iBeacon e Internet of Things: come cambieranno le nostre vite?

Quando parliamo di Internet of Things, parliamo di un mondo in cui le cose che ci circondano sono connesse fra loro in rete, con la possibilità di gestirle in maniera più proficua, intelligente e comoda, per migliorare la vita di tutti.

È una visione radiosa e idilliaca, ma che trascura una serie di problemi quali la sostenibilità economica e le difficoltà tecnologiche e organizzativeLa tecnologia iBeacon è legata a doppio filo con l’IoT e potrebbe contribuire a semplificarne l’adozione in molti contesti. A dirla tutta, iBeacon è IoT, soprattutto se, col tempo, si diffonderà non solo nel marketing di prossimità, ma anche in contesti diversi come strutture culturali, abitazioni e strade.

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iBeacon e cultura: Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza e Muse di Trento

I Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza sono stati fra i primi a sperimentare l’uso della tecnologia iBeacon per migliorare l’esperienza del visitatore. Come raccontato da Wired.it lo scorso settembre, i Musei Civici di Palazzo Farnese hanno scelto IMApp, app iOS e Android sviluppata dalla start-up Ultraviolet, per guidare le persone nel percorso all’interno dell’edificio, fornendo informazioni sulle opere vicine e indicando il tragitto da seguire.

Non è l’unico caso: anche il Muse di Trento ha adottato iBeacon con Explora Muse, progetto nato dalla collaborazione fra il Museo delle Scienze di Trento, Trento RISE e l’agenzia di comunicazione Graffitti. L’app Explora Muse, installata su centinaia di iPad disponibili al museo propone ai visitatori contenuti multilingua, guide e percorsi tematici. 
“La finalità del progetto era chiaramente mettere il visitatore al centro dell’esperienza” ha detto il CEO di Graffitti Luca Cattoi.
Diamo un’occhiata a questo video che racconta proprio l’esperimento con iBeacon del Muse di Trento:

Case “intelligenti”: Launch Here e Zuli Smartplug

L’idea di avere una casa in cui il funzionamento di elettrodomestici, pc e luce elettrica sia ottimizzato e a portata di smartphone appare tanto futuristica quanto affascinante. Le prime app sono già state sviluppate: fra queste, Launch Here, sviluppata dalla Aww Apps, che si propone di lanciare l’applicazione giusta al momento giusto a seconda della stanza in cui ci troviamo. “Un timer quando sei vicino alla macchinetta del caffè, una app di controllo a distanza quando sei sul sofà o una to do app quando sei alla scrivania” si legge sul sito ufficiale. Launch Here, grazie all’interazione con iBeacon, si propone come app totale, capace di agevolare tutte le attività casalinghe.

Zuli Smartplug “usa iBeacon per rendere il tuo stupido dispositivo più intelligente”. Un semplice adattatore da inserire nella presa della corrente e un app da scaricare: una volta installato, Zuli Smartplug permette di controllare luci, temperatura. elettrodomestici e hi-fi. Zuli rileva la stanza in cui ci troviamo, anche se lo smartphone è in tasca, e raggruppa i dispositivi della stanza in modo da consentirne il controllo in modo rapido.

Launch Here e Zuli Smartplug

In conclusione

iBeacon e Internet of Things: un matrimonio perfetto. Se vogliamo guardarla da un’altra prospettiva, possiamo considerarle come due facce della stessa medaglia: grazie a iBeacon, l’Internet delle cose potrebbe diventare una realtà familiare molto presto. Musei, abitazioni, edifici pubblici, scuole: ogni attività in cui la tecnologia ricopre un ruolo – più o meno grande – potrebbe ricevere una spinta propulsiva dall’utilizzo di iBeacon, forse più presto di quanto crediamo.

L'ultima utopia made in Italy di Brunello Cucinelli

Era il 15 giugno 2012 e Brunello Cucinelli raccontava durante il Luxury Summit del Sole24Ore la sua esperienza imprenditoriale, ripercorrendo le tappe che lo hanno portato a quotare la sua società in borsa, ed io twittavo “Brunello Cucinelli premier”.

Sono passati più di due anni, si parlava del record di quotazione in borsa, con richieste 18 volte superiori all’offerta, ma i veri colpi di scena made in Solomeo sono arrivati negli anni successivi. Notizie come il maxi bonus dato a tutti i dipendenti, il trust creato per tutelare i valori della sua società rispetto ai suoi eredi, il suo esempio positivo elogiato durante la puntata di Report anti-Moncler e soprattutto il recente “Progetto per la bellezza” non sono altro che la conferma di un grande esempio di imprenditoria italiana illuminata.

