Dammi una seconda chance: la Leo Burnett per Ban the box

La Leo Burnett Change, la sezione no-profit dell’omonima agenzia pubblicitaria, è stata assoldata dalla Business in the Community, la più importante organizzazione no-profit inglese impegnata nel diffondere modelli di business sostenibile, per tirare le orecchie alle aziende anglosassoni. Perché? Pare che le aziende britanniche e americane scartino con troppa facilità i curricula dei potenziali candidati che hanno avuto un problema con la giustizia.

In Italia una simile pubblicità progresso creerebbe sicuramente un po’ di scompiglio. Nel Regno Unito, invece la questione rimane su un piano più alto: quello dei diritti civili. La domanda che ci siamo posti è la seguente: voi lo dareste un lavoro ad un ex detenuto?

Skip Ad? No, stavolta mi ascolti. Lo dice la Leo Burnett

Il video pre-roll della campagna interattiva è la storia di un uomo, un ex-detenuto, che si trova ad affrontare un colloquio di lavoro. Chi guarda il video veste simbolicamente i panni di un selezionatore, che può discriminare il candidato, a causa del suo passato.

Ecco, così come il recruiter “salta” la candidatura dell’ex-galeotto, anche voi potete  “saltare il messaggio pubblicitario” e non stare ad ascoltare quello che il vostro interlocutore ha da dirvi. Skip Ad. Fatelo. E come per incanto accade qualcosa, che non vi stiamo a dire, per non rovinarvi la sorpresa.

Non ci sono effetti speciali. Si tratta semplicemente di ascoltare una storia, neanche troppo sensazionale.

Guardiamoci pure il video e mi raccomando, clicchiamo pure su “Skip Ad”. Tutte le volte che vogliamo.

“I just need someone to give me a chance”

A più riprese l’attore del video esorta il selezionatore a dargli un’opportunità, una seconda chance. Quanti sarebbero disposti a darla, una seconda possibilità? Abbiamo condotto un breve sondaggio su Linkedin e su Facebook. A parte qualche commento in cui chiaramente si afferma che “si scartebbe a priori la candidatura di un ex-detenuto”,  la maggior parte delle persone intervistate sembrerebbe favorevole a dare una seconda possibilità. Di diverso avviso sono gli anglosassoni. Secondo le stime il 75% dei recruiter non prende nemmeno in considerazione la domanda di lavoro di chi ha la fedina penale sporca.

La campagna interattiva della Leo Burnett è stata realizzata proprio nell’intento di supportare l’iniziativa Ban the box, il movimento che si impegna a sensibilizzare i datori di lavoro a rimuovere la tanto contestata casella.

Al di là delle considerazioni etiche, al di là della semplicità della storia, ciò che a nostro avviso è geniale, è stato proprio l’aver usato  il tasto “Skip Ad” come elemento metaforico narrativo, la cui funzionalità originale viene meno. La stessa Kit Altin, fondatrice della Leo Burnett Change, parlando della campagna pubblicitaria per Business in the Community ha rivelato al Business Insider  proprio che “its power comes from the way the Skip Ad functionality is a native element of the experience which is subverted“.

Vi era preso per un attimo un colpo eh? Pensavate si fosse rotto il tasto Skip Ad. E invece no.

Come aumentare le vendite con le foto su Facebook

foto

Foto tratta da: PianetaTech.it

Da un recente articolo di Kristina Allen su Social Media Examiner salta fuori una domanda fondamentale: utilizzate Facebook per promuovere le vendite della vostra azienda? Siete alla ricerca di nuovi modi per aumentare le vostre entrate con Facebook ?

Nel suo articolo ci illustra 6 metodi su come utilizzare le foto su Facebook per aumentare le proprie vendite online, e su come alcune marche di eCommerce stiano usando queste strategie con successo.

Perché le foto?

Secondo un’interessante infografica di Lab42, il motivo numero uno per cui alla gente piace una pagina Facebook è quello di ricevere sconti o promozioni.

Perciò, se si vuole imparare ad indirizzare le vendite online verso il proprio business, le foto che offrono sconti o promozioni diventano un modo interattivo per dare ai propri fan esattamente ciò che vogliono.

foto

Foto tratta da: Lab42.com

1. Offrite codici promozionali durante le vacanze!

Qualsiasi sia la forma e l’occasione di uno sconto o di una vendita, considerate la creazione di una foto coinvolgente per promuoverli. Assicuratevi di includere un codice promozionale in modo da poter tracciare le entrate della vostra campagna.

Quando postate una foto sulla timeline di Facebook usate una chiara call to action nel testo del post; in tal modo i fan sapranno esattamente come completare il loro acquisto.

Ecco un esempio concreto di foto emozionale che Diamond Candles, azienda americana di decorazione per interni, ha postato in occasione di una festività:

foto

Come abbiamo già potuto vedere da alcuni articoli precedenti, i giorni di vacanza e le ricorrenze diventano un importante momento per promuovere le vendite e gli sconti per la propria community su Facebook. E una foto accattivante attira l’attenzione sul codice promozionale della vostra offerta speciale.

