Flickr e content curation: con Urban Gems il viaggio è più bello!

Flickr e content curation

Estate, tempo di viaggi!

Che voi siate esploratori da aereo o da autostop, avrete di certo avuto a che fare, nella vostra vita, con le cartine stradali: anni fa quelle cartacee (comode, sempre a portata di mano, facili d’aprire, impossibili da richiudere), rimpiazzate nell’ultimo decennio prima dai navigatori GPS da auto e poi dagli smartphone.

E che gran comodità, farsi portare a destinazione da un affidabile computer!

I computer però, è risaputo, sono freddi calcolatori e basano le proprie ricerche su fattori come la velocità e la distanza.

Non che ci spiaccia raggiungere la nostra meta in poco tempo e percorrendo il minor numero di chilometri possibile, ma come già detto all’inizio, siamo in vacanza e vorremmo anche portare a casa qualche foto di panorami mozzafiato da condividere sui nostri profili social.

La soluzione è in arrivo e siamo fieri batta bandiera italiana!

Daniele Quercia, Rossano Schifanella e Luca Maria Aiello, tre ricercatori italiani di Yahoo! Labs di Barcellona e dell’Università di Torino, hanno creato Urban Gems, un navigatore satellitare che vi porterà dal punto A al punto B, riempiendo il tragitto di bellezza.

Con Urban Gems non vi sfuggiranno più vedute romantiche, alberi secolari, statue e monumenti incantevoli ma non abbastanza famosi da finire sulle guide tradizionali.

I tre ricercatori hanno usato il cuore di Londra come test: partendo da una banca dati di foto già realizzate, le hanno ripubblicate sul proprio sito, chiesto al pubblico di scegliere quali fossero le più belle in una serie di sfide a due – usando il crowdsourcing – e infine hanno usato un algoritmo per  associarle alle mappe (tra cui, Google Maps).

Flickr e content curation

Per replicare questo schema su scala mondiale, Quercia e soci hanno poi utilizzato oltre 5 milioni di foro presenti su Flickr e le hanno studiate scientificamente analizzando dati oggettivi – il numero di foto scattate in una determinata posizione, il numero di persone raggiunte e la quantità e la qualità dei tag e degli apprezzamenti degli utenti – per ricavarne il più famoso tra quelli soggettivi: la bellezza.

Questa procedura ha avuto un altro test, questa volta a Boston, ed è stato sottoposto a una verifica “di persona”: 54 abitanti della città hanno confermato la validità estetica del tragitto formulato Urban Gems, rispetto al normale percorso compiuto tutti i giorni (come riporta il Technology Review).

Il fatto ancora più sensazionale è che le soluzioni proposte da Urban Gems guadagnano in bellezza, senza perdere – eccessivamente – in rapidità di percorso: in media le si allunga solo del 12% in più (lo studio è consultabile su arxiv.org).

 

Sono inoltre in previsione migliorie per aggiungere al software elementi specifici quali situazioni meteorologiche – bel tempo o foschia – e temporali – se è giorno o notte – per far sì che la ricerca sia sempre perfettamente al passo con la richiesta degli utenti.

Non si sa ancora quando l’app di Urban Gems arriverà sui nostri dispositivi mobili, ma di certo sarà un gran successo!

Generare conversioni e interpretare le metriche digitali? La parola a Alessio Semoli. #ninjamaster

Ninja Master Online in Digital Marketing

Continuiamo a conoscere i docenti della seconda edizione del Ninja Master Online in Digital Marketing, il #digitaldreamteam del marketing digitale italiano. Oggi è il turno di Alessio Semoli, docente dei moduli in Performance Marketing e Web Analytics del #ninjamaster.

Ciao Alessio, a cosa serve la Web Analytics e quali sono gli errori da evitare?

Oramai la Web Analytics è diventata fondamentale per qualsiasi attività si voglia fare online, che si faccia attraverso un sistema o un altro è fondamentale misurare e capire nel dettaglio cosa accade nel nostro progetto di business online. Gli errori da evitare sono diversi, in particolare nel pensare di volere subito risolvere tutti i problemi analizzando ogni dettaglio andando a fare inutili micro analisi e tralasciando le macro più importanti che ci consentono di fare immediati passi avanti con minor sforzo.

