Guidecentral, l'app per guadagnare con il Fai da Te

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Siete creativi?

Trascorrete parte del vostro tempo libero dilettandovi nella realizzazione di creazioni fatte a mano?

Il mondo dell’handmade sul web ha blog, siti web, ecommercee e forum dedicati, ma molti di voi si saranno chiesti: “Come faccio a guadagnare con i miei lavori?”

LEGGI ANCHE:10 Imperdibili consigli per un handmade design efficace

Noi abbiamo trovato per voi l’app Guidecentral dedicata al mondo dell’handmade.

 

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Guidecentral è un’ applicazione mobile disponibile gratuitamente sia per i dispositivi iPhone che Android, che offre l’opportunità di scoprire e condividere idee con una community  di Maker amanti del fai da te.

Come funziona?

Il suo utilizzo è molto semplice, una volta effettuata l’iscrizione e completato il vostro profilo personale, potrete pubblicare i vostri tutorial e consultare  tutto ciò che è di vostro interesse.

Con Guidecentral avrete a disposizione numerose guide che vi spiegheranno passo passo come realizzare le vostre creazioni, e al tempo stesso avrete l’opportunità  di scoprire nuovi strumenti e materiali utilizzabili.

I tutorial disponibili interessano diversi settori: craft, bellezza, cucina, tecnologia e moda.

Guidecentral, non è solo apprendimento ma è anche condivisione e luogo in cui si possono conoscere  persone provenienti da tutto il mondo che nutrono gli stessi interessi.

Guadagnare facendo ciò che vi rende felici

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Guidecentral è la prima applicazione che consente ai Maker di guadagnare condividendo la propria creatività e le proprie conoscenze. Il tutto è possibile aderendo al Maker Program: per ogni nuova guida pubblicata avrete la possibilità di guadagnare fino a 4$. Una volta raggiunto un minimo di almeno 100$, i vostri soldi verranno trasferiti direttamente sul vostro conto PayPal.

Se volete trasformare la vostra passione per la creatività in un vero e proprio lavoro l’applicazione Guidecentral può esservi d’aiuto, oltre ad essere un’ottima vetrina per le creazioni handmade, vanta una community attiva e molto numerosa e questo fa di essa uno strumento utile per attirare l’attenzione e raggiungere nuovi potenziali clienti.

Con Guidecentral l’handmade diventa social

Più visibilità avrà il vostro profilo, più alto sarà il guadagno che potrete ottenere.

Dovrete essere bravi nel far risaltare il vostro profilo all’interno della community per attirare l’attenzione e conquistare nuovi follower.  Parola d’ordine essere attivi, l’app vi offre la possibilità di seguire i vostri Maker preferiti per rimanere aggiornati sui loro progetti, commentare e lasciare un like a tutto ciò che avete apprezzato.

Essere attivi all’interno della community è molto importante per ricevere il “Social Bonus”, ossia ogni volta che riceverete dei “mi piace” al vostro progetto vi verranno calcolati e accreditati alcuni centesimi in base alla popolarità del vostro profilo, aumentando così il vostro guadagno.

Nonostante la versione italiana sia stata rilasciata ad Aprile 2015, la community del nostro paese sembrerebbe essere in forte e rapida crescita su Guidecentral.

Quello che ora ci chiediamo è: questa applicazione diventerà un punto di riferimento per la creatività made in Italy?

Se sì, riuscirà ad esaltare al meglio le potenzialità del Maker che c’è in ognuno di noi?

Powerade & Beats: l'adv sportivo ama le storie dei campioni [VIDEO]

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Keep it simple, keep it real. È una delle regole d’oro per la creazione di contenuti pubblicitari ed editoriali nell’era dei social media, regola che molti brand hanno dimostrato di saper seguire magistralmente.

Tra questi, in particolare, i brand legati al mondo dello sport, che possono contare su un immenso patrimonio narrativo ereditato dalle storie personali dei grandi campioni testimonial delle stesse aziende.