2. Ricompensate i fan che fanno passaparola

Create una foto che dica ai vostri fan che sbloccherete uno speciale codice promozionale se, e solo se, l’immagine riceverà un certo numero di condivisioni.

Se non si dispone di una grande base di fan e/o non si riceve un elevato grado di engagement sulla propria pagina Facebook, non preoccupatevi: richiedete un numero proporzionale di condivisioni rispetto al vostro bacino d’utenza per sbloccare il codice. Siccome solo le persone che già seguono la vostra pagina hanno più probabilità di vedere i vostri aggiornamenti, si potrebbe pensare di incrementare l’engagement con un post sponsorizzato.

La buona notizia è che questo tipo di promozione vi consente di aumentare il coinvolgimento organico in modo da non dover pagare per promuovere la vostra prossima offerta! 😀

Rent the Runway, un sito di abbigliamento basato a New York, ha usato tale strategia di condivisione per sbloccare una promozione che ha permesso ai suoi fan un accesso anticipato ai saldi del 4 luglio.

In questo modo, oltre ad aumentare le visite alla nostra pagina aziendale, ricaviamo un ulteriore incentivo, ovvero l’impegno in prima persona dei fan a promuovere la nostra brand awareness presso i loro stessi amici.

3. Mostrate le caratteristiche del vostro prodotto

La vostra pagina Facebook è il luogo ideale per mostrare le migliori caratteristiche dei vostri prodotti! Create una foto per catturare l’attenzione dei vostri fans e sottolineare le caratteristiche del prodotto che non sono immediatamente visibili.

Postate l’immagine e includete una call to action con un link diretto al prodotto nel vostro negozio online, per semplificare il più possibile la procedura d’acquisto.

La startup fashion Ellie ha utilizzato una foto per sottolineare alcune delle migliori caratteristiche del loro prodotto per il fitness, incoraggiando i fan nel post a comprare il top esibito.

foto

Offline e in generale nei punti vendita sarà il vostro team di vendita ad essere in grado di spiegare le migliori caratteristiche di ogni vostro prodotto ai potenziali clienti, ma online sono le foto e la grafica a curarne la comunicazione e la vendita!

4. Fate un regalo ad ogni acquisto

Offrire un omaggio tramite un acquisto può essere una delle più antiche tecniche promozionali, ma si rivela comunque tuttora una tattica molto efficace.

Creare una foto accattivante per offrire un dono è fondamentale per il vostro pubblico di riferimento. Per esempio, l’offerta promossa da PetSmart è risultata vincente perché indirizzata a persone che hanno già acquistato i prodotti della gamma Greenies.

foto
Se disponete di una grande base di fan, personalizzate il pubblico destinatario per assicurarvi che le persone giuste vedano la vostra offerta.

Una bella foto ed una grafica chiara e semplice possono permettere alla vostra offerta con regalo integrato di distinguersi dalle altre.

5. Usate il conto alla rovescia per ogni scadenza

Un conto alla rovescia promozionale mantiene i fan iper-impegnati per un periodo prolungato di tempo.

Ad esempio: avete mai provato a creare un grafico che riveli i risultati di una vendita della durata di sole 24 ore nel vostro store di un prodotto popolare diverso dal vostro classico prodotto di ecommerce, ogni giorno per 10 giorni?

MarketingProfs, società di servizi marketing online, ha usato questa tattica per aumentare le vendite nel proprio negozio e-commerce, facendo un conto alla rovescia per il loro evento B2B nel Marketing Forum.

foto

Numerosi fan entusiasti potranno visitare la vostra pagina Facebook per cercare l’immagine del giorno! Noterete un netto aumento dei ricavi provenienti da Facebook per 10 giorni di fila.

Ovviamente la cura della grafica, insieme ad un insieme di altri fattori di cui abbiamo già discusso in articoli precedenti, aiuterà a mantenere i fan interessati al conto alla rovescia e a contribuire al suo successo.

6. Promuovete offerte limitate nel tempo

Il fan che pensa “lo faccio domani“, quando si tratta di promozioni tramite Facebook, è il vostro peggior nemico.

Un’immagine che promuove un’offerta limitata nel tempo contribuisce a creare il senso di urgenza necessario per sviluppare le vostre vendite ADESSO.

foto

Quando si promuovono offerte limitate nel tempo, l’uso delle foto incoraggia i visitatori a sfruttare le vostre promozioni alla prima volta che li vedono.

Conclusione

Secondo un’infografica di Ragan.com, le foto ricevono il 53% in più di “Mi piace”, attraggono il 104% in più di commenti e percepiscono il 120% di engagement in più rispetto agli altri post.

Tirando le somme: combinate la potenza delle foto con le occasioni di vendita o degli sconti e otterrete un aumento delle entrate online!

E voi cosa state facendo? State già usando le foto e migliorando la grafica della vostra pagina per generare entrate online da Facebook? Avete critiche o suggerimenti? Lasciate le vostre domande e i vostri commenti qui sotto. 😉

Il corso online in Digital PR della Ninja Academy: attivare e gestire la relazione tra le persone e i brand

Dar vita e gestire una campagna di Digital PR è una delle attività più efficaci nella propagazione dei messaggi pubblicitari, in cui gli user generated content rappresentano un’arma vincente nel panorama dell’interazione che anche i grandi brand necessitano, per attivare il passaparola (WOMM) e la propagazione virale in rete.

