TIM #Wcap 2016: ecco i nomi delle startup selezionate

Abbiamo seguito la Call for Startups di TIM #Wcap 2016 e ne abbiamo conosciuto le novità. Oggi scopriamo finalmente i nomi delle startup selezionate e provenienti da tutti Italia.

Con oltre 9.000 progetti raccoltipiù di 280 startup selezionate dal 2009 e quattro acceleratori su tutto il territorio italiano, TIM #Wcap è ormai da anni al fianco dell’innovazione e ha nel tempo selezionato, supportato e finanziato startup digital lanciandole sul mercato, affermandosi come una delle realtà più significative in Italia nell’ambito dell’Open Innovation.

La Call for Startups 2016 si è conclusa lo scorso 30 maggio e ha raccolto oltre 1.000 progetti d’impresa, tra i quali sono stati scelti i 26 vincitori, che riceveranno un Grant di 40.000 euro e accederanno al Digital Innovation Year: tre mesi di accelerazione in uno dei quattro acceleratori e nove mesi di mentorship e coworking.

Al termine del programma solo le 10 startup più meritevoli, per potenziale, capacità di execution e rispondenza agli innovation needs di TIM, entreranno a far parte del Best in Class Program, grazie al quale riceveranno un ulteriore grant di 10.000 euro e un mese di accelerazione aggiuntivo.

Scopriamo insieme i nomi delle startup selezionate, che accederanno agli acceleratori di Milano, Roma, Bologna e Catania.

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TIM #Wcap 2016: Accelerator Milano

TIM #WCAP Accelerator

Con la sua idea B2C Brain ha sviluppato un sensore inerziale prosumer per la registrazione di parametri di performance sportive, dal motociclismo ad altri sport invernali ed acquatici.

Dead Pixels cavalca l’onda di uno dei trend del momento, la realtà virtuale e realizza Singularity, gioco di ruolo per PC e console di nuova generazione, orientato alla narrazione e interamente pensato per la Realtà Virtuale.

Business to business è invece l’idea di Fleetmatica, una soluzione per l’analisi di flotte di veicoli e per la gestione del passaggio all’alimentazione elettrica.

HIRIS, prodotto Wereable, IoT, propone l’analisi di dati biometrici e per il controllo, attraverso gesti del polso, di altri dispositivi. Attraverso una tecnologia hardware/software, HIRIS è il primo computer indossabile in grado di rilevare i movimenti dell’utente, il suo battito cardiaco, le performance di sport e fitness, permettendo a chi lo indossa di controllare a distanza i dispositivi collegati.

È Fintech l’idea di Pagita, che, attraverso una piattaforma hardware e software di mobile payment per distributori automatici, permette ai consumatori di acquistare i prodotti tramite un’app, superando l’uso del contante e delle chiavette elettroniche, e consente agli operatori un monitoraggio continuo delle vendite e la profilazione dei clienti.

Swan Networks consiste, infine, in una virtualizzazione dell’hardware normalmente necessario a offrire servizi Wide Area Network (WAN), ottimizzando il carico della rete e incrementando i margini operativi.

TIM #Wcap 2016: Accelerator Bologna

Ilaria Potito, Head of TIM #WCAP Accelerator

IoT, Sensor Technology e 3D Modeling sono i settori di interesse per Digital Metrix, che realizza Recoil, un software innovativo di ispezione e verifica industriale, che operando in tempo reale su immagini in linea, consente l’ispezione, la localizzazione e la misura non a contatto.

Freeda è invece l’app per le donne che viaggiano e si muovono in città da sole. Fornisce indicazioni basate sulle recensioni degli utenti, individuando i percorsi stradali più sicuri.

Idesio si basa sulla possibilità di raccogliere i dati acquisiti da reti di sensori in aree estese o difficilmente accessibili senza richiedere l’installazione di infrastrutture fisse. I dati, raccolti attraverso l’utilizzo di droni, sono elaborati su mappe geografiche, insieme a strumenti di data analytics a supporto delle decisioni.

Neurab ha realizzato Neurotablet, un’applicazione di riabilitazione cognitiva su tablet per pazienti con deficit cognitivi acquisiti.

L’obiettivo di RE2N è creare un ecosistema integrato di strumenti e app per la Corporate Social Responsibility e la Creating Shared Value, che metta in contatto aziende e stakeholder abilitando nuovi modelli di relazione e interazione.

È un progetto innovativo e interdisciplinare Sense4Green, che impiega tecnologie IoT e real-time Data Analysis per migliorare l’efficienza delle reti idriche, risparmiare acqua, ridurre CO2 e rendere le nostre città più green.

TomorrowData ha sviluppato Iottly, una piattaforma che integra strumenti open esistenti con nuove componenti specifiche, per semplificare e standardizzare gli sviluppi IoT.

TIM #Wcap 2016: Accelerator Roma

Tim #Wcap 2016 startup selezionate

Authometion ha sviluppato una lampadina Led che, attraverso l’analisi delle onde subsoniche, riesce a rilevare intrusioni all’interno degli ambienti domestici o di lavoro. Il dispositivo, connesso a Internet, riconosce tentativi di effrazione e invia una notifica push su app al proprietario o a istituti di vigilanza.

