La Battaglia delle idee 2015: vincono ConceptKicker e Breezometer

ConceptKicker

La battaglia delle idee a Milano

Il 18 marzo 2015 La Battaglia delle Idee targata Ninja Marketing e Ninja Academy approda per la prima volta a Milano, all’interno di un evento di rilevanza mondiale, il Global Entrepreneurship Congress, invitando 12 startup a pitchare la propria idea in inglese sfidandosi l’un l’altro a ritmo di rap.
Il primo round concede ad ogni startup tre minuti ed un set di slide per fare il proprio pitch e convincere pubblico e giuria riguardo alla propria idea, poi le startup si sfidano l’un l’altra in presentazioni da un minuto e mezzo fino a soli 30 secondi, affrontando le domande della giuria, spiegando il proprio progetto ad una nonna e come Zuckerberg comanda, fanno un elevator pitch in Cinese.

I vincitori dell’edizione 2015 #battlemi

La sfida ad eliminazione diretta ha decretato il successo della canadese ConceptKicker di Denny Hollick, che con il suo pitch, ma soprattutto con il suo eccezionale rap e sense of humor, ha conquistato tutta l’audience. Si tratta di un eCommerce che trasforma l’arte 2D in stampe 3D. L’israeliana BreezoMeter, l’app che rende visibile la qualità dell’aria intorno a noi, viene scelta dalla giuria di esperti.

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La giuria tecnica della Battaglia delle idee 2015 è composta da Henrik Scheel, founder e CEO di startup Experience; Paolo Gesess, co-Founder e Managing Partner di United Ventures; Anna Testa, responsabile del TIM #WCAP di Milano; Bernardo Mattarella, Direttore dell’Area Incentivi e Innovazione di Invitalia; Mariano Pireddu, founder e CEO di Quag; Lisa Di Sevo, associate in Dpixel; Roberto Magnifico, board member di LVentures e Layla Pavone, partner in Digital Magics

Ai partecipanti sono stati assegnati anche dei premi tematici mentre Breezometer porta a casa altri due premi: “Social Innovation”, consegnato dal founder di Ninja Marketing e Ninja Academy Mirko Pallera, ed il “Funky Prize” consegnato dalla madre e dalla figlia di Marco Zamperini.

Il premio “Green” è stato assegnato invece da Argoserv a PVFamily mentre LoveB ha ricevuto sia il premio “Founder Donna” consegnato da Adele Savarese e Federica Bulega di Ninja Academy che il premio “Ecommerce” da Prestashop. Il premio “Creativity” infine è stato assegnato da Combocut a Breading, quello “Made In Italy” a Quomi da Invitalia.

Durante la premiazione sono state consegnate alle idee vincitrici i premi offerti dai partner tecnici MailUp, OVH, Microsoft Italia, Argoserv, Ninja Academy, Viralbeat, Prestashop, Talent Garden, Direzione Ostinata, I’M IN, Elatos e Red Bull: prodotti, servizi e consulenze utili a far decollare la propria idea di startup.

Il successo dell’edizione milanese

La Battaglia delle idee 2015 powered by Quag si è confermato un evento unico in cui musica, business ed intrattenimento si fondono in uno spettacolo straordinario.

L’energia della musica e dei presentatori Kris Grove e Esa e la voglia di fare dei giovani imprenditori, hanno reso la BattleMI un successo internazionale, che sorprende grazie al format particolare che ha visto le 12 startup finaliste sfidarsi in diversi match, con diverse modalità di pitch.
Uno spettacolo divertente per il pubblico e molto formativo per le startup partecipanti che hanno potuto confrontarsi con un ‘enorme platea e una giuria di esperti.

Ninja Social Oroscopo dal 19 al 25 Marzo

Cari impavidi guerrieri del marketing, questa settimana si parla di oroscopo e start up!

Secondo infatti le teorie dell’astrologo Marco Pesatori nel bellissimo libro Astrologia del Novecento, i transiti nel cerchio zodiacale dei tre pianeti lenti (Plutone, Nettuno ed Urano) determinano delle tendenze socio-culturali specifiche.

Così in questi anni viviamo una quadratura difficile tra Plutone, pianeta delle energie forti e generatrici, ad Urano, pianeta del lavoro e della manualità, che può indicare la crisi che stiamo affrontando.

Nessuno si piange addosso però e lo stiamo dimostrando perchè a questo momento difficile noi rispondiamo reinventandoci con le start up. Plutone viaggia nell’ambizioso segno del Capricorno che disdegna la vita comoda e non teme le fatiche, che sa dove vuole arrivare e che metterà in campo pragmaticità ed astuzia per ottenere i risultati desiderati.

Urano, pianeta del lavoro, è nel passionale Ariete che si butta nelle iniziative con forza e determinazione seguendo il cuore e gli obiettivi. Nettuno, pianeta dei progetti e degli ideali, transita invece nei gradi del segno dei Pesci donandoci la capacità di sognare, di pensare fuori dagli schemi con un occhio alla solidarietà ed al bene del pianeta.

Ecco quindi che anche le start up in cui crediamo, in cui soffriamo per raggiungere i risultati, hanno il loro riflesso astrologico!

