interna. La perentorietà delle sue affermazioni è avvalorata da un caldo uso del caps lock per sottolineare – proprio come si fa nella lingua parlata alzando la voce o scandendo le parole – una parola chiave o un concetto fondamentale. La reazione dei lettori? Quando Trump urla, i suoi follower vanno in visibilio: l’engagement triplica all’istante.

I am writing right now

Riallacciandoci al discorso precedente riguardo l’estrema vicinanza dei testi di Twitter alla lingua parlata – soprattutto nel caso del Presidente U.S.A. – è interessante notare l’uso del present continuous. In altre parole la metà dei tempi verbali utilizzati da Trump raccontano un’azione che si sta svolgendo esattamente in quel momento, mentre scrive. Si tratta di un altro potente mezzo comunicativo per trasmettere l’immediatezza e la “pseudo” disintermediazione della comunicazione.

Seguire Donald Trump vuol dire sapere right now cosa sta facendo e cosa sta pensando il Presidente degli Stati Uniti.

 

Il cinguettio della porta a fianco

Il linguaggio di Trump oltre che assimilabile alla lingua parlata è anche estremamente semplice. Tempi verbali tra i più usati, parole familiari lontane dal gergo politichese, frasi brevi e semplici. Donald Trump twitta come twittiamo noi, o meglio, la media di noi. Mediamente istruita, mediamente informata, capace di farsi capire da tutti dall’operaio al manager.

Numeri e avverbi: combinazione perfetta

In uno stile così smart e prêt-à-porter è importante dare valore alle proprie affermazioni. Un peso non solo in termini di tono, ma anche un peso per così dire scientifico. L’importante incarico di trasmettere la veridicità e anche l’urgenza dei messaggi di Trump è affidata ai numeri e agli avverbi. I numeri sono molto utilizzati e lo sono, nella maggior parte dei casi, per comunicare un elemento negativo: le spese della campagna elettorale di Hillary Clinton, i dati sull’immigrazione, la percentuale di disoccupazione durante il governo Obama.

Allo stesso modo gli avverbi, che apparentemente contraddicono lo stile semplice del leader, sono una “concessione” derivante da uno stile oratorio forte e coinvolgente. Sono usati soprattutto avverbi di qualità e di quantità per rimandare la sfumatura di colore delle azioni descritte e la loro drammaticità.

 

Il palco di Twitter e i follower spettatori

Questo articolo vuole offrire alcuni spunti di riflessione sullo stile del nuovo Presidente U.S.A, uno stile immediato, direttoe  forte. Uno stile che è impossibile lasci indifferenti e mostra tutta la forza populista di questo leader. Un leader che, però, non vuole comunicarsi nè come l’uomo qualunque, nè come il presidente della porta accanto.

Donald Trump è un miliardario e le sue foto di famiglia non smettono mai di raccontare il lusso oversize della sua casa, così come l’abbigliamento della sua first lady è ben lontano da quello Michelle Obama. Trump non è come i suoi elettori, è quello che i suoi elettori vorrebbero essere. Allo stesso modo il suo modo diretto di twittare non è uno scambio multidirezionale con chi legge: Trump è sul pulpito 3.0, in un costante comizio con le folle.

Di Maio vs Barack Obama: epic win e fail della settimana

Come ogni settimana, la rubrica epica torna sul web ma questa volta con una piccola sorpresa. Il web questa settimana non è stato così generoso come in passato, per questo motivo concentreremo le nostre considerazioni epiche su i cosiddetti “pochi ma buoni”.

Win

Inauguriamo la rubrica con un uomo che ha già vinto in passato, vince ora e, probabilmente, continuerà sempre ad essere un vincitore. Signori e signore, Barack Obama ha lasciato il suo posto alla Casa Bianca, non prima però di commuovere il mondo intero, sia sui social che sugli altri media.

Un pezzo del suo commovente discorso ha lasciato a bocca aperta tutte le madri, le figlie, le ragazze: sì, ogni donna, in quel momento, ha sognato e voluto un uomo come lui. Ancora non riusciamo a spiegarci come sia possibile che siano state versate più lacrime da noi ninja comuni mortali che dalla ex First Lady Michelle.