In virtù del loro successo e delle loro stra-ordinarie abilità, questi personaggi sono amati e a volte perfino idolatrati alla stregua delle star dello spettacolo. La ferrea routine dello sportivo permea tuttavia la loro figura di una rispettabilità aggiuntiva: non c’é nulla di più meritocratico del successo raggiunto con il sudore e la fatica, per cui queste storie personali e a volte travagliate diventano sempre qualcosa da ammirare e a cui ispirarsi.

Attraverso la narrazione seppur romanzata di queste storie di successo, i brand cercano quindi di trasferire alla loro brand equity un po’ di quei nobili valori che caratterizzano i campioni dello sport.

Gli ultimi spot di Powerade e Beats by Dre, dedicati rispettivamente al campione dell’NFL Jimmy Graham e alle star del rugby Chris Robshaw, Wesley Fofana e Richie McCaw, ne sono un esempio calzante.

“Jimmy Graham è uno dei nomi del football più riconoscibili oggi, ma poche persone conoscono gli ostacoli che ha dovuto superare nel sua cammino verso il successo. La nostra speranza è che gli atleti che vedranno questa campagna si sentano ispirati dalla storia di Jimmy e comprendano che anche lui era solo un bambino che veniva da Goldsboro.” Victoria Badiola, senior brand manager di Powerade.

Pawshake: l'app che fa incontrare padroni e pet sitter

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Hai un viaggio di lavoro e non sai a chi affidare il tuo animale domestico? Hai paura che chi si occuperà di lui durante la tua assenza non avrà le giuste attenzioni nei confronti del tuo amico a quattro zampe?

Oggi ti parliamo dell’app Pawshake che ti consente di trovare affidabili e amorevoli pet sitter nella tua zona.

Con Pawshake dalla stretta di mano si passa alla “stretta di zampa”, questo il significato letterale del nome, scelto per sottolineare l’importanza del momento in cui avviene il primo incontro tra l’animale e colui il quale si prenderà cura di lui. Sarà amore a prima vista?

LEGGI ANCHE: Dogalize, i tuoi amici a quattro zampe diventano social

Pawshake è la prima app interamente dedicata alla sistemazione temporanea degli animali, in grado di mettere in contatto padroni e persone disposte ad offrire il servizio di pet sitting, disponibile gratuitamente sia per iPhone che per Android.

Come funziona?

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Il funzionamento è molto semplice, basta inserire il nome di una città o il codice postale, e il sistema fornisce un elenco di pet sitter presenti e disponibili in una determinata zona, con i relativi costi. Ogni pet sitter ha un profilo personale, consultabile in cui sono indicati i vari servizi offerti , alcuni offrono servizi aggiuntivi come la toelettatura, l’addestramento o il dog walking.

Hai individuato la persona ideale?  Lo step successivo è confermare online la prenotazione ed effettuare il pagamento con carta di credito o con Paypal, attendere la conferma da parte del soggetto ospitante, entro 24 ore è il gioco è fatto!

Per i più apprensivi, o per chi soffre da ansia da separazione, niente panico, prima di procedere all’acquisto del servizio, è possibile contattare il pet sitter scelto, fissare un incontro conoscitivo gratuito e accertarvi così che il vostro amico a quattro zampe si troverà bene.

Come scegliere il pet-sitter giusto?

Pawshake

L’app offre ai proprietari l’opportunità di curiosare il profilo personale dei pet-sitter, in modo tale da capire più o meno a quali mani sarà affidato il proprio fedele compagno a quattro zampe.  Ogni profilo è caratterizzato da descrizione del pet sitter, con le relative motivazioni che lo spingono ad offrire questa tipologia di servizio, e le competenze personali.

Non solo parole per entrare nel mondo del soggetto ospitante, ma anche foto che lo ritraggono alle prese con altri animali.

Il parere di chi ha già provato prima di voi potrebbe aiutarvi ad effettuare la scelta giusta? Pawshake consente agli utenti di lasciare un giudizio e una recensione sulla qualità del servizio ricevuto, che sia esso positivo o negativo sicuramente agevolerà chi vorrà usufruirne in futuro!

Non finisce qui l’app fornisce un’assicurazione gratuita per coprire le eventuali spese veterinarie in caso di necessità. Il servizio è attivo 365 giorni all’anno, pronti per provarlo?

