Inc. contro LLC: quale fa al caso vostro?

Se il vostro sogno è fondare una startup negli States e seguire le orme dei temerari “Pirati della Silicon Valley”, sappiate che avere una buona idea, realizzare un ottimo business plan e trovare degli investitori disposti a sperare che facciate soldi non è sufficiente.
Infatti, da buoni wannabe startuppers sarete chiamati a decidere sotto quale forma societaria operare.

Vediamo un po’ come si articola il panorama societario USA e, soprattutto, cerchiamo di orientarci tra le varie opzioni che abbiamo.

La scelta

Queste sono le tre principali entità tra cui la gran parte degli “startup founders” negli USA sceglie:

1) LLC
2) C-Corp
3) S–Corp

È opportuno rispondere ad un paio di domande prima di gettarsi nella scelta:
Cercherete investitori esterni? E se si, quando?
La vostra società genererà profitti in breve tempo?

Mettiamole a nudo

A) LLC

Una Limited Liability Company è molto facile e molto poco costosa da avviare.
Non sono previste formalità relative alla contabilità, alle assemblee sociali e al management a differenza di quanto avviene nelle Corp.

I soci a cui è attribuita in percentuale una partecipazione alla LLC vengono definiti “Members”, anch’essi come i cugini “Shareholders” delle Corporations, godono del beneficio della responsabilità limitata.

Un altro grande vantaggio è che la Limited Liability Company non è tassata come un’entità a sé stante, infatti, sono i Members ad essere tassati, generalmente in proporzione alla quota da essi posseduta.

Perchè è un vantaggio?
1) Partiamo dal concetto che una startup è PER DEFINIZIONE in perdita.
E le perdite possono essere dedotte dalle imposte dei singoli Members visto che sono gli unici nella LLC ad essere tassati.
2) Le C- Corporation a differenza delle LLC sono soggette a tassazione come entità giuridiche a sé stanti – in sostanza – sono tenute al pagamento delle imposte su tutti gli “income”.
Quindi, se paga il socio, quest’ultimo dovrà pagare le tasse sul reddito, di conseguenza in una C-Corp si è soggetti ad una doppia tassazione, una in capo alla società, una in capo ai redditi percepiti dai singoli soci.

Sembra interessante finora eh?
La LLC è una struttura eccezionale, perfetta per diverse situazioni.

L’unico problema è che, come appena detto, non c’è spazio per i cd.”Shareholders”, quindi se avete intenzione di far partecipare investitori esterni, probabilmente la LLC non fa al caso vostro.

Molti investitori, in particolare VC sono strutturati in modo da non poter investire in Limited Liability Companies.
E soprattutto non dimentichiamo: Le LLC non possono essere quotate in borsa!

Questa è la Corporation pura ( ad esempio Microsoft Inc.).
Una corporation, come già accennato, è una entità giuridica a sé stante quale centro di imputazione di diritti e doveri, soggetta al pagamento delle imposte.

Spesso le C-Corps sono “incorporated” nel Delaware, stato con un ottimo ecosistema per le corporation e una legislazione assai di favore, ottima per l’organizzazione di consigli di amministrazione e assemblee degli azionisti.
Il vero problema con le C-Corp è la burocrazia, infatti è necessario formare una “Board of Directors”, aderire pedissequamente a quanto concerne la pubblicità dei dati societari e rispettare le norme sulla contabilità.

Il vero vantaggio però, consta nella possibilità di emettere “stock”, e di conseguenza far salire a bordo con estrema facilità investitori, molto probabilmente interessati alla quotazione in borsa della società.

C) S-Corp.

Una S-Corp è sostanzialmente una C-Corp dotata di un permesso speciale da parte dell’ IRS (l’agenzia delle entrate USA). Infatti, la “S” che precede il nome, si riferisce ad una sottosezione del Tax Code americano.

Per diventare S-Corp è necessario formare una C-Corp e depositare una “S-election”; se si risponde ai requisiti richiesti il permesso verrà accordato.

In cosa consiste questo permesso speciale?
La società una volta ottenuto il permesso, viene regolata come una C-Corp, con la sola differenza che, il modello di tassazione è identico a quello previsto per la LLC.
Mica male!