Parliamo di Performance Marketing. Cosa significa e quali possono essere i benefici in termini di ROI?

Il performance marketing non è nient’altro che un modo e approccio diverso di affrontare le leve del marketing digitale tradizionale, orientando qualsiasi attività ad un risultato immediato e misurabile, ovvio che una attività ben organizzata difficilmente avrà un ROI negativo, ovviamente se misuro e controllo i dati. 🙂

Alessio Semoli

Quali sono le tue app e i tuoi strumenti web preferiti?

In realtà mi piace provare un po’ tutto e cercare di comprendere cosa c’è di buon da ogni strumento, ma visto che sono in tema direi che lo strumento preferito è quello che mi mostra l’andamento delle attività di business dei progetti che seguo, che sia strumento di analytics piuttosto che di adserving.

La tua soddisfazione lavorativa più grande?

Il mio motto è “minimo sforzo massimo risultato“, quando ciò si realizza mi sento soddisfatto (non sempre è così) perchè posso dedicare il mio tempo ad attività ancora più importanti come la famiglia. Sono soddisfatto anche quando vedo che persone che lavorano con me diventano sempre più brave e che a loro volta sono felici di quello che sono e che stanno ottenendo.

Grazie Alessio! Ci vediamo online al Master Online in Digital Marketing! #ninjamaster 😉

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Leggi le altre interviste ai docenti del Master!

Davide Pozzi – I motori di ricerca come strumento di marketing? Parliamo di SEO.
Simone Tornabene – Pianificare, progettare e curare contenuti digitali.
Nicola Armellini – Integrare il mobile nella propria strategia di marketing?
Gianpaolo Lorusso – I motori di ricerca come strumento di marketing? Parliamo di SEM.
Miriam Bertoli – Come costruire un piano di comunicazione digitale?

Addio marketing manager: Procter & Gamble elimina il ruolo in azienda

Addio marketing manager

Importanti cambiamenti in casa P&G. Dal 1 luglio, infatti, il colosso multibrand statunitense ha abbandonato la sigla marketing director e l’ha sostituita con quella di brand director. Di conseguenza, l’ufficio marketing è diventato Brand management, e si occuperà di “strategie, piani e risultati per i brand”.

Il cambiamento si propone di “unificare le risorse per concentrarsi sulla realizzazione di migliori risultati, chiarire ruoli e responsabilità per prendere decisioni più rapide, e semplificare la struttura per guadagnare tempo per la creatività e un’esecuzione migliore”, ha dichiarato P&G in un comunicato.

Il Brand management di P&G ha ora quattro funzioni:

  • brand management, una volta noto come marketing;
  • consumer and marketing knowledge, ovvero ricerche di mercato;
  • communications, relazioni pubbliche ed esterne;
  • design, o visual brand identity.

Il marketing è morto. Lunga vita al branding?

Marketing è morto

È passato qualche decennio dalla definizione di marketing così come lo conosciamo.

Senza dubbio il marketing non è più semplicemente “quell’insieme di attività che vanno dall’ideazione di un prodotto o servizio al suo utilizzo da parte del consumatore”.

Era il 1965 quando Philip Kotler definiva il ‘nuovo marketing‘ come il concetto che comporta “la ricerca di aree in cui esistono desideri dei consumatori (attuali o potenziali) insoddisfatti”. E più recente è l’idea secondo cui il marketing comprende “l’insieme di attività con cui un’organizzazione soddisfa le esigenze di persone o altre organizzazioni, mediante prodotti o servizi, oppure sostenendo idee e valori.”

Se avete studiato bene, però, la scelta di P&G di abbracciare una strategia più orientata al brand management che al marketing non dovrebbe sorprendervi più di tanto. Fu proprio Neil H. McElroy, presidente di P&G, che nel 1931 parlò per la prima volta di brand management in un memo interno all’azienda!

Neil H. McElroy procter & gamble P&G

Negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Internet, i social network, i consumatori. Oggi non è più sufficiente gestire. Oggi bisogna creare. Creare valore, contenuti, relazioni.

