Il nuovo folle spot Volvo: il camion inseguito dai tori

Ultimamente Volvo ci ha abituato a campagne pubblicitarie fuori dal comune, ma questa volta sembra aver superato il limite! Per dimostrare la sicurezza e l’agilità di questo camion, Volvo ha pensato ad un vero e proprio inseguimento, come quelli che si vedono nei film, ma senza polizia, moto o macchine da corsa. Fuggitivo e inseguitore sono, questa volta, soggetti molto particolari.

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A scappare è infatti un camion, completamente ritinteggiato di rosso, per scatenare l’ira degli inseguitori: un branco di tori. Per le vie di Ciudad Rodrigo, è avvenuta una vera e propria caccia all’uomo, o meglio, caccia al camion. Rob Hunt, autista professionista, a bordo di un Volvo FL, ha percorso le strettissime vie della cittadina spagnola, famosa per la corsa dei tori, inseguito dai feroci animali.

A condire il tutto, un gruppo di uomini coraggiosi percorre di corsa le stradine, fuggendo dagli animali irati. Nulla di troppo grave sembra esser accaduto stando alle riprese, anche se qualcuno dei partecipanti viene letteralmente travolto. Il camion, invece, se l’è cavata alla grande riuscendo, nonostante le stradine strettissime, a destreggiarsi e mettersi in salvo grazie all’ottima manovrabilità e alle notevoli performance di guida offerte.

L’incredibile spot è stato diretto dal candidato all’Oscar e direttore commerciale Henry-Alex Rubin, con un equipaggio di ben 250 persone e 28 telecamere.

Volvo è da sempre sinonimo di sicurezza e affidabilità sulla strada, questa volta però, per dimostrarlo, ha messo a repentaglio la sicurezza di diversi uomini, mentre i tori, dopo le riprese, sono stati riportati in una fattoria fuori Guadalajara, dove fortunatamente non vedranno più camion, ma al massimo potranno inseguire qualche trattore. Un’operazione forse un po’ troppo azzardata per uno spot pubblicitario, subito diventato virale.

Me and You, Vimeo vs Youtube per videomaker a confronto

Me and You, Vimeo e Youtube per videomaker a confronto

“I am selfish, but that’s an attribute that all artists possess”. È Robert Mapplethorpe che parla, è l’ego, è il me dell’artista sopra tutto e tutti che parla. Una volta la Ferrero nei Caroselli anni ’70 recitava “Gigante pensaci tu!” ed ora: “La Nutella sei tu!“.

Me e You, due mondi in cui sono racchiusi la visione semplicistica dell’artistoide e del pubblicitario ma cos’altro c’è sotto questi due giganti?

Me è Vimeo, dove puoi decidere di avere il me-glio, un’interfaccia minimalista e potenzialmente ampiamente personalizzabile, esteticamente accattivante, chiara e professionale. Dato che vuoi il meglio puoi decidere di usare la modalità pay per view o video on demand per vivere una vera e propria esperienza sensoriale.

Vimeo è talmente incentrato sul “me” che accetta solo il caricamento di video che siano esclusivamente realizzati dal proprietario dell’account, no a found footage e a lavori di cut-up, no a registrazioni malsane provenienti dal televisore di casa. Dato che per me è importante migliorarmi, sono a disposizione anche vere e proprie lezioni con la Video Scuola Tutorial. C’è insomma una certa sacralità nella sfera della professione creativa.

You è Youtube, dove puoi permetterti di fare ciò che preferisci: caricare, creare playlist, commentare, perderti nel flusso comunicativo. Con il tu identifichi tu-tto quello che c’è da sapere, vedere, lo scibile umano condensato in pochi minuti, dove le limitazioni sono ben poche (sempre che non si parli di violazione di copyright). Youtube è la piazza per chiacchierare, spulciare e curiosare. Dirette streaming, hangout, tu sei continuamente in rapporto agli altri, mostri le tue attività, i tuoi preferiti, i tuoi commenti.

Me and You, Vimeo vs Youtube per videomaker a confronto

Tante cose belle sia per il Me che per il You ma: veniamo agli svantaggi.

Vimeo ti propone tante cose belle ma se vuoi davvero parte della sua community dovresti effettuare l’upgrade al profilo Pro o al profilo Plus: infatti con il profilo free a parte le limitazioni relative al caricamento hai anche altre restrizioni, non puoi ad esempio caricare tuoi video che promuovono i prodotti, per farlo devi passare alla versione Pro.

Anche Youtube ti propone tante cose belle, se non fosse che ogni fruizione di un video è disturbata da pubblicità, annunci, banner ed altri ingombri vari. Non è da dimenticare anche il fatto che
la distrazione è dietro l’angolo, con tutti quei bei video correlati e consigliati. Altro che zapping televisivo!

Perché Vimeo?

È un’ottima vetrina per i tuoi lavori, nelle versioni a pagamento è possibile realizzare portfoli personalizzati, consultare statistiche avanzate, avere un ampio spazio per l’archiviazione. I visitatori sono senza dubbio potenzialmente di numero minore rispetto al pubblico Youtube, ma magari si arriva più facilmente al cuore del target, del brand, della persona. Meno canali, meno concorrenza e più senso pratico.

Perché Yotube?

Perché è figlioletto di Google quindi si posiziona ben bene nel motore di ricerca, tutti i suoi servizi sono gratuiti e poi… è pieno di simpatici Easter eggs!