Diventare un Digital PR richiede una forte conoscenza degli strumenti che consentono una valida individuazione delle community di riferimento per la campagna e degli influencer; strumenti dai quali non si può prescindere per la generazione di interesse sul prodotto o sul brand che si vuole promuovere.

Il corso online in Digital PR di Ninja Academy, con la docente Giovanna Montera, ha fornito a noi partecipanti gli essenziali tools per l’individuazione delle fonti su cui raccogliere dati, ma anche validi consigli per operare le scelte adatte nella creazione della campagna.

Generare discussioni attraverso il seeding

Le community on line si aggregano in forum, gruppi, pagine sui social network.

Attraverso il buzz seeding, la pratica di segnalare un contenuto a community  potenzialmente interessate al messaggio della campagna, si possono facilmente generare discussioni in relazione alla attività promozionale di cui ci occupiamo, scrivendo ai moderatori, riconoscendo gli opinion leader, il tutto mantenendo dei presupposti di chiarezza e onestà della relazione verso chi ci legge: presentarsi in maniera corretta, firmarsi, lasciare link di riferimento e, soprattutto, seguire l’evolversi della discussione.

Altra attività di seeding è la Blog Relation, che prevede il conivolgimento degli influencer e dei blogger.  Questo rapporto si sviluppa tramite una comunicazione diretta, spontanea e trasparente con il soggetto da coinvolgere che, per definizione, ha un pubblico di riferimento che ripone nel suo parere e nelle sue considerazioni una sorta di fiducia, o che ne attribuisce un carattere informativo.

Giovanna Montera individua e spiega in modo chiaro i criteri per l’individuazione di questi influencer: sicuramente un dato essenziale è la capacità di propagazione, cioè la quantità di utenti che verranno raggiunti dal messaggio; è necessario però che il soggetto in questione goda di una vera e proprio autorevolezza, generata dal basso e dunque proprio dall’apprezzamento e dalla condivisione di interessi degli utenti.

I tool indispensabili per diventare un bravo Digital PR

Sono tanti e differenti i tool che permettono la comparazione tra diversi account e blog per la definizione della corretta strategia di digital pr; ebuzzing permette la comparazione dei blog, divisi per aree tematiche (guardate come si posiziona ninjamarketing), che calcola un punteggio incrociando diversi parametri: link in entrata, condivisioni dei post su Facebook, Twitter; Alexa Rank è invece un indice di valutazione dei siti web calcolato sulla base del loro traffico (pagine viste) ed il numero di visitatori unici ricevuti negli ultimi tre mesi. Ma sono davvero tanti gli strumenti messi a disposizione dal docente per un’analisi esaustiva.

Lo studio e l’utilizzo di questi strumenti permettono una concreta individuazione dei nodi della comunicazione necessari alla propagazione del messaggio.

Mettere subito in pratica le nozioni apprese si rivela uno dei presupposti essenziali per la corretta assimilazione delle informazioni: i question time alternati alle lezioni hanno consentito uno scambio di opinioni tra gli utenti che hanno partecipato al corso, rendendo viva la discussione e, anzi estendendola a situazioni e riferimenti non strettamente legati al tema, ma che evidenziano una sicurezza nell’utilizzo degli strumenti acquisiti e la necessità di procedere su step successivi.

Il corso stesso è stato, per noi partecipanti, una ottima occasione di generare relazioni e condividere idee: il gruppo facebook dedicato al webinar ha promosso una intensa relazione tra noi studenti, complice la disponibilità della docente a partecipare alle discussioni, più o meno attinenti, anche fuori dagli orari stabiliti.

 

Le domande rivolte, le cui risposte sono state immediatamente fruibili dai presenti e a disposizione di tutti anche in seguito sulla piattaforma online, e le esercitazioni assegnate hanno costruito un vero caso concreto da sviluppare: strutturare una campagna di digital pr per il lancio di una birra premium attraverso l’individuazione dei canali a cui rivolgersi, la stesura di una email pitch e la strategia di coinvolgimento.

Non solo Digital PR: consigli, amicizie, relazioni in stile ninja

Preziosi consigli, formazione eccellente, relazioni produttive e voglia di conoscersi tra i partecipanti sono stati elementi di pregio del corso in DigitalPR della Ninja Academy, senza dimenticare il grande supporto e la disponibilità della docente Giovanna Montera e di Assia Hassanein.

 

Date una occhiata agli altri corsi in programma e Be Ninja!

5 buoni motivi per imparare ad usare linguaggi di programmazione

Suonerà forse banale, ma per essere un imprenditore o un esperto di marketing al passo con i tempi, non si può prescindere dal diventare esperti nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Per nuove tecnologie non si intendono soltanto prodotti e piattaforme: sta diventando infatti sempre più importante che i professionisti dell’area digitale imparino ad usare i linguaggi di programmazione anche solo ad un livello base.