Ecco perché Kotler, sempre lui, oggi parla di un marketing sempre più legato alla sfera emozionale, ai valori, alla collaborazione e all’emancipazione del consumatore sempre più attento.

I marketer sono diventati dei narratori, al pari di editori e registi, in grado di raccontare storie.

Cosa ama il marchio? Cosa fa per migliorare il mondo? Cosa ha in comune con me?

Queste sono le domande a cui i brand manager di P&G devono rispondere.

Dimentichiamo la famosa casalinga di Voghera che tra Beautiful e Centovetrine vede la pubblicità dello smacchiatore che toglie anche le macchie più ostinate e corre a compralo al Conad più vicino.

La cliente P&G è quella che guarda su YouTube i video virali e si emoziona guardando “Thank you, Mom”. È quella che approva un packaging eco-sostenibile e che apprezza che la sua opinione sul prodotto venga ascoltata.

Un benvenuto ai brand manager

brand management

Facciamo quindi un ‘in bocca al lupo’ ai nuovi marketer, i brand manager, alle prese con storytelling, SEO, customer experience. Ci chiediamo se anche altre aziende accoglieranno la rivoluzione messa in atto da P&G e cambieranno anche loro etichetta.

“Cosa c’è in un nome?”, si chiedeva Shakespeare. Coloro che chiamiamo marketing manager o brand manager, anche con un altro nome, faranno sempre lo stesso lavoro – più o meno.

Però, diciamolo, brand manager è molto più cool.

10 indispensabili consigli sul Content Marketing

Quante volte avete sentito parlare di ‘content mrketing’ negli ultimi anni? Sicuramente tantissime.

Ma quali sono le reali potenzialità di questo strumento? Non c’è nulla di particolarmente innovativo nell’utilizzo dei contenuti per attirare i clienti, ma l’attenzione mediatica ha fatto in modo che divenissero sempre più decisivi per attirare utenti.

Econsultancy.com ha presentato: 100+ pratici consigli di Content Marketing: Una Guida alle procedure per gli editori, scrittori e creatori di contenutiEcco una nostra selezione dei 10 consigli più utili del report.

1. Definire il pubblico di riferimento prima di iniziare a produrre contenuti

Pensate a un pubblico piuttosto che a clienti. L’obiettivo è di produrre contenuti interessanti, ma anche allineati al vostro marchio. Date un’occhiata ai vostri migliori utenti, ai vostri visitatori più frequenti, cercate di capire chi sono, che tipo di contenuti li attrae.
La sfida odierna del content marketing è: Che tipo di contenuti trasforma un visitatore in un cliente? Rispondendo a questa domanda avrete capito il vostro target.

2. Darsi una linea editoriale

E’ essenziale avere una linea editoriale comune per chi scrive. Una guida che può andare dalla complessità della grammatica alla formattazione del testo o al tipo di immagini da utilizzare. Ciò che è importante è che si percepisca coerenza.

3. Tenere un notebook

Le idee sono tutte importanti. L’ispirazione potrebbe cogliervi mentre siete davanti al pc a scrivere, mentre siete in autobus o in treno. Un notebook è uno strumento prezioso per prendere nota e ricordare tutto quello che accade. Alcuni giorni si è pieni di idee ed altri meno. In questi casi, cos’è più utile di un’agendina?

4. Il content deve essere evergreen

E’ meglio se i contenuti siano evergreen. Mentre post relativi alle notizie hanno una durata definita, dal momento in cui si parla dell’evento associato al momento in cui l’interesse scema; fornire contenuti utili permette di tenere l’attenzione in un periodo di tempo più lungo. Se forniamo notizie sempre utili, gli utenti probabilmente torneranno a quel post, laddove il commento ad una notizia avrebbe perso fascino.

5. Imparare dagli altri

“Ci sono un sacco di contenuti là fuori.” – dice Doug Kessler. Ci sono grandi esempi di contenuti di marketing intorno a noi. E’ fondamentale leggere molto e imparare da loro.

Red Bull è un esempio da seguire. Il ‘volo’ di Felix Baumgartner ci ha dato un’immagine che difficilmente dimenticheremo.

