Come progettare contenuti in grado di fare la differenza? Quattro chiacchiere con Alessandra Farabegoli [INTERVISTA]

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Dal 28 gennaio al 22 marzo arriva il Master Online in Strategie di Marketing & E-commerce: un percorso formativo di 40 ore completamente online per progettare e gestire un e-commerce di successo.

9 Moduli di Alta Formazione, 12 ore di Question Time, 4 ore di Seminari di Approfondimento studiati per formare il professionista in modo completo su tutti gli aspetti di progettazione e gestione di un e-commerce acquisendo così le competenze necessarie per raggiungere i vostri obiettivi di business.

Dopo Gianluca Diegoli e Mirko Pallera, direttori scientifici del corso, continuano le nostre interviste ai docenti del Master, per cercare di carpire qualche notizia in anteprima. È dunque la volta di Alessandra Farabegoli, docente del modulo in Content Strategy per imparare a scrivere online e usare al meglio foto e video.

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Ciao Alessandra! Cosa devono aspettarsi i partecipanti dal modulo in Content Strategy?

Nella distribuzione del budget per i progetti di vendita online, spesso, la parte del leone viene fatta da piattaforma tecnologica e campagne di promozione; invece, altrettanto spazio e risorse vanno dedicate ai contenuti, che sono ciò che le persone cercano online e l’elemento fondamentale per differenziarci dalla concorrenza.

Parleremo quindi di come definire i contenuti che ci servono, mappare quelli già esistenti e organizzare la produzione di quelli mancanti, e gestire poi il workflow di pubblicazione, ripresa, diffusione e manutenzione.

Quali case history verranno trattate? Potresti darci qualche anticipazione a riguardo?

Vorrei lavorare soprattutto sugli store di nicchia, perché sono quelli che, non potendo contare sulla notorietà preesistente di un brand, devono progettare contenuti che siano in grado di “fare la differenza”. Vedremo anche contenuti che non funzionano, perché sono sciatti, scarni, pensati per le persone sbagliate, o, peggio, copincollati da altri siti.

Il miglior consiglio per un’efficace Content Strategy?

Fare esercizio nell’uscire, ogni tanto, da se stessi e guardarsi con gli occhi dei propri clienti. Se non riusciamo a sintonizzarci con le loro priorità, il loro tono di voce, i loro bisogni, creeremo contenuti inutili e ci dimenticheremo di quelli che sarebbero, invece, realmente necessari.

Qual è il futuro dell’e-commerce? Come si sta evolvendo in Italia?

Tutti gli indicatori mostrano una crescita, e penso che ormai l’e-commerce sia uscito dalla fase di “fenomeno per pochi” e coinvolga strati sempre più ampi della popolazione. Uno dei fattori critici resta quello della distribuzione, ma penso che emergeranno presto modalità organizzative nuove, in cui i gruppi d’acquisto e in genere l’organizzazione spontanea – facilitata da strumenti smart per mettersi in rete e coordinare esigenze e tempi – ci risolveranno molte cose. Dal lato delle aziende, la crisi sta mettendo tutti di fronte all’inderogabilità di interrogarsi sulle proprie strategie, e prendere atto che il mondo è cambiato; alcuni ce la faranno ad evolvere, altri probabilmente no, la sfida sta nel non perdere il patrimonio di saperi materiali di questi ultimi ma farlo rinascere in nuove forme.

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8 trend di Content Marketing per il B2B

Quest’articolo è una libera traduzione di “8 Content Marketing Trends for B2B” pubblicato in dicembre su Social Media Examiner da Patricia Redsicker.

Vi state chiedendo se il content marketing possa essere utile per la vostra azienda?

In questo articolo esaminiamo un recente studio di Content Marketing Institute e Marketingprofs che ha coinvolto 1.416 B2B marketers del Nord America.
Scoprirete come hanno utilizzato il content marketing nel 2012 e dove concentreranno la loro attenzione nell’anno appena cominciato.

#1 Il primo obiettivo è produrre abbastanza contenuti

Negli anni passati, la più grande sfida per i marketers è stata la creazione di contenuti accattivanti. Ma questa tendenza è cambiata nel 2012: il 64% dei marketers ha dichiarato che il primo obiettivo è quello di produrre un numero sufficiente di contenuti.
Questa necessità contribuirà a creare maggiori opportunità di business e di occupazione per gli sviluppatori di contenuto.

Se il vostro piano è quello di produrre più contenuti il prossimo anno, pensate a come riciclare ciò che già avete.
Ad esempio:

  • Diffondete i contenuti esistenti in diversi formati, come creare una FAQ per suggerimenti rapidi o trasformare i post del blog più popolari in una infografica podcast, o ebook.
  • Utilizzate le testimonianze e i feedback positivi dei vostri clienti.
  • Date un’occhiata all’archivio: c’è qualcosa che può essere riutilizzato? Riutilizzate i contenuti evergreen e ripubblicateli come post riguardanti problemi attuali del vostro settore.