Barack Obama's tearful tribute to Michelle

“You took on a role you didn’t ask for and you made it your own" – Barack Obama's tearful tribute to Michelle Obama.http://bbc.in/2j4gDMn

Gepostet von BBC News am Mittwoch, 11. Januar 2017

 

Questo video ha fatto il giro del web, raccogliendo consensi, cuoricini, messaggi di speranza per un futuro in linea con quella che è stata la sua persona. Al di là di ogni scandalo, al di là di ogni discriminazione, al di là di ogni chiacchiera superflua. Obama, non ti dimenticheremo mai, la tua campagna ha vinto tutto e ti meriti la nostra stima: Yes, you can.

Gennaio, però, non è solo un mese difficile per questo motivo: da sempre, è sinonimo di esami, interrogazioni, test, libroni. In un modo o nell’altro, tutti gli studenti italiani odiano il primo mese dell’anno. In fondo, in questo periodo si potrebbero fare tante, tantissime cose: leggere un libro, organizzare cene con gli amici, guardare serie tv. E niente, Netflix ha fatto centro: Scusa, ma devo studiare. Libri vs nuovi episodi: ne rimarrà solo uno.

Rimaniamo sempre in tema di serie tv ed inchiniamoci dinanzi questo epic win. In occasione della 4° stagione di Sherlock, la fortunata serie che ripropone in chiave moderna lo storico investigatore inglese, la rete britannica BBC ha ideato un gioco molto particolare. Ha chiesto a tutti i suoi fan di risolvere un caso di omicidio. Ovviamente, Twitter il grande complice. Win! Elementare, mio caro Watson!

Per la serie: “dire no alle armi, ma sì agli iPad volanti“, il politico del Pd, Roberto Speranza, ha avuto un faccia a faccia con un giovane “pacifista”. In un incontro infatti, Speranza è rimasto illeso da un lancio inaspettato di un tablet. Momento: l’epic win non è qui. Non premiamo gli atti di violenza.  Ci è piaciuta invece questa rivisitazione di una famosa opera di Banksy, pubblicata da una pagina molto hipster, sicuramente ironica e sul pezzo. Win!

Antagonista e me ne compiaccio Opera del compagno P. Tamburello che ringraziamo

Gepostet von Hipster Democratici HD am Sonntag, 15. Januar 2017

Fail

Ma se noi facemmo di più i bravi, i lettori ci volessero bene lo stesso o di più? Eccolo, l’epic che sbaraglia la concorrenza e si aggiudica il fail della rubrica. Non sappiamo ancora come sia potuto accadere, ma è successo. Nel mondo della politica le regole non sono più le stesse. Quelle grammaticali, per intenderci.

Luigi Di Maio, ma che ci combini? I congiuntivi proprio non ti piacciono?

Sbagliare è umano, non azzeccare i congiuntivi diabolico. Aspettate, aspettate: e questi commenti win non volete vederli?

E ricordate: i ninja sono super partes 😉

Alla prossima settimana epica!

WhatsApp: arrivano le GIF per tutti!

È notizia degli ultimi giorni quella secondo cui WhatsApp, l’app di messaggistica per smartphone più usata al mondo, darà la possibilità a tutti gli utenti di allegare ai messaggi anche le amatissime GIF.

Si tratta di una di quelle notizie che, se le raccontassimo a un qualunque over 40, probabilmente ci chiederebbe “cioè, in che senso?” (si scherza 🙂 ), eppure, sono certa che la notizia abbia riscosso un particolare entusiasmo in tutti gli altri, particolarmente in quelli che, come gli amministratori della pagina Mamme che scrivono messaggi su WhatsApp, si stanno già fregando le mani in attesa delle perle a cui saremo costretti ad assistere con questa novità.

LEGGI ANCHE: Gif, come usarle nella tua strategia digitale

Perché WhatsApp introduce le GIF?