LEGGI QUI Moncler e il caso “Siamo tutti oche”: disastro o fuoco di paglia?

Il progetto per la bellezza

Chi meglio del bel paese, neo vincitore di un Oscar per “La Grande bellezza”, può in effetti proporsi per un progetto dedicato alla bellezza ? Ma questa volta non si parla dell’industria del cinema ma dell‘industria manifatturiera, di come un’iniziativa privata sostituirà dei capannoni con dei parchi per preservare la bellezza del territorio che li circonda.

La notizia riguarda la Fondazione della famiglia Cucinelli, che ha negli anni investito circa 50 milioni di euro nella ristrutturazione del borgo di Solomeo, e che continuerà ad investirne sempre di più, avendo annunciato un progetto per la costruzione di tre parchi.

Un progetto curato dalla Fondazione e supportato grazie al successo dell’azienda produttrice di cashmere di lusso made in Umbria. Supporto derivante dalla quotazione in borsa e dalla distribuzione dei dividendi. Un progetto per la bellezza partito in effetti nel 1985 e seguito direttamente dai coniugi Cucinelli.

I tre parchi del progetto

Il cuore del progetto della bellezza sono i tre parchi che verranno realizzati in collaborazione con l’architetto Massimo de Vico, per portare a termine il la conservazione del di Solomeo.

Si parte con il Giardino dell’Industria che estendendosi fino alla valle prenderà il posto degli attuali stabilimenti industriali (35mila ettari), passando per il Parco dell’Oratorio Laico ideato come se fosse una specie di stadio ma senza barriere immerso in sei ettari di boschi e prati, ideato per i giovani e lo sport, un oratorio moderno, per concludere con i settanta ettari del Parco Agrario dove sorgeranno orti, frutteti e oliveti per favorire il consumo locale.

La filosofia di Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli nel mondo della moda e del lusso è diventato praticamente sinonimo di cashmere, lui è l’incontrastato re del cashmere, 100% prodotto a Solomeo e distribuito in tutto il mondo. Distribuito soprattutto nel resto del mondo visto che solo il 18% della produzione resta in Italia.

Nella sua azienda, l’imprenditore umbro valorizza il ruolo degli artigiani, prima con corsi di formazione per i giovani studenti, e poi attraverso degli incentivi, remunerandoli il 15% in più degli amministrativi, perché sono loro la forza del brand. “Non ci si deve vergognare del lavoro artigiano, l’importante è che ci sia dignità morale ed economica”.

Un brand no logo, quotato in borsa, che rispetto agli agglomerati francesi del lusso come LVMH, Kering o Richemont, non può nemmeno essere paragonato per dimensioni, ma in quanto ad etica, resta fedele alla filosofia del suo fondatore, quella del giusto profitto, del rispetto dell’ambiente, per tornare a progettare sì a tre mesi e tre anni, ma anche a trent’anni e a tre secoli.

Aspetti la metro? Fai shopping su Amazon grazie alle vetrine virtuali

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Le nuove frontiere del Digital Signage arrivano nella metropolitana di New York. L’installazione delle mappe interattive di Control Group lo scorso anno aveva già rivoluzionato il modo di viaggiare di turisti e cittadini newyorkesi. Da poco, in occasione delle festività natalizie, i chioschi informativi si sono arricchiti degli annunci di Amazon.com per tutti gli interessati ad acquistare direttamente dagli schermi Touch i regali di Natale. Continua a leggere

Pushline: gestisci il tuo smartphone direttamente da pc

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Lo smartphone favorisce la nostra mobilità, permettendoci di restare sempre connessi e reperibili. Il prezzo dell’eterna reperibilità, lo sappiamo bene, sono le notifiche mobile che in alcuni contesti ci deconcentrano dal lavoro che stiamo svolgendo.

Pushline viene in aiuto agli utenti Mobile che hanno un’intensa attività lavorativa! E’ un’app italiana votata alla produttività, che sincronizza notifiche ed alcune funzioni dello smartphone con l’ambiente desktop per continuare il proprio lavoro senza perdere chiamate e notifiche importanti.

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Come Funziona

Per poter utilizzare Pushline è necessario avere Google Chrome. Il servizio non prevede registrazioni: una volta installata l’app da smartphone, verrà fornito un codice unico da inserire nell’estensione Pushline di Chrome e procedere all’accoppiamento dei due dispositivi. Non è necessario il bluetooth poichè l’accoppiamento avviene tramite mirroring, a tutto risparmio della batteria.

Il gioco è fatto: adesso potrete gestire il volume, le telefonate, gli sms ed altre funzioni direttamente da desktop! E’ anche possibile rintracciare il cellulare, facendolo squillare anche se è settato in silenzioso.