Questa settimana il pianeta del piacere Venere entrerà nei gradi del segno del Toro che, nonostante questo Giove in quadratura che lo tiene a stecchetto da mesi si concederà slanci passionali e soprattutto culinari. Ma se fosse troppo pigro per uscire a fare la spesa ci pensa Quomi che consegna a domicilio i migliori prodotti italiani. Mi raccomando: in orario pasti citofonare Toro! Per il Leone invece che ha sì voglia di mangiare bene ma questa settimana preferisce spendere il suo tempo in impegnative sessioni sessuali c’è Fanceat che consegna box di buon cibo italiano a domicilio tra un round e l’altro sotto le coperte… Vizioso!

Meritocracy è una start up che non poteva che piacere ad un Ariete forte e determinato (soprattutto nel lavoro) da Marte ed Urano nel segno e “paraculato” dal trigono di Giove. E chi ti ferma più??? Un altro che sarà impossibile fermare è il Sagittario il cui cervello finalmente andrà in panne permettendogli di concentrarsi sull’azione anzichè sulla progettazione dell’azione. Metti due cosette nello zaino e parti. Con IGoOn potrai fare un avventurosissimo autostop digitale!

La Vergine ci stupirà rifiutando gli amati conti e business plan e spendendo sconsiderata e felice tutto il suo stipendio nella borsa per geek LoveB. Non vogliamo sapere altro! A ruota l’altro fashionista della settimana sarà ovviamente la Bilancia che festeggerà l’uscita di Venere dall’opposizione cercando di esportare il made in Italy nei paesi orientali con FashTags. Che sia anche un ottimo modo per darsela a gambe da ciò che la circonda??!!

Per fortuna ci pensano i Pesci ad una app per il bene comune: da buoni crocerossini sfrutteranno questa settimana con il sensibile Mercurio nel segno (insieme all’idealista Nettuno) per risolvere la collaborazione medico – paziente grazie a Collabobeat … Ecco qui le prime risposte concrete alle incalzanti domande di Saturno quadrato! Anche il Cancro non scherza però perchè per un casalingo come lui Marte quadrato rende ancora più importante fornire la propria tana di tutti i comfort di modo da doversi relazionare col resto del mondo il meno possibile! Grazie a PVFamily non solo tiene i consumi casalinghi sotto controllo ma sollecita anche il rimborso dal fornitore. Cisa vuoi di più??

Acquario e Scorpione non avranno nessuna voglia di uscire, di chiacchierare, di avere a che fare con insignificanti umani. Ciascuno troverà le sue scuse: per il cervellotico Scorpione l’aria sarà poco pulita e ve lo dimostrerà con Breezometer. L’Acquario invece è troppo impegnato a trasformare l’arte 2d in stampe 3d con ConceptKicker. La sua missione è fare il solletico sotto l’ascella al Dio della Cappella Sistina e giocare a chi ride prima con la Monnalisa. La vita è una questione di priorità!

Il Capricorno sa bene cosa significhi start up: tutto da costruire e tante ore di straordinario ma non teme nulla… E soprattutto questa settimana con Venere in trigono sarà colto da moti di bontà… Ad esempio potrebbe utilizzare Breading che connette panetterie ed ONG. Il Gemelli invece con Saturno che lo bacchetta e Marte che lo sprona sarà più docile e collaborativo… Ed imparerà a dire ufficialmente a gran voce “grazie”… con Ethanks!

Best Entrepreneurial Experience: il contest di idee per la Silicon Valley in Italia

Si terrà il 19 marzo a Roma (ore 17:30), nella sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, in via Vittorio Veneto, l’evento di lancio del contest internazionale di idee innovative firmato Istituto Italiano Imprenditorialità, insieme al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America e al Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (CEUB). Partner dell’iniziativa anche l’Ambasciata Usa in Italia, Fulbright Italia e l’associazione CDA (Comunicatori Digitali Associati).

Il progetto si intitola Best Entrepreneurial Experience e nasce allo scopo di diffondere la cultura imprenditoriale in Italia attraverso la “contaminazione” positiva tra gli Alumni Fulbright BEST (gruppo di imprenditori con un forte profilo tecnico-scientifico che hanno partecipato a un programma culturale in imprenditorialità nella Silicon Valley presso la Santa Clara University e, tornati in Italia, hanno creato la loro startup) e imprenditori locali.

L’edizione del 2015 del progetto, coordinato dall’Istituto Italiano Imprenditorialità, organizzazione non-profit, si svilupperà a Bertinoro e beneficerà del sostegno del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti D’America e di un premio vinto dagli Alumni Fulbright BEST per sostenere questa iniziativa.

Tutta l’iniziativa avrà un forte tono internazionale – spiegano i promotori – e alcuni eventi saranno in inglese.

Contestualmente all’evento di lancio ci sarà l’apertura della call-for-idea. Saranno infatti invitati tutti gli imprenditori italiani, soprattutto i più giovani, a candidarsi per mettere in moto una idea imprenditoriale valida per aderire al progetto.