WhatsApp arrivano le gif per tutti

TecnoAndroid

Tutti sappiamo cosa sono le GIF, ed è quasi impossibile non aver notato la loro diffusione a macchia d’olio su qualunque social network: Facebook – e quindi Facebook Messenger – così come Twitter, consentono di allegare una GIF a un messaggio privato o un nuovo post; ma il vero rivale di WhatsApp sulla scena mondiale non è né Messenger (WhatsApp è stato acquisito da Mark Zuckerberg nel 2014) né, per diversi motivi, Twitter.

Telegram, infatti, da anni continua ad esser preferito da una buona fetta di utenti di smartphone che non si fidano di WhatsApp, non ne apprezzano le opzioni limitate, i frequenti bug, il costo – seppur irrisorio – annuale, la completa assenza dei canali, e l’assenza di sticker o GIF (escluse applicazioni terze).

Non è assurdo quindi supporre che quello delle GIF sia uno dei tanti passi dell’azienda per diventare ancora più appetibile e provare a riconquistarsi parte degli utenti che le hanno preferito Telegram.

LEGGI ANCHE: La terza via alternativa a WhatsApp e Telegram

Come funzionano le GIF su WhatsApp

Mashable

Mashable

L’app ha aggiunto la possibilità di cercare le GIF in base alla parola chiave – esattamente come funziona già da tempo con Facebook Messenger – e rapidamente inviarle ai propri amici, singoli o gruppi.

Per trovare la funzione sui dispositivi iOS, basta cliccare il tasto “+” e scegliere di allegare un file dalla nostra libreria foto e video; in basso a sinistra, si trova il tasto di ricerca delle GIF.
Con Android, invece, bisogna cliccare sul tasto che serve a selezionare le emoji, e poi selezionare il tasto GIF: sarà possibile quindi vedere le ultime che abbiamo utilizzato o cercarne di nuove. In questo caso, a differenza di iPhone, la ricerca avviene tramite Tenor e non Giphy.

L’anno scorso Whatsapp e Giphy avevano avviato una collaborazione proprio per implementare il motore di ricerca delle GIF all’interno dell’app di messaggistica, anche qui, esattamente come è avvenuto con Messenger.

Un’altra novità è quella di aver aumentato il numero di file multimediali (foto e video) possibili da condividere dalla galleria del proprio smartphone. Fino ad ora il limite era dieci file alla volta, adesso sale a ben trenta.

Entrambe le funzioni, l’invio di GIF e l’invio di più file multimediali sono disponibili su WhatsApp per iPhone da Novembre e da adesso anche per Android, ma soltanto con la versione Beta v2.17.6, anche se la versione stabile arriverà presto.

Che ne pensi? Anche tu sei terrorizzato all’idea di ricevere decine di gif da genitori e parenti? 

Instagram for Business: arrivano le inserzioni video all’interno delle Stories

Non si arresta la volontà di fare dei social network un vero e proprio terreno di caccia per il proprio business: Facebook ha annunciato i recenti test per introdurre i cosiddetti Mid-Roll video Ads, ovvero  video di annunci pubblicitari, anche su Instagram Stories. Si tratta di una strategia di comunicazione di tipo push, volta a spingere messaggi pubblicitari alle giuste persone nel momento giusto.

Instagram Stories: da oggi puoi aggiungere Boomerang, menzioni e link

I video, della durata di circa 90 secondi, apparirebbero nel momento in cui si scorre avanti la sequenza della storia. Secondo quanto si è appreso fino a questo momento, pare che questi video possano comparire in qualsiasi storia. In questo modo Instagram si discosterebbe strategicamente dalla rivale Snapchat, che attualmente offre l’opportunità di inserire annunci pubblicitari esclusivamente in determinate Snap Stories.

Instagram Stories vs Snapchat Stories

Inoltre, il dibattito interno a Instagram riguardava la possibilità di testare vere e proprie storie sponsorizzate, oltre ai mid-roll video. Tuttavia, pare sia venuto alla luce un problema di non poco conto: le storie sponsorizzate che comparirebbero nel feed verrebbero facilmente classificate come pubblicità dagli user e conseguentemente non visualizzate. Per questo motivo non siamo certi verranno considerate come una strategia valida da applicare in un futuro.