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Pushline estende la portabilità del vostro smartphone all’ambiente desktop, favorendo la concentrazione e permettendovi di ritrovare il telefono in giro per la casa o l’ufficio.

L’app è attualmente disponibile solo per Android (la versione per iOS sarà aggiunta a breve), è gratuita e senza pubblicità, ma prevede funzioni premium. Per scaricare Pushline clicca sull’immagine sottostante:

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4 strumenti utili per programmare le vostre foto su Instagram

HootSuite, Buffer, IFTTT. Per gli addetti ai lavori queste parole apparentemente misteriose sono una vera manna dal cielo. Sono infatti dei tool per la programmazione dei contenuti sul web. E tutto il nutrito popolo di lavoratori social media sa benissimo che la possibilità di decidere anticipatamente i contenuti da pubblicare è il modo migliore per gestire il proprio lavoro.

Instagram, in particolare, non è un social facile da usare. Nato per mobile, diventa difficile poter usufruire di multiaccount e programmazioni anticipate. La versione tradizionale, inoltre, impedisce di caricare foto dal web. Molti utenti si limitano a pubblicare i contenuti manualmente, nei momenti più adatti per il proprio target, ma per chi deve caricare contenuti aziendali la vita è comunque dura: significa spedire i file, cambiare device e in ogni caso caricare manualmente ogni fotografia.

Chi lavora in un’agenzia di marketing sa che dover aggiungere le foto in questo modo, significa dover lavorare anche nei weekend per moltissimi clienti contemporaneamente. Purtroppo i contenuti in real-time sono quelli che generano maggior engagement, ma è pur sempre vero che moltissimi brand fanno una comunicazione di successo che può essere tranquillamente programmata in anticipo.

Esistono comunque dei tool per poter aggirare questo problema, come ad esempio Bluestacks, senza però poter programmare i contenuti.
Oggi però, prendendo spunto da Social Media Examiner, vi parliamo dei tool di cui avete bisogno per programmare contenuti su Instagram e ottimizzare la vostra social media strategy.

1. ScheduGram

Grazie a ScheduGram, nato come startup australiana, è possibile caricare foto singole, album, e video. Una volta caricate è possibile modificare le foto (ritoccarle, aggiungere effetti e ritagliare). Quando si è raggiunto il risultato ottimale è possibile programmare e anche richiedere che una mail venga inviata come check. È possibile inoltre utilizzare account multipli.

I costi sono variabili, il pacchetto base parte da 13 dollari al mese, ed è possibile fare una prova gratuita per una settimana. Il pacchetto “boss” è il più costoso e si parla di 100 dollari al mese, con la possibilità di 20 account, upload e scheduling illimitati, per una gestione massima di 1 milione di follower.

ScheduGram ha anche un blog, che permette di ottenere preziosi consigli extra sull’uso corretto di Instagram in un’ottica di social media strategy.

2. Latergram.me

Questo secondo tool è disponibile ora per desktop o dispositivi iOS.
Rispetto a ScheduGram, con Latergram.me è possibile caricare solo immagini individuali, inoltre non è una vera programmazione.
Ovvero: è possibile decidere un’agenda ma bisogna accedere ogni volta per caricare la foto via Instagram, Latergram.me si limita a inviare un reminder.
Diventa quindi più che un tool di programmazione vero e proprio, uno strumento per ottimizzare il calendario editoriale.

Latergram.me permette un’iscrizione gratuita, e l’abbonamento base parte da 9.50 dollari al mese. Anche qui sono disponibili account premium e business.
Latergram.me ha anche strumenti di analisi in modo da tracciare like, commenti e il traffico generato dai propri post.

3. Instapult

Grazie a questo strumento è possibile gestire account multipli e invitare altri amministratori a postare. Instapult è disponibile solo in versione desktop ed è possibile caricare unicamente immagini singole.
Come con ScheduGram è possibile editare le immagini e applicare filtri.

La registrazione su Instapult è gratuita ed è anche possibile provare gratuitamente una settimana. Esistono tre pacchetti premium, che partono da un prezzo di 12 dollari al mese fino ad arrivare ai 39 dollari mensili.

4. TakeOff

Al contrario di Latergram.me, TakeOff è disponibile anche per gli utenti Android. Al contrario di ScheduGram, invece, è possibile programmare solo immagini, niente video.
Questo tool però aiuta l’utente, suggerendogli hashtag e segnando gli orari in cui il profilo è più visitato dai follower.

Con TakeOff non è possibile aggiungere filtri o editare immagini, ma è disponibile il pacchetto per gestire account multipli.
E’ un tool gratuito, con possibilità premium a partire dai 9.99 dollari.

