Twitter ha assorbito i giornali, il giornalismo… e i giornalisti?

Quando i cinguettii rumoreggiano, i giornali corrano ai ripari!

Su twitter si danno  notizie. Alle volte in anteprima, e, oseremmo dire, sul social network cinguettante accadono cose che il giornalismo tradizionale non riesce più a fare e che invece nei social media è quasi obsoleto: trattare le notizie in maniera bidirezionale cercando il confronto e la conversazione.

Le comunicazioni su Twitter avvengono in tempo reale.

L’abbiamo ribadito più volte, ma con la comunicazione digitale mediata dai social network sono sicuramente cambiate le dinamiche  relazionali. Prima si ascolta poi si parla. Il web 2.0 si muove su relazioni differenti dal giornalismo tradizionale. Questo significa che non per forza lo distrugge, semplicemente lo mette alla prova. E che prova!

E poi in Rete circolano post – come quello di Alessandra Farabegoli - in cui si consiglia ai giornalisti un buon, bel corso sull’utilizzo di Twitter. Eh si, perché avere un account twitter e un box con i twit più allettanti non basta. Se consideriamo le ultime vicende su twitter (come quella del ‘caso Alemanno’) occorre stare ben attenti dal rilanciare contenuti e diffondere notizie non effettivamente verificate.

Per contro, spesso i ‘twitteri’ sono i primi a dare le notizie, son quelli che le diffondono in tempo più che reale e, soprattutto, attraverso un racconto collettivo. Grazie agli hashtag è possibile recuperare tutto lo stream di un evento, seguirlo e informarsi personalmente sulle notizie.

I giornalisti che fanno? In primis usano sempre più spesso twitter per seguire degli avvenimenti e cogliere le news dal basso, laddove spesso vengono generate.

La questione rimane quindi: cosa ne sarà del giornalismo? Qualcuno se lo chiede

Sicuramente da una parte è meglio che si impari ad usare Twitter in modo consapevole e attento. Perché non basta esserci e fare quello che fanno gli altri. Twitter ha dei meccanismi semplici di utilizzo, ma sono ‘ingranaggi’ talmente robusti che solo incastrandoli per bene possono portare valore aggiunto.

In fondo, ci sarebbe da lavorare per tutti. Semplicemente ad ognuno il suo mestiere ;-)  Se da una parte l’affidabilità dei rapidi twit e delle notizie diffuse è sempre da verificare, come su tutti i media, dall’altra ai giornalisti spetta il compito di approfondire e costruirci ‘mestamente’ la notizia.

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