Infine i test su Stories non sarebbero altro che un’ estensione dei test che Facebook sta effettuando sui video Live: una sorta di interruzione pubblicitaria della durata di circa 15 secondi, che ha lo scopo di sfruttare i video streaming condivisi dalle pagine maggiormente seguite.

A tal proposito Mister Tuff , direttore del business development di 22Squared  ha dichiarato:

Facebook Live could become a legitimate advertising channel if brands build fresh creative commercials for it

facebook live

 

Insomma, sembra proprio che il famoso slogan di Zuckerberg “People First”, alla luce degli ultimi progetti, non sia più molto attinente.

Dobbiamo forse aspettarci un repentino switch in “Business First”? 

street art

Street art tutta al femminile per Wycon Cosmetics

di Silvia Scardapane

Anche il mondo della cosmesi apre le porte alla Street Art. Questa settimana Streetness racconta la nuova edizione limitata “Reflective introspection, a vision of beauty” lanciata da Wycon Cosmetics in collaborazione con tre interessanti artiste impegnate nel mondo dell’arte urbana e dell’illustrazione: La Fille Bertha, Sara Fratini e Federica Ubaldo.

La collaborazione nasce per celebrare “Liquid Lipstick“, un prodotto iconico per l’azienda italiana, il rossetto liquido long lasting più apprezzato dalle consumatrici. Questo è il motivo per cui il packaging è stato rielaborato con una serie di ritratti dedicati al mondo femminile, lo stesso che le artiste esplorano nell’ambito della propria produzione artistica. Ognuna delle tre ha dunque ridisegnato ben dieci confezioni delle trentuno tonalità di colore disponibili per la vendita.

street art

La Fille Bertha, ”Farm Cultural Park” – Favara

La Fille Bertha, al secolo Alessandra Pulixi, è un’artista sarda; il suo immaginario visivo è popolato da numerose presenze femminili caratterizzate da uno sguardo dolce e vanesio, che fluttuano in una dimensione a-temporale e che prendono vita sia sui muri di diverse città italiane sia su altre superfici con l’impiego di differenti materiali. La Fille Bertha è difatti una vera sperimentatrice, e il suo stile, ridotto alla semplicità e fragilità di un perenne bozzetto, è già stato più volte declinato per altre interessanti collaborazioni, in particolar modo nel mondo della moda. Il pack illustrato per Wycon ha un solo comune denominatore per le donne rappresentate: una linea di rossetto moderno, leggero e chic.

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Sara Fratini è una illustratrice e street artista di origine venezuelana, formatasi tra la Spagna e la Francia. Ha realizzato numerose opere in giro per l’Europa, girando anche l’Italia e toccando Sicilia, Calabria, Puglia e Veneto. Nei suoi lavori le figure femminili sono predominanti; Sara Fratini ne sottolinea la forza e l’indipendenza, trasformando i capelli di ognuna in sogni nel cassetto, intrecciandone ricordi e speranze. Per Wycon Cosmetics l’artista ha rappresentato dieci donne per dieci differenti look e personalità accomunati, anche in questo caso, da due elementi estremamente femminili, quali il mascara e l’immancabile rossetto.

Street art

Sara Fratini, ”Altrove Festival” – Catanzaro

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Federica Ubaldo è invece illustratrice e graphic designer di stanza a Milano. Tra le tre è forse l’artista che dà vita ad un ritratto di una donna più irriverente ed irrequieta, con un pizzico di surrealismo. Le sue “Little Girl” sono tutte illustrate di profilo, con un tratto super pop e colorato.

La scelta di Wycon Cosmetics è interessante e delicata: un modo per comunicare che l’arte e la bellezza possono convivere per regalare prodotti unici in edizione limitata. Scegliere di collaborare con artiste note anche nel mondo della Street Art vuol dire dunque non solo cogliere la spinta di un movimento ampiamente apprezzato e vario, ma anche trovare un modo originale ed esclusivo per raccontare un proprio progetto pensando tanto alle personalità più tradizionali quanto alle più eccentriche.