Come abbiamo visto questi tool spesso utilizzano solamente un reminder e non postano direttamente su Instagram, le API (Application programming interface) sono abbastanza rigide. Insomma non viene visto di buon occhio non caricare da Instagram e passare da strade alternative. Per questo motivo, tool come Post.so erano state bloccate e adesso si limitano a piattaforme più permissive (in particolare VK e Pinterest).

Arriva Sway, la nuova app per le presentazioni targata Microsoft

Con 57 milioni di dollari e 50 milioni di utenti, il software per la realizzazione di presentazioni innovative Prezi è riuscito negli ultimi anni a scalzare (parzialmente) PowerPoint. Numeri da capogiro che, come spiega l’articolo di Business Insider “Microsoft Is Sick Of PowerPoint, Too”, hanno costretto il gigante dell’infromatica a correre ai ripari, realizzando appunto Sway.

LEGGI ANCHE: I Consigli di Prezi per Costruire una Startup di Successo

La nuova app targata Microsoft, consente agli utenti di creare presentazioni mediante l’utilizzo di testi, immagini e video, e garantisce la compatibilità con qualsiasi dispositivo. Semplifica l’aggregazione e la presentazione dei contenuti, al punto da essere definita da Microsoft “una tela dove poter esprimere la propria creatività”.

Il servizio è stato lanciato ad Ottobre, ma attualmente è disponibile solo in versione preview ed è utilizzabile mediante apposito invito. Al momento, l’applicazione è accessibile soltanto tramite i browser Internet Explorer, Chrome, Firefox e Safari. Alcuni giorni fa è stata lanciata in Nuova Zelanda l’app per iPhone, in fase di testing.

Chi ha avuto modo di provare l’applicativo, ne sottolinea la semplicità d’uso.

 

Come funziona Sway?

Come spiega “Hands on: Microsoft Sway tells your story without the hassle”, una volta creato uno Sway vuoto, si possono aggiungere foto e testo per iniziare a costruire la presentazione. E’ possibile quindi importare immagini dalla galleria, caricare una nuova fotografia, aggiungere paragrafi di testo oppure un’intestazione. La funzionalità drag and drop consente di caricare comodamente i file dal proprio computer, ma anche da Facebook, Twitter, Youtube, o archivi cloud.

Una volta aggiunti i contenuti, è sufficiente cliccare il bottone view per far apparire lo Sway. In questa sezione, si ha inoltre la possibilità di cambiare il “mood” della presentazione, con layout e sfondi differenti. Ci sono ancora pochi design tra cui poter scegliere, ma il sito ufficiale fa sapere che presto ne saranno disponbili altri. Una volta che lo Sway è pronto, lo si può condividere online attraverso un link. Le presentazioni sono salvate sul cloud, così che vi si possa avere accesso in qualsiasi momento e da qualunque device.


La rivoluzione Nadella

Come evidenzia ancora Business Insider, Sway fa parte di un gruppo di app sviluppate sotto la guida del nuovo CEO Satya Nadella, pensate per “reinventare la produttività”.

Sono infatti già state realizzate:

  • Skype Translator, un servizio di traduzione automatica in tempo reale;
  • Delve, uno strumento di Office 365 che consente di ricercare contenuti rilevanti all’interno di documenti, calendari e contatti;
  • Power Q&A, un servizio di cloud per gli utenti della nuova suite Office;
  • Cortana, la risposta di Microsoft a Siri. Già disponibile nella versione più recente di Windows Phone, secondo alcuni rumors, diventerà un’app desktop in Windows 10.

La strategia di Nadella, sembra dunque puntare sull’interattvità, sulla semplicità d’interfaccia e sull’integrazione delle piattaforme, in attesa di Windows 10 che si prenannucia come il primo sistema operativo multi-device.

Le domande che tutti si fanno sull'E-Commerce

Nel 2014 le attività di e-commerce nel mondo sono aumentate del 20% con un valore di circa 1500 miliardi di dollari.

Stando agli ultimi dati statistici questa crescita è destinata a non fermarsi nei prossimi anni, perchè appare evidente dall’esperienza che fare business online consente di migliorare i risultati economici della propria impresa, identificare meglio i propri potenziali utenti e clienti e monitorare gli obiettivi man mano che si procede con il ciclo di produzione e vendita.

Per tutti questi motivi sempre più imprese, e neonate imprese, scelgono di dedicare all’e-commerce una parte importante dei propri sforzi, cercando di capire come gestire al meglio i propri affari online . Possiamo focalizzare questi sforzi in alcuni punti sintetici per proporne alcune riflessioni e rispondere a quelle che sono domande comuni a proposito di ecommerce.

