Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

L’agenzia creativa canadese Taxi ha creato un nuovo, particolare progetto di ambient marketing che prevede l’utilizzo di un distributore davvero fuori dal normale. La vending machine di “Project Vend” fa qualcosa che tutte le altre macchine che come lei hanno partecipato ad un video di questo genere non si sono mai sognate di fare.

Farà sorridere i passanti? Creerà un’esperienza immersiva sfruttando l’accelerometro dello smartphone? No, farà quello che oramai nessuno è in grado neppure di immaginare: vende solo snacks e bibite.

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

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Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Cosa fa il distributore di questo ambient? Vende solo snack [VIDEO]

Anche il mondo della comunicazione pubblicitaria segue trend e mode, e questa campagna ironizza su quella oramai un po’ inflazionata del vending machine stunt. Che sia ora di passare a qualcosa di nuovo per rendere efficace le attività di promozione delle aziende? Taxi si è proposta di farlo con questo video.

Con IKEA "Fai spazio al tuo buon giorno, anche a Natale"

Il messaggio che lancia IKEA non lascia alcun dubbio interpretativo: una notte di Natale vissuta in modo diverso può nascondere belle sorprese, rendendo la festa ancora più speciale; l’importante è vivere queste emozioni con gli occhi di un bambino, nel luogo più intimo e sicuro: la propria casa. È questo il suggerimento della nuova campagna firmata dall’agenzia Auge. Al concept dell’anno “Fai spazio al tuo buon giorno” si aggiunge “anche a Natale”, dando così vita ad una nuova campagna integrata con l’obiettivo di consolidare la strategia impostata a settembre.

Un buon giorno inizia da te,quando vedi le cose in un modo nuovo, quando scopri il bello anche se è nascosto, quando nonostante tutto decidi di essere felice, ogni giorno può essere un buon giorno se inizia così.

Lo spot mostra una famiglia che non resiste alla tentazione di scartare in anticipo i regali sotto l’albero, concludendosi con i protagonisti riuniti intorno ad un tavolo per una colazione notturna improvvisata.

On air dal 2 novembre, la campagna per presentare le novità dedicate al Natale sfrutta le potenzialità del cross e second screen. In questo percorso al fianco di IKEA, l’agenzia Initiative (network globale di comunicazione del gruppo IPG Mediabrands) ha implementato il planning con attività di cross e second screen. L’obiettivo è quello di accompagnare le persone durante l’intero arco della giornata seguendo le interazioni tra i diversi mezzi di comunicazione; la strategia si caratterizza come innovativa per la sua capacità di raggiungere il grande pubblico e, allo stesso tempo, generare un alto livello di engagement.

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L’attività in second screen segue quella televisiva per tutto il periodo della campagna attraverso banner su smartphone e tablet. Inoltre, sulle reti Mediaset e Sky, tramite le rispettive applicazioni di Mediaset Connect su Avanti un Altro e X-Factor, i telespettatori potranno interagire con il brand in diretta e in tempo reale.

Sulla app Mediaset Connect, durante il programma Avanti un Altro, l’agenzia creativa ha integrato nel meccanismo di gaming on line una serie di domande correlate al brand che danno la possibilità di accumulare i “Diamanti” per la sfida TV.
Sulla app X-Factor sono stati realizzati dei banner che ironicamente giocano sul parallelismo tra musica ed alcuni prodotti IKEA.

Siamo davvero entusiasti di questa collaborazione – ha spiegato Vita Piccinini, Managing Director di Initiative – che ci permettere di essere pionieri in un ambito che sicuramente rappresenta il futuro del nostro mercato. Come agenzia media in grado di interpretare il presente e accompagnare i clienti verso il futuro, ritengo che questo progetto dimostri la nostra capacità di essere sempre un passo avanti, grazie alla pianificazione strategica di un sistema di comunicazione realmente integrato e innovativo.

Twitter vola alto: 14 miliardi di dollari entro 10 anni

Poco più di un anno fa un uccellino cominciava a cinguettare a Wall Street. Un uccellino azzurro. Il 7 novembre 2013 Twitter aveva fatto il suo ingresso al NYSE, con un’IPO iniziale di 26 dollari, che solo nel primo giorno di contrattazioni aveva raggiunto i 44.9 dollari per azione, con un incremento del 73%.