Il programma di lavoro prevede la raccolta e selezione di 50 idee imprenditoriali che saranno pubblicate sul portale web bestcatchup.it. Di queste, le prime 12 diverranno vere e proprie start up e saranno presentate all’Evento finale del progetto, il Catch-up, in programma a Bertinoro dal 17 al 20 settembre 2015.

I 12 progetti selezionati – affermano gli organizzatori – saranno sviluppati in poco più di 24 ore con l’aiuto di mentori, di imprenditori locali e degli alumni della Fulbright, quindi presentati a una giuria di investitori.

La fase finale del progetto sarà anche l’occasione per la reunion tra gli Alumni Fulbright BEST a cui parteciperanno, anche tramite la Commissione per gli Scambi Culturali tra Italia e Stati Uniti, diversi ricercatori, scienziati e imprenditori Americani presenti in Italia. La possibilità di candidarsi per la Best Entrepreneurial Experience è aperta a tutti.

Vuoi saperrne di più? Visita il sito 
Hashtag: #BestCatchup

Come legare più strategie di digital marketing nella tua comunicazione

strategie digital marketing

I canali che possiamo sfruttare per il digital marketing sono davvero moltissimi, alcuni pensano addirittura che siano eccessivi. Per tale motivo alcuni esperti del settore consigliano di concentrarsi su pochi canali, al fine di gestirli al meglio, evitando confusione all’utente.

Ma ormai questa è una storia “vecchia” che abbiamo sentito centinaia di volte; quindi apriamoci a nuovi pensieri, decisamente, più attuali.

Ora le persone stanno iniziando a cambiare il loro modo di accesso ai dati, quindi è il momento di iniziare a espandere la strategia di comunicazione utilizzando più strumenti di marketing digitale. Ecco alcuni dei principali canali di digital marketing da prendere in considerazione nella propria strategia:

#1 Email

Quante volte ti è capitato di ricevere fastidiose e-mail commerciali che ti comunicano promozioni su oggetti inutili? Beh! Sarò sfigata, ma a me (e sono certa anche a te) capita quotidianamente.
Ed è proprio grazie alla diffusione di e-mail, di spam, che molte aziende sono diventate restie ad usare questo strumento.

email marketing

Questo è, davvero, un peccato perché una buona campagna email può ricondurre ad una serie di contatti, difficilmente, ottenibili. Naturalmente, le buone mail richiedono un buon contenuto in modo che i destinatari non eliminino il messaggio senza neanche aprirlo.

I contenuti possono distinguersi in due categorie: newsletter e promozioni. Entrambi gli stili sono importanti per una buona campagna; la gente ama leggere le news, ma vuole, anche, “essere coccolato” con un trattamento speciale e promozioni.

Ovviamente, per una buona campagna il consiglio è sempre quello di affidarsi ad esperti. Se affidi questo compito al povero stagista alla prima esperienza e pretendi grandi risultati in breve tempo..beh!Sono un pò scettica, ma posso comunque augurarti Buona Fortuna!

#2 SMS

L’utilizzo di testo per le promozioni in generale ha di solito uno scarso successo, ma se ad esempio la tua azienda gestisce le offerte speciali a breve termine, alcuni dei tuoi clienti, probabilmente, potrebbero apprezzare un avviso di testo al momento opportuno.

Assicurati che abbiano scelto di ricevere questo servizio e rendi semplice la disattivazione del servizio. In questo modo, tutti coloro che vogliono ricevere il messaggio di testo lo riceveranno, e nessuno risulterà infastidito.

sms marketing
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#3 Sito web

Questa è probabilmente la forma più antica e consolidata di marketing digitale che ci sia. Il sito web è indispensabile, per cui è opportuno che sia costantemente aggiornato.

Quindi come prima cosa assicurati che la tua azienda abbia un sito web, e che questo sia attivo ed aggiornato.
In seguito è molto importante che sia attiva la funzione di “acquisto online”; sappiamo tutti quanto stia crescendo il settore dell’e-commerce.

sito web

Infine, è davvero utile aggiungere i social media e altri siti periferici per la strategia di marketing, questo permetterà di aumentare la portata promozionale dell’azienda.

Utilizza questi strumenti nella maniera giusta, legali in maniera coerente, tenendo sempre presente il fine per il quale lo strumento è nato, e vedrai con il corretto mix riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo!

Petme, ecco a voi il social petwork

Il business del settore animal friendly è in fase di grande crescita. Ne abbiamo parlato in precedenza ricordando come negli Stati uniti fosse nato un prodotto interessante chiamato Dog Vacay, social network attraverso cui era possibile affittare case private invece di dover a lasciare i propri cuccioli in pensione, se costretti a spostarsi per le vacanze. Un sito che, consentendo ai proprietari di cani di assumere dei veri propri dog-sitter personali, è arrivato a guadagnarsi nel tempo il soprannome di Airbnb per i cani.

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Abbiamo lodato questa interessante attività nata dall’altra parte del mondo. Adesso però la lingua animale non parla più solo inglese: in Italia c’è da tempo un’attività simile, un business molto interessante per i nostri amici a quattro zampe.

Petme, una realtà che nasce da un bisogno personale

Spesso ci capita di dover partire senza sapere a chi affidare i nostri cari cuccioli. È da questa problematica che nasce Petme: una piattaforma completamente dedicata al pet sitting.