Facebook video 360°, Instagram e Twitter: le novità social media della settimana #NinjaSocial

novità social media

Settimana impegnativa per Mark Zuckerberg, le novità social che riguardano le sue creature non sono passate inosservate. Dai video a 360° per Facebook, ai festeggiamenti per i 400 milioni di utenti di Instagram, fino all’incontro con il presidente cinese Xi Jinping, avuto insieme agli altri imprenditori della Silicon Valley.

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Nonostante questo, Twitter e Pinterest non sono rimasti a guardare e la sfida alle novità social non accenna a fermarsi. Ma andiamo con ordine.

1.Facebook

Sapevamo che prima o poi sarebbe successo. La realtà immersiva è sbarcata su Facebook e da qualche giorno il social network dei like (o dei dislike) ha dato il via al roll-out dei video a 360° all’interno del news feed.

LEGGI ANCHE: Anche su Facebook arrivano i video 360°

Ma di cosa si tratta? Per creare un video a 360° viene utilizzato uno speciale set di videocamere, per registrare simultaneamente la scena; questo significa che, quando il video viene riprodotto su Facebook, l’utente può scegliere da quale angolatura guardarlo. Da desktop, l’utente può farlo semplicemente muovendosi con il cursore intorno al video, da mobile può fare la stessa cosa ma con le dita, o semplicemente ruotando il dispositivo. Tenendo lo smartphone, il video a 360° segue tutti i movimenti.

Per il momento i video 360° sono fruibili solo da web e Android, ma nei prossimi mesi il roll-out della funzione avverrà anche per iOS.

Novità social settimana

Sono già diversi i brand che hanno pubblicato video 360° sulle fanpage ufficiali, e Facebook promette che a breve li seguiranno anche molti creatori di video e storyteller. A quanto pare la Disney e Lucasfilm debutteranno con la neonata esperienza a 360° per il loro prossimo Star Wars: The Force Awakens, sperando di portare, in questo modo, i fan all’interno dell’ universo Star Wars.

In italia il primo ad utilizzare la novità social dei video 360° è stato Original Marines, il primo fashion brand in Italia ad avvalersene per un video connesso ad una campagna pubblicitaria e tra i primi in tutta Europa .

LEGGI ANCHE: We Are, We Wear Freedom: libertà a 360° firmata Original Marines

2. Instagram

Mentre Facebook si gode il successo dei video 360°, Instagram non è da meno e festeggia il traguardo dei 400 milioni di utenti.

Dal suo debutto, quasi 5 anni fa, il social delle immagini per eccellenza non perde un colpo e tra utenti privati, blogger e personaggi del mondo dello spettacolo, in 9 mesi ha visto aumentare di 100 milioni gli iscritti, soprattutto in Giappone, Brasile e Indonesia. Ogni giorno vengono condivise 80 milioni di foto sul social.

Novità social settimana

La community di Instagram si è evoluta nel tempo diventando sempre più globale, tanto che più del 75% dei membri della community è al di fuori degli Stati Uniti.

È stato proprio Mark Zuckerberg, attraverso Facebook ad annunciare il raggiungimento del tetto dei 400 milioni di utenti, una community in continua evoluzione.

3. Pinterest

Altre candeline su cui soffiare. Pinterest, il social network dedicato alle immagini rivale di Instagram, ha raggiunto il traguardo dei 100 milioni di utenti attivi nel mondo, il 45% dei quali fuori dagli Usa.

Lo ha annunciato la società, nata 5 anni fa, che nell’ultimo round di finanziamenti è stata valutata 11 miliardi di dollari. Il numero di utenti, ha reso noto Pinterest, è raddoppiato negli ultimi 18 mesi, mentre il numero di ricerche sulla sua piattaforma è cresciuto dell’80% nell’ultimo anno.

Una rivalità portata avanti a colpi di immagini e foto, quella tra Pinterest e Instagram, tanto che anche Pinterest ha deciso di aprirsi all’advertising vendendo lo spazio a quelli che sono definiti Promoted Pin, in tutto e per tutto identici ai Pin degli utenti ma pagati dalle aziende. Da qualche mese, poi, ha fatto la sua comparsa (al momento solo negli Stati Uniti) il tasto “compra” che consente di acquistare gli oggetti presenti nelle foto caricate sul sito.

