5 strumenti per presentazioni spettacolari

5 strumenti per realizzare presentazioni spettacolari

Creare presentazioni è, sempre più spesso, un modo fondamentale per esprimere un’idea o un concetto che rimanga impresso nella mente di chi ci sta ascoltando.

Questo accade sia in ambito aziendale sia in quello del personal branding. Per questo motivo, creare presentazioni di grande impatto visivo e in poco tempo, evitando clamorosi errori, è uno degli strumenti per fare un’ottima impressione, veicolando messaggi ed informazioni nella migliore maniera possibile al nostro target di riferimento.

Oltre alle tradizionali presentazioni in Powerpoint, esistono molte altre alternative: vediamo, anche con l’aiuto di Mashable, quelle più importanti e di sicuro impatto!

Keynote

Keynote è l’alternativa per eccellenza a Powerpoint. Disponibile originariamente solo su Mac, è stato poi introdotto per iOS (sfruttando la sincronizzazione con iCloud) ed ora anche su Pc, tramite la sua versione “cloud based“.

Le slides realizzabili con Keynote danno la possibilità di utilizzare animazioni spettacolari e layout innovativi; la presenza di iCloud inoltre, consente ai dispositivi iOS (oltre a poter creare presentazioni tramite l’app di Keynote a loro dedicata) di essere utilizzati come “second screen” (utile per note e preview della slide successiva) o come un vero e proprio telecomando per fare scorrere la presentazione.

Prezi

Prezi è, nell’epoca delle infografiche, il maggior esponente di un nuovo concetto di presentazione. Tramite questo tool infatti, non vengono create slides tradizionali ma vere e proprie mappe concettuali: all’interno di esse, è quindi possibile mostrare visivamente la propria idea, grazie a zoom ed animazioni. L’interfaccia grafica di Prezi infatti, denominata ZUI (Zoom-User-Interface) consente di mostrare, nei vari passaggi, quali sono i percorsi logici che portano ad un determinato risultato.

I risultati ottenibili sono quindi spettacolari e sicuramente molto differenti rispetto ad una presentazione tradizionale.

Prezi è basato su Cloud,  per poter quindi modificare la propria presentazione con qualunque piattaforma. La sua crescita è esponenziale: basti pensare che nel 2013 ha raggiunto circa 26 milioni di utenti registrati, con una crescita record nel corso di quest’ultimo anno rispetto al 2012!

Photo by Prezi.com

Presentations

Dopo una panoramica su Keynote e Prezi, sicuramente le più conosciute alternative a Powerpoint, merita una menzione Presentations, l’applicazione di Google dedicata alla realizzazione di presentazioni e contenuta nella suite gratuita “Google Docs”.

Presentations è forse il tool meno “spettacolare” tra quelli analizzati fin’ora, ma la sua semplicità grafica è compensata dal fatto di essere potenzialmente molto diffuso (praticamente, a tutti coloro che possiedono un account di Google) e dalla sua natura Cloud per definizione: le presentazioni possono essere editate e visualizzate su molteplici piattaforme e “condivise” tra più utenti, anche contemporaneamente.

Bunkr

Bunkr è uno strumento per presentazioni che ha un grande punto di forza: si basa interamente su HTML5. Questo significa essenzialmente che le presentazioni possono essere realizzate, modificate e visualizzate su qualunque browser e su qualunque piattaforma (Pc, Mac, Tablet o Smartphone). Non è necessario quindi utilizzare nessuna animazione in Flash (come accade con Prezi) né installare alcuna app dedicata. Basta aprire il browser ed iniziare la propria presentazione.

Inoltre, nell’ulteriore tentativo di rendere la creazione di slides il più semplice possibile ed “integrata” nell’esperienza internet di ogni utente, Bunkr funziona come un vero e proprio raccoglitore, in stile Evernote: basta infatti un click sul segnalibro di Bunkr e gli utenti possono archiviare immagini, video, siti web, frasi o note. Tutto con l’obiettivo di creare un database che possa essere utile, fruibile e che possa crescere continuamente facendo risparmiare tempo, non avendo la necessità di ricercare, ogni volta, le stesse informazioni.

Bunkr, come Presentations, consente a più utenti di lavorare anche contemporaneamente sulla presentazione.

Haiku Deck

Infine, come ultimo strumento da analizzare, non si può non considerare Haiku Deck.

Haiku Deck è un applicazione dedicata ad iPad, che nelle parole del suo fondatore Adam Tratt vorrebbe essere “l’instagram delle presentazioni”, rendendo la realizzazione delle slides “semplice, di grande impatto e divertente“.

In effetti, la sua flessibilità (è possibile editare anche la forma di ogni singola slide), i suoi moltissimi temi inclusi, la possibilità di inserire immagini da una sconfinata libreria in Creative Commons, o più semplicemente dal rullino di Facebook o di Dropbox, consentono di creare presentazioni uniche nel loro genere.