Una realtà che promette di dedicarsi non soltanto al mondo dei cani, ma di tutti gli animali, da quelli domestici a quelli esotici. Nata nel marzo 2014, adesso è esattamente passato un anno dalla sua ideazione e ha già dei numeri interessanti: 1900 pet sitter sparsi in tutta Italia, una community di circa 7.000 utenti e una pagina Facebook di 28.630 fan.

I pet sitter a disposizione coprono l’intero stivale e prestano servizio di accoglienza nelle proprie abitazioni o a domicilio dei clienti. Il tutto in base alla scelta degli utenti finali.

Questo business nasce proprio da un bisogno riguardante la vita di tutti i giorni: quando un paio di anni fa, Alice Cimini, esperta di comunicazione, e il suo compagno Carlo Crudele, vignettista, traduttore e appassionato di web, avevano il bisogno di partire per un viaggio oltrefrontiera. È proprio in quel frangente che i due protagonisti hanno avuto l’illuminazione.

Dopo esser stati per molto tempo alla ricerca di persone cui affidare i loro gatti durante il loro lungo soggiorno, hanno capito che proprio quello doveva essere un bisogno da soddisfare: si sono immedesimati in un problema davvero comune.

La ricerca di qualcuno che possa badare ai propri cari è certamente molto difficile, soprattutto se eseguita in piena estate, quando poche sono le persone disposte a curare e allo stesso tempo tener compagnia ai nostri cari amici a quattro zampe.

Petme, come funziona il portale

Petme rappresenta un vero e proprio social network, in grado di metter in contatto i proprietari di animali domestici con i diversi pet-sitter sparsi in tutto il paese.

Basatosi su un semplice principio di geolocalizzazione, come filtro di partenza per la ricerca, la piattaforma rappresenta un’ottima soluzione per i padroni che hanno bisogno di spostarsi per motivi di lavoro o per viaggi di piacere, e non solo, rappresenta inoltre un’importante soluzione di lavoro per gli aspiranti pet sitter italiani che hanno la possibilità di caricare il loro profilo online e iniziare a lavorare.

Vi starete chiedendo come scegliere il pet sitter di turno. I nostri amici rappresentano qualcosa di molto importante per noi, ed è difficile doverli affidare a persone che conosciamo poco. Petme offre una soluzione anche a questo: ogni qualvolta avremo bisogno di cercare un pet sitter online, saremo in grado di saggiarne caratteristiche e qualità.

Il sistema social è ben utilizzato e ogni pet sitter viene votato dagli utenti, in questo modo ogni proprietario saprà a chi affidare il proprio cucciolo. Inoltre Petme fornisce un’assicurazione gratuita, per stare più sereni durante l’affidamento dei nostri cari amici.

Petme, sogna di diventare grande

Un servizio molto interessante questo, ma che è in fase di continua crescita: a giudicare dal portale, presto Petme sarà non solo il punto d’incontro tra Pet Sitter e padroni, ma includerà anche veterinari, educatori, strutture alberghiere pet-friendly e molto altro. Insomma un business pensato per i nostri amici a quattro zampe che promette di offrire una copertura a 360 gradi dedicata a loro.

Un’offerta da non lasciarsi sfuggire e che speriamo possa essere in grado di allargare ancor più i suoi orizzonti nei prossimi anni.

Paid, Owned, Earned Media: ti stai facendo le domande giuste?

paid, owned, earned mediaQuando abbiamo a che fare con una compagna di content marketing ci troviamo ad affrontare problemi che difficilmente potevamo immaginare nel momento della pianificazione. Nonostante la creazione di ottimi contenuti potremmo non riuscire  a raggiungere numeri significativi in termini di traffico. Quindi, se i contenuti sono buoni, dov’è che sbagliamo? La risposta, banalmente non è nel come ma nel dove. Bisogna pianificare strategicamente anche e soprattutto il posizionamento dei contenuti che, altrimenti, non raggiungeranno in maniera efficace il nostro target. Ed è qui che intervengono paid, owned ed earned media.

 

Altro punto fondamentale è che molti si chiedono: quale tra i tre è il più adatto per la mia campagna? E in questa domanda già è insito un vizio di forma. Il successo di una buona strategia non risiede nella scelta di uno dei tre, ma nell’integrazione, l’equilibrio e l’armonizzazione delle tre tipologie. Solo attraverso questa sinergia si potranno moltiplicare gli effetti positivi della campagna: solo in questo modo il tutto diviene maggiore della somma delle parti.

Ma cerchiamo di focalizzarci singolarmente su ognuno di essi, così da comprendere le potenzialità peculiari. Solo così potremo capire come integrarli al meglio.

paid media

Paid media

Iniziamo dai paid media, ovvero mezzi e servizi pubblicitari a pagamento come ad esempio Google AdWords, campagne PPC (pay per click), post sponsorizzati su Facebook, Twitter e Youtube. Il traffico generato attraverso un media a pagamento di solito ci permette di mirare a un target specifico. Insomma, ci permettono di essere al posto giusto, al momento giusto e, soprattutto, con gli utenti giusti.