Il dark side? Ci sono una serie di importanti limitazioni che vanno dal numero massimo di “Stock” emettibili, fino al tipo di investitori che possono partecipare alla società: ad esempio non possono investire in una S-Corp le società di investimenti (per esempio, VC).

Quanto appena detto è solo una frazione infinitesimale di una piu che immensa disciplina legislativa, a mio avviso sarebbe opportuno, soprattutto “in early stage” essere sempre sotto la guida di persone esperte in modo da riuscire a far combaciare perfettamente le esigenze founders/investors.

Sicuramente tra voi lettori c’è qualcuno che ne sa più di me in materia.
Se avete idee, suggerimenti o proposte che possono aiutare tutta la comunità di lettori a far maggior chiarezza in un “mare magnum“ come quello appena esposto, non esitate a commentare!

Hipstamatic aggiorna l'app per la condivisione con Instagram [BREAKING NEWS]

L’aggiornamento di oggi su iTunes per l’app Hipstamatic ha confermato la notizia della partnership con Instagram.

La notizia non è importante solo per coloro che di queste due apps non riescono a fare a meno, innamorati dell’effetto perfettamente vintage della prima e degli aspetti social della seconda.

La partneship è soprattutto il segno del successo di Instagram, che al pari di Twitter e Facebook, è ormai considerato un social network molto influente, coi suoi 27 milioni di utenti.

Da Hipstamatic, che permette di scattare foto dall’aspetto professionale e con filtri vintage davvero spettacolari, ora è possibile condividere con Instagram con un solo click.

E’ la prima volta che Instagram apre la propria piattaforma API a terzi.

Lucas Buick, CEO di Synthetic, la casa che ha sviluppato l’app Hipstamatic, ha dichiarato:

“Quando abbiamo lanciato l’app, era tutto su Facebook, Flickr e Twitter, mentre ora vediamo un cambiamento enorme nella nostra base di utenti verso Instagram. (…) Non siamo mai stati una società di social networking, ma sfruttiamo chiaramente le reti sociali. Quindi questa sarà la prima applicazione al di fuori di Instagram che ti fa entrare nella loro rete. Questo è ottimo per noi”.

 Ora, quando gli utenti scatteranno una foto su Hipstamatic, avranno la possibilità di condividere la foto direttamente su Instagram, proprio come si potrebbe con Foursquare fare check-in su Twitter o Facebook.

Inoltre è possibile taggare la foto, mettere quale particolare obiettivo, film e flash è stato utilizzato, e aggiungere un commento, tutto da Hipstamatic.

TED-Ed, le lezioni superano le mura delle scuole [VIDEO]

Dal 1990 TED porta avanti la sua ammirabile missione di diffondere idee e contenuti eccellenti tramite il formato delle conferenze (le TED Talks, appunto), tenute da personaggi illustri, menti innovative proveniente dai più disparati settori, che condividono la propria esperienza e conoscenza con il pubblico in sala. E non solo, grazie alla successiva pubblicazione delle stesse conferenze su canali come YouTube. Ora TED ha deciso di ampliare il suo raggio d’azione creando “TED-Ed“, un canale interattivo educativo su Youtube che coinvolgerà studenti, insegnanti ed animatori di tutti il mondo.

Nella vastità e varietà del nostro mondo, ogni momento ci perdiamo lezioni importanti tenute da ottimi professori, di cui purtroppo possono beneficiare solo gli allievi riuniti dentro le mura della classe: obiettivo di TED-Ed è propio “catturare e amplificare la voce degli insegnanti migliori del mondo” e condividere con chiunque il loro contributo.

Farlo è facilissimo, e sono gli stessi utenti a decidere chi tiene le lezioni e quali materie trattare: TED-Ed prevede infatti la possibilità di proporre un insegnante come “speaker” così come l’argomento di interesse. Ma non è finita qui. Giovani animatori di tutto il mondo potranno partecipare al progetto per dare vita, con la loro arte, alla voce dei relatori e alle loro parole. E creare le migliori lezioni di sempre.

Il canale per il momento contiene una decina di video, raccolti nell’arco di una sola settimana. E di certo non tarderanno ad aumentare, considerato il pregio di questa iniziativa che apre le porte ad una conoscenza senza confini. Lessons Worth Sharing.

