Calvino e le sue Fiabe Italiane sbarcano su Twitter


Chi di voi non ha mai letto almeno un libro di Italo Calvino? E in quanti avete immaginato cosa sarebbe capitato se l’autore di “Marcovaldo” e de “Le città invisibili” avesse potuto scrivere i propri pensieri su Twitter?

Questo fenomeno anacronistico e per certi versi oggi sarà possibile grazie a 00Calvino, un interessante progetto sviluppato da Doppiozero in collaborazione con lo studio U10.

Di cosa si tratta? Della riscrittura, da parte di Marco Belpoliti, delle Fiabe Italiane sul sito di microblogging più importante al mondo. Un format pensato per i 140 caratteri spazi inclusi, che vuole trasferire dalla carta stampata ai cinguettii della Rete le storie di uno degli autori contemporanei più importanti del nostro paese.

00Fiabeitaliane avrà delle regole ben precise, che riprenderanno in tutto e per tutto il concetto di serialità mediale: 100 fiabe, 100 episodi, una fiaba al giorno per 100 giorni e pubblicata ogni giorno alla stessa ora, con una sigla d’apertura e una di chiusura (il cui autore sarà il noto compositore Massimiliano Viel), il tutto accompagnato da qualche immagine realizzata proprio da Belpoliti, che prima di incominciare il lavoro di riscrittura vero e proprio si è adoperato per riassumere le 100 storie in forma grafica anche sulla propria Moleskine (che è partner del progetto).

Il progetto è organizzato così: due tweet per presentare la fiaba di giornata (con la sigla d’apertura), tre per raccontarla più uno di spiegazione del senso profondo dell’opera; un post fotografico con le illustrazioni realizzate da Marco Belpoliti e uno per concludere la giornata. Il tutto usando l’hashtag #00calvino e l’account @00doppiozero.

L’inizio della “tweet-narrazione” sarà il 5 novembre e continuerà fino al 24 marzo 2013, quando la riscrittura delle Fiabe Italiane si concluderà. Il tutto verrà poi raccolto in un tweet-libro realizzato da U10 e una versione cartacea, edita da Moleskine.

Troviamo il format di #00Fiabeitaliane interessante non solo per il tentativo di riprendere  e ricostruire un grande classico della letteratura italiana, quanto per il fatto che segna ancor di più la necessità di esplorare e sperimentare nuove forme di narrazione che ben si adattino alla struttura dei nuovi canali sociali del web. Twitter, per la sua natura veloce e sintetica, sembrava apparentemente legato a una costruzione di senso che poco avesse a che fare con la necessità di spazio che una storia può richiedere: negli anni, però, la tendenza è stata invertita grazie al lavoro di molti storyteller digitali con la voglia di provare nuovi modi per raccontare (avevamo già analizzato alcuni casi nei post Storytelling e social network: i Fratelli Grimm sbarcano su Twitter! e3 esempi innovativi di micro-narrazione 2.0) valorizzando le peculiarità di ogni social network.

Il futuro dello storytelling non può certo prescindere dalle forme più classiche di racconto: ma è chiaro che più si radicherà l’utilizzo di strumenti non convenzionali di comunicazione, più sarà necessario trovare nuovi modi per condividere una storia.

Cosa ne pensate di questo format? Riuscirà Marco Belpoliti a restituire le emozioni degli scritti di Calvino anche nel mondo di Twitter?

Battle12, i protagonisti degli speech della "Battaglia delle Idee" [VIDEO]

Qualche giorno fa vi abbiamo proposte le slide dei numerosi speech protagonisti della “Battaglia delle Idee”. Ora ci mettiamo la faccia! Il nostro Giuseppe Rivello aka Jepisk ha intervistato per voi i relatori della due giorni dedicata alle ultime novità di marketing, coding&design e business.

Non vogliamo sottarre tempo al video, i cui contributi troverete certamente interessanti. Dell’evento sapete oramai tutto, e quindi nell’attesa di ripeterci… Buona visione!

