Hashtag marketing: come usare il cancelletto per creare brand buzz

Sfruttare al meglio gli hashtag su Twitter, Pinterest e Instagram per migliorare la visibilità e il passaparola di brand e aziende

Introdotto per la prima volta dagli utenti di Twitter, il famoso simbolo del cancelletto “#” o hashtag ha sempre più preso piede in rete (per chi non ne fosse a conoscenza consigliamo la lettura di “Cos’è e come si usa Twitter” e “Come usare e come non usare gli hashtag). Varcati i confini di Twitter, è poi diventato un’assodata consuetudine anche nei due social network “visivi” per eccellenza: Pinterest e Instagram.

Ci siamo così domandati se e come è possibile sfruttare le potenzialità di questo strumento in ambito marketing per creare buzz, attenzione e visibilità attorno a brand, prodotti e servizi che le aziende hanno da offrire. Vediamo insieme come poterlo fare al meglio in ognuno dei 3 social network, per porre le basi di un’efficace strategia di hashtag marketing 😉

#1. Twitter

In Twitter l’uso degli hashtag non è solo all’ordine del giorno ma diventa una prassi fondamentale, in quanto permette la categorizzazione-ricerca-aggregazione di messaggi e discussioni. Il ‘#‘ posizionato davanti a determinate parole chiave fa si che tali parole siano automaticamente trasformate in link attivi portando alla creazione di comunità digitali raccolte intorno a un topic.

Il consiglio principale per brand e aziende è quello di creare hashtag specifici siano essi il nome stesso del brand, di un prodotto, di un evento e/o di un concorso a cui aggiungere il contesto specifico che li rende unici ed originali. Ma perchè specifici? Ecco tre buoni motivi:

  • Hashtag page: una volta creato un hashtag e ‘inviato’ all’interno della vostra rete di connessione Twitter lo analizza. Se già presente lo inserisce all’interno dell’apposita hashtagpage. Se si tratta invece di un nuovo hashtag, lo riconosce come originale e va a creare una nuova hashtag page (la vostra!) dove saranno inseriti e mantenuti tutti i tweet che contengono la parola chiave. Un’ ottima opportunità, dunque, per dare senso e organizzazione al grande marasma di contenuti prodotti dal social network. Un modo semplice e veloce che consente al vostro brand/azienda di essere identificato e reso “unico”: man mano che i twitteri lo utilizzeranno, si diffonderà per la rete (senza però essere disperso) 😉
  • Indicizzazione e Improved Hahstag Support: lo stesso Google ha iniziato a indicizzare gli hashtag che possono ora essere ricercati anche nella Real Time Search di Google+. Come annunciato da Vic Gundotra di Google, in realtà, non sarebbe necessario utilizzarli perché la ricerca funziona bene anche senza. Il vantaggio si ha nel fatto che, se utilizzati, diventano link attivi che si collegano automaticamente ai risultati della ricerca. Tutto ciò produce maggior diffusione e visibilità.
  • Permanenza: grazie agli hashtag specifici i vostri tweet e, di conseguenza la presenza del vostro brand, riescono a rimanere più a lungo nella frenetica tempistica del social network.

#2. Pinterest

Anche per Pinterest – per sua natura un social network visivo – l’uso degli hashtag sembra avere l’effetto di diffusione e creazione di buzz tanto ricercato dai brand.

Essendo essenzialmente costituito da board di foto e immagini create dagli utenti in base ai loro interessi e collegate a loro volta a board globali e generiche, anche in Pinterest l’uso del # ricopre un ruolo non indifferente. Inserito davanti alle parole chiave che meglio descrivono le immagini del vostro brand o prodotto, esso fa si che queste riescano a raggiungere un’audience più ampia.

