Su Rai1 “Complimenti per la connessione”, un format Lux Vide costruito insieme a un’agenzia

È partita l’11 luglio e andrà in onda per tutto il mese su Rai1 in prima serata Complimenti per la connessione la serie tv che parla di alfabetizzazione digitale, spin-off di Don Matteo.

La sketch-comedy della durata di circa 5 minuti ad episodio,  ha come protagonisti Nino Frassica, Simone Montedoro e Francesco Scali. Prodotta da Lux Vide, con la regia di Valerio Bergesio, Complimenti per la connessione è stata sviluppata con il team di Plural Entertainment, la business unit dell’agenzia Plural dedicata alla scrittura di format e sceneggiature, per il web ma anche per la tv.

Per capire meglio la mission dell’innovativa serie televisiva abbiamo fatto una chiacchierata con Marco Diotallevi di Plural e Fabio Morici che, insieme a Nino Frassica, firmano la sceneggiatura della serie.

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Fabio Morici, il regista Valerio Bergesio e Marco Diotallevi

Come nasce ‘Complimenti per la connessione’?

MARCO: “Cominciamo dall’inizio. Nel 1980, in una serata di fine aprile, mio padre portò a cena fuori mia madre. Ci sono varie ipotesi su quello che ordinarono (iniziava a fare caldo). Comunque da qui tutto ebbe inizio e credo che più o meno sia andata così anche per Valerio Bergesio, regista e autore del soggetto di serie e Fabio Morici, autore delle sceneggiature e dei soggetti insieme a me e Nino Frassica. Poi un bel giorno le nostre storie si intrecciano: Valerio Bergesio vede Ti Connetto I Nonni, sorride. Mi chiama e mi dice:

“Ti devo parlare di un progetto sull’alfabetizzazione digitale. Uno spin-off di Don Matteo”. Sorrido. Io chiamo Fabio Morici, che avevo già coinvolto sul progetto Ti Connetto I Nonni. Sorride anche lui. E non avevamo ancora parlato con Nino Frassica”.

LEGGI ANCHE: “Ti connetto i nonni”, una webserie per tutte le età”

Qual è il ruolo di Plural?

MARCO: “Plural è stata coinvolta sin dall’inizio per la sua specificità nell’ambito dell’alfabetizzazione digitale e abbiamo costruito, insieme a Lux Vide, l’identità di un prodotto: dal nome del programma fino all’ultimo post sui social. Siamo andati oltre il progetto pedagogico: abbiamo scritto 20 sceneggiature, abbiamo firmato il naming, la campagna tv, i radiocomunicati e la strategia social. Personalmente è stato un miracolo. Non ci sono molte occasioni come queste in Italia ed è un peccato. All’estero già funziona più o meno così. Crediamo che costruire un nuovo rapporto tra case di produzione e agenzie come la nostra sia il futuro dell’entertainment”.

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In che modo verrà coinvolta la community social durante la messa in onda?

MARCO: “Il nostro obiettivo in generale era quello di avvicinare quel 30% di italiani che non sa usare internet e abbattere la paura di chi aveva provato a usarlo ma con poco successo. Avevamo una grande opportunità: quella di coinvolgere i fan dei canali social di Don Matteo. La nostra strategia è stata quella di convincerli a diventare ambasciatori del progetto di alfabetizzazione digitale, fornendo loro delle ispirazioni divertenti con cui invitare amici poco tecnologici. Gli ascolti della trasmissione e le performance sui social parlano di successo. Ma il processo di alfabetizzazione digitale non può e non deve fermarsi a questo”.

Tutta la squadra di 'Complimenti per la connessione'

Tutta la squadra di ‘Complimenti per la connessione’

Cosa si prova a portare il digitale su un canale televisivo come Rai1 che da sempre utilizza un linguaggio più analogico?

MARCO: “Bisognerebbe fare i “Complimenti Per La Connessione” a tutti. È stato il primo show in prima serata dedicato all’alfabetizzazione digitale. Per noi è stato meraviglioso ma su questo lascio la parola a Fabio.

FABIO: “L’idea forte del programma è proprio quella di sfruttare un linguaggio analogico, noto al pubblico di riferimento, per spiegare il digitale. Quando spieghiamo lo smartphone partendo da un coltellino svizzero, stiamo creando un ponte tra i due mondi. E la generazione alla quale apparteniamo io, Marco e Valerio è perfetta per questo, perché abbiamo visto il tramonto dell’era analogica e l’alba dell’era digitale: possediamo quindi la chiave per connettere le due dimensioni. Con Complimenti per la connessione facciamo capire il concreto che c’è dietro l’astratto, il reale che c’è dietro il virtuale. E questo ha dato alla serie anche una sua poesia. Ricordiamo com’era il mondo prima, invitiamo a non perdere certi punti di riferimento, ma allo stesso tempo facciamo capire che non bisogna avere alcuna paura della nuova era”.

Curioso di vedere la trasmissione? L’appuntamento è ogni sera alle ore 20.30 su Rai1.

Per far parte della community social puoi seguire l’hashtag   e la fan page.

Twitter attiva il modulo per la richiesta del verified account

Twitter ha annunciato oggi un nuovo modulo per la richiesta dello status di verified account.

Twitter attiva il modulo per la richiesta del verified account

“We want to make it even easier for people to find creators and influencers on Twitter so it makes sense for us to let people apply for verification,” said Tina Bhatnagar, Twitter’s vice president of User Services. “We hope opening up this application process results in more people finding great, high-quality accounts to follow, and for these creators and influencers to connect with a broader audience.”