Inoltre gli analytics derivati da questi strumenti ci forniscono una panoramica dettagliata sul nostro target. In particolare ci aiutano a capire quali sono le loro abitudini di consumo dei media e quali contenuti creano più engagement.

Tuttavia i paid media sono gli strumenti che il pubblico più avverte come veicolo di contenuti pubblicitari e promozionali (nel senso tradizionale del termine) e quindi bisogna cercare di non apparire fastidiosi. La nostra strategia dunque dovrà essere pianificata nel dettaglio e porsi come obiettivo una forte call to action, soprattutto quando supportata da un vantaggio per il consumatore.

earned media

Owned media

Gli owned media sono quei mezzi su cui abbiamo il maggiore controllo poiché sono quelli di nostra proprietà: i presidi social, il blog aziendale, il sito. Questi canali rappresentano il mezzo di contatto diretto con i nostri acquirenti attuali e potenziali, la nostra vetrina, il nostro touchpoint. Attraverso i mezzi di proprietà possiamo implementare strategie di engagement e fidelizzazione, nonché aumentare il bacino di utenti.

In questi casi la un buon planning deve essere ragionato in ogni minimo dettaglio perché l’epic fail è dietro l’angolo e di conseguenza il monitoraggio è d’obbligo. Insomma, con gli owned media non possiamo permetterci di distrarci. Perciò è utile creare un calendario di pianificazione. Questo non solo ci consente di avere sempre un quadro d’insieme della campagna ma soprattutto ci aiuta ad aggiornare periodicamente e costantemente i nostri contenuti.

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earned media

Earned media

Infine gli earned media sono tutti quei mezzi di comunicazione che ci guadagnamo, il buon vecchio passaparola che ai tempi di internet subisce un’evoluzione: da word of mouth a word of mouse. Gli earned media sono i più difficili da gestire proprio perché il nostro controllo su di essi è minimo: dipende tutto dagli utenti che decidono o meno di diffondere i nostri contenuti e divenire brand ambassadors. Sono gli utenti che attraverso condivisioni, like e retweet si rendono evengelizzatori del brand, apportando enormi benefici alla nostra reputazione.

Attraverso gli earned media si rafforza la community attorno alla nostra azienda. Ciò che noi possiamo fare è

  • creare dei contenuti che i clienti avranno voglia di condividere e diffondere;
  • supportare tali contenuti nella community attraverso gruppi su LinkedIn o Google+;
  • creare relazioni con gli influencer.

Un ecosistema di paid, owned ed earned media

Ora che abbiamo sviscerato le differenze tra paid, owned e earned media è giunto il momento di mettere in pratica quanto appreso in modo da ottimizzare tempo, budget e sforzi. Una campagna olistica e integrata ti permetterà di creare engagement e contenuti interessanti per il tuo target attraverso gli owned media, posizionare questo contenuto in maniera strategica con i paid media e infine guadagnare la fiducia degli utenti attraverso l’influenza degli earned media.

Pagamenti social: Facebook implementa il money transfer su Messenger

Pagamenti social: Facebook implementa il money transfer su Messenger

Facebook ha annunciato l’introduzione di una nuova funzionalità sul suo Messenger: la possibilità di trasferire denaro. Inizia quindi l’era dei pagamenti social!

La novità sarà implementata nei prossimi mesi negli States e permetterà di inviare e ricevere denaro in maniera semplice e gratuita.

Dopo le prime sperimentazioni col tasto Compra Ora, che hanno dato il via all’evoluzione del Social Commerce, Facebook compie un altro passo verso la sua trasformazione da semplice social network a marketplace e piattaforma di servizi finanziari.

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Pagamenti social: come funzionano

Per inviare una somma di denaro ad un proprio amico basterà aprire la chat col contatto desiderato, cliccare l’icona del dollaro, inserire l’importo, cliccare su Pay e inserire i dati della propria carta di credito.

Per ricevere un pagamento basterà aprire la chat contenente il pagamento e cliccare Add Card per aggiungere la carta su cui verrà addebitato il pagamento.

Il pagamento sarà disponibile subito o in pochi giorni, come normalmente accade per i pagamenti tramite la propria banca.

I trasferimenti di denaro si potranno effettuare da desktop, iOS e Android.

Send Money to Friends in Messenger from Facebook on Vimeo.

Facebook Bank

Facebook si propone quindi come piattaforma che offre servizi finanziari, in virtù dell’esperienza che ha maturato negli anni con la gestione dei pagamenti da parte degli utenti delle app di gaming e degli inserzionisti.

La prima volta che si usufruirà del servizio per i pagamenti social, sarà richiesto di inserire una carta Visa o Mastercard emessa negli USA (almeno finchè il servizio non verrà esteso su scala mondiale).

Per tutelare la sicurezza si potrà inserire un pin per proteggere le transazioni o si potrà ricorrere alla doppia autenticazione dell’account. Per gli utenti Apple si potrà usare anche il Touch ID.

Come già detto, Facebook offrirà il servizio in maniera gratuita.

