Gipstech trionfa al TechCrunch. Giuseppe Fedele ci svela come [INTERVISTA]

 

Ha vinto l’innovativo sistema di geolocalizzazione indoor Gipstech al TechCrunch Italy 2013, uno degli appuntamenti più importanti per le startup in Italia. L’idea di Giuseppe Fedele, Matteo Faggin e Gaetano D’Aquila ha conquistato il pubblico e gli ospiti internazionali presenti all’evento superando le altre finaliste.

Abbiamo fatto qualche domanda ai fondatori della startup vincitrice.

 

Risponde Giuseppe Fedele, cofondatore di Gipstech

Gipstech si è classificato primo al TechCrunch con una concorrenza temibile. Qual è l’arma segreta di questo progetto?

Dopo una selezione tra 200 candidature e la sfida decisiva con le altre 7 finaliste abbiamo portato a casa un risultato di sicuro interesse. Riteniamo che GiPStech abbia vinto perchè essenziale ed innovativa negli aspetti tecnologici. E sono proprio questi ultimi che, a nostro parere, hanno fatto la differenza con le altre idee finaliste.

Da dove nasce l’esigenza di uno strumento di geolocalizzazione indoor?

La localizzazione al giorno d’oggi è un elemento importantissimo per molteplici aspetti, primo tra tutti quello della navigazione stradale. Mentre la tecnologia è sostanzialmente matura nel caso di localizzazione in ambienti aperti, rimane ancora un problema aperto nel caso indoor. Inoltre, molti sistemi di navigazione indoor richiedono costose infrastrutture per il loro corretto funzionamento. GiPStech cerca di risolvere il problema della localizzazione proponendo una tecnologia low-cost che sfrutta le distorsioni locali del campo magnetico terrestre.

In cosa Gipstech è diverso da un normale gps? Quali sono le sue potenzialità?

Il segnale GPS è di natura satellitare e, proprio per questo, tutti i ricevitori GPS devono essere utilizzati in spazi aperti dove il segnale RF sia libero di propagarsi.

In ambienti chiusi il segnale è sostanzialmente assente. GiPStech è una tecnologia innovativa in grado di localizzare un oggetto in movimento in ambienti chiusi: attraverso un comune smartphone è possibile rilevare la dinamica dell’individuo e la natura del campo magnetico entro il quale questo si muove. Combinando queste due informazioni è possibile determinare la posizione dell’utente.

La tecnologia di GiPStech potrebbe essere utilizzata, ad esempio, da uno sviluppatore di una app per centri commerciali che riesca ad offrire coupon e sconti agli user nel momento del loro passaggio davanti ad un negozio.

Oppure di una app per musei che, davanti ad un’opera, faccia automaticamente partire l’audioguida dedicata, magari consentendo la “navigazione” del museo in funzione delle preferenze del visitatore e proponendogli l’acquisto di souvenir in base a quanto tempo ha dedicato alle varie opere. Ma ovviamente essendo una tecnologia ancora non presente sul mercato ed essendo indirizzata agli sviluppatori non possiamo mettere nessun freno alla fantasia!

 

 

Vincere TechCrunch significa guadagnare un’esposizione mediatica enorme. Per Gipstech vale più di un finanziamento?

Prima di tutto siamo contenti che la giuria ci abbia dato questo grande riconoscimento. Dal TC abbiamo avuto una esposizione verso potenziali investitori e sviluppatori di app che da soli sarebbe stato difficile ottenere. Per noi è molto importante visto che l’idea nasce in Italia, in particolare a Cosenza, dove avere l’opportunità di farsi notare da player internazionali non è semplice.
Ora che molti ci conoscono, è necessario trovare un investitore che ci supporti per avviare l’azienda ed ingegnerizzare il prototipo.

Matteo Faggin, Gaetano D’Aquila e Giuseppe Fedele. Chi sono gli ideatori di Gipstech?

Attorno all’idea iniziale abbiamo lavorato per aggregare le competenze necessarie a costruire un’eventuale azienda. Ora siamo in tre: due tecnici esperti in vari aspetti centrali alle tematiche di ricerca e sviluppo della tecnologia e un gestionale. Tutti siamo convinti che questa sia un’idea su cui possiamo costruire un’azienda durevole e che produca valore per tutte le persone coinvolte.