Come sapete, il badge di verifica è un piccolo simbolo azzurro con un segno di spunta bianco al suo interno, e compare vicino al nome dell’account. Il badge è utile per attestare l’autenticità di un account che altrimenti potrebbe essere impersonato da altri con account fake o parodistici, inducendo gli utenti a non distinguere quello reale.

Twitter attiva il modulo per la richiesta del verified account

Fino ad oggi il Twitter verified account era una esclusiva riservata a celebrità, giornalisti, politici, e influencer, ma il nuovo sistema potrebbe estendere il badge di verifica, e le funzionalità aggiuntive derivanti, per tutti coloro che potrebbero essere ad alto rischio di impersonificazione da parte di account fake.

Qualche anno fa Twitter aveva permesso agli utenti di inoltrare il modulo per la verifica, disattivandolo poco dopo per l’enorme quantità di richieste pervenute. Da quel momento Twitter ha verificato manualmente gli account, fino a oggi.

Twitter attiva il modulo per la richiesta del verified account

Attualmente, solo il 0,06% dei 310 milioni di utenti mensili sono Twitter verified account.

Il modulo dovrebbe essere già attivo in Italia, e comunque lo sarà a livello globale entro la fine di questa settimana. Per compilare l’application, o semplicemente saperne di più, basta consultare il centro assistenza di Twitter.

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10 consigli utili per far decollare le campagne di Content Marketing con le Digital PR

Perché portare avanti attività di Digital PR? Quali sono i suggerimenti più utili per coinvolgere gli influencer migliori nei vostri progetti? Far decollare una campagna di Content Marketing con le Digital PR è un’occasione ghiottissima per le aziende che vogliono acquisire un’ottima reputation online grazie alla promozione di contenuti.

I principali esperti di Digital PR vi diranno che, oltre ad una buona dose di competenze in Marketing, SEO e Social Media, dovrete adoperare una strategia integrata per dare vita ad un piano di comunicazione digital di tutto rispetto, al fine di promuovere contenuti di qualità. Poiché i consigli non sono mai abbastanza, è ora di ragionare attentamente sulle strategie da mettere in atto. Ecco 10 utili suggerimenti per voi.

1. Aumentate il livello di trustability per la reputation online con contenuti editoriali di qualità

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Questo assunto è alla base di una buona attività di Digital PR. Il contenuto deve essere messo in evidenza rivolgendosi ad interlocutori ben precisi, influencer e community di spicco, per far sì che siano coinvolti nella campagna, ritengano i contenuti rilevanti e generino conversazioni positive intorno al brand e/o servizio della vostra azienda sul quale punta la campagna.

Gli influencer dovranno diventare dei veri e propri ambassador, dei garanti di fiducia del vostro brand, così da poter incrementare il livello di trustability nei confronti della vostra azienda. Quello delle Digital PR è un lavoro certosino che va curato con estrema cura.

2. Little Bird e Followerwonk: per mappare gli influencer più rilevanti su Twitter

Tutto è bene quel che comincia bene. Se volete intraprendere una campagna di Content Marketing sfruttando le potenzialità delle attività di Digital PR dovrete sfruttare gli strumenti giusti. Iniziate con Little Bird e Followerwonk per mappare gli influencer più rilevanti su Twitter. Molti sostengono: “i consumatori stanno già parlando, la tua unica possibilità è entrare nella conversazione”.

Nella fase iniziale, per poter entrare efficacemente nelle conversazioni intorno al vostro brand, dovrete costruirvi una database di influencer e non c’è niente di meglio che Twitter per farlo. Date un’occhiata al Playbook redatto da Little Bird, anche lì potreste trovare consigli utilissimi per aumentare l’engagement della vostra azienda e scoprire tutti i segreti dell’universo degli influencer. Leggermente diverso Followerwonk, anche più conosciuto, ma utilissimo per fornirvi dati analitici sul social cinguettante.

3. Taboola per la distribuzione capillare dei contenuti online

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Le attività di Digital PR non possono fare a meno dell’aiuto di earned media per veicolare contenuti di qualità su piattaforme e network di contenuti pianificati. In questo, Taboola rappresenta senza dubbio un’eccellenza nell’ambito del Native Advertising e del Programmatic. Insieme ad Outbrain, rappresenta un tool interessantissimo per cercare i propri clienti sui siti più popolari in tutto il mondo e far crescere l’engagement nei confronti del proprio brand.

Le strategie di comunicazione digitale di Samsung, LiveNation, InStyle, HarperCollins, ASOS lo utilizzano già, per non parlare dell’accordo stipulato di recente con Il Gruppo L’Espresso.

4. Abbiate perseveranza: il pessimismo non è contemplato

Portare al pubblico contenuti sempre più interessanti e di valore è l’obiettivo di un Digital PR che si rispetti. Per portare avanti campagne di visibilità ed engagement c’è bisogno di grande perseveranza, non tutto potrebbe andare a buon fine. Se volete fare questo lavoro, dovete creare relazioni digitali. Dovrete valutare opportunità, rischi, logiche e meccanismi per il raggiungimento dei vostri obiettivi, il pessimismo non può essere incluso.

5. Contattate direttamente i giornalisti e raccogliete tutti i dati utili

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Il lavoro che si fa con i giornalisti e gli influencer è di fondamentale importanza. Grazie al loro aiuto è possibile trasmettere contenuti più credibili rispetto a quelli generati esplicitamente dalla marca, proprio perché la loro opinione è di grande rilievo. Spesso, infatti, le Digital PR sfruttano le potenzialità di un testimonial da associare al proprio brand per creare awareness.