DtoK Lab sviluppa una piattaforma SaaS, Nubytics, che consente anche alle piccole e medie aziende di accedere al mondo dei Big Data.

All’Internet of Things per case intelligenti pensa Radiomaze, un software che permette di trasformare ogni device dotato di wi-fi in un sensore di movimento, aiutando le persone a vivere la propria casa in maniera più sicura.

Sentetic è la soluzione Hardware/Software per il miglioramento dei cicli produttivi nell’industria 4.0. Analizzando i dati di un qualsiasi dispositivo industriale, Sentetic monitora i macchinari coinvolti nei processi produttivi, prevenendo danni e malfunzionamenti. Il cuore della soluzione è un software che, basandosi su sistemi di intelligenza artificiale, interpreta i dati provenienti dalle macchine in un’ottica predittiva.

Tree Voice utilizza sensori di vibrazione installati direttamente sulle piante per eseguire un’analisi predittiva in grado di anticipare eventuale cedimenti. Tra le funzionalità, anche il monitoraggio dei livelli di inquinamento e la prevenzione incendi.

To Be ha, invece, sviluppato una lampada intelligente che, attraverso la tecnologia LiFi alternativa al wi-fi, offre all’interno di un portale specifico contenuti per bambini sicuri e selezionati (giochi, libri educativi, cartoni animati ecc.), che vengono trasmessi per mezzo della luce emessa dalla lampada stessa.

TIM #Wcap 2016: Accelerator Catania

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In ottica di Smart Agricolture, Evja è il sistema di Supporto Decisionale (SSD) progettato per la IV Gamma e il settore Vitivinicolo. È in grado di raccogliere dati relativi alla coltivazione, incrociarli con informazioni meteo e processarli usando modelli previsionali allo scopo di prevenire l’insorgere di agenti patogeni e rendere più efficienti potatura, irrigazione e gestione delle piantagioni.

Helparkinson è la piattaforma per assistenza e monitoraggio di pazienti affetti da malattie neuro-degenerative che comportano disturbi del movimento e disabilità. Consente, tra le altre caratteristiche, al paziente di svolgere in autonomia esercizi fisioterapici e al medico di ricevere dati e informazioni dettagliate e continue sulle condizioni del malato.

Combinando tecnologie esistenti, quali rilevazioni biometriche e blockchain, in un algoritmo proprietario, Legalock offre un sistema innovativo in grado di certificare con valenza legale la presenza di cose o persone in un determinato luogo ed in un determinato istante di tempo. La soluzione può essere indirizzata a vari settori, da quello bancario,  all’assicurativo, dall’agricolo alla pubblica amministrazione.

Il core business di NM2 è la progettazione e realizzazione di sistemi di monitoraggio di reti complesse. Attraverso una serie di strumenti software (a livello di firmware), NM2 consente di determinare lo stato di funzionamento di una rete, le sue prestazioni e le applicazioni che la utilizzano.

Sementusa offre una nuova procedura, basata su tecnologie mobile e digitali, per ottimizzare l’alimentazione e la riproduzione degli allevamenti ovicaprini.

Con Seo Tester Online ad essere semplificata sarà la vita di blogger, web agency e SEO Specialist che vogliono testare un sito web e migliorarne la SEO. Attraverso una serie di algoritmi proprietari, il sistema è in grado di riconoscere automaticamente il settore di mercato e la tipologia del sito analizzato, fornendo indicazioni personalizzate su come aumentarne la visibilità.

Rivolto all’edilizia 2.0, Site Assistant è un sistema per gestire e documentare l’avanzamento dei lavori nei cantieri.

Come si costruisce la reputation online dei brand nel settore Beauty

Quante volte prima di effettuare un acquisto avete eseguito una ricerca sul web per reperire informazioni utili? Questa è diventata, ormai, una pratica o, molto spesso, un’abitudine a cui non facciamo nemmeno più tanto caso.

Il desiderio di fare acquisti più “consapevoli” ci induce a cercare online i brand e i prodotti, a leggere le recensioni e le esperienze di consumo altrui, a consultare i forum per chiedere consigli e pareri per ridurre il rischio di una spesa sbagliata.

Un caso emblematico, sul quale ci siamo soffermati, è fornito dai prodotti cosmetici, che vengono discussi in rete non solo per la loro efficacia e qualità, ma soprattutto per gli effetti che possono avere sul benessere delle persone, in particolare sulla pelle di chi li utilizza.

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Uno degli indicatori usato dai consumatori come metro di giudizio dei prodotti è l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), ovvero la denominazione internazionale che indica gli ingredienti di un prodotto cosmetico, introdotta con  lo scopo di informare il consumatore finale della presenza di eventuali sostanze allergizzanti. In rete l’INCI è considerato dagli utenti un valido indicatore della qualità dei prodotti presenti sul mercato e viene valutato attentamente per prevenire possibili effetti collaterali sulla pelle, derivanti da reazioni allergiche a determinati componenti.

La ricerca netnografica

Valutando la forte incidenza che le discussioni sull’INCI hanno sulla reputation dei brand di cosmesi abbiamo esplorato il forum saicosatispalmi.com, uno dei più popolati e ricchi di informazioni. Tra i 470 mila messaggi del forum, postati fin dalla sua apertura nel 2005, sono stati rilevati gli INCI di oltre 15mila prodotti.