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Adesso, a un anno di distanza, qual è la situazione del social network?

Mercoledì scorso (12/11/2014) si è svolto a San Francisco il primo Analyst Day per Twitter. Per chi non lo sapesse, con Analyst Day si intende il meeting annuale dove le principali cariche aziendali (in questo caso il CEO, Dick Costolo, e il CFO, Anthony Noto) forniscono informazioni ad analisti e investitori, circa le performance attuali e gli obiettivi futuri.

E questi ultimi sono particolarmente ambiziosi. “L’obiettivo” citando Anthony Noto “è diventare una delle migliori aziende internet in termini di reddito”. La previsione è addirittura raggiungere i 14 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.

grafico di twitter per l'andamento di mercato

Le premesse sono piuttosto rosee, in quanto, specialmente nell’ultimo trimestre, i risultati sono sempre stati positivi, soprattutto per quanto riguarda il mobile. L’85% del risultato di questo trimestre è proprio dovuto agli investimenti in advertising mobile.

risultati trimestrali di twitter

Grafico Tech Crunch

Stando a quanto detto anche su TechCrunch, gli analisti, in generale sono abbastanza disposti a credere alle alte aspettative di Twitter. Infatti l’azienda ha ottimi dati finanziari: il social è sempre riuscito a fare un ottimo lavoro nel monetizzare la sua user base. In compenso le performance di crescita del numero di utenti sono sempre state piuttosto deludenti.

Il focus dell’azienda nei prossimi anni sarà concentrato sull’aumento dell’utenza. In particolare, Dick Costolo ha mostrato questa visione strategica, invitando gli investitori a considerare il social non solo dal punto di vista degli utenti mensilmente attivi.

Ci sono oltre 500 milioni di visitatori (utenti che non si loggano, ma che visitano comunque Twitter sia sulla home page che reindirizzati verso tweet specifici). Considerando queste persone ci sarebbe il potenziale per generare oltre 1 miliardo di dollari. Come poi Twitter riuscirà a monetizzare questo target group sarà un altro discorso.

grafico sugli utenti potenziali

Dal punto di vista delle scelte operative, molti sembrano i possibili cambiamenti che verranno attuati nel prossimo futuro.
Come anticipato da Mashable, le innovazioni maggiori riguarderanno la Timeline. Con gli Highlights sarà possibile dare più spazio alle notizie più importanti, mentre con l’implementazione di Instant che aiuterà soprattutto i nuovi utenti ad ambientarsi al meglio costruendo quindi una newsfeed ottimale.

Per gli utenti attivi, invece, l’uccellino blu vorrebbe aumentare le funzionalità della messaggistica istantanea.
Altri cambiamenti potrebbero coinvolgere lo sviluppo di più app standalone, di features per la creazione e l’editing dei video, e la creazione di alert Breaking News.

Concludendo: grandi obiettivi, ma anche grandi risultati. Sembra infatti che l’uccellino azzurro  sia riuscito a convincere Wall Street. Il valore delle azioni è aumentato di circa l’8% durante l’Analyst Day e di un ulteriore 1.5% nella giornata successiva. 

Per essere sempre aggiornati sulle performance finanziarie di Twitter: Investor Twitter Inc.

Sai raccontare la tua storia? Crea il tuo personal storybrand in 3 step

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Assumere un approccio concreto nei confronti della propria vita professionale nell’era del Web 2.0 significa essere capaci di creare una Storyline coerente che permetta di comunicare la propria identità. La maggior parte dei Recruiter decidono di contattare un candidato dopo aver consultato i suoi profili Social, dopo aver capito qual è la sua storia, la storia che è riuscito a raccontare di sé.

Promuovere sé stessi non significa vantarsi, ma riuscire a mettere in luce le proprie potenzialità tenendo sempre a mente quali sono i propri obiettivi. Tant’è che ci sono un gran numero di modelli da cui prendere esempio. Qualcuno, addirittura, azzarda di poter ricavare da Bridget Jones le lezioni giuste per un personal storybranding efficace.