Contattare direttamente i giornalisti tramite i social media, raccogliete tutti i dati utili circa la loro “potenza” comunicativa, per generare conversazioni, che possano influenzare l’opinione del vostro pubblico.

6. #JournoRequest: fatevi vedere dalle persone giuste

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Twitter è senza dubbio il regno del passaparola e di conseguenza uno dei social più apprezzati da chi si occupa di Digital PR. Non perdetevi, infatti, #JournoRequest, per scoprire nuove opportunità e trovare argomenti efficaci per generare conversazioni intorno al vostro brand. La scelta ideale per i giornalisti che vogliono conoscere di cosa si sta parlando in rete in ogni momento, Journorequest è un ottimo tool  per costruire relazioni digitali. Utilizzato da Trivago, Edelman, Mailchimp.

7. Gorkana: il Media Database di cui non potete fare a meno

Pianificare, monitorare e analizzare le vostre attività di Digital PR necessita dell’utilizzo di strumenti adeguati. Non bisogna soltanto affidarsi a interlocutori influenti generando un database di contatti utili, ma è fondamentale avvalersi di un Media Database con professionisti della comunicazione: Gorkana in questo rappresenta assolutamente la scelta vincente. Infatti, avrete già a vostra disposizione una lista di contatti utilissima per aumentare l’efficacia delle conversazioni da generare. Un software del genere costa un bel po’, ma se volete potete richiederne una demo.

8. Create una lista contatti e chiedete loro suggerimenti utili

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Non solo giornalisti, ma anche blogger e professionisti esperti di Buzz Marketing che possano aiutarvi. Tutto questo è necessario per il monitoraggio e ascolto delle conversazioni in rete, non bisogna soltanto creare contenuti e veicolarli, ma anche analizzarne il risultato.  Molto utile potrebbe essere la strategia di differenziare, a seconda del contenuto da veicolare, distinguere liste di contatti da altre.

Parlare e agire a nome del brand non è un’operazione così semplice come si possa pensare, soprattutto perché una volta innescata una campagna di Content Marketing fallace sarà difficile rimuovere dalla testa degli utenti una reputazione alquanto discutibile.

9. Menziona gli influencer più rilevanti: fatevi sentire

digital_pr_2Coinvolgere gli influencer nelle proprie attività di Digital PR è un’arte. Molti professionisti, così come le agenzie di comunicazione più inesperte, sottovalutano l’enorme potenziale che si può trarre dal coinvolgimento dei giusti opinion leader. Lasciate che amplifichino il vostro messaggio con gli strumenti migliori, ma soprattutto con la loro capacità di smuovere le masse. Certo, il lavoro certosino di selezione è alla base di tutto. Da qui è doveroso menzionare gli influencer, farsi conoscere, intraprendere partnership con loro. Scrivetegli una mail, fatevi conoscere dal vivo: buona fortuna, insomma!

10. Destinate un budget consistente alle attività di Digital PR

Ancora oggi si sottovaluta troppo spesso la valenza dei risultati derivanti dalle attività di Digital PR. Alcuni preferiscono inviare messaggi privati su Facebook e LinkedIn per reclutare gli influencer, non destinano budget rilevanti a questa attività, o non la considerano minimamente credendo di poter sfruttare l’effetto passaparola generando account fasulli e “comprando” contatti.

Mettiamoci nei panni degli influencer, diamo il giusto valore alle attività di Marketing online, ma soprattutto, se non lo abbiamo ancora fatto, non perdiamo l’occasione di formarci nell’ambito dell’Internet PR.

Prisma su Android: scopri come scaricare la versione Beta dell’app

La rivista TNW ha svelato che presto l’app Prisma arriverà anche sui dispositivi Android. Per quelli che proprio non vogliono aspettare, è possibile entrare a far parte degli utenti beta già da oggi.

Come scaricarla?

Alla fine di questa pagina – troverete la dicitura “Coming soon on Android” e subito dopo il bottone per l’iscrizione alle news (“Sign Up for News”)

Prisma ha confermato a TNW che gli inviti a scaricare la versione beta dell’app inizieranno a partire proprio da oggi  via mail (19 luglio) verso chi si è scritto seguendo quel percorso.

Sono anche state rilasciate alcune immagini di anteprima della versione Android dell’app:

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Cosa state aspettando?

Entrate anche voi a far parte della community di Prisma!

Contenuti digitali per ogni stagione. Recupera la Free Masterclass

Giovedì 14 luglio i docenti del Social Media BootCamp, Luca La Mesa e Filippo Giotto, ci hanno regalato tante nozioni utili e preziose per progettare in maniera strategica piani editoriali in grado di adattarsi perfetta,ente a qualsiasi periodo del calendario solare. Un’occasione di formazione molto importante che introduce l’addestramento professionale intensivo che si terrà a settembre, dal 21 al 24 al Create! Dojo nella sede ninja di Salerno.

Se sei interessato ad un approfondimento e vuoi scoprire i trucchi ninja, ma ti sei perso la diretta della Free Masterclass, non preoccuparti. Puoi recuperare quest’ora di conoscenza online seguendola On Demand sul sito di Ninja Academy.

Come seguire la Free Masterclass on Demand

Free MasterClass La Mesa Giotto

 

Quello che devi fare è andare sul sito di Ninja Academy e iscriverti gratuitamente alla Free Masterclass del “Social Media Summer: Creare contenuti digitali per ogni stagione”. A questo punto nella tua area utente troverai tutti i contenuti che i due docenti hanno condiviso.