Un esempio? Gli hashtag utilizzati dalle Profumerie Limoni durante il loro contest estivo “Limoni premia le Summer Bag più originali su Pinterest“: #limoni e #summerbag.  Ecco in questa prima immagine alcuni pin con gli hashtag del concorso:

L’uso del # fa si che ciascuna di queste parole diventi un link attivo e cliccabile che rimanda alle board globali e generiche di riferimento. Vediamo infatti in una seconda immagine come siano visibili, semplicemente ricercando la parola “limoni”, anche le immagini del contest con i relativi hashtag. Ne possiamo dedurre che il loro utilizzo ha ancora una volta un effetto positivo per la visibilità e il passaparola.Ovviamente il semplice uso degli hashtag non è sempre sufficiente: non ci stancheremo mai di dire che l’aspetto fondamentale, anche in questi caso, è la necessità di creare interazione, scambio e conversazione. Per quanto riguarda Pinterest uno dei modi migliori è proprio quello di utilizzare l’idea del contest in grado di creare un effetto virale, un certo livello di engagement e la conseguente nascita attorno al vostro brand di una community solida e partecipativa.

#3. Instagram

Altro social network di successo fondato sul “potere delle immagini” e della loro condivisione è Instagram. Per questo motivo sono già molti i brand che lo usano nelle loro strategie di marketing e comunicazione.

La parola d’ordine, come sempre quando si tratta di social media, è coinvolgere gli utenti e conversare con loro. L’uso del famoso hashtag, anche in questo caso, sembra essere una delle modalità più utili ed efficaci; se poi viene utilizzato in contemporanea con un contest fotografico tanto meglio! 😉

Inserire l’hashtag prima di una keyword, taggando e categorizzando le immagini, è infatti uno dei modi migliori per trovare nuovi follower, condividere foto ed immagini, essere più facilmente visibili e “trovabili” a chi ricerca quella determinata parola e/o tematica.

Su Instagram l’uso dell’hashtag è divenuto una consuetudine molto diffusa per far si che le proprie foto vengano viste e diventino popolari. Ecco un esempio di quelli più utilizzati, aggiornati al mese di agosto secondo il blogger Jason A. Howie.

In realtà, come lo stesso blogger ci spiega nel suo post “9 Things to Consider when Marketing with Instagram”, la tecnica di utilizzare gli hashtag generici più popolari come visto sopra non è necessaria per brand e aziende, se non spesso controproducente: e’ molto meglio creare degli hashtag specifici ed “unici”! La conferma ci viene dal blog ufficiale di Instagram dove troviamo tre semplici ma importanti consigli:

  • Siate specifici: utilizzate # con parole chiave uniche, che vi possono far riconoscere e ricordare;
  • Siate rilevanti: non utilizzate parole comuni e banali; fra le migliaia di foto che possono essere taggate con le vostre stesse parole chiave sarà difficile essere ritrovati e attrarre nuovi follower che avranno un vero interesse nelle vostre foto e continueranno ad apprezzarle e commentarle nel tempo;
  • Osservate: prestate attenzione agli hashtag utilizzati nelle foto degli utenti che vi seguono e che utilizzano i vostri stessi tag. Potreste scoprirne di ancora più popolari e user-generated a cui non avevate pensato 😉

Un ottimo esempio è quello di Marc Jacobs. Riportiamo le parole di Dario Ciracì in un post di Webinfermento:

“Ebbene su Instagram il marchio di moda ha lanciato un hashtag, #marcfarm, col quale chiedeva ai propri followers di condividere le foto scattate coi propri familiari. Da li, si è poi notato che gli utenti condividevano molte foto proprio con prodotti del brand, rendendosi quindi autonomamente promotori dei prodotti e del brand Marc Jacobs.”

In conclusione, possiamo notare come l’idea alla base dell’utilizzo degli hashtag è quella di permettere al brand e ai contenuti dell’azienda di essere non solo diffusi e condivisi (con conseguente aumento di visibilità e buzz), ma anche facilmente scoperti e ritrovati.

Ma siano essi per Twitter, Pinterest o Instagram, ricordatevi sempre che per avere successo anche questo ‘strumento’ ha bisogno di essere accompagnato da attività che creino coinvolgimento ed interazione 😉

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