6. Essere originali

Questo è l’unico modo per distinguersi. Il modo per farlo è quello di utilizzare la propria voce e le proprie opinioni, invece di rigurgitare comunicati stampa e white paper. Ci sono migliaia di blog, e molti di loro stanno scrivendo gli stessi articoli sugli stessi argomenti, ma ciò che è originale e non può essere trovato altrove è ciò che pensate voi.

7. Non fare affidamento sulle notizie

Non è sbagliato pubblicare notizie, ma non è una strategia che vi permetterà di emergere. Non è che non bisogna parlare delle notizie, ma si deve andare oltre una semplice notifica di fatti e spiegare perché questa notizia è importante per il nostro pubblico, ma soprattutto come gli può essere utile.

8. Creare contenuti leggibili

Tre secondi, sono il tempo massimo che gli utenti ci concedono. L’Università del Massachusetts ci dice che il 57% di loro, chiude la pagina web dopo soli pochi secondi. Anche se sono stati attratti da titolo e argomento, i lettori possono essere scoraggiati da una cattiva formattazione.

Distese enormi di testo con grandi paragrafi, poco formattati e nessuna immagine spingerebbero la maggior parte dei lettori a cliccare la x di chiusura.

Invece, è utile rompere i blocchi di testo con voci e sottotitoli, utilizzare brevi paragrafi, evidenziare i punti chiave e le statistiche, utilizzare immagini e grafici sia per illustrare i punti che si stanno spiegando, ma anche per rendere l’articolo più facile leggere.

9. Pensare SEO

SEO

Durante la creazione di contenuti è necessario pensare a come si può utilizzare la SEO per ottenere più traffico. Bisogna cercare di individuare le lacune nei motori di ricerca, ma anche di ottimizzare i termini che portano traffico.

10. Misurare e imparare

E’ fondamentale usare strumenti come Google Analytics. Non si deve essere ossessionati dai numeri ma è importante capire come vanno i contenuti, tenere sotto controllo il loro andamento nel tempo. Si possono usare una vasta gamma di report e dashboard standard e personalizzati per individuare al meglio i dati che vi servono.

Ad esempio, Dan Barker ne ha elaborata una che permette di vedere quali giorni e orari della settimana sono più trafficati, così da pubblicare articoli al momento migliore per avere il massimo impatto.

Quello che abbiamo imparato è che oltre tutti questi consigli, ciò che conta è sempre la qualità di un post. Essere interessanti è l’imperativo, e farlo nel modo giusto è ancora più importante.

E voi? Cosa ne pensate? Se avete altri suggerimenti, o consigli a riguardo, scriveteceli in un commento.

Facebook: alla scoperta di Mentions e tutte le altre novità estive!

È un periodo denso di novità per Facebook, che in questi giorni ha annunciato al pubblico diverse nuove funzioni dedicate a account privati, profili pubblici ed advertisers.

Vi abbiamo recentemente parlato del tasto “Salva sulle app ufficiali che ci permette di tornare più tardi su ciò che ci interessa.

Oggi invece vi presentiamo altre tre novità:

Facebook Mentions

Facebook Mentions è un’app lanciata dai Creative Labs di Facebook dedicata alle personalità presenti sul social network, e in particolare alle loro interazioni con i fan. Grazie a Mentions potranno:

  • scoprire cosa dicono di loro i fan ed unirsi alle conversazioni
  • condividere contenuti ed organizzare eventi di domanda-e-risposta
  • scoprire conversazioni popolari e post recenti delle persone che seguono e gestire al meglio le interazioni con i loro post

Al momento l’app è disponibile solo per gli utenti con pagine verificate negli Stati Uniti e solo per iPhone.

Gestione Ads da Mobile

A breve sarà possibile gestire le campagne Ads direttamente dai dispositivi mobile tramite applicazione nativa o browser. Grazie a questa nuova piattaforma si potrà:

  • mettere in pausa e riprendere le campagne
  • modificare budget e programmare
  • accedere alle statistiche
  • rispondere agli avvisi.

La funzione sarà disponibile per tutti al termine dell’estate; sicuramente un’ottima notizia per chi si occupa di advertisement su Facebook e lavora in mobilità.