Non c’è bisogno di diventare sviluppatori, ma ci sono almeno 5 buoni motivi per cui conviene comprendere le basi del linguaggio dei codici: scopriamoli insieme.

1. Imparare le basi della programmazione per approfondire le conoscenze e rendersi autonomi

Conoscere i codici e il loro funzionamento permette di porsi in maniera diversa difronte ai siti web e alle app che si utilizzano quotidianamente: si possono semplicemente appagare delle curiosità sul loro funzionamento o guardarle da un punto di vista critico e utilizzarle con maggiore cognizione di causa.

Una conoscenza approfondita della tecnologia permette di comprendere ciò che è possibile realizzare e soprattutto di sviluppare nuove idee: chi di noi non ha mai pensato di avere in mente l’idea per l’app o per il sito del secolo?

Conoscendo le basi della programmazione si può anche provare a realizzarli senza l’aiuto di uno sviluppatore. Oppure si possono apportare delle piccole modifiche al proprio sito web senza dipendere da nessuno: competenza impagabile per uno startupper.

2. Analizzare le performance

Per analizzare le performance del proprio sito web c’è bisogno di implementare dei codici – i cosiddetti “tracking codes” – che permettono di tenere traccia delle azioni dell’utente nel sito (impressions, clicks, acquisti, uscite) e di trasformarle poi in informazioni utili per l’ottimizzazione del proprio servizio.

Conoscere le basi del linguaggio HTML e Javascript permette ad un livello base di capire quali codici sono stati implementati nel nostro sito e di quali informazioni tengono traccia, mentre ad un livello superiore anche di implementarli autonomamente.

3. Ottimizzare la negoziazione con agenzie web esterne

Sappiamo davvero che tipo di lavoro l’agenzia con cui collaboriamo ha svolto, quanto tempo avrebbe richiesto e se è stato fatto troppo velocemente o addirittura più lentamente del dovuto così da far lievitare i costi?

Avere qualche domanda tecnica da sfoderare al momento opportuno è molto efficace se ci si relaziona con un’agenzia di cui non ci fidiamo al 100% o con cui collaboriamo per la prima volta.

Dimostrare la propria conoscenza dell’argomento vi porrà su un livello di negoziazione superiore annullando l’asimmetria informativa tra le parti e rendendo i rapporti e i termini di collaborazione trasparenti e convenienti.

4. Migliorare la collaborazione con il team degli sviluppatori

Quando si lavora con un team di sviluppatori (o con un singolo sviluppatore che fa parte del proprio team), è cosa buona sapere quando le proprie richieste sono delle fantasie e quando sono semplicemente delle richieste.

In questo modo si potrà evitare di perdere tempo in discussioni inutili sulla fattibilità di un progetto, cosa che spesso accade quando una mentalità esclusivamente economica ed orientata alla customer experience si “scontra” con una ingegneristica orientata alla praticità tecnica.

Conoscere gli elementi di stile per esempio vi permetterà di capire in quanto tempo i cambiamenti che volete richiedere possono essere realizzati.

5. Analizzare in maniera approfondita i concorrenti

Se si può facilmente dare un’occhiata al bellissimo sito di quel concorrente, e capire con quali elementi è costruito e come funziona, perché non farlo? Conoscere degli elementi di programmazione vi permetterà di capire se il sito ha un design Responsive, se utilizza un targeting comportamentale, un ad server per l’ottimizzazione automatica dei banner interni, etc.

Tutte informazioni impagabili, degne del più sofisticato spionaggio industriale, ma in realtà accessibili liberamente, che vi permetteranno di adeguare la vostra strategia in tempo record.

Imparare i fondamenti del linguaggio dei codici, e della tecnologia più in generale, promuove una maggiore collaborazione tra marketing e tecnologia. Alimenta l’innovazione e la sperimentazione. E’ stimolante e divertente. E’ in poche parole la sintesi e l’essenza di quello che significa lavorare nel settore digitale.

 

Photo Credits Thinkstock

e-Commerce: il futuro dello shopping online è Mobile

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

La crescita esplosiva del e-Commerce negli ultimi anni, ha lasciato molti tra brand e rivenditori a domandarsi come poter utilizzare al meglio le potenzialità di  questo mercato emergente in continua crescita.

Dando uno sguardo ai dati raccolti  dall’Osservatorio e-Commerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, quest’anno si registrerà un incremento di transazioni tramite e-commerce del 18% rispetto al 2012, pari addirittura al 95% rispetto al 2009.

Mobile e-commerce in Italia: i benefici delle strategie multicanale

Il crescente numero di utilizzatori di dispositivi mobili è il driver principale di questa crescita: la proliferazione di smartphone e sopratutto di tablet, hanno portato alla creazione di nuove abitudini di consumo che estendono la possibilità di acquisto al di là dell’utilizzo del PC che ha consentito al mobile e-commerce di registrare una crescita a tripla cifra, +255%, in Italia rispetto al precedente anno.

“Le strategie di multicanalità che prevedono l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online attraverso Smartphone e Tablet, hanno portato molti benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’Infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il “Prenota online e ritira in negozio” e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store” ha commentato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano.