Facebook: privacy e limiti alla condivisione del contenuto


La scorsa settimana le cronache dei giornali ci hanno proposto due casi per certi versi simili: quello di Oriana Galasso e Michela Roth, rispettivamente 42enne di Cornate d’Adda già segretario provinciale del PD e 38enne maestra d’asilo in quel di Castello di Serravalle (Bologna).

Entrambe sono divenute famose per una serie di loro scatti fotografici considerati “hot” e pubblicati su Facebook, i quali hanno innescato polemiche che rischiano di minare le attività quotidiane di entrambe: se per Oriana è a rischio la carriera politica, addirittura nel caso di Michela in pericolo c’è il posto di lavoro, visto la scelta fatta dai genitori di alcuni bambini della classe dove insegnava di ritirare dalla frequenza scolastica i propri figli per protesta.

Oriana ha dichiarato di aver postato le sue foto “per scherzo”, mentre Michela ha spiegato la scelta essendo oltre che docente anche modella a tempo perso, attività lavorativa secondaria ma ugualmente importante.

Due situazioni quindi diverse ma che trovano un unico filo conduttore, quella della condivisione di alcuni contenuti nei propri profili Facebook.

Intanto, come è stato possibile che l’opinione pubblica sia venuta a conoscenza di queste storie? E come i giornali hanno potuto pubblicare sui propri siti intere gallery costruite con scatti postati in album fotografici di profili privati?

La spiegazione è presto detta: entrambe le signore non avevano settato i parametri della visibilità del contenuto, rendendo una parte dei propri album visibili a chiunque.

Questo ha permesso anche a chi non era “amico” di visionare e prelevare le foto, oltre che di segnalare la cosa, trasformando una semplice condivisione in motivo di discordia.

Certo, gli scatti possono essere considerati all’occhio più sensibili un po’ forti: ma non è su questo che vogliamo concentrarci.

La domanda che ci poniamo è semplice: una foto, un post, un qualsiasi contenuto prodotto da un utente e condiviso sul proprio profilo privato può diventare motivo di discordia? La risposta è presto detta, se i settaggi della privacy offrono visibilità anche ai “non connessi” alla propria rete sociale e sono visibili da tutti, certo.

Dall’articolo de Il Giorno apprendiamo come dopo che la notizia è diventata di pubblico dominio, le foto di Oriana siano state inizialmente “schermate” e poi rimosse per fermare l’emorragia di polemiche.

Cosa diversa per Michela, la quale ha lasciato le foto sul proprio profilo accettando anzi la connessione con molti altri amici che in questi giorni hanno deciso di aggiungerla alla propria Rete per offrirle solidarietà.

Due scelte strategicamente diverse, che ci offrono una diversa interpretazione del concetto di privacy.

Dove finisce nella social sfera? E quando è ammissibile considerare un contenuto libero anche di essere portato all’attenzione dei media?

L’argomento è di stretta attualità: sono diversi i casi in cui il social network di Mark Zuckerberg è stato messo sotto osservazione per la gestione dei contenuti postati in esso e soprattutto sulla gestione dei dati personali degli utenti: caso non di poco conto quello scoppiato in Germania, così come lo scontro Davide – Golia che ha come protagonista lo studente austriaco Max Schrems.

Il punto è capire quanto e come il profilo personale debba essere considerato “spazio inviolabile”, anche al di fuori delle impostazione della privacy.

Nei casi succitati, le signore avevano settato le impostazioni per permettere a tutti di fruire dei contenuti fotografici, ma nel caso di Oriana questo è avvenuto non consapevolmente: inoltre, non appare in questo un’implicita autorizzazione – ad esempio – alla pubblicazione su altri canali.

Non vogliamo sembrare provocatori, ma crediamo che il concetto di “profilo personale” vada oltre i settaggi delle impostazioni della privacy, anche se quando un contenuto non è reso privato e di fatto diventa di dominio pubblico.

Altrimenti, soprattutto nella logica della Timeline dove il contenuto diventa prioritario anche a discapito dell’interazione sociale, saremo sempre più portati a usare Facebook come un blog o un sito personale. Forse è questo l’intento del team di Mark Zuckerberg, ma è la scelta più azzeccata?

Forse Facebook dovrebbe rendere i settaggi della privacy il più possibili capillari di default, per mantenere quella sorta di performanza sociale che l’ha reso ciò che è.

