Novità su LinkedIn: fai centro sul lavoro con il tuo profilo

LinkedIn si sta sempre di più affermando come il social network professionale attraverso il quale chi cerca lavoro, o vuole semplicemente rimanere informato su ciò che succede nel mondo del business, può entrare in contatto con le più importanti aziende mondiali. Magari anche per riuscire a trovare il lavoro dei sogni.

Per massimizzare la tua presenza su LinkedIn è necessario partire con la costruzione di un profilo efficace, una sorta di CV online che mostri le tue migliori caratteristiche. Il segreto è saper sfruttare le ultime novità che il  social network ci ha consegnato: scoprire chi lavora già nell’azienda per la quale ti stai candidando, diversificare le skill, partecipare a gruppi di discussione e utilizzare una chat più informale per le discussioni.

Getta le basi: diversifica la competenze e scegli la foto giusta

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Prima di iniziare ad interagire con gli altri utenti LinkedIn è importante che il profilo personale sia ottimizzato, affinchè le skill siano in primo piano ed un recruiter riesca a scovare il vero talento racchiuso in una semplice scheda virtuale.

La prima cosa da fare è dare un occhio alle competenze: è importante, infatti, che siano diversificate e coerenti con ciò che si è in grado di fare, o vicine al settore in cui si vuol intraprendere un percorso lavorativo.

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Una volta sistemate le tue competenze, conferma quelle dei profili all’interno della tua rete di collegamenti. Così facendo dimostrerai agli altri user di essere attivo su LinkedIn, senza tralasciare il fatto che questo è un modo rapido per rimanere in contatto con i tuoi colleghi.

Una volta sistemato il punto “competenze”, metti mano alla foto del profilo che deve essere professionale e comunicativa verso chi la tua scheda su LinkedIn. Che tu voglia oppure no l’immagine conta, quindi è necessario scegliere una foto che trasmetta la miglior impressione possibile. Un consiglio: niente selfie!

Ultimo aspetto, curare il proprio personal brand attraverso l’ottimizzazione delle caratteristiche migliori in evidenza. LinkedIn, una volta creato il tuo profilo, imposterà un header automatico con il tuo lavoro attuale e le esperienze precedenti. Gli esperti consigliano: crea un header che comunichi esattamente quel che fai e cosa vorresti fare da grande, rendendolo insomma il più attrattivo possibile agli occhi di chi ti sta cercando.

Le prime novità: scopri chi lavorerà con te e dai più importanza alle tue skill

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Una volta impostato il profilo perfetto è ora di sfruttare al massimo le potenzialità che LinkedIn mette a disposizione dei suoi utenti, partendo dalla possibilità di venire in contatto con chi già lavora per l’azienda per la quale ci si sta candidando, mettendo in luce il più possibile le skill che ti differenziano.

Meet the team è il nuovo strumento che LinkedIn offre a chi sta cercando un lavoro o ha appena iniziato la sua avventura professionale in una nuova azienda e non conosce ancora lo staff. Grazie a questa nuova caratteristica chi sta cercando lavoro può verificare se conosce qualcuno nella nuova azienda e introdursi all’interno del nuovo clima aziendale. Conoscere le persone giuste, però, è importante anche per essere selezionati: l’89% dei selezionatori intervista persone già in contatto con altri lavoratori dell’azienda.

Un ultimo vantaggio: contatta i tuoi potenziali colleghi direttamente, chiedendo informazioni; se conosci il nome dell’interlocutore lo puoi interpellare con discrezione per avere utili notizie sull’azienda e sul ruolo per cui ti candidi.

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LinkedIn skills è il secondo aspetto da curare per farsi scegliere. In questo caso è importante associare alle nostre competenze skill precise e puntuali su ciò che sono le nostre capacità: secondo le ultime tendenze dei reclutatori, ricercare candidati per skill attraverso LinkedIn è all’ordine del giorno, quindi sono un essenziale “to do” per completare e rendere efficace il profilo.

Più interazione: partecipa a gruppi di discussione su LinkedIn e chatta

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Interazione sembra essere la parola chiave per descrivere al meglio le novità 2016 di LinkedIn.

La prima forma di discussione si ha grazie ai Gruppi di LinkedIn, il posto migliore in cui confrontarsi con altri utenti riguardo a temi a noi affini. Il consiglio è quello di iscriversi a gruppi interessanti per la tua professionalità o riguardanti temi che ti interessano. Per trovare i gruppi più adatti a te basta digitare nella stringa di ricerca alcune parole chiave ed aderirvi.

Scegli gruppi diversi, sia per soggetti coinvolti che per grandezza, e una volta dentro non fermarti solo ad “ascoltare”. Per farti notare, intervieni nelle discussioni o iniziane una tua su un argomento interessante, sempre stando attento a ciò che è già successo per evitare di essere classificato come superficiale e ripetitivo.