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Proprio per questi motivi, Streetness non poteva non concentrarsi su questo nuovo caso-studio che unisce, forse per la prima volta, la Street Art al mondo della cosmetica, rappresentando una vera sorpresa nell’ambito delle collaborazioni del mercato italiano.

Instant messaging, Video e Bot: le sfide del social media marketing per il 2017

Quest’articolo è stato scritto da Vincenzo Cosenza, Social Media Strategist e docente del Master in Social Media Marketing (Formula Online + Aula pratica opzionale) di Ninja Academy.

digital - vincenzo cosenza

L’anno che si è appena concluso è stato caratterizzato da una serie di scelte strategiche delle maggiori piattaforme di social media, che ha messo in risalto alcune tendenze, cruciali per i social media marketer nel 2017.

Video Content Marketing

Da qualche anno, grazie all’incremento della banda disponibile e alla diminuzione dei costi, le persone hanno dimostrato una spiccata preferenza per la creazione e il consumo di video. YouTube è la destinazione preferita dalla maggioranza, ma Facebook lo scorso anno ha messo in chiaro di voler recuperare il tempo perduto. E così sono state arricchite le funzioni per caricare, editare, organizzare filmati e controllarne le performance.

fb_video

Inoltre è stato potenziato Facebook Live ossia la possibilità di trasmettere in diretta, in mobilità, e ricevere domande e reazioni in tempo reale. Certo, la stessa cosa è possibile su Twitter (che ha, da qualche settimana, ha incorporato le funzioni di Periscope) ma su una scala molto più piccola.

Anche su Instagram il video ha assunto un posto preminente nel 2016, soprattutto con l’introduzione delle Storie. Stories permette di creare delle micro-storie composte da immagini fisse e in movimento, caricate in sequenza. A questi è possibile sovrapporre geo-filtri, emoticons, testi, che scompaiono dopo 24 ore. E’ già stata annunciata la possibilità, presto disponibile anche agli utenti italiani, di trasmettere queste storie in diretta, in modo da ottenere dei feedback in tempo reale dagli spettatori.

Instagram Stories: da oggi puoi aggiungere Boomerang, menzioni e link

Dunque, quest’anno, le strategie di content marketing non potranno fare a meno della componente visiva. I contenuti video andranno attentamente pensati, anche quando lo stile sarà più amatoriale, avendo in mente l’obiettivo e il pubblico cui saranno destinati.

Instant Messaging + Bot

WhatsApp e Facebook Messenger sono usati, ciascuno, da un miliardo di utenti attivi al mese. Segno che gli Instant Messenger sono al centro della nostra comunicazione, anche quando si tratta di comunicare con le aziende. Nel 2016 Zuckerberg ha fatto capire che la chat di Facebook sarà sempre più uno strumento di business, in grado di agevolare tutte le fasi di pre e post vendita.

Un forte impulso è stato dato alla possibilità di sviluppare rapidamente BOT intelligenti ossia potenziati dall’uso delle tecniche di Intelligenza Artificiale. I Chat BOT o Conversational BOT sono software che emulano il comportamento di un essere umano, riuscendo a capire il contesto delle domande degli utenti e apprendendo dalle conversazioni precedenti.

I primi esperimenti sono interessanti: aziende come KLM, Spring, North Face, usano i BOT per automatizzare e velocizzare il processo di acquisto. Usando la chat è possibile ordinare un prodotto, scegliere il destinatario della consegna, pagare e seguire anche il tracciamento della spedizione.

Questa delle “interfacce conversazionali” può essere una grande opportunità di miglioramento della customer experience, dentro e fuori Facebook (anche sul proprio sito web), che andrebbe esplorata con attenzione dalle aziende nel 2017.

Queste sono solo alcune delle sfide che i professionisti della comunicazione si troveranno ad affrontare quest’anno e che avremo modo di approfondire nel Master in Social Media Marketing (Formula Online + Aula pratica opzionale) di Ninja Academy.