Conclusioni

In questo articolo sono stati mostrati alcuni strumenti per realizzare presentazioni diverse rispetto a quelle “tradizionali” in Powerpoint. L’utilizzo del Cloud Computing (per presentazioni multipiattaforma), l’ampia disponibilità di animazioni e la presenza estremamente vasta di elementi multimediali sul Web sono mezzi da sfruttare in modo crescente e creativo, per realizzare presentazioni che “si facciano ricordare”. Tutto questo, mettendo sempre al centro messaggi e concetti efficaci, nella maniera più innovativa e spettacolare possibile.

E voi, quali di questi tools utilizzate oppure avete utilizzato? Ne conoscete altri degni di nota?

Scrivetelo nei commenti!!

Hellmann’s ed il tavolo da pic-nic più lungo del mondo

Quali sono secondo voi le cose che non possono mancare in una festa che si rispetti? Sicuramente tanti amici, del buon cibo, la giusta atmosfera e…tanta maionese. Beh, forse sulla maionese non sarete tutti d’accordo, ma se il padrone di casa è la Hellmann’s, questo è un ingrediente a cui non si può proprio rinunciare.

Per festeggiare il suo 100esimo compleanno, la storica azienda Americana, ha voluto fare le cose in grande, organizzando una festa che è già finita sugli annali.

A fare da attrazione della giornata infatti, oltre e forse più degli ospiti d’onore Katie Holmes, il giocatore dei Brooklyn Nets Paul Pierce ed il presentatore televisivo Andy Cohen, è stato il tavolo da pic-nic più lungo del mondo, allestito dalla Hellmann’s appositamente per l’occasione presso il molo 84 dell’Hudson River Park di New York.


Con quasi 100 metri di lunghezza il tavolo, che ha anche ottenuto il riconoscimento ufficiale dal Guinness World Records, ha ospitato più di 500 ospiti che si sono allietati con le nuove ricette preparate dallo chef Mario Batali come i cupcake di cioccolato e maionese.

instagram.com/feedingamerica

instagram.com/jennmorales718

“Negli ultimi 100 anni la Hellmann’s è stata parte integrante della vita degli Americani ed il nostro tavolo dei record vuole essere un omaggio a tutti i clienti che ci hanno consentito di sederci alle loro tavole per tutto questo tempo” ha dichiarato il Senior Brand Director, Brian Orlando.

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Ma i festeggiamenti per la Hellmann’s non finiscono qui. Quello di New York è infatti il secondo Guinness World Record, arrivato dopo aver conseguito in Cile, solo pochi giorni prima, il premio per la fila di hot dog più lunga del mondo

Insomma, se inventarsi nuove varianti di prodotto talvolta può rivelarsi molto rischioso, la Hellmann’s ha comunque trovato un modo molto originale per far parlare di sé e stimolare i clienti a nuovi utilizzi del prodotto.

Quali nuovi record possiamo aspettarci adesso?

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Nuovi stimoli creativi anche questa settimana, con grandissimi talenti del fumetto e dell’illustrazione italiana e internazionale. Tra celebri maestri e giovani promesse, spaziamo come sempre con lo sguardo attento nel web, nelle librerie, nelle mostre, nelle strade delle vostre città alla ricerca del meglio in circolazione, per saziare la vostra fame di bellezza e sete di ispirazione.
Buona visione!

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Magnus Day

Anche quest’anno si celebra il Magnus Day, il 6 ottobre 2013 a Castel del Rio (Bo), Gli Amici di Magnus per ricordare l’arte del grandissimo Roberto Raviola, in arte Magnus.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Gipi

Se non è il fumetto più atteso dell’anno è almeno uno dei più attesi. Questa che vedete è la copertina del nuovo graphic novel di Gipi, dal titolo unastoria (ed. Coconino Press Fandango). Sul sito dell’editore una breve anteprima.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Tuono Pettinato

Corpicino è il nuovo misterioso romanzo a fumetti noir di Tuono Pettinato, in uscita per GRRRzetic. In anteprima la presentazione delle tavole originali con l’autore il 4 ottobre 2013 – dalle ore 19:00 – presso il Sequential Art Space di via dei Giustiniani 73r, Genova.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Chester Brown

Sul sito della casa editrice Drawn & Quarterly questa settimana l’anteprima della riedizione per i dieci anni del graphic novel del fumettista canadese Chester Brown Louis Riel biografia storica dedicato alla figura del celebre politico.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Gianluca Costantini

Nelle affinità elettive tra musica e fumetto nasce Cattive abitudini, un disco disegnato, un fumetto da colonna sonora, un bellissimo esperimento che ha trasformato in libro l’album omonimo dei Massimo Volume. Realizzato da Gianluca Costantini sui testi di Emidio Clementi. In uscita per Giuda Edizioni.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Hernan Chavar