L’intero articolo risulta però inutile se si dimenticano questi tre punti:

  1. Quando pubblichi una tua opera video, non dimenticare di inserire nei titoli di coda e nella descrizione del video un link al tuo sito web.
  2. Sia Vimeo che Youtube sono ben integrati nei social, perché non sfruttare quest’opportunità e andare giù di condivisioni? Integra quindi nella descrizione del tuo video ogni ulteriore indicazione a qualsiasi tuo profilo social!
  3. Non esisti solo tu né su Vimeo né su Youtube, interagisci, sforzati di far parte di una community, anche perché solo grazie ad essa avrai l’occasione di migliorarti e farti conoscere!

Su con la paletta delle votazioni per Vimeo vs Youtube! Me or You? I vote Us!

Mamming, l'hashtag per la prevenzione del tumore al seno [VIDEO]

Mamming, l'hashtag per la prevenzione del tumore al seno [VIDEO]

Donne di tutto il mondo, tra ironia e determinazione, appoggiano i seni e condividono. Stiamo parlando della campagna a sfondo sociale “This is mamming“, promossa in rete con l’hashtag #mamming.

Il video ufficiale inizia con il solito chiacchierare tra due donne in un bar, quando una delle due appoggia il seno sul tavolino e l’altra esclama, stupita: “What are you doing?“- “I’m mamming“.

Le due donne iniziano quindi ad appoggiarsi con determinazione e con una vena sottile di sensualità in videoteca, pizzeria, taxi, palestra, per strada. Qui incontrano una terza donna che si diverte a fare “mamming” sulla macchinetta del parcheggio, un palo ed infine nella finestrella di un muretto. Quest’ultima immagine richiama tanto quella della mammografia vera e propria, tanto che le altre due donne, quasi invidiose, esclamano: “That is the most beautiful mum that I see in the History of Universe“.

Il concept è po’ assurdo, ma efficace e divertente, anche perché richiama alla mente, per assonanza, il fenomeno certamente meno nobile del planking, di cui tanto si è parlato mesi fa. Nel finale il video contiene una call to action, che svela allo spettatore la natura del filmato: le donne vengono invitate a diventare parte di questo ironico movimento e condividere su Instagram una foto in posa #mamming, per rendere virale il fenomeno e consapevolizzare altre persone sull’importanza della prevenzione.

Incoraggiare la prevenzione del tumore al seno servendosi di social come Instagram e YouTube non è cosa nuova: basta fare visita al canale Pinterest della GE HealthCare per rendersi conto della potenzialità comunicativa del web anche in questo ambito.

In conclusione, crediamo che #mamming sia uno splendido esempio del crescente ed affascinante marketing sociale per la salute. Voi cosa ne pensate?

6 errori da evitare assolutamente su Youtube

6 errori youtube

Otto anni fa tre ex dipendenti di Paypal creavano Youtube, piattaforma di video sharing che inizialmente veniva utilizzata per caricare per lo più filmati fatti in casa, confessioni in webcam e irresistibili video di gattini. Ma a poco a poco un esercito composito di filmaker, truccatrici impavide e sapientoni in poltrona ha colonizzato la piattaforma, producendo contenuti originali concepiti apposta per il nuovo social network.

Poi sono venute le aziende che, nell’era del content marketing, si sono trasformate in produttori di contenuti e in alcuni casi, come quello del live di Baumgarten trasmesso da Red Bull, hanno prodotto veri e propri eventi. Non è sempre facile, però, produrre contenuti che risultino autentici o facciano fare una risata e, quando si sbaglia, il contraccolpo può essere duro da assorbire.

Su Mashable, Nate Houghteling, founder dell’agenzia di video content marketing Portal A, si è divertito a stilare la classifica dei 6 errori più comuni che le aziende commettono su Youtube. Li abbiamo riassunti per voi cercando di individuare alcune best practice da seguire.

#1 – Puntare tutto sulla viralità

6 errori da evitare su youtube

Tra i marketer più avveduti gira voce che, ogni volta che un social media manager pronuncia la parola “video virale”, un angelo perde le ali.

Non si tratta di mettere in dubbio l’esistenza di fenomeni che, per diffusione e velocità di propagazione, possono a ragione essere definiti virali. Si tratta di capire, sostiene Houghteling, che un video virale è una a cosa molto rara e non sempre è una cosa buona, perché la viralità non è necessariamente misura del successo di un contenuto. In un video c’è molto “valore” che non è misurato dal semplice counter di Youtube.

Le domande da farsi quando si è alle prese con una campagna su Youtube sono altre: il video ha raggiunto il suo target di riferimento? È stato rilanciato dagli influencer di riferimento dalle cui labbra pendono molte migliaia di utenti? Questi indicatori di tipo qualitativo valgono molto di più di quel milione di visualizzazioni tanto agognato ma magari fatto di tanti utenti non in target.

#2 – Trascurare la SEO su Youtube

6 errori youtube da non fare

I seo specialist lo sanno bene. Youtube è sì una piattaforma di video-sharing, ma è anche un motore di ricerca e precisamente il secondo motore di ricerca al mondo dopo Google. Quindi è necessario che i contenuti siano ottimizzati per il suo algoritmo di indicizzazione.

Mi spiace, ma dovete studiarvi le tecniche per posizionare i video più in alto possibile e, soprattutto, far di tutto affinché escano tra i “video suggeriti”. Ecco tre cose che potete fare:

1 – descrizione: ricordate che nei risultati di ricerca appaiono solo 160 caratteri di descrizione. Quindi assicuratevi che le prime frasi siano le più convincenti.