3. Twitter

Non potevamo che concludere l’intensa settimana delle novità social con qualche cinguettio. Twitter indossa il vestito della festa e parte il restyling dei pulsanti che da anni sono presenti all’interno dei siti web e che permettono di seguire un profilo di un utente o di inviare un messaggio.

Il roll out dei nuovi pulsanti inizierà il mese prossimo e saranno progressivamente visibili all’interno dei siti dove oggi sono presenti le vecchie versioni. Nessuno, almeno a livello tecnico, si accorgerà del cambiamento, chi gestisce un sito non dovrà fare assolutamente nulla, la mutazione avverrà da sé.

I pulsanti, rimasti immutati dal 2011 avranno un design più lineare e minimal per adattarsi alle nuove tendenze del momento.

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Ma non finisce qui, Twitter ha, infatti, anche deciso di chiudere le api dei pulsanti per impedire che gli sviluppatori ne realizzino di alternativi e dunque di non ufficiali.

Arrivederci alla prossima puntata con tutte le novità dal mondo social!

Content Style Guide: contenuti perfetti per il web

MailChimp Content Style Guide: contenuti perfetti per il web

MailChimp è un servizio che permette a milioni di utenti di inviare miliardi di email e ha ben pensato di redigere una guida – ufficialmente per i suoi dipendenti, ma in realtà dedicata a tutti i «writers and editors» – per scrivere bene sul web.

Rilasciate in Creative Commons proprio per facilitarne la diffusione, queste linee guida servono a scrivere contenuti chiari, utili, amichevoli e appropriati: parole semplici, guidate da un obiettivo, scritte come un essere umano e contestualizzate alla situazione.

Semplice? Niente affatto, a leggere fin troppi contenuti quotidianamente pubblicati sul web. E anche per i copywriter più esperti sarà utile rinfrescare le basi del loro lavoro.

Contenuto e comunicazione

La Guida di MailChimp suggerisce forma e sostanza, ossia cosa redigere e come farlo, ovvero contenuto e comunicazione. Parte quindi dalla voce – che deve essere umana, amichevole, familiare – e dal tono – informale, ma solo dopo aver ben considerato il target a cui ci si rivolge – per passare attraverso il pubblico di riferimento e arrivare alla grammatica.

Già, la grammatica. Prima vittima della velocità della comunicazione online che un po’ tutti, ammettiamolo, abbiamo sacrificato sull’altare dell’immediatezza dei suggerimenti del T9 sopra i nostri piccoli QWERTY.

Come scrivere, quindi, per MailChimp? Come ci insegnarono a scuola tanti anni fa: pensando al messaggio, con parole semplici, frasi brevi, dividendo in paragrafi gli argomenti. Basterebbe questo, ma per chi volesse approfondire, la guida elenca una serie di elementi da tenere sotto controllo, dalle maiuscole alle abbrevazioni, dagli emoji alla formattazione di numeri e date, dalle unità di misura all’uso degli apostrofi (per la lingua inglese, purtroppo; da noi la nota sarebbe molto più dolente) alla punteggiatura. Per chiudere con un meraviglioso «Write positively».

Senza dimenticare che si scrive per il web e i suoi utenti, oggi: linee guida perciò anche su bottoni, link, menu, form, liste, titoli… e SEO. SEO? «We write for humans, not machines», sottolinea MailChimp, ma ammette anche che farsi trovare è un’esigenza, cui far fronte con le solite vecchie semplici regole: organizzare i contenuti attorno a un argomento, usare poche parole, chiare, nei titoli e nelle aperture e strutturare la pagina per argomenti. Sembra facile, ma lo fosse davvero non servirebbero guide per aiutarci.

Scrivere per internet. Come e per chi?

Si fa presto a dire internet. Scrivere in rete significa postare sui social network, scrivere email, gestire un blog, disegnare siti, tradurre pagine e mille altre cose.
Come scrivere un blog? «Be casual, but smart», il primo consiglio che suona meglio, per una volta, non tradotto; ma siate anche puntuali, fate ridere, siate generosi di tag e keywords (un occhiolino a WordPress) e abbondate con le immagini. Vale per il blog di MailChimp come per ogni altro.