Oltre alla visione della Masterclass potrai curiosare sull’offerta di corsi proposti da Ninja Academy  e trovare il corso online più utile per la tua formazione!

Ti ricordo che hai tempo fino al 7 settembre per approfittare dell’offerta Early Booking per iscriverti al Social Media BootCamp + Master Online in Social Media Marketing al prezzo promozionale di 1199 euro (al posto di 1399 euro).

Come migliorare la propria presenza su Instagram in 6 punti

Tutti i profili Instagram di successo hanno una cosa in comune: uno stile visuale chiaro e riconoscibile.

Merito del talento di chi li gestisce, certo, ma anche grazie a un piano editoriale completo, con cui definire non solo la frequenza o l’orario di pubblicazione, ma anche il tono di voce con cui vogliamo essere riconosciuti.

Tradurre il proprio tone of voice su un canale come Instagram significa entrare in un linguaggio visivo che magari si padroneggia poco, oltre che confrontarsi su aspetti testuali diversi dagli altri social media.

Per questo, abbiamo pensato a mettere assieme sei aspetti da curare per creare un profilo Instagram che si distingua nella folla del feed.

Composizione

La composizione è la disposizione degli elementi nell’immagine, ed è diversa dal soggetto dell’immagine. È soprattutto l’insieme delle scelte che facciamo quando raccontiamo le relazioni del soggetto con l’ambiente. Oltre alla regola dei terzi – la più nota e universalmente valida – possiamo utilizzare a nostro vantaggio anche un colore di sfondo brillante e imponente, oppure lasciare un po’ di spazio per inserire del testo.

Il profilo Instagram di Amy Tangerine, una blogger che vuole condividere “una fetta di dolce vita” attraverso prodotti e servizi lifestyle, è un grande esempio di stile visivo efficace e composizione chiara. Ad esempio, i suoi contenuti spesso usano un colore di una texture di sfondo che permettono al punto focale della composizione di distinguersi in modo chiaro.

 

Instagram Style Book

 

Palette di colori

Scegliere una palette di colori renderà la tua board di Instagram coerente e mirata. Scegliere una tavolozza non significa utilizzare esclusivamente solo questi colori, ma aiuterà i tuoi contenuti a trasmettere una sensazione di familiarità. Nulla toglie poi, che questa palette può essere mantenuta anche su altri canali rafforzando ulteriormente la propria visibilità.

Frooti, il succo di frutta più venduto  in India, utilizza Instagram per mostrare la loro distinta personalità. Grande protagonista di questa identità visiva è la palette di colori vivaci utilizzati dal brand.

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Al contrario, il brand di abbigliamento Everlane utilizza una tavolozza di colori molto più morbida rimanendo fedele al proprio logo in grigio / nero / bianco:

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Font

Se volete postare citazioni o aggiungere testi sulle foto di Instagram, l’ideale sarebbe utilizzare lo stesso font utilizzato dal brand sul proprio sito o su altri canali.

Un bell’esempio di chi è riuscito a mantenere questa coerenza è Headspace, il servizio di meditazione guidata online, che condivide spesso immagini basate su testo. Grazie alla coerenza mantenuta nel font, i follower sono in grado di riconoscere immediatamente un loro contenuto nel feed.

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Filtri

I filtri di Instagram possono dare a una foto amatoriale un aspetto professionale. Se non si dispone di un software di editing, è un buon supporto per migliorare una foto in pochi tocchi. I filtri possono cambiare drasticamente l’aspetto di una foto o un video, quindi è importante utilizzare solo quelli che meglio rappresentano il vostro marchio e mantenersi fedeli ai pochi scelti. Usare un filtro diverso per ogni post potrebbe far apparire la tua board di Instagram incoerente.

Didascalie

Le didascalie di Instagram sono limitate a 2.200 caratteri, più o meno tre linee di testo, prima di essere troncate con i puntini di sospensione. Sono la possibilità di aggiungere valore alla foto, e ci sono innumerevoli modi di usarle: alcuni le usano come luogo per condividere storie e fare micro-blogging, altri per dare un titolo, oppure utilizzano per chiedere informazioni e incoraggiare risposte. Le possibilità sono infinite, l’importante è che il copy abbia una coerenza con il brand.

Il servizio di email marketing Mailchimp è noto per la sua voce ironica, che traspare anche dalle discalie di Instagram.

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Hashtag

Gli hashtag sono fondamentali su Instagram per scoprire nuovi account, e di conseguenza per farsi trovare: qui vale la pena ricordare che anche le emoji possono diventare degli hashtag.

Il trucco per evitare di aggiungerne troppi alla didascalia è di aggiungerli nel primo commento. La ricerca degli hashtag giusti è poi un’attività che va continuamente monitorata attraverso tool o servizi dedicati oppure studiando i profili più popolari di Instagram.

Se avete altri spunti per integrare questa lista, sapete dove trovarci: ovviamente su Facebook!

Youtubers Summer Party, la case history di successo di Aqualandia

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato di Aqualandia e del suo innovativo progetto di comunicazione: tramite uno strategico mix di intrattenimento e tecnologia il parco ha infatti intercettato un pubblico giovane a cui molte aziende cercano di rivolgersi online.