Tra questi abbiamo individuato 30 Beauty Brand, dieci per ciascuna delle seguenti categorie: fascia medio-alta, fascia medio-bassa ed ecobio-naturali, sui quali focalizzare l’analisi, per un totale di 3.292 prodotti analizzati in base all’INCI postato dagli utenti.

Ecco di seguito i brand e il numero dei diversi prodotti analizzati nelle conversazioni,  appartenenti alla fascia medio-alta:

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I brand sono stati analizzati partendo delle valutazioni che gli utenti danno all’INCI ai loro prodotti e classificati, sulla base di un valore medio di INCI. L’analisi ci restituisce una classifica dei brand più virtuosi che sono percepiti tali per l’uso moderato o per l’assenza totale di sostanze aggressive per la pelle.

>> Scopri la classifica dei beauty brand e scarica il paper

La percezione della qualità dei prodotti, sulla base dell’INCI, determina considerazioni di vario titolo sui brand: uno degli insight più importanti emersi da questa analisi riguarda il prezzo dei prodotti beauty di fascia medio-alta, superiore rispetto ai prodotti di altre categorie ma non giustificato secondo i consumatori, almeno per quanto concerne la composizione dell’INCI.

Questa analisi apre scenari interessanti d’indagine, percorribili attraverso la Netnografia. Per ciascun brand emerso si possono analizzare topic specifici, punti di forza o debolezza di determinati prodotti, risolvere eventuali crisi di reputation.

L’analisi netnografica si qualifica come valido strumento al servizio del marketing, che può aiutare le aziende a comprendere e a tradurre gli insight,che emergono dai big data e dalle conversazioni dei consumatori, in soluzioni per lanciare, orientare e potenziare il proprio business.

>> Scopri la ricerca completa, scarica il paper

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Le 6 flixtape di Netflix che ognuno dovrebbe avere

Netflix ha da poco annunciato la sua ultima novità, pronta a deliziare i nostalgici dell’analogico e dei pomeriggi trascorsi a creare compilation audio e video, piegati su stereo o videoregistratori: sì, perché ora potrete creare le vostre Flixtape, delle vere e proprie playlist personalizzate da condividere i propri amici.

L’effetto nostalgia (ok, solo per chi di noi è nato prima del 1990 o giù di lì) è talmente tanto che non abbiamo potuto fare a meno di immaginarci le cinque Flixtape di ogni Netflix addicted.

La flixtape romantico-sentimentale da condividere con l’amica del cuore

Romance comedy e film dolcissimi a gogo. A noi ragazze piace starcene sul divano a guardare romanticherie assieme alle amiche, credendo ancora nel vero amore, e lasciandoci andare ogni tanto a qualche zuccherosissimo “oooooh”!

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Troppi cliché? 😉 Niente paura, sono in arrivo altre 4 playlist. Per ora vi suggeriamo Notting Hill, Love, Mai stata baciata, Lei è troppo per me, La verità è che non gli piaci abbastanza, Tre all’improvviso, Come farsi lasciare in 10 giorni, E alla fine arriva Polly, 27 volte in bianco, Capodanno a New York.

La flixtape malinconica e strappalacrime da guardare e riguardare dopo una rottura

Romeo + Juliet, Le pagine della nostra vita, PS I Love You, Al di là dei sogni, One Day, Il Grande Gatsby, Qualcosa di speciale, Walk the line, Camera con vista, Un amore all’improvviso.

Serve aggiungere altro?

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La flixtape delle serie TV comedy per tirarsi su di morale

Friends, Modern Family, New Girl, Gilmore Girls, How I Met Your Mother, That ’70s Show, The IT Crowd, Full House, Arrested Development. Quando vi sentite soli, i vostri amici sono fuori per il weekend mentre voi siete bloccati al lavoro, o semplicemente avete avuto una brutta giornata, fatevi soccorrere da tutti loro.

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La flixtape dark per i momenti più cupi

I sorrisi, gli abbracci, i “Buongiorno mondo!” che si ostinano a comparire sui nostri feed social a volte possono essere davvero irritanti.

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Se il Grumpy Cat che è in voi a volte richiede attenzioni, chiudetevi in casa, abbassate le tapparelle e lanciatevi nel magico mondo del noir, del mistero e della cupezza. Date sfogo alla vostra indole più oscura e poi via, tutti fuori per un aperitivo con gli amici 😉

Su Netflix vi aspettano, tra gli altri, Penny Dreadful, Stranger Things, Dexter, Orphan Black, Breaking Bad, Peaky Blinders, Gotham, Narcos, The Killing, Black Mirror.

La flixtape indie per sentirsi alternativi

Quei film di cui parlare con gli amici sorseggiando una birra artigianale mentre in sottofondo suonano gli Shins.

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Il favoloso mondo di Amelie, Juno, Little Miss Sunshine, Big Fish, Motel Woodstock, Il mio amico Eric.