Discorso un po’ più articolato – e non poteva essere altrimenti, considerato il core business di MailChimp – per comporre un’Email Newsletter: nessun elemento è trascurato, in pochi scroll un perfetto manuale che non sottovaluta nulla, dal nome al footer, passando per l’oggetto, l’header, il copy, la call to action e altri tecnicismi che chi riceve una newsletter non nota nemmeno ma, dovessero mancare, lo noterebbe eccome.

MailChimp Content Style Guide: contenuti perfetti per il web

Gestire i social network è un capitolo che, considerate le diversità tra i tanti più o meno affollati che popolano internet, non può che essere generale, ma comunque utile: «Write short, but smart», sia per chi limita il numero dei caratteri che per chi non lo fa, una o due brevi frasi sono un buon limite. Creare coinvolgimento e non esagerare con gli hashtag (se ne sono visti di ogni, da quando Facebook li ha inclusi). Non c’è social network cui non si adattino questi pochi consigli.

Una sintesi di come strutturare un contenuto, alla luce di tutte le buone pratiche elencate da MailChimp, è seguire un template composto da titolo, introduzione, contenuto principale e link aggiuntivi. Ricordate i temini di quando facevamo le scuole elementari, con il disegno alla lavagna della maestra dell’ometto stilizzato metafora del tema che doveva avere una testa, un corpo e dei piedi? Un inizio, un contenuto e una fine? Sono passati decenni, ma oggi scopriamo che si scrive ancora come allora.

5 valori per il marketing dalle "Lezioni americane" di Calvino

pencil and paper with My Story words and books

I valori raccomandati negli anni ’80 da Calvino nelle Lezioni americane (Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità) non sono preziosi solo per la letteratura, ma anche per il marketing. La dimostrazione, una volta di più, di quanto i due mondi non siano così distanti come sembra, la prova della loro incidenza speculare sulla realtà. Vediamo perché.

LEGGI ANCHE: Sharing economy e successo: il segreto è ridurre gli ostacoli

1. Leggerezza

Calvino spiega questa qualità come un “togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio”. Non è esattamente quello che dovrebbe fare un bravo Content Marketer? Ma andiamo oltre. Un articolo di Digiday descrive la nostra epoca come “frictionless age” e indica la rimozione di barriere come via principale per il successo di un’azienda: togliere, appunto, peso alla struttura (del business, in tal caso).

2. Rapidità

Very busy business

L’Instant Advertising vive di ciò, così come il Social Media Marketing. “Il tema che qui ci interessa” – scrive Calvino –  “non è la velocità fisica, ma il rapporto tra velocità fisica e velocità mentale”: cogliere l’attimo, sia in termini di concept, dunque, che di realizzazione. Rapidità che “vuol dire soprattutto agilità, mobilità, disinvoltura” – continua lo scrittore. E siate authentically mobile, non solo mobile first, ci ricorda TechCrunch.

3. Esattezza

Target Audience. Digital Marketing and Advertising Concept

Nei tempi di Big Data e di Analytics 3.0, l’esattezza è valore fondamentale. Non si può prescindere, usando ancora le parole di Calvino, da “un disegno dell’opera ben definito e ben calcolato”. Occorre essere precisi, nella raccolta e nell’analisi dei dati innanzitutto, per poter soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. Con l’obiettivo di arrivare alla cosiddetta “personalizzazione”, tipica dell’odierno marketing Human to Human e fortemente caldeggiata da Forbes.

4. Visibilità

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“Quale sarà il futuro dell’immaginazione individuale in quella che si usa chiamare la ‘civiltà dell’immagine’? Il potere di evocare immagini in assenza continuerà a svilupparsi in un’umanità sempre più inondata dal diluvio delle immagini prefabbricate?” si domandava Calvino. È un must del Digital e del Mobile Advertising quello che alcuni, come AdAge, hanno definito “viewability”: la capacità di rendere ben visibile un annuncio, l’abilità di realizzare un video, ad esempio, che sappia con ogni probabilità catturare attenzione.