Punta di diamante di questo progetto è l’evento Youtubers Summer Party, la cui seconda edizione si è svolta lo scorso 9 luglio ad Aqualandia. Centinaia di teenager sono accorsi al parco cogliendo un’occasione imperdibile per conoscere i loro beniamini ed interagire con loro dal vivo.

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LEGGI ANCHE: Aqualandia, tra esperienzialità e social network

Grazie anche all’utilizzo di strumenti di live coverage social, come Facebook live, l’evento è stato reso accessibile anche a coloro che non hanno potuto raggiungere Aqualandia. Una scelta che si traduce in una maggiore percezione di valore del brand da parte del pubblico interessato, e al tempo stesso estende alla dimensione digitale le occasioni di contatto con quest’ultimo.

Con Massimo Lanza, Direttore Marketing e Comunicazione del parco, abbiamo discusso dei risultati di questa iniziativa e della comunicazione del Parco:

Quali risultati ha portato, in termini sia numerici che qualitativi, la II edizione del YouTubers Summer Party?

Devo ammettere che quando ho ideato questo evento il mio obiettivo era prettamente di marketing e legato al fatto di poter contattare un elevato numero di teenager difficilmente raggiungibili con altre forme di comunicazione. Speravo di ottenere 700.000 contatti e, con piacere, i risultati sono stati straordinariamente superiori, superando i 3 milioni, cifra che siamo certi di essere riusciti a replicare anche in questa seconda edizione.

Quello che nella prima edizione non mi aspettavo era invece il fortissimo indotto commerciale, generato dalla partecipazione all’evento di un elevatissimo numero di fan che, grazie alle speciali caratteristiche della nostra location, ha reso questa iniziativa veramente unica e speciale. Forti di questi numeri, nel 2016 abbiamo creato i presupposti per rendere ancora più speciale la giornata passata dagli oltre 2.000 giovani presenti, coinvolgendoli in varie attività che si sono concluse con un divertente Beach Party a Shark Bay, la nostra bellissima spiaggia caraibica, a cui hanno partecipato tutti gli YouTuber presenti.

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Che ruolo ricopre nella comunicazione di brand di oggi l’utilizzo di tecnologie video? E nell’esperienza di Aqualandia?

Ad Aqualandia cerchiamo da sempre di essere all’avanguardia in tutte le nostre attività e anche a livello marketing continuiamo ad innovare, creando spesso forme di comunicazione che ci vedono come primi sperimentatori.

Per fare alcuni esempi realizzati quest’anno, allo YouTubers Party, abbiamo affiancato la prima diretta su Facebook Live realizzata con un drone (una iniziativa che ha avuto un grandissimo successo e che ha generato oltre 12.000 visualizzazioni) e la creazione di Jungle Jump, la prima attrazione Social al Mondo, in cui i nostri ospiti hanno l’opportunità di ricevere gratuitamente al proprio indirizzo di posta elettronica (e condividere facilmente) un video con la registrazione di una loro dedica montata automaticamente al filmato del loro spettacolare tuffo finale. Grazie a questa importante innovazione tecnologica, i nostri ospiti diventano i primi (e più credibili) testimonial social del Parco.

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Come siete riusciti a passare da una comunicazione tradizionale ad una comunicazione social ad ampio raggio per il Parco Tematico?

In realtà non abbiamo abbandonato la comunicazione tradizionale, in quanto ritengo che per il raggiungimento di certi obiettivi sia ancora la strada più efficiente. Sono però altrettanto convinto del fatto che un media plan, al giorno d’oggi, debba imprescindibilmente integrare anche campagne ed attività web e social che non siano fine a sé stesse, come purtroppo spesso accade, ma legate ad una ben definita strategia di comunicazione e di integrazione col prodotto.

Aqualandia ha la fortuna di essere una location social in maniera naturale. Tuttavia, grazie all’esperienza maturata in tutti questi anni ed al costante aggiornamento che manteniamo sulle nuove forme di comunicazione e sulle nuove tecnologie (anche grazie a Ninja Marketing) non ci siamo limitati a godere di questo vantaggio ma abbiamo trovato il modo di potenziarlo con progetti innovativi e efficaci.

Pokémon Go e Nintendo vola in borsa

Pokémon GO e Nintendo vola in Borsa

Con Pokémon GO a volare non sono solo i tre uccelli leggendari simbolo dei tre team disponibili nel gioco, ma anche le azioni della Nintendo in Borsa.

Fa sorridere che l’azienda giapponese non sia nemmeno direttamente coinvolta nello sviluppo del gioco, demandato alla Niantic in virtù della propria esperienza con mappe e GPS: è infatti a John Hanke, il direttore generale, che dobbiamo la nascita di Google Maps, Google Earth e Street View.

LEGGI ANCHE: Pokémon GO punta all’advertising con le “sponsored location”

Economia e tecnologia, dunque, ma passiamo ai numeri.

Il record in Borsa

Nintendo

by bloomberg.com

L’entusiasmo che circonda Pokémon GO ha lasciato il segno sul mercato azionario di Tokyo. Venerdì 15, le azioni del colosso dei videogiochi sono state coinvolte in un giro di scambi per un valore complessivo pari a 476 miliardi di yen (4,5 miliardi di dollari), il più grande giro d’affari giornaliero per qualsiasi azienda nell’indice Topix in questo secolo. Le quotazioni della Nintendo sono salite dell’88% nel corso degli ultimi 10 giorni, realizzando la più grande ascesa settimanale in Borsa di sempre e aumentando il valore di mercato della società di quasi 15 miliardi di dollari.