La flixtape gagliarda per le giornate in cui abbiamo bisogno di credere nei supereroi

Lanterna Verde, Batman, Spiderman, Jessica Jones, Daredevil, L’uomo d’acciaio, Luke Cage (in arrivo il 30 settembre). In tempi bui, è bello credere che esistano davvero. Nella speranzosa attesa che ciò accada, consoliamoci con le serie tv e i film dedicati a loro.

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Sul sito ufficiale di Flixtape potete creare le vostre compilation e condividerle con i vostri amici, su Facebook, Twitter o via email. Se siete a corto di idee, potete buttarvi subito a capofitto (e occhi spalancato) nella visione delle Flixtape proposte da Netflix stesso.

Il primo formato pubblicitario outstream per video a 360 gradi è firmato Teads

Teads, prima società ad aver ideato la pubblicità video outstream e primo video advertising marketplace al mondo, ha annunciato inRead 360, l’ultimo formato che completa la suite inRead. In anteprima mondiale, il prodotto offre un’esperienza di video advertising outstream interattiva ed immersiva a 360 gradi, ricalcando le logiche della realtà virtuale (VR).

Gli advertiser potranno trarre grandi benefici da questo nuovo formato video a 360°, che colloca gli utenti al centro dell’esperienza pubblicitaria. Al contempo, i publisher avranno l’opportunità di erogare video a 360° per coinvolgere maggiormente i lettori ed valorizzare la qualità dei propri contenuti.

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inRead 360 di Teads lascia all’utente il pieno controllo dell’esperienza grazie all’interazione con la creatività che permette di visualizzare l’annuncio da diverse angolazioni, muovendo il proprio dispositivo o trascinando l’annuncio su desktop.

Il formato inRead 360 di Teads è disponibile per qualsiasi dispositivo (desktop, smartphone e tablet, in-app incluso). Viewable by design, il formato parte quando è perfettamente visibile sullo schermo e va in pausa quando è visibile per meno del 50%.

L’aumento d’interesse degli utenti verso le esperienze immersive, viene illustrato perfettamente dal picco della domanda che si è verificato per la VR. Dalle stime, infatti, ci si aspetta una vendita a livello globale di oltre12.2 milioni di dispositivi di VR nel 2016 e, secondo eMarketer, il 64% dei proprietari di uno smartphone potrebbe voler acquistare online un dispositivo di VR.

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Bertrand Quesada, CEO di Teads, ha dichiarato:

inRead 360 consolida il nostro posizionamento come leader tra le piattaforme video in programmatic per soluzioni di video advertising outstream cross-screen. È un altro esempio dell’innovazione che Teads sta portando all’interno di questo settore, oltre che un’ulteriore dimostrazione di ciò in cui crediamo, cioè l’importanza di un’esperienza pubblicitaria che sia coinvolgente per gli utenti in ogni momento.” Quesada ha continuato: “I video a 360° offrono ai brand un’opportunità senza precedenti per valorizzare la creatività di un contenuto pubblicitario e per aprire la porta della realtà virtuale. In questo senso siamo felici di essere in prima linea per quanto riguarda l’innovazione e lo sviluppo.”

Le migliori estensioni di Slack per i social media marketer

Slack è diventata in breve tempo un’applicazione fondamentale per ogni team di lavoro: facile da usare, veloce e usabile sia su pc che su smartphone, ha rivoluzionato il modo di organizzare il lavoro e di comunicare tra i diversi membri di un’organizzazione, mandando di fatto in pensione i lunghi e fastidiosi scambi di e-mail.

Uno dei punti di forza di Slack è la sua versatilità: non solo è possibile organizzare canali tematici e conversazioni private con i diversi membri del team, ma grazie ad app ed estensioni esterne è possibile modificare Slack secondo le proprie esigenze, integrando funzioni decisamente utili. Diamo un’occhiata a quelle che, secondo me, possono migliorare la vita quotidiana di chi opera nel web e nel social media marketing.

Integra i feed RSS

Prima regola di un buon web marketer: devi essere sempre aggiornato. E non solo sulle best practice, ma anche su tutto ciò che può essere utile nel tuo lavoro, dagli influencer dei settori relativi ai tuoi brand a tutto ciò che scrivono i siti tematici della tua nicchia di mercato. Per questo ti consiglio di installare questa comodissima estensione che, dopo una semplice configurazione, posterà automaticamente gli aggiornamenti e le news dai tuoi blog e siti di riferimento in un apposito canale da te selezionato. Ottimo come “rassegna stampa” condivisa con il tuo team di collaboratori!

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Scopri i trend della tua nicchia

Nuzzel è un servizio che si collega ai tuoi account Facebook e Twitter per poi mostrarti le storie di maggior successo tra i tuoi contatti. Con l’estensione per Slack è possibile, ad esempio, utilizzare la propria rete di contatti sul social dell’uccellino azzurro per scoprire gli argomenti più popolari della tua nicchia, che vengono automaticamente mostrati a tutto il tuo team su un determinato canale. Decisamente utile per chi si occupa di content curation o per chi, invece, deve scrivere un articolo o un post in grado di intercettare i bisogni dell’utenza.