Come sempre chiedersi cosa ci guadagna Facebook può portare a sottovalutare le strategie della creatura di Zuckerberg: possiamo leggere questa mossa come un ulteriore tassello verso l’introduzione degli acquisti diretti sul social, ma non solo…

Innanzitutto inizieremo a modificare le nostre abitudini d’uso: dopo i primi trasferimenti monetari considereremo normale il fatto che Facebook possegga i nostri dati bancari e percepiremo in maniera naturale l’acquistare prodotti sul social quando ne avremo la possibilità.

Ma l’implicazione più grande potrebbe essere un’altra: Facebook punta a traformarsi in una banca?

Quanto tempo ci vorrà per passare dai semplici trasferimenti tra amici ai depositi ed a tutte le attività proprie di una banca?

Ninja Digital Factory: l'esperienza raccontata dai vincitori

Anche questa edizione della Ninja Digital Factory è giunta al termine. I progetti, presentati presso la sede di TIM #WCAP di Milano, si sono dati battaglia con grandi idee innovative e tanta energia, sviluppando dei progetti di grande livello. La giuria tecnica, formata da Accenture, OVH, RocketFuel, Teads, Yelp, ha dovuto scegliere solo due progetti da premiare.

Il secondo posto è andato al team ClubOnMusic, mentre il posto sul gradino più alto del podio è andato a due startup – ex equo – PinkComets e DressInTime che hanno convinto la giuria, aggiudicandosi il Corso Online in Performance Marketing di Ninja Academy, visita presso Accenture ed, eventuale, colloquio e personal Hosting OVH di 1 anno.

Abbiamo contattato Giulia Agostinelli, portavoce di PinkComets e Danila Prestifilippo, portavoce di DressInTime per farci raccontare le loro sensazioni sull’esperienza appena conclusa.

Ciao Giulia e Danila! Allora, perché avete deciso di iscrivervi alla Ninja Digital Factory? Ha soddisfatto le vostre aspettative?

Giulia: La mia scelta di fare un corso di Digital marketing è stata motivata, oltre che dalla passione, dal voler integrare le mie conoscenze di marketing e CRM alla nuova disciplina del futuro: il digital.

Danila: Mi sono laureata in Trade Marketing & Strategie Commerciali all’Università di Parma nel 2013. Dopo un paio di anni di esperienze lavorative all’interno di multinazionali volevo allargare le mie conoscenze con un Master sul mondo Digital&Social perché sono convinta che il futuro del marketing sarà sempre di più online.
Conosco Ninja Marketing sin dal 2003 e l’ho sempre seguita con ammirazione reputandola un punto di riferimento nel settore: la Digital Factory mi dava la preziosa opportunità del Learn by Doing e del Team Working che per me rappresentavano una componente indispensabile per l’apprendimento. Sono molto soddisfatta di quello che mi ha dato la Factory sia in termini di competenze professionali che di sviluppo di quelle relazionali.

Raccontateci il vostro progetto

Giulia: Il nostro progetto si chiama Pinkcomets ed ha l’obiettivo di aiutare le donne a vivere e muoversi per le vie della propria città in modo sicuro e divertente. Sfruttando la propria posizione satellitare e indicando la destinazione di arrivo infatti, la nostra App ti permette di vedere quante donne attorno a te faranno più o meno il tuo stesso pezzo di strada. In questo modo, prendere i mezzi, il taxi o anche solo camminare in ore potenzialmente pericolose della sera, non sarà più un problema: formare dei piccoli gruppetti di viaggio aiuterà infatti a prevenire eventuali minacce legate allo spostarsi da sola.

Danila: Per la costruzione del nostro progetto di startup siamo partite semplicemente dai bisogni quotidiani di noi donne, individuando l’esigenza di vestirci sempre nel modo che più ci rappresenta, anche quando abbiamo poco tempo da dedicare allo shopping. Solitamente, non avendo una visione completa dell’offerta merceologica dei vari negozi, perdiamo tempo prezioso nella ricerca e tendiamo a recarci nei punti vendita che frequentiamo abitualmente per ridurre il rischio di insuccesso. Questo, ovviamente, si ripercuote anche sui piccoli negozi indipendenti che, soprattutto negli ultimi anni, hanno registrato un consistente calo di visite e soffrono di una visibilità online ridotta a causa di risorse economiche limitate. La nostra idea si chiama “DRESS in time”, un servizio veloce ed efficace che, attraverso il nostro pc o il nostro smartphone, possa permetterci di cercare il capo che desideriamo nei negozi vicino a noi, di avere l’occasione di prenotarlo e di provarlo: il tutto senza temere che qualcuno possa acquistarlo nel frattempo e senza dover acquistarlo online!
I partner chiave di questo progetto saranno proprio i negozi indipendenti: grazie al nostro servizio potranno accedere ad una piattaforma dedicata che, a costi contenuti, gli permetterà di incrementare la visibilità online e offline aumentando la loro Brand Awareness.

Come è stato lavorare ad un progetto per molti mesi a distanza e poi dal vivo? Come vi aiutato il vostro tutor?