Il processo di sviluppo di un personal storybranding è costituito da tre fasi fondamentali che sono direttamente legate a tre domande cruciali che ogni business man dovrebbe farsi per poter creare il suo marchio.

 

Esplorazione (Chi sei?)

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Cosa ti rende unico? Qual è la tua personalità? Trovare risposte è il modo giusto per definire ed esplorare sé stessi identificando i propri punti di forza. Comprendere il proprio ruolo all’interno della “trama” sottile da costruire ti permetterà di vedere il mondo in una maniera totalmente nuova. Si tratta della fase più critica e delicate di tutto il processo.

Per costruire la propria autobiografia bisogna conoscersi, ma di primaria importanza è conoscere il proprio target di riferimento. Chi vuole ascoltare la tua storia? Allora stesso tempo, il personal storybranding si alimenta delle storie degli altri. Fare riferimento a loro, conoscere il proprio pubblico, rendere la propria storia correlabile a quella degli altri è il vero segreto del successo.

LEGGI ANCHE: Sedurre il cervello con l’arte dello storytelling

Essenza (Chi vuoi essere?)

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Fonte: Tumblr

A questo punto dovrai avere definito chi sei e puntare a costruire chi vuoi essere. La tua vision sarà fondamentale per poter fondare la tua storia su una promessa. Una promessa da mantenere e da seguire in tutto ciò che fai. Ciò che risulta fondamentale è emergere dalla folla raccontando la tua storia personale e professionale.

Scrivere la propria storia consiste nel fare leva sulle emozioni delle persone, dei tuoi “lettori”. L’engagement parte quasi sempre da un aneddoto e non da sterili statistiche.

Espressione (Come lo comunicherai al mondo?)

La pianificazione strategica si rende necessaria quando il personal storybranding deve essere comunicato al mondo con contenuti mirati: post sul blog, foto sul profilo Instagram e su Facebook, Tweet Pungenti e Immagini da Pinnare. Una volta stabilito un piano di azione è possibile distruire tutti questi contenuti. IL Web sta diventando il mezzo più utilizzato, soprattutto nel mondo del lavoro, per poter presentare la propria storia.

C’è chi preferisce girare un Vlog settimanale e chi modificare il proprio Profilo Linkedin. Ma c’è anche chi utilizza Vine per poter pianificare la propria strategia di personal storybranding.

A questo punto diventa ancora più difficile mantenere una coerenza in ogni azione da compiere. Ma ciò sarà il risultato delle precedenti fasi in cui si sarà definito il target, lo stile, I contenuti da raccontare. Bisogna sempre considerare che l’impronta digitale permane nel tempo ed è consigliabile evitare errori irreparabili, come la pubblicazioni di foto che non rafforzano la tua storia professionale.

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Investire su sé stessi è la strada per la felicità.

Il personal storybrand è un’identità unica che qualsiasi professionista in grado di sviluppare.

Il processo di personal storybranding è rivolto alla formazione di un’identità unica che ogni business man dovrebbe essere in grado di sviluppare. Per avere successo e definire il tuo profile professionale creando engagement e coinvolgimento da parte di chi ti ascolta devi ricordare una serie di principi:

  • Lo storybranding non è un programma di miglioramento personale, ma è un approccio operativo che ti permetterà di sfruttare le tue potenzialità tenendo sempre a mente il tuo sviluppo professionale.
  • E’ importante il Sistema di valori scelto. Ciò rende memorabile un personaggio e non solo i suoi skill professionali o le sue certificazioni.
  • Il carisma è un dono appartenente a pochi. E’ questo il vero carburante che permette a determinate personalità di emergere e di spiccare il volo.
  • Abbi il coraggio di alzarti in piedi e di distinguerti sempre dagli altri.
  • Sappi che c’è sempre un lieto fine. Come ogni storia che si rispetti, il personal storybranding si fonda sulla volontà di plasmare le azioni per ottenere il successo desiderato,  un percorso che dura tutta la vita.