2 – anteprima: non sottovalutate mai l’importanza di un’immagine di anteprima accattivante. Pensate ad essa come fosse uno di quei teaser che si lanciano in pubblicità. Mettete la cura necessaria nello scegliere un’immagine che abbia appeal.

3 – titoli: dovrebbero solleticare la curiosità dello spettatore, ma mai essere tanto didascalici da esaurirla completamente.

Un’altra operazione che si può fare per migliorare il posizionamento è fornire a Youtube i sottotitoli in lingue diverse. Così amplieremo il pubblico potenziale del video e offriremo a Youtube keyword strategiche per indicizzare il contenuto.

Qui trovare altri consigli su come ottimizzare i video per Youtube.

#3 – Stare ad aspettare

C’è un equivoco di fondo nel modo di approcciare Youtube. Tutti pensano che basti girare un video, postarlo sulla piattaforma e il gioco è fatto. Orde di utenti affamati di contenuti arriveranno al vostro video come per magia. Houghteling chiama questa non-strategia di promozione “Post and Pray”.

La nuda e cruda verità è che il 50% dei video su Youtube ha meno di 1.000 visualizzazioni. Dal momento che sul social network ci sono così tanti video, è molto facile rimanere invisibili tra la folla. Per distinguersi potete fare queste due cose:

1 – posizionamento a pagamento: su Youtube è integrata la piattaforma pubblicitaria di Google. Quindi ci sono molti modi per migliorare il posizionamento, pagando e senza spendere troppo. Le possibilità di segmentazione del target sono ampie: età, genere, area geografica, keyword, interessi. Un avvertimento a chi aspetta che il mondo ingrato si accorga di quanto è speciale: pagare per posizionarsi meglio non è barare. Pagare per avere più visibilità non è peccato.

2 – PR e influencer: far girare i video su un blog o un sito di contenuti può fare la differenza. Se un influencer twitta il vostro video è più probabile che gli utenti lo guardino e lo condividano. Ma è bene non scegliere i siti in maniera indifferenziata. Postare un video su un blog di nicchia porterà sicuramente più risultati rispetto alla sua pubblicazione su un importante sito generalista, ma nelle pagine interne.

#4 – Ignorare il fatto che Youtube sia un social network

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Negli ultimi anni Youtube ha fatto di tutto per non limitarsi ad essere un semplice hosting di video, dove gli utenti guardano il filmato e poi se ne vanno, e si è trasformato in una vera e propria piattaforma sociale di contenuti, introducendo i famosi “Canali” per utenti e brand.

Più che alle visualizzazioni, le aziende dovrebbero puntare sulla creazione di un largo seguito ai propri Canali per costruirsi un pubblico di spettatori abituali che tornano a guardare ogni nuovo video che viene pubblicato. Come suggerisce Houghteling non bisogna aver remore a chiedere alle persone di iscriversi al proprio canale o nel dare loro incentivi a farlo.

#5 – Accontentarsi di contenuti di bassa qualità

Video di alta qualità aumentano spettatori e tempi di visualizzazione. Qualità significa cura sia dal punto tecnico, che del contenuto. Ed è facile intuire perché: più la storia è accattivante, articolata e ricca di sfumature, più alta è l’attenzione e la partecipazione.

Se consideriamo che su Youtube vengono caricate circa 100 ore di contenuti al minuto, si capisce quanto alta è la concorrenza e come sia difficile accaparrarsi l’attenzione dello spettatore. Solo con contenuti di qualità, che mettono al primo posto l’intrattenimento e in secondo ordine il messaggio pubblicitario, un brand può distinguersi dagli altri.

Un buono modo per creare contenuti di qualità è produrre, per esempio, video interattivi. Molti brand hanno utilizzato l’interattività in chiave comica invitando l’utente a superare prove o a risolvere quiz; altri hanno sfruttato la possibilità di inserire link nei video per lasciare allo spettatore la scelta sugli sviluppi della storia.

Qui ci sono alcuni esempi per sfruttare al meglio l’interattività nei video di Youtube.

#6 – Dimenticare che Youtube ha bisogno di contenuti ad hoc

Come gli utenti guardano i video su Youtube? Tipicamente su un piccolo schermo, spesso quello dello smartphone, tenendo altre finestre aperte che si contendono la sua attenzione.

Chissà per quale ragione i video che le aziende postano non tengono minimamente in conto lo scenario di fruizione tipico di Youtube. Spesso i canali delle aziende propongono niente di più che le pubblicità pensate per la tv. Come se su Twitter lanciassimo stralci di comunicati stampa.

Il consiglio di Houghteling, in questo caso, è di catturare l’attenzione dell’utente nei primi secondi del filmato così da non farlo passare oltre. In secondo luogo, consiglia di fare affidamento sui primi piani dei volti per supplire alle piccole dimensioni dello schermo e di non produrre video più lunghi di tre minuti.

La regola aurea, però, è un’altra e, com’è prevedibile, più difficile da seguire: su Youtube bisogna essere audaci. La piattaforma video più visitata al mondo è il luogo dove si può infrangere il politically correct della tv. Su Youtube gli utenti sono aperti alla provocazione, a contenuti inaspettati e al dibattito delle opinioni.

seo youtube

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Un ultimo consiglio che sentiamo di dare è di tenere d’occhio gli Analytics. Uno degli aspetti più importanti del marketing su Youtube è la possibilità di avere grandi moli di dati sulla visualizzazione dei propri video. Sforzatevi di trovare il senso nascosto dietro a questi numeri per affinare la vostra strategia e creare contenuti a misura del vostro target.