Ho scelto questo di Hernan Chavar tra i tarocchi del progetto I tarocchi dell’Apocalisse – Apocalypse Tarot di Passenger Press, che conta la presenza di più di 35 artisti, italiani e internazionali.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Rafael Grampà

Facciamo un salto negli USA dove sta per uscire Catalyst Comics #4, la serie Dark Horse, con una bellissima copertina sempre di Raphael Grampà.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Alessandro Baronciani

Alessandro Baronciani ha disegnato il manifesto per il nuovo appuntamento del festival dell’etichetta musicale indipendente La Tempesta al Rivolta (Marghera, VE) il 7 dicembre 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Zen Pencils Bill Watterson

Ha conquistato molti questa settimana il web-comic Il consiglio di un fumettista, apparso tradotto in italiano (si legge tutto qui) e realizzato da Gavin Aung Than sui testi del fumettista Bill Watterson (l’autore di Calvin & Hobbes) sul sito Zed Pencils.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Claudia Flandoli

Ho letto Refresh di Claudia Flandoli e mi sono divertita. Qui c’è un dettaglio, il resto della storia sul suo blog.

Nel salutarvi vi ricordo come ogni volta che se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Grazie a tutti quelli che l’hanno già fatto, vi aspettiamo!
Odri

Slow-motion applicata all'iPhone 5S, Vine e Instagram

Slow-motion applicata all’iPhone 5S, Vine e Instagram

Era il 2005 e delle semplici palline colorate riversate nelle strade di San Francisco sapevano far emozionare:

Merito della città deserta, dei colori, della colonna sonora ma anche della dilatazione del tempo:la slow-motion non era del tutto innocente.

iPhone 5s e SloPro

Dopo quasi 9 anni l’incanto per la lentezza perdura, nonostante gli scambi comunicativi, sempre più veloci ed immediati, e le nuove forme di produzione audio-video di 6 o 15 secondi. È tutto un subbuglio per la nuova funzionalità dell’iPhone 5S che supporta la Slow-motion per le riprese video, fino a 120 fotogrammi al secondo. Per non far dispetto ai precedenti iOs, ricordiamo che è stata appena aggiornata l’app gratuita, SloPro, che permette di riprendere in slow-motion pur utilizzando i precedenti dispositivi. Certo non sarà equiparabile, ma fin quando l’iPhone 5S non arriverà in Italia, potrebbe essere un’ottima fonte di esercizio da cui partire.

La slow-motion in 6 secondi

Intanto, come può essere pensabile una slow-motion nell’era dei contenuti mordi e fuggi?
Beh questo può essere un esempio, (in)direttamente da Vine:

Perché la slow-motion non è più concepita come il ralenti della peggiore televisione spazzatura di qualche tempo fa, quando tutto si fermava, non appena la protagonista di una soap opera quasi cadeva dalla sedia e tu eri lì con il cuore in gola: “Cosa succederà di qui a poco?!

Dall’altro canto anche il ralenti di Sergio Leone pare essere ben lontano… La slow-motion di oggi è caricaturale, artificiosa, emotiva, ma soprattutto alla portata di tutti.

Instagram, Slow-motion e iPhone 5S

Come si usa la Slow-motion dell’iPhone 5S con Instagram? Prima della ripresa impostare la funzione Slow Mo e, in seguito, selezionare la parte della scena che si desidera vedere al rallentatore. Premere il tasto Condividi e successivamente Invia Mail, allegare quindi il file da inviare a te stesso. Una volta ricevuta l’email, aprire la finestra di download e salvare il video.

Come potrebbe essere una vita a 120 fotogrammi?

Qualche interessante esempio

Infine una raccomandazione per i vostri eventuali esperimenti Slow-motion

Lasciate stare gli animali, ne hanno già avute ben donde in questo video! 😀

Come usare i social media per costruire la brand loyalty

iStock

Interagire con i clienti sui social media è un’importante opportunità per i brand che hanno bisogno di costruire un rapporto più forte con i clienti per capire le loro esigenze e abitudini.
In un mondo che non va mai offline, i consumatori comunicano con i brand a tutte le ore e con ogni mezzo.
E se da un lato ci sono ancora brand che considerano i social media come una minaccia alla brand reputation, in molti hanno compreso che grossa opportunità essi siano per costruire un legame forte con i clienti e per rafforzare la brand loyalty.
Quale modo migliore per conoscere il proprio pubblico se non attraverso quello che scrivono online?

Un cliente soddisfatto è un cliente fedele, ascolta ciò che ha da dire.