Iovogliotornare, il social network per chi è in costante movimento

Tutto ruota attorno al concetto di viaggio, composto da quattro fasi: partire, guardare, formarsi e ritornare. Ecco come nasce l’idea di Valentina Dessì e Domenico Rota che li ha spinti a creare pochi mesi fa iovogliotornare.it. L’obiettivo è mettere in contatto le persone che vogliono tornare nei propri luoghi, o perlomeno  mettersi a disposizione di queste. Creando così una rete professionale capace di rispondere alle diverse esigenze delle aree geografiche nazionali.

Fatte le presentazioni anche  in occasione dell’ Internet Festival di Pisa, il team di  iovogliotornare.it  mette nero su bianco il proprio concetto di ritorno:

“Noi non siamo fuggiti, ma siamo andati in esplorazione: chi per curiosità, chi per necessità, e adesso i tempi sono maturi per confrontarci e realizzare insieme le nostre idee.”

Il progetto è molto particolare, fluido, e può essere idealmente suddiviso in tre fasi di sviluppo: attualmente  si sta procedendo dalla prima alla seconda. Vediamole nel dettaglio.

Fase 1: conoscersi per tornare insieme

In questa prima fase è necessaria la compilazione del form che costituisce “la stretta di mano” in cui si specifica:

  • il proprio indirizzo e-mail (per i futuri contatti);
  • il perché si vuole (o non si vuole) tornare;
  • il comune in cui si abita seguito da quello in cui si vuol tornare.

Queste prime informazioni rendono possibile un’analisi grafica iniziale sui componenti della community. Come potrete vedere nella sezione del sito dedicata ai grafici si cerca di mostrare un quadro generale sia sulle persone intenzionate a tornare sia su quelle che non lo sono.

Per approfondire la conoscenza dei membri, ecco che in “storie ” alcune persone raccontano le loro vite professionali, all’apparenza così diverse ma simili per la stessa percezione di lontananza da casa.

Altri spunti di riflessione derivano dal blog, in cui si alternano post che pongono ironicamente domande per stimolare la conversazione ad altri più seri in cui si accompagnano gli utenti nella lettura dei dati ISTAT che altrimenti rischierebbero di essere presi solamente come percentuali sconnesse le une dalle altre.

Sempre in relazione a questo primo punto, come far crescere la community di iovogliotornare facendola conoscere al proprio network? Attraverso i canali social ovviamente! 😉

In homepage, oltre al plug-in in cui si possono vedere i like della pagina Facebook è presente un button dedicato all’invito dei propri amici su FB. Cliccandolo, potrete selezionare direttamente le persone che più credete possano essere interessate a far parte della community.

Inoltre è possibile trovare iovogliotornare.it anche su Twitter, e da poco più di un mese è stato aperto anche un canale YouTube  dedicato. Su  questo è stato caricato il video dal titolo “Chi morde la terra”, co-prodotto con la compagnia Ophelia Lauper. Un’analisi sul bisogno e desiderio di partire e di tornare eccolo qui

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Una volta raccolti i dati necessari a formare una massa critica, ecco che il progetto si avvia alla seconda fase…

Fase 2: “contarsi” per contare di più e sviluppare una rete territoriale

Un censimento, un questionario “quali-quantitativo” sulla comunità di iovogliotornare.it in collaborazione con Cristina Pasqualini. Entro Dicembre saranno pubblicati i primi dati relativi alla sessione di analisi nel periodo dal 24 ottobre al 24 novembre.

Ed ecco che il termine “movimento” finalmente assume un connotato positivo. Un chiaro segnale di creazione di sinergie volte a localizzare in un luogo chi si sente di appartenervi.

“Si viene e si va, comunque fischiando,

Cantando il motivo ci serve comunque un motivo

vai, vieni e vai, come vuoi.”

L. Ligabue

Un possibile segnale di svolta?  Lo potremmo dire  solamente  al compimento della fase successiva del progetto…

Fase 3: progettare e promuovere idee grandi per grandi città

Se il ritorno alle origine diventerà una realtà grazie al collegamento tra enti pubblici, aziende e professionisti, se verranno eliminati i vincoli che impediscono alle persone di lavorare nel paese in cui si vuole tornare, allora vorrà dire che il “diritto alla felicità” sarà stato raggiunto!  😀

“Partir, c’est mourir un peu…”

Edmond Haraucourt

Allora, cosa ne pensate del progetto, credete di poter dire la vostra per costruire tutti insieme qualcosa di valore?