Controlla i tuoi account Twitter

A proposito di Twitter, con una comoda estensione puoi integrare il famoso social network in Slack, così da monitorare senza abbandonare l’applicazione i tweet e le menzioni dei tuoi profili, consultabili con calma grazie a una semplice funzione di ricerca. Certo, puoi fare tutto ciò anche utilizzando il sito web “ufficiale” di Twitter, ma la comodità di fare tutto in un’unica finestra è innegabile.

slack

Collabora con il tuo team

Hootsuite è uno degli strumenti più conosciuti e apprezzati dai social media marketer. Se lo utilizzi nella tua attività quotidiana o intendi utilizzarlo, puoi integrarlo in Slack per migliorare così la creazione e gestione collaborativa delle tue campagne social. Non potrai inviare un post dalla dashbord direttamente a un utente Slack ma, tramite un apposito canale, puoi chiedere il parere del tuo team sui post che hai pubblicato o programmato. E avere un parere esterno può essere di vitale importanza per correggere eventuali errori.

Integra le app di Google

Google offre degli ottimi servizi diventati ormai irrinunciabili per molti. E allora, perché non pensare di integrarli in Slack? Puoi aggiungere i servizi di Google Drive per condividere con i tuoi contatti i documenti su cui lavori, magari per permettere loro di apportare modifiche e suggerimenti; se i tuoi collaboratori sono distanti, con la giusta estensione, puoi avviare degli Hangout senza mai uscire da Slack. Utile anche la possibile integrazione con Google Analytics, perché monitorare le giuste KPI fa la differenza tra chi improvvisa e chi invece sa pianificare e misurare. E se hai paura che il tuo Slack, dopo tutte queste aggiunte, possa farti perdere di vista i tuoi impegni, non temere: puoi anche integrare Google Calendar per ricevere notifiche sugli eventi più importanti della tua settimana lavorativa.

Insomma, grazie alla sua versatilità Slack è in grado di diventare un compagno di lavoro prezioso, quasi insostituibile. Certo, sulle prime la configurazione delle diverse estensioni può risultare noiosa ma, una volta conclusa, i benefici saranno ben evidenti.

Week in Social: i risultati di Facebook ed il rilancio di Twitter

Amici di Ninja Marketing, ma soprattutto amiche di Ninja Marketing (cit.), è venerdì e siamo quindi di nuovo qui a raccontarvi cosa è successo nel magico e meraviglioso mondo dei social network negli ultimi sette giorni.

Settimana che vede il gruppo Facebook a far da padrone (e come potrebbe essere altrimenti!) lato annunci e aggiornamenti, ma che fa registrare anche il “ruggito” dell’uccellino di Twitter, sperando non sia solo l’ultimo canto del cigno…

Pronti per Week in Social?

Instagram suggerisce i video

Piccolo ma interessante update per Instagram: nella sezione “Esplora“, per intenderci quella accessibile tramite il tasto con la lente dì’ingrandimento, è ora presente nella parte superiore anche un box con “Video che potrebbero piacerti” in cui appunto vengono proposti filmati scelti tramite target di interessi.

È un ulteriore passo verso l’integrazione della piattaforma con i contenuti video, già presenti ad esempio nelle inserzioni. Il prossimo passo, già annunciato, sarà quello di proporre in evidenza canali tematici dedicati a grandi eventi di interesse mondiale, come le prossime Olimpiadi di Rio o il Festival di Cannes.

Leggi anche: Instagram: arrivano i suggerimenti per vedere i video più belli

Facebook comunica i risultati trimestrali

Facebook continua la sua inarrestabile ascesa, sia di incassi pubblicitari che di utenti coinvolti. L’azienda di Mark Zuckerberg, che può contare sui prodotti Facebook, Whatsapp, Messenger e Instagram, ha rilasciato i risultati di utilizzo del secondo trimestre 2016… e sono da record!

  • Circa 1.7 miliardi di persone al mese usa Facebook
  • 1 miliardo di persone al mese usa Whatsapp
  • Oltre 1 miliardo di persone usa Messenger
  • Ben 500 milioni di persone usano Instagram

Oltre a questo, nella nota del fondatore rilasciata proprio tramite un post su Facebook, si fa cenno ai progressi nello sviluppo di Aquila, il drone alimentato a energia solare che ha come obiettivo il portare Internet nelle zone più remote (e meno connesse) del globo, e al dilagare del fenomeno Facebook Live video (dalla viralità della “Chewbacca mom” fino alle dirette politiche dei Membri del congresso USA.

Insomma tanta roba per Mark!

Facebook vs Snapchat: ecco i Quick Update

Il dominio va però consolidato e al momento il rivale potenzialmente più pericoloso è Snapchat, che continua a far proseliti soprattutto nella fascia teen (peraltro molto ambita dagli inserzionisti!). Ecco spiegato il motivo per i test che Facebook sta facendo proprio in questi giorni con i nuovi “quick update“.

In rete sono ancora poche le notizie che girano intorno a questo aggiornamento, ma si tratterebbe della possibilità di condividere contenuti (testi, foto, video) in maniera molto rapida con una determinata cerchia di persone, ma soprattutto renderli fruibili solo per un tempo stabilito, come ad esempio un giorno.

