IBM stima un risparmio con uso Mac

IBM conferma: con i Mac Apple, il risparmio è assicurato!

IBM consiglia Mac. No, nessuno scherzo, ciò che a chi è cresciuto negli anni ’90 (quelli del confronto tra le due case americane), può sembrare irreale non è altro che il risultato di numerosi studi promossi dalla IBM stessa. Vantaggi che non sarebbero solo in termini di produttività ma anche e soprattutto di risparmio complessivo. Una cifra pari a 535$ in 4 anni quella calcolata da Big Blue.

Windows vs Mac

Dati rilevanti ribaditi recentemente alla Jamf Nation User Conference (JNUC) dal Vice Presidente responsabile Workplace as a Service Fletcher Previn di IBM. Un risparmio che nel caso di un’azienda come IBM con oltre 400.000 dipendenti in 2800 diverse località diventa quanto mai strategico. Ma da dove nasce questa analisi? Da un processo analitico di confronto.

Nel 2015 l’azienda ha chiesto ai dipendenti di scegliere se utilizzare Windows o mac, registrando nel primo anno ben 30.000 dipendenti Apple oriented. Un numero oggi triplicato, rendendo IBM il più grande utilizzatore di mac al mondo davanti a Cisco. Un’ascesa che porta con sé forse il più inaspettato dei vantaggi: il risparmio.

Pare sempre più un luogo comune quello che vede i computer Apple come più costosi dei competitor, una percezione che è di partenza errata basandosi esclusivamente sul prezzo di vendita e non considerando minimamente tutti i costi connessi. Basti pensare che i PC richiedono il doppio degli interventi tecnici e il loro costo di gestione risulta tre volte superiore rispetto ai Mac.

La ricerca interna IBM sottolinea ciò: il risparmio dei dipendenti che hanno scelto un Mac va dai 273$ ai 543$ sull’arco di 4 anni (dato relativo al TCO, Total Cost of Ownership). Risparmio che si unisce alla soddisfazione dei clienti e che porterà i Mac in IBM a quasi 100mila unità. Sono il il 73% i dipendenti intervistati che dichiarano di voler passare ai prodotti Apple, volontà che porta 1300 nuovi Mac ogni settimana in azienda.

Facilità anche per quanto concerne il deployment: Big Blue può infatti utilizzare il Device Enrollment Program (DEP) di Apple, strumento appositamente studiato per la distribuzione di Mac e dispositivi iOS nelle company di grandi dimensioni.

Mac, sinonimo di risparmio

IBM stima risparmio nell'utilizzo dei Mac

Ogni Mac diventa quindi fonte di risparmio secondo le parole della Previn. Ma la conferma pare arrivare anche dai distretti scolastici come la The School District di La Crosse in Wisconsin (8000 utenti in 11 diverse scuole elementari, sei scuole medie e quattro superiori) dove sono stati distribuiti 9400 dispositivi Apple tra iPad, MacBook e MacBook Air. Anche qui alto grado di soddisfazione e un notevole incremento lato risparmio economico.

Una ricerca che deve far riflettere, ponendo l’accento sull’importanza che prestazioni e qualità del prodotto devono avere in fase di selezione del proprio device. Il prezzo è infatti esclusivamente il primo elemento di un processo decisionale ben più ampio, processo che non può non tenere in considerazione anche la garanzia di affidabilità e la soddisfazione degli utenti.

Il prossimo futuro sarà firmato Mac? Non ci resta che aspettare e vedere quante aziende seguiranno la strada tracciata da IBM.

Le migliori campagne di Halloween 2016

Scherzi, travestimenti macabri e zucche. Zucche ovunque. Questi gli ingredienti della festa di Halloween. Ma come hanno partecipato i brand a questa celebrazione?Abbiamo raccolto per voi le campagna più interessanti di quest’anno:

Burger King – Scariest BK

Burger King non perde mai l’occasione di lanciare frecciatine al suo competitor McDonald’s. Anche per quest’anno lo scherzo è stato incredibile. Firma l’agenzia Weber Shandwick.

https://www.youtube.com/watch?v=vimBpdBnaBs

Facebook, le reaction a tema e i filtri video

Meno creative ma altrettanto efficaci le reaction “a tema” proposte da alcuni giorni su Facebook e i filtri video:

Il campanello DIY di Netflix

Tanta creatività unita ad un minimo di conoscenza tecnica per il gadget DIY proposto da Netflix.

La casa infestata di Bacardi & Kenzo Digital

All’interno di una festa alla Brooklyn Navy Yard di New York, l’installazione “Nocturnal Awakening” – una casa infestata – ha ospitato più di 400 partecipanti incluse alcune celebrità come Emily Ratajkowski, Alicia Keys e Baz Luhrmann.