Microsoft Windows 8: benvenuti nella generazione touch

Microsoft Windows 8: benvenuti nella generazione touch

Microsoft Windows 8: benvenuti nella generazione touch

Lo scorso 25 ottobre siamo stati all’anteprima ufficiale di Windows8 –  il nuovo sistema operativo targato Microsoft.
All’evento, abbiamo avuto modo di provare da vicino  l’OS e una serie di device pensati per offrire una esperienza in grado di sfruttare le specificità di un software che non possiamo non dire interessante.

Microsoft Windows 8: benvenuti nella generazione touch

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Windows 8 ci ha favorevolmente impressionato per:

  1. interfaccia (Metro):  già ampiamente anticipata da beta programma, dashboard di Xbox 360 e smartphone. Scomparso il tasto Start, tutto è a portata di scroll e pienamente personalizzabile con la gestione di setting,  menù di sistema e dei programmi accessibili dalla dashboard a “cassetto” sempre sulla destra.
  2. prestazioni: avvio e spegnimento – su macchine non dotate di SSD – davvero rapidi; fluidità su device relativamente “modesti” e qualche tocco di classe – non del tutto “nuovo” – come la picture-password e il sistema di login unificato che permette di portarsi dietro su più macchine (se equipaggiate con Windows 8)  file e impostazioni – grazie a Skydrive, il cloud-storage locker di Microsoft e alla sinergia con il nuovo Office 2013Office 365  e l’immancabile Internet Explorer arrivato alla versione 10.
  3. integrazione con Bing e  social network.

Microsoft Windows 8: benvenuti nella generazione touch

Con un buon numero di applicazioni sul nuovo store  –  seppur lontano dai fasti dell’App Store e Google Play – Microsoft accoglie sulla propria piattaforma partner del calibro di Telecom Italia (Cubovision), Mediaset (TGCOM 24), Banzai e 01 Tribe (Giallo Zafferano), MusiXmatch, Gambero Rosso, Coming Soon, Mediaworld, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e Rai.TV. 

Mentre su Windows RT (versione di Windows8 per device mobile basati su processori ARM) lo store sarà l’unico punto di accesso per installare software terze parti secondo il programma dev della casa di Redmond, su desktop/laptop sarà ancora possibile installare software autonomamente. A completare il quadro ecco Microsoft Ads che offre ai partner l’opportunità di raggiungere direttamente il proprio traget di utenti con ads-stories integrate nelle Bing app, Xbox dashboard (già disponibile) e app terze parti.

Microsoft Windows 8: benvenuti nella generazione touch

Difetti di calibrazione a parte – touch non responsivo, capricci dell’OS – Windows 8 si presenta meno interessante  in modalità desktop: qui le gesture tattili lasciano posto al mouse per un salto nel passato verso un Windows 7 di cui chiaramente eredità i tratti. Anche perché, benché usabile anche via mouse, c’è da dire che l’interfaccia Metro perde la sua vocazione passando al punta-e-clicca che di fatto reclama una interfaccia più tradizionale.

Proprio a causa di questo stato di continua ibridazione,  il sistema  dimostra di dover guadagnare una certa maturità. Parafrasando Tim Cook,  è un sistema dalla doppia vocazione che non si accontenta di una identità definita. Stessa inclinazione che si riscontra nei device hardware messi a disposizione durante l’evento (Sony Vaio, HP , Samsung Serie 5 e 9, Asus, Toshiba): estetica a parte, laptop ibridi con keyboard sganciabili o a slittamento, laptop dal doppio schermo, laptop standard con uno scomodo schermo touch riflettono una certa incertezza identitaria in cui la ricerca forzata dell’ innovazione non fa sempre il palio con la semplicità d’uso.

