Social media

La terza via alternativa a WhatsApp e Telegram

L'app di messaging made in Svizzera che promette la massima tutela della privacy dei suoi utenti

Francesco Pannullo

Social Media Manager @Giffoni Innovation Hub

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Sono stati tempi duri per gli utilizzatori del servizio di social messaging più diffuso al mondo, specialmente per chi tra loro è sempre stato – giustamente – molto affezionato alla propria privacy. Da quando Facebook infatti ha deciso di utilizzare anche i dati degli utenti di WhatsApp per poterli impiegare a scopo commerciale, in molti hanno iniziato a storcere il naso, e con loro anche l’Unione Europea, che si è vista costretta a porre un freno alle mire commerciali di Big F.

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In tutto questo grande marasma di norme, leggi e dati sensibili che volano a destra e a sinistra, Telegram è riuscito a rosicchiare e guadagnare una piccola fetta d’utenza attiva sfuggita dai “rischi” di una privacy tediata. Ora però alla finestra si affaccia un terzo, curioso ed interessante progetto che si propone di essere il giusto mix e che sta crescendo sempre più nei mercati di tutto il mondo: Wire.

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Con sede in Svizzera (stavamo parlando di privacy?) la società è stata fondata da Jonathan Christensen, Alan Duric e Priidu Zilmer,
ex dipendenti di Skype che un bel giorno hanno deciso bene di licenziarsi e di fondare un’applicazione che facesse della privacy e della sicurezza il suo fiore all’occhiello. L’app, disponibile sia per dispositivi fissi che mobile, combina il meglio di WhatsApp e di Telegram: la potenza di un servizio crittografato ma con i vostri dati sensibili ben al sicuro e la possibilità di effettuare (tra le varie e numerose features) chiamate e videochiamate, tassello ormai fondamentale ma del quale Telegram è sprovvisto, tutto clamorosamente gratuito.

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Ci concentriamo sulla privacy degli utenti e non ci impegniamo per ottenere un ritorno commerciale. Non c’è né pubblicità, né sicuramente venderemo i dati degli utenti a terze parti ”  dice Alan Duric, uno dei fondatori di Wire.

Non male, soprattutto se consideriamo la natura gratuita della piattaforma, ma di certo data la qualità dell’app, ci aspettiamo che in un futuro prossimo vi sia inserito all’interno un servizio premium, soprattutto per quanto riguarda il settore business, puntando così a colmare il vuoto lasciato nel segmento delle “comunicazioni sicure” aziendali, anche perché al momento, data la totale assenza di pubblicità o di altre tipologie di introiti, tutto sembra molto tranquillo, anche fin troppo, soprattutto per un’azienda che nasce con scopi di lucro.

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Insomma, seppur arrivato un po’ in ritardo nel panorama delle app di instant messaging, Wire ha saputo sfruttare le circostanze “nefaste” dall’affaire privacy di WhatsApp, arrivando a moltiplicare fino a sei volte i suoi utenti in Germania e che sembra continuare ad avere un trend in forte crescita anche nel resto d’Europa.

Dal punto di vista dei servizi accessori Wire offre, in un’interfaccia grafica molto piacevole, oltre ai messaggi di testo anche chiamate e videochiamate criptate,  la possibilità di disegnare i messaggi e i documenti allegati, il supporto alle GIF e filtri audio molto carini da applicare direttamente sui messaggi vocali, il supporto ai Bot per gli utenti più smanettoni, la possibilità di mettere “like” a messaggi ricevuti e per i nostalgici di MSN Messenger, i trilli.

Wire è una piattaforma molto ben fatta e che merita di essere provato, anche in virtù delle numerosissime funzioni che offre e che vi lasciamo scoprire scaricando l’app. Non sapremo se riuscirà a battere la potenza di fuoco di WhatsApp e Facebook Messenger, ma sicuramente è necessario guardare ai suoi sviluppi con un occhio attento.