L’esperienza è stata documentata in un film:

https://www.youtube.com/watch?v=4AifbhAR–0

Santander Cycles a Londra

Una campagna interessante quella per promuovere le biciclette cittadine Santander (a Londra) dotate di una nuova luce laser. Featuring il campione di Formula 1 Jenson Button.

Lo spot di Kit Kat

Pianificato proprio in questi giorni questo nuovo spot Kit Kat ci mostra come la bontà del prodotto possa addirittura salvarti da un pazzo omicida.

Il doodle di Google

Sempre eccezionali i doodle proposti da Google per celebrare le festività. Questa volta è un vero e proprio gioco in cui dovrai respingere una catastrofe spettrale. Provalo qui!

Epic Win&Fail della settimana: fra terremoto e Halloween

Anche questa settimana tutta tesa all’arrivo del ponte dei Santi, ci ha portato una bella dose di epici Win and Fail. Spoiller allert, il tono è un po’ macabro, ma hey guys, it’s Halloween!

Per cui prima di terrorizzarvi davanti a una maratona di Dario Argento, pitturarvi il corpo seguendo passo a passo i tutorial o accompagnando i vostri bambini festanti in un trick or treat tour, preparatevi a tremare per gli orrori social della settimana.

Fail

Il primo fail tocca picchi davvero inavvicinabili: una creatività che scherza addirittura sul terremoto che ha colpito il Centro Italia il 30 ottobre.

Dopo la montagna di (prevedibili) insulti, sfociati anche in minacce, la gestione del locale (che se avesse visto l’ultima puntata di Black Mirror si sarebbe sicuramente fatta alcune domande) ha dato una risposta. Restando fedeli alla linea #Fail.

A Torino il Gruppo Torinesi Trasporti ci regala uno di quei fail così simpatici da sembrare appunto uno scherzetto di Halloween. Ma non lo è. E allora prova. Prova. Lo leggete questo post? È stato pubblicato?

Difficile da credere il fail segnalato da Selvaggia Lucarelli, e invece è tutto vero. Questa volta a sbagliare è Easy Jet che prende zucche per lanterne, Arene per Colossei. Difficile da perdonare a chi di solito ci stupisce con gli effetti speciali.

Win

E arriviamo ai Win, invece, con un improbabile e efficacissimo duo: Fox + Taffo G & C Onoranze Funebri. Sì, esatto, si parla di Walking Dead e lo scambio di battute tra i due centra il tema Halloween, fa sorridere e racconta in modo nuovo un tema solitamente un po “rigido”.

fox

L’ultimo Win è più che altro un giochetto per farvi impazzire. Dopo l’enigma esistenzale sul vestito che alcuni vedevano blu, altri bianco e oro, ecco a voi: indovina la star.
Di chi si tratta: Bill Murray o Tom Hanks? Puntate le vostre caramelle e poi qui svelato il mistero.

bill murray

E per questo lunedì è tutto. Ora, se siete tra i fortunati che sono a casa in panciolle, buon ritorno al vostro meritato relax (e invidia). Per tutti gli altri, #epicfail.

La creatività è pericolosa secondo Alf Rehn

Anche quest’anno siamo media partner del Forum delle Eccellenze, il grande evento formativo ed esperienziale che fornisce gli strumenti pratici indispensabili per pianificare il tuo futuro. Tra i trainer di fama internazionale, che saliranno sul palco il 19 e 20 novembre a Milano, abbiamo avuto l’onore di intervistare Alf Rehnbusiness thinker di fama mondiale, conosciuto per le sue idee provocatorie sulla creatività.

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Nel suo bestseller “Dangerous Ideas”, lei ha assunto una posizione decisamente provocatoria nei confronti della creatività. Che cos’è per lei un’idea pericolosa?

Per me, un’idea pericolosa è una che sfida lo staus quo. Spesso intendiamo la creatività  come avere nuove idee senza però riflettere se queste idee cambino effettivamente lo stato delle cose o il modo comune con cui noi le vediamo. Ciò capita perché siamo esseri avversi al rischio, tendiamo così ad accettare le idee che sono “abbastanza nuove”, invece di quelle che potrebbero davvero rovesciare gli schemi e le credenze di ciò che è considerato giusto e adatto. La mia domanda è: qual è il tuo test per un’idea? Se alle persone piace? Se le impressiona? Assolutamente no. Le persone, di solito, apprezzano idee che riconoscono, idee dalle quali non si sentono minacciate, idee per le quali non devono cambiare il loro modo di pensare o di fare le cose. Invece, la domanda giusta è: la tua idea suscita rabbia, fastidio o paura? Bene! Solo quando iniziamo a lavorare con un’idea che mette in pericolo il modo con cui vediamo le cose, stiamo superando i nostri confini.

