Star dietro alle continue novità prodotte dai programmatori di Palo Alto è impresa ardua. Negli ultimi mesi Facebook sta rivoluzionando i suoi contenuti, offrendo ai suoi utenti e agli sviluppatori che utilizzano il Social Network per il loro business servizi sempre migliori ed un livello d’interazione sempre più avanzato.
Facebook Places: “raccomanda questo posto” e “community edit”
In primis, con l’obiettivo di promuovere le imprese locali, e nello stesso tempo anche il servizio Places, Facebook ha introdotto due novità molto interessanti: “raccomanda questo posto” e le modifiche della comunità.
Il tasto “Raccomanda questo posto” rappresenta un innovativo strumento di diffusione virale per un’impresa locale presente sul servizio Place. Grazie a questo strumento, infatti, non sarà solo l’amministratore della Pagina a poter suggerire la stessa ai suoi amici (con l’ormai classico link “suggerisci agli amici”), bensì saranno gli stessi frequentatori del locale a poterlo consigliare, condividendone link e posizione sulla propria bacheca.
La nuova feature dovrebbe collocarsi in alto a destra di tutte le Facebook Page dotate di indirizzo (quindi geolocalizzabili), accompagnata dalla frase “Aiuta i tuoi amici a scoprire fantastici posti da visitare raccomandando [NOME PAGINA]” e connessa a tutte le classiche funzioni di condivisione: breve commento, tag e possibilità di modificare le impostazioni sulla privacy. Inoltre, gli amici che avranno raccomandato la pagina appariranno in un box situato sulla destra della pagina stessa.
Per quel che riguarda le modifiche della community, va detto che già dallo scorso marzo Facebook ha iniziato a mostrare nelle Pagine dei locali provviste di indirizzo (quindi sempre legate al servizio Place) un piccolo link che consentiva agli utenti di “suggerire modifiche” e compilare i dati mancanti, inviando le modifiche all’approvazione del titolare della pagina. La ricerca di dati sempre più precisi per il proprio servizio di Geolocalizzazione, uniti all’intento di incrementare il coinvolgimento dell’utenza (in stile Wikipedia), ha portato gli sviluppatori di Palo Alto ad introdurre un ulteriore servizio, per il momento limitato alle pagine delle città: “Community Edit”.
Grazie a questa funzione, situata nel menu di navigazione alla sinistra della pagina, si visualizzano immediatamente i cinque posti con il maggior numero di Check-in della città, e le relative informazioni. Gli utenti possono agire direttamente sulle stesse modificandole, approfondendole o segnalando eventuali duplicati. Integrato alla nuova feature anche un modulo di ricerca collegato a Bing Maps. Ancora poco chiari, comunque, i vantaggi che gli utenti possono ottenere dall’inserimento di tali informazioni. Per il momento, sembra che Facebook punti sul coinvolgimento nel miglioramento del servizio e nel senso di appartenenza verso la realtà cittadina.
Facebook Ad Account Group
Interessante novità anche sul fronte Annunci. Il 9 Giugno scorso, infatti, Facebook ha lanciato la nuova opzione “Account Group”. La funzione, utile principalmente alle agenzie pubblicitarie, permette di aggregare gli account di più utenti, in modo che ogni membro del gruppo possa accedere simultaneamente ai dati complessivi. La funzione, oltre a snellire il lavoro per le società che operano frequentemente sul Social Network gestendo più account, aumenta la sicurezza non obbligando più i gestori dei singoli account a condividere la propria password.
Creare un “Ad Account Group” è estremamente semplice, anche se non ancora consentito a tutti gli utenti essendo in fase di testing. Dal menù di gestione delle inserzioni, basta selezionare il tab “Account Group” e selezionare l’opzione (in alto a destra) “Crea un nuovo gruppo”. In questo modo, sarà possibile invitare nel gruppo nuovi membri o inserendo il loro indirizzo e-mail, o selezionandoli semplicemente tra gli amici.
Grazie a questa feature, è palese la volontà del Social Network di potenziare l’efficacia delle campagne d’inserzione, incrementando il volume d’affari con esso generato.