 

Corso in e-Commerce Management: strategie e piattaforme per vendere online

e-Commerce Management

© Gajus - Fotolia.com

Il 2015 in Ninja Academy si aprirà con il Corso Online in e-Commerce Management, un percorso formativo completamente online pensato per aggiornare le competenze aziendali necessarie a mettere a punto strategie di marketing e vendita online che possano massimizzare la domanda proveniente dal proprio mercato di riferimento.

5 cose che imparerai durante il corso

Il corso ti permetterà di acquisire competenze specifiche sui passaggi strategici dell’e-Commerce, dalla piattaforma da utilizzare, i possibili modelli di business, le tecniche di analisi anche competitiva, gli aspetti gestionali ed in generale tutte quelle attività che occorrono ad un professionista della vendita online per essere in sintonia col proprio mercato. In particolare, frequentando il Corso, imparerai a:
1. scegliere la migliore piattaforma di vendita per la propria azienda
2. gestire progetti di e-Commerce con successo
3. acquisire nuovi clienti con le tecniche di performance marketing applicate all’e-Commerce
4. utilizzare il social media marketing come strumento di vendita
5. gestire un customer care 2.0

Quali sono gli argomenti del corso e i rispettivi docenti?

PARTE 1: IL MERCATO, LE STRATEGIE E GLI STRUMENTI DELL’E-COMMERCE
con Roberto Fumarola
[Co Founder in Qapla.it & eCommerce Specialist in b2commerce srl]

  • Il mercato
  • Tipologie di piattaforme
  • Usability
  • SEO & SEM
  • Mobile e-Commerce
  • Multicanalità e multiscreen

PARTE 2: CUSTOMER CARE, SOCIAL COMMERCE & MARKETPLACE:
con Francesco Varuzza
[Technical Department Manager and E-commerce Specialist at FullyCommerce]

  • Gestire i clienti online
  • Dall’ascolto all’assistenza: Social Caring
  • eBay, Amazon e i maggiori marketplace internazionali
  • Scegliere i prodotti/servizi inserire all’interno di un marketplace

PARTE 3: ECOMMERCE MARKETING
con Gabriele Taviani
[RE-TARGETING expert at Brokerad Ltd]

  • Preparazione: Metodologia, Pianificazione strategica (Campaign Plan) e Configurazione dei TAG di tracciamento (GTMGoogle Tag Manager).
  • Negoziazione del traffico multi-canale: Canali e traffico Prospecting (interessamento) e Retargeting (Convincimento).
  • Acquisizione: Usare Facebook Advertising per acquisire traffico Prospecting e Retargeting. Generazione di conversioni.
  • Analisi & Ottimizzazioni delle performance multi-canale: Ottimizzazioni per migliorare il ROI

Quanto dura il corso?

Il corso ha una durata di 15 ore formative: le lezioni si terranno dalle 18 alle 20 per i webinar teorici e dalle 18 alle 19 per i question time, webinar di confronto con i docenti in cui  potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale in relazione alle tue esigenze formative e/o lavorative.

Presentazione: 9 gennaio dalle 17 alle 18
Lezione 1: 20 gennaio dalle 18 alle 20
Lezione 2: 23 gennaio dalle 18 alle 20
Question Time 1: 28 gennaio dalle 18 alle 19
Lezione 3: 30 gennaio dalle 18 alle 20
Lezione 4: 3 febbraio dalle 18 alle 20
Question Time 2: 6 febbraio dalle 18 alle 19
Lezione 5: 10 febbraio dalle 18 alle 20
Lezione 6: 13 febbraio dalle 18 alle 20
Question Time 3: 17 febbraio dalle 18 alle 19

Come posso fare per rivedere le lezioni e per quanto tempo sono disponibili online?

Qualora fossi impossibilitato a partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, potrai consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità on-demand accedendo alla piattaforma e-learning. Iscrivendoti ad un Corso Ninja Academy Online, entrerai a far parte di in una Community reale di entusiasti, appassionati ed evangelisti del marketing digitale, e in generale dell’innovazione, dove potrai confrontarti quotidianamente con i docenti e con gli altri corsisti.

Quali sono qui i vantaggi di seguire il corso online?