Un’idea non deve essere pericolosa per chiunque (queste idee normalmente non sono buone per niente..), ma piuttosto, deve essere pericolosa per qualcuno nello specifico. Mette in discussione una pratica comune? Mette in discussione un professionista? È contraria a un modello di business che sta funzionando? Bene! Potrebbe essere un’idea creativa allora…

La produttività uccide la creatività? Siamo costretti a scegliere tra l’una e l’altra?

No, assolutamente no. Non ho mai conosciuto una persona molto produttiva che non fosse anche molto creativa. Per creatività intendo la capacità di vedere i problemi da punti di vista diversi e di testare anche modi di lavorare alternativi. Per produttività, invece, mi riferisco all’accezione positiva del termine. Una cosa diversa è la produttività per la produttività, ovvero quando l’unica misura che conta sono gli output ottenuti, senza valutare gli input o altre metriche. Questa produttività può uccidere la creatività, come può uccidere la vera produttività, quella costruttiva.

credits: Adobe Stock #108269624

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La verità è che non esiste un conflitto tra produttività costruttiva e creatività. La cosa importante è: creatività e produttività sono due termini che vanno resi significativi, invece, che due parole che vengono utilizzate a caso. Entrambe dovrebbero essere usate in contesti appropriati. Una dovrebbe mettere in discussione l’altra e viceversa.  Se ci aspettiamo di essere produttivi tutto il tempo, soprattutto se con produttivi intendiamo occupati, allora sia la creatività che la produttività ne risentiranno. Allo stesso modo in cui pensiamo di poter essere creativi trecentosessantacinque giorni l’anno. A questo proposito, i capi intelligenti incoraggiano i loro impiegati a intervallare momenti di produttività e creatività.

LEGGI ANCHE:Bruce Sterling, l’intervista al grande scrittore in occasione di IF! Italians Festival

Lei ha affermato che il cervello umano è pigro e tende a censurare le idee creative, preferendo quelle sistematiche. Come possiamo superare i nostri schemi mentali?

Il primo passo è capire che non siamo così creativi e innovativi come pensiamo di essere. Amiamo il comfort, ci piace utilizzare conoscenze già acquisite e competenze che già possediamo. Possiamo anche dire che ci piace lavorare in modo creativo, ma quello che in realtà intendiamo è che vogliamo fare cose nuove ma in un modo che già conosciamo. Per rompere questo circolo vizioso, dobbiamo allentarlo. Non possiamo semplicemente dimenticarci tutto quello che abbiamo imparato e le nostre competenze. Dobbiamo piuttosto muoverci a piccoli passi cambiando ad esempio il giornale che leggiamo ogni mattina o cimentandoci in un nuovo hobby.

Poco alla volta possiamo aggiungere altre cose: acquisire nuove competenze, continuare a imparare. Un altro passo importante è conoscere persone nuove. Lo dico spesso, l’unico motivo per cui potrei sembrare più creativo della media è perché viaggio molto, conosco molte persone e visito posti nuovi. Anche se per me la creatività è una cosa interiore, essere in costante movimento, essere continuamente esposto a nuove idee e prospettive aiuta.

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Cosa può fare un’azienda per aiutare i suoi dipendenti a essere creativi?

Ci sono molti e diversi modi per creare un ambiente e uno stile di lavoro creativi. Ma ci sono due temi che secondo me sono i più importanti di tutti: rispetto e perdono. Non si tratta di concetti vaghi, ma piuttosto di termini che vanno compresi e assimilati. Per essere creativa, un’impresa deve creare una cultura aziendale fondata sul rispetto, dove ogni membro si possa sentire libero di esprimere la propria opinione perché sa che verrà accolta e rispettata anche dagli altri. Invece, spesso, in un’azienda solo poche persone hanno il permesso di essere “creative”.

L’altro concetto è il perdono ed è qualcosa che ho imparato da una frase della grande Grace Hopper: “è più facile chiedere il perdono che accordare un permesso”. È una frase che adoro e adoro anche le aziende che l’hanno fatta propria. Se vuoi circondarti di persone che amano il rischio, devi essere capace di perdonare gli insuccessi. Se vuoi idee creative, devi saper perdonare le idee pazze. Se vuoi che le persone mettano un piede fuori dalla loro zona di comfort, devi saperle perdonare quando faranno un passo falso.

Qual è l’ultima cosa creativa che hai fatto?

Come scrittore e pensatore, mi piacerebbe pensare che sono creativo tutto il tempo, ma so che non è vero. A volte resto bloccato nel mio solito modo di pensare, nelle mie vecchie abitudini, nel modo di lavorare che tanto mi piace. Spesso per prepararmi nel mio lavoro leggo molto e cerco di avere sempre a che fare con clienti diversi tra loro. E poi passo più tempo possibile con i miei personali consulenti creativi: i miei figli! Questo fine settimana ho passato una sacco di ore assieme a mio figlio di quattro anni per costruire un fortino pieno di trappole e porte. Era felicissimo di aver creato una fortezza per i suoi cavalieri della Lego e io sono stato contento di aver fatto per una volta qualcosa con le mani.