Una metrica molto interessante, per esempio, è il CTR dei link utilizzati all’interno dei video per chiedere agli utenti di guardare altri filmati o di iscriversi al canale ufficiale dell’azienda.

Si tratta di driver decisionali utilissimi per fare crescere il proprio pubblico e aumentare l’engagement. Cose che altri media semplicemente non offrono.

5 consigli per aumentare il coinvolgimento degli utenti sui social media

La capacità di coinvolgere gli utenti con la propria strategia comunicativa sui social media fa la differenza tra un brand vincente ed uno tra i tanti.

La quantità di dati e di messaggi che gli utenti dei social network ricevono oggi è impressionante. Basta poco per diventare una semplice goccia in un oceano di post e condivisioni. E’ quindi essenziale trovare la strategia giusta con cui comunicare il proprio messaggio al cliente, ma soprattutto fare in modo che quest’ultimo conservi di quel messaggio un ricordo che duri davvero nel tempo.

Direttamente dal blog di Jeff Bullas, quindi, ecco cinque semplici consigli da seguire per aumentare il coinvolgimento degli utenti sui social media.

1. Curate la grafica

Avere una grafica avvincente consentirà al vostro messaggio di distinguersi dagli altri, e di lasciare una traccia ben visibile nella memoria dell’utente.

Una grafica curata e professionale migliora la credibilità del marchio e ne aumenta la riconoscibilità, soprattutto se coerente su tutti i canali social ed istituzionali.

Immaginate il vostro post sui social network come un cartellone pubblicitario per strada: per attirare l’attenzione di un guidatore distratto dovete catturare anzitutto il suo sguardo, e poi comunicare il messaggio giusto.

2. Date un volto alla vostra comunicazione social

Aggiornare i profili social su base quotidiana è un impegno non da poco, soprattutto se non si ha un buon budget a disposizione e quindi la possibilità di affidare ad agenzie specializzate questo compito.

Ancor più difficile è, evidentemente, ottenere facilmente engagement con l’attività social se non svolta con costanza e coerenza.

Una soluzione potrebbe essere creare un rapporto personale con i propri utenti personificando la vostra comunicazione social. Se il vostro brand ve lo permette, uscite fuori dagli schemi e create una mascotte che parli per voi. Darete nuova linfa ai vostri canali social e renderete la comunicazione con gli utenti interattiva e divertente.

3. Puntate forte sui sostenitori del brand

Se vi proponete sui social network è perché pensate che il vostro brand possa essere apprezzato e sostenuto. E’ giusto, e dovete puntare proprio su chi potrebbe farlo.

La gente ama comunicare con un brand, ancor più ama parlare di quel brand e collaborare. Create interazione con i vostri supporter facendo in modo che siano proprio loro a parlare della qualità dei vostri prodotti.

Organizzate un contest, o semplicemente un momento di interazione, chiedendo ai vostri utenti un feedback sul vostro prodotto. Loro potranno vedere il loro messaggio diffuso sui vostri canali ufficiali (o magari riceveranno l’ambito premio che metterete in palio) e voi, attraverso i canali social, avrete creato lo spot migliore e più genuino possibile per la vostra promozione.

4. Premiate i fan

Il coinvolgimento dei vostri fan, ovviamente, va ricambiato. Grande interazione implica una grande responsabilità: una t-shirt o una gift card sono il minimo che potete fare per i vostri supporter più fedeli, per non parlare della possibilità di raccogliere le mail e i numeri telefonici dei partecipanti ai contest da utilizzare per fini promozionali.

Proponete un contest divertente ma intelligente con in palio premi simpatici e non necessariamente impegnativi: migliorerete l’interazione, creerete coinvolgimento e – cosa più importante – renderete i vostri fan felici.

5. Guardate con attenzione al mobile

Il numero di utenti che utilizza i canali social in mobilità cresce in maniera esponenziale di giorno in giorno. Questo porta a cambiamenti rilevanti anche per quanto riguarda le dinamiche di social media marketing: messaggi più coincisi, minore capacità d’attenzione e minor tempo speso a leggere ogni singolo messaggio.

La regola d’oro è quindi: breve è meglio.

Accompagnate il vostro messaggio ad un’immagine che resti impressa nella memoria o che gli utenti abbiano voglia di condividere. Ma pensate sempre che a disposizione avete sempre meno tempo, ed una finestra d’attenzione sempre più piccola: siate memorabili!

E voi come create coinvolgimento con i vostri utenti? Avete qualche asso nella manica? Svelatecelo nei commenti!

Famous Movie Cars ci fa scoprire la Hollywood a 4 ruote

 

Cosa vi ricordate dei film? Il “Sei solo chiacchere e distintivo” di De Niro? Che dire di Heath Ledger con “Perché sei così serio“? Senza dubbio ci ricordiamo spesso di una scena famosa grazie alla quale attore e frase sono entrati nella storia del cinema, alcuni sono diventati cimeli d’arte, oggeti di culto, un poster di Harry Callahan o di Mr. Pink.