Ultimo, ma non meno importante, il nuovo strumento chat, una vera novità per LinkedIn, sostituisce il più formale strumento di mailing con uno più immediato e decisamente più “social” riuscendo a trasformare le conversazioni business, formali per definizione, in chiacchierate più semplici e informali, con la possibilità di allegare file e foto. A tutti gli effetti in uno strumento di scambio di informazioni nel panorama lavorativo.

LinkedIn e le sue novità puntano a trasformare il business, rendendolo sempre più social e mettendo al centro gli utenti, le loro personalità e interessi: è il momento giusto per farsi notare!

Apple apre il primo App Development Center d’Europa a Napoli, in sinergia con la Federico II – UPDATE

L’annuncio arriva direttamente dal sito di Apple: il primo iOS App Development Center d’Europa sarà in Italia, per fornire agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di applicazioni iOS.
Il centro sarà a Napoli, in sinergia con l’Università Federico II, il suo scopo sarà quello di sostenere gli insegnanti e preparare migliaia di sviluppatori a far parte della fiorente comunità di sviluppatori di Apple.

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Apple lavorerà in sinergia con l’Università Federico II di Napoli

La dichiarazione di Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli, toglie ogni dubbio sulla natura delle collaborazioni che Apple intende stabilire nel capoluogo campano:

L’investimento della Apple a Napoli è una grande opportunità per la nostra città e per i nostri giovani. Seguiremo con grande attenzione questa iniziativa che si svilupperà in sinergia con la Federico II. L’impegno del governo è fondamentale per rilanciare competenze e opportunità di lavoro qualificato nella nostra regione.

Apple dichiara che lavorerà con altri partner italiani per fornire formazione agli sviluppatori, creando così “ulteriori opportunità” per gli studenti, ma non ci sono ancora dettagli su quali siano queste opportunità, né se ci saranno riconoscimenti ufficiali agli studenti da parte di Apple.

“In Europa ci sono alcuni degli sviluppatori più creativi del mondo e siamo entusiasti di aiutare la prossima generazione di imprenditori in Italia ad ottenere le competenze necessarie per avere successo”, ha dichiarato Tim Cook, CEO di Apple. “Il fenomenale successo dell’App Store è una delle forze dietro i 1,4 milioni di posti di lavoro che Apple ha creato in Europa e presenta opportunità illimitate per persone di tutte le età e aziende di ogni dimensione in tutto il continente.”

Secondo i dati rilasciati da Apple, in Italia oltre 75.000 posti di lavoro sono riconducibili all’App Store e la comunità degli sviluppatori è vibrante. IK Multimedia ha lanciato la sua prima applicazione nel 2009 e da allora ha avuto oltre 25 milioni di download. Musement, lanciato nel 2013, è ora disponibile in sette lingue e 300 città, rendendo più facile per le persone a prenotare viaggi ed escursioni in movimento.

Cosa vorremmo da Facebook nel 2016

Facebook è uno strumento potentissimo, sia per le relazioni sociali che per le strategie di web-marketing… ma non è un prodotto perfetto! Ci sono alcune migliorie che potrebbero facilitare e migliorare l’esperienza d’uso: siamo certi che almeno una volta ti sarai chiesto: “ma perchè su Facebook non si può fare questo?“.

Programmazione dei post

Se hai una pagina Facebook sicuramente sei a conoscenza del fatto che puoi programmare i tuoi post (testi, link, foto, video) per i giorni e le ore a venire: questa funzione è ovviamente molto comoda per la predisposizione di un calendario editoriale per la tua impresa.

Non è possibile però programmare i post sul tuo profilo privato, se non retrodatandoli. Non che sia una mancanza enorme, ma magari può venirti in mente una cosa interessante da dire, una foto da pubblicare in un determinato giorno, un link da condividere a un’ora strana. Scordatelo, devi essere attivo su Facebook e farlo al momento!

Se questa lacuna può aver senso, perchè tutto sommato il profilo privato non andrebbe usato per business (vero???), non è accettabile che un amministratore non abbia la possibilità di programmare i post nei gruppi, che sono sempre più a tutti gli effetti delle armi aziendali!

Non è possibile inoltre, per nessun tipo di account  (a meno di utilizzare piattaforme esterne di gestione) programmare ciclicamente uno stesso contenuto su diversi giorni, o con cadenza regolare (ad esempio ogni lunedì, o ogni 30 giorni).

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Supporto per aziende e inserzionisti

Se il tuo business si basa su una pagina Facebook, sei di certo attanagliato dall’ansia di poter avere un problema grave (ban? furto di account? esigenze di ads sensibili? verifica di una pagina?) e di rimanere invischiato nel girone dantesco delle FAQ, dei moduli preconfezionati, e delle risposte copia-incollate del supporto.

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In giro se ne leggono tante e effettivamente il supporto diretto di Facebook alle PMI o ai piccoli-medi inserzionisti spesso lascia a desiderare, e in rete il mantra è “Eh, se spendi tanto invece Facebook ti sta a sentire!