 

 

Grazie a Giuseppe Fedele per averci aiutato a conoscere meglio questo progetto.

La tecnologia innovativa di Gipstech può essere applicata in una grande varietà di campi: è probabile che ne sentiremo parlare di nuovo davvero molto presto!

Social Media Marketing, la parola a Gianluca Diegoli [Ninja Master]

 

Continuiamo a conoscere i docenti del Ninja Master Online in Digital Strategy & Social Media Communication, il Digital Dream Team italiano. Oggi si racconta Gianluca Diegoli, docente del modulo in Social Media Marketing all’interno del quale impareremo ad usare i social quali strumento di relazione e di vita.

Ciao Gianluca! Il tuo motto è “il marketing in cui crediamo deve essere per le persone, dalle persone, con le persone”. Cosa significa questo per te?

Significa che le aziende hanno a disposizione un’occasione unica nella storia: parlare direttamente con le persone, imparare da loro e utilizzare il marketing per migliorare le loro vite, cosa che ha sempre il ROI più elevato.

Potresti offrirci qualche chicca sugli argomenti e sui case study che proporrai nelle tue ore di lezione?

Parlerò dell’uso dei social media non solo a scopo di comunicazione ma come punto fondamentale nel percorso di vendita: non tanto vendere sui social, ma essere social nelle vendite. Inoltre più che di tattiche parleremo di strategie, di creazione di contenuti che siano allo stesso tempo utili, divertenti e che producano risultati per l’azienda. Social oggi è sempre più content creation e curation, su tutte le piattaforme. Oggi non è importante essere esperti di Facebook (o non solo): ma capire i bisogni delle persone e i reward che vogliamo conferire loro. Le piattaforme cambiano, le persone no.

Perché una strategia di social media marketing efficace è fondamentale per influenzare le decisioni finali dei consumatori?

Perché il ciclo di acquisto ormai non segue (posto che sia mai stato davvero così) un percorso lineare, l’AIDA classico (Awareness,Information, Desire, Action), ma è influenzato da tanti punti di contatto, molti dei quali sono saldamente in mano agli altri utenti, attraverso i social media e i contenuti di tutti i tipi generati da loro.

Un consiglio sul crisis management: come affrontare le conversazioni negative online? E’ possibile trasformare situazioni difficili in opportunità?

Shits happen, lo scriverei dentro ogni ufficio marketing e comunicazione. Le aziende sbagliano, le persone sbagliano. Stare

calmi, rispondere in modo umano, portare il contrasto fuori dal digitale: a volte davanti a un caffè si appianano le divergenze 🙂

 

NINJA MASTER ONLINE IN DIGITAL STRATEGY & SOCIAL MEDIA COMMUNICATION

Knowledge for change! 

Be Ninja!

Chiude L’eBay della droga sul web

Arrestato il fondatore di Silk Road: chiude l’eBay della droga sul web

Arrestato il fondatore di Silk Road: chiude l’eBay della droga sul web

Chiude il sito Silk Road: gli Stati Uniti hanno deciso di dare un segnale forte al preoccupante fenomeno di vendita online di stupefacenti.

Il mercato nero della droga sul web era ben nascosto e difficilmente raggiungibile, ma permetteva ai consumatori di acquistare tranquillamente eroina, cocaina, metanfetamine, LSD e altre droghe attraverso l’utilizzo della moneta virtuale “bitcoin”.

Arrestato il fondatore di Silk Road: chiude l’eBay della droga sul web

Ross William Ulbricht, 29 anni, proprietario e fondatore della pagina è stato arrestato martedì a San Francisco e portato ieri di fronte al Tribunale Federale della California su diretta richiesta del Dipartimento di Giustizia.

Arrestato il fondatore di Silk Road: chiude l’eBay della droga sul web

Durante l’operazione il Governo americano avrebbe sequestrato l’equivalente di 3.6 milioni di dollari in bitcoin (questa valuta elettronica è stata approvata ad agosto anche dal Governo tedesco come unità di scambio tra privati).