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

I settori che beneficiano di più dall’e-commerce mobile

Le statistiche mostrano che gli acquisti tramite smartphone hanno rappresentato il 20% della crescita annua dell’e-commerce e hanno superato complessivamente più di 500 mila euro di fatturato, a cui va aggiunto il miliardo di euro di fatturato via Tablet (attraverso i devices passa il 12% del mercato e-commerce).

Dato sbalorditivo se si pensa che il numero dei soli tablet supererà il numero di PC entro il 2016, con circa 450 milioni di tablet venduti ogni anno in tutto il mondo.

A trarre i benefici di questa costante crescita del e-commerce mobile sono sopratutto i prodotti di consumo come:

  • l’abbigliamento, che quest’anno fa registrare l’incremento più elevato (30%);
  • informatica ed elettronica trainata dai marketplace e dai grandi retailer che cresce del 20% circa rispetto al 2012;
  • editoria, musica e audiovisivi (+6%);
  • grocery con una crescita è dell’11% (pari in valore assoluto a pochi milioni di euro);
  • arredamento dove vi è stato un incremento significativo del transato (oggi pari a 70 milioni di euro), grazie al contributo sia dei grandi retailer sia di startup innovative;
  • servizi che continuano a crescere ma sotto la media del mercato: +13% per turismo e +14% per le assicurazioni

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

I coupon e l’e-commerce

Questo grande successo è anche figlio di nuove strategie digitali mobili, infatti molti tra i maggiori brand stanno sperimentando innovativi trend mobilie(come ad esempio cataloghi mobile e coupon) che stanno avendo un grande riscontro positivo.

I coupon mobili hanno ad esempio i aiutato principali marchi ad aumentare il traffic store all’interno dei negozi fisici e sono un ottimo modo per raccogliere dati sulla linea acquisti e chiudono di fatto il ciclo di acquisto mobile-offline.

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

Quali sono le nazioni dove questo fenomeno presenta il numero più alto di transazioni?

La penetrazione dell’eCommerce sul totale delle vendite retail  in UK, USA, Corea e Giappone oscilla tra il 10% e il 14%, mentre in Germania, Francia e Spagna è più bassa: 8,6% e 4,5%.

L’Italia rispetto alle altre grandi nazioni europee è in una situazione non ancora di pieno sviluppo, con il 3% di penetrazione dell’e-commerce sul totale delle vendite.

Per le realtà italiane che volessero sfruttare al meglio le nuove possibilità offerte dal commercio on line tramite dispositivi mobili, sempre secondo Alessandro Perego, ci sono ancora molte occasioni:

“l’integrazione dell’esperienza di acquisto con una soluzione mobile in ottica multicanale costituisce  uno dei fattori chiave perché l’eCommerce B2C in Italia possa crescere in maniera ancora più decisa, raggiungendo valori comparabili a quelli dei mercati internazionali”

Di tutte le transazioni on line, circa il 12% sono originate tramite App o sui vari siti per dispositivi mobili, e tale aumento viene riscontrato sopratutto nella crescita  del mobile commerce, mediante mobile site o applicazioni per smartphone e tablet che con un incremento del 255% passa da 144 milioni di euro nel 2012 a 510 milioni di euro nel 2013, pari al 4,5% delle vendite online.

Chi sta al meglio sfruttando queste nuove opportunità di mercato e sta conseguendo benefici importanti nella generazione di fatturato aggiuntivo, sono i brand e le aziende che sono riuscite ad attivare iniziative multicanale ben costruite basate su una reale integrazione tra i diversi retail, (negozi, online, mobile e social) con progetti in grado sfruttare le peculiarità di ciascun canale e metterle a complemento dell’altro.

Il consumatore spende di più via mobile

La possibilità di acquisire nuovi clienti grazie alla maggiore copertura geografica e grazie all’estensione degli orari di apertura rispetto a quelli classici del negozio, sono tra i maggiori vantaggi che si possono constatare in termini di vendite,

Inoltre grazie all’e-commerce mobile è possibile registrare un aumento della spesa complessiva di un cliente già acquisito che, grazie alle nuove occasioni di acquisto su Web e sul Mobile, spende fino al 10-20% in più di quanto spendeva in precedenza avendo la possibilità di acquistare prodotti non presenti nei negozi fisici o esauriti.

Cosa c’è dunque nel futuro dell’e-commerce mobile? Se fino ad oggi abbiamo assistito al boom dei siti di couponing, delle vendite a tempo, degli outlet online, dei comparatori di prezzo, ci sono ancora molti modelli in fase di sviluppo, come ad esempio quelli che puntano alla condivisione delle risorse (casa vacanza, auto, ecc.) o al riuso di prodotti (tipicamente nel fashion)”.

E voi acquistate via mobile?Fatecelo sapere nei commenti e ricordatevi che a dicembre parte il Corso  della Ninja Academy in Social Media Marketing & e-Commerce Strategy 😉

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

“Tempo ed essere; essere è tempo? Se nessuno mi chiede cos’è il tempo, lo so; se debbo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più”, diceva Agostino.