5. Molteplicità

“Oggi non è più pensabile una totalità che non sia potenziale, congetturale, plurima”. Lo scrittore parlava di una forma di romanzo, ma siamo vicinissimi alla definizione di una startup della Sharing Economy.

E se Gartner prevede che entro il 2020, nel dominio dell’Internet of Things, ad ogni persona connessa corrisponderanno quattro “cose” connesse, Calvino ambiva ad uscire “dalla prospettiva limitata di un io individuale, non solo per entrare in altri io simili al nostro, ma per far parlare ciò che non ha parola”. Bingo!

Coca-Cola strappa sorrisi con il Coke-moji, il primo panel empatico

Coca-Cola strappa sorrisi con il Coke-moji, il panel empatico

“Nel mio silenzio, anche un sorriso può fare rumore” cantava Lucio Battisti nel 1969. E forse i responsabili marketing di Coca-Cola hanno pensato proprio a questi versi quando hanno deciso di regalare un sorriso ai pendolari scandinavi, popolazione tradizionalmente un po’ musona e poco propensa alle frivolezze.

Grazie al supporto del’agenzia scandinava Isobar, è stato installato nella metro di Stoccolma il Coke-moji, billboard interattivo che ritrasmette le espressioni facciali dei passanti attraverso un’emoticon dalle chiare fattezze di un tappo di Coca. Un vero e proprio invito ad iniziare la giornata con un sorriso.

L’operazione è un’estensione naturale della campagna multicanale #MakeItHappy che dallo scorso Super Bowl anima la comunicazione della multinazionale di Atlanta.

Coca-Cola strappa sorrisi con il Coke-moji, il panel empatico

LEGGI ANCHE: Twitter e Coca Cola: il primo emoji sponsorizzato per un brand

Gli stupiti passanti hanno potuto testare la forte empatia che caratterizza il billboard, ripresentando nell’emoticon animato le stesse identiche espressioni del loro volto, con qualche richiamo in più alle icone del brand (tappi, cannucce e bottiglie).

Choose Happiness recita la tagline finale, quasi a sostenere che sì, tecnologia per il riconoscimento facciale ed emoticon sono sicuramente tra i trend più in voga nell’advertising, ma senza un sorriso da parte dell’utente non si può dire di avere davvero centrato il bersaglio.

E voi cosa ne pensate? Sorridereste ad un simpatico emoticon gigante nella metro della vostra città? Fateci sapere la vostra opinione!

We Are, We Wear Freedom: libertà a 360° firmata Original Marines

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Dopo qualche anno di pausa, il fashion brand Original Marines torna con una nuova campagna on air fino al 4 ottobre su tutti i principali canali nazionali e sul satellitare. Curata da Leo Burnett Italia, la campagna non vuole solo essere un didascalico inno alla libertà, in quanto il brand punta ad ampliare il suo target, spostandosi dall’infanzia all’adolescenza.

Per il supporto online della campagna è stata invece utilizzata l’innovativa tecnologia VR 360° – Original Marines è il primo fashion brand in Italia ad avvalersene per un video connesso ad una campagna pubblicitaria e tra i primi in tutta Europa – che coinvolge gli spettatori e li fa entrare nel mood giusto per “We Are, We Wear Freedom”.


LEGGI ANCHE: Ebay Italia, 20 anni fatti di passioni

Il video è stato girato con 5 videocamere fisse al centro della scena in modo da poter acquisire le sequenze in ogni direzione. Mentre si guarda il video è possibile cambiare prospettiva di visualizzazione trascinando il mouse sullo schermo o ruotando tablet o smarthphone.

Nel video  quattro ragazzi raggiungono una zona desertica degli Stati Uniti con la propria auto, un luogo isolato dove si muovono in assoluta libertà. Grazie alla tecnologia VR 360° lo spettatore può guardarsi intorno come se davvero si trovasse al centro della scena.

Accessibile sia da pc che da mobile si consiglia di utilizare Chrome o Safari da desktop, mentre l’App di YouTube da smartphone.

Il video è collegato al concorso #1minutodilibertà, creato dal brand in collaborazione con l’agenzia ArtAttack, la quale  ha anche sviluppato tutta l’operazione: dall’idea creativa alla realizzazione e produzione del video 360°.