Resources for Pages
Infine, una piccola ma utile novità per ciò che riguarda la gestione delle Facebook Page: dal menu di gestione della Pagina, sarà possibile trovare racchiusi in un solo tab (“Resources”) tutte le funzioni più utili per lo sviluppo e la diffusione della nostra pagina. Dalle migliori applicazioni sviluppate, alla possibilità di scegliere lo “username”, passando per delle Best Practices racchiuse in una comoda guida che consentirà alla propria Pagina di crescere e svilupparsi all’interno della community.
00Francesco TurturielloFrancesco Turturiello2011-06-21 11:34:122011-06-21 11:34:12Ancora novità per Facebook Places, per le pagine e per le app
Tumblr ha superato WordPress sul numero di blog presenti sulla propria piattaforma.
Come ha riportato Mashable il distacco, per ora, sarebbe di alcune migliaia di blog, ma i numeri sono in crescita, come dimostra quest’ultimo aggiornamento.
Ciò che colpisce di questo sorpasso è il breve periodo di tempo in cui è avvenuto. A Gennaio, infatti, erano circa 7 milioni i blog creati su Tumblr mentre oggi se ne contano il triplo, superando così in soli quattro anni i risultati ottenuti da WordPress in otto.
Il successo di Tumblr sembra risiedere nella sua facilità e velocità di utilizzo nonché nelle maggiori analogie con alcuni fra i più importanti social network, come Facebook e Twitter, caratteristiche che lo rendono accessibile da un maggior numero di utenti rispetto a WordPress.
Questa crescita esponenziale è dovuta anche all’utilizzo di Tumblr da parte di molte aziende nel settore dell’entertainment, delle news e della moda.
Secondo Steve Rubel, EVP/Global Strategy and Insights di Edelman – la più grande società di pubbliche relazioni del mondo – “gran parte del fascino Tumblr è la sua community. Come Twitter e Facebook non devi attrarre un pubblico, ti basta farli sottoscrivere”. “ Sempre più persone iniziano a usare la Dashboard di Tumblr come un aggregatore… L’effetto rete prende il sopravvento e la piattaforma cresce”.
Tumblr potrebbe, quindi, essere il social network del futuro.
Dopo WordPress quale sarà la prossima vittima della rapida crescita di Tumblr?
Tra i tanti insegnamenti che i nostri maestri Kiko Hattori Hanzo e Alex Hokuto No Ken ci hanno tramandato, uno dei più importanti è sicuramente quello che un buon Ninja deve essere sempre sensibile alle tematiche che toccano l’intera società. Tra queste, sicuramente l’educazione e la formazione occupano un ruolo centrale. Una persona adeguatamente formata ha infatti più possibilità di riuscire nei suoi intenti e più “strumenti” da poter utilizzare con successo.
Stiamo parlando di Funding4Learning, la prima piattaforma su scala mondiale per trovare fondi a sostegno dei propri progetti formativi.
Pochi semplici passi per realizzare il proprio sogno: una volta registrato l’utente avvia la propria campagna, stabilendo gli obiettivi finali da raggiungere e offrendo ricompense attraenti ai potenziali finanziatori, legate agli stessi obiettivi.
Nonostante la novità del progetto, sono già diversi gli utenti che hanno deciso di proporre la propria creatività ed il proprio spirito di iniziativa: ecco qualche proposta dalla home page del sito ed i relativi stati di avanzamento.
Nel momento in cui la campagna è portata a termine positivamente e gli obiettivi sono raggiunti, l’utente guadagna tutti i finanziamenti raccolti.
Idee, capacità di mettersi in gioco e di “vendere” il proprio personal branding sono i requisiti che F4L sembra considerare fondamentali per avere successo su questa piattaforma partecipativa.
Interessante la ricerca condotta da Bbdo Worldwide in collaborazione con Microsoft. L’obiettivo? Indagare la relazione di consumo esistente tra i consumatori ed i molteplici schermi presenti nella vita quotidiana, sperando che la soluzione permetta ai content developer di raggiungere il prossimo miliardo di teste, occhi e cuori.
Simon Bond Chief Marketing Officer BBDO Worldwide
La ricerca si è basata su focus group, analisi quantitative e storie di vita su di un campione di 1500+ persone, per un totale di 11 miliardi di schermi in 5 nazioni.
Il risultato evidente è che non tutti gli schermi sono creati uguali. Anzi, ognuno di loro svolge un ruolo archetipale nella nostra vita e nelle nostre conversazioni. Non sono una tabula rasa, una tela bianca o privi di personalità. Possono essere fuorilegge, joker, badanti, uomini normali, innocenti, re, saggi, stregoni, eroi, creatori od esploratori. Vediamo 4 esempi nello specifico, uniti dalla divertente associazione con personaggi di Star Wars.