Arrestato il fondatore di Silk Road: chiude l’eBay della droga sul web

L’agente dell’FBI Christopher Tarbell ha precisato: “La pagina web Silk Road è stata utilizzata come un enorme mercato nero, dove i suoi utenti hanno realizzato un’attività organizzata di acquisto e vendita di beni e servizi illeciti”.

Arrestato il fondatore di Silk Road: chiude l’eBay della droga sul web

Il portale creato e gestito da Ulbricht dal gennaio 2011 ha permesso alla cybercriminalità di avere un proprio spazio web: Silk Road non ci ha infatti messo molto a diventare il mercato illegale più sofisticato ed esteso di Internet grazie al sistema informatico che permetteva agli utenti del sito di garantire l’anonimato e rendere impossibile la localizzazione.

Nokia Lumia 1020 ti porta a spasso per New York [VIDEO]

Quante foto ci vogliono per far sorgere il sole a New York? No, non siamo impazziti ma stiamo parlando del nuovo video realizzato da Nokia per il lancio del Lumia 1020.

Con il video NY 41×41 Nokia ci porta a spasso per New York con una sorta di passeggiata virtuale fatta di fotografie montate insieme con un effetto di zoom. L’azienda finlandese punta tutto sulla qualità fotografica del suo nuovo smartphone che vanta una camera con ben 41 megapixel di risoluzione.

L’effetto ipnotico del video si deve proprio alla qualità delle foto e al perfetto montaggio che regala l’effetto “eterno zoom verso l’infinito” che affascina… almeno per i primi dieci secondi! Alla lunga, infatti, il video risulta un po’ fastidioso proprio per colpa dell’effetto visivo che fa girare la testa per colpa della velocità eccessiva.

L’effetto “fermate la giostra, voglio scendere” rischiava di essere un punto debole, considerata anche la mancanza di una vera trama. Fortunatamente Nokia ha pensato bene di realizzare un filmato breve (solo 52 secondi) e con una colonna sonora coinvolgente ed emozionante.

Guardando il video è inevitabile non pensare alla Street View di Google Maps. L’effetto della camminata virtuale nel video di Nokia ricorda molto da vicino l’effetto della Street View di Google… una pura e semplice casualità oppure un chiaro e diretto messaggio a Google?

In conclusione possiamo dire che il video NY 41×41 di Nokia risulta, tutto sommato, gradevole ed ipnotico e che mette perfettamente in mostra le potenzialità della fotocamera del Lumia 1020. Come dite? Volete sapere quante foto servono per far sorgere il sole a New York? Semplice, 41.

Away: la campagna stampa di Porsche… senza Porsche!

L’agenzia pubblicitaria Fred & Farid di Shangai ha elaborato un’interessante campagna pubblicitaria dal titolo “Away” per Porsche Cina. Apparentemente molto semplici, ma estremamente divertenti, gli annunci stampa della campagna utilizzano fotografie panoramiche per farci capire quanto possiamo andare lontano con un’autovettura-mito come la Porsche 911.

Rispetto alle solite pubblicità automobilistiche che si concentrano sul mettere in mostra il modello dell’autovettura, Porsche comunica l’esperienza che deriva da essa.

Nata nel 1963 la vettura ha un design inconfondibile e dopo aver compiuto ben 50 anni ha ancora un’identità ben definita ed incrollabile. Il messaggio centrale della campagna: vai lontano nell’esplorazione del mondo. Visita metropoli, piccole città che si affacciano sull’oceano, luoghi di campagna o deserti con la tua Porsche 911.

Il fatto che dell’auto si scorga solo una piccola parte ci fa pensare anche che al fatto che è talmente veloce che neanche il fotografo sia riuscito ad immortalarla!

La campagna “Away”è stata premiata al Grand Prix Stratégies Amaury Medias Du Luxe 2013 in Francia.