Grande assente dell’evento, il tablet Surface che pare non arriverà – così presto – in Italia. Quindi, niente code davanti ai negozi come nel resto del mondo per noi italiani.

Microsoft Windows 8: benvenuti nella generazione touch

Sugli scaffali – digitali e non – dal 26 ottobre,  Windows 8  è disponibile per i possessori di PC con sistema operativo Windows XP, Windows Vista o Windows 7 al prezzo di 59,99€ (upgrade via DVD), oppure scaricando la versione online all’indirizzo windows.it al prezzo di 29,99 € – politica di prezzi interessanti rispetto al passato.

Tutti gli utenti che hanno invece acquistato un  PC Windows 7 tra il 2 giugno 2012 e il 31 gennaio 2013 potranno usufruire della Windows Upgrade Offer, effettuando l’aggiornamento a Windows 8 Pro al prezzo di 14,99 € all’indirizzo www.windowsupgradeoffer.com.

Per ulteriori informazioni su Windows 8 e Windows RT è possibile visitare il sito http://blogs.windows.com oppure www.windows.it.

E voi? Avete già provato Windows 8? Che ne pensate?

Euro RSCG regala cookies al prezzo di un sorriso

Chi al mondo non ama i cookies? A maggior ragione poi, se si possono ottenere al modico prezzo di…un sorriso!

Ebbene si, è proprio questa l’idea che sta alla base del concept di Euro RSCG Australia, una delle sedi della grande agenzia di comunicazione che si estende in 75 paesi tra Europa, America e non solo. Il leitmotiv di tutto è il cambiamento: a partire dal nome dell’agenzia, che diventa Havas Worldwide, è nato lo spunto della campagna intitolata “Pay with a smile” la prima di una serie di azioni previste dal “Project change” che intendono portare un cambiamento positivo nel mondo.

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Partendo da uno studio dal quale è emerso che il 97% degli australiani sono dei tristi pendolari, nasce l’intento di trasportare il cambiamento, che l’agenzia stava apportando al proprio nome, anche al mondo esterno.

L’ormai ribattezzata Havas Worldwide ha sfornato svariate centinaia di cookies e li ha distribuiti tra la strade di Sydney, Melbourne e Brisbane nell’ora di punta ai mogi lavoratori che si aggiravano nelle zone per effettuare il loro routinario percorso lavoro-casa/casa-lavoro; “moneta” di scambio per ottenere il goloso biscotto è per l’appunto un sorriso!

I venditori di cookies si riconoscono facilmente: magliette rosse (colore di Havas), cestini impreziositi da nastri colorati, palloncini ad ornare le loro auto. Di fronte a questo innovativo modo di pagare, le reazioni sono state praticamente univoche: 1023 volte le persone hanno mostrato la loro “dentatura” tra la curiosità, la sorpresa ed il divertimento.

Iniziative di questo tipo sicuramente non possono cambiare il mondo, ma a mio parere hanno un grande impatto sul consumatore. Una rottura della quotidianità che per altro ti rende protagonista e ti permette di poter raccontare un aneddoto divertente ad un collega, ad un amico o al proprio compagno, facendo sì che quel brand ti resti maggiormente impresso nella mente e molto probabilmente, se ti ha strappato un sorriso regalandoti dei cookies, anche nel cuore. E’ tutto questo non è da sottovalutare se si ambisce ad aumentare la propria awarness e diventare un marchio top of mind.

 

Credits:

Advertising Agency: Havas Worldwide, Sydney, Australia
Executive Creative Director: Steve Coll
Creative: Lucas Jatoba
Head of TV: Monique Pardavi
TV Producer: Alex Little
Editor: Beau Simmons

Louis Vuitton Young Arts Project: promuovere online l'arte contemporanea

Il fashion brand parigino Louis Vuitton è stata negli anni (a partire soprattutto dalla direzione di Marc Jacobs) sempre attenta al mondo dell’arte contemporanea, tanto da stringere collaborazioni con artisti del calibro di Takashi Murakami e Yayoi Kusama.