I social network hanno completamente rivoluzionato il concetto di feedback. Se prima per comunicare un problema di un prodotto bisognava spedire una lettera o attendere ore ed ore al telefono, oggi basta scrivere in bacheca o menzionare in un tweet.
L’importante è che le aziende capiscano che l’immediatezza dei social media non deve essere percepita come una minaccia, ma come l’opportunità di migliorare il brand in base alle esigenze di chi ne fa uso.
Se di recente hai lanciato un nuovo prodotto, l’ascolto sui social media è un modo efficace per determinare ciò che i consumatori hanno da dire su di esso. I commenti sui social media possono aiutarti a individuare ciò che stai facendo bene e gli errori che stai commettendo.

Janie Airey/Lifesize

Parla come un umano.

Un brand ha delle caratteristiche. Può essere divertente, forte, coraggioso, dolce. Proprio come una persona. Ecco perché anche sui social network il tuo brand deve comunicare ai consumatori come se fosse un essere umano, solo così si affezioneranno maggiormente ad essere e gli saranno più fedeli.

Wavebreak Media

È una questione di reputazione

A causa della velocità con cui le informazioni possono essere condivise su Internet, la gestione della reputazione è diventata una seria preoccupazione per molte aziende. Anche se le accuse negative non sono del tutto vere, una campagna diffamatoria che parte da pochi clienti scontenti o da un concorrente rivale può rapidamente rovinare l’immagine di un’azienda.
Fortunatamente, il monitoraggio dei social media può aiutarti a rimanere al corrente di ciò che viene detto sul brand e affrontare di conseguenza e in maniera immediata qualsiasi tipo di critica.

Carlsberg: tifare è come stare sulle montagne russe [VIDEO]

Tensione, adrenalina, stress: un concentrato di emozioni uniche quelle vissute dal popolo della Barclays Premier League, uno dei campionati di calcio più famosi al mondo con un pubblico di oltre 4,7 miliardi di persone. E non poteva che essere un successo il nuovo spot di Carlsberg.

A rappresentare tutto questo mix di passione, stress, sensazioni vertiginose ecco arrivare centinaia di persone sulle montagne russe. A mobilitarsi è stata l’intera organizzazione: dai fans ai commentatori, dai giocatori ai guardalinee, dagli stewards agli arbitri. Tutti in gioco, tra salite e discese da togliere il fiato, tra sorrisi e urla, il tutto impostato su una colonna sonora alquanto drammatica.

Tom Moradpour, Vice Presidente Carlsberg:

“La Premier League è il campionato di calcio più emotivamente carico del pianeta. Abbiamo usato queste emozioni per creare uno spot di grande impatto visivo perché pensiamo che la Premier League è il calcio che va al di sopra delle aspettative e che richiede una Carlsberg.”

Nello spot, ideato da dall’agenzia Santo Buenos Aires, figurano leggende tra cui Robbie Fowler, Gareth Southgate, Jimmy Bullard, Marcel Desailly e Chris Kamara.

Si prevede una campagna di marketing integrato globale che si svilupperà attraverso il packaging nei punti di vendita, stampa, pubblicità esterna e digitale in tutto il mondo .
#JoinTheRide invaderà Twitter, Facebook e Instagram.

Curiosità: Carlsberg è vicina al mondo del calcio dal 1970 e rappresenta lo sponsor più antico del Campionato Europeo di calcio. Sponsorizza, inoltre, le nazionali di Inghilterra e Irlanda e i club Liverpool FC e Arsenal FC.

Credits:

Agency: Santo
Creative Directors: Sebastián Wilhelm / Maxi Anselmo
Creatives: Sebastian Wilhelm / Maxi Anselmo / Juan Cabral
Art Director: Juan Ignacio Etchanique
Production Manager: Leandro Sussman

5 consigli dagli esperti di social media marketing

In un contesto ampio e variegato come quello del social media marketing, una scienza tutt’altro che esatta e nella quale individuare tendenze, benchmark e linee guida è sempre complesso, può essere utile di tanto in tanto fare un riepilogo delle migliori possibili iniziative di successo per una buona strategia di social media marketing. E chi meglio di alcune tra le menti più brillanti del marketing online possono fornirci i consigli più efficaci?

Ecco quindi i 5 migliori consigli di social media marketing direttamente dal Social Media Examiner:

Organizzare eventi di aggregazione

Il primo consiglio arriva da Mari Smith, autrice di volumi di successo sul marketing relazionale e sul marketing su Facebook. Si parte da quella che è una delle regole basi del marketing: porre l’accento sul cliente, che in questo caso è il fan.

Organizzare momenti di aggregazione online è divertente, semplice e porta numerosi vantaggi. La soluzione di maggior successo è quella del Facebook Fan Page Friday: un momento di condivisione in cui a parlare sono gli utenti, a cui per un giorno è consentito di condividere liberamente link di interesse comune con gli altri fan.