Per partecipare al contest ci si deve collegare al sito www.1minutodilibertà.it, guardare il video ed individuare i sei elementi che rimandano al concetto di libertà.

Sarà possibile parteciparvi fino al 30 ottobre e – tra tutti quelli che avranno risposto correttamente – entro la fine di novembre verrà estratto il fortunato vincitore di un viaggio per due negli USA.

Digital journalism: come i social network hanno cambiato l'informazione [ANALISI]

Digital journalism e social network

I giornalisti esistono perché le persone hanno bisogno di sapere che cosa è successo, e, soprattutto, perché.

Le informazioni sono trasmesse più efficacemente e più credibilmente da chi ha un mix di conoscenze approfondite su un argomento e capacità di rispondere alle esigenze del pubblico. Negli ultimi anni i social networks hanno rilevato una parte della funzione del giornalista, cioè quella del farci sapere che cosa è successo, grazie a fenomeni di citizen journalism o semplicemente di un word of mouth veloce ed efficace.

Ma la parte del “perché” è qualcosa che compete ancora, per fortuna, al giornalista. Durante un panel al Prix Italia che si sta svolgendo in questi giorni a Torino, Roberto Suàrez Candel, responsabile EBU Media Intelligence Service, ha presentato i dati dell’eurobarometro che evidenziano come la fiducia dei cittadini nei confronti dell’informazione via radio, TV e stampa sia nettamente superiore a quella rivolta all’informazione derivante dai social networks.

LEGGI ANCHE: The State of New Media 2015: l’informazione è sempre più digitale, mobile e social.

Quando i Navy Seals hanno fatto fuori Osama bin Laden, la prima informazione pubblica è arrivata da Sohaib Athar su Twitter (@reallyvirtual), quello che scrisse: «sono chi ha fatto il live blogged il raid di Osama senza saperlo».

LEGGI ANCHE: È morto Bin Laden? E i social network impazziscono

Sohaib Athar non è un giornalista (è un consulente IT di Abbotabad, la località pachistana dove si è svolto il raid) e probabilmente neppure sapeva che stava facendo del giornalismo, ma ha agito come un giornalista. Athar twittò di aver sentito un elicottero e una esplosione, poi rispose a richieste di chiarimento, aggiunse informazioni quando pensava di averne, seguì il filo della storia e offrì il contesto. Athar diventò una risorsa per i giornalisti che cercavano di ricostruire la successione degli eventi, una parte nel sistema di verifica delle informazioni da confrontare in tempo reale con la versione ufficiale.

Per molti eventi di interesse giornalistico è sempre più probabile che la prima descrizione disponibile sia prodotta da un cittadino connesso invece che da un giornalista di professione.

Digital journalism e social network

Quando si mette insieme un numero sufficiente di individui si ha una folla (crowd). Una delle cose che le folle fanno meglio dei giornalisti è raccogliere dati. Quando il Giappone fu colpito da un terremoto nel marzo 2011 in seguito al quale la centrale nucleare di Fukushima Daiichi subì una perdita, la mancanza di dati aggiornati sui livelli delle radiazioni ha spinto alcune persone a registrare la situazione con contatori Geiger, filmare i risultati e trasmetterli in streaming via UStream.

Piattaforme sociali come Twitter e Facebook dimostrano che raccogliere e interpretare tutte le informazioni disponibili è un compito che va al di là delle possibilità umane. Tutte le piattaforme sociali e i motori di ricerca hanno al loro interno capacità algoritmiche che aiutano ad analizzare quali argomenti siano condivisi, quali questioni siano più discusse e da chi, quando emergono specifiche informazioni e come si muovono.

La disponibilità di risorse come le foto dei cittadini non rende inutile il giornalismo o i giornalisti, ma cambia il loro lavoro: non si è più la fonte dell’iniziale ripresa fotografica o dell’iniziale osservazione, ma si diventa la persona che richiede le informazioni rilevanti e che filtra e contestualìzza i risultati.

Digital journalism e social network

Se oltre ad essere fonte, volete spingervi nel campo del digital Journalism, ecco qualche strumento social che potrebbe fare al caso vostro.