In realtà non è sempre vero visto che c’è chi spende (o vorrebbe farlo!) decine di migliaia di euro al mese e rimane nel limbo dell’indifferenza. Oltre a un piano di investimento corposo è utile avere un’azienda solida e conosciuta alle spalle, con un buon trust, che ti consente di avere la possibilità di un contatto diretto via mail con un account manager (a volte in Italia, molto spesso all’estero). In alternativa ci vuole solo tanta fortuna!

Facebook ha dalla sua una facilità irreale di marketing entry level (basta un click e hai sponsorizzato il tuo post!), ma potrebbe far felici molti professionisti con una gestione più umana dei problemi, soprattutto quelli più gravi.

Migliorare i gruppi

Premessa: quella dei gruppi su Facebook è una storia strana. Hanno avuto un discreto successo agli albori del social network, per poi passare in secondo piano soppiantati dall’enorme visibilità che avevano le pagine.

Ora però stanno tornando di moda e possono essere una grossissima arma di marketing perchè rappresentano un rapporto molto più orizzontale tra partecipante e azienda, rispetto alla verticalità insita nel rapporto tra pagina-fan. E’ la stessa differenza che passa tra avere un portale che pubblica news, e un forum. Sono complementari!

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Assodato quindi che i gruppi sono utili alle aziende, rimane il fatto che le funzionalità tecniche presenti sono totalmente inadeguate a un utilizzo aziendale. Ecco quindi cosa potrebbe essere utile:

  1. Avere la possibilità di fissare una gerarchia di permessi utente: attualmente l’unica distinzione è tra admin e membro, mentre è fondamentale aver possibilità di nominare degli editor o moderatori senza che questi abbiano la possibilità di “rubarti” il gruppo.
  2. Poter programmare i post: proprio come avviene per le pagine, sarebbe molto utile poter stilare un calendario editoriale e programmarlo per i giorni a venire.
  3. Migliorare la struttura delle discussioni: così come avviene per i forum proprietari, poter strutturare il gruppo in sotto-categorie e thread, e magari migliorare la funzione di ricerca, per rendere tutto più ordinato e fruibile sia ai membri, sia agli amministratori.
  4. Eliminare la possibilità di aggiungere gli amici senza il loro consenso: esiste qualcosa di più fastidioso, e irrispettoso della privacy?

Che ne dici? Anche tu per il 2016 vorresti questi regali da Facebook?

Women’s Aid, quando un’esperienza ci insegna a non voltare più lo sguardo

Per costruire una campagna marketing efficace bisogna sempre guardare i numeri, sia positivi sia negativi. In questo caso i numeri non parlano di brand, di prodotti ma di persone.

Le donne.

Le fonti Istat riportano che 1 donna su 3 ha subito una violenza fisica: unica nota positiva, in un quadro così allarmante, è che le violenze sono calate rispetto al 2014, grazie a una maggiore consapevolezzacoraggio da parte delle donne nel denunciare le aggressioni.

Ma come porre attenzione sui casi ancora non scoperti? Le violenze domestiche sono infatti le più difficili da capire, perchè spesso non dichiarate o  passate inosservate.

In questo caso anche l’unconventional marketing può venire in aiuto garantendo, purtroppo, un’esperienza singolare, con l’obiettivo di farci riflettere.

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

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Il Women’s Aid ha lanciato lo scorso marzo Look at Me, campagna per la raccolta fondi a sostegno dell’associazione contro la violenza sulle donne, vincitrice di un award al Festival of Marketing.

Il successo? una strategia di marketing esperienziale. Nel concreto, un’out of home digitale ed interattiva al 100%.

Il concept: non girate più lo sguardo

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

Per diversi anni la comunicazione riguardante la violenza sulle donne si è focalizzata su due concetti chiave: identificare i violenti per fermarli, o incoraggiare le vittime a chiedere aiuto.

Women’s Aid ha capito che molto spesso i silenzi di queste donne sono dei muri insormontabili: è necessario dunque che le persone tendano una mano alle vittime, non girando la faccia ma gridando ad alta voce.

Ed ecco identificato un nuovo target per la campagna, Noi, che spesso non ci accorgiamo di ciò che ci accade intorno.

Budget? 0 Euro

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

Il momento più difficile è quando hai un’idea, un messaggio efficace, ma neanche un soldo.

Ciò è successo a Women’s Aid al momento del lancio della campagna: nello stesso periodo, però accadeva che una nuova impresa specializzata nel digital out of home, Ocean Outdoor, volesse mostrare il potenziale della sua tecnologia.

Qual era il vantaggio? una telecamera digitale per il riconoscimento facciale, in grado di tracciare le persone che si girano a guardare verso lo schermo.

Da un punto di vista business ciò ha come obiettivo quello di conoscere in modo approfondito il proprio target. Se pensiamo ad una campagna sociale può invece essere uno strumento per fare la differenza.