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

SCONTO EARLY BOOKING
Fino al 13 gennaio: 249 €
Dal 14 gennaio: 349 €

BE NINJA!

Nokia: cosa si nasconde dentro la Black Box? [BREAKING NEWS]

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Non è passata nemmeno una settimana dalla presentazione del Lumia 535, il primo Lumia a marchio Microsoft, che Nokia torna a far parlare di sè. E lo fa in maniera abbastanza criptica, con un tweet partito oggi dall’account ufficiale:

Cosa si nasconderà dietro la Black Box a marchio Nokia? Lo scopriremo domani, 18 Novembre, durante uno lo speech di Sebastian Nystrom, responsabile di prodotto Nokia, all’evento Slush 2014: il riferimento europeo ed asiatico per startup e tecnologia. Intanto possiamo fare un po’ di previsioni.

LEGGI ANCHE: Microsoft Lumia 535, il primo Lumia senza Nokia

Diversificazione

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Chi conosce la storia completa di Nokia sa che la casa finlandese è maestra nella diversificazione: dalla lavorazione di legno e cellulosa a piccoli elettrodomestici, per finire poi in impianti cellulari e smartphone. L’accordo Nokia-Microsoft prevede restrizioni sull’utilizzo del brand Nokia sugli smartphone e la disponibilità ad utilizzarlo sui feature phone per 10 anni, ma, per altri beni di consumo, esso può essere utilizzato senza limitazioni dai suoi proprietari. E’ questa la prima informazione utile, e ci fa sospettare che nella blackbox non ci sia un dispositivo legato al mondo degli smartphone.

Gestione

francesco-piccolo-cosa-si-nasconde-dietro-la-black-box-Nokia

In seguito alle turbolente vicende degli ultimi anni, Nokia sta lavorando duro per ridefinire il proprio senso partendo dalle proprie radici: un brand di valore, un team di designer e programmatori software, l’abilità di trasformare ricerca e sviluppo in prodotti di consumo. Durante le fasi di riconversione Nokia, si è spesso parlato di una diversificazione come software house; adesso Nokia vorrebbe mettere a disposizione il proprio brand per assistere la produzione di elettronica di terze parti ed apporvi il proprio marchio. In questo modo non sarà raro trovare vere e proprie ortodossie, come fotocamere e strumenti tecnologici con il logo finlandese.

Non si tratta di una strategia nuova: molti brand hanno già tentato diversificazioni in questo senso ottenendo scarsi risultati.

francesco-piccolo-cosa-si-nasconde-dietro-la-black-box-Nokia

Linea di abbigliamento Apple degli anni ’80

francesco-piccolo-cosa-si-nasconde-dietro-la-black-box-Nokia

Polaroid Smartwatch

E’ altrettanto vero, però, che se si trattasse di una diversificazione correlata, finalizzata a valorizzare le proprie risorse umane e tecnologiche oltre che di awareness, potrebbe avere risultati sorprendenti.

Vi diamo appuntamento a domani su queste pagine per scoprire cosa bolle in casa Nokia.

 

Ocho, il nuovo social network per i videomaker

ocho video

L’universo dei social network è sempre in costante espansione. Ogni giorno vengono ideate, progettate, testate e lanciate sul mercato centinaia di nuove app dedicate ad ogni aspetto della nostra vita.

Oggi è il mondo dei videomaker ad arricchirsi, con l’uscita di Ocho! Secondo Jourdan Urbach,  fondatore di questa social video start-up,

“non c’è nulla sul mercato che permetta una solida esperienza di video come quella che promette Ocho.”

Sembra una sparata promozionale e nulla più, la sua, per conquistare i lettori di TechCrunch. Ma l’argomentazione ha indubbi punti di forza.

La naturale obiezione a questa frase è citare la funzione video di Instagram Vine. Se il primo social si controbatte facilmente – Instagram è, al 90% un programma di fotografie e i video sono solo un optional in più – , il secondo merita una riflessione più specifica.

“Vine, con i suo 6 secondi in loop, ha creato una categoria a parte, quella popolata da filmaker ricercati”, quelli che sperimentano con effetti speciali o danno vita a piccole gag che poi diventano virali.