>>> ALF REHN, JULIUS VAN DE LAAR, DAVID ALLEN, MARTIN SELIGMAN sono tra i relatori del Forum delle Eccellenze 2016, l’appuntamento è per il 19 e 20 novembre a Milano!

Netflix Doorbell, il pauroso campanello DIY per maratone non stop

Il desiderio di ogni grande amante di film e serie tv è poter trascorrere un’intera serata davanti al televisore senza alcun tipo di interruzione; e poco importa se si tratta di ragazizni mascherati da mostri in cerca di dolci e caramelle. Netflix lo sa molto bene, e per questo Halloween ha realizzato uno speciale campanello in grado di tenere lontano ogni disturbatore.

Basato su un processore Arduino, Halloween Doorbell non è che l’ultimo degli hardware ideati dall’azienda di Reed Hastings (che lo scorso anno promosse il suo Netflix Switch, dispositivo anti-notifiche per maratone non stop).

Qualche conoscenza tecnica è l’unico requisito necessario per costruire il proprio campanello targato Netflix; basterà poi sovrapporlo al vostro vero campanello di casa, e grazie ad un sensore di prossimità che ne rileverà la presenza, chiunque provi ad avvicinarsi per il suo “dolcetto o scherzetto” verrà accolto con un mix di terrificanti effetti sonori tratti dalla vostra serie Netflix preferita. Altri suoni si attiveranno alla pressione del campanello, al quale potrete aggiungere anche uno schermo LCD per mostrare messaggi personalizzati.

netflix halloween

netflix halloween campanello

halloween

netflix doorbell

Su makeit.netflix.com trovate le istruzioni per costruire il vostro Halloween Doorbell. Non saremo certo tra le popolazioni che soffrono maggiormente la “sindrome da disturbo da dolcetto scherzetto”, ma avere alla porta un guardiano attento che ci protegga dal disturbatore molesto è sempre cosa buona, non credete?

satya nadella

Satya Nadella, Microsoft e le scelte alla base del nuovo record in Borsa

Nelle menti degli investitori, accanto al nome Microsoft non c’è un logo quadricromatico, ma il volto del CEO Satya Nadella.

Con i risultati in Borsa del terzo trimestre 2016 e le novità annunciate nel corso dell’evento “Imagine What You’ll Do”, il futuro di Microsoft appare chiaro e profittevole.

Record in Borsa

microsoft borsa record

by theatlas.com

Il 20 ottobre le azioni della software house hanno superato le aspettative degli analisti, raggiungendo un prezzo di scambio di 76 centesimi contro i previsti 68, generando un fatturato superiore ai 22 miliardi di dollari. Nel pomeriggio lo stock è aumentato del 6%, raggiungendo e superando il valore record del 1999.

A spingere il rialzo sono stati gli ottimi risultati del terzo quadrimestre 2016, diffusi il giorno precedente. Tra i prodotti, spiccano i dati di Azure, servizio di archiviazione cloud dedicato alle aziende, e di Office 365, che mette a disposizione degli utenti iscritti i software del pacchetto Office in cloud, rendendoli fruibili senza bisogno di installazione.

Cloud: la scelta vincente di Satya Nadella

satya nadella

by Johannes Marliem on Flickr

Gran parte del merito va al nuovo amministratore delegato Satya Nadella, che ha avuto il coraggio di virare il focus del colosso digitale dai PC, con annesso sistema operativo Windows, ai software e servizi mobile e cloud.

Ad enfatizzare il successo di questa scelta è il confronto con l’andamento di Microsoft nel primo decennio del 2000. Sotto la guida del CEO Steve Ballmer, la società ha perso terreno nel campo del mobile, lasciando a Apple il ruolo di leader nel campo degli smartphone e dei dispositivi di riproduzione multimediale.

I risultati di ottobre confermano il calo di ricavi che arriva dai prodotti di marca Windows, che viene tuttavia compensato e superato dal successo dei servizi cloud. La scelta di Satya Natella di puntare su questo settore ha portato la società a registrare 4,7 miliardi di dollari di utile netto su 20,5 miliardi di entrate.

Escludendo alcune voci, l’azienda ha comunicato un utile di 6 miliardi, o 76 centesimi per azione, su un fatturato rettificato di 22,3 miliardi di dollari.

Verso la realtà aumentata

microsoft hololens

Intervistato dal Wall Street Journal, Satya Nadella ha dichiarato quale sia la tecnologia in cui crede maggiormente:

Il computer finale per me è un mondo di realtà aumentata, in cui il campo visivo diventa un display infinito, dove è possibile vedere oggetti virtuali e ologrammi.