Il caso di Oriana Galassi, in particolare, colpisce perché nasce e si sviluppa, suo malgrado, da uno scarsa interazione con lo strumento imputabile nel caso di molti utenti a una difficoltà ad interfacciarsi con concetti quale quello di condivisione, che in certi casi diventa deleterio perché eccessivo.

Sarebbe un primo passo per rendere la propria pagina uno spazio a tutti gli effetti personale.

Poi certo, il tema della privacy sui social network presenta ancora moltissimi lati oscuri da dibattere e comprendere: ma intanto, si comincerebbe a sensibilizzare gli utenti che la social sfera la vivono magari senza completa cognizione di causa.

Che ne pensate?

Digital Based People a Torino: l'aperitivo di Indigeni Digitali [EVENTO]

Quando gli Indigeni Digitali chiamano, beh, il popolo della rete risponde. E Martedì 20 Marzo, a Torino, all’appello hanno risposto in tanti.

Per farvene un’idea, andate un po’ a dare un’occhiata al tread di #iddrink su Twitter.

C’è @ludospagn che ammette: “Non facevo una coda simile da anni! #Iddrink (@ L’obelix w/ @fabiolalli)” e @JuliusDesign che propone: “Un altro pienone per gli @indigeni a Torino! @fabiolalli la prossima volta facciamo tutto in uno stadio così stiamo più larghi #iddrink”

E sì, perché, come dice @La_Rejna “#iddrink sold out. Ma allora i torinesi esistono! (@ Obelix w/ @wineup @axell)”.

Ma vediamo chi c’era!

Innanzitutto i padroni di casa, il fondatore di indigeni Fabio Lalli, che ha presentato la neonata associazione, e l’Ambassador torinese, Gabriele Costamagna, organizzatore della bellissima serata che vediamo nella foto sopra con Alex Carpentieri, cofounder della software house di gaming SportSquare.

E poi, naturalmente, gli startupper.
Da Gian Luca Ranno del servizio di Social Eating Gnammo…


…a Elenia Rotundo del social marketplace dell’arredamento Clipit…

… fino a Irene Cassarino che presenta la piattaforma per il cinema indipendente Cineama

… passando per Luca Catalano e Fabio Castaldo dell’aggregatore di coupon Deal Mappy.

Infine, eccomi anch’io qua sopra colta alla sprovvista dopo il mio pitch di presentazione dell’incubatore di progetti digitali TreataBit. Me ne stavo a fare lo slidedjing, in attesa delle due ultime presentazioni, quella di Mario Fontana che ha presentato il programma Microsoft BizSpark e di Ciro Spedaliere che ci ha parlato di Innogest, uno dei fondi di venture capital italiano.

Vi siete persi l’evento? Beh, gli Indigeni ci hanno promesso che ci saranno presto altri aperitivi! Quindi: Stay Tuned!

Twitter compie 6 anni: 100 di questi tweet!

Eccolo il primo tweet dal suo fondatore, Jack Dorsey: sono già passati 6 anni da quel giorno! In questo periodo Twitter ha saputo rinnovarsi (anche graficamente) e crescere, pur mantenendo una specifica identità.

Il 2011 è stato il suo anno, e anche questi primi mesi del 2012 l’hanno visto protagonista, al fianco del sempre presente Facebook e della rivelazione Pinterest. Una crescita graduale e decisa, e oggi il più importante sito di microblogging è molto apprezzato soprattutto per il citizen journalism, di cui avevamo approfonditamente discusso nel post “Twitter ha assorbito i giornali, il giornalismo… e i giornalisti?”.

Ma sta piacendo sempre di più anche alle aziende, che tra l’altro stanno sperimentando nuovi servizi tra promozione e  social CRM e testando i branded account.

Che dire allora, se non… buon compleanno Twitter – da tutto il team di Ninja Marketing! Ah, per saperne di più sul suo utilizzo date un’occhiata a “Cos’è e come si usa Twitter [PRIMI PASSI]” 😉

Arte classica e cultura pop nelle opere di Hillary White

Cosa hanno in comune Artemisia Gentileschi o Rembrandts e i Muppets? Nulla, o almeno così è stato fino a quando l’artista americana Hillary White, già nota per i suoi quadri in cui i soggetti sono spesso dotati di teste di coniglio bianco, non ha ritratto i simpatici pupazzi al posto dei protagonisti di alcune opere famose. Curiosi?