30 under 30

30 under 30: i giovani talenti selezionati da Forbes

Quali volti si guadagneranno le prime pagine dei giornali di domani? Quali nomi saranno sulla bocca di tutti per i loro meriti? Chi ha ben seminato per sbocciare nel 2017 e oltre? A presentarci i candidati più probabili, come ogni inizio anno, ci pensa Forbes.

Da sei anni, il famoso magazine ricerca “30 under 30“, giovani talentuosi che portano una ventata di innovazione nei settori di appartenenza e promettono di cambiare radicalmente le regole del gioco in un prossimo futuro.

I settori

ingranaggi 20 settori

I trenta giovani citati dal titolo dell’iniziativa di Forbes sono in realtà 600. La lista, infatti, si è evoluta nel tempo: partendo dall’imprenditoria e in particolare dal settore tech, gli ambiti analizzati sono diventati venti, ciascuno dei quali con la propria rosa di vincitori.

I settori considerati sono dunque: Art & Style, Consumer Technology, Education, Energy, Enterprise Technology, Finance, Food & Drink, Games, Healthcare, Hollywood & Entertainment, Law & Policy, Manufacturing & Industry, Marketing & Advertising, Media, Music, Retail & eCommerce, Science, Social Entrepreneurs, Sports, Venture Capital.

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30 under 30: i giovani talenti selezionati da Forbes

Tra i vincitori delle passate edizioni appaiono nomi del calibro di Mark Zuckerberg ed Evan Spiegel, creatori di Facebook e Snapchat, la superquotata attrice Jennifer Lawrence e il calciatore Cristiano Ronaldo.

Tra gli italiani, purtroppo assenti in questa edizione, ritroviamo Chiara Ferragni, blogger e shoes designer, Livio Valenti, che ha rivoluzionato il trasporto dei vaccini, Francesco Maesano, reporter e inviato parlamentare e Claudio Guarnieri, membro di Citizien Lab e creatore di strumenti anti-malware open source.

LEGGI ANCHE: 30 under 30: chi sono i giovani italiani da tenere d’occhio selezionati da Forbes

In attesa di conoscere la classifica Europe completa, ecco alcuni dei nomi dell’edizione 2017 in America, alcuni già famosi quanto i vincitori delle passate edizioni.

Il venticinquenne Mitchell Hashimoto, titolare della software house HashiCorp, che ha raccolto 34,7 milioni di dollari nel venture founding ed include tra i propri clienti nomi come eBay, Disney, PayPal, e quasi ogni banca degli Stati Uniti.

Un anno più giovane è la leggenda del gioco online League of Legend, Dan Dinh della squadra SoloMid, titolare di un canale YouTube con oltre 120 milioni di visualizzazioni.

Lu Zhang, 27 anni, è una cinese di stanza alla Silicon Valley con NewGen Capital, azienda specializzata in investimenti early stage nel settore tech: ha raccolto 92 milioni di dollari grazie ai 38 investimenti compiuti sinora.

Infine Whitney Wolfe, 27 anni, ha contribuito a creare due migliori applicazioni di appuntamenti uscite sul mercato: Tinder e Bumble.

Nomination e candidature

30 under 30

Sono state presentate più di 15.000 le candidature per i 600 posti disponibili tra gli innovatori del 2017, vale a dire quattro possibilità su 100 di farcela.

A decidere i vincitori sono stati 80 giudici, ognuno esperto nel settore su cui ha esercitato la propria influenza. I criteri di selezione non sono pubblici, ma dando un’occhiata ai profili di chi ce l’ha fatta è possibile azzardare qualche ipotesi:

  • Essere stati nominati nell’apposita sezione del sito di Forbes: la deadline ricade ogni anno nel mese di novembre.
  • Avere raggiunto una qualche forma di riconoscimento internazionale, da una generica notorietà all’aver fondato un’impresa, come ha fatto la metà dei vincitori del 2017.
  • Aver associato il proprio nome ad uno specifico settore, attraverso eventuali successi ma più ancora per le potenzialità dei propri sforzi, fisici e intellettuali.
  • Avere un curriculum di studi notevole: in particolare, sono molti gli ex alunni di università eminenti come Harward e Stanford, o Bocconi per gli italiani.
  • Un pizzico di notorietà nel Web non guasta: non occorre essere un VIP dei social network ma quantomeno avere un nome che porta a una serie considerevole di risultati pertinenti su Google.