Insomma esattamente il punto di forza che ha permesso il proliferare di Snapchat, soprattutto per i contenuti “piccanti“: occorrerà aspettare però qualche mese per capire se questa feature sarà implementata in pianta stabile per tutti gli utilizzatori di Facebook.

LEGGI ANCHE: Come diventare famosi su Snapchat

Twitter lancia una campagna ads per farsi conoscere

Twitter è un brand noto a tutti ma che indubbiamente sta facendo sempre più fatica negli ultimi tempi a emergere come utilizzo. Ecco perchè l’azienda ha deciso di impostare una massiccia campagna di inserzioni pubblicitarie proprio per incentivare gli utenti a utilizzarlo nel modo corretto, e a farlo diventare un fedele compagno nelle esperienze live e online.

LEGGI ANCHE: Social media e crisi internazionali: golpe e attentati visti da Twitter

Secondo un sondaggio commissionato dall’azienda infatti oltre il 90% di persone conoscono il brand ma molte di quelle che non lo utilizzano, pur conoscendolo, non hanno ben chiaro gli scopi di uso; Twitter può essere la strada migliore e più veloce, ad esempio, per essere informati sugli avvenimenti mondiali, dalle breaking news all’intrattenimento, dallo sport alla politica: da qui il nome della campagna, che si intitola appunto ‘See what’s happening’  (guarda cosa sta succedendo).

Basterà a risollevare le sorti dell’azienda e soprattutto la confusione da parte degli utenti novizi? Non ci resta che aspettare… e vedere cosa succede!

Arriva il robot fattorino per le consegne a domicilio

Qualche mese fa in questo articolo ci siamo lasciati con un interrogativo riguardante la consegna di cibo a domicilio da parte di robot.

La domanda sembra ottenere risposta positiva vedendo il diffondersi di questa tecnologia anche in Europa e in particolar modo a Londra, dove la società Starship ha lanciato un servizio analogo a quello australiano di Domino’s Pizza.

Debutta il robot fattorino

Ahti Heinla, uno dei fondatori di Skype, nel 2014 ha creato la società Starship con il chiaro intento di rivoluzionare la consegna a domicilio nelle grandi città metropolitane. Il progetto iniziale è stato sviluppato in Germania, in Svizzera e a Londra.

Say hello to your personal courier

Il robot fattorino in modo automatico, grazie all’ausilio del GPS e di alcuni sensori in grado di captare gli ostacoli fissi o mobili, può consegnare il cibo (e in futuro anche altri piccoli prodotti) a casa del cliente purché questo sia nell’arco di 5 km.

Per il cliente finale, oltre al vantaggio di poter monitorare in tempo reale la consegna attraverso una comoda app, si prospetta la sicurezza che il robot fattorino, un piccolo carrello a sei ruote, non troverà traffico lungo il tragitto e individuerà, tramite il GPS, l’indirizzo corretto.

Questo tipo di tecnologia avrà un impatto dirompente sull’industria alimentare, che potrà consegnare in loco in modo automatico (si pensi a un industria che produce gelato).
E avrà un impatto notevole sulla ristorazione che potrà abbattere i costi legati alla gestione del personale.

E, non meno importante, questi apparecchi elettronici potranno essere utilizzati in aree chiuse al traffico o in aree in cui le autovetture hanno difficoltà a transitare, come ad esempio nei centri storici.
La rivoluzione sta arrivando, anzi è arrivata!

Le sfide quotidiane che solo un esperto di social media può affrontare

Ad oggi ci sono ben 2,3 miliardi di utenti attivi sui social media in tutto il mondo: insomma, quasi un terzo della popolazione mondiale.
Con i nostri post possiamo però raggiungere soltanto una minuscola percentuale degli oltre due miliardi di utenti presenti sui social, e questo aspetto, per i professionisti del marketing, rappresenta una sfida da vincere, cercando sempre di mostrare il valore del brand che rappresentano in modo originale ed efficace.
Guardando i profili e le pagine social dei grandi brand, sembra che abbiano imboccato la giusta strada per colpire il target per loro interessante: ad ogni nuovo post su Facebook, Instagram o Twitter piovono like, commenti e condivisioni.
E noi, piccoli ninja di piccoli brand, ci chiediamo: «cosa stiamo sbagliando? Perché non riusciamo ad aumentare l’engagement con la nostra fan base?».
Ecco allora che Buffer Social ha raccolto le 10 sfide più comuni del social media marketing, con altrettante soluzioni.

Come risolvere le 10 sfide più comuni del social media marketing

Creare un rapporto autentico con il pubblico

Una delle più grandi sfide per chi si occupa di social media marketing riguarda la costruzione di un rapporto autentico e di fiducia, sottolineiamo fiducia, con il proprio pubblico.
Creare questo rapporto vi aiuterà a umanizzare il brand che rappresentate, e aumentare l’interesse delle persone nei confronti dell’azienda, anche su questioni che non riguardano il prodotto direttamente.
Per vincere questa sfida è necessario prestare attenzione ai bisogni degli utenti, rispondendo a ogni commento con sincerità e puntualità, ingaggiarli con domande, chiedere il loro parere, farli sentire importanti per la crescita stessa del brand.