 

 

 

Ma l’attore e la citazione non sono sempre la star di un film indimenticabile. A volte ci vuole qualcosa di diverso, con meno parole, più azione. Qualcosa come una DeLorean a 88 miglia all’ora o forse una Lotus Esprit bianca immersa nel mare? La scelta è giusta secondo l’illustratore francese Nicolas Bannister, il quale ha soggettivamente, con grazia e umorismo dato queste auto il loro posto d’onore! Nicolas ha preso le auto delle pellicole più famose e ha prodotto questi superbi manifesti, accompagnati solamente da una frase che riesce a racchiudere tutto il senso del film.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sviluppo di una startup B2B, aumentare le possibilità di crescita

Le startup italiane stanno scoprendo il mercato del B2B, come conferma il numero di aziende business to business che hanno partecipato al Techcrunch Italy 2013. Infatti metà delle finaliste dell’edizione italiana dell’evento hanno presentato applicazioni dedicate al mondo delle aziende; tra queste in particolare possiamo trovare:  GipsTech,startup vincitrice del Techcrunch che offre un servizio di localizzazione in ambienti chiusi (dove il GPS non può funzionare),  Vivocha, piattaforma che permette alle imprese di interagire online con i clienti e BeMyEye, applicazione che aiuta le imprese a tenere sotto controllo la situazione all’interno dei punti vendita, tramite l’ausilio dei propri utenti che fungono da controller (gli Eye).

L’importanza di partecipare alle startup competition orientate al B2B

Recentemente le startup competition cominciano a dedicare sempre maggior spazio al mondo del B2B; stanno iniziando a nascere, infatti, eventi appositamente dedicati alle aziende ed ai progetti business oriented. Queste manifestazioni permettono alle startup di presentare il proprio prodotto/servizio ad una platea di interlocutori focalizzata verso il mondo delle imprese e quindi più competente e di conseguenza più interessata.

Per una startup che voglia ottenere visibilità e allargare il proprio bacino di utenza, eventi di questo tipo sono fondamentali per creare una fitta rete di utili connessioni con altri imprenditori  che  potrebbero rivelarsi in futuro dei potenziali clienti.

Partecipare a una competizione è importante sopratutto quando gli interlocutori con cui ci si relaziona durante l’evento sono affini al nostro progetto ed alla nostra idea. Per agevolare il mercato del business to business infatti occorre mettere in connessione le start-up con le PMI e con le grandi aziende, italiane e non.

L’European AppCup 2014, un esempio di competizione che mette in risalto il B2B

Un esempio di manifestazione che dedica uno spazio apposito al mondo del B2B è l’European AppCup 2014, un’app competition organizzata da Microsoft Bizpark, famoso programma di accelerazione d’impresa creato dalla Microsoft. Qui le start-up possono presentare le loro app ambientate in Windows 8, anche nella versione mobile,  e rivolgersi ad una platea di interlocutori  B2B o B2C a seconda della natura del business proposto. Per partecipare basta registrarsi ed inviare la propria app entro il 2 febbraio 2014.

Il ruolo dei dipendenti delle aziende clienti, come driver per lo sviluppo di un prodotto B2B

Un’altra considerazione importante da fare nell’ambito delle imprese B2B riguarda il concetto di utente effettivo. Molto spesso la persona con cui ci si relaziona e si conclude l’accordo non è l’utilizzatore reale finale del prodotto/servizio; quest’ultimo sarà  il  più delle volte  infatti, utilizzato da un dipendente di una determinata funzione aziendale o  da un dirigente o ancora da un  rappresentante.

E’ essenziale quindi capire chi materialmente usufruirà del nostro servizio in quanto sarà importante relazionarsi con gli utenti effettivi del nostro progetto poiché , tramite i loro feedback , possono aiutare le start-up in 3 funzioni essenziali:

1. indirizzare lo sviluppo del servizio verso la direzione giusta, fungendo da beta tester, indicando i bisogni reali e le necessità più importanti che il loro lavoro richiede ed evidenziando i difetti dei metodi che attualmente usano.

2. aiutare la start-up, una volta distribuito il prodotto all’azienda cliente, ad effettuare dei controlli per monitorare il livello di qualità del servizio offerto, agevolando futuri sviluppi e mantenendo il livello qualitativo il più alto possibile.

3. suggerire alla start-up l’inserimento di features e servizi che attualmente il suo prodotto non offre e che potrebbero aumentarne il valore complessivo. L’attività giornaliera dei dipendenti permette loro di avere una conoscenza molto dettagliata del prodotto offerto e questo può portarli a capire più facilmente quali siano gli aspetti da migliorare e con quali modalità.

Costruire il proprio successo mediante un processo di miglioramento continuo

I tre punti sopra menzionati rappresentano le funzioni che i dipendenti, reali utilizzatori del servizio, possono assolvere se adeguatamente coinvolti nel processo di miglioramento continuo del prodotto.

Sopratutto nelle prime fasi di sviluppo di una startup B2B, è facile che il prodotto offerto risulti ancora acerbo e quindi debba essere soggetto a continue revisioni; per capire la direzione giusta verso la quale queste nuove release debbano puntare è essenziale quindi basarsi sui feedback degli user, i quali potranno, tramite l’utilizzo, mostrarci i punti di debolezza del nostro prodotto e i possibili miglioramenti.

In una prima fase, quando ancora il numero di clienti non é troppo elevato, un modo opportuno di coinvolgere gli utenti può essere l’istituzione di periodici incontri dal vivo tra sviluppatori e utilizzatori effettivi.

In alternativa, qualora non vi sia il tempo o la possibilità di un rapporto così diretto, si può mettere in pratica una o più delle seguenti operazioni:

  1. • effettuare una distribuzione di questionari sulla qualità con cadenza periodica
  2. • istituire una casella dei suggerimenti dove ogni dipendente possa esprimere le proprie osservazioni
  3. • stimolare i dipendenti a riferire le proprie opinioni con il responsabile della loro funzione o il responsabile IT dell’azienda che riporterà poi le risultanze alla start-up.