Credits

Cliente: Porsche China
Campagna: “Away”
Agenzia: Fred & Farid, Shanghai
Executive Creative Directors: Fred & Farid
Creative Director: Gregoire Chalopin
Copywriter: Gregoire Chalopin
Art Director: Pierrick Jegou
Brand Supervisors: Carsten Balmes, Estella Yang
Agency Supervisors: Vivian Wang, Kylie Wang
Retoucher: Hongxia Wang

 

Mercedes, polli per sospensioni intelligenti [VIDEO]

Magic Body Control è la novità introdotta da Mercedes-Benz nello spot “Chicken“. La fusione tra l’Active Body Control ed il Road Surface Scan dà vita ad un vero e proprio tappeto volante, un meccanismo difficile da spiegare a meno che non si utilizzano delle simpaticissime galline.

Un paio di guanti bianchi le sostengono per il busto muovendole a tempo di musica sulle note di “Upside Down“, mentre il collo e lo sguardo rimangono fermi e decisi. Prima un pollo, poi altri quattro ed infine lo slogan “Stability at all times“.

Uno spot efficace dal punto di vista esplicativo perché cattura l’attenzione con la forma narrativa scelta, un pò come fu per lo storico spot Cadbury col gorilla che suonava la batteria 🙂

Credits:

Agency: Jung Von Matt
ECD: Peter Waibel
CD: Robert Herter
CD: Lukasz Brzozowsk
AD: Lucas Osis
CW: Nico Baumann
Agency Producer: Christoph Kohler
Agency Producer:Sebastian Fahlbusch
Production Company: Bigfish Film Production Berlin
Director: Daniel Warwick

Innovare e rinnovarsi: come sopravvivere al cambiamento

Secondo una logica strettamente economica e razionale, non c’è nessun motivo per cui la bicicletta debba esistere ancora oggi. E’ un’invenzione del diciannovesimo secolo ed è stata sorpassata nel tempo da una varietà di mezzi di trasporto molto più veloci e decisamente meno faticosi. Allora perché continuiamo ad utilizzarla?

La bicicletta è un buon esempio da citare in questo periodo di crisi dei mercati tradizionali e dei comportamenti dei consumatori. L’avvento dell’ecommerce, del mobile, dei social sta trasformando le abitudini e le fruizioni classiche dei prodotti, e molte aziende e settori industriali interi sono chiamati ad affrontare delle vere e proprie sfide per la sopravvivenza.

Illustrazione di Jennifer Daniel

La crisi però, ricordiamolo, non ha sempre e soltanto un’accezione negativa, anzi: il termine deriva dal greco classico κρίσις che significa scelta. Un momento di crisi diventa quindi un’occasione di riflessione e può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento e per una rinascita.

Fortunatamente ci sono numerosi esempi di aziende e settori industriali che nel passato, di fronte alle minacce dei mercati in evoluzione, hanno saputo cogliere l’opportunità di innovare e reinventarsi, con risultati decisamente vincenti.

La retro innovazione

Di fronte all’avvento di nuove tecnologie in grado di soddisfare in maniera più economica ed efficiente gli stessi bisogni, alcune aziende sono sopravvissute facendo leva sul lato esperienziale, estetico e nostalgico del proprio prodotto: hanno messo in atto quella che si dice una retro innovazione.

Le penne stilografiche, gli orologi da polso meccanici e i caminetti hanno tutti un corrispettivo tecnologicamente più avanzato, eppure molti consumatori ancora li preferiscono poichè sono portatori di un certo tipo di valori ben definiti.

Aziende come Moleskine e Polaroid hanno saputo riportare alla ribalta prodotti come i taccuini e la fotografia istantanea, che chiunque avrebbe dato per spacciati dopo la digitalizzazione della scrittura e della fotografia.

L’innovazione di mercato

Altre industrie invece sono sopravvissute cercando nuovi mercati di riferimento.
E’ il caso del già citato esempio della bicicletta: dopo numerosi alti e bassi durante la prima metà del secolo scorso, a partire dagli anni ’70 in poi ha trovato terreno fertile nei consumatori più attenti ad uno stile di vita eco friendly e salutista. Oggi attraversa una nuova fase di successo, come analizzato in questo articolo del nostro ninja Eko.