L’idea

Come esprimere dunque il concetto del “guardare più in là” non solo con gli occhi ma anche con la mente?

L’out of home interattiva funzionava in un modo molto semplice: fino al momento in cui nessuno guardava il volto ferito della donna, l’immagine era statica; ma, non appena una persona alzava lo sguardo, ecco che una ferita iniziava a rimarginarsi. Più persone osservavano lo schermo dunque, più ferite si rimarginavano.

Perchè davvero l’attenzione verso gli altri può fare la differenza.

Una campagna a 360°

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

Si sa che siamo spesso portati a guardare più il nostro cellulare che il mondo che ci circonda. Ecco perchè, il Daily Mirror mandava, a chiunque fosse nelle vicinanze dell’installazione, attraverso la sua app, il messaggio di guardarsi attorno, per stimolare la curiosità ed essere i protagonisti del cambiamento.

Da un punto di vista di strategia PR, la chiave del successo per generare buzz attorno all’iniziativa, è stata quello di lanciare la campagna nel momento preciso in cui si avrebbe potuto stimolare il massimo interesse da parte della stampa, amplificandone il messaggio: l’8 marzo, l’International Woman Day.

I risultati?
Oltre 20 paesi al mondo hanno parlato della campagna, più 86 milioni di impression ottenute su Twitter e 326.9 milioni di persone sono state raggiunte grazie alla comunicazione online e offline.

Forse il mondo ha davvero iniziato a non voltare più lo sguardo.

Facebook Finder diventa illegale in Germania

Sono passati ormai 6 anni, ma tutti ricordiamo ancora bene il 2010: il terremoto ad Haiti, le truppe americane che lasciano l’Iraq, i mondiali di calcio in Sudafrica; ma anche notizie meno importanti ma che hanno comunque fatto parte della quotidianità, come Justin Bieber vincitore del premio “New Artist of the Year”, “The Hurt Locker” vincitore di numerosi premi Oscar e molto altro.

Focalizzandoci sull’amatissimo tema social network, il 2010 è stato l’anno che ha segnato il successo di Facebook, portandolo, a marzo, ad essere il primo motore di ricerca (superiore anche Google) per oltre una settimana negli Stati Uniti.
La fama del ben noto social network stava crescendo, ma erano ancora giorni in cui non avere un account non era immediatamente sinonimo di stranezza sociale, quindi moltissimi si ricorderanno delle tonnellate di email di amici che suggerivano di iscriversi a Facebook.

E non è impossibile immagine come alcuni ne possano aver avuto fin sopra le orecchie, tanto che, in Germania, fu avviata una vera e propria azione legale contro Facebook Finder, il servizio automatico grazie al quale gli utenti potevano invitare i propri contatti email ad unirsi al social network.

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Dopo ben 6 anni VZVB (la principale organizzazione di consumatori) ha vinto, dichiarando Facebook Finder illegale, in quanto assimilabile alla fattispecie di advertising harassment (letteralmente molestie pubblicitarie), dichiarando inoltre che Facebook non forniva informazioni sufficienti per quanto riguarda questo servizio.

Infatti, nonostante Facebook avesse modificato nel 2011 la feature in modo da alleggerire la pressione pubblicitaria, la corte distrettuale di Berlino osservò come non esistesse nessun regime di opt out a favore dei non iscritti.

Inoltre i non utenti non hanno mai acconsentito a ricevere comunicazioni commerciali da parte dei social network, e non hanno avuto nessun modo di impedire a Facebook di agire in questo senso.

In un mondo in cui si è portati a pensare alla globalizzazione come un dato di fatto, le singole legislazioni e gli effetti della localizzazione sono ancora importanti, e possono avere enorme impatto sui i social network.

In particolare non si sa ancora quale sarà l’effetto di questa sentenza, ma staremo a vedere come e quando i vari quadri normativi renderanno Facebook un prodotto differenziato a livello locale.

Due chiacchiere sul Content Marketing con Alessio Beltrami

Cosa è il Content Marketing, e come si declina online una strategia di contenuto di successo? Domande molto frequenti in questo periodo, in cui termini come ‘content marketing’ e ‘storytelling’ sono sulla bocca di tutti i professionisti del settore (ma non solo).

Quello del Content Marketing è in effetti un paradigma affascinante ma non semplice, tutt’altro: se ti ho già incuriosito, ti consiglio di leggere un trend futuristico sul tema nell’interessante articolo del Tech Ninja Ivano SteriCome integrare al meglio Content Marketing e Internet of Things per coinvolgere i propri clienti‘, nonché la recensione a una recente pubblicazione – ‘Content Evolution. La Nuova Era del Marketing Digitale‘ – scritta insieme all’amico e collega Francesco Gavatorta.