1. Come presentarsi al meglio in Rete?

Innanzitutto, trovate un bisogno e create la vostra offerta sulla base di questo.
Per esordire alla grande è consigliabile iniziare facendo un’analisi del pubblico al fine di individuare un bisogno che le persone hanno nel momento in cui vi volete “lanciare” nel mercato. Perciò datevi da fare: girate sul web, guardate i forum per capire le domande e i problemi delle persone; fate ricerca di parole chiave inerenti a cose cui le persone fanno richiesta e vedete quanti siti rispondono a queste esigenze. A questo punto controllate anche i potenziali competitor, scovatene pregi ed errori. Imparate dai loro punti di forza e utilizzate le loro criticità per fare di meglio.

2. Come si descrivono i servizi?

Fate del vostro sito l’unico porto in cui si posso risolvere i problemi, suscitate interesse con un titolo accattivante e poi descrivete in modo semplice e chiaro il problema che il sito si propone di risolvere, il bisogno che riesce a soddisfare. Cercate di parlare del prodotto e dei suoi vantaggi, aggiungete le testimonianze dei vostri clienti, infine fate un’offerta mirata e il grosso sarà fatto.

Una carta importante a vostro vantaggio saranno sempre le recensioni dei clienti e i feedback dei clienti: create gli spazi per riceverne e apritevi al confronto con la Rete, sempre. Senza trascurare che un’ottimo servizio è sempre accompagnato da un servizio clienti disponibile.

3. Come si progetta e si costruisce il sito commerciale?

Una volta creato il prodotto e individuato il relativo mercato di riferimento, siete pronti per dedicarvi al web design del sito che lo presenterà in rete. Importante è puntare sempre sulla semplicità: un sito pulito e chiaro può essere la soluzione. Bisogna catturare l’attenzione del potenziale cliente in brevissimo tempo, altrimenti si rischia di perderlo. Per fare ciò è consigliabile rendere l’esperienza d’acquisto veloce, adottare uno sfondo bianco o comunque neutro, con caratteri semplici, al fine di rendere intuitiva la navigazione.

4. Come portate i clienti sul sito?

Una volta creato il sito, ci si pone il problema di come pubblicizzarlo e come invitare i potenziali clienti a conoscerlo e visualizzarlo.
Utilizzare i motori di ricerca per pubblicizzare il vostro prodotto è la prima mossa giusta che si possa compiere.
Il sistema Pay-per-click di Google, per esempio, è il modo più semplice per ottenere il traffico verso un sito che è in fase di lancio. Questo perché gli annunci PPC sono visualizzati nelle pagine di ricerca immediatamente e consentono di testare diverse parole chiave, così come diversi tipi di titoli, prezzi e approcci di vendita.

5. Dicono che bisogna diventare esperti nel proprio settore per vendere: perchè?

Le persone usano internet per trovare informazioni. Non concentrativi solamente sul vostro servizio ma create altri bisogni. Realizzate articoli, video o qualsiasi altro contenuto che la gente troverà utile e interessante per conoscere al meglio i vostri prodotti, come erogate i vostri servizi e qual è lo stato dell’arte del settore in cui operate e cosa giustifica le vostre politiche aziendali.
Più diventare esperti e specializzati nella creazione di questi contenuti, piú riuscite a attivatevi all’interno dei forum riguardanti il vostro mercato d’interesse proponendo anche il vostro punto di vista, più si allarga la fetta di utenti interessati a conoscere la vostra realtà aziendale.
In questa maniera riuscirete a ottenere una buona cassa di risonanza per il vostro business e presto le visite che riceverete si trasformeranno in azioni di acquisto.

LEGGI ANCHE: 6 motivi per cui l’e-Commerce non può fare a meno di un blog

6. Come trasformare gli utenti in clienti?

Una volta ottenuti nuovi contatti sul sito, avrete la possibilità di inviare loro materiale informativo o promozionale in vari modi.
Sfruttate appieno quest’opportunità, per esempio non soltanto attraverso i social network, ma anche attraverso l’ e-mail marketing.
Questi sistemi alternativi di comunicazione, che ormai rivestono un ruolo importante in tutte le aziende, non solo sono più economici e più efficaci della stampa, della TV o della radio ma sono anche meglio orientati verso ogni tipo di cliente che avete.

Sviluppate poi rapporti personali con i vostri abbonati e cercare di dare riposte “cucite su misura” per il vostro cliente.

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7. Come aumentare le vendite?

Non fermatevi alla prima vendita, è dopo questo passo che viene il difficile. Bisogna mantenere e coccolare il cliente così che non solo tornerà a farvi visita, ma porterà anche con sé nuovi acquirenti.
Per voi é importante offrire prodotti che si aggiungono al loro acquisto originale, inviare coupon ed incentivare i clienti con premi fedeltà, ma anche generare un passaparola positivo che parlerà del vostro brand e lo rafforzerà nel tempo.