Ecco i Muppets, diventati protagonisti di un quadro di Rembradts:

Ma i Muppets non sono gli unici personaggi della cultura pop ad essere stati elevati al rango di modelli classici, Batman e Robin, ad esempio, sembrano trovarsi a loro agio nella Tentazione di Cristo di Scheffer.

Avreste mai pensato di vedere Voltron passeggiare tra i fiori di Les Coquelicots di Monet?

Freddy Krueger, invece, pare sia stato visto aggirarsi di notte nei pressi del Café Terrace, sì, proprio quello di Van Gogh.

Qui di seguito altre opere realizzate dalla White, riconoscete gli originali?

Li avete indovinati tutti? Qui i titoli delle opere rivisitate e qui il portfolio completo di Hillary White.

Internet Explorer, il browser che amavamo odiare [VIDEO]

A distanza di un anno dal rilascio di Internet Explorer 9, Microsoft ha diffuso un video per promuovere capacità e funzioni della “nuova” versione del suo browser, che negli ultimi anni è stato soggetto a una costante diminuzione di utilizzatori a beneficio di software ritenuti da molti più performanti. Uno spot “autoironico” (dopo quelli che attaccavano Google e i suoi servizi) che definisce IE come “il browser che amavate odiare“.

La metafora scelta (forse non proprio delle migliori) è quella del “disturbo comportamentale” del protagonista che, ossessionato dalle cattive prestazioni del browser, cerca di disinstallarlo da qualsiasi computer gli capiti a tiro. Finendo in terapia per guarire. Se non fosse che il problema scompare con IE9 perchè, per stessa ammissione del ragazzo, questa versione è davvero buona.

Proprio come i precedenti il video non sembra raccogliere particolare entusiasmo in rete: il cambio di tono e il finalmente raggiunto spostamento dell’attenzione sui propri servizi potrebbero non essere abbastanza per mutare la cattiva reputazione raccolta da IE negli ultimi anni?

“The browser you love to hate”  è arrivato in contemporanea alla campagna “A more beautiful web is…”, dove Microsoft concentra la comunicazione sui concetti di edonismo e piacere dell’esperienza nel web. Che tuttavia i suoi video sembrano non riuscire a trasmettere. Neppure mettendoci un gattino.

Abarth Make It your Race, il report dall'inviata Ninja a Torino

Invitata speciale ninja - Giovanna Napolano aka Kiyoshi

Accolta nella sede Torinese, la sottoscritta ninja ha partecipato alla presentazione del primo vero talent show mai realizzato prima a livello globale.

Lo identificherete come Make It Your Race e reputatevi fortunati, perchè avrete il privilegio di assisterete al primo talent show in grado di realizzare veramente “Il Sogno”. Non ci sono cantanti, ballerini o attori, l’aspirazione è quella di essere Piloti Abarth e se ancora non avete i lacrimoni agli occhi per la gioia, allora non avete veramente capito di cosa si tratta.

105 piloti non professionisti saranno selezionati per la prima fase e parteciperanno a un corso di guida advanced presso la Driving Academy di Varano -Parma!

Uno dei selezionati potresti essere proprio tu, ma non è finita qui: i migliori 24 verranno invitati al Camp e seguiranno il corso di guida racing presso la Driving Academy di Varano. I migliori 6 avranno la possibilità di scendere in pista su una Abarth 500 “Assetto Corse” insieme ai piloti professionisti, nella prova del Trofeo Abarth sul circuito di Franciacorta (22-24 giugno 2012). Chi otterrà il miglior piazzamento assoluto avrà una Abarth 500 stradale tutta per sé!

Lo straordinario progetto cross mediale tocca tutti i canali di comunicazione; partendo dal motor show di Bologna per attraversare il web nelle sue fasi fondamentali e approdando, infine, in tv. 

Per partecipare è necessario compilare il form on line e una giuria di esperti giudicherà il vostro profilo e il video con cui deciderete di raccontare la vostra sportività, determinazione, follia o magari incoscienza!

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Prima fase

Il giudizio della giuria tecnica sceglierà i 105 finalisti, che verranno contattati individualmente e invitati a partecipare alla prima fase del Talent Show: il corso di guida advanced. I 105 finalisti verranno divisi per provenienza in sei squadre: Italia, Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera e Belgio.