Non v’è dubbio che l’idea di chi realizza video cinematografici, sia distante dal mondo di Vine. Ed è in questo segmento che Ocho vuole riscuotere consensi.

Dopo mesi di test, la compagnia ha ufficialmente lanciato la sua app su iOS l’11 novembre – per Android ci vorrà ancora un po’ di tempo – e ha subito potuto beneficiare di un finanziamento pari a 1,65 milioni di dollari, messo a disposizione da Mark Cuban (imprenditore statunitense, noto per essere il proprietario della squadra di basket dei Dallas Mavericks).

Come funziona Ocho?

In pratica, come qualunque altra app di video riprese già in commercio. Ci sono però dei punti di forza:

  • si possono girare più di 8 secondi e poi, in post produzione, scegliere il segmento che ci piace di più oppure velocizzare il video con la funzione timelapse;
  • qualora il sonoro registrato non sia ottimale, Ocho seleziona per voi gli 8 secondi migliori di audio;
  • si può registrare una voce over, dopo aver realizzato il video;
  • si possono aggiungere dei filtri (specificatamente cinematografici e non presi in prestito dal mondo fotografico);
  • i video possono essere visti in modalità full screen (un ottimo punto, considerata l’ambizione di ospitare filmati di alta qualità);

A questi aspetti si aggiunge la solita immediatezza d’utilizzo (che ormai è la base di qualunque app che speri di avere successo).

ocho video

Ma ricordiamoci che Ocho è anche un social network! Sono quindi presenti i video delle persone che seguite e quelli più visti e apprezzati dalla rete.

Da sottolineare però il fatto che si può rispondere ai video solo con altri video (un po’ come avveniva in Rando); abolite dunque le parole (eccezion fatta per i tag e gli hashtag).

LEGGI ANCHE: Rando guardare il mondo da un oblò con una app

E ora veniamo alla domanda che vi attanaglia da inizio articolo: perché 8 secondi?

Cuban e il suo socio Jonathan Swerdlin, giurano che non sia una cifra scelta arbitrariamente e giustificano la scelta fissando a 8 secondi il tempo massimo di attenzione del pubblico sui social network.

Tralasciando la questione rapporto durata-qualità, che a nostro avviso è cruciale e rischia di trasformare Ocho nell’ennesimo strumento per mandare in rete video che hanno poco da dire, è importante riflettere su questa mancanza di concentrazione che si imputa ai naviganti di questi anni.

È un’affermazione realistica, quella di Swerdlin, ma allarmante: la nostra soglia di attenzione e d’interesse si abbassa sempre di più, se è vero che anche azioni banali come quella di cliccare sulla scritta “… Altro …” presente nei post più lunghi di Facebook, diventano faticosissime.

Il fatto strano è che, mentre sul web i tempi si riducono, nelle sale cinematografiche si espandono enormemente (basta dare un’occhiata alle durata di due ottimi film in sala in questi giorni: Interstellar (169′) e Boyhood (165′)).

Il rischio è si stia crescendo una generazione che non avrà mai familiarità con il mezzo audiovisivo classico che, inevitabilmente, andrà in contro a una profonda crisi.

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways ha recentemente rilasciato la sua ultima campagna istituzionale, dedicata ad un mercato specifico e in continua crescita come quello indiano, composto anche migliaia e migliaia di giovani emigrati in occidente: pensando a loro, la compagnia aerea britannica ha realizzato “The Welcome of Home“.

Un progetto di storytelling che, partendo dalla storia della giovane Chitra, indiana trapiantata in Canada in viaggio verso la propria patria, mira a coinvolgere tutti coloro che sono lontani dalla famiglia e dalla terra natia.

Il voiceover prolungato recitato delle protagoniste stesse, i tanti primi piani accompagnati dai numerosi campi lunghi, i parallelismi nel montaggio determinano il carattere fortemente emotivo del video, che permane lungo tutto il racconto del viaggio di Chitra. Momento centrale della narrazione è il rito del benvenuto, the welcome of home appunto, l’abbraccio dei propri cari al ritorno a casa.