Per Microsoft, il principio della realtà aumentata, o mixed reality, prende forma con Surface, il computer combinato notebook-tablet che incarna l’esplorazione che la società sta operando nel campo della realtà virtuale e aumentata anche grazie a Hololens, un auricolare in fase di test che promette di portare ologrammi alla vita.

Le novità di casa Microsoft sono state recentemente svelate nel corso dell’evento “Imagine What You’ll Do”, durante il quale ha presentato le sue ultime novità.

LEGGI ANCHE: Tutte le novità Microsoft dedicate ai creativi

Quando Satya Nadella è salito sul palco, nel corso dell’evento di presentazione delle ultime novità “Imagine What You’ll Do”, le sue parole sono state:

Siamo un’azienda che si distingue per i costruttori, i produttori, i creatori: questo è quello che siamo.

Come sviluppare una social media strategy efficace per il Natale

Quando l’ora legale arriva e le luci si accendono significa una cosa sola: è ora di preparare la social media strategy per le festività natalizie!

Anche quest’anno non dobbiamo farci trovare impreparati: durante le festività natalizie, i social media diventano per tutti i marketer una parte integrante, anzi obbligatoria della marketing strategy. Con l’evoluzione dei social media, diventa necessario trovare dei nuovi modi per raggiungere i consumatori scettici o indecisi, soprattutto in un periodo complesso come quello delle vacanze di fine anno.

Di seguito, ecco cinque consigli per provare a raggiungere con più semplicità clienti, potenziali ed esistenti, e passare delle vacanze di Natale tranquille.

Lavora sul coinvolgimento

Per fare delle festività natalizie un successo per il tuo brand, è assolutamente indispensabile che la online shopping experience sia il più facile e intuitiva possibile. Secondo una ricerca di Forrester, il 55% dei consumatori online afferma che sono propensi a cancellare il proprio ordine in caso non trovassero risposte immediate alle loro domande. Durante il Natale, quando tutti siamo coinvolti nel vortice degli acquisti in maniera più spiccata, è necessario più che negli altri periodi dell’anno saper rispondere in maniera efficace a un consumatore che pretenderà il meglio, in tempi rapidi.

Per questo, è necessario lavorare su due fronti diversi: il primo è facilitare la shopping experience e renderla senza intoppi e il più possibile lineare: ogni call to action proposta sul canale social deve rimandare a uno spazio dove sia possibile effettuare con semplicità l’acquisto. Quindi, ad esempio, un valore aggiunto può essere lavorare in modo che tutta la customer journey sia possibile attraverso device mobile. Il mobile shopping è un trend in crescita, e sempre più utenti aprono il proprio canale social da smartphone. Per questa ragione, è fondamentale che website e checkout, spazi d’atterraggio principali di ogni nostro link esterno, siano ottimizzati per mobile.

Credits: Adobe Stock #123389142

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In secondo luogo, è necessario lavorare con i followers più appassionati del nostro prodotto. Far di loro dei  brand ambassador può diventare un punto importante per amplificare la reach della propria attività e, contemporaneamente, riuscire a lavorare in maniera virtuosa sulla brand awareness.  Perciò, ogni “holiday campaign” deve poggiare su una content strategy che miri a trasformare ogni fan in un promotore del brand. Come? Semplice a dirsi, più complesso a farsi: proponendo contenuti che siano per loro natura viralizzabili. Più condivisione = più endorsement (e più utenti ingaggiati).

Tutti in generale sono più propensi ad acquistare qualcosa quando consigliato da familiari, amici o persone di fiducia: avere dalla propria parte degli advocate durante il Natale potrebbe essere un valore aggiunto.

Utilizza video e live streaming

Video e live streaming sono un modo super efficace per dare un volto a ogni brand: ricollegandoci al punto precedente, sono format di contenuto che si prestano alla condivisione, spostando il ruolo del fan da passivo ad attivo e rendendo più probabile che assolva la funzione di media.

A questo proposito, in particolare per i brand che lavorano con Facebook, uno degli strumenti ormai più riconosciuti e semplici è sicuramente Facebook Live, un network unico per connettersi con la propria audience, dialogarci in tempo reale rispondendo alle richieste degli utenti e riuscire a dare al brand un tocco più umano. Per chi invece è solo su Twitter, l’alternativa è Periscope, un altro strumento ugualmente performante.

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In ogni caso, il consiglio è sempre lo stesso: qualsiasi cosa facciate, calatela bene nello spirito del Natale cercando di puntare su ciò che gli utenti percepiscono di più come autentico e reale. Un video, sia esso on demand o in live streaming, non sarà una buona soluzione se non riuscirà a far percepire a ogni utente il punto di vista “natalizio” che il brand vuole restituire!

Coinvolgi gli influencer

Poter contare su influencer nella propria strategia significa meno lavoro per il tuo team e raggiungere i consumatori in modo più efficace. Il motivo è semplice e persino banale: se un trendsetter indica come di tendenza un prodotto, automaticamente ne migliora il percepito, rendendo più desiderabile.