Caso ancora più eclatante, quello della radio. Negli anni ’40 era il fulcro dell’intrattenimento nazional popolare. Dagli anni ’50 in poi tutte le star più importanti migrarono in TV, portando con sé anche i maggiori inserzionisti. L’industria radiofonica venne data per spacciata ma riuscì a rialzarsi sperimentando nuovi mercati: quello della musica – per le masse e per i movimenti underground – e nuovi format come talk show e news.

L’innovazione a 360 gradi

Le aziende più audaci, attente e, perché no, fortunate, sono riuscite ad innovare a 360 gradi, ovvero a diversificare completamente il proprio business, spinti da una fase di declino del proprio settore, o dalla scoperta di migliori possibilità di crescita in altri.

Prima di produrre cellulari, Nokia produceva carta. Invece Toyota produceva telai per la tessitura. L’Italiana Costa Crociere è stata fondata alla fine del 1800 come compagnia di trasporti di olio d’oliva e tessuti. Dopo la prima guerra mondiale si lanciò nella produzione diretta di olio. Al termine della seconda guerra mondiale cominciò anche un’attività di trasporto passeggeri, fino alla ristrutturazione aziendale degli anni ’70 che segnò definitivamente il passaggio dell’azienda al settore crocieristico.

Tutte le aziende che sono sopravvissute alle sfide tecnologiche del mercato hanno in comune una combinazione di perseveranza, creatività, versatilità e una buona dose di fortuna. Alcune hanno affrontato dei cambiamenti radicali, altre sono riuscite a durare cambiando nient’altro che la propria strategia di marketing.

Certo è che come ha dichiarato Scott D. Anthony, presidente della società di consulenza Innosight, “Bisogna avere la volontà di allontanarsi da ciò che ci ha resi grandi” per promuovere la cultura del cambiamento. Sembra facile, però in realtà, quante aziende di quelle che ci hanno provato sono riuscite davvero nel loro intento?

Noi intanto speriamo di avere dato uno spunto interessante e una fonte d’ispirazione per tutte quelle aziende che si trovano oggi nella stessa situazione, in modo che innovare possa sembrare facile come, beh, andare in bicicletta!

(Approfondisci l’argomento sull’articolo originale)

Heineken rilancia la sfida Departure Roulette: viaggiatori con destinazione a sorpresa

Heineken torna ancora una volta a far parlare di sè con il sequel della già famosa campagna Departure Roulette. Nel primo capitolo avevamo assistito a cosa Heineken intendesse per viaggio non programmato lanciando una sfida ai viaggiatori in transito nell’aeroporto JFK di New York.

Il secondo capitolo vede protagoniste le persone che hanno commentato e seguito con dei tweet la prima parte della campagna. Per il sequel gli ideatori del progetto, Weiden + Kennedy,  si sono spinti oltre, non solo spedendo i prescelti in diverse parti del mondo, ma inviando il proprio staff a coglierli di sorpresa sul luogo di lavoro, sul marciapiede, addirittura fin sulla soglia di casa per chiedere loro di partire immediatamente.

All’inizio del filmato si spiega il significato della sfida che Heineken ha voluto lanciare. A coloro che hanno visto il video promozionale del primo evento commentando online che se fosse capitato a loro sarebbero partiti senza pensarci due volte…bene! Heineken ha chiesto simpaticamente di dimostrarlo!

La dinamica dell’evento è la stessa della prima campagna e il titolo volutamente evocativo suggerisce che gli utenti selezionati premendo il bottone rosso sul cartellone brandizzato lascino che sia il fato – o per meglio dire un algoritmo matematico – a decidere la meta del loro viaggio.

Si sente dire spesso che su internet ci si fa forti, ma che nella realtà non si è poi così coraggiosi, invece per quanto riguarda Departure Roulette conviene essere dei leoni ed essere fedeli ai propri cinguettii. Heineken attraverso questa iniziativa avventurosa ha voluto concretizzare in maniera divertente il proprio slogan “Open your world” utilizzando sapientemente l’idea dei viaggi non programmati che calzano a pennello con lo spirito del brand.

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Cos'è un digital PR? Consigli per un Marketing Relazionale di successo.