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

LEGGI ANCHE: Expedia e i viaggi nel tempo: quando il Throwback Thursday si fa un gioco serio

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

British Airways racconta l'emozione del ritorno a casa [VIDEO]

In ogni schema narrativo il momento del ritorno riveste una grande importanza, poiché testimonianza di un’avvenuta vittoria o conquista personale del protagonista che ha compiuto un lungo viaggio di crescita lontano da casa. British Airways si candida ad aiutante che rende possibile questa riunione e ne aumenta al tempo stesso la piacevolezza grazie ai servizi offerti pensati per questo target specifico.

“British Airways non fa solo volare le persone, ma le connette con quelle che più amano. Conosciamo il valore e l’importanza di un caldo benvenuto, è una componente straordinaria della cultura indiana e ci impegniamo per dare ai nostri clienti un piccolo assaggio di quel caloroso benvenuto dal momento in cui salgono a bordo”. Victoria Long, Americas Marketing Manager di British Airways.

Parte integrante della campagna è un contest, #WelcomeOfHome che permette ai partecipanti di vincere un volo a/r per tornare a casa e riabbracciare i propri cari.

Credits:

Agency: BBH London
Creative Team: Harry Orton
Creative Team: Robin Warman
Executive Creative Director: Ewan Patterson
Strategy Director: Mark Aronson
Business Lead: Richard Lawson
Team Manager: Jonny Price
Team Director: Leonora Hopkins
Producer: Chris Watling
Assistant Producer: Adam Reid
Production Company: Stink
Director: Wilkins and Maguire
Executive Producer: Jon Chads
Producer: Jonny Kight
DOP: Luke Jacobs
Post Production: Electric Theatre Collective
Editor/Editing House: Patric Ryan, Marshall Street Editors
Sound: Factory

Energia pulita, Spider Bond, Ladri: i migliori annunci stampa della settimana

Bentrovati amici della pubblicità al momento più alto del vostro lunedì creativo: i migliori annunci stampa pubblicati questa settimana!
Iniziamo col botto:

Ecotricity: Nothing happened

Domenica 19 ottobre , non è successo niente nel Regno Unito o almeno questo è quello che la maggior parte delle persone ha pensato. In realtà, proprio quel giorno, sono state spente definitivamente quatto centrali nucleari che generavano ogni giorno energia elettrica per circa nove milioni di case. Grazie all’energia eolica, che ha sostituito l’ammanco di energia, nessuno si è accorto del cambiamento.

Questa doppia pagina pubblicitaria apparsa sul quotidiano The Guadian è stata commissionata da una società che si occupa di energia rinnovabile.

Advertising: The Guardian 

KFC Zinger Burger: Green/Red/Yellow

Gli altri sapori piccanti diventano dolci di fronte al Zinger Burger.

Advertising Agency: Ogilvy&Mather Istanbul, Istanbul, Turkey
Executive Creative Director: Tolga Büyükdoğanay
Art Director: Burcu Günister
Copywriter: Erşan Develier
Photographer: Ale Burset

The Art of Shaving: Evolution

Ogni mattina una scimmia si sveglia è sa che dovrà radersi per diventare uomo. L’evoluzione quotidiana vista da Art Shaving.

Advertising Agency: BBDO New York, USA
Chief Creative Officers: David Lubars, Greg Hahn
Senior Creative Directors: Kara Goodrich, Cesar Finamori
Senior Art Director: Fernando Mattei
Copywriter: Kara Goodrich
Illustrator: Fernando Mattei / Zombie Studio
CGI: Zombie Studio
Producer: Ilona Siller

Godrej Security Solutions: Necklace/Ring


JWT India impacchetta questa simpatica campagna stampa per un’azienda di casseforti: non proteggere i tuoi gioielli equivale a donarli ai ladri.

