Rando: guardare il mondo da un oblò con un'app

Photo-Sharing a random per chi non ama i classici Social network. Messaggio in bottiglia 2.0?

La digital design studio Utswo in Inghilterra ha dato vita a “Rando” applicazione che ridefinisce il concetto di photo-sharing, da poco disponibile gratuitamente per Iphone e Android. Rando consente la condivisione delle proprie foto, ma a differenza di altre apps e social network (come ad esempio Instagram) la condivisione è del tutto casuale, in altri termini una volta scattata la nostra foto viene inviata nel cyberspazio per poter essere re-indirizzata verso l’account di qualcun altro utente nel mondo del quale non ci è dato sapere nulla.

Per poter ricevere una fotografia bisogna prima scattarne una e per ogni foto caricata se ne riceverà un’altra di cui possiamo sapere solamente dove è stata scattata tramite geo-localizzazione. Un concetto molto semplice e paritario, ovvero un “frame” della tua vita quotidiana viene inviata random nel mondo, e un frammento della vita di qualcun altro viene rimandato verso di te.

Dal nome semplice e immediato, con design minimalistico, tutte le foto che scattiamo con Rando sono “delineate” all’interno di cerchi per dare un effetto spioncino tipo Oblò, come se avessimo la sensazione di spiare qualcosa daqualche altra parte del mondo – caratteristica rilevante che cela qualcosa di misterioso nel funzionamento di Rando – realizzata anche per creare anche un elemento di design distintivo per distinguere il “marchio Rando”.

A differenza di molte applicazioni di photo-sharing, Rando è priva della possibilità di commentare una foto, di poterla inviare ad altri social network direttamente tramite l’app o di poter semplicemente mettere mi piace. Ma questo è molto più una caratteristica che un bug, afferma il co-fondatore di – Utswo- Matt Miller, definendo Rando come un “app di photo-sharing anti- sociale” e aggiunge:

Rando è progettato per collegare le persone/utenti al mondo senza l’onere di amicizia con altri utilizzatori. Non ci sono commenti, likes, condivisione, ri-condivisione, amici, titoli, didascalie, hashtag – ci siete solo voi e le immagini. Eliminando la necessità di seguire gli utenti abbiamo aumentato la possibilità di ricevere una varietà di foto da luoghi inaspettati in tutto il mondo. Per esempio – personalmente usando Instagram con la mia cerchia di contatti è improbabile che avessi mai ricevuto una foto dalla parte più profonda della Russia o della Repubblica Dominicana. Rando fornisce risultati inaspettati in un modo molto liberatorio con nessun altro che riceve la tua stessa foto.

Il progetto Rando è ancora in fase di lancio ma già riscuote grandi consensi su blog in rete e tra gli utenti, presto arriveranno gli aggiornamenti con varie features come filtri e possibilità di Disapere dove sono finiti i nostri scatti. Utswo inoltre ha dimostrato grande maestria nell’affrontare il pericolo che Rando si riempisse di pornografia con un sistema di auto moderazione che sembra arginare il fenomeno.

Apprendendo dai vari social networks che mettono in contatto sconosciuti (ad esempio Chatroulette) che hanno in passato affrontato il problema, Rando consente ai propri utenti di flaggare le immagini inappropriate segnalandole ai moderatori che provvederanno al blocco dell’ account.

Come ha spiegato Matt Miller il co-fondatore ci si augura che gli utenti possano condividere le immagini della loro vita quotidiana, come una sbirciata nella loro realtà; riportando l’enfasi di scattare una foto non esclusivamente per quanti likes essa riceve, ma unicamente per lasciare che arrivi magicamente a qualcuno che non conosciamo e che magari non avremmo mai conosciuto, come una sorta di messaggio in bottiglia 2.0.

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