LEGGI ANCHE: Gamification e social: giocare per fidelizzare la tua community

Creare una strategia di social media marketing efficace

Potreste anche avere molto chiari gli obiettivi che volete raggiungere (e già questo è un punto importante a vostro favore), ma senza una strategia efficace che vi permetta di centrarli sarebbe come vedere un faro in lontananza navigando nel mare in burrasca senza riuscire ad arrivarci.
Per creare una strategia efficiente è necessario tenere sempre presenti tre punti fondamentali: perché il vostro brand è sui social, come volete mostrare il brand sui diversi canali, e cosa vogliamo misurare (vendite? conversioni? aumento della reach organica?). Non è necessario essere su tutti i social network per il gusto di esserci: ponderate la scelta in base al target che volete raggiungere.

Come risolvere le 10 sfide più comuni del social media marketing

Fronteggiare un forte calo della reach organica

È normale, succede in tutte le pagine: più “fan” avete, e più otterrete una minore reach organica. Fisiologico.
Ma ecco come potete vincere questa ennesima sfida di social media marketing.
La soluzione si chiama advertising, ossia pagare per promuovere il proprio contenuto. Ma badate bene: non servono grandi budget. Se avete fiducia in ciò che avete creato, e siete in grado di settare efficacemente la targetizzazione dell’inserzione, vi bastano dai 2 ai 5 €. Questa piccola cifra potrà permettervi di raggiungere una più larga fetta della vostra community. È una mossa che vi consente in primo luogo di offrire il vostro contenuto a un maggior numero di persone, e in seconda battuta vi dà la possibilità di ottenere un pubblico maggiormente fidelizzato, che inizierà a seguirvi di più, aumentando così poi la reach organica.

LEGGI ANCHE: Dio è morto, Marx è morto e anche la reach organica si sente poco bene

Offrire qualità

Gli utenti sono continuamente colpiti da una infinità di post: risulta quindi necessario differenziarsi, così da poter catturare la loro attenzione.
Il compito del buon social media manager è riuscire a trovare e coprire le “falle” che le altre pagine lasciano, e inserirsi lì con contenuti originali e di qualità: come farlo? Utilizzate tool in grado di produrre contenuti di qualità grafica non indifferente, utilizzate emoji e offrite uno sguardo sul “dietro le quinte” del brand. Le persone sono affamate di storie: date loro panem et circenses, fateli divertire.

… ma non tralasciate la quantità!

Alle volte puntare sulla quantità non è una cattiva idea. Se non puoi contare su continui contenuti di qualità, un buon modo per raggiungere la fan base è quello di aumentare il numero di post giornalieri. Prendete ad esempio le pagine Facebook dei quotidiani online: hanno un numero di post al giorno elevato, che si trasforma in un engagement della pagina massiccio. Bisogna però stare attenti a non irritare e annoiare gli utenti: tanti contenuti sì, ma sempre pertinenti e utili.

Individuare utenti e altri brand che vi aiutino a condividere i vostri contenuti

Ok, avete i contenuti e li avete pubblicati: il prossimo passo e individuare megafoni che incrementino il passaparola, il cosiddetto word of mouth.
La promozione di contenuti attraverso partnership con altri marchi e/o influencer per catturare l’attenzione del pubblico è una sfida del tutto nuova, e ancora poco esplorata.
Il Compound Effect è uno strumento potente, e va gestito con intelligenza: cerca quali brand e utenti sono riusciti a creare nel tempo una community di nicchia intorno a un dato interesse, utile alla promozione del tuo brand.

Come risolvere le 10 sfide più comuni del social media marketing

Incoraggiare lo sharing

Ogni volta che si sta per pubblicare un post, un tweet o un qualsiasi contenuto sui social, è importante chiedersi: «è un qualcosa che vorrei leggere, commentare e condividere?». Se la risposta è «no» forse conviene ripensare ciò che si sta per pubblicare.
La condivisione sui social media è basata sulle relazioni che sono state create con i propri utenti. Secondo una ricerca del New York Times, il 49% degli intervistati ha dichiarato di condividere i post per offrire questi contenuti alla propria cerchia di amici, pensando che anche loro possano trovarli interessanti. Come creare contenuti interessanti per favorirne la condivisione? Puntare su prodotti interattivi, come immagini che chiedono un’opinione agli utenti (“meglio A o B? Vota con le Facebook Reaction al post”), GIF, video nativi.

Leggere i dati, per davvero

I social media hanno dato accesso, seppur in parte, ai big data attraverso le API, così da poterli estrapolare e utilizzare. Ma non puntiamo al difficile: è sufficiente essere in grado di leggere e analizzare gli insight. Quasi tutte le piattaforme, oramai, hanno interfacce efficaci grazie alle quali possiamo conoscere le abitudini dei nostri utenti.
Creiamo un foglio di calcolo Excel inserendo i canali social che gestiamo, insieme alle statistiche che desideriamo monitorare. Strutturata la matrice, aggiorniamola di settimana in settimana, così da poter avere uno storico del lavoro svolto sui social, capendo poi quali saranno state le mosse azzeccate e quali no. Sarà semplice, poi, adeguare le strategie future in base alle risposte degli utenti.