Va detto che questo non è il più grande volume azionario scambiato per Nintendo: il record spetta sempre all’11 luglio, nel fine settimana immediatamente successivo al primo lancio di Pokémon GO in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Inoltre , il prezzo delle azioni di Nintendo si attesta al ragguardevole ammontare di 33 dollari, che però non supera il record di 70 dollari raggiunto nel 2007, durante l’avvento della Wii.

azioni Nintendo

by zerohedge.com

Un successo duraturo grazie a Pokémon GO

Ma si tratta di un successo transitorio? Pare di no.

Poco desiderosa di addormentarsi sugli allori, la Nintendo sta per lanciare la Mini Nes,  una replica del vecchio Nintendo Entertainment System a 8-bit, ma di dimensioni ridotte, con 30 giochi al suo interno selezionati direttamente tra i più grandi successi della versione originale, tra cui il debutto di personaggi del calibro di Pac-Man, Mario, Donkey Kong e Link (Zelda). Anche se sarà ufficialmente in vendita dall’11 dicembre 2016, il gioco è già prenotabile e sta scalando le classifiche di Amazon e degli altri marketplace.

Questa novità conferma che la forza di Nintendo consiste anche nel saper offrire nuovo valore ai propri clienti: un ragionamento che vale tanto per gli ormai adulti appassionati di giochi a 8 bit quanto per i giovani adulti cresciuti con i mostri tascabili.

Pokémon Go user retention

by SurveyMonkey

Un rapporto di SurveyMonkey evidenzia come il grado di permanenza nel gioco degli utenti che hanno scaricato Pokémon GO sia più del doppio della media del settore, portando i ricavi a raggiungere parimenti il doppio delle cifre ottenute in media da altri casual game, superando perfino un titolo del calibro di Candy Crush Saga.

by SurveyMonkey

Pokémon Go app revenue

Ulteriori paragoni possono essere fatti con Twitter, che viene sorpassata in termini di utenti giornalieri attivi (SurveyMonkey), con Google Maps, le cui mappe sono meno visualizzate di quelle presenti nel gioco (SurveyMonkey) e con Facebook, i cui utenti spendono più tempo in Pokémon Go che nel re dei social network (SensorTower).

Pokémon Go utenti giornalieri

by SurveyMonkey

Cyberbulli e stalker, come difendersi sui social

Vogliamo affrontare l’argomento Social attraverso la segnalazione di un comportamento improprio, giuntaci qualche giorno fa da una nostra lettrice coinvolta malauguratamente da uno di quei bulli da tastiera che fanno dell’aggressività una ragione di vita sul web.

Se un approccio su Facebook diventa qualcosa di pericoloso

Online or cyber bullying concept

Elisa, così la chiameremo per tutelare il suo diritto all’anonimato, qualche mese fa è stata contattata da un soggetto X per essere aggiunta tra le sue amicizie. Seppure riluttante, Elisa ha accettato la richiesta, perché aveva verificato come ci fossero alcune amicizie in comune e le sembrava un profilo tutto sommato credibile.

Dopo qualche giorno in cui X ha commentato più volte le sue foto pubblicamente facendo apprezzamenti di vario genere e dopo un primo approccio in privato e susseguente rifiuto, Elisa ha notato che il profilo di X era mutato:

la pagina di copertina del profilo X era stata cambiata con una foto di Elisa nel giorno delle nozze.

La sua foto profilo raffigurava un animale morto.

Spaventata da X, (anche perché da quel che sembra i due abitano in province vicine e quindi un comportamento inappropriato sul web poteva tramutarsi in qualcosa nella vita reale) Elisa decide di bannarlo e di rivolgersi alla Polizia Postale per constatare se fosse opportuno sporgere denuncia. Con dispiacere, gli organi di polizia le dicono che in realtà, a causa di un conflitto di legislazioni (Facebook ha sede legale in USA lì dove la libertà d’espressione è più garantita rispetto all’Italia) non può dare seguito alla sua denuncia al fine dell’apertura di un fascicolo e che, più in generale, 9 volte su 10 le segnalazioni di comportamenti simili cadono nel vuoto.

Dopo aver raccolto la testimonianza di Elisa, abbiamo provveduto a contattare l’avvocato Roberta Rapicavoli, docente del corso in Legal for Digital Marketing, per sapere se Elisa avesse fatto ricorso a tutte le risorse a sua disposizione e come agire ai sensi della legge italiana.

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Ciao Roberta, partiamo da un punto: come sono regolati i rapporti tra Facebook ed i suoi utenti per quanto riguarda la segnalazione di comportamenti impropri?

Il rapporto tra Utenti e Facebook è regolamentato dalle Condizioni di Utilizzo che si accettano in fase di iscrizione al Social network e dai documenti pubblicati sulla piattaforma contenenti informazioni di dettaglio su alcuni profili, tra cui anche le modalità con cui poter effettuare segnalazioni di problemi relativi a proprietà intellettuale, violazione di dati personali, violazione di marchi…

Dalla ricostruzione dell’accaduto, come pensi che Elisa possa contestare il comportamento di Mister X sulla piattaforma?

Faceless hooded person using mobile phone, identity theft concep

Dalla ricostruzione dei fatti sembra che la sola condotta contestabile, posta in essere dall’utente X, sia di aver acquisito dalla bacheca di Elisa una foto della donna, poi pubblicata dall’utente X come immagine di copertina del suo profilo.