Siamo tutti cresciuti con la televisione, via di mezzo tra joker ed uomo normale, della strada. Un compagno col quale passare del tempo, come R2D2.
Con la televisione, lasciamo che sia il contenuto a guidarci ed a trasportarci in viaggio. Vogliamo che attinga alle nostre emozioni, che non ci faccia sforzare troppo, essenzialmente farci rilassare ed intrattenere. Come avviene on questo spot:
Al nostro PC spetta il ruolo di saggio. Per farci imparare, competere, darci delle arie con gli altri mentre affermiamo le nostre conoscenze ed abilità. Come se fosse Han Solo!
È il regno della saggezza e del giudizio, delle sfide e degli insegnamenti, delle dimostrazioni su cosa sappiamo e che ci aiutano ad avvicinarci al nostro potenziale.
Un esempio di campagna che ha sfruttato questo insight è quella sviluppata per AT&T durante i mondiali, in cui un piccolo spazio media (il leaderboard) è stato trasformato grazie all’interazione con la webcam in una big idea che ha permesso ai consumatori di partecipare da protagonisti ai mondiali.
Gli schermi mobile costituiscono la parte più intima della nostra vita, come un amante. Troppo eccessivo? Rispondete mentalmente ed in tutta onestà a questa domanda: qual è la prima cosa su cui posate le mani appena svegli: il cellulare, il vostro partner di letto o voi stessi? Se il mobile è il nostro amante, vuol dire che ci conosce bene. E su mobile dunque, da consumatori, esigiamo contenuti adatti a noi. Che ci facciano sentire parte di qualcosa, integrati, aggiornati, aiutati nella routine quotidiana, perfettamente compresi. E qui, il parallelismo con la Principessa Leia è d’obbligo.
Veniamo infine agli ultimi aggiunti alla famiglia degli schermi, i tablet. Come gli stregoni ci affascinano, sono magici. Non ci importa come e perchè, ma sappiamo che ci permettono sempre più di fare quello che vogliamo e dove vogliamo. È una relazione eccitante e magnetica, come ricorda il personaggio di Obi Wan Kenobi. Prova azione, cura la vita, enfatizza la flessibilitá, interagisce in modalità seamless col nostro ambiente offrendo esperienze e competenze.
Tutti questi schermi portano in sè diversi prototipi di idee e contenuti. Cosa succederebbe se incorporassimo questi ragionamenti archetipali nei processi di storytelling creativo? Fermo restando che le nostre relazioni con gli schermi non sono monogame, perchè non creare contenuti rilevanti e specifici per l’archetipo di ogni schermo? Ad oggi probabilmente nessun contenuto è stato creato in questo modo, neanche nella campagna Old Spice che più si avvicina a questo modello (ed infatti lì il moltiplicatore di business è stato senza precedenti. Per raggiungere il prossimo miliardo di persone, occorre sviluppare il giusto contenuto per il giusto schermo, comprendendo il tessuto connettivo che lo lega agli altri schermi nella nostra vita.
Kraft Foods con Malcolm Gladwell
Attesa la testimonianza di Malcolm Gladwell, giornalista, scrittore e sociologo. E la sua provocazione spiazza: chi l’ha detto che nel marketing e nel business in generale si debba arrivare per primi? Siamo ossessionati dal raggiungere il primato, in qualsiasi campo (il brevetto per lo scienziato, il numero di donne per una rockstar, etc.) perchè abbiamo la falsa convinzione che al primo vada tutta la gloria. E via con due storie, per capire che le cose, nella realtá, vanno diversamente.
La prima storia è l’attacco bellico della Beqaa Valley nel 1982, tra Siria ed Israele. Dopo 3 giorni di combattimenti, la conta è di 87 aerei siriani abbattuti versus 3 israeliani. In poche parole, uno degli ingaggi militari più sproporzionati della storia del mondo. Come mai Israele poteva vantare un tale vantaggio competitivo? La risposta era nelle strategie e nelle dotazioni militari: droni, aerei hub di comunicazione per orchestrare gli attacchi e missili di precisione. E così, uno ad uno vennero a cadere tutti i bersagli siriani.