Costruire un rapporto di fiducia e collaborazione con i nostri clienti

Nel mondo delle startup B2B, sopratutto all’inizio, il numero dei clienti è esiguo e occorre assolutamente evitare che competitor più dotati finanziariamente ci sottraggano quote di mercato. E’ necessario quindi offrire un servizio impeccabile, che convinca i nostri attuali clienti a non farsi sedurre da prezzi più bassi, in virtù del valore aggiunto e della fiducia che si è creata nella relazione tra le due aziende .

Evento Apple: iPad Air, nuovo iPad mini e Mavericks gratuito!

Lo sapevamo già dell’arrivo del nuovo iPad ma un iPad Air forse non era nei pronostici di tutti. Ancora una volta Apple punta al design, proiettandosi nel futuro di device sempre più compagni di vita.

L’evento Apple non è stato però soltanto l’occasione di presentare un nuovo iPad, come già immaginavamo: iPad Mini, Mavericks, Mac Pro e MacBook Pro sono stati gli altri protagonisti di questo evento Apple che sembra voler dire ai competitors “Noi non parliamo soltanto di smartphone: abbiamo molto di più da dire”. Se la strategia è quella giusta lo giudicheremo col tempo, ora vediamo nel concreto cosa c’è di nuovo.

iPad Air: più sottile, più leggero ma più potente

Le misure del nuovo iPad Air

“Questo è il più sottile, più leggero e più potente iPad che abbiamo mai messo sul mercato” così l’ha definito il guru del design Apple Jony Ive. 

Il nuovo iPad Air ha lo stesso display da 9,7 pollici, ma uno spessore di soli 7,55 millimetri, il 20 % più sottile rispetto alla generazione precedente. Contiene anche il nuovo chip di Apple A7, che è a 64 bit e raddoppia le prestazioni dell’iPad di Air anche per l’apertura dei file e per il rendering delle immagini.

Inoltre ha una nuova fotocamera da 5 megapixel iSight che cattura video HD, oltre a una nuova fotocamera frontale ad alta definizione, una migliore illuminazione posteriore e due microfoni.

Due sono anche le antenne Wifi di cui è dotato il nuovo iPad Air che hanno permesso ad Apple di adottare sul device la tecnologia MIMO (multiple-in/multiple-out) : dunque prestazioni Wi‑Fi fino a due volte più veloci rispetto alla generazione precedente senza rallentare il processore. Ricordiamo inoltre che questo iPad è non più solo 3G ma 4G LTE.

Per quanto riguarda i prezzi, invece, iPad Air parte da 479 euro per il 16 GB WiFi fino a 869 euro per 128 GB WiFi + Cellular. Disponibile sia in argento che in grigio siderale dall’1 novembre online e negli Apple store.

Nuove Smart Cover

Come ci aspettavamo anche le Smart Cover di iPad Air sono cambiate: lo riattivano quando si aprono, lo mettono in stop quando si chiudono, disponibili anche come Smart Case per coprire anche il lato posteriore dell’iPad.

Nuovo iPad Mini

Cosa avrà di nuovo questo iPad Mini? Il Retina Display! Così piccolo e per il resto dotato come il fratello più grande del chip A7  e del WiFi evoluto con annesso 4G. Anche questo disponibile dal primo novembre. Prezzi a partire da 389 euro.

iPad sta cambiando la visione del computing

Concludiamo il discorso iPad con i dati presentati da Apple:

“IPad è stato uno dei prodotti di maggior successo nella storia di Apple”, secondo Tim Cook. “All’inizio di questo mese, abbiamo venduto 170.000.000 di iPad. 

E ancora: “‘iPad sta fornendo una nuova visione per il computing “, secondo Phil Schiller di Apple e “Questo è ciò che intendiamo per ‘designed by Apple in California’, ha concluso Cook.

Mac Pro

Per spiegarvi quello che è nel dettaglio Mac Pro lasciamo la parola al sito ufficiale Apple, citiamo qui la definizione di sul video promo: “Jeff Williams, Senior Vice President Operations Apple: “Un computer che non assomiglia a nessun altro computer al mondo”. Disponibile da dicembre. Presto vi mostreremo nel dettaglio quale è la rivoluzione del nuovo Mac Pro.

 OS X Mavericks

Ve lo diciamo subito qui: è gratuito, potete aggiornare già da ora il vostro Mac al nuovo OS X Mavericks, basta che abbiate un sistema operativo OS X Snow Leopard, Lion o Mountain Lion. In pratica per tutti i sistemi operativi dal 2007 sarà possibile finalmente provare l’ebbrezza di un aggiornamento senza pagare!

le novità sono tante, noi citiamo per comodità quelle che per ora ci hanno incuriosito di più: le notifiche, proprio come da un tablet o da uno smartphone; le tag per la ricerca dei file; i pannelli nel Finder ( questa è davvero una funzione che la sottoscritta aspettava da molto!); iBooks; display multipli per chi è abituato a lavorare da più postazioni.

Tutto il resto lo approfondiremo in futuro, intanto abbiamo già avviato l’aggiornamento!

Soddisfatti di questo evento Apple? Delusi? Aspettiamo i vostri commenti per parlarne insieme 🙂

Eurobest 2013: si avvicina la deadline. Iscriviti entro il 25 ottobre.

Siamo agli sgoccioli. L’edizione numero 26 dell’Eurobest, festival internazionale della creatività, si terrà a Lisbona dal 4 al 6 Dicembre prossimi e fervono gli ultimi preparativi per lo svolgimento della gara. Il 25 Ottobre scadrà il bando d’ammissione per partecipare al concorso!