[Credits Immagini: fotolia.com]

Content marketing: contenuti di qualità per il tuo e-commerce

content marketing ecommerce

“Content is King”, scriveva Bill Gates nel 1996.
E, oggi, a distanza di anni, possiamo affermare che è proprio la qualità dei contenuti dei nostri siti e-commerce a fare la differenza.

La realizzazione di contenuti di qualità, unici ed originali, rappresenta una risorsa preziosa per l’utente ed è tra gli aspetti che influisce maggiormente sul successo di un sito.

Il content marketing è una strategia di marketing che ha l’obiettivo di attrarre, coinvolgere ed acquisire nuovi clienti attraverso la creazione e la condivisione di contenuti ad alto valore aggiunto. Per contenuti non si intende solamente testi scritti, ma anche video, e-book, infografiche, immagini, webinair, ecc. 

L’attività di content marketing produce risultati vincenti solo se i contenuti prodotti sono una risorsa utile per gli utenti. Una buona strategia di content marketing per e-commerce, quindi, migliora la brand reputation, aiuta a fidelizzare i clienti ed a farsi trovare da nuovi utenti, ottimizza il posizionamento su Google e, di conseguenza, incrementa le vendite del sito.

Produci sempre contenuti di valore 

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I brand devono instaurare un rapporto stretto con gli utenti, diventando produttori diretti di contenuti digitali interessanti, utili e coinvolgenti.

Per creare contenuti ad alto valore aggiunto, domandati sempre: di cosa ha bisogno il mio target? Come posso essergli utile? In che modo posso risolvergli un problema o aiutarlo? Cosa posso offrirgli in più?

Per far sì che gli utenti diventino tuoi clienti e per fidelizzarli, prima di tutto, devi fornire tutte le informazioni di cui hanno bisogno e devi mostrargli, in maniera creativa ed efficace, cosa è in grado di offrirgli il tuo brand. Ma non solo, devi andare oltre quello che il tuo target si aspetta di avere e devi realizzare contenuti digitali in grado di emozionare, appassionare, coinvolgere ed incuriosire.

 

Produci engagement e genera empatia

 

Ciò che conta è l’engagement, il coinvolgimento del nostro target. Per ottenere ciò è fondamentale parlare in maniera semplice e chiara. Non possiamo utilizzare un linguaggio “ingessato”, dobbiamo abbattere le distanze con i nostri interlocutori, farli sentire al sicuro sul nostro sito ed offrire loro un ambiente confortevole in cui trovare tutto ciò di cui hanno bisogno (e anche ciò di cui ancora non sanno di avere bisogno).

Genera empatia con i tuoi clienti! Ora, forse, starai pensando che sia una follia parlare di creazione di empatia in riferimento ad un sito e-commerce, ma la vera follia sarebbe non farlo! Il mio consiglio è quello di metterti nei panni dei tuoi clienti (potenziali e non), capire realmente cosa desiderano.

Il primo passo per creare empatia con gli utenti è quello di produrre contenuti semplici ed utili, che riescano a far leva sulle emozioni di chi naviga sul sito ed a stimolarne la curiosità e la positività.

Chiaro, diretto, efficace, sintetico, stimolante.

Mantieni viva l’attenzione, genera contenuti privi di sovrastrutture e coinvolgi il tuo target.
Qualsiasi sia il core business del tuo e-commerce, non usare paroloni e concetti difficili, riduci le distanze con il tuo pubblico e spiega con parole semplici quello che offri.

“Il mio lavoro quando mi trovo di fronte a qualcosa di complesso e di oscuro è questo: spiegare e descrivere in modo semplice e chiaro qualcosa che (non c’è niente da fare) spesso è complesso o oscuro. Evito sempre le parole difficili o di uso ristretto (…). Le evito sia perché mi sono antipatiche sia perché, essendo difficili, non sono parole democratiche e, dunque, sono contrarie a ciò in cui credo”

Goffredo Parise, Dobbiamo Disobbedire

Devi rivolgerti ai tuoi utenti con generosità ed offrirgli quel valore aggiunto che fa la differenza.
Non puoi di certo creare contenuti descrittivi e realizzare freddi siti-vetrine pieni zeppi di prodotti “vuoti” che non comunicano niente.

Per poter attrarre clienti devi saper parlare della tua azienda, raccontare i prodotti e servizi che offri; devi saper creare contenuti interattivi e dinamici. Il successo del tuo e-commerce sta proprio nel saper comunicare l’unicità del tuo brand, umanizzandolo.