L’ultimo progetto dell’azienda che coinvolge l’arte contemporanea è Louis Vuitton Young Arts Project: con la collaborazione di prestigiose gallerie d’arte, come la Whitechapel, la South London Gallery, Hayward, la Royal Academy e la Tate, è stata lanciata per giovani artisti la piattaforma Recreative in cui è possibile caricare e condividere il proprio lavoro artistico.

Una vera e propria community online di aspiranti artisti, che ha come fine quello di promuovere i giovani artisti non solo attraverso l’esposizione virtuale delle proprie opere, ma anche attraverso il confronto con altri artisti (sezione Ideas Factory), con importanti operatori del settore (sezione Experts) e il mondo del lavoro (sezione Opportunies).

Le opere d’arte più significative sono selezionate da curatori e artisti di fama internazionale, come Tracey Emin, Gary Hume, Keith Tyson, solo per citarne qualcuno.

Un In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

Levissima: parte il viaggio 2.0 alla scoperta della natura

Dopo aver rinfrescato Milano e i nostri desktop, continua il “Wild Purity Project”, la campagna integrata ideata da Lowe Pirella Fronzoni per Levissima. Stavolta la famosa acqua minerale ha anche un partner d’eccezione, il National Geographic Channel, con il quale condivide la passione per la natura.

La mission di questa campagna è “portare la natura incontaminata nella vita di tutti giorniIl Wild Purity Project è un viaggio 2.0 alla ricerca dei luoghi d’Italia ancora puri e selvaggi, raccontato in tempo reale da Chiara Cecilia Santamaria, seguitissima blogger e mamma, e Nanni Fontana, fotografo del team National Geographic.

Gli esploratori condividono le emozioni di quest’avventura con gli utenti della rete attraverso molteplici canali. Sul blog dell’operazione, wildpurityproject.it, troviamo il racconto del viaggio tappa per tappa, con i post di Chiara supportati dalle immagini spettacolari di Nanni, grazie ai quali anche noi saremo trasportati in luoghi selvaggi e affascinanti. Inoltre possiamo aggiornarci in tempo reale sulla spedizione attraverso i profili Twitter e Instagram, oltre che sulla pagina Facebook.

Alla fine del viaggio, inoltre, potremo rivivere la loro avventura,  scoprendone risvolti inediti, su National Geographic Channel (canale 403 di Sky).

Levissima prova di nuovo, e ci riesce benissimo, ad emozionare, attraverso un racconto semplice basato sull’esperienza e sull’interattività. Grazie a Levissima e ai suoi inviati, possiamo godere della visione di paesaggi rigeneranti semplicemente seduti alla nostra scrivania, durante la pausa a lavoro, o ovunque, magari in attesa del bus, connettendoci dal nostro smartphone.
E la scelta dei narratori digitali non è stata fatta a caso: Nanni è abituato ai viaggi nella natura selvaggia e Chiara è una donna metropolitana, in cui tutti noi possiamo immedesimarci.

Il Wild Purity Project è innanzitutto un progetto di storytelling,  il racconto di un’avventura che mira a rendere tutti partecipi.

Dimentica le chiavi, con Lockitron le porte le apri con lo smartphone!

Le idee semplici sono sempre quelle più geniali. Problema: ricordarsi le chiavi di casa. Soluzione: un sistema di apertura comandato direttamente dal proprio smartphone. Lockitron, il primo sistema “intelligente” di apertura per serrature  è stato creato proprio per questo. Ma non è tutto qui.

Dimentica le chiavi, con Lockitron le porte le apri con lo smartphone!

Lockitron è un dispositivo che può essere applicato virtualmente ad ogni serratura, e che non solo permette di uscire di casa senza chiavi, ma offre un ampia serie di vantaggi: si può controllare costantemente se la porta è stata aperta, così come si può aprirla o chiuderla in remoto, magari per permettere a degli ospiti o ai propri familiari di entrare in situazioni particolari. Lockitron avvisa il padrone di casa persino quando qualcuno sta bussando alla porta!

E se il cellulare si scarica? Tranquilli, si possono sempre utilizzare le chiavi in caso di qualsiasi malfunzionamento 😉

Dimentica le chiavi, con Lockitron le porte le apri con lo smartphone!