#2 I marketers utilizzano in media 12 diverse tattiche di content marketing

Lo studio ha rivelato che le aziende di grandi dimensioni (con oltre 10.000 dipendenti) utilizzano in media 18 tattiche di content marketing, mentre le aziende di piccole dimensioni ne utilizzano 11.

Mentre è chiaro che le risorse stabiliscono il numero di tattiche di marketing impiegate, è una buona idea per voi valutare il vostro budget e capire in quante tattiche è possibile impegnarsi per il prossimo anno. Ricordate che più strategie utilizzate, tanto maggiori saranno le possibilità di amplificare la vostra voce ed estendere il vostro pubblico.

Trovate il modo di distribuire i contenuti non solo attraverso il web, ma anche altre piattaforme tra cui la stampa. Ad esempio, utilizzate white paper o omaggi gratuiti per riunioni con i clienti, seminari o conferenze.

#3 La strategia più popolare è quella dell’utilizzo dei social media

Lo studio ha rivelato che l’87% dei marketers utilizza i social media per distribuire contenuti più di quanto utilizzi articoli, newsletter, blog e altre strategie. Ciò ha senso perché il loro pubblico (clienti attuali e potenziali) in genere utilizza i social media per motivi personali – è un tipico caso di pesca dove ci sono i pesci.

Così come pensate quale sia la strategia più efficace da utilizzare per la distribuzione di contenuti, pensate a dove raggiungere il vostro pubblico e concentratevi sui canali social.

Se Facebook e Pinterest si rivelano i canali di distribuzione più importanti per il vostro marchio, ricordate che questo è il momento giusto per basare la vostra strategia di content marketing sulle immagini.

#4 LinkedIn è il social network più popolare

Questa è stata una scoperta interessante. LinkedIn è il canale social più utilizzato per la distribuzione di contenuti B2B. Sempre più marketers (83%) lo stanno utilizzando rispetto a Twitter (80%), Facebook (80%) e YouTube (61%). Anche se la differenza di utilizzo tra Twitter e LinkedIn è molto sottile, è interessante notare il successo di un canale che non è considerato affascinante come gli altri.

I marketers dovrebbero imparare a sfruttare LinkedIn perché è qui che troveranno i decision makers.
Uno dei modi migliori per farlo è quello di diventare più attivi sui gruppi di LinkedIn. Trovate le discussioni a cui potete contribuire con l’aggiunta di qualcosa di utile e prezioso. Poi, una volta ogni tanto, lanciate un a proposito io faccio questo, allegando contenuti intelligenti e attinenti.

#5 Il principale obiettivo del content marketing B2B è la brand awareness

Al contrario di quanto si possa pensare, l’obiettivo prioritario del content marketing B2B non è l’aumento del traffico web, bensì quello della brand awareness (la riconoscibilità del brand). Lo studio ha individuato che la notorietà del brand è stata la priorità per il 79% dei marketers, seguita dall’ acquisizione di nuovi clienti (74%) e dalla generazione di lead (71%).

Tuttavia, il traffico del sito web resta l’indicatore principale del successo di una strategia di content marketing.

Le aziende che cercano di aumentare la brand awareness dovranno tenere traccia di indicatori specifici del traffico del sito web, come il numero di visitatori unici, visualizzazioni della pagina, la quantità di traffico che è indirizzato al sito da motori di ricerca e anche quanto tempo i visitatori restano sul sito. Google Analytics fornisce una grande quantità di dati per analizzare le tendenze e gli insights del vostro sito web.

#6 Più contenuti prodotti in-house

Lo studio ha dimostrato che il 56% delle aziende crea contenuti internamente, mentre l’1% si affida esclusivamente a contenuti provenienti dall’esterno. C’è però un 43% che produce contenuti sia in-house che in outsourcing.

Il dilemma esternalizzazione vs assunzione diventa ancor più difficile quando si tratta di content marketing. Il marketing dei contenuti è qualcosa che deve essere coltivato regolarmente. Se l’azienda ha delle risorse capaci di produrre contenuti a sufficienza, allora l’outsourcing può non essere necessario.

#7 Aumento del budget destinato al content marketing B2B

Più della metà dei marketers B2B prevede di aumentare il budget destinato al marketing dei contenuti per il 2013.
Anche se il report non ha specificato in quali aree il budget di aumenterebbe, abbiamo appreso che attualmente, l’importo medio del budget speso in content marketing è del 33%, , mentre era del 26% nel 2011. Questo è un altro indicatore che il futuro del content marketing per il B2B è luminoso.