Via libera all’uso sapiente ed efficace di immagini e video. Le immagini e i video attirano l’attenzione, aumentano le visite al nostro sito e semplificano concetti altrimenti difficili da comprendere. Attraverso un corretto uso delle immagini e dei video è possibile mostrare chiaramente un prodotto e le sue caratteristiche.

Per aumentare la conoscenza dei nostri prodotti possiamo corredare la descrizione dei prodotti con mini-guide online che ne illustrino le funzionalità e le potenzialità, inserire immagini in grado di catturare immediatamente l’attenzione e generare visual appeal.

Contenuti interattivi per siti e-commerce

L’interazione è il cuore pulsante della fidelizzazione. Attraverso l’interazione gli utenti diventano nostri fruitori e clienti abituali perché vengono coinvolti in prima persona.
Ad esempio, un sito e-commerce di strumenti musicali può coinvolgere il proprio target inserendo una batteria elettronica virtuale online, come il Chromium Project’s WebAudio Drum Machine.

I contenuti interattivi coinvolgono e fidelizzano.

I clienti si divertiranno a suonare la batteria elettronica online e resteranno collegati al sito e-commerce per ore.

Dobbiamo creare valore (economico e sociale) ed impegnarci per farlo per e con i nostri clienti. Dobbiamo liberare le nostre idee creative, alimentare il dialogo, condividere le conoscenze e con il nostro target, servirci di tutti gli strumenti di comunicazione a nostra disposizione e rendere ricca, variegata e completa l’offerta di contenuti multimediali sul nostro sito e-commerce. Agendo in questa direzione aumenteremo le possibilità di trasformare gli utenti in clienti e faciliteremo il processo di acquisto.

Qual è, secondo voi, una buona content strategy per l’e-commerce? Segnalatemi, nello spazio dedicato ai commenti, qualche esempio e parliamone insieme.

Prodotti aggiornati, efficienti, connessi: come cambieranno gli oggetti di domani?

L’internet delle cose (IoT acronimo dell’inglese Internet of Things) sta rivoluzionando, e più propriamente rivoluzionerà sempre più, la vita delle persone. L’evoluzione dell’uso della rete passa attraverso un nuovo modo di pensare agli oggetti che – superando la normale dimensione fisica – a tendere sono destinati a gestire una connessione, interagire con altri prodotti e produrre dati in modo automatico al fine di costituire un ecosistema che mette in relazione il mondo fisico con quello digitale.

Da qui la necessità di ripensare alla progettazione dei prodotti in termini di flessibilità, di gestione delle linee produttive ma soprattutto di integrazione con altri prodotti e/o servizi. E’ infatti proprio l’integrazione il fattore critico di successo: i prodotti devono riuscire a dialogare tra loro grazie ad un linguaggio condiviso basato su standard aperti al fine di garantire compatibilità tra sistemi. E’ chiaro che questo provocherà impatti su tutta la catena del valore industriale, coinvolgendo tutti gli stakeholder interessati.

Basti pensare al cambiamento che subirà il lavoro quotidiano dei designer, che da “semplici” progettisti di prodotti dovranno necessariamente integrare competenze tecniche e sistemiche. Tuttavia, se da un lato la progettazione delle cose andrà ripensata per arrivare ai cosiddetti prodotti “ibridi”, dall’altro i designer non dovranno tralasciare l’attenzione tradizionale alla semplicità e alla qualità.

In questo senso vanno i 4 filoni principali destinati a modificare i paradigmi del design contemporaneo: prodotti aggiornati, capaci di produrre risparmi di tempo, capaci di comunicare e fornire insight.

Prodotti progettati per essere “aggiornati”

E’ terminata l’era del tradizionale ciclo di vita di un prodotto. Quest’ultimo non sarà più oggetto “statico” ma sarà data la possibilità agli utenti  di modificare lo status grazie ad  aggiornamenti di software piuttosto che di sistema. Numerosi esempi sono già nelle nostre mani: pensate all’evoluzione del cellulare, da telefono “senza fili” a concentrato di tecnologia “aggiornabile” sistematicamente; piuttosto che quanto accadrà nel prossimo futuro, per esempio nelle aziende di automotive le quali rivoluzioneranno il modo di vivere l’autovettura grazie a sistemi intelligenti a bordo in grado di ricevere update di sistema.

Prodotti capaci di produrre timing saving

Il duplice obiettivo dei progettisti di domani sarà quello da un lato di pensare ad oggetti semplici e di facile utilizzo per i consumatori, e dall’altro in grado di semplificare i processi di assistenza e supporto per le aziende produttrici. Nel contesto di mercato attuale, complesso e iper competitivo, vincerà chi sarà in grado di produrre soluzioni smart per assicurare una fruizione del prodotto semplificata ed integrata.