Questo dispositivo estremamente ingegnoso è basato su una scheda Arduino, per cui i più smanettoni possono divertirsi nel creare sistemi di apertura anche molto sofisticati (il video di presentazione mostra un ragazzo che ha realizzato un sistema di apertura utilizzando addirittura delle banane!).

Lockitron nasce da un idea di due inventori a dir poco geniali, Cameron Robertson e Paul Gerhardt, già creatori di Selfstarter, la prima piattaforma di Crowdfunding Open Source, che i due hanno utilizzato per lanciare con successo il loro prodotto, raccogliendo circa 1,9 milioni di dollari solo nel primo round.

L’idea di Cameron e Paul è un’invenzione curiosa, che ha già catturato l’attenzione sia delle aziende che operano nel settore delle serrature sia dei fanatici del fai da te. Chissà questi ultimi quali altre applicazioni potranno trovare per Lockitron (come tutti i dispositivi basati su Arduino, il limite è solo la creatività).

Al momento il mio unico dubbio riguarda la sicurezza…nonostante i suoi creatori garantiscano che il dispositivo non sia facilmente “ingannabile”, voi vi sentireste tranquilli ad affidare l’apertura della vostra porta d’ingresso a Lockitron?

App of the Week: SnapNPlay, l'app che suona gli spartiti

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Di fronte a un pianoforte non sai dove mettere le mani? Non sai leggere gli spartiti musicali ma ti piacerebbe suonarli? Non essere triste… c’è SnapNPlay che suona per te!

Esatto, perché SnapNPlay è l’app che permette di suonare spartiti partendo da una semplice foto scattata con il tuo smartphone.

L’app è tanto semplice quanto geniale: quando avvii SnapNPlay, l’app ti darà la possibilità di scattare una foto allo spartito che hai di fronte. Con mano ben ferma, inquadra l’intera riga musicale ad una giusta distanza e a quel punto vedrai che le note della tua foto si illumineranno man mano che vengono suonate!

Puoi scegliere tra strumenti diversi, come piano, chitarra, violino, viola, basso, etc. e sentirli eseguire alla perfezione gli spartiti che hai fotografato.

Infine, con SnapNPlay potrai anche osservare le posizioni delle mani sullo strumento che si illuminano durante l’esecuzione, così da poter imparare in fretta e con grande facilità. Esiste la possibilità di importare fotografie dalla tua SD Card ed esportare i file MIDI che l’app crea suonando le note.

Di seguito, un video amatoriale sul geniale funzionamento di SnapNPlay.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=axVyOs4lcaQ’]

 

Pensata soprattutto per i giovani studenti di Musica, SnapNPlay è disponibile per Android su Google Play al prezzo di 3,05 €.

 

 

Esiste anche la versione Demo, sempre sul Google Play a titolo gratuito.


Svizzera: verso la fine della black list?

Nell’ultimo decennio la Svizzera non ha trovato, nella sua storica neutralità, un motivo per chiudere il proprio mercato all’innovazione ed alla globalizzazione dei mercati e, seppur fuori dall’Unione Europea, grazie ad un referendum, intrattiene con essa il 60% dei rapporti commerciali export e l’80% delle importazioni.

Accordi bilaterali con le singole nazioni europee, burocrazia snella e semplice, eccellenza nei servizi erogati e un PIL pro capite fra le prime dieci nazioni al mondo: questo è il modo attraverso il quale la Svizzera punta ad uscire dalla black list dei Paesi in crisi, rendendosi attraente alle imprese europee. Ecco una sintesi della situazione attuale.

I numeri del Canton Ticino

– L’economia ticinese è composta di circa 30’000 imprese con poco meno di 160’000 posti di lavoro, e si tratta in gran parte di piccole e medie imprese
– Il 70% della popolazione attiva è occupata nel settore terziario, il 28% nel secondario e il 2% nel primario
Il 47% della popolazione attiva è costituito da stranieri mentre quasi la metà della manodopera straniera è frontaliera (40.000 circa).
– Il tasso di disoccupazione è aò 3,8% su una percentuale media dell’UE del 10%
– Il Ticino contribuisce al 4% del PIL federale.