Per fare maggiore chiarezza, mi è sembrato allora interessante sentire il parere dell’amico Alessio BeltramiFondatore di BlogAziendali.com e di ContentMarketingItalia.com, consulente e formatore, Alessio è autore del recentissimo libro ‘Sfrutta i contenuti, genera nuovi clienti e Fai Content Marketing’, nonché uno dei primi a dedicarsi allo studio del blog aziendale come strumento di comunicazione e marketing per le imprese (per saperne di più, leggi l’intervista che gli ho fatto alcuni mesi fa – poi però torna qui per non perderti l’articolo).

Vista la sua esperienza sul tema, credo appunto che Alessio rappresenti un ‘osservatorio privilegiato’: non mi resta smettere di farti stare sulle spine, svelandoti come ha risposto alle mie domande 😉

Ciao Alessio, e bentornato su Ninja Marketing 🙂 Partiamo con una definizione: cosa è il Content Marketing, e quale è a tuo avviso l’aspetto di rottura di questo paradigma?

Buongiorno Alberto e tutti i lettori, è un piacere! Il Content Marketing mette nelle mani dell’azienda gli aspetti più importanti della comunicazione e del marketing. Tutto ciò che è sempre stato delegato può così tornare sotto il diretto controllo dell’azienda che grazie a un marketing fatto di contenuti ha la possibilità di ottenere in modo naturale attenzione e fiducia da parte dei consumatori.

Non è solo una scelta – un’alternativa al marketing tradizionale – ma la risposta logica a quelli che sono stati i cambiamenti degli ultimi anni nell’equilibrio cliente – azienda.

Gli esempi più famosi di Content Marketing hanno più di un secolo di storia, ma se prima poteva essere considerato uno dei tanti approcci possibili, oggi diventa un punto di partenza obbligatorio per rompere il muro di diffidenza che il consumatore ha nei confronti di qualsiasi proposta commerciale.

Cosa è un contenuto rilevante, e perché è importante produrlo per marche e aziende?

Un contenuto rilevante è la miglior risposta alla richiesta del cliente. Ricercare e dedicare tempo al consumo di contenuti online è il risultato di un bisogno specifico: un problema, un dubbio, una curiosità…

La spinta iniziale che porta una persona a ricercare informazioni sul web può avere diverse forme, ma la risposta che richiede è sempre la stessa.
Questo cambia le regole della comunicazione e del marketing tradizionale e forza ogni azienda a interrogarsi su quali siano le reali necessità percepite dagli utenti. L’utilità di un contenuto infatti è sempre relativa a quelli che sono i bisogni del cliente. Non esiste un contenuto utile a prescindere, l’utilità deve rispondere a un bisogno reale e quando un contenuto svolge questo compito abbiamo a che fare con un contenuto rilevante.

Contenuto rilevante = la risposta migliore alla domanda del consumatore, nel momento scelto dal consumatore e senza richiedere sforzi di comprensione.

Quanto è importante avere una strategia di fondo nel Content Marketing, e perché?

È indispensabile. Ogni azione di Content Marketing è sviluppata sul medio o lungo periodo. Questo obbliga a organizzare le proprie decisioni all’interno di una strategia.

È l’unico modo per non disperdere risorse preziose – tempo e soldi – e controllare l’effettivo ritorno. Infatti, costruendo una strategia precisa e misurandone i risultati si ottengono tutte le informazioni utili per migliorare costantemente il ritorno, perché per quanto possa essere precisa e ragionata, una strategia di contenuti deve fare i conti con la realtà dei fatti: la risposta degli utenti. Solo analizzando la risposta degli utenti possiamo validare la nostra tesi o modificarla sulla base di dati oggettivi.

5 consigli pratici per scrivere un contenuto efficace.

Scrivere – o produrre visto che le forme di contenuto non si limitano alla parola scritta – non è sempre una cosa semplice.
Ci sono però alcuni errori comuni che penalizzano anche le idee più brillanti. Rispettare queste 5 condizioni aiuta a mantenersi sulla giusta strada.

  1. Fai risparmiare tempo all’utente. È una regola di base essendo il tempo una risorsa sempre più preziosa. Anche il miglior contenuto può diventare inefficace quando richiede troppo tempo per essere consumato. Qui il consiglio è di ragionare su cosa possiamo omettere senza penalizzare le informazioni che vogliamo trasmettere.
  2. Semplifica. La forza di un contenuto semplice è quella di non richiedere sforzi per essere compreso. Il principio è simile a quello espresso da Steve Krug nei principi di usabilità, così anche per un contenuto possiamo fare lo stesso discorso. Alcuni degli elementi che solitamente possono essere semplificati sono il lessico, la forma (periodi più brevi e lineari), la stessa formattazione testuale (paragrafi brevi, elenchi puntati, sottotitoli per aiutare il lettore a orientarsi facilmente). Così come un senso logico immediatamente comprensibile.
  3. Non deludere le aspettative. Siamo sommersi da contenuti che attirano la nostra attenzione con grandi promesse che non vengono mantenute. Col tempo la nostra diffidenza ci porta a essere selettivi e a premiare chi mantiene le promesse. “5 soluzioni per risolvere problema x” devono essere realmente 5 e non una mezza idea farcita con 4 idee improbabili.
  4. Accorcia la distanza grazie alla componente umana. Le aziende non scrivono e non producono contenuti. Lo fanno le persone. Metti in primo piano la persona esponendoti, mettendoci la faccia, la voce, la tua immagine, una comunicazione personale. In pratica fai il contrario di ciò che fa Wikipedia.
  5. Diventa una soluzione unica. La soluzione è importante, ma se non associ al risultato un approccio distintivo – ciò che tu puoi fare a differenza dei tuoi concorrenti – il rischio è di diventare una guida gratuita fine a sé stessa.