Nel corso delle prossime settimane la Ninja Academy ci insegnerà ad intercettare gli influencer e gestire campagne sui social media. Il Corso Online in Digital PR della Ninja Academy ci fornirà infatti le tecniche e gli strumenti per diventare veri e propri architetti delle People Relations!

Verrà spiegato cos’è un Digital Pr.

Verranno illustrati i principi di una corretta “Seeding Strategy”, attraverso la quale impiantare e far crescere le conversazioni su contenuti riguardanti brand, servizi, prodotti ed eventi. Si porteranno esempi concreti di call to army per riunire le persone attorno a temi ed eventi specifici, case study nazionali e internazionali per il coinvolgimento attivo dei blogger, e i più recenti tool di monitoraggio per mappare network gli influenti sui temi di vostro interesse.

Ricordando che le attività di Digital PR sono un ottimo investimento sul futuro: le campagne durano infatti qualche settimana o qualche mese. Le relazioni rimangono e possono durare tutta la vita.

Per l’occasione, ho avuto il piacere di confrontarmi direttamente con Giovanna Montera, docente del Corso Online in Digital PR per svelarvi qualche chicca in anteprima: ecco cosa mi hanno raccontato..

Prima di leggere la sua intervista, ne approfitto per ricordarvi che lo SCONTO Early Booking è valido entro il 14 ottobre (oltre alle ulteriori scontistiche e ai bonus Ninja se avete già frequentato uno o più corsi Academy).

Ciao Giovanna, puoi spiegare ai nostri lettori cosa si intende per Digital PR?

Ciao, ben trovati!
Le digital PR sono lo strumento attraverso il quale l’azienda può entrare in contatto con i propri pubblici on line e dialogare con loro in maniera diretta, partecipando alla conversazione già in atto sul proprio prodotto/ brand o attivando la conversazione su nuovi prodotti e iniziative.
Lo scopo è stimolare la nascita e coltivare una relazione di lungo periodo con le persone che sono potenzialmente interessate a noi e che interagiscono continuamente on line.

Chi sono gli Influencer?

Le voci del web ritenute più autorevoli dal pubblico stesso. Sono questo gli influencer: utenti esperti e seguiti dagli altri, un’opportunità, forse la più interessante, per la riuscita di una campagna di digital PR. Selezionarli in modo corretto può fare la differenza tra un successo e un risultato scarso.

Ci daresti 3 consigli per un Marketing Relazionale di successo?

  1. Chiedetevi se voi fareste mai quello che state proponendo di fare e perché.
  2. Siate gentili, rispettosi e sinceri, sempre.
  3. Ricordate che dall’altra parte ci sono persone come voi.

Una risposta che avresti voluto dare ad una domanda che però non ti ho fatto.

Se non avete un contenuto o un’esperienza valida da offrire mettete in conto di essere ignoranti o cestinati. Non vi offendete se non vi rispondono, in fondo hanno ragione. La strategia di intervento è sempre figlia del contenuto da veicolare.

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5 app per gestire il vostro social media marketing in movimento

La maggior parte dei professionisti della comunicazione sono troppo impegnati per pianificare e gestire le strategie di social media marketing esclusivamente dalla loro scrivania.

Oggi, per fortuna,non è necessario stare in ufficio per poter gestire i social network: le applicazioni mobile consentono non soltanto di creare contenuti (testi, immagini, video) direttamente dai vostri devices, ma anche di programmare, calendarizzare e monitorare i vostri social media.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale all’interno di una strategia social: analizzare in tempo i risultati di un piano di marketing significa rispondere velocemente ai problemi e correggere il tiro per tempo.

A questo punto vi starete chiedendo quali app innovative, introvabili (almeno per gli app store italiani) e costose vogliamo proporvi; invece vogliamo parlarvi in parte di quelle app che potreste già avere sui vostri device e che utilizzate più ad uso personale che non lavorativo, in parte di app che avreste dovuto scaricare tempo fa ma che forse avete sottovalutato.

Lo spunto per questo articolo ci viene dalle considerazioni per Inc.com di Dave Kerpen, CEO of Likeable Local, uno dei massimi esperti a livello mondiale di social media e autore per il New York Times.