Il ramo industriale è molto competitivo nell’elettromeccanica, nella chimica-farmaceutica e nella plastica e, insieme, producono il 21% del PIL cantonale.
Altro numero importante riguarda la piazza finanziaria (incluse le assicurazioni) che occupa il 17,5%, il commercio (all’ingrosso e al dettaglio) l’11,2%, le libere professioni e altri servizi il 10%, il ramo dei trasporti e delle comunicazioni il 6,9%, infine l’edilizia il 6,6%.

Nonostante la Confederazione non abbia nessun sbocco sul mare, il turismo montano lo supplisce egregiamente contando ogni anno circa 1,2 milioni di turisti con oltre 3 milioni di pernottamenti nei circa 500 alberghi disponibili contribuendo a produrre il 10,5% circa del PIL cantonale.

I settori che esportano, sia verso altri Cantoni che verso UE e Extra-UE sono: elettronica e apparecchiature elettriche, meccanica e metallurgia, chimica e farmaceutica, logistica, tessile e abbigliamento, design e nuovi materiali, settore finanziario/trading, medicale e biotecnologico.

I punti forza elvetici e il Canton Ticino

I punti di forza elvetici che spingono sempre più le imprese europee ad allargare i propri confini in Svizzera trovano fondamento su alcune eccellenze quali:

– Pubblica Amministrazione orientata all’imprenditorialità e innovazione
– Economia differenziata ed orientata all’esportazione
– Burocrazia snella ed efficiente
– Sistema bancario e finanziario stabile ed efficace
– Elevati standard qualitativi
– Fiscalità dell’impresa e del dipendente
– Agevolazioni dallo Stato alle imprese nascenti e accesso ai bandi europei
– Rapidità del sistema giudiziario
– Certezza delle norme.

Ma cerchiamo di far focus sui rapporti italiani con il vicino elvetico ed in particolare con il Cantone a lingua italiana, il Ticino.
Non troviamo solo forza lavoro italiana in Svizzera ma anche e sempre più negli ultimi tempi imprese italiane che trasferiscono le loro sedi sociali in territorio elvetico e questo non perché la Svizzera riservi loro sgravi fiscali particolarmente vantaggiosi, bensì per i punti sopra riportati che, seppur basilari per lo sviluppo dell’imprenditoria.

I rapporti Svizzera-Ue

Secondo questo volume d’affari sintetizzato, la Svizzera risulta il secondo partner commerciale dell’Unione Europea dopo gli Stati Uniti d’America e prima di Cina e Giappone. Tali relazioni sono disciplinate da un insieme di accordi bilaterali conclusi, nel corso di decenni, tra la Svizzera e gli stati dell’UE come:

– l’Accordo di libero scambio (ALS), del 1972
– l’Accordo sulle assicurazioni del 1989
– gli Accordi bilaterali I del 1999
– gli Accordi bilaterali II del 2004

L’apertura del mercato svizzero non è una novità, ma merita sicuramente attenzione per la sua caparbietà in ambito imprenditoriale e finanziario, oltre che in area socio-economica.
Non è un caso che lo Stato d’oltralpe sia fra i primi 10 stati al mondo ad avere un PIL pro capite più alto al mondo con un’incredibile forza attrattiva di capitali ed imprese. E non solo, perché anche la creatività può affondare le radici fra le Alpi.

Cito due esempi: il Cristal Festival 2012 che di anno in anno da il via ad un contest creativo ed il simpaticissimo Obermutten: paesino di 70 anime che ha trovato in facebook un amico molto utile per farsi conoscere ed attrarre turisti.

Ma secondo voi, su cosa punterà in futuro la Confederazione, ICT, mecatronica, robotica, AI?
Avete pensato al fatto che la Svizzera importa moltissime figure professionali, soprattutto italiane? In che modo quindi pensate si possano realizzare le stesse condizioni economiche nel nostro Paese ed evitare la fuga di cervelli e imprese verso la Svizzera?
Aspettiamo le vostre idee in merito.