Giulia: In realtà non è stato per nulla traumatico: all’inizio abbiamo dovuto cambiare un pò “cultura” ed approccio al lavoro, ma gli strumenti digital che abbiamo avuto a disposizione (skype, hang out, podio,…) ci hanno permesso di poter portare avanti il lavoro comodamente da casa e rispettando le esigenze di ognuno… certo che poi, trovarsi dal vivo, è stato molto piacevole! Adele ci ha aiutato molto, presentandoci gli strumenti più adatti a seconda del task da realizzare.

Danila: Il mio gruppo è formato da cinque donne provenienti da tutta Italia: io vivo a Torino, Anna ad Avellino, Chiara a Cagliari,Francesca a Como e Stefania a Verona. Non ci siamo mai incontrate durante i mesi di lavoro se non il primo giorno di presentazione della Factory e poi alla presentazione finale del 14 Marzo, quando finalmente abbiamo potuto abbracciarci! All’inizio è stato stato abbastanza insolito lavorare online con persone sconosciute. La nostra tutor, Michaela Matichecchia, ci ha aiutato molto non facendoci mai mancare il suo supporto, insegnandoci il tipo di approccio necessario per un progetto sviluppato da un Team Delocalizzato e indicandoci gli strumenti più smart per la sfida che, di volta in volta, dovevamo affrontare. Step dopo step, Hangout dopo Hangout si è creata una sintonia incredibile che ci ha permesso di lavorare per ogni Level con grinta e coinvolgimento sempre crescenti. Il fatto di non poterci incontrare, per via delle distanze geografiche e degli impegni lavorativi di ognuna di noi, ha reso tutto più faticoso, ma ci ha permesso di consolidarci davvero tanto come team. Oggi posso dire che abbiamo iniziato la Factory come un gruppo e che l’abbiamo conclusa come una vera squadra.

Come utilizzerete le competenze acquisite nel vostro lavoro?

Giulia: Studiando i comportamenti online dei consumatori e approfondendo sempre di più la loro customer journey si può davvero realizzare un’esperienza ed offrire un servizio che siano il più personalizzati possibile.

Danila: Le investiremo nel nostro lavoro, ognuna nel suo settore e, ovviamente, nella realizzazione del nostro progetto!

Un consiglio per i Guerrieri Ninja che stanno per intraprendere il nuovo Master Online in Social Media Marketing con la Ninja Social Factory?

Giulia: Partecipare alla Factory è una sfida che richiede impegno e passione. Se la si affronta con lo spirito giusto, può essere, come nel mio caso, non solo un valido metodo di apprendimento pratico delle nozioni teoriche imparate a lezione, ma anche un mezzo che ti permette di realizzare nel concreto un sogno che avevi lasciato per troppo tempo nel cassetto. Vincere la competizione è stato più che un bel voto all’esame finale: è stata una realizzazione personale.

Danila: Il mio consiglio è quello di mettersi in gioco totalmente: la Factory non sarà solo un’occasione di apprendimento ma anche di crescita personale, grazie al lavoro svolto attraverso il team delocalizzato. Il ritmo di lavoro sarà intenso, ma chi investirà tempo e risorse personali potrà raccogliere più di una soddisfazione lungo il percorso e, soprattutto, potrebbe portarsi a casa l’orgoglio della vittoria, come è successo a noi.

Prova anche tu la Ninja factory!

La Ninja Factory è un percorso premium “learning by doing”. Il 21 marzo parte la Ninja Social Factory, associata al Master Online in Social Media Marketing. Gli iscritti parteciperanno a 3 sessioni di incontro dal vivo che si svolgeranno in simultanea nelle stesse date a Milano e Roma. Ciò permette loro di portare avanti il proprio project work di gruppo lavorando negli acceleratori TIM#WCAP della città più vicina, oltre che a distanza grazie alle tecnologie digitali di project management. 

Impara anche tu associando alla teoria online la pratica dal vivo!

Non puoi venire alla BattleMI? Guardala in diretta streaming

Oggi è il giorno della battaglia. A La Battaglia delle Idee powered by Quag12 startup saliranno sul palco del MiCo di Milano e presenteranno la loro idea innovativa a ritmo di musica rap davanti al pubblico del Global Entrepreneurship Congress.

Kris Grove e il rapper Esa presenteranno l’evento e il pubblico in sala e la giuria di esperti decreteranno le due startup più innovative che porteranno a casa un bottino ricco di premi utili all’impresa.

Se non puoi assistere all’evento da vivo, non temere.

Segui la diretta della #BattleMI a questo link e partecipa al live tweeting attraverso l’hashtag #BattleMI.

Puoi essere dei nostri, anche online!

Il futuro della tecnologia indossabile in mostra al Wearable Technology Show 2015

Dal 10 all’11 marzo è “andato in scena” il Wearable Technology Show a Londra.

In soli due giorni, l’evento ha riunito quasi 4.000 partecipanti, tra i quali appassionati, start up e aziende (del calibro di Samsung, IBM, Accenture e molte altre), che hanno presentato o ammirato nuovi mobile devices e tecnologie da indossare, rendendo wearable tech, augmented reality e IoT protagonisti di un futuro sempre più sorprendente che sta diventando realtà.

LEGGI ANCHE: E-traces, la wearable technology che trasforma i passi di danza in tracce digitali

Ecco una rapida occhiata ad alcuni dei dispositivi presentati all’Expo londinese.