Il vantaggio immediato di questo evento è non solo quello di scoprire nuove attività potenzialmente interessanti con cui collaborare, ma soprattutto quello di aumentare il proprio EdgeRank (scopri cos’è nel nostro post: 5 cose da sapere a proposito del Facebook Edgerank), e quindi la visibilità nel news feed dei nostri fan.

facebook venerdì

E’ importante suscitare la giusta attesa per l’evento: un’idea potrebbe essere lanciarlo più raramente (ogni quattro – sei settimane) prolungandone la durata fino a 24 ore.

Ovviamente l’evento va accompagnato dalla giusta diffusione e da un buon passaparola, magari favorito da un hashtag di riferimento (ad esempio #FacebookFriday).

Utilizzare le immagini per amplificare la diffusione degli aggiornamenti

Ne abbiamo parlato approfonditamente nel nostro articolo “Facebook: 6 tipi di post che stimolano l’engagement“, ma è bene ricordarlo: includere ad un post un’immagine ha un impatto fortissimo sull’interazione degli utenti rispetto al contenuto del messaggio.

E’ il consiglio di Amy Porterfield, secondo la quale si tratterebbe di una questione puramente visiva: quando scorrete velocemente il vostro news feed (che è il cuore pulsante dell’attività che gli utenti svolgono su Facebook) siete inconsciamente colpiti da immagini o video, molto più rispetto ad un aggiornamento solo testuale.

bottiglie di soda

Accompagnate all’aggiornamento e alla foto anche una call-to-action o una domanda che stimoli il dibattito nei commenti. In questo modo non solo aumenterete l’interazione, ma potrete trarre dal dibattito che ne seguirà tra gli utenti (e a cui dovrete partecipare!) idee e spunti per i vostri successivi contenuti da produrre.

Ottenere l’attenzione degli influencer

Joe Pulizzi, fondatore dell’Istituto di Content Marketing e autore di successo, considera cruciale il ruolo degli influencer.

Il dibattito sull’utilità degli influencer è sempre vivo. Ma la realtà dell’attuale mercato dice che sono figure ancora troppo importanti per rinunciarci. La loro attività sui social network e il loro impegno nei rispettivi settori di appartenenza ne fanno figure di riferimento, capaci di influenzare il giudizio di una tendenza o di un prodotto.

Ottenere la loro attenzione e, soprattutto, la loro partecipazione non è semplice, ma è bene provarci.

Un sistema efficace potrebbe essere il Social Media 4-1-1: coniato da Andrew Davis, il Social Media 4-1-1 è un sistema di condivisione ideato appositamente per ottenere maggiore visibilità tra gli influencer.

social media 4 1 1

Per ogni sei contenuti prodotti e condivisi tramite social media, quattro dovrebbero essere contenuti realizzati dagli influencer che state cercando di richiamare (e che ovviamente siano coerenti con il vostro pubblico di riferimento), uno dovrà essere un vostro contenuto originale e l’ultimo un contenuto legato alle vendite o ad offerte commerciali.

In pratica, in questa fase, condividerete circa il 67% di contenuti non originali, ma realizzati da influencer che potrebbero essere cruciali per il vostro successo e la diffusione di quelli che saranno i vostri prodotti.

Non è necessario essere rigidi sui numeri, ma seguire la filosofia del Social Media 4-1-1: gli influencer notano se qualcuno condivide loro contenuti senza chiedere nulla in cambio, e in futuro potrebbero spontaneamente condividere qualcosa nel vostro interesse, facendo la differenza tra successo e anonimato.

Creare contatti reali

Andrea Vahl, consiglia di trasformare i semplici contatti digitali in interazioni reali. Spendete tempo per comunicare via Skype, telefonicamente o ancora meglio di persona con la vostra rete o con persone che appartengono a settori complementari al vostro.

In questo modo renderete le interazioni digitali ancor più dense di significato, semplici e coinvolgenti. Avere delle produttive conversazioni online è molto più semplice dopo aver bevuto un caffè insieme.

Migliorare la vostra influenza online

Stephanie Sammons, fondatrice di Wired Advisor, consiglia che oltre ad individuare ed attirare gli influencer, è possibile diventarlo. Costruire un’ottima reputazione online è forse il vero segreto del successo sui social media.

Stephanie Sammons punteggio Klout

Un’eccellente influenza online accresce il peso dei vostri contenuti, migliora la qualità delle interazioni e attira più facilmente nuovi potenziali clienti. In un contesto in continua evoluzione come quello del social media marketing, infatti, non ci sono schemi di riferimento o costanti di successo che si possano seguire: tutto si gioca sulla reputazione personale e digitale.

Utilizzare i migliori metodi di social media marketing potrebbe essere sempre vano, infatti, senza il peso specifico della vostra personalità.

Ovviamente non si diventa influencer grazie a schemi o tattiche precostituite, e soprattutto non è un processo rapido. Si tratta di un vero e proprio investimento a lungo termine, nel quale utilizzare il proprio tempo e le proprie risorse per creare conversazioni, recensire, provare, aiutare gli altri con i loro problemi. C’è bisogno di un impegno costante, ma se di vero impegno si tratta verrà sicuramente premiato.