Ebbene, l’immagine di Elisa rientra tra i contenuti tutelati dal diritto d’autore.
Il riferimento è, più precisamente, all’art. 96 della Legge sul diritto d’autore, che vieta l’esposizione e la riproduzione del ritratto di una persona senza il suo consenso, a meno che non ricorrano le eccezioni previste dall’art. 97 della stessa legge, legate essenzialmente alla notorietà della persona o al ruolo ricoperto, alle finalità per cui viene riprodotta l’immagine e al suo collegamento ad avvenimenti di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Ora, è vero che l’utente, iscrivendosi a Facebook, concede al Social una licenza per i contenuti relativi alla proprietà intellettuale (IP) – quindi anche alle immagini – che si articola in alcuni diritti (tra cui anche il diritto di riproduzione) e che tale licenza viene concessa dall’autore non solo al social network, ma anche, per suo tramite, agli utenti; tuttavia, poiché lo scopo della licenza è di rendere i contenuti fruibili e di consentirne la condivisione tra gli utenti iscritti al social network, nell’ambito della piattaforma, si potrebbe contestare la condotta dell’utente X che, nel caso affrontato, non si è limitato a condividere una foto pubblicata da Elisa (operazione che facilmente e legittimamente potrebbe essere effettuata da chiunque all’interno del social con i tasti appositi messi a disposizione dai sistemi della piattaforma), ma l’ha utilizzata come immagine di copertina (operazione che può essere effettuata con i meccanismi offerti dal social solo dall’utente proprietario delle foto, mentre, nel caso di terzi, richiede tecnicamente di scaricare l’immagine per poi pubblicarla come foto di copertina).

La condotta dell’utente X potrebbe poi essere contestata anche sotto un altro profilo.

La foto, infatti, quando ritrae una persona, costituisce un dato personale, il cui trattamento è ammesso solo nel rispetto del Codice Privacy – cui è soggetto anche il privato nel caso in cui decida di diffondere l’immagine, ad esempio tramite sua pubblicazione online, che richiede il consenso espresso da parte dell’interessato (cfr. art. 23 del codice privacy).

Ebbene, nel caso in esame, come detto, l’utente ha scaricato la foto di Elisa per poi caricarla come immagine di copertina del suo profilo; operazione, quest’ultima, mai autorizzata da Elisa, con conseguente possibilità di segnalare a Facebook una tale condotta che viola la normativa privacy e chiedere il blocco della foto in cui Elisa è ritratta.

Spetterà poi a Facebook valutare se bloccare, sospendere o disabilitare l’account dell’utente X a fronte della condotta da questi posta in essere, nonché comunicare alle Autorità competenti, nel caso di specifiche richieste, i dati tesi ad identificare l’utente.

Nel ricorrere all’assistenza degli organi di Polizia è stato fatto presente ad Elisa un ipotetico conflitto di competenze tra legge italiana e quella americana: come si agisce in questi casi?

Statue of justice

In base al nostro codice penale, infatti, è punito secondo la legge italiana chi commette un reato nel territorio dello Stato.

Al fine di individuare se trova o meno applicazione la legge italiana, occorre considerare il locus commissi delicti.

In base al nostro codice penale, infatti, è punito secondo la legge italiana chi commette un reato nel territorio dello Stato.

Senza poter qui approfondire il punto, occorre però considerare che il fatto che i server su cui si poggia il sito o la piattaforma web mediante i quali si è realizzata la condotta illecita siano all’estero non è, di per sé, elemento idoneo ad escludere l’applicazione della legge italiana.

Infatti, in base a quanto previsto dall’art. 6 del codice penale, la legge italiana trova applicazione non solo se il reato avviene in tutto o in parte nel territorio dello Stato ma anche se si verifica in Italia l’evento, conseguenza dell’azione (così, ad esempio, nel caso di diffamazione on line, se la percezione del messaggio diffamatorio, inserito su server collocati all’estero, avviene nel territorio nazionale da parte di una indistinta generalità di soggetti abilitati ad accedere ad internet).
Ed, ancora, si applica la legge italiana anche nel caso di delitti, per cui siano previste determinate pene o per cui sia stata presentata querela, anche se commessi all’estero da cittadini o stranieri che si trovino sul territorio dello Stato (cfr. artt. 9 e 10 del codice penale).

In estrema sintesi allora, anche il reato commesso in rete e sui social potrebbe essere punito secondo la legge italiana.

Dalla storia alla giurisprudenza: come difendersi dai cyberbulli

scared female teenager with computer laptop suffering cyberbullying and harassment being online abused

Dopo aver raccolto l’esperienza di Elisa e sentito il parere dell’avvocato Rapicavoli, proviamo da profani a raccogliere alcuni spunti di riflessione su argomenti che impattano nel quotidiano rispetto alla nostra presenza sui social:

  • sfatiamo un falso mito, iscriversi con un nick anonimo non mette al riparo dalla legge. Si è sempre rintracciabili. Se qualcuno ci ingiuria, ci minaccia o dichiara il falso, gli organi di polizia possono sempre capire di chi si tratta.
  • prima di adire alle vie legali chiedi e pretendi che chi si occupa di segnalazioni sui social si faccia carico della tua situazione; prima della legge ci sono i regolamenti interni, fai in modo che siano rispettati.
  • la gestione del materiale che pubblichiamo su Facebook e co: nonostante una volta postata una nostra foto sia pubblica, ciò non significa che i diritti di sfruttamento di quella stessa immagine siano stati ceduti. Se viene utilizzata a fini commerciali possiamo rivalerci su chi ha “rubato” quello scatto.

Come si gestisce una campagna politica ed elettorale?