#8 Content marketers messi a confronto

Lo studio ha anche scoperto che i marketers più efficaci sono quelli che hanno speso una percentuale maggiore del loro budget per il marketing di contenuto.

I content marketers più efficaci:

  • Utilizzano più strategie
  • Creano contenuti su misura dei clienti
  • Producono contenuti coinvolgenti
  • Sono meno contestato dalla mancanza di buy-in dal top management

Si tratta di una rivelazione per coloro che non sono ancora pratici. I marketers di maggior successo sono quelli che hanno investito più risorse per cercare nuove tattiche per la produzione di contenuti interessanti.

Ecco i trend per il 2013 dal CES di Las Vegas!

Ecco i trend per il 2013 dal CES di Las Vegas!

Ecco i trend per il 2013 dal CES di Las Vegas!

L’edizione 2013 del CES di Las Vegas spiccherà, oltre che per le grandi novità, anche per i grandi assenti. Microsoft ed Apple hanno infatti disertato l’evento, snobbando inspiegabilmente uno degli appuntamenti più seguiti dagli appassionati di tecnologia.

Nonostante le assenze eccellenti, ecco un breve resoconto dei trend in atto nell’ambito della tecnologia che faranno parlare in questo 2013 (ma non solo).

1. Auto sempre più “smart”

Le automobili di oggi sono già dotate di tante componenti tecnologiche. Mai come quest’anno, però, la partecipazione dei costruttori di auto al CES è stata così nutrita. Le auto che vedremo in un futuro neanche troppo lontano saranno infatti accessoriate con gadget che interagiranno sempre più con i nostri smartphones.

Le novità più interessanti saranno la possibilità di scaricare applicazioni ed installarle nei sistemi dei veicoli, operazione che permetterà di personalizzare ulteriormente le automobili. Lo sviluppo delle tecnologie permetterà di svolgere più operazioni con meno input da parte dei guidatori: sistemi come l’assistenza al parcheggio, la diagnostica e la prevenzione degli incidenti subiranno un perfezionamento ed una probabile “democratizzazione”.

2. Sarà l’anno degli schermi

Nonostante la definizione sia in continuo miglioramento, gli esperti di tecnologia affermano che ci sono ampi margini per introdurre delle novità sostanziose. Gli schermi delle televisioni sono destinati a diventare sempre più grandi e sottili; mentre i prezzi saranno rivisti al ribasso. Gli schermi degli smartphones, invece, sono destinati ad aumentare la loro dimensione e la risoluzione media (si parla dell’introduzione di schermi da più di 5 pollici!).

Samsung, accompagnata da tutti i più grandi costruttori di dispositivi portatili, sta guidando la rivoluzione degli schermi pieghevoli, che inizieranno a vedersi sempre più durante quest’anno. Lo stesso trend ovviamente si ripercuoterà anche sui computer portatili e sui tablet, con un occhio sempre più attento al risparmio energetico.

Ecco i trend per il 2013 dal CES di Las Vegas!

3. Innovazioni nei servizi legati alla televisione

Con il suo “evolution kit“, Samsung è certamente tra i leader del settore. Il kit permetterà infatti di espandere le funzionalità delle televisioni che già dispongono di servizi di connettività. Come Samsung, anche Apple, Google e Microsoft amplieranno la gamma dei prodotti e dei servizi legati alla fruizione dei contenuti. La tendenza è dettata dal fatto che le persone desiderano sempre più avere controllo sulla programmazione e non sottostare ai rigidi palinsesti proposti dalle reti.

Il settore è dinamico e la competizione è molto forte, ma data la sua attrattività gli esperti sostengono che nuove aziende entreranno sul mercato e tenteranno di mettere i bastoni tra le ruote ai big players. Aspettatevi dunque nuovi prodotti e servizi legati allo streaming e alla navigazione in internet tramite TV.

4. Sistemi di interazione innovativi

I sistemi touch sono già stati superati da tecnologie che permettono un interazione priva di contatti tra dita e dispositivo. EyeSight, una start-up Israeliana, sta sviluppando una tecnologia che permette di basare l’interazione su dei semplici gesti che possono essere effettuati a breve distanza dagli schermi di smartphones, tablets, PC e televisioni.

L’azienda punta ad avere le proprie tecnologie già integrate nelle prossime TV e nei dispositivi portatili di nuova generazione, forse già entro quest’anno. Per la televisione questa invenzione rappresenterebbe una svolta epocale: niente più telecomandi perduti, rotti per le cadute, o ai quali si devono fastidiosamente cambiare le batterie.

Nonostante le diserzioni di Microsoft ed Apple, questo CES è ancora ricco di novità e in grado di fornirci un quadro più chiaro delle novità nel campo dei nuovi gadget  tecnologici.