Facebook Ads su applicazioni mobili di partner

Le campagne pubblicitarie ora hanno un nuovo canale di propagazione oltre a Facebook; grazie ad un semplice click, infatti, è ora possibile pubblicare i banner sugli spazi appartenenti ai partner di Facebook. La piattaforma ci permette di vederne l’anteprima e, in caso non fossimo interessati, di rimuovere l’opzione. C’è da dire che questa possibilità è gratuita, quindi perché dire no ad una maggior diffusione dei nostri ads?

Che ne pensate? Queste novità potrebbero essere utili all’utente finale?

Nelle aziende tech degli USA solo il 15% degli ingegneri è donna

Avete idea della percentuale di ingegneri donne occupate nelle aziende tech rispetto ai colleghi uomini? Sarà sicuramente peggio di quanto pensiate.

Tracy Chou, software engineer di Pinterest, ha raccolto i dati sulle donne ingegnere delle diverse organizzazioni IT e del loro numero percentuale rispetto al team complessivo presente nelle aziende in questione. I dati sono stati raccolti attraverso la piattaforma Silk su un campione di 159 società statunitensi.

Il tema del lavoro femminile nel mondo della tecnologia

Silk, una piattaforma per la narrazione interattiva digitale, ha raccolto e organizzato le informazioni sul tema delle donne nel mondo dell’ingegneria tecnologica, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla complessità della questione. “The Women in Software Engineering Silk” è stato infatti creato per permettere al mondo di avere uno sguardo sempre rivolto al tasso di occupazione degli ingegneri di sesso femminile nel mondo IT.

Dai dati, aggiornati al 19 giugno 2014, si evince che delle 159 aziende campionate solo il 15% dei dipendenti tecnici sono donne; di queste, 28 aziende, collocate fra Stati Uniti, Regno Unito ed Europa, non hanno nel loro organico donne ingegneri; mentre solo 11 vantano una percentuale superiore al 49%, fra queste, particolarmente attente all’occupazione femminile, sono Tog + Porter, Hackbright Academy e Spitfire Atleta.

Un confronto con le grandi tech companies

È interessante notare che proprio nelle grandi organizzazioni, che penseremmo più favorevoli all’occupazione femminile, i dati svelano una realtà differente. Tra i casi esaminati, di grandi squadre di ingegneria del software (cioè con più di 50 membri), le donne costituiscono al massimo il 24% del totale. In molti altri casi, la percentuale non raggiunge il 10%, come avviene per le grandi aziende come Mozilla, Foursquare, Wikimedia, Dropbox e Github che, addirittura, presentano percentuali ad una cifra.

Pare che questo fenomeno possa essere compreso alla luce di un sensibile calo delle iscrizioni alla facoltà di ingegneria informatica da parte del gentil sesso negli ultimi anni. Secondo il National Center for Education Statistics, infatti, la percentuale di donne, negli Stati Uniti, che nel 2011 si è laureata in Informatica ammonta al 18% contro il 30% degli anni ’80. Nel grafico riportato sotto, è evidente il calo percentuale di donne laureate in Informatica rispetto agli uomini fra il 1970 e il 2011.

Ninja social oroscopo dal 24 al 30 luglio

Se fosse ancora tempo di mondiali le sfide di questa settimana sarebbero due, la prima segni di fuoco Ariete, Leone, Sagittario VS segni di aria, Acquario, Bilancia e Gemelli. Match arbitrato da Giove che vedrebbe il primo gruppo ancora scosso per l’irruenza del suo arrivo nel segno del Leone e il secondo gruppo alle prese con il contraccolpo, tutto sommato gestito bene.

Il secondo match sarebbe quello segni d’acqua Cancro, Scorpione e Pesci VS segni di terra, Toro, Vergine e Capricorno, arbitrati da Marte (il 26 in arrivo nel segno dello Scorpione) tra gli applausi di un folla in delirio. Chi riuscirà a mantenere i piedi per terra e chi invece si lascerà travolgere dall’energia del pianeta rosso? Per scoprirlo leggete il nostro ninja oroscopo settimanale!