Advertising Agency: JWT, Gurgaon, India
Creative Director: Amit Shankar
Art Director / Copywriter / Illustrator: Nishit Shankar

Lego: Sensei_Vader/Batkid/Spider_Bond/Homerine


Con Lego si hanno infinite opzioni di costruzione. Questa campagna stampa mette in luce dei veri e propri mashup culturali che spiccano per fantasia e creatività: “Fiction meets Fiction”

Art Director: Alexandre Tissier

LEGGI ANCHE: Jaguar, Birra, Armi: i migliori annunci stampa della settimana

Quali sono i principali fattori che rendono un sito web poco attraente? [INFOGRAFICA]

sito web efficace

In rete, l’attenzione e la probabilità che gli utenti fruiscano di un contenuto digitale diventano spesso questione di pochi attimi.

Conoscere le ragioni di base che invogliano gli utenti a continuare la navigazione diventa allora strategico, soprattutto se ci si trova a dovere aprire e/o gestire un sito web. A proposito, viene in soccorso un’infografica molto interessante di KissMetrics, ripresa anche da Business2Community. Essa si compone di differenti consigli, suddivisi in alcune macro-aree tematiche e organizzati in pratiche check-list.

LEGGI ANCHE:  Come progettare una digital UX efficace? La parola a Jacopo Pasquini e Simone Giomi, autori di “Web Usability” [INTERVISTA]

Più nello specifico, le macro-aree sono le seguenti:

  1. Navigazione: lo sappiamo bene da molto tempo, ormai. Un sito web difficile da navigare viene subito percepito come un disturbo allo svolgimento delle abituali azioni quotidiane. Fornite sempre elementi chiari, capaci di orientare l’utente nella navigazione; rendete chiaro lo user journey, senza dimenticare o nascondere link a pagine importanti in mezzo al testo o in zone della pagina poco visibili. Scegliete sempre link text chiari e comprensibili.
  2. Pubblicità: la pubblicità diventa spesso la prima cosa che vede un visitatore, ma non dovrebbe assolutamente essere così. Cercate di rimanere discreti nel proporla e, dove possibile, veicolate messaggi coerenti con il tema ed i contenuti della piattaforma. I visitatori vi ringrazieranno e ripagheranno con livelli di attenzione ai vostri messaggi ben maggiori!
  3. Struttura informativa: ha un forte impatto soprattutto nella retention dei visitatori, e nel tasso di conversione. Non create contenuti o informazioni duplicate, e non date nulla per scontato. Scrivete sempre informazioni iniziali capaci di guidare la fruizione del sito web, raggruppate i contenuti digitali in cluster tematici consistenti e sensati. Utilizzate il grassetto e il corsivo per mettere in evidenza parole chiave e concetti fondamentali.
  4. Elementi audio e video: per prima cosa, evitate di includere video che iniziano appena il visitatore ‘atterra’ sulla piattaforma, oppure audio incontrollabili. Cercate di comprendere cosa è importante veicolare in forma visiva e audio, e cosa invece in formato scritto.
  5. Registrazione: sempre più spesso, la necessità di registrazione è percepita dalle persone come un passo troppo impegnativo, a meno che le stesse non riescano ad ottenere un valore importante in cambio. Cercate comunque di evitare pop-up, e se decidete di includere la registrazione, fornite almeno una demo o un piccolo ‘assaggio’ iniziale! Gli utenti non amano dare i propri dati “a scatola chiusa” 😉
  6. Design: oggi è molto diffuso il design minimal, ma attenzione a come declinate il concetto: il vostro sito web non deve sembrare né troppo spoglio, né qualcosa di inutile! Prediligete invece soluzioni capaci di stimolare l’interazione come blog, forum e contenuti speciali.
  7. Leggibilità: font poco chiari e colori eccessivi possono rendere un sito web esteticamente bello, ma molto poco funzionale. Fatevi sempre aiutare da un professionista e non dimenticate un test prima del go live.
  8. Frequenza di aggiornamento e pubblicazione: i siti-vetrina sono ormai in via di estinzione, e diverse realtà imprenditoriali hanno capito che il digital content marketing è una chiave di successo importante anche per il business aziendale. Aggiornate spesso i contenuti, non lasciate che diventino obsoleti e/o poco rilevanti. Mettetevi nei panni del visitatore medio: cosa si aspetta di trovare sul vostro sito web? Quale valore informativo aggiuntivo sapreste garantirgli?

Scopriamole meglio, direttamente dall’infografica!

infografica sito web efficace