Quando si parla di comunicazione politica, un collegamento a chi è del mestiere, sovviene in modo naturale. Insomma, quando l’argomento verte su “campagna di comunicazione”, “gestione della campagna elettorale”, “comunicazione d’impresa”, un pensiero, obbligatoriamente, va alla super squadra di Proforma.

Le sue parole trasmettono professionalità e creatività, una passione per il mestiere che coinvolge ed incuriosisce. Nella nostra sezione ninja social non poteva, in alcun modo, mancare un’intervista a Giovanni Sasso, direttore creativo di Proforma.

giovanni_sasso_proforma

Quindi, comunicazione politica: cosa significa “vendere” una persona e non un prodotto?

In una delle slide del mio collega Andrea Camorrino c’è questa frase: «C’è chi crede che lealtà, amicizia e solidarietà siano missioni da compiere ogni giorno». Sapete quale politico l’ha detta? Nessuno, è uno spot dell’Amaro Montenegro. Oggi forse i politici parlano sempre più come prodotti, e i prodotti come politici.

A parte la boutade, si tende sempre a creare una netta separazione tra la comunicazione di prodotto e quella politica. Ma se rispetti l’intelligenza dell’elettore (o del consumatore), se non racconti fandonie, se non punti tutto solo sul «packaging», se insomma provi a rifarti a una comunicazione etica (sì, ho detto proprio etica), se non cerchi di spacciare Salvini per un Mandela, o una Panda per una Ferrari, in fondo non ci sono troppe differenze.

E soprattutto, in un caso o nell’altro, non esiste un’ottima campagna che fa vincere un pessimo candidato, o che fa vendere un prodotto scadente. Una comunicazione che non rispetta la verità di un prodotto o di un politico, ha per natura il fiato corto. Magari dà buoni risultati nel breve periodo, dopodichè si trasforma inevitabilmente in un boomerang.

Quali sono gli errori da evitare e quali sono le linee guida da seguire per lo sviluppo di un campagna di comunicazione elettorale?

Le 6 tipologie di social media manager

Non esiste un vademecum. Ogni campagna elettorale è una storia a sè. Ecco, uno degli errori più drammatici (e anche più comuni) è quello di credere che un modello vincente, che magari ha funzionato per un politico conservatore di Madrid, si possa replicare tale e quale su un candidato sindaco progressista di San Benedetto del Tronto.

Quanto conta il rapporto diretto tra il politico e/o candidato e il team? Interazione costante o aggiornamenti sporadici?

Dieci secondi per testare il potenziale della tua startup
Conta molto, moltissimo, soprattutto nelle fasi iniziali. Per noi le prime riunioni sono una specie di sedute di terapie di gruppo. Il candidato deve mettersi completamente a nudo di fronte ai suoi consulenti, e la squadra deve fare lo stesso con il candidato. In quei momenti si creano due elementi fondamentali: conoscenza e fiducia reciproca. Senza queste due componenti, le campagne elettorali sono meno efficaci e, se mi si consente, anche meno divertenti.

Quali sono le sfide quotidiane che, chi lavora nel settore, è costretto ad affrontare?

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Se guardo oggi alla prima campagna di Proforma, dodici anni fa, per Michele Emiliano sindaco di Bari, mi sembra di guardare un film in bianco e nero. I social hanno completamente rivoluzionato il nostro lavoro.
Sia per il numero, incredibile, di stimoli esterni a cui devi essere in grado di rispondere in tempo reale. Sia per il nuovo metodo di comunicazione interna (le chat di staff, ad esempio) che, nei mesi che precedono il voto, costringono ogni componente della squadra a una specie di riunione fiume permanente, che dura dalla mattina alle 7 fino alla sera a mezzanotte (quando va bene). Non è un modello di lavoro che mi appassiona, credo che vada rivisto, ma per il momento è ineludibile.

Qual è la campagna di comunicazione maggiormente riuscita e quale, seppur ben definita, non ha avuto l’esito sperato?

Innovazione aperta, l' idea giusta dove meno te lo aspetti
Non so rispondere a questa domanda. Siamo stati spesso lodati ben oltre i nostri meriti per campagne elettorali che hanno portato a un risultato positivo e (meno spesso, per fortuna) siamo stati criticati per campagne che non hanno raggiunto l’obiettivo. Ebbene, da sempre, in un caso e nell’altro, noi sosteniamo continuamente che l’apporto che la comunicazione dà al risultato delle elezioni è molto relativo e tende a essere sopravvalutato.

Come creare una campagna di successo? 3 consigli utili per non sbagliare!

What a Space: i pionieri degli affitti temporanei [INTERVISTA]
Te ne do uno solo: non seguire consigli, soprattutto se arrivano da qualcuno che si autoproclama «guru». E, invece, studia. Studia le parole delle persone per strada, studia i post e i commenti sui social, anche i più bizzarri, studia i mezzi di informazione, studia il contesto, studia i sondaggi, i trend, i dati elettorali del passato.
E non pensare mai, mai, che le elezioni si vincano con un bel manifesto, con uno slogan azzeccato, con una intelligente strategia social. Le elezioni le vince la politica, che viene prima, molto prima, della comunicazione.
(Alla fine te ne ho dati più di tre, di consigli, mai fidarsi dei comunicatori politici).
Che dire? Chi ci è già passato non può fare altro che leggere, acconsentire, sorridere. Chi non ha ancora avuto occasione.. beh, è il momento giusto. Non si può non vivere di comunicazione senza aver fatto un’esperienza simile.