Sappiamo che il tempo, pur sfuggente a una definizione precisa e univoca, è uno dei fondamenti della nostra civiltà occidentale. Molti pensatori classici (Aristotele, Seneca, Agostino) dibatterono a lungo sul concetto di “tempo”, parlandocene con un’attualità terminologica sorprendente.

Il tempo, con la sua valenza psichica, filosofica e morale, rimane centrale nella nostra percezione della vita come duemila e più anni fa.

Arrivando a noi, “guru” incontrastato dei giorni nostri è sicuramente Mr. Time. Per quanti di voi non lo conoscessero Tony Ponticiello, ingegnere chimico e padrone del tempo, con i suoi progetti multimediali ha rivoluzionato il modo di concepire il tempo.

Cheorae.it, il suo progetto innovativo, è nato dalla necessità di dotare il mondo di un orologio adeguato alla realtà multimediale del 21° secolo.

“Sono passati 5 secoli dal primo orologio meccanico, spiega Tony, e il mondo di quadranti, lancette e numeri più che il classico modo per considerare il Tempo, secondo me oggi è un obsoleto modo di vivere il Tempo”.

Un’opera multimediale interattiva di circa 4 ore, quella di Cheorae.it, strutturata in 1440 scene (miniVideo della durata di circa 10 sec), una per ogni minuto delle 24ore della giornata.

Il senso dell’operazione è quello di fornire un momento di distrazione dal valore numerico del tempo ogni qualvolta si ha la necessità conoscere l’ora esatta e quindi si è nella condizione ideale per fare una riflessione sulla Quarta Dimensione (il Tempo).

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Tony Ponticiello

Tony Ponticiello diviene lui stesso “portatore di tempo”, contando e scandendo il Tempo come un orologio vivente. Cheorae.it è stato in assoluto il primo e unico orologio multimediale e interattivo on demand via Internet esistente al mondo. Un risultato a dir poco incredibile.

Procida a Passi

Procida a Passi è la prima mappa a passi mai realizzata al mondo di un intero territorio, nella quale al tradizionale modo di misurare e connotare le distanze si sia sostituito il “passo”.

È, spiega Mr. Time, una mappa per “camminanti”: per chi, cioè, abbia scelto il più naturale dei mezzi di locomozione, per rimettere spazio, tempo, pensiero e movimento nella giusta prospettiva.

Dopo i 6.000 passi compiuti per creare un progetto straordinario, che ha visto la sua definitiva realizzazione nel 2010, a distanza di 3 anni Tony ha decido di intraprendere una nuova, stimolante sfida: Napoli.

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Napoli a passi

Giovedì 21 Novembre 2013 alle ore 12 nei locali di Rossopomodoro (in via Partenope 11), Mr. Time torna di nuovo a stupirci con il suo ultimo lavoro, vivendo il tempo in un modo unico: Napoli a Passi, la cui realizzazione è durata quasi 3 anni.

La mappa della città di Napoli, in cui le distanze tra i punti di riferimento sono indicate in passi da percorrere e che permette di valutare  anche i tempi impiegati procedendo a piedi.

Lontano dall’essere “l’ennesima piantina della città”, Napoli a passi è in effetti una mappa che svela come spostarsi e raggiungere in tempo un qualsiasi luogo all’interno di una determinata area urbana, indipendentemente dal traffico cittadino, scioperi dei mezzi di trasporto, blocchi alla circolazione delle auto, crisi energetica totale.

Costituisce, come definisce lo stesso autore, una sorta di manuale di sopravvivenza metropolitano che restituisce una reale visione della Città a dimensione umana, percorribile a piedi.

Un appuntamento da non perdere, per tutti coloro che vogliono assaporare appieno, ogni prezioso minuto del loro tempo!

Creare video interattivi e coinvolgenti su YouTube con le annotazioni

Creare video interattivi e coinvolgenti su YouTube con le annotazioni

Abbiamo già trattato il tema delle annotazioni su YouTube in passato, soffermandoci sui tube games e i video interattivi al servizio dei brand. Abbiamo visto anche usi molto creativi delle annotazioni: Paul Oakenfold che gira il mondo e i Moones che mostrano le loro performance da diverse angolature…ma soprattutto a diversi livelli di sbornia. Non ultimo le annotazioni permettono anche un servizio di prenotazione di un controllo gratuito della pelle!

Finora quindi cosa abbiamo imparato? Youtube si prefigura come la principale piattaforma di videosharing al servizio dell’interazione e le annotazioni, in tal senso, non fanno che dare una mano in più a raggiungere questo obiettivo. Ma come possiamo assicurarci l’efficacia di questo strumento in termini di conversioni, share, like?

L’annotazione può servire a far crescere la tua mailing list, può servire ad aumentare la diffusione del tuo canale, a inserire un link di sottoscrizione, attraverso apposite call to action.

Ma ciò che è sicuro è che il messaggio clicca qui, senza alcuna componente ludica, è pressoché inutile, poiché rischia di ridursi a messaggio fastidioso che non migliora l’esperienza dell’utente ma pare solo un’altra ennesima e molesta pubblicità.