Il punto però è che nessuna di queste tecnologie erano state inventate dagli israeliani! Loro hanno solo avuto il merito di implementare idee, culture e tecnologie altrui, precisamente quelle sovietiche (esperti di tool militari digitali) e quelle statunitensi (popolo appena uscito dall’esperienza del Vietnam).
Per capire perchè è meglio essere terzi e non primi o secondi, guardiamo anche alle culture militari di questi 3 paesi. L’establishment militare sovietico è altamente centralizzato, basato su di un gotha intellettuale. Negli Usa, la cultura militare è frammentata tra esercito, marine, aviazione e marina. Hanno headquarter, linguaggi ed agende diverse. Per converso, gli Israeliani provenivano dalla batosta del Yom Kippur del 73: la loro forza aerea era stata decimata dagli egiziani e stavano attraversando uno dei momenti più devastanti ed umilianti nella loro storia militare. Imperava il panico e la ricerca affranta di una soluzione. Che è giunta proprio guardando ai prodotti derivati dalle culture militari sovietiche e statunitensi e combinandoli in modo nuovo.
Il problema delle culture dell’innovazione è che sono mutuamente esclusive. Essere bravi in qualcosa ti esclude automaticamente dall’essere bravi in altro. Si è ideatori o esecutori, è difficile saper sia inventare che trovare significato ed utilizzo per quelle invenzioni. E la specificitá della cultura dell’innovazione impone un costo sull’arrivare per primi.
La seconda storia si svolge a Palo Alto, nel centro di ricerca Xerox Park, uno dei centri all’epoca più avanzati in ambito di computing. Nel dicembre del 79, un ventiquattrenne Steve Jobs fa un tour del centro e vede per la prima volta icone, interfacce grafiche e mouse. Torna a Cupertino e impone ai suoi programmatori di annullare tutto quanto prodotto fino a quel momento. Per quanto impossibile potesse sembrare ai tempi, voleva un mouse che costasse 15 dollari e non 300 come quelli Xerox. E così nacque il primo Macintosh, il prodotto più iconico della Silicon Valley: un’innovazione breakthrough che lancia Apple sulla stessa traiettoria su cui viaggia ancora oggi.
La morale di questa storia è la stessa: la cultura costruita per l’invenzione non è ottimizzata per l’implementazione. Xerox non sapeva capitalizzare i suoi prodotti, costruiti da dottorandi geniali e rivendibili a non meno di 60,000 dollari, con un time to market del tutto scollato dalle attese dei consumi di quel tempo. Ma questo lo può solo sapere un ventiquattrenne disperato, che in questa storia gioca il ruolo di Israele: corre per il mondo con gli occhi aperti alla ricerca disperata di soluzioni ai suoi problemi. Jobs è sempre arrivato tardi alla festa ed ha avuto più successo di tutti. Fateci caso: non è stato il primo a produrre smartphone o lettori mp3. Si può dire che abbia fondato l’intero business di Apple sul concetto di arrivare tardi!
È molto più facile trovare soluzioni tecnologiche nuove piuttosto che capire cosa vogliono i consumatori. Ecco perchè bisogna fare leva sul senno di poi e basta guardare ai social media per trovarne ulteriore conferma.
Il primo social network, Friendster, nasce per attivare connessioni con nuove persone con cui andare a letto. Poi arriva MySpace, un posto per pubblicare musica ed artefiatti di vita per meglio rappresentare la tua identità a chi vorrebbe venire a letto con te. Ma è ancora solo una frazione del reale potenziale di questi strumenti; potenziale che ha colto, guarda caso, il terzo arrivato: Facebook. Che si è posizionata come una piattaforma informativa in grado di competere con tutte le altre piattaforme informative esistenti. La stessa cosa è avvenuta con gli ebook, dove il terzo arrivato Kindle ha capito come sfruttare il reale vantaggio ricercato e cioè l’accesso e la connessione seamless ad un bookstore. Ed anche Google, venuto dopo Lycos ed Altervista.
Il mondo si divide in inventors, tweakers ed implementers. Da un lato ci sono le elite ricche di risorse, dall’altro chi ha vincoli di tempo e soldi ed è mosso dalla fame. Ma non per questo è mosso dalla fretta! Nella nostra ossessione verso il primato e verso l’origine delle idee