Soprattutto durante le festività natalizie, quando le leve principali per acquistare diventano la voglia di stupire, rendere felici, al di là dell’utilizzo pratico di qualsiasi oggetto, è vitale che ogni consumatore abbia una ragione per essere entusiasmato, ed essere ispirato da un “riferimento” potrebbe essere il touchpoint migliore per giocare sull’aspetto più aspirazionale del prodotto. Coinvolgere quindi nella propria strategia social un influencer riconosciuto del nostro settore potrebbe garantire all’azienda di non perdere “il proprio posto sotto l’albero”.

Crea interactive campaign

L’essere umano è sociale per natura ed ha bisogno di condividere le proprie esperienze con gli altri.

Durante le vacanze, rendiamo più spiccata questa tendenza. Il periodo natalizio è per definizione un momento – forse IL momento – in cui ognuno apprezza il sentirsi “a casa”, capito e corrisposto, in un dialogo che faccia percepire empatia e serenità. I social media possono essere in questo il valore aggiunto per ogni azienda che punti non solo a spostare una preferenza di consumo, ma a entrare in relazione con i proprio consumatori e i prospect che si affacciano, incuriositi, a una proposta commerciale.
È confermato che campagne più interattive stabiliscano una connessione tra i consumatori e il brand online ed offline rendendolo unico: i social media possono essere il veicolo ideale per cominciare a strutturare quest’interazione.

Ad esempio, inserire instant poll e call to action più propositive (come ad esempio delle votazioni che su Facebook sfruttino le reaction: “Per votare A mettete un cuore, per votare B una risata etc”) indirizzano da subito il tono della social media strategy in una logica di personalizzazione del brand, aumentano le interazioni, coinvolgono di più i propri fan e – effetto positivo collaterale – impattano positivamente anche sulla reach organica (in particolare su Facebook). Che si può desiderare di più?

Last but not least: customer care

Più che in ogni altro periodo dell’anno, prima durante e dopo le festività natalizie, il servizio clienti deve essere impeccabile.

Il servizio clienti sta assumendo un ruolo sempre più importante. Secondo il report Microsoft 2015 Globale State of Multichannel Customer Service, il 97% di consumatori lo considerano importante durante l’acquisto, e il 62% non ha più acquistato presso un marchio a causa di uno scarso servizio clienti. Chi di noi non ha cambiato la percezione su una compagnia a causa del servizio clienti? E durante il Natale, quando l’acquisto è legato certamente di più a una componente emotiva, bisogna far sì che ogni consumatore non sia lasciato solo.

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I social media sono lo strumento più efficace per aiutare i clienti in tempo reale
. Prepararsi ad avere un servizio clienti impeccabile su tutti i fronti, evitando di farsi trovare impreparati a rispondere alle domande dei clienti in breve tempo, non solo migliora la propria immagine ma risolverà i problemi prima ancora che sorgano.

Questi consigli sono solo il punto di partenza per mettere a punto una social media strategy da sfruttare nelle ormai prossime vacanze: il successo dell’operazione dipenderà dalla capacità di pianificare in base alla propria audience e dalla creatività con cui si approccerà il tema.

Happy social planning a tutti!

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Super Bock, Hillary Clinton, Rolling Stone: i migliori annunci stampa della settimana

Forma, colore, testo. Elementi che presi singolarmente potrebbero avere poco da dire ma messi insieme con un po’ d’ingegno e creatività possono dar vita a piccoli capolavori. Ecco a voi le migliori campagne stampa degli ultimi giorni.

Miracle Flights: We have a cure for distance

La missione di Miracle Flights è trasportare i bambini affetti da gravi malattie verso le strutture mediche di cui hanno bisogno. E questa campagna stampa, nella sua semplicità, arriva dritta al cuore.

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Agenzia: Area 23, New York, USA
Executive Creative Director: Tim Hawkey
Creative Director: Chris Bernesby, Joe Capanear
Art Director: Felipe Munhoz
Copywriter: Bruno Brasileiro

Super Bock: Drinking is Believing

Che siate appassionati estimatori di birra oppure no, ormai dovrete ammettere che le analcoliche si stanno facendo sempre più strada nel mercato. Ma il gusto è lo stesso?
Secondo Super Bock bisogna provare per credere!

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Agenzia: Caldas Naya, Barcellona, Spagna
Creative Director: Gustavo Caldas
Art Director: Rubén Micola
Fotografo: Aguilar
Account Director: Fabiana Casañas
Account Executive: Aketz Zubia

Hillary Clinton for President: Moving isn’t an option

La campagna elettorale americana è ormai finita.  I sostenitori della candidata democratica avevano puntato, tra l’altro, su questa bellissima campagna stampa dai toni vintage. I risultati però non sono stati dalla loro parte.