Week in Social: tutte le novità social di inizio 2017

Bentrovati cari Ninja all’appuntamento settimanale con la weekinsocial, la prima del 2017! Come di consueto, esploriamo tutte le novità social della settimana.

Facebook: Live e giornalismo

In aggiunta alle novità che vi abbiamo già raccontato che permetteranno un’esperienza migliore sia per gli editori che per gli emittenti per quanto riguarda i live, scopriamo insieme le altre novità dei video su Facebook.

LEGGI ANCHE: Facebook aggiorna le funzionalità dei live video

Per ora è solo una specie di profezia, ma si vocifera che il social network fra qualche anno sarà completamente occupato dai video. Le novità sui live sembrano confermarlo. Ma c’è di più: Facebook sta per mettere a disposizione dei produttori nuovi fonti di guadagno. Il social si starebbe infatti predisponendo alla vendita di formati pubblicitari “mid-roll”, che partiranno a video già iniziato. Le pubblicità potrebbero essere inserite dopo una visualizzazione di almeno 20 secondi. Gli annunci verranno venduti con un compenso di circa il 55% ai produttori. In più, è stato anche introdotto il servizio di sottotitolazione automatico.

Insomma, un’ottima annata per i video su Facebook.

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Sempre per quanto riguarda Facebook, il social network ammette finalmente il proprio ruolo all’interno del meccanismo di diffusione delle notizie: nasce così il Facebook Journalism Project. Questa iniziativa è mirata a rafforzare la collaborazione tra il social network e i produttori di contenuti informativi. Facebook metterà inoltre gratuitamente a disposizione degli editori dei CrowdTangle, dei tool utili per la ricerca di dati e informazioni utili alla creazione delle notizie.

Twitter

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Per quanto riguarda Twitter, invece, finalmente hanno accolto le numerose segnalazione da parte dei twitteri. Pare si stia muovendo qualcosa per permettere agli utenti di modificare i tweet una volta pubblicati. Insomma, non ne potevamo più dei refusi irreparabili!

C’è però da dire che la questione è delicata: vi immaginate un tweet che riceve milioni di RT e che viene poi modificato con una frase che niente aveva a che fare con il contenuto iniziale? Già solo per questo dovrebbero permettercelo subito. Si aprirebbero degli scenari esilaranti, poco ma sicuro.

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L’attenzione sui video è posta anche su Twitter, arriva infatti la diretta a 360° gradi. Una funzionalità riservata, però, solo ai partner. Non è però da escludere che a breve questa funzionalità possa essere estesa a tutti gli utenti. Che sia un modo per tenere vivo il ricordo del buon vecchio Vine? Di lui resterà un’app telecamera che delegherà la parte social alla piattaforma di micro-blogging. Non sarà così più necessario appoggiarsi all’app Periscope per le dirette streaming.

WhatsApp

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Nuove funzioni presenti nella beta per Android 2.17.6. Sarà possibile inviare delle gif tramite ricerca interna e non sarà più quindi necessario averle già salvate nel telefono. In più, potranno essere inviati non più dieci, ma trenta file alla volta.

Sarà quindi presente il tasto per le gif, che darà accesso alla barra di ricerca interna all’app. Da chi sarà reso possibile l’archivio? Bravissimi: da Giphy.

Snapchat

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Novità anche in casa Snapchat che ha rinnovato la sua funzione di ricerca: con un solo click sulla barra in alto si accede rapidamente alla ricerca e agli amici o gruppi con cui conversate più spesso, oltre alla possibilità di ricercare commenti o aggiungere nuovi contatti.

Non contenta, Snapchat ha anche aperto al pubblico la funzione Our Story, fino ad oggi riservata solo a partner selezionati: gli utenti potranno inviare i propri contenuti al social che potrà approvarlo o meno.

Non ci resta che aspettare la prossima #weekinsocial per scoprire gli sviluppi di tutte queste nuove funzionalità.