E voi? Qual è la vostra strategia o il vostro consiglio vincente? Ditecelo nei commenti o sulla nostra pagina Facebook!

Matteo Stifanelli alla conquista di Airbnb Italia

Nei giorni scorsi Airbnb, il marketplace per le case vacanze , è tornato a far parlare di se per alcune importanti novità nella sede italiana dell’azienda.

Andrea La Mesa ha infatti ha lasciato il suo ruolo di Country Manager per diventare Regional Director per gli Stati Uniti, lasciando il testimone a Matteo Stifanelli.

A soli 27 anni, Matteo avrà il compito di coordinare tutte le attività della filiale italiana e rafforzare la presenza di Airbnb nel mercato nazionale.Lo abbiamo intervistato per raccontarvi come è arrivato in solo 2 anni ad un traguardo così importante.

Da laureato in lettere a “startupparo”: cosa ti ha convinto a convertirti a questo mondo?

Terminato il liceo non avevo la più pallida idea di quello che volessi fare nella vita e decisi di iscrivermi alla facoltà di lettere dell’università La Sapienza di Roma con l’intento di scoprirlo. Ero appassionato di cinema e così presa la laurea sono andato in Danimarca per lavorare nel campo del restauro degli archivi cinematografici. Durante questa prima parentesi all’estero mi sono avvicinato al mondo delle startup e in particolare alle possibilità di innovazione attraverso il web.

Rientrato in Italia, ho partecipato a Innovaction Lab e al Venice Startup Weekend e contemporaneamente ho lavorato a due progetti di startup, una prima attività dedicata all’innovazione tecnologica in campo cinematografico, e una seconda riguardante un e-commerce costituito da artigiani in grado di offrire prodotti sartoriali personalizzati. Entrambi le esperienze mi hanno aiutato a capire che il mio percorso professionale sarebbe continuato in questo campo”

Come sei arrivato a lavorare per Airbnb?

Nel 2010 ho scoperto Airbnb, prima come viaggiatore e poi come host. L’anno successivo ho fatto domanda per entrare nel team e dopo decine di colloqui e quasi un anno di attesa mi hanno preso. Mi sono occupato, insieme ad un gruppo di circa 20 persone, dell’apertura della sede di Berlino, primo ufficio europeo dell’azienda.

Quando è arrivato il momento di aprire il primo ufficio in Italia, mi sono trasferito a Milano.
Qui a Milano ora siamo in 10 e l’età media in azienda si aggira intorno ai 30 anni: siamo tutti giovanissimi e l’atmosfera che si respira in ufficio e incredibilmente stimolante.

Come ricorderai i primi due anni in Airbnb?

In questi due anni non ho avuto la sensazione di far parte di un’azienda ma di un vero e proprio movimento che ora è conosciuto con il nome di Sharing Economy. Airbnb è un’esperienza unica sotto il punto di vista umano e sociale, sia per chi usa il sito che per chi ci lavora.

Nel 2012 ad esempio mi sono trasferito a Milano e ho soggiornato su Airbnb per 6 mesi cambiando casa in media ogni settimana. In questo modo ho scoperto la città e ho conosciuto persone di ogni età ed estrazione sociale, instaurando veri e propri rapporti di amicizia.

Un episodio che mi ha particolarmente colpito è quello legato all’Uragano Sandy. A Novembre 2012 a seguito dell’Uragano, il mondo era in ansia per la popolazione di New York. In quel periodo siamo stati contattati da alcuni host newyorkesi che ci hanno chiesto di mettere a disposizione i loro appartamenti in maniera gratuita a chi ne avesse bisogno a causa dell’uragano. Così in pochissimo tempo abbiamo creato una sezione completamente nuova del sito attraverso la quale centinaia di persone hanno ospitato i loro concittadini in difficoltà. Adesso la pagina è disponibile e può essere utilizzata ogni qual volta ci siano situazioni simili.

I tuoi obiettivi per Airbnb

Airbnb sta crescendo sempre di più e stiamo lavorando per continuare in questa direzione. Sicuramente vogliamo estendere le nostre Guide ai Quartieri che recentemente abbiamo reso disponibili per le principali città del mondo tra cui anche Roma e Venezia, per permettere ai viaggiatori di scoprire luoghi unici e spesso poco valorizzati dal turismo classico, chiedendo anche agli utenti di dare consigli per vivere al meglio i vari quartieri dove abitano.

Dove ti vedi tra qualche anno?