L’Eurobest da anni si segnala come una manifestazione assai particolare nel campo della creatività, motivo per cui viene osservata con sincero interesse dal mondo pubblicitario in quanto, oltre che per la sua longevità, si caratterizza per un approccio alternativo rispetto ad altri concorsi e gare di settore.

Questi awards infatti non si occupano della definizione e recensione delle campagne pubblicitarie standard, ma pongono l’accento sulle tecniche e le pubblicazioni più innovative ed originali nell’ambito della costruzione di una brand-reputation di livello.

Seguendo questo principio di fondo rivestono particolare attenzione le campagne integrate, quelle nelle quali si intreccia un intenso rapporto tra consumatori ed azienda, lasciando il dovuto spazio alle forme di advertising tradizionali ma sempre inserite in questo contesto d’assieme.

A questo proposito grande spazio verrà concesso a categorie come : Best Non-Fiction Program, Series Or Film Where A Client Has Successfully Created A Reality, Documentary Or Light Entertainment Show Around A Product(s) Or Brand(s).

Una categoria (quella legata agli audiovisivi) che concentra la propria attenzione non solo sulla qualità delle serie tv o dei documentari in senso stretto, ma nella capacità di questi ultimi di legarsi al brand o al prodotto per il quale sono stati immessi nei circuiti multimediali a disposizione.

Identica metodologia di selezione verrà seguita per altre categorie come Best Use Or Integration Of User-Generated Content o Best Use Or Integration Of Gaming.

Negli esempi che vi abbiamo proposto si rende evidente come concetti come integrazione e compenetrazione di generi per un’ottimizzazione degli obiettivi (la brand/product reputation appunto) siano il fulcro attorno al quale l’Eurobest 2013 ruoterà in questa edizione.

Questo tipo di approccio duale, nel quale viene premiata ed esaltata la qualità degli strumenti e dei prodotti di advertising ma solo se questi sono posti in stretta connessione con la capacità degli stessi di generare un rapporto simbiotico col brand/prodotto per il quale sono stati concepiti, attraversa ogni singolo ambito della gara e verrà esplicitato e discusso nella tre giorni della manifestazione.

Per chi volesse avere una panoramica completa sulla kermesse e su come verrà svolta vi invitiamo a consultare il sito web dedicato agli Eurobest.

Per il momento è tutto, non ci resta che attendere il 25 per la chiusura dei bandi di gara e Dicembre per assistere a questi awards.

Rimanete in attesa per le news del caso e Vou ver todos vocês em Lisboa!!

Reddit: cos'è e come funziona

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Reddit. Sicuramente ne avete sentito parlare, ma una volta seguito il link alla homepage forse sarete tornati indietro senza capirci granché. In effetti, ad un primo sguardo, crea un po’ di confusione: un’enorme bacheca piena di link e post, il cui scopo e ordine non è chiaro. Guardando più a fondo, però, si scopre che c’è ben altro.

Reddit può essere oggetto, e soggetto, di campagne marketing, di indagine su come il pubblico abbia raccolto una determinata notizia. Passare un po’ di tempo fra i suoi post e link può essere interessante e utile.

Reddit esprime un modo di fare condivisione diverso rispetto agli altri social media: è la community a decidere cosa avrà più rilevanza, cosa maggiore visibilità. L’impegno che si sono presi i fondatori è quello di essere una comunità improntata sulla circolazione libera delle notizie. Tramite i voti degli utenti (upvote e downvote) il flusso delle notizie viene deciso e si aggiorna.

Dato che i numeri di Reddit parlano di 80 mila visitatori unici mensili, è il caso che i brand imparino ad utilizzare questo strumento di social media marketing.

Di seguito cercheremo di fornirvi una panoramica quanto più completa possibile, per capire come funziona e come può essere sfruttato. Buona lettura!

Perchè Reddit

Il termine Reddit è la fusione delle parole read e edit, che riportano all’assonanza con read it. È subito chiaro che l’intento è mettere in evidenza che al suo interno si trovano contenuti utili e da non trascurare.

Un po’ di storia

Reddit è stato creato da Steve Huffmann e Alexis Ohanian, a cui si sono aggiunti più tardi Christopher Slowe e Aaron Swartz. Inizialmente fu finanziato da alcuni che credettero nel progetto, fu, nel 2005, acquisito da Condè Nast e ora è una divisione di Advance Publications, media company che ha il controllo di Condé Nast.

Dal 2008 è open source. A fine 2009 viene introdotta la possibilità dell’advertising self-service. Nel 2012 Yishan Wong da redditor della prima ora, è diventato CEO della startup.

Qualche numero

Reddit ha circa 80 milioni di visitatori unici al mese, circa 4,5 miliardi di pagine viste e più di 2 milioni di utenti registrati.

Come funziona

Fra le righe del blog il social media si autodefinisce come l’ Internet Front Page, si descrive come un motore per creare community. In effetti il “segreto” sta tutto lì: voto e commento sono i due meccanismi che permettono che si creino community e readership riguardo a determinati argomenti. In questo modo il flusso di link e news si avvia.

Insomma si tratta di un aggreggatore nel quale è possibile condividere news e storie. Gli utenti iscritti (redditor), oltre a postare le loro storie sono i fautori della discesa o salita di un post nella homepage, tramite le funzioni di upvote o downvote.

Come si calcolano i voti di un link? Nella sezione FAQ del sito viene spiegato che il punteggio è semplicemente il numero di voti positivi meno il numero di quelli negativi. Ad esempio, se cinque utenti esprimono voto positivo e tre negativo, il punteggio sarà 2.