Si prospetta un 2017 interessante, ricco di video sicuramente.
Stay tuned!

Immagini più scaricate del 2016 Adobe

Le immagini più scaricate dell’anno: Adobe Stock rivela i suoi bestseller 2016

Volti sorridenti, paesaggi emozionanti o buffi animali? Certamente avrai già avanzato le tue ipotesi su quelle che potrebbero essere le immagini più scaricate dell’anno. Invece, i dati rivelati sul finire del 2016 da Adobe Stock, relativi al Regno Unito, potrebbero sorprenderti.

Sì, perché i creativi inglesi, che utilizzano il marketplace di Adobe, hanno scelto in modo diverso le immagini da scaricare.

Dal cielo azzurro a una raccolta completa di emoji, ecco le cinque immagini che i creativi di tutto il Regno Unito hanno scaricato per i loro lavori nel corso dell’ultimo anno. E chissà che questa selezione ci fornisca anche un’idea dei trend visuali per il prossimo anno!

5. Un cielo blu per parlare di grandi temi

Un cielo per simboleggiare la libertà, l’ispirazione e l’apertura.

Inserire un cielo in cui il sole fa capolino tra nuvole leggere nel tuo lavoro è un ottimo modo per trasmettere l’idea creatività e l’innovazione.

Questo scatto semplice ma efficace è stata la quinta immagine più scaricata su Adobe Stock nel Regno Unito nel 2016.

Le immagini più scaricate dell’anno: Adobe Stock rivela i suoi bestseller 2016

Credits: Adobe Stock #67625957

4. Il simbolo del business

Un gesto di business universale: il saluto tra colleghi alla chiusura di una riunione importante.

Questa scena di persone intorno a un tavolo che si stringono la mano è l’emblema del progresso e di un ambiente di lavoro produttivo e si è guadagnata il quarto posto tra i bestseller di Adobe.

Le immagini più scaricate dell’anno: Adobe Stock rivela i suoi bestseller 2016

Credits: Adobe Stock #77638912

3. Una sola direzione o mille possibilità?

Un modo efficace per visualizzare rotte e percorsi diversi? Un’immagine per visualizzare le scelte da compiere per trovare la soluzione a un problema? Con questa serie di segnali stradali stagliati sullo sfondo di un cielo terso, i creativi hanno comunicato tutta una serie di possibilità.

Forse proprio per le sue variegate applicazioni in contesti diversi, questa immagine si classifica come la terza più scaricata dal marketplace di Adobe.

Immagini più scaricate del 2016 Adobe

Credits: Adobe Stock #78254526

2. Vita sana, cioè mangiar bene

La crescente ossessione per la salute e il benessere sembra essere tutta raccolta in questo scatto, in cui le perfette proporzioni della composizione si combinano perfettamente con gli ingredienti suggeriti per una vita sana.

Così questa equilibratissima presentazione di frutta, verdura e legumi, in perfetto stile Instagram, si merita il secondo posto tra le immagini più scaricate dell’anno.

Immagini più scaricate del 2016 Adobe

Credits: Adobe Stock #82912936

1. Emoji, il linguaggio universale

Il 2016 è stato l’anno delle emoji, con Kanye West che ha perfino dichiarato che rappresentano il futuro della comunicazione.

Forse grazie alla possibilità di essere universalmente comprese, o forse perché rappresentano un ottimo strumento per semplificare l’esperienza degli utenti, non è una sorpresa che questo pacchetto di 280 icone illustrate abbia conquistato la corona di immagine più scaricata su Adobe nel 2016.

Bestseller immagini Adobe Stock 2016

Credits: Adobe Stock #90972465

Immagini più scaricate o immagine perfetta? Cerca quella giusta per te

Se sei ancora alla ricerca dell’immagine perfetta per il tuo prossimo progetto, prova a cercare lo scatto giusto tra le oltre 60 milioni di foto, illustrazioni, immagini vettoriali e video di Adobe, direttamente attraverso il tuo Creative Cloud. Risparmierai tempo nella ricerca e lascerai ancora più spazio alla tua creatività.