Ogni giorno passato in Airbnb mi fa pensare che non ci sia posto migliore dove vorrei spendere il mio tempo. Credo che ogni 6 mesi trascorsi all’interno di questa azienda corrispondano all’avere ottenuto una promozione data la quantità di esperienze fatte e la velocità alla quale la nostra community sta crescendo. Spero che l’atmosfera che abbiamo creato resti sempre tale e fiducioso che questo avvenga, spero di continuare ad imparare e divertirmi all’interno di Airbnb.

6 modi per riutilizzare il tuo vecchio smartphone

Come tutti ben saprete, da poco sono stati rilasciati i nuovi modelli di iPhone e, con meno clamore, anche molti nuovi device Android e Windows Phone. Coloro che hanno scelto di passare al nuovo, lasciando il vecchio, capovolgendo il detto, sanno quello che trovano ma non sanno quello che lasciano!

BInfatti pochi di voi avranno considerato la possibilità di trasformare il vecchio device in un nuovo gadget multimediale, dedicandolo ad un’unica funzione a voi utile! E tutto ciò senza necessità di utilizzare traffico dati che non sia proveniente dal WiFi. Dunque, togliete pure la vostra sim card e leggete qui!

 1. Lettore multimediale portatile

Caricarlo con le vostre canzoni preferite, le ultime serie tv o i vostri film e procuratevi dei buoni auricolari. Il tuo nuovo “gadget” può anche utilizzare la rete Wi-Fi per lo streaming video o musicale e se il telefono è dotato di una porta HDMI, è possibile collegare al vostro HDTV.

2. Game consolle portatile

Pazzi per Nintendo DS o Sony Vita? Avete figli o fratelli che da tempo guardano il vostro smartphone speranzosi di poterci “giocare”?Perfetto, il vostro vecchio smartphone può essere la soluzione migliore. Ci sono centinaia di applicazioni di gioco, e molti di loro sono gratis!

3. Navitagore Satellitare

Quando costa un navigatore satellitare? Offerte escluse superiano ancora la soglia del centinaio di euro, ecco quindi che il vostro smartphone (se dotato di gps) può trasformarsi in un comodo navigatore grazie ad alcune app disponibili sugli store, molte free.

Se invece siete disposti a pagare una connessione dati c’è l’ottimo Waze! Disponibile anche offline, ma con diverse restrizioni, per questo ve lo consigliamo solo se avete intenzione di utilizzare la vostra connessione dati.

Sveliamo ai possessori di Apple Device anche un trucchetto per consumare meno traffico: “Impostare” -> “Avanzato” -> “Trasferimento Dati” è possibile attivare la voce “Usa compressione Dati” in modo da consumare meno traffico di rete.

4. Ricettario per la vostra cucina

Oltre ad un co-pilota, lo smartphone può essere il vostro assistente chef! Caricarlo con alcune applicazioni di cucina e le vostre ricette preferite. E’ così piccolo da poter esser consultato direttamente mentre siete ai fornelli! Scaricate  l’app di Giallo Zafferano, ricca di ricette e foto, ve ne avevamo già parlato, ricordate?

5. Sveglia

Se il vostro vecchio cellulare  non trova posto nella vostra cucina o soggiorno, portatelo in camera da letto! Trasformatelo in una comoda sveglia, magari scaricando l’app Puzzle Alarm Clock!

6. Telefono WiFi

Perché non andare a chiudere il cerchio e usare lo smartphone vecchio per fare le chiamate? Applicazioni gratuite di chiamata e messaggistica come Skype o WhatsApp, Viber e molte altre possono fare al caso vostro! Dovrete attivare la connessione Wifi, ma pensate a quanto è conveniente usare queste app durante i viaggi all’estero!

Date una nuova vita al vostri vecchi device, e ricordate: quanto più utilizzerete il vostro vecchio smartphone, meno possibilità avrete di danneggiare il vostro nuovo e fiammante smartphone, e di risparmiargli diverse ore di batteria!

E voi come riutilizzate il vecchio smartphone? non diteci che lo lasciate nel cassetto! 😉

Barilla? Non se ne può più …adesso pasta!

Oscar di Montigny, direttore marketing di Banca Mediolanum, firma un editoriale per Ninja Marketing dedicato all’affaire etico-gastroeconomico dell’anno: Barilla.

“Sono tre giorni che leggo di tutto su quanto accaduto dopo le dichiarazioni di Guido Barilla e allora provo ad esprimere un soggettivissimo parere sperando che, grazie a qualche anno speso fra marketing e comunicazione, non contribusca anch’io ad aggiungere ulteriore vuoto nel nulla. Dunque, ci provo…

Secondo me la cosa sta venendo strumentalizzata a svantaggio di tutti e soprattutto del buon senso. Marketingamente parlando, ciò che Guido Barilla ha detto era probabilmente borderline perchè, almeno così espresso, era più rischioso che vantaggioso per la sua azienda, ma non credo che il significato che gli è stato poi attribuito esprimesse il senso che volesse veramente dargli lui.