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Agenzia: The Blue Donkey Collective, USA

Hemköp: Always the same choice

Hemköp è una catena di supermercati svedese che sta cercando di affermarsi anche nelle vendita online. La campagna stampa, ideata da M&C Saatchi di Stoccolma, spiega chiaramente che, sì, il canale è diverso, ma la scelta è la stessa, sia offline che online.

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Agenzia: M&C Saatchi, Stoccolma, Svezia

Rolling Stone: Time for more Rock’n’Roll

Disturbante, esagerata, sopra le righe. La campagna stampa per Rolling Stone creata da Oliver Voss Werbeagentur coglie tutto lo spirito della rivista.

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Agenzia: Oliver Voss Werbeagentur, Amburgo, Germania
Creative Director: Oliver Voss, Till Monshausen
Art Director: The Neatful, Annika Richter, Jan Grastorf, Benedikt Schipper
Copywriter: Luca Rescheleit, Oliver Kircher
Illustratori: Andreas Martini, The Neatful, Tony Riff, Marco Armbruster

Già finito? Sì, ma non disperate, ci vediamo tra sette giorni!

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A 75 anni Wonder Woman diventa il simbolo discusso dei diritti delle donne

Wonder Woman, nuovo simbolo dei diritti delle donne

Wonder Woman ha appena trascorso un compleanno davvero ricco di eventi. A 75 anni, infatti, l’eroina dei fumetti sta per vedere in uscita nelle sale un nuovo film ed è stata nominata dall’ONU Ambasciatrice onoraria per l’autodeterminazione di donne e ragazze.

Wonder Woman Ambasciatrice ONU: dubbi e polemiche

La nomina della supereroina non ha mancato di suscitare polemiche, con tanto di raccolta di firme contro la scelta delle Nazioni Unite di un testimonial donna sì, ma anche con altre caratteristiche che potrebbero far pensare ad una scelta non esattamente femminista: bianca, prosperosa, altissima e praticamente seminuda nella sua luccicante divisa da pin-up di altri tempi.

A 75 anni Wonder Woman diventa il simbolo discusso dei diritti delle donne

Oltre alle ovvie osservazioni di strumentalizzazione del corpo femminile, sono fioccate le critiche nei confronti della scelta di un personaggio immaginario al posto di una donna vera, unite alle ipotesi di un volontario inserimento dell’ONU nel business del product-placement.

Alla polemica su Wonder Woman va aggiunta, poi, una nota su come l’ONU abbia escluso diversi nomi femminili da quelli in lizza per diventare il nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite, infine assegnato al portoghese Antonio Guterres.

“Io sono Diana, principessa delle Amazzoni”: storia della nascita di un’eroina

Wonder Woman, creata nel 1941 da William Moulston Marston, con l’idea esplicita di diventare il bilanciamento femminile ai fumetti eccessivamente violenti in produzione per i ragazzi, è nata come icona femminista nel 1940: una versione patriottica e forse un po’ troppo succinta del suo omologo maschile.

La supereroina della DC Comics, sin dalla sua nascita, si è distinta per alcuni difetti “di fabbrica”: oltre al costume ammiccante, la sua origine di principessa amazzone non è certo di facile lettura per un pubblico di bambini e bambine.

A 75 anni Wonder Woman diventa il simbolo discusso dei diritti delle donne

Oltre alla scompiglio portato dalle recenti dichiarazioni dell’autore Greg Rucka sull’orientamento sessuale di Wonder Woman, inoltre, da sempre il personaggio non ha potuto fregiarsi di un arci-nemico alla Lex Luthor come i colleghi uomini, ma ha dovuto accontentarsi del più banale amore per Steve Trevor.

Anche i nuovi look tentati nel corso degli anni dalla DC Comics non le sono valsi le simpatie dell’universo femminista: oggi che Wonder Woman ha un’età più che ragguardevole, la saggezza non riesce ancora a bilanciare le critiche verso il costume del personaggio.

Dalla sua parte solo il fatto di essere una delle poche eroine donne, in un genere quasi totalmente votato agli eroi maschili, insieme a She-Hulk, BatGirl o i successivi personaggi femminili degli X-Men.

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Pensa a un supereroe donna: chi ti viene in mente?

Ecco la dimostrazione: Wonder Women è l’unica donna ad essere entrata come stereotipo di forza femminile nell’immaginario mondiale, ruolo che tutte le altre eroine dei fumetti stentano a raggiungere. Quale scelta migliore per l’ONU, quindi?

Forse meglio, però, prendere in considerazione le parole usate da Jim Lee nel tratteggiare il ritratto esclusivo di Wonder Woman per il suo 75° anniversario.