Per rimanere nel mondo delle auto, basti pensare alla diffusione, soprattutto nelle realtà cittadine, del cosiddetto car sharing “moderno”, che risulta drasticamente semplificato rispetto al macchinoso processo di noleggio di un tempo: oggi le auto parcheggiate in strada, cosi come si fa con le proprie vetture, diventano disponibili per quanti al momento del bisogno, cercaranno la vettura più vicina consultando l’app dedicata.

Prodotti in grado di “comunicare”

Progettare un prodotto intelligente significa anche concepire oggetti e cose in grado di assicurare interazione e scambio di dati tanto con altri prodotti, quanto con l’ambiente circostante.  Questa la nuova sfida per i designer e per le aziende che vorranno continuare a competere nel mondo in trasformazione di oggi e domani. Emblematico l’esempio dei termostati moderni, che possono essere utilizzati per gestire la produzione di energia elettrica e contemporaneamente sono in grado di fornire un servizio all’utilizzatore riuscendo, per esempio,  ad ottimizzare i consumi grazie ad un programma di integrazione con altri sistemi presenti nella stessa abitazione.

Prodotti utili all’innovazione, per fornire insights

Il prodotto in quanto integrato, interattivo e connesso sarà per sua stessa natura in grado di supportare l’innovazione. In altre parole, significa che il prodotto stesso grazie alla sue caratteristiche offre al designer e/o progettista l’opportunità di provare in tempo reale nuove funzioni. Prodotti-laboratorio che riescono a fare autodiagnosi e auto-monitoraggio, con notevole risparmio di tempo e costi. A tutto ciò si aggiunge un ulteriore vantaggio, ovvero quello di “sfruttare” – nel senso più costruttivo del termine – i consumatori come tester. I progettisti si concentreranno, pertanto, anche sui sistemi più performanti al fine di migliorare l’immagazzinamento dei dati, che si riveleranno preziosi per creare prodotti migliori.

La quarta rivoluzione industriale, portata dall’Internet of Things, modificherà drasticamente lo scenario attuale proiettando progettisti e designer in un nuovo contesto competitivo: saranno loro stessi a mettersi in gioco costruendo nuovi know-how e nuove competenze per pensare e progettare prodotti belli e rilevanti dal punto di vista della forma, ma che al contempo siano in grado di interagire tra loro.

Coca-Cola lancia Fairlife milk: la nuova Milka Cola

Se pensavamo di aver visto e sentito di tutto su Coca-Cola ci sbagliavamo. La regina dei soft drink continua a meravigliarci con dei colpi di scena, che nessuno avrebbe mai immaginato. La Coke più amata al mondo si prepara a sbarcare sul mercato del latte; lo farà con un prodotto che avrà il 50% in più di proteine e il 30% di zucchero in meno rispetto al latte tradizionale: Fairlife un “latte ultra-filtrato e innovativo”, proveniente da aziende agricole sostenibili, a conduzione familiare; ma che costerà il doppio rispetto al latte che di consueto troviamo negli scaffali dei supermercati.

Il lancio è stato, presto, ribattezzato dalla stampa con il nome di “Milka Cola” e si inserisce nella politica di diversificazione portata avanti da alcuni anni dalla società per far fronte alla diminuzione delle vendite delle bevande zuccherate, che negli Stati Uniti sono finite nel mirino delle autorità locali per la lotta all’obesità.


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Basti pensare alla battaglia portata avanti dall’ex sindaco, di New York, Michael Bloomberg contro le bibite alla soda; mentre a Berkeley, in California, è stato approvato un referendum per introdurre una tassa sulle bevande zuccherate. Un trend che sta, inevitabilmente, influenzando negativamente le vendite del colosso di Atlanta: nel terzo trimestre del 2014, infatti, le vendite sono scese a 11,98 miliardi di dollari rispetto ai 12 miliardi dell’anno precedente.

A dare l’annuncio del lancio di Fairlife è stata Sandy Douglas, Global Chief Customer Officer di Coca Cola Company, la quale ha spiegato ai media che l’azienda sta investendo nel settore del latte per costruire il brand. Tuttavia, per un paio di anni non ci si aspettano grandi guadagni; che arriveranno sicuramente, come è già successo con la linea di succhi di frutta Simply.

La rivista specializzata Dairy Today sottolinea il calo delle vendite del latte negli Usa dell’8% negli ultimi dieci anni, generato anche dal fatto che metà degli adulti americani non beve latte; enfatizzando così una nota di scetticismo nei confronti di Fairlife.