Infine, un consiglio per ottimizzare la produzione e diffusione di contenuti online.

La produzione di contenuti richiede tempo, questo è un dato di fatto che non possiamo cancellare.

Ciò che possiamo fare è ottimizzare alcuni processi, migliorare la comunicazione tra i componenti del team (produrre contenuti è un lavoro di gruppo) e sfruttare anche momenti morti per spremere il massimo (annotando idee, sviluppando bozze, rivedendo contenuti creati in precedenza). Una perfetta integrazione tra desktop e mobilità è indispensabile e nel mio approccio di lavoro Evernote è un tool che risponde perfettamente a queste esigenze, diventando anche un perfetto strumento per coordinare il lavoro di gruppo con la condivisione di documenti.

Per funzionalità specifiche che coinvolgono la pubblicazione online, la diffusione, l’utilizzo di social network, sperimento sempre con piacere tool interessanti, ma cerco di tenere il mio focus sulla produzione del contenuto che resta il vero pilastro in ogni strategia di Content Marketing.

Ringrazio ancora Alessio: presto lo rivedrai qui su Ninja Marketing, con un interessante guest post sempre sul tema. Intanto, appuntamento in libreria con il suo nuovo libro ‘Sfrutta i contenuti, genera nuovi clienti e Fai Content Marketing’, senza dimenticare altri 5 manuali innovativi su digital, storytelling e gamification che ha consigliato Eufemia in estate.

Infine, ritroviamoci nelle aule (reali e virtuali) della Ninja Academy: sai che è in partenza un corso top proprio sul Digital Content Marketing?

instagram

Instagram cliché: un videoclip dedicato agli scatti fotocopia

Il suo nome d’arte è Hiérophante e sembra proprio non amare l’omologazione: qualche giorno fa l’artista francese ha pubblicato su Vimeo il suo videoclip “Clichés” riuscendo ad attirare l’attenzione di centinaia di migliaia di utenti che, pare, condividono con lui la stessa mal sopportazione per gli scatti fotocopia che popolano Instagram.

Prima di continuare a leggere controllate il vostro feed sull’app fotografica di Facebook. Navigatelo un po’.

Quanti #selfie davanti allo specchio avete individuato? Quanti #elevator selfie? E il #peacesign?

Niente paura, non siamo qui per puntare il dito: non colpevolizzatevi troppo se anche voi amate unirvi alle social mode, del resto sembrano non esserne immuni nemmeno le popstar milionarie come Rihanna e Justin Timberlake.

LEGGI ANCHE: Perché condividiamo sui social media? La psicologia risponde

E in fondo, siamo sinceri, anche parlare dei clichés dei social media è diventato un super clichés mangia like. Avete già sentito parlare degli Instagram Husbands?

Come gestire la propria presenza in rete con gli strumenti di Google

Claudio Gagliardini master social media

Gli strumenti messi a disposizione da Google sono un tesoro di inestimabile valore. Imparare ad utilizzarli, My Business e Google+ in primis, diventa sempre di più un bisogno ed una necessità per le aziende che vogliono comunicare e “conversare” con i propri clienti.

Ne abbiamo parlato con Claudio Gagliardini, docente di Ninja Academy e tra i protagonisti del Master Online in Social Media Marketing.

Si può fare Content Marketing di qualità anche su Google: servizi come Hangout, Photo, Youtube possono assumere un ruolo rilevante. Ci dai qualche esempio pratico?

Di casi di studio è piena la rete, ma credo che si debba partire dalle singole realtà e dalla loro essenza, per realizzare il proprio specifico caso di successo. Hangout, Photo e Youtube sono “soltanto” tre ottimi strumenti, gratuiti, alla portata di tutti e utilizzabili da tutti i dispositivi e con qualsiasi livello di attrezzatura, dal semplice smartphone alle macchine più sofisticate e potenti.

Quello che Google ci mette a disposizione, pertanto, è un ecosistema di servizi e di applicazioni completamente scalabili, adatti alle piccole imprese a carattere locali come alle multinazionali e utilizzabili in proprio o con l’aiuto di professionisti e agenzie.

Per entrare nello specifico, Hangout può essere utilizzato per presentare in video un nuovo prodotto, per discuterne con esperti o addetti ai lavori, per fare videointerviste o piccoli talk show, mettendo insieme fino a 10 ospiti in video.