I Dati

Per reperire e analizare dati ti consiglio queste piattaforme: Raw, Silk, Tableau Public e Import.io.

Dove scrivere

Twitter ci mette a disposizione 140 caratteri, ma anche una piattaforma meravigliosa come Medium. Se sei uno che ha da poco iniziato a cimentarsi con la scrittura e con il giornalismo online, ti sconsiglio di aprire un blog, rischieresti di leggerti da solo. Meglio puntare su piattaforme come Medium, appunto, oppure LinkedIn Pulse, Storehouse o le note di Facebook (da tenere sott’occhio per l’upgrade che ci sarà a breve per tutti gli utenti).

LEGGI ANCHE: Storytelling: 5 piattaforme per le tue narrazioni digitali.

I video

Il video è ormai lo strumento principale per il racconto. I migliori strumenti per realizzarli, come veri reporter, sono Videolicious (scelto da Bezos per il Washington Post), Animoto, Magisto, Explee e ReEmbed. Ce n’è per tutti i gusti.

Le mappe

Se volete inserire mappe customizzate all’interno dei vostri articoli, provate ad utilizzare Mapbox, CartoDB, StoryMap JS, Mapsense e Mapmaker. Il mio preferito è il primo: semplice, colorato e con molte feautures disponibili nella versione free.

Le infografiche

Ti consiglio solo due tool, ma eccezionali: infogr.am e easel.ly. Potrai completare le tue inchieste con elementi che coniugano storia e grafica in modo impressionante.

Hai altri tool da consigliarci?

Ninja Academy e Microsoft Italia insieme per la Digital Factory

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Torna anche quest’anno la Digital Factory, il percorso premium opzionale parallelo al Master Online in Web Marketing & Social Media Communication. La Factory è un’esperienza formativa progettata per trasmettere in maniera pratica ai nostri Guerrieri le tecniche del Digital Marketing attraverso un project work multidisciplinare: obiettivo è “imparare facendo” e consolidare le nozioni apprese durante le lezioni online.

Per basare l’apprendimento su sfide concrete, realistiche ed entusiasmanti, abbiamo stretto una partnership didattica con Microsoft Italia: i partecipanti alla prossima Digital Factory si metteranno alla prova lavorando su 10 brief operativi incentrati sulle attività di Web Marketing che Microsoft Italia affronta nell’ambito del digital e del social.Ninja Academy e Microsoft Italia insieme per la Digital Factory 2015/16

Cos’è la Ninja Digital Factory?

La Ninja Digital Factory è un percorso premium che può essere intrapreso solo se unito al Master Online in Web Marketing & Social Media Communication. Questo significa che l’iscrizione alla Factory comprende anche l’adesione al Master Online.

Ogni partecipante sarà inserito all’interno di un team di lavoro. Seguirà le lezioni online, come tutti gli altri corsisti del Master e in più dovrà organizzare il proprio project work insieme agli altri membri del team, mettendo immediatamente in pratica quanto appena appreso sotto la guida del tutor di riferimento.

Microsoft Italia insieme a Ninja Academy per una Factory 100% learning by doing

Il percorso consta di 3 sessioni di incontro dal vivo. Ciò permette ai partecipanti di portare avanti il proprio project work di gruppo lavorando negli acceleratori TIM#WCAP di Milano e Roma, oltre che a distanza grazie alle tecnologie digitali di Project Management (Skype, Hangout, etc.).

I gruppi si cimenteranno con 10 brief di Web Marketing: ogni livello dovrà essere superato per “sbloccare” l’accesso a quello successivo.

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Quali tematiche approfondirò durante la Digital Factory?

I brief progettati insieme a Microsoft Italia coinvolgeranno le tematiche di Digital Strategy, SEO & SEM, Video Marketing, E-Commerce, Mobile & Email Marketing, Social Media Marketing, UX&UI Design, Digital PR nonché il Pitch finale dinanzi ad un panel di esperti, influencer e professionisti del Digital Marketing italiano.

Un project work a 360° gradi ideale per arricchire il proprio curriculum grazie alla possibilità di applicare le nozioni apprese durante il Master Online ai brand ed ai prodotti di un’azienda leader nel digital.