Instagram

La prima app che consiglia Kerpen è Instagram, una social app mobile pura. Le migliori foto sono quelle che “accadono” quando meno te lo aspetti: se il vostro brand o quello del vostro cliente è su Instagram, utilizzate questa occasione per creare contenuti fotografici originali senza bisogno di editing professionale.

Mettete in movimento la creatività: scattate foto in giro per l’ufficio, in azienda, dei vostri retail, dei clienti soddisfatti, degli eventi, dei vostri dipendenti. Ricordate che ora potete fare anche video grazie ad Instagram: guardate il video di Ben& Jerry’s, se non siete golosi e dunque deboli di cuore…

Facebook – Gestore delle Pagine

Facebook ha una propria app per gestire le pagine aziendali dal cellulare, questo da più di un anno, nulla di nuovo dunque. Esiste per iOS e per Android, eppure scommettiamo che ancora molti di voi si ostinano a credere che non sia indispensabile.

Proviamo a farvi un esempio che vi convincerà definitivamente: avete più di una pagina aziendale da seguire, di due clienti diversi. Mettiamo il caso che un cliente sia un ristoratore e che l’altro sia invece il produttore di prodotti ecologici cruelty free.

Considerate ora una normale giornata di stress lavorativo e il ristoratore che vi chiede urgentemente di pubblicare la promozione del suo ristorante sul menu di carne.Voi siete fuori ufficio, pubblicate tutto dall’app ma ecco che l’immagine di una bistecca alla fiorentina compare sulla timeline del vostro cliente che vende prodotti ecologici.

E poiché piove sempre sul bagnato, immaginate di commentare negativamente l’accaduto sul vostro profilo personale e scoprire che invece avete ancora una volta sbagliato timeline…

Robe da film? Chi gestisce profili social potrebbe raccontarvi molti aneddoti reali di questo tipo. Dunque perché continuare a rischiare e non scegliere di gestire le pagine aziendali e il profilo personale su app differenti?

Ovviamente è inutile dire che quest’app conta anche features importanti come il poter gestire gli amministratori della pagina e visualizzare gli Insights.

Hootsuite


Due delle app preferite di Dave Kerpen sono HootSuite e Bufferapp. Di quest’ultima vi abbiamo recentemente parlato come tool indispensabile per aumentare la vostra produttività.

Hootsuite è una piattaforma molto conosciuta dai social media manager e non solo; dal sito è possibile infatti programmare fino a 5 account (versione free) provenienti da social network diversi, a scelta tra Facebook, Twitter, Google Plus, Linkedin, Foursquare ed è anche possibile gestire il proprio account su WordPress.

Le app invece permettono la programmazione per i profili Twitter, Facebook, Facebook Pagine e il checkin su Foursquare se installate su device iOS, mentre consentono la gestione anche di profili Linkedin nel caso di Android. Ottime le funzioni in generale delle app di Hoosuite: traduzione messaggi da/in più di 50 lingue; programmazione di messaggi da inviare in futuro; visualizzazione statistiche; coordinate della tua posizione per i messaggi; shortlink con Ow.ly; “Bump™” per aggiungere rapidamente i tuoi amici.

Flipboard

Di Flipboard vi abbiamo già parlato, sottolineando l’importanza di questa app social per il personal branding e per la content curation ma questa volta ve lo consigliamo per un altro motivo.

In un progetto di social media marketing, è importante avere a disposizione molte fonti per reperire contenuti sulle tendenze di riferimento per il nostro brand: Flipboard consente di scovare molte news tra quelle condivise dai nostri amici sui social network e tra quelle condivise da tutti gli utenti dell’app.

Foursquare for Business

Infine, Foursquare è un’altra social mobile app indispensabile, soprattutto per quei brand che lavorano con retail e che possono trovare giovamento dalle tecniche di marketing di prossimità. Se la vostra azienda è su Foursquare, vi è strettamante necessario installare sul vostro device l’app Foursquare for Business ( disponibile per iOS e Android in lingua inglese): potrete monitorare i check-in nei vostri store, lanciare promozione, condivideregli aggiornamenti anche su Facebook e Twitter.

E voi quali altre app usate per gestire i vostri social network in modo professionale?