15 app ideali per il tuo business

Il mondo del lavoro sta diventando sempre più smart, i luoghi fissi e soprattutto i dispositivi fissi non sono più un must per poter lavorare. All’interno di questo mondo si affacciano gli smartphone ed i tablet, sempre più simili ai classici laptop e adatti agli utilizzi più disparati, tra cui proprio il lavoro.

Per poter affrontare la propria giornata di lavoro, esser connessi in qualsiasi momento con i propri gruppi e colleghi, abbiamo selezionato 15 app che indubbiamente migliorano e velocizzano i processi lavorativi quotidiani.

1. Quickoffice

Un utilissimo pacchetto di risorse prodotto da Google che riprende il famoso Office di Microsoft. Utile per la lettura dei documenti Word, Excel e presentazioni PowerPoint.

Download: Android | iOS

2. ES Gestore File

ES Gestore File è tra le app più utilizzate per frugare all’interno di ogni singola cartella del vostro smartphone Android. Tramite la selezione dei file è possibile condividerli o inoltrarli ad un altro dispositivo.

Download: Android

3. CamScanner

Non sempre si può avere a disposizione uno scanner per i vostri documenti cartacei ed un programma adatto alla lettura degli stessi.
L’app CamScanner trasformerà il vostro telefono in un lettore di documenti, trasformandoli dalla semplice foto ad un testo modificabile.

Download: AndroidiOS

4. Evernote

Tra le varie app che ci aiutano a non dimenticare nessun particolare importante troviamo Evernote, ideale per i vostri post it, passando dalla spesa quotidiana ai vari appuntamenti e memo importanti. E’ possibile sincronizzarla con il vostro computer per poter leggere le note da qualsiasi dispositivo.

Download: AndroidiOS

5. DocuSign

Vi inviano un documento importante, avete bisogno di firmarlo e rispedirlo? Ci pensa DocuSign. Direttamente dal vostro dispositivo mobile, sarete in grado di scrivere la vostra firma sul documento e rispedirlo via mail al diretto interessato.

Download: AndroidiOS

6.  Adobe Reader

Il più classico dei lettori PDF, immancabile nella versione mobile per Android e iOs.

Download: AndroidiOS

7. AndroZip | iZip

I file compressi .zip e .rar sono sempre dietro l’angolo, meglio non farvi trovare impreparati dai colleghi quando non siete al computer. Per poter aprire i file e scompattarli correttamente, AndroZip (solo per Android) e iZip (per iPhone) svolgono perfettamente questo arduo compito.

Download: AndroidiOS

8. Hangout

Ideale per chiamate e videochiamate di gruppo, ma non solo, vi permetterà di chattare, scambiarvi messaggi, foto, video, e condividere qualsiasi cosa con i vostri contatti.

Download: AndroidiOS

9. LogMeIn

Con LogMeIn puoi accedere in remoto al tuo PC e Mac, per avere sempre tutto a portata di mano. Tramite l’accesso remoto potrai avere con te i tuoi documenti più importanti e salvarli all’interno del tuo smartphone.

Download: AndroidiOS

10. DropBox

Con l’app di Dropbox i vostri documenti utili saranno sempre salvati all’interno del cloud e quindi raggiungibili tramite la rete.
Inoltre vi permette di fare un backup automatico delle foto e delle cartelle che ritenete importanti.

Download: AndroidiOS

11. Amazon Kindle

Per avere sempre con se i propri libri, non solo sul proprio Kindle ma anche sullo smartphone. Se avete bisogno di dare una “svogliata” a qualche libro fondamentale per il lavoro e semplicemente se volete godervi una lettura durante la pausa.

Download: AndroidiOS

12. Wi-fi Finder

Se vi trovate spesso in giro per lavoro ed avete il bisogno costante di una rete Wi-fi, questa è l’app ideale per scovare ogni singola linea disponibile nelle vicinanze!

Download: AndroidiOS

13. Meetup

Se hai bisogno di organizzare un incontro con i tuoi collaboratori o semplicemente vuoi unirti ad un meetup già esistente, tramite l’app potrai esplorare ed organizzare ogni tipo di evento.