La wearable technology al servizio delle mamme… in attesa

La tecnologia si presta sempre più a diventare un elemento importante della vita di ogni essere umano, fin dalle sue prime esperienze.

Uno dei dispositivi più innovativi dedicati alle future mamme (geek o meno) riguarda la wearable belly Ritmo Beats, una sorta di pancione tech per avvolgere il grembo materno, in grado di monitorare la gravidanza e lo sviluppo del feto. Questa fascia, realizzata da Nuvo-Group, è dotata di diversi microsensori: uno ideato per stimolare il bambino attraverso l’ascolto della musica. Attraverso 4 piccoli-speakers posti in posizioni diverse sulla fascia ed un’app scaricabile sul proprio smartphone, il dispositivo consente la diffusione sicura e omogenea del suono nell’utero materno. Ritmo Beats si serve anche della tecnologia cloud per misurare ed aggregare i dati sullo stato di salute del nascituro e della futura mamma, ad esempio monitorandone il battito cardiaco per scoprire in tempo eventuali anomalie o complicazioni, diventando un vero e proprio alleato per le mamme in attesa.

Wearable diventa sinonimo di salute…

Sono molte le declinazioni possibili di una tecnologia così versatile come quella da indossare. I campi di applicazione diventano sempre più numerosi ed uno dei più promettenti diventa quello legato al mondo dello sport e della salute. Il bracciale SunFriend, pensato per proteggere da un’eccessiva e prolungata esposizione al sole, consente di visualizzare il livello di esposizione raggiunto. Una sorta di “amico per la pelle” tech in grado di consigliarci quando è il momento giusto per andare alla ricerca di un po’ di ombra ed evitare i dannosi raggi UVA e UVB.

… e wearable come sinonimo di fitness

La wearable technology si trasforma in una nuova sfida per tutte le aziende e gli amanti del mondo dello sport. GameTraka, presentato da SPT (Sports Performance Tracking), diventa un ulteriore strumento a disposizione di allenatori, personal trainer e sport-addicted sparsi per il mondo. Grazie al GPS integrato, questo piccolo device indossabile rileva dati e prestazioni durante le sessioni di allenamento.

Una volta inserito all’interno di magliette o altri capi di abbigliamento, il dispositivo monitora e fornisce informazioni sulle prestazioni dell’atleta. Ideato per consentire anche a sportivi amatoriali di migliorare il proprio rendimento, GameTraka delinea nuove potenzialità della wearable sporting technology.

 

Donne in carriera e tecnologia indossabile

L’evoluzione della wearable technology rende i dispositivi e la tecnologia non solo sempre più integrata nelle nostre vite e malleabile alle nostre esigenze e ai nostri corpi. I dispositivi diventano sempre più eleganti, alla ricerca di design accattivanti. Un obiettivo fortemente ricercato nell’ideazione di alcuni prodotti, come il bracciale Plumora: un vero e proprio gioiello, disponibile nella versione oro bianco e giallo a 18 carati.

Ideato e pensato per le donne in carriera, questo piccolo bracciale tech si connette via bluetooth o app a smartphone iOS e Android, consentendo di smanettare con il proprio dispositivo mobile soltanto nel momento opportuno, evitando distrazioni o dimenticanze. Plumora bracelet vibra e si illumina per notificare l’arrivo di email, telefonate, messaggi e meeting in qualsiasi momento, scegliendo i colori da abbinare e quali tipi di notifiche accettare. Insomma, dopo i diamanti, anche la wearable technology promette di diventare “a girl’s best friend”!

Mens sana in corpore sano

Non solo fitness incentrato sul corpo, al WTS di Londra anche la mente vuole la sua parte.

Muse InteraXon si inserisce sul mercato della wearable tech come “uno strumento per il fitness della mente“. Utile per gli atleti alla ricerca di elevate prestazioni fisiche e mentali, ma anche per chiunque sia alla ricerca di un antidoto rapido e a portata di mano contro lo stress della propria routine. Muse, dalla forma simile a normali cuffie audio o ad un archetto da collocare sulla propria testa, promette di aiutare a migliorare i propri livelli di calma, concentrazione ed attenzione.

Una volta connesso al proprio smartphone o tablet, i sensori progettati per rilevare e misurare l’attività cerebrale consentono di osservare e monitorare le informazioni sul proprio device mobile. Con sessioni quotidiane di 3 minuti, Muse si presenta come un nuovo tech tool che mira a tenere in allenamento il nostro cervello, alla ricerca di relax ed autocontrollo. Vorreste fare una piccola prova?

 

Un futuro sempre più “da indossare”

Questa rapida occhiata sui dispositivi presentati all’evento londinese ci restituiscono l’immagine di una tecnologia che, muovendo i suoi primi passi in molti campi di applicazione, promette sorprese per il futuro.

La vetrina sulla wearable technology sarà allestita anche oltreoceano. Il  Wearable Technology Show, infatti, farà tappa negli Stati Uniti, dal 3 al 4 novembre di quest’anno.

Raccontanteci quali sono stati i wearable devices che più vi hanno sorpreso e quali vi piacerebbe osservare o provare… sulla vostra pelle. 😉