Come risolvere le 10 sfide più comuni del social media marketing

Qualità fotografica, sempre

La possibilità di un post di essere condiviso è di 40 volte superiore se il post prevede una fotografia di alta qualità. Non siete fotografi e non avete a disposizione un professionista che ve le procuri? Nessun problema, affidatevi a stock online, gratuiti (ad esempio guardate che database enorme di foto in Creative Commons che è Visual Hunt) o a pagamento (Fotolia, Adobe Stock, ecc.), puntando su colori decisi, e se preferite quelli caldi ai freddi, poiché spiccano di più nel feed. Per quanto riguarda l’utilizzo di grafiche, puntate su tool online come Pablo o Canva.

Concentrarsi su ciò che conta davvero

Per creare una comunità attiva sui social network intorno al brand che rappresentiamo richiede molto lavoro, molte ore e tanto impegno. Risulta necessario pianificare un processo di crescita, delle milestone che dobbiamo inserire sulla roadmap che ci siamo immaginati: insomma, degli obiettivi sul lungo periodo. Conoscere la propria community, interagendo con essa, ci permetterà di capire di cosa ha bisogno, quando ne ha bisogno e soprattutto perché. Non ci sono regole fisse nella gestione dei social network, che sono ambienti digitali in continua evoluzione. Le strategie che funzionano bene sono quelle frutto dell’esperienza derivata da esperimenti sulla community d’interesse. Perciò sperimentate, cari ninja: sperimentate nuove idee e nuovi contenuti.

Queste appena descritte, sono le sfide che ogni giorno un professionista dei social media deve affrontare affinché abbia successo nella sua azienda. Come avrete potuto notare ci sono competenze e conoscenze che sino a pochi anni fa non facevano parte del percorso di formazione di un business man ma delle quali non si può fare più a meno.

Per padroneggiare questo universo Ninja Academy ha messo a punto il programma giusto per evolvere le tue skills con il Corso in Social Media Marketing (Formula Online + Aula pratica opzionale).

Futurama ora è anche un film

Il titolo è “Fan-O-Rama“. Ci sono Fry, Leela, Bender, Amy, Zoidberg, il Professor Farnsworth e tutto il resto della truppa, Mordicchio compreso. E soprattutto grande, grandissima attesa da parte dei fan della serie animata fantascientifica, che forse da tempo sognavano un fanmovie ispirato alla creazione di Matt Groening.

Nonostante la sola sponsorizzazione privata e i mezzi non propriamente da produzione hollywoodiana, a giudicare dal trailer il risultato del lavoro di questi appassionati fan sembra davvero promettente; ogni aspetto è stato attentamente curato nei minimi particolari, dalle scenografie ai costumi e al trucco e parrucco.

futurama film

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Il trailer, pubblicato su YouTube solo 10 giorni fa, ha già raggiunto più di un milione di visualizzazioni.

I creatori fanno sapere che non è stata ancora stabilita una data di uscita. Il bello delle produzioni indipendenti è anche questo 🙂 Ci aspettiamo grandi cose, da Zoidberg compreso.

via GIPHY

Com’è cambiato Yahoo! nei suoi 20 anni di vita

È notizia di pochi giorni fa che Yahoo! è stata acquisita da Verizon, colosso statunitense del settore telecomunicazioni, segnando una svolta epocale nella storia del portale creato nel 1994 da David Filo e Jerry Yang. Seppur in crisi da diversi anni, Yahoo! ha indubbiamente partecipato alla definizione e al successo del web degli albori, incorporando al suo interno un motore di ricerca e un servizio gratuito di posta.

Nei suoi venti e oltre anni di storia, Yahoo! ha modificato diverse volte il suo design. Alcuni di voi ricorderanno il look dei primi anni mentre altri, nati nello stesso periodo in cui Filo e Yang diventavano milionari, non l’hanno mai visto. Ripercorriamo allora insieme la storia delle home page di yahoo.com!

1996

Prima di chiamarsi Yahoo! (acronimo di Yet Another Hierarchically Organized Oracle) il sito, semplice lista di siti che riflettevano gli interessi di Filo e Yang, rispondeva al nome di “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web“. Pochi mesi dopo la nascita, il sito raggiunse un milione di contatti al giorno, e nel 1995 Sequoia Capital investì nel progetto. Nel 1996 questa era la home page del sito!.

Fonte: web.archive.com

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1999

Dopo 3 anni la home page di Yahoo! aveva subito solo qualche piccola modifica grafica, così come nel 2002.

Fonte: web.archive.com

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2004-2006

Tra il 2004 e il 2005 l’azienda acquisisce diverse imprese, tra cui la cinese Alibaba, e ufficializza un nuovo design, che cambia nuovamente nel 2006.

yahoo design

Fonte: web.archive.com

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2011 – 2013

Nel corso di questo triennio (che vede l’ingresso di Marissa Mayer a capo dell’azienda) l’azienda apporterà dapprima un paio di significativi cambiamenti al design del sito, per poi modificare il logo, che nel frattempo era diventato già viola.

yahoo

Fonte: web.archive.com

yahoo sito

Fonte: businessinsider.com

yahoo logo

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2016

Il design attuale di yahoo.com.

Fonte: web.archive.com