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Photo è il luogo migliore per raccogliere tutte le immagini che possono raccontare l’azienda, creando album, slideshow, animazioni e molti altri formati, facili da realizzare e pronti da condividere sui canali sociali.

YouTube lo conosciamo tutti da anni, ma spesso ci dimentichiamo delle sue potenzialità. Su questo strumento sono nati e cresciuti i talenti più puri del web, che oggi hanno scalato su piattaforme mainstream, andando in TV, al cinema e su tutti i media.

Per un’azienda un canale su questa piattaforma è un tesoro di inestimabile valore.

Le Community di Google+ possono essere paragonate a quelle di Facebook? Se la risposta è no, quali sono le principali differenze?

Sono molto più complete e, soprattutto, permettono di partecipare anche alle aziende (pagine) che, proprio come gli altri utenti, possono crearne e partecipare alla discussione. Inoltre le community di G+ sono più strutturate, ordinate, capaci di stimolare vero dibattito e vera interazione, piuttosto che rappresentare mere raccolte di link autoreferenziali.

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Il nuovo Google My Business è solamente un restyling grafico della piattaforma o c’è di più?

C’è molto di più, secondo me. Intanto c’è una svolta importante, per Google: il web è mobile. Non mobile first, ma mobile al 100% e questo significa che qualsiasi applicazione voglia stare in rete deve essere appositamente progettata per l’utilizzo in mobilità.

Google ci sta dicendo una cosa chiarissima: sono i contenuti a fare la differenza, non la forma. Contenuti che dobbiamo creare per il nostro sito e per le nostre applicazioni, ovviamente, ma che dobbiamo progettare e produrre in modo compatibile con gli strumenti che ci mette a disposizione, perché è attraverso il loro utilizzo che possiamo davvero attenerci alle linee guida e alle buone pratiche del web.

Potremmo anche non averlo, un sito internet, se utilizzassimo appieno questi strumenti e se fossimo davvero capaci di farli lavorare in modo sinergico. Ecco a cosa serve Google My Business: a darci una base di partenza e degli ottimi strumenti per gestire la nostra presenza in rete, giorno dopo giorno.

nuove opportunità di business

Google My Business è davvero per tutte le tipologie di azienda?

GMB è Google allo stato puro, è la forma che il motore di ricerca più importante al mondo sta assumendo, per diventare qualcosa di molto più impattante e pervasivo. Google My Business è dunque per tutti, aziende, associazioni, enti, organizzazioni, professionisti, artisti e molto altro ancora. Per tutti gli altri c’è Google+, il social layer che si pone alla base di tutti i servizi e le applicazioni di Big G.

Non utilizzare questo strumento significa rinunciare a dialogare direttamente con Google e con i suoi utenti, che sempre più passeranno dalla galassia dei servizi di Mountain View, piuttosto che dal motore di ricerca, che in futuro sarà solamente una delle molteplici proposte e funzionalità di questa gigantesca e poliedrica azienda.

Su My Business voglio precisare solamente una cosa: è molto meno banale e semplice di quanto non appaia ad un primo approccio ed è molto di più dei suoi predecessori, da Google Places in avanti, perché rende fruibili da una sola console tutti i servizi di Google, che possiamo portarci in tasca con il nostro smartphone.

Puoi svelarci qualche altra novità imminente o una chicca per chi vuole avvicinarsi al mondo di Big G?

Domanda non semplice da rispondere. Google è la fabbrica delle novità, ne sforna a carattere quotidiano e tenere il passo non è semplice. La sola cosa che posso dire, al riguardo, è che gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi, non sono altro che una palestra per conoscere e orientarsi in un futuro che sta per irrompere nelle nostre vite, in cui le favoleggiate smart cities saranno realtà, con il loro carico di tecnologia.

A Mountain View sono pressoché pronti con le driverless car e con un gran numero di tecnologie che non dovranno trovarci impreparati. Ecco perché dobbiamo imparare a conoscere i loro strumenti e servizi, per non restare tagliati fuori da un mondo che su queste tecnologie sarà completamente basato.

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Come fanno alcune aziende ad aver sempre qualcosa di interessante da condividere sui social? Fare Content Marketing significa incrociare gusti, format, piattaforme, tempi. Fare Content Marketing vuol dire creare e disseminare contenuti rilevanti per acquisire un’audience definita allo scopo e guidarne le azioni di consumo.

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Come funziona il Corso Online?

Il Corso Online in Content Marketing con Simone Tornabene, Francesco Gavatorta, Alberto Maestri, Paolo Sordi e Massimo Guerci consente di ottenere competenze specifiche su Storytelling e Web Copywriting: aprire un blog su WordPress e personalizzarlo, utilizzare tecniche di scrittura ottimizzate per i social ed il digital, organizzare e pianificare il Content Marketing in azienda, scrivere un documento di Content Strategy, applicare una metodologia di Storytelling ai tuoi contenuti.