Lo staff aggiunge che non si tratta di numeri “reali”, ma di numeri che sono stati “fuzzed” (letteralmente arricciato, confuso) per evitare spam. Quindi seguendo l’esempio precedente, il punteggio upvote / downvote può essere 23 upvotes e 21 downvotes, o 12 upvotes e 10 downvotes. Il dato relativo ai punti è corretto, ma i totali di voto vengono “fuzzed”.

Redditor

Otterrete questo status nel momento in cui vi iscriverete alla piattaforma e posterete link e news.

SubReddit

L’intera piattaforma gira attorno ad essi. I subreddit decidono di cosa si parla in rete, i loro contenuti stabiliscono i trend e i flussi delle notizie. Si tratta di una sezione (canale, rubrica, topic) generata dagli utenti riguardo ad uno specifico argomento.

Ogni redditor può crearne una, in questo modo diventa egli stesso il primo sottoscrittore di quel subreddit e il primo moderatore di essa. Una volta registrati, si è automaticamente iscritti ai subreddit più popolari, dalle quali potrete cancellarvi e scegliere altre sezioni a cui abbonarvi.

Un subreddit con un seguito enorme si guadagna facilmente la homepage. In ogni caso è possibile costruire la propria homepage tramite la scelta dei subreddit a cui si è iscritti.

Moderator & Admin

I moderatori sono coloro che creano nuove community o partecipano a quelle esistenti. Possono rimuovere post inappropriati, rispondono a domande, aggiungono i nuovi moderatori e ne rimuovono altri.

Gli amministratori (Admin) sono dipendenti di Reddit. Nel blog leggiamo che non intervengono direttamente a meno che qualcosa non attacchi l’integrità strutturale della comunità Reddit.

Voti e punti

Sono gli strumenti grazie ai quali Reddit funziona. Una volta registrato potrete votare un post in modo che sia spostato più in alto o che scenda inesorabilmente.

I commenti sono importanti

I commenti sono la parte più interessante dell’intero Reddit.  Ad essi è applicato lo stesso meccanismo del calcolo del punteggio dei post,  anche qui i numeri sono “fuzzed”.

Il contenuto dei commenti è spesso più interessante del link stesso. Proprio nel ciclo dei commenti gli utenti decidono il valore che quella storia ha, e come proseguirà il suo cammino nel web.

Il karma

Una volta iscritti potrete guadagnare punti in goodkarma ed essere apprezzati come buoni contributor della comunità.

 

Acronimi e linguaggio

Reddit è popolato di acronimi, eccone alcuni per cominciare a capirci qualcosa:

TL DR – Too Long, Didn’t Read

NSFL – Nor Safe For Life

NSFW – Not Safe for Work

TIL – Today I learned

IamA – I’m a …

AmA – Ask me Anything (la sezione divenuta nota ai più grazie all’intervento di Barak Obama)

DAE – Does anyone alse…

RedditInsight

RedditInsight, lanciato a luglio, permette di misurare i vostri post, quelli altrui e di avere visualizzazioni dei risultati cercati.

Come sopravvive Reddit

La Front Page of Internet in realtà, pur avendo dalla sua i numeri, non se la passa benissimo: non riesce a chiudere in positivo. Già a luglio il CEO Yishan Wong, affermava che trovare inserzionisti non è difficile pur limitando il loro spazio d’azione.

Preferiamo che sia il programma Redditgold (il programma di affiliazione per gli utenti iscritti) a incrementare le entrate di Reddit.

Anche quando a qualcuno venne il sospetto che la scelta dei subreddit in homepage fosse dettata da strategie di marketing, Wong aveva la risposta pronta:

i subreddit  evolvono in modi differenti e diventano più o meno  interessanti per gli utenti. Allo stesso modo ci sono subreddit che stanno emergendo solo ora e che offrono contenuti interessanti. Ecco perché alcuni sono stati eliminati, nell’interesse di avere sempre materiale aggiornato e nuovo e sono state modificate le liste di default della homepage.

Le ultime notizie raccontano un CEO fermamente convinto di voler far crescere Reddit grazie al programma di affiliazione Redditgold  e a quello di adv self-serving advertising, Wong afferma: 

Redditgold è qualcosa che lavora con gli utenti, non contro di essi.

L’affiliazione (che si può fra l’altro acquistare con BitCoin) prevede, fra gli altri, alcuni vantaggi come bloccare la pubblicità, evidenziare i propri commenti, partecipare alle innovazioni beta introdotte da Reddit.

Infine sta crescendo la comunità attorno a Redditgift e al suo mercato al quale si può partecipare per acquistare o vendere.

Reddit non è solo stream di news

La piattaforma di social news si è allargata negli anni. Una volta diventati redditor, potrete partecipare al “palinsesto” di una radio e una tv.

Radioreddit raccoglie la musica degli utenti di reddit.com. Lo streaming non è controllato da direttori o dj. Le canzoni sono scelte da un algoritmo che si basa solo sui voti degli utenti. Al momento sono previsti 5 tipi di ‘trasmissioni’: mainstream (jazz, rock, metal, punk, eletronic) elettronica, rock, hip hop e rap.

Reddit.tv è una raccolta dei video divisi per categorie postati dagli utenti.

Se siete arrivati a leggere fino a qui, siete pronti per entrare nel flusso 😉 Registratevi e cercate i subreddit che vi interessano. Prima, però, non dimenticate di leggere la reddiquette!

Fateci sapere come va.