Download: AndroidiOS

14. Asana Mobile

Per organizzare  e mettere in comunicazione il lavoro in team, quest’app ha un’ottima interfaccia che vi permetterà di non perdere neanche una virgola sul processo di lavoro all’interno del team.

Download: AndroidiOS

15. Turni di Lavoro PRO

Ultima ma non per importanza, una delle migliori app per gestire i vostri turni di lavoro, disponibile solo per Android in versione sia free che PRO.

Download: Android

Dengen Chronicles disponibile al download anche per Android

Dengen Chronicles disponibile al download anche per Android

Qualche tempo fa vi avevamo parlato di Dengen Chronicles, trading card game ambientato nel mondo dei manga giapponesi sviluppato dai ragazzi di Mangatar.

Dopo il debutto su Windows Phone, che ha fatto registrare in poco tempo un alto numero di download (circa 200k) e rating medio molto buono (4,5), oggi torniamo a parlare di questa giovane azienda italiana in seguito alla pubblicazione del card game su Play Store per tutti i device Android.

Dengen Chronicles si distingue nel vasto panorama dei giochi di carte grazie ad una elevata possibilità di personalizzazione dei personaggi ed una grafica accattivante.

Dengen Chronicles disponibile al download anche per Android

Il team di Mangatar sta puntando moltissimo sulla natura cross-platform della propria App, caratteristica che gli consentirà in breve tempo di sbarcare anche su iOS consentendo ai giocatori di realizzare vere e proprie sfide incrociate con gli utenti di OS “avversari”.

Raffaele Gaito, co-Founder di Mangatar, afferma:

“Siamo entusiasti di sbarcare sulla piattaforma mobile di Google, forti della preziosa esperienza
su Windows Phone. Abbiamo lavorato assiduamente, supportati dal consistente feedback degli
utenti, concentrandoci sugli aggiornamenti dell’app e siamo riusciti a realizzare una versione
del gioco che ci rende davvero orgogliosi.”

Di seguito i Link per il download dell’App dai vari Store. Buon divertimento!

Dengen Chronicles su Play Store

Dengen Chronicles su Windows Phone Store

Yahoo continua ad investire in mobile con Flurry

I due annunci

Da un lato Simon Khalaf, CEO di Flurry annuncia l’acquisizione della sua giovane società partendo dall’inizio della sua storia, quando sei anni fa, durante la peggiore crisi finanziaria della grande depressione, ha iniziato a lavorare con gli sviluppatori di applications mobile, definendoli the crazy ones, the misfits, the rebels, the troublemakers”.

Dall’altro lato, Marissa Mayer annunciaYahoo to Acquire Flurry to Strengthen Mobile Products” dal proprio blog (rigorosamente Tumblr acquisita lo scorso anno) con l’obiettivo di diventare una “mobile first company”.

Perchè Flurry ?

Flurry è una società che oltre ad avere metriche e numeri da capogiro, (mezzo milione di applicazioni monitorare) vanta nel proprio board nomi prestigiosi, tra cui il Rick Levy CEO di Coursera, piattaforma leader nel corsi online

Le intenzioni di Yahoo in questa manovra sono più che evidenti, soprattutto se si considera che Flurry ad oggi secondo Forbes traccia più smartphones di Google e Facebook.

Ulteriori informazioni sulle funzionalità di Flurry sono disponibili in questo articolo sul tema mobile analytics.

Gli acquisti mobile di Yahoo (oltre a Flurry)

Dal 2012 sono state ben 30 le acquisizioni direttamente o indirettamente legate al mondo mobile da parte di Yahoo, dalla sopra citata Tumblr a Qwiki e Summly, di cui si era parlato per il giovanissimo fondatore ai tempi diciassettenne Nick D’Aloisio.

L’interesse verso il mondo advertising e mobile da parte di Yahoo è dimostrato non solo dal portafoglio di aziende inglobate, ma soprattutto dalle risorse umane chiave, come il Chief Operating Officier ai tempi responsabile di aver introdotto la pubblicità su Youtube, Henrique  De Castro, ex Google proprio come Marissa.

Non sono stati pubblicati i valori dell’operazioni, che secondo TechCrunch dovrebbe risultare intorno ai 700 milioni di dollari.