E-traces, la wearable technology che trasforma i passi di danza in tracce digitali

Lesia Trubat ha applicato sulle scarpette del balletto classico un microchip collegato ad un'app che monitora i movimenti dei ballerini e li trasforma in tracce digitali

Eufemia Scannapieco

Digital& Social Media Strategist

“Prima Danza. Dopo pensa. È l’ordine naturale delle cose”. Partiamo dalla citazione di Samuel Beckett sul mondo della danza, perché sinteticamente racchiude lo stesso concept che ha ispirato l’artista Lesia Trubat nel suo raffinato ed innovativo progetto E-Traces, memory of dance: catturare i movimenti spontanei e naturali del balletto classico e rielaborarli per creare un’arte visiva duratura nel tempo.

“La danza è la più effimera di tutte le arti poiché l’unica traccia che lascia di sé, dopo il suo passaggio, è il puro e dolce ricordo. E’ un’arte sfuggente che non può essere trattenuta, appare e poi svanisce per restare intrappolata nei pensieri, come una luce abbagliante nella memoria

Nelle parole riportate dal post del DailyMail “Innovative new pointe shoes turn a ballerina’s movements into unique works of art by digitally tracking her dancing”, leggiamo la motivazione che ha ispirato l’artista, spingendola a rivoluzionare un’arte tradizionale come la danza e a tentare di trasformare le sensazioni visive in tracce digitali.

Nel suo primo studio Traces, el llegat del la dansa, Lesia aveva tentato di mappare i vari movimenti di un gruppo di danzatori, attraverso vari supporti che includevano anche inchiostro e sale. “Solo le tracce catturano questi momenti effimerileggiamo sul suo official site – e li trasformano in visive e sensazioni tattili destinate a chi acquista il prodotto”.

Il processo di produzione consisteva nel creare la grafica dai movimenti dei ballerini e fonderli con materiali utilizzati nel settore edìle, introdotti in uno stampo, che veniva poi elaborato in piastrelle contenenti la memoria della danza tra tecnica ed anima, regole e passi ben precisi.

Una nuova intuizione porta poi l’artista barceloneta a fondere l’arte e la tradizione con la tecnologia, reinventando la scarpetta a punta del balletto classico. Nel nuovo progetto E-Traces (Electronic Traces) vengono applicati dei sensori sulle scarpette da ballo grazie alla tecnologia Lilypad Arduino e tutti i tecnicismi della danza vengono catturati e trasformati in tracce digitali. Così i passi delle danzatrici danno vita a un tracciato digitale e ogni pliè, cambré, arabesque e promenade diventano rappresentazione visiva e duratura nel tempo.

La danza si trasforma in pittura digitale

Il microchip applicato alla scarpetta, sviluppato dal maestro della wearable technology Lilypad Arduino, registra il contatto del piede con il pavimento, ne rileva i movimenti e invia i dati raccolti a un’applicazione mobile. Quest’ultima poi traduce i segnali riproducendo la “costellazione” tracciata dalla scarpetta in movimento nello spazio.

Oltre all’accelerometro, alla scheda Lilypad sono collegati una serie di sensori di contatto che vengono cuciti sulla punta della scarpa, sul tallone e sulla pianta del piede. Questi sensori di forza segnaleranno i vari livelli di pressione a cui è sottoposta la scarpa durante il movimento del ballerino.

Con questa innovazione la danzatrice può interpretare i suoi stessi movimenti e correggerli, oppure paragonarli ai movimenti di altre danzatrici. I grafici creati con i movimenti possono essere gli stessi o diversi, dipende dal tipo di passo eseguito, dalla correttezza dei movimenti e dalla posizione del corpo. Tramite l’app ogni ballerino ha la facoltà di selezionare alcune impostazioni di base (come ad esempio la tipologia del tratto) e personalizzare la propria opera digitale riproducendo arabesque, pirouette e plié sullo schermo di uno smartphone con una rapida successione di eleganti movimenti” spiega Lesia nell’intervista rilasciata all’Huffingtonpost. “Si tratta di un progetto che può essere estrapolata per altre discipline di danza e le applicazioni sono molteplici, dalla formazione di ballo o di autoregolamentazione classi alla rappresentazione grafica dello spettacolo dal vivo.

Per ora il progetto è ancora un prototipo, sviluppato da Lesia Trubat come tesi di laurea all’ELISAVA.
Ma introduce due aspetti innovativi davvero interessanti: quello relativo al catturare concretamente azioni che per la spontaneità e l’improvvisazione del gesto stesso, sarebbero per loro natura fugaci ed effimere, e quello legato ad un nuovo modo di interagire con la sacralità e la rigidità del mondo della danza classica attraverso l’utilizzo e l’introduzione combinata di app e smartphone.

Amanti di danza, balli e coreografie: se il prototipo venisse messo in commercio, lo acquistereste?

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