Ciascuna squadra sarà capitanata da un “Coach”, si tratta di un connazionale, il cui compito sarà quello di motivare e coordinare la squadra.
Al termine del corso, la giuria tecnica – dopo essersi consultata con i Coach e con gli insegnanti della Driving Academy – selezionerà 4 aspiranti piloti per ciascuno dei 6 paesi, per un totale di 24… I protagonisti del Camp.

Seconda fase

Entro il 14 maggio verranno proclamati ufficialmente i 24 protagonisti. Le loro capacità verranno testate in pista e fuori per selezionare i 6 finalisti: i migliori, uno per squadra!

La vita quotidiana del Camp sarà ripresa da una troupe televisiva guidata dalle “iene” disturbatrici e gli aspiranti piloti protagonisti verranno sottoposti a varie PROVE individuali e a squadre, non necessariamente legate al mondo dei motori.

Nel Talent Show ogni giornata del Camp darà luogo alla cerimonia delle nomination di candidati all’eliminazione! Sarà la Giuria a decidere in modo inappellabile quali concorrenti eliminare, finché rimarrà un unico vincitore per squadra.

Terza fase

Dai migliori 24 saranno scelti i 6 più eccellenti, uno per ciascuna squadra/nazione! Solo questi avranno la possibilità di scendere in pista su una Abarth 500 “Assetto Corse”, insieme ai piloti professionisti, nella prova del Trofeo Abarth sul circuito di Franciacorta (22-24 giugno 2012)!

Quello che otterrà il miglior piazzamento assoluto sarà proclamato vincitore di MAKE IT YOUR RACE 2012 portando a casa una Abarth 500 stradale tutta per sé!

Non vi parlo di 4 ruote ma di un vero gioiellino di ingegneria meccanica che solo a guardarla ribadisce lo storico claim; “Piccole ma cattive!”

Abarth cerca di raccontare in chiave moderna una storia di successo e considerando l’unicità delle iniziative di cui vi ho appena parlato, siamo nella meta-narrazione. Nel raccontare una storia di successo se ne sta riscrivendo un’altra ancora più emozionante.

I valori che accompagnano il brand restano inalterati nel tempo; le famose 4 S (Size, Shape, Speed and Spirit! ) si contestualizzano ai nuovi media che fanno da cassa di risonanza per un marchio che non ha mai smesso di far viaggiare i sogni ad alta velocità, stavolta più che mai sotto gli occhi di tutti.

Immagino che in molti del “sesso forte” siano alquanto invidiosi della mia presenza in un mondo che porta i pantaloni, ma ho anche una notizia notevole per LE lettrici; il concorso Abarth è aperto anche alle donne. Non ci sono quote rosa perchè non abbiamo bisogno di trattamenti riservati e sono certa che tra voi si nasconde qualche coraggiosa pronta a sfatare i luoghi comuni.

Lynx Attract, il deodorante virale scatena il caos

Scompiglio generale: in spiaggia, in Bus, in strada… ogni luogo è il più adatto per scatenare tutta la forza di un’azione di Guerrilla!

E’ quanto accaduto con la nuova campagna Axe Lynx Attract della Unilever. Per promuovere il nuovo deodorante la location scelta è stata un Bus sul quale diversi figuranti, hanno dato vita ad insolite scenette lasciando del tutto sorpresi gli ignari passeggeri!

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=e5wUB-Vl3aY&feature=player_embedded’]

Ma l’azione non è rimasta isolata infatti poco dopo sono comparsi sul web nuovi video a rappresentare l’effetto “virale” del deodorante.

E per realizzare un’opera di comunicazione integrata e soprattutto social, sono state realizzate ad hoc una immancabile pagina Facebook chiamata, ovviamente, Lynx Effect; l’hashtag su Twitter #UnleashTheChaos, un’ applicazione Chaos Watch e un mini report.

Inoltre è stato anche diffuso un video che documenta il caos che sta scatenando l’uscita di questo nuovo deodorante per lui e per lei.

Curiosi? Scoprite a che punto è il contagio!

Video Credits:

Creative Agency: Razorfish
Executive Creative Director: Sean Chambers
Copywriter: David Cadji-Newby