Qui potete trovare 5 consigli utili e video esempio per far in modo che l’utente di Youtube si senta coccolato, viziato e divertito:

Promozione di video correlati

Per fare un tavolo ci vuole il legno per fare il legno ci vuole l’albero per fare l’albero ci vuole il seme…

Vuoi preparare un risotto? Però per fare il risotto ci vuole il brodo e non sai nemmeno preparare il brodo? Grazie alle annotazioni non ti sentirai un incapace ma avrai tutto a portata di mano!

Con semplicità e graziosità avrai a disposizione le giuste informazioni e i collegamenti alle altre ricette correlate. In più diciamocelo…quanto sono carini i pulsanti a forma di ortaggi?

Mantenere il filo narrativo

Se Arianna diede il filo di gomitolo a Teseo c’era pur un motivo!

Vuoi creare una webserie, una pubblicità a episodi, un vlog? È necessario che gli spettatori non si perdano in un labirinto ma seguano l’evoluzione della storia senza intoppi. Le annotazioni senza dubbio ti aiutano in questo, poiché grazie ad esse è possibile passare facilmente alla puntata precedente o successiva al video che stai visualizzando.

Scegliere un’avventura

Non ti piace la monotonia ma vuoi vedere sempre la vita da punti di vista diversi?

Ovviamente puoi farlo anche con i video di Youtube! Quindi… preferisci essere Playful, Soulful o Powerful?

Approfondire

Sei il classico precisino della fungia (cit. Dr. Manhattan) o il classico cervellone che vuole conoscere il funzionamento di ogni infinitesima virgola? Beccati questa auto divisa nelle sue componenti.

In questo caso le annotazioni si rivelano nel loro aspetto informativo più interessante, dando modo all’azienda che ne fa uso di far luce sulla sua trasparenza.

Giocare, giocare e giocare!

Heavy Rain è stato uno dei primi ad usare le annotazioni a mò di esperienza di gioco. Ma quanto fascino ha un video così naif?

Your team has been given a penalty off a ridicolous dive. It is the 95th minute and the score is 2-2. Which way do you shoot?

Vi è piaciuta questa gallery? Voi in che modo utilizzereste le annotazioni?

Hövding Helmet: il caschetto da bici diventa invisibile

Se la mobilità sostenibile è un concetto rivoluzionario, quella su due ruote è ancora meglio.
Chi di noi non ama la bicicletta, il suo carattere naïf, la libertà e la praticità del muoversi leggeri e veloci sui pedali?
Ma scommettiamo che anche voi fate parte di quel popolo di ciclisti che non indossa abitualmente il caschetto protettivo. Ci sembra anche di sentire le vostre ragioni: “troppo scomodo”, “così goffo”, “ingombrante”, “rigido”.

Beh, amici ciclisti, da questo momento non avrete più scuse. È nato il caschetto invisibile.

Due designer svedesi, Anna Haupt e Teresa Alstin hanno ideato Hövding Helmet, il rivoluzionario caschetto invisibile che funziona come un airbag.

Ci sono voluti otto anni di ricerca per capire le dinamiche e gli effetti di un urto causato dall’impatto di un’auto con una bici: dopo innumerevoli simulazioni di bike crash è stato realizzato, anche in collaborazione con l’azienda produttrice di airbag Alva Sweden, quello che potenzialmente può essere definito come “il caschetto perfetto”.

Hövding Helmet ha la forma di una sorta di scaldacollo, una sciarpa, un “collare” comodamente mimetizzabile come un capo di abbigliamento. Proprio per questo può sembrare inesistente ma è in realtà utilissimo per proteggere collo e testa dai traumi.

Al momento dell’impatto, il caschetto si apre come un airbag e forma uno scudo protettivo, un cuscinetto intorno alla testa.

Quando l’airbag si apre ha la forma di un cappuccio, realizzato in tessuto nylon ultra strong che non si sgonfia né si buca a contatto con il suolo. Protegge quasi l’intera testa, lasciando libero lo spazio per la vista.

L’area gonfiabile ricopre una superficie notevolmente maggiore rispetto a un caschetto tradizionale ed è progettata in modo da offrire una protezione maggiore là dove è più necessaria. L’airbag inoltre garantisce l’assorbimento dell’urto in maniera soft. La pressione all’interno del “cuscinetto” rimane costante per alcuni secondi, in vista di più urti durante un singolo impatto.

Indossare Hövding Helmet è semplicissimo: basta avvolgerlo intorno al collo e chiudere la cerniera sotto il mento. C’è uno switch elettronico che si attiva quando il caschetto è allacciato. Nella parte frontale, un LED indica il livello di batteria e lo stato on/off del dispositivo. Anche ricaricarlo è facilissimo tramite computer, utilizzando un cavo USB o un caricabatterie da cellulare con un connettore micro USB.

The Invisible Bicycle Helmet | Fredrik Gertten from Focus Forward Films on Vimeo.

E voi come la pensate? Secondo voi è o meno una delle invenzioni del secolo, amici ninja ciclisti?

