Con Flipboard la content curation è sempre più social!

La content curation grazie a Flipboard parla social ed è mobile!

Dal dicembre 2010 quando Flipboard ha fatto la sua comparsa sugli store Apple aggiudicandosi in breve tempo l’attenzione dei possessori di iPad tanto da diventar subito l’App dell’Anno , ne ha fatta di strada: la nota piattaforma è passata dall’essere un semplice aggregatore di RSS per l’uso individuale ad un vero strumento per la social content curation.

Ad aprile il CEO  e fondatore di Flipboard, Mike McCue, ha dichiarato al TechCrunch Disrupt NY 2013 di aver raggiunto i 56 milioni di utenti registrati, dopo averne aggiunti nel giro di 6 mesi dal lancio della release 2.0 ben 6 milioni in un mese! Oggi l’app permette sia agli utenti iOS che a quelli Android di creare la propria rivista con i contenuti presi dal web e dai principali social network e di condividerla. In qualche modo è l’evoluzione dell’edicola 2.0!

Pochi giorni fa Flipboard, ha annunciato un interessante aggiornamento riguardante l’aspetto più social della piattaforma: infatti la nuova versione aggiornata alla 2.0.3 non ha solamente migliorato la propria stabilità, ma ha soprattutto implementato la possibilità di di invitare  altri collaboratori.

In altre parole, una volta accettato l’inivito, gli utenti di fiducia scelti saranno in grado di visualizzare la rivista nella dashboard ed aggiungere nuovi contenuti, proprio come co-autori. Di seguito il video che mostra questa nuova funzionalità:

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Flipboard: la content curation mobile

La fruizione dei contenuti digitali via mobile ha reso indispensabile la creazione di aggregatori che rendessero facile e veloce la navigazione per temi.

Anche per il marketing la content creation non è più sufficiente: oggi è necessario per le aziende generare brand awareness anche con la content curation, perché il web 2.0 si sta spostando verso una user experience che predilige i topic. Chiaramente questa è una diretta conseguenza dell’affermarsi dei social network, dove la condivisione è parte integrante del concetto di rete.

Ecco perché la scelta di Flipboard di aggiornarsi alla co-curation lo rende uno strumento per il marketing davvero interessante: la content curation, per cui piattaforme come Scoop.it e Storify sono diventate famose, diventa con Flipboard ancora più social e permette scenari interessanti di lavoro non solo per il mondo dell’editoria ma soprattutto per il business.

Cosa ha Flipboard che non hanno gli altri

Quando parliamo di altri, intendiamo le piattaforme ad oggi più usate per la content curation: Tumblr,  Pinterest, Storify…

Indubbiamente la caratteristica più evidente è che Flipboard è sviluppata proprio per l’esperienza mobile: la ricerca dei contenuti che possono interessarci è semplice e veloce, pensata proprio per il touch a differenza delle piattaforme nominate sopra che lavorano ancora secondo un’ottica più vicina a quella della desktop experience e dunque dello scroll col mouse.

A questa differenza si unisce il nuovo concetto di personalizzazione: non più come un blog, come nel caso di Tumblr, ma come ce lo si può aspettare da un aggregatore di RSS come Paper.li, cioè nella forma di un magazine. I contenuti che provengono dall’esterno della piattaforma non sono inglobati all’interno come avviene con Pintarest e Tumblr, ma restano esterni. Questo rende possibile fare Flip anche sui contenuti dei nostri social network preferiti, compreso Facebook.

Finora anche Storify e Paper.li accedevano ai principali social network: con Flipboard però gli argomenti sono selezionati dall’utente stesso, rendendo la content curation più precisa e decisamente più redditizia.

Infine una parte importante la riveste il look & feel che può avere il nostro magazine: non soltanto è possibile cambiare la copertina secondo la notizia di nostro maggiore interesse, ma è anche possibile aggiungere un video player integrato che rende più piacevole la lettura.

Un piccolo grande limite c’è…

Resta un piccolo ma decisivo limite: con Flipboard si possono seguire le riviste ma non gli autori. Questo significa che emergere come content curator è difficile.

Difficile ma non impossibile: molto può esser fatto appunto sfruttando i propri social network e facendo Flip su quelli la stessa frequenza con cui si fa a contenuti provenienti da altre riviste su Flipboard o con i bookmarklets.

E quale è la vostra esperienza con Flipboard? Cosa vi piace seguire?