La rivista “Wonder Woman” ha infatti celebrato l’eroina con uno speciale che includeva il disegno dell’artista, ma ha anche esaminato l’impatto del personaggio di Diana Prince sulle donne e sul femminismo, con interviste a Gal Gadot (che le presta il volto nei film del DC Extended Universe), Lynda Carter (storica interprete della serie tv degli anni Settanta) e Diane Nelson (Presidente della DC Entertainment).

“Credo ci siano un sacco di cose che mi passano per la testa quando mi siedo per disegnare una cosa del genere. Ovviamente voglio illustrare il costume e i dettagli nel modo corretto, ma la cosa più importante nel disegnare un personaggio, soprattutto una figura così iconica e famosa come Wonder Woman, è catturare il suo stato emotivo. Cercare di rappresentare visivamente ciò che rappresenta. Potere, uguaglianza, forza, saggezza“.

Non dimentichiamo, infine, che già nel 1943 Wonder Woman correva per la presidenza americana, ben 73 anni prima che questa ipotesi si realizzasse effettivamente nelle reali elezioni per la Casa Bianca con Hillary Clinton, personaggio politico non particolarmente amato dalle femministe.

A 75 anni Wonder Woman diventa il simbolo discusso dei diritti delle donne

La domanda quindi diventa un altra: tra pro e contro, l’ONU avrebbe mai pensato a Wonder Woman se non fosse stato l’anno della sua celebrazione e il periodo di uscita del suo nuovo film?

Probabilmente no. Resta da capire chi abbia tratto realmente vantaggio in termini di operazione di marketing: la battaglia mondiale per l’autodeterminazione delle donne o la promozione della pellicola in uscita il prossimo giugno nelle sale cinematografiche?

Street art in spalla con Zedz e Mr.Serious

Dopo aver analizzato l’ultimo spinoso caso di violazione di copyright firmato McDonald’s, Streetness torna a parlare delle più interessanti collaborazioni tra i brand ed il mondo della Street Art.

Questa settimana l’attenzione si concentra su Mr.Serious, un marchio olandese fondato negli anni 2000 che, sin dagli esordi, ha scelto di esplorare la moda urbana ispirandosi al mondo del Writing e della Street Art. Mr.Serious è anche il soprannome del fondatore nonché nick-name che egli stesso trascriveva con la bomboletta spray in giovane età; questo è il motivo per cui, a partire dal 2002, il nome del marchio è stato utilizzato anche come vero e proprio nome d’arte per la realizzazione di opere murali alla cui esecuzione è stata sempre affiancata una produzione di t-shirt in edizione limitata.

zedz

Attualmente, Mr.Serious collabora con numerosi artisti di talento per creare collezioni uniche ed originali, il cui scopo principale è quello di presentare il lavoro degli street artisti con il medesimo linguaggio visivo che contraddistingue ognuno di essi, ma in una forma completamente differente ed innovativa.

L’ultima produzione, interamente centrata su borse e accessori per la vita in città, oltre ad essere estremamente funzionale e pratica, è stata firmata da un writer olandese della primissima ora, attualmente tra i più affermati street artisti della scena internazionale: Zedz.

Zedz, che da anni vive in Italia, precisamente a Milano, è un vero sperimentatore multidisciplinare. Il suo lavoro è frutto di una fusione tra lo studio del lettering (avviato negli anni ’80), il mondo del design e l’influsso degli studi prospettici architettonici, per cui il risultato finale è estremamente grintoso e contemporaneo.

zez mr.serious

L’idea suggerita dai lavori di Zedz è quella del movimento: i vivaci pattern futuristici realizzati in giro per il mondo spiccano non solo su grandissime pareti, ma anche su tele di diverse dimensioni e con sculture temporanee realizzate in MDF. Ed è proprio l’idea di movimento e mutamento a suggellare la collaborazione tra Zedz e Mr.Serious, con borse e zaini realizzati in poliestere 600D e con materiale impermeabile, disponibili sul sito ufficiale dell’azienda, nei migliori negozi online dedicati allo streetwear e nei lux shop europei.

I lavori di Zedz sono visibili anche in Italia. Tra questi, il noto intervento eseguito su una delle facciate del Teatro Colosseo di Torino, realizzato con la sponsorizzazione di Ceres in collaborazione con INWARD e con il supporto della Square23 Street Art Gallery di Torino.

L'opera realizzata da Zedz al Teatro Colosseo di Torino. Foto di Livio Ninni.

L’opera realizzata da Zedz al Teatro Colosseo di Torino.
Foto di Livio Ninni.

Come Osservatorio sulla Creatività Urbana evidenziamo il felice connubio tra street artisti e aziende note nel campo dello streetwear, ponendo particolare attenzione sui brand che, in tempi non sospetti, hanno puntato sulla Street Art facendo di questa e dei suoi protagonisti l’elemento fondamentale di una produzione fortemente riconoscibile e vicina al ricercato stile urbano degli ultimi tempi.