Per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze, riceverai 5 ore di formazione aggiuntive grazie alla Bonus Track Lo scenario di riferimento per i Social Media Manager con Vincenzo Cosenza“.

Puoi seguire le lezioni del Corso Online in diretta per gli appuntamenti Web Live e quando vuoi per la didattica On Demand, accedendo dal web ad un’aula virtuale.

  • La didattica è completamente online: è erogata in parte attraverso dirette Web Live ed in parte attraverso contenuti On Demand
  • I Question Time in diretta sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
  • Se non puoi partecipare agli appuntamenti live nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione

corso content ninja

Come funziona il Content Marketing Lab?

A complemento del Corso Online, il Content Marketing Lab in Aula con Luca De Berardinis, Francesco Gavatorta, Alberto Maestri e Simone Tornabene guida i partecipanti nell’applicazione pratica delle nozioni apprese. Zero teoria e 100% pratica: i due giorni di laboratorio hanno un taglio altamente pratico ed esperienziale, e sono dedicati ad esercitazioni e project work progettati parallelamente al Corso Online.

I partecipanti impareranno ad applicare la metodologia dello Storytelling alla propria realtà aziendale, a progettare e mettere in atto piani editoriali efficaci, a scrivere testi che convertono ed a sostenere il business grazie ai contenuti digitali. Il Lab è a numero chiuso e si terrà a Milano il 6 ed il 7 Maggio 2016.

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

Content Marketing - testimonianze

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Corso Ninja Academy?

Webinar live ed On Demand per apprendere tecniche e nozioni
Laboratorio pratico per imparare ad applicare le strategie di di Content Marketing
√ Accesso alla piattaforma online
Video e slide dei corsi sempre disponibili e consultabili online in modalità On Demand
Servizio di Placement, sezione Jobs e Career Consultant sempre a tua disposizione
√ Syllabus didattici validati da un Advisory Council, a garanzia dell’aggiornamento professionale
Ninja Book personale, un diario didattico per consolidare l’apprendimento e massimizzarne i bene ci nel tempo
Certificato di Partecipazione al Corso Online ed al Lab in Aula

Corso Online, se ti iscrivi entro il 24 febbraio: 249€ invece di 349€
Corso Online + Lab, se ti iscrivi entro il 21 aprile: 699€ invece di 949€
Content Marketing Lab, se ti iscrivi entro il 21 aprile: 499€ invece di 699€

Hai meno di 28 anni? Per te uno SCONTO di 100 euro sul Content Marketing Lab, cumulabile con lo sconto dell’acquisto in bundle. Contattaci!

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

Facebook testa un nuovo browser in-app

È oggi che si decide il modo in cui navigheremo domani: questo dev’essere il mantra che viene ripetuto quotidianamente in casa Facebook.

Solo così si possono spiegare le continue modifiche, migliorie e innovazioni che vengono apportate a ognuna delle piccole ruote che fa girare alla perfezione la macchina.

LEGGI ANCHE: Arriva Facebook Professional Services!

Oggi la novità riguarda il browser in-app.

Come fa notare TheNextWeb.com, fino a oggi la navigazione è stata così:

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e da domani sarà così:

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Notata la differenza?

D’ora in poi sarà possibile inserire, direttamente in app, un nuovo indirizzo internet, senza bisogno di uscire da Facebook (per poi rientrare).

Una bella differenza rispetto alla possibilità di navigare solo attraverso i link contenuti nei post degli utenti!

E le novità non sono finite: sul fondo della pagina è comparsa una pratica barra con alcuni comandi:

  • frecce per andare avanti e indietro tra i post
  • il numero di like che l’articolo ha raccolto
  • il segnalibro per salvare tra i preferiti la pagina
  • i pallini verticali “altre funzioni” (al momento non specificate)

Useremo quindi Facebook come browser al posto di quelli nativi presenti sui nostri smartphone?

Certo è che Facebook diventa giorno dopo giorno sempre più distante da quel divertissement per collegiali inventato da Zuckerberg nel 2004.

Non gli basta più essere il social più usato al mondo ed essere il motivo per cui, milioni e milioni di persone in ogni angolo del Pianeta, accedono a internet ogni giorno.

Facebook vuole diventare internet.

Forse in futuro cercheremo pagine e parole chiave con il suo motore di ricerca, invieremo mail con la sua posta certificata, leggeremo articoli solo provenienti dai suoi post, useremo il suo segnale GPS per spostarci nel traffico e giocheremo solo attraverso le sue applicazioni.

L’importante è che l’utente acceda a Facebook appena sveglio e non lo abbandoni per tutto il giorno.

Se esserne contenti o spaventati, sta a voi dirlo!

Quello che dobbiamo aggiungere è che, per ora, questa novità riguarda solo alcuni utenti con mobile iOS (e non si sa quando sarà reso disponibile per tutti).

Aspettiamo con ansia le tue prossime mosse, Mark!