Winner takes the earth: Messi, il capitano contro gli Alieni

Qualcuno aveva già mormorato che dietro alla trovata di marketing non convenzionale Winner takes the earth ci fosse Samsung. E quel qualcuno non si era affatto sbagliato: gli 11 uomini incappucciati di cui gli internati hanno tanto parlato, sfidandosi a indovinare chi si celasse dietro alla loro misteriose apparizioni, sono opera del colosso tecnologico  sudcoreano-americano, che assieme a due importanti agenzie, la R/GA di San Francisco e la coreana Cheil Worldwide, hanno dato vita a questa galattica campagna.

Galattica, è il caso di dirlo, perché i fantastici 11 fanno parte della squadra di calcio Galaxy 11 capitanata proprio da lui, la star del Barcelona, Lionel Andrés Messi, che si impegnerà assieme agli altri 10 giocatori, di cui è ignota, per ora l’identità, a vincere la partita più importante. Ricordiamolo: Messi e i favolosi 10 si contenderanno proprio lei, la Terra!

Messi, il primo ad essere convocato da Franz Beckenbauer

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=-8lRgdODMC4′]

Ce la faranno i nostri eroi a vincere? Non si sa. Senza dubbio, possiamo stare tranquilli perché Capitan Messi avrà a disposizione per sé e la sua squadra, una serie di prodotti Galaxy, per contrastare la forza aliena!

Samsung ci tiene col fiato sospeso, perché ancora non ha svelato i nomi degli altri giocatori incappucciati. Saranno forse reclutati tra i calciatori del Real Madrid o tra quelli del Bayern Monaco? Probabile. Altamente probabile, visto che Samsung annovera questi club tra gli sponsor. Tranquilli, mancano veramente poche settimane e poi potremo sapere chi accompagnerà Messi in questa epocale partita di calcio.

Le 10 identità stellari saranno pubblicate su un microsito creato appositamente, che sia chiama, neanche a dirlo The Galaxy 11.

Voi chi chiamereste a salvare la Terra? Noi un’idea su chi possano essere gli altri 10 già ce l’abbiamo 😉

Avanti, si accettano scommesse!

To be continued…

E-commerce o boutique? Gli Italiani scelgono gli e-shop

Sono 13,2 milioni gli italiani che nel 2013 hanno scelto gli online store nel 2013 e ben 9 milioni degli acquirenti digitali hanno comprato online almeno un capo di abbigliamento nell’ultimo anno: è quanto emerge da un’indagine sull’e-commerce in Italia presentata da  Netcomm (Consorzio del Commercio Elettronico Italiano) che conferma la migrazione dello shopping verso gli online store e, più n generale, l’immagine di un paese di e-shopper sempre più convinti.

13,2 milioni di e-shopper in Italia

Considerando l’intero mercato dell’e-commerce in Italia, l’indagine Netcomm distingue  in 2 macrocategorie gli acquirenti  online:

acquirenti sporadici: coloro che hanno effettuato 1 o 2 acquisti negli ultimi 3 mesi. In Italia si attestano a 5,1 milioni e, con uno scontrino medio di 100 euro, hanno generato il 14% delle transazioni online per un giro d’affari di 680 milioni di euro.

acquirenti abituali: gli utenti che hanno acquistato 3 o più prodotti  nell’ultimo trimestre. Si attestano a 8,1 milioni (86% del totale) e con 40,1 milioni di acquisti e uno scontrino medio di 90 euro hanno generato 3.540 milioni di euro nel terzo trimestre 2013.

I 13,2 milioni di utenti online hanno prodotto oltre 1 miliardo di euro in tutti i mesi del 2013 con un picco di 13,5 milioni a luglio.

Gli e-Fashion Shoppers

Tra gli e-shopper, l’indagine NetComm dedica un approfondimento agli acquirenti di abbigliamento che nell’ultimo anno sono cresciuti del 14% (oltre un miliardo di utenti) rispetto allo stesso trimestre 2012 – per un totale di 9 milioni di individui – e hanno generato il 25,5% di transizioni in più.
Ciò che maggiormente spinge i consumatori a preferire l’e-commerce sono la convenienza dei prodotti, un catalogo più ampio rispetto ai negozi tradizionali e la certezza di trovare con facilità quello che si cerca. Nel mondo del fashion sono un importante driver di crescita le vendite flash, vendite-evento di noti brand a prezzi scontati (fino al 70% rispetto ai canali tradizionali) e limitate nel tempo, che hanno creato un nuovo stile di consumo.

Mobile e-commerce

Per quanto concerne i device utilizzati dagli utenti, è sempre più rilevante l’incremento del mobile attraverso cui passano il 18% delle transazione, 8 punti percentuali in più rispetto agli altri acquirenti online. Di questo trend in crescita avevamo già parlato nel post Mobile Marketing: 3 consigli per conquistare i tuoi clienti.
Un altro dato interessante riguarda il punteggio di gradimento: i fashion e-shopper  dichiarano un indice di gradimento delle proprie esperienze di e-commerce lievemente superiore rispetto agli acquirenti di prodotti di altre categorie merceologiche, 8,5 punti a fronte di un generale 8,3.