Nella comunicazione il para-verbale (tono, ritmo, cadenza, velocità) conta almeno il 25-30% di questa, quello non-verbale (il linguaggio del corpo) il 65-70%, il contenuto circa il 5%. Ciò che ha detto l’abbiamo sentito tutti, il tono l’hanno riconosciuto solo i più sensibili, il linguaggio del corpo l’ha visto (forse) solo l’intervistatore. Per capire cosa intendo, accontentatevi (come esempio) del viso di guido Barilla nel video delle sue scuse di cui qui c’è un fotogramma.

 

Io ho ascoltato tutta l’intervista e trovo che se si considerasse la risposta nella completezza del suo contenuto, e tenendo conto di tutti i piani dell’ascolto sopra citati, la polemica verrebbe fortemente ridimensionata. Ma la gente sente e non ascolta e spesso, quando ascolta, ama ascoltare intendendo poi ciò che gli pare. Io non so cosa pensi veramente Guido Barilla degli omosessuali, ciò di cui pero’ ho avuto la sensazione (…ascoltandolo) era che il significato che poi e’ stato dato dai media non mi e’ parso coincidere col senso che avevo inteso Barilla stesse dando alle sue parole.

Barilla ha come target la famiglia del Mulino Bianco, composta da  mamma+papa’+figlio maschio primogenito+figlia femmina secondogenita. Questo nucleo familiare è comunemente detto dal (probabilmente) 90% della popolazione mondiale: famiglia tradizionale. Il target di un’azienda, lo insegnano i fondamentali del marketing, non si cambia in un istante. Al contempo è verissimo che nella società civile odierna stanno manifestandosi tantissimi stili di vita, alcuni del tutto nuovi, altri vecchissimi ma mai così manifesti (forse perchè prima non tollerati), e fra questi due estremi troviamo moltissime altre sfumature di grigio cioè nuovissimi stili che dalla prospettiva aziendale potrebbero/dovrebbero essere chiamati (con una parola che non amo per niente) target: single; gay; lesbiche; bamboccioni a casa spesati dai genitori; disoccupati ventenni neolaureati a pieni voti o disoccupati ventenni fannulloni o disoccupati cinquantenni che hanno purtroppo perso il posto di lavoro; anziani soli poveri e abbandonati o anziani soli ma spesso ben patrimonializzati; immigrati di prima, seconda e oramai anche terza generazione; start-upper adolescenti già ricchissimi.

Un’azienda …qualcuno fra questi target deve necessariamente sceglierlo. Uno o più di uno ma difficilmente tutti. E questo anche se vendi un prodotto accessibile a quasi tutte le bocche come la pasta. Bene, in Barilla hanno scelto di mantenere ‘solo’ la famiglia comunemente detta ‘tradizionale’, il resto viene escluso di conseguenza.

Ora mi domando: “Avremmo fatto lo stesso casino se Guido Barilla avesse dato la stessa risposta ma parlando di anziani o di single o di bamboccioni o di immigrati o di… o di… o di…?”

Nuovamente marketingamente parlando, se veramente fosse che puntano al solo target della famiglia tradizionale, trovo che sbaglierebbero (e di molto!) a non creare invece ‘paste’ per tutti i nuovi target o almeno a declinare la comunicazione in maniera diversa per ciascuno di essi; il resto della polemica però, pur nel rispetto di tutti gli omosessuali che ne sono stati oggetto (e tra cui ho anche tanti amici), è privo di buon senso e, paradossalmente, è perfino spiacevole per la stessa comunità gay che credo avrebbe dato prova di maggior emancipazione più ignorando il tutto che cavalcandolo.

Ho trovato discutibile anche la scelta della Barilla di comunicare le scuse ufficiali su tutte le piattaforme social e sui media tradizionali, così come le dichiarazini di altri membri della famiglia che prendevano distanza dalle dichiarazioni di Guido Barilla. Si poteva forse chiedere scusa per l’incomprensione e approfittarne per spiegare meglio il significato della frase incriminata.

 

E ho trovato ancor più discutbile (e mi limito all’aggettivo ‘discutibile’) l’azione di alcuni competitor che, pur non avendo mai comunicato commercialmente la propria democraticità verso i vari orientamenti sessuali, non hanno perso tempo a comunicare (prorio ora, ma guarda un pò!?) la loro sensibilità e attenzione a questo nuovo target magicamente apparso nel loro piano di comunicazione.

Pur restando convinto che siamo anche ciò che mangiamo e non annoverando la Barilla tra le mie paste preferite, non me ne frega niente di quello che mangia il mio vicino di casa poiché non è su quello che fondo il mio rapporto con lui.

Quindi, trovo tutto questo clamore l’ennesima e ulteriore distrazione dell’attenzione della gente da ciò che più conta nella vita: farsi delle domande sul suo (della vita) più profondo senso.

Che si mangia per cena stasera?!”