Instagram marketing: 3 utili consigli per far crescere e coltivare la vostra community

Instagram

Dopo l’acquisto da parte di Facebook lo scorso aprile e la recente smentita sulla vendita delle foto degli utenti (potete stare tranquilli, le vostro foto sono al sicuro ;-)), Instagram si riconferma uno dei migliori visual social network che aziende e brand dovrebbero adottare in questo 2013 appena iniziato.

Il motivo? Da un lato l’importanza e il ruolo di rilievo assunto dai “contenuti visuali” e di conseguenza dalvisual marketing, dall’altro la sempre maggior crescita ed espansione del mobile – sappiamo bene infatti che, seppur abbia rilasciato le sue web page, Instagram è principalmente un’applicazione mobile per la condivisione di foto.

Se esserci è quasi un “must, esserci nel modo migliore facendo sì che si sviluppi un’attiva e fedele community intorno al vostro brand è certamente un vantaggio che le aziende dovrebbero sfruttare.

Ecco allora tre consigli per creare, coinvolgere e rafforzare la vostra community su Instagram.

1. Utilizzate i migliori tools per la gestione del vostro account

Da un punto di vista aziendale Instagram non offre proprio le migliori opportunità per gestire, interagire e coinvolgere gli utenti nella propria community (sia che si tratti della app mobile sia della versione web). Per ovviare a questa mancanza sono stati sviluppati una serie di strumenti di cui brand ed aziende non dovrebbero fare a meno:

  • Statigram: è uno dei migliori tool per monitorare la vostra community e coinvolgerla in differenti modi. Permette non solo di vedere le foto pubblicate dalla app ma anche leggere, rispondere ed eventualmente eliminare i commenti, vedere quelli non ancora letti e gestiti, misurare, tener traccia ed analizzare le vostre attività e la vostra community ed infine organizzare contest– che sappiamo essere uno dei modi  migliori per interagire e costruire una community. L’azienda olandese Bugaboo – produttrice di passeggini per bambini – ha organizzato, ad esempio, un contest per promuovere la versione limitata del passeggino bugaboo cameleon sahara. Agli utenti è stato richiesto di pubblicare una foto che mostrasse l’uso del prodotto “a passeggio” durante queste ultime vacanze invernali. Unici requisiti: le foto dovevano contenere il passeggino o un suo accessorio ed essere taggate con @BugabooHQ e l’hashtag #ExpeditionDeluxe. In premio la copertina in lana acquistabile altrimenti solo con il passeggino.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Perchè farlo con Statigram e non direttamente su Instagram? Perchè Statigram permette di avere una landing page per promuovere il contest sia all’interno sia all’esterno dando visibilità anche ai non utenti, oltre ad assicurare maggior chiarezza e trasparenza ed accogliere nei migliori dei modi i partecipanti.
  • Nitrogram: il suo obiettivo principale è quello di misurare efficacemente gli account, rilevando ed analizzando in particolar modo gli hashtag correlati al vostro brand. A differenza di altri strumenti che si focalizzano sulla quantità di follower, Nitrogram fa leva su come il vostro audience interagisce con voi attraverso dati quali foto pubblicate, like, condivisioni, commenti, persone raggiunte, impressioni potenziali. Uno strumento, dunque, che offre degli insight più dettagliati.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
  • Webstagram: si tratta essenzialmente di un “visualizzatore” web dei contenuti di Instagram che permette di vedere le foto degli utenti che vi seguono, commentarle e likarle, seguire e smettere di seguire le persone, navigare, cercare e scoprire le foto più popolari, i tag più usati e i top influencer.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
  • Eventstagram: è un’applicazione web che consente di utilizzare Instagram durante gli eventi per mostrare in real-time degli slideshow delle foto scattate e pubblicate dai partecipanti durante l’evento sia esso una convention, un brand event, un matrimonio, un concerto. Non appena le foto verranno scattate, taggate con un particolare hashtag e postate sul social network, appariranno su maxischermi, TV e/o muri e saranno visibili a tutti.                                  [yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=MIMYBIiRco8′]

2. Siate attivi e rispondete sempre agli utenti

Uno degli aspetti più importanti per arricchire e coltivare la vostra community e creare, quindi, valore attorno ad essa e al vostro brand, è di essere voi stessi i primi ad essere e rimanere attivi, rispondendo a commenti, domande, complimenti e/o critiche. Non c’è infatti cosa peggiore di, come si suol dire, “lanciare il sasso e nascondere la mano”, facendo così sentire gli utenti abbandonati, non considerati e poco rilevanti per il brand.

Commenti sul profilo Instagram di Nike

Per questo, grazie anche agli strumenti che abbiamo visto al punto 1, è importante monitorare ed analizzare i vostri hashtag, le foto che pubblicate così come quelle postate dagli utenti per poter avere feedback, comprendere e conscere gli utenti, la loro opinione e la vostra reputation.

Il semplice rispondere non è però sufficiente, risulta essere fondamentale rispondere in modo rapido cercando di aggiungere valore alla conversazione in modo tale da far sentire i vostri follower connessi, rispettati e valorizzati.

Oltre a costruire una community fedele, rispondere ai commenti permette al vostro account di ottenere maggiore visibilità, grazie alla possibilità che le vostre foto appaiano all’interno della pagina esplora, dove sono raccolte le foto più interessanti di Instagram che vengono visualizzate da tutti gli utenti, anche se non vostri follower diretti.

Instagram esplora

Ma perchè rispondere è così importante a tal fine? Perchè le foto appaiono nella sezione esplora sulla base di due elementi principali:

  • il livello di engagement di una foto in termini di like e commenti
  • la quantità di tempo che una foto impiega per raggiungere un certo engagement dal momento in cui è stata postata

Facile trarre le conclusioni: più attivamente e velocemente commenterete le foto, coinvolgendo e rispondendo agli utenti, maggiori saranno le possibilità di essere visti e catturare l’attenzione di nuovi follower.

3. Utilizzate gli hashtag per tener traccia dell’engagement nel tempo

Vi avevamo già parlato in “Hashtag marketing: come usare il cancelletto per creare brand buzz” di come sfruttare il famoso simbolo del cancelletto su Instagram e della loro importanza, in quanto uno strumento per aggregare le foto intorno ad un determinato prodotto, brand, evento o iniziativa. Proprio grazie a questa funzione di aggregazione, gli hashtag sono uno strumento ideale per monitorare e misurare la crescita della vostra community nel corso del tempo.

E’ sufficiente andare nella pagina “esplora” e cercare il nome del vostro brand, di un vostro contest o di un vostro hashtag  per vedere quante persone hanno postato foto e/o commenti a voi relativi. L’importante è creare un hashtag che possa permettere da  un lato l’identificazione, la diffusione e la visibilità per raggiungere il maggior numero di utenti e più alti livelli di engagement, dall’altro lato l’aggregazione affinchè le singole foto non vadano disperse perdendo valore.

La ricerca di un hashtag nella sezione esplora

Come per tutti i social media, dunque, anche per quanto riguarda Instagram è importante implementare una strategia che si fonda sull’insieme coordinato e sinergico di una serie di azioni:

  • monitorare
  • creare iniziative e coinvolgere
  • rispondere e rimanere attivi
  • misurare

Per quanto riguarda i vostri brand, avete già sviluppato la vostra community su Instagram? Se sì, quali azioni e strategie meglio rispondono? Aspettiamo le vostre opinioni 😉

 

The ABC of Architects, imparare l'architettura con la motion graphic [VIDEO]

Navigando in rete capita sempre più frequentemente di imbattersi in video ricapitolativi che, a partire dall’alfabeto, ci propongo nomi e momenti importanti della storia del cinema, delle musica, dell’arte. E poi anche dell’architettura. Un campo non proprio a portata di tutti, ma per fortuna “The ABC of Architects” ci viene in soccorso, proponendoci 26 celebri architetti (o team di lavoro) assieme alla loro più importante opera.

Il video è opera di Federico Gonzales, graphic designer e visual artist colombiano, che ha realizzato un render grafico degli imponenti edifici stilizzato quanto accattivante.

Il filmato è stato progettato anche come simpatico trailer promozionale per il Tumblr Ombù, blog dedicato all’architettura a cui Gonzales collabora.

Marketing del cuore: iniziamo dalle persone a cambiare il turismo italiano

alessio_carciofi

budgettraveller.org

 

Cari Guerrieri Ninja,

sono Alessio Carciofi, il vostro docente per il Corso Online in Turismo 2.0!

Mi occupo di marketing turistico, sono un ragazzo “fortunato” perché ho realizzato il mio sogno da adolescente: lavorare nel turismo e nel marketing.

Mi definisco figlio della crisi, essendomi laureato nel 2009, dopo centinaia se non migliaia di curriculum spediti, ho deciso di portare avanti il mio sogno nonostante tutto. Grazie a Ninja Marketing, durante il periodo della mia tesi, ho iniziato a comprendere un nuovo modo di comunicare, un nuovo modo di essere comunicazione, traslando il tutto nel turismo e avendo la piena convinzione che “se lo puoi sognare lo puoi fare” [Walt Disney]. E così è stato.

Nel 2011, dopo anni di gavetta, ho realizzato [gratis] il primo blog trip in Italia, realizzando anche il primo destination blog, Umbria on the Blog, il quale mi ha permesso di ritirare il premio del Forum della Pubblica Amministrazione nel maggio 2011. E’ stata una vera emozione essere premiato come uno dei 5 progetti più innovativi nel turismo, il tutto realizzato con quattro soldi e tanta passione.

Da lì in poi inizia la mia vita da consulente che mi porta a viaggiare in tutto il Bel Paese, a realizzare progetti con grandi realtà turistiche italiane e non solo, ma soprattutto a trovare il mio equilibrio in un lavoro del tutto nuovo, in un ambiente del tutto nuovo.

Durante il corso cercherò di trasferirvi e condividere al meglio il mio modo di lavorare: non mi interessa se saprete usare più o meno bene Facebook, ma sarò veramente felice se riuscirete a realizzare il vostro sogno: perché tutte le risposte sono dentro di noi. Iniziamo a credere che siamo noi stessi i veri “attori” del cambiamento di cui il turismo italiano ha bisogno. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” [Gandhi].

Credo infatti che chi lavora nel turismo sia a stretto contatto con persone che durante il viaggio vogliono realizzare un sogno, e quindi prima di tutto gli operatori turistici, di tutta la filiera, devono assolutamente credere nei sogni.

Avrò il piacere e l’onore di parlarvi in anteprima di un mio nuovo progetto: “marketing del cuore”, una filosofia dove al centro ci sono sempre più le persone in quanto tali e sempre meno l’idea di essere considerate dei semplici numeri.

Non ho molti libri da consigliarvi, non perché io non legga, ma perché credo che la miglior palestra sia iniziare a sporcarsi le mani commettendo degli errori, perché ricordatevi, l’importante non è l’errore ma come ti trasformi dopo l’errore.

Comunque due libri su tutti vi consiglio: Marketing non Convenzionale di Cova, Pallera, Giordano e Societing di G. Fabris.

L’importante è imparare a disimparare, come dice il mio maestro di vita nonché grandissimo amico Sandro Formica.

Il mio consiglio? Leggete tanto online e traete sempre il vostro pensiero, unito al vostro cuore, perché “nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni” [Rita Levi Montalcini].

Vi ricordo che partiremo ufficialmente con il corso lunedì 14 gennaio: c’è ancora possibilità di iscriversi! Vi invito inoltre a seguirci su Twitter con l’hashtag #ninjaturismo.

Siete dei Creator, non dimenticatevelo!

Alessio Carciofi
Docente, Ninja Academy

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ISCRIZIONI APERTE FINO A LUNEDI 14 GENNAIO!

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Ubuntu phone

Ubuntu Phone è pronto ad invadere il mercato mobile

Ubuntu phone

Nel continuo gioco di unioni e alleanze che ha caratterizzato il panorama mobile del 2012 abbiamo assistito a molti colpi di scenal’uscita di Windows 8 e il Surfacel’acquisizione di Motorola da parte di Google l’acquisto di Instagram da parte di Facebook e i rumors su Whatsapp.

Il 2013 dovrebbe essere un anno a due velocità: da una parte le alleanze formate quest’anno daranno i loro frutti, contribuendo alla convergenza tra device, software e piattaforme; dall’altro lato, però, nuovi attori potrebbero entrare in scena.

E’ il caso di Ubuntu OS, il sistema operativo open source più famoso al mondo. Ce lo presenta direttamente Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=HUr0p9x3zjI’]

Un solo OS per tutti i device

Ubuntu si approccia al mobile in un modo differente rispetto ai competitor: lo scopo principale è quello di semplificare la vita degli utenti, unificando sistema operativo e software per tablet, smartphone e personal computer. Ubuntu Mobile è infatti capace di eseguire web apps, proprio come l’OS dedicato al desktop. In questo Ubuntu potrebbe riuscire, nel lungo termine, a sviluppare la stessa filosofia che ha attuato Microsoft con Windows 8.

Una scelta di design

Ubuntu OS

Attraverso una serie di gesture molto intuitive ed alla disposizione naturale degli oggetti nell’ambiente touch, ogni cosa sarà “a portata di dito” in Ubuntu Mobile. Nel video si nota l’assenza di qualsiasi pulsante fisico o a sfioramento: tutte le operazioni di gestione del sistema verranno effettuate solo tramite gesture e “fingertips”. Grazie alle intuitive sidebar arrivabili con lo scorrimento delle dita, avrete la sensazione di utilizzare un device con uno schermo più grande. La scrollbar presenta un’innovativa funzione che permette di navigare in tutto il menù a seconda della posizione orizzontale durante lo scorrimento. “In Ubuntu ciò che vedi è ciò che puoi delezionare”, recita Mark.

Un OS per tutte le tasche

Sul sito ufficiale di Ubuntu è disponibile anche la tabella con i requisiti minimi per l’OS.

Per un Ubuntu smartphone di fascia bassa sono sufficienti i componenti disponibili in un tablet che attualmente costerebbe meno di un centinaio d’euro. Ciò permetterà ad Ubuntu un ampio respiro nella scelta del partner e la possibilità di dividere i device per prezzo ed esigenze.

Al momento, non sono ancora noti i produttori che ospiteranno questo OS sui propri device, ma dovremmo vedere i primi esemplari di Ubuntu phone entro il 2013. Un quarto colosso nella guerra tra smartphone potrebbe smuovere il panorama mobile così come lo conosciamo oggi, stimolando la creatività e la diversità anche oltre l’interfaccia.

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede!

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede! [INTERVISTA]

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede!

Oggi vi raccontiamo la storia del blog StudentiFuori.it, direttamente dalla voce di Umberto Ciprì, founder del sito e media designer.

Quando e come è nata l’idea di costruire StudentiFuori.it?

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede!L’idea è nata poco tempo dopo essermi trasferito a Milano per studiare. Avevo bisogno di consigli sulla convivenza, sul risparmio, su come approfittare delle opportunità nella nuova città.

Ho notato che in rete si parla tanto di università, di studenti, ma soprattutto su argomenti che riguardano gli esami e le proteste. Io, invece, cercavo un confronto con altri ragazzi che, come me, stavano o avevano già affrontato l’esperienza di una vita fuori sede.

Nel definire il vostro progetto parlate di “manuale di sopravvivenza”. In quali casi viene in aiuto StudentiFuori.it?

I tuoi coinquilini non puliscono? Non sai a che temperatura lavare la nuova t-shirt? Hai 2€ nel portafogli e non sai cosa cucinare per cena? Forse cerchi informazioni su un corso in un’altra città o stai per venire in Italia in Erasmus.
In breve, discutiamo con i nostri lettori di tutto ciò che riguarda la vita universitaria e l’approccio al mondo del lavoro, nella buona e nella cattiva sorte. 🙂

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede!

Il vostro non è un portale, ma un Blog. Ci tenete affinché il progetto resti con questa impronta di Community più che un sito di utilità?

Il progetto nasce e cresce come blog perché racconta esperienze reali (direi anche in tempo reale!). Gli autori sono tutti studenti, la maggior parte fuori sede che vivono l’esperienza universitaria a 360°. Sottolineo il concetto di confronto su cui si basa la nostra iniziativa: da noi puoi trovare la soluzione al tuo problema perché quello che leggi è scritto da ragazze e ragazzi che come te hanno affrontato quella particolare situazione e sono riusciti a venirne fuori con le loro forze.

Quali sono stati i principali step per la progettazione e realizzazione del sito? Raccontaci il vostro percorso affinché possa essere d’esempio per i prossimi digital startuppers.

Il primo passo è stato scrivere e disegnare  tutto quello che mi passava per la testa: possibile argomenti, layout, loghi. La scelta del nome è stata fondamentale: volevo parlare della vita di studenti fuori sede, dentro e fuori le aule, di ragazzi fuori dagli schemi, con delle esperienze fuori dal comune: da lì la scelta facile della parola chiave.
Io studio Media Design presso lo IED di Milano quindi ho programmato la prima versione del sito con il supporto del mio collega Antonio.

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede!

Meno di un mese per definire logo, layout e piattaforma e StudentiFuori.it era pronto per andare online: il fattore tempo è stato fondamentale. Ho contattato un paio di amici, Amedeo Molisani -fuori sede a Bologna- e Roberto Di Raffaele -fuori sede a Pesaro- che mi hanno aiutato nella creazione dei primi contenuti e nella formazione dell’attuale redazione.
Per la promozione ho chiesto alla direzione dello IED di Milano di fare pubblicità su StudentiFuori.it con lo scopo di dare un tocco forte di credibilità da subito.

In che modo vi occupate della vostra promozione online e offline?

Online siamo molto attivi sui social network: potete trovarci su Facebook, Twitter e Instagram con l’hashtag #studentifuori.
Offline, invece, seguiamo gli incontri di associazioni e comitati studenteschi di cui siamo diventati partner. In più, ogni settimana, siamo sponsor ufficiale della migliore serata Erasmus bolognese. Nel 2012 siamo anche stati in TV su NetCafé e abbiamo co-condotto un programma radiofonico su Radio110, la webradio dell’Università di Torino.

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede!

Attualmente come è strutturato il vostro team?

A oggi, StudentiFuori.it porta le firme di ben 17 autori provenienti dall’Italia (Milano, Roma, Palermo, Napoli, Siena, Parma, Bologna, Pesaro, Urbino) e dall’Europa (Parigi, Barcellona).
Inoltre  ogni settimana il fumettista Antonio Baldassarro, in arte Duckbill, ci diverte con le sue strisce su una pazza compagnia di studentifuori.

C’è qualche novità che bolle in pentola? Come immaginate l’evoluzione del progetto nel 2013?

StudentiFuori.it: il ritrovo digitale per gli studenti fuori sede! Per questo nuovo anno abbiamo davvero tanta carne sul fuoco…
Ecco qualche anticipazione per gli amici di NinjaMarketing!

Faremo leva su due novità:

1) Guestblogger ex universitari fuori sede ci racconteranno di come se la sono cavata e di come, oggi, hanno realizzato i loro sogni;
2) Una sezione dedicata agli studenti europei che si preparano a vivere l’esperienza Erasmus in Italia. Post in lingua, scritti da universitari di tutta Europa.

Sempre nel 2013, lanceremo un’app per iPhone che punta a diventare un must have per tutti gli studenti fuori sede italiani.

Auguriamo lo stesso successo avuto dagli amici di StudentiFuori.it a tutte le idee vincenti e alle startup che nasceranno nel 2013!

New York vista dalla ruota di una bicicletta

Photo by Tom Olesnevich

Esplorare New York in bicicletta è un ottimo modo di visitare la metropoli, dimostrandosi originali, eco-friendly e attenti agli advices sull’attività fisica tanto cari e diffusi negli USA.
Ma vedere la città dal punto di vista della ruota di una bicicletta è una prospettiva decisamente non convenzionale.

È proprio quello che ha pensato Tom Olesnevich, fotografo sportivo che ha lavorato in passato per numerosi eventi negli Stati Uniti: ha posizionato la macchina fotografica sulla ruota posteriore della sua bicicletta e ha viaggiato attraverso New York, regalandoci uno spettacolo del tutto unico e un punto di vista decisamente inusuale della città.

Photo by Tom Olesnevich

Photo by Tom Olesnevich

Photo by Tom Olesnevich

Chinatown, Central Park, Times Square, il ponte di Brooklyn sono solo alcune delle tappe della city toccate dalla bicicletta di Olesnevich nel suo viaggio-documentario su una New York vista dal basso.

Vedere la città dal basso verso l’alto, in movimento, catturando attimi, angoli e frames di vita senza inquadrature “volute” è un modo di cogliere i luoghi nella loro essenza più reale, nel loro cuore pulsante e più vero.

Photo by Tom Olesnevich

Photo by Tom Olesnevich

Photo by Tom Olesnevich

I colori, le prospettive, le inquadrature: tutto è così vivido, autentico e pieno di vita proprio perché inserito in un contesto urbano che si racconta da sè. La semplicità di ogni scatto crea curiosità, suscita interesse ed emoziona per la struttura così essenziale e allo stesso tempo veritiera delle inquadrature.

Photo by Tom Olesnevich

Photo by Tom Olesnevich

Photo by Tom Olesnevich

Sicuramente un modo originale di inviarci cartoline dal mondo, nonché una riflessione importante che ci ricorda che ogni viaggio è soprattutto una questione di prospettive: le nostre.

Catmoji, il social network per gli amanti dei gattini

I gatti sono virali.Sono state fatte digressioni di ogni tipo sul perché di questo fenomeno, ma resta il fatto che i video con i gattini sono tra i più visualizzati. Chi non ha visto il video di Nyan Cat il gattino volante?

Allora perché non creare un social network dove pubblicare foto e video dei propri gatti, magari in stile Pinterest? Detto fatto! Ecco Catmoji!

Catmoji è un posto dove gli amanti dei gatti possono condividere e scoprire foto e video di gatti ed esprimersi attraverso emoji.

 

Catmoji non è il primo social network dedicato agli animali domestici, vi avevamo già parlato di 5 social network dedicati a chi ama gli animali. Come funziona Catmoji?

 

Gli utenti di questa community – definita dagli ideatori stessi catmunitypossono creare il proprio catvatar (avatar) scegliendo la tipologia di gatto che li rappresenta meglio o del proprio gatto.

Alle immagini pubblicate vengono associate le emoji che esprimono lo stato d’animo del gatto raffigurato e quindi è possibile visualizzare le foto della catmunity selezionandole per tipo di emoji oltre che per “popular” e “latest”.

Se aggiungiamo poi i badge che si ottengono con la frequenza di utilizzo del social network, diciamo che abbiamo tutti gli ingredienti necessari per piacere agli amanti dei mici.

 

Siete già pronti a far parte della catmunity? Al momento l’accesso è solo su invito ma basta richiederlo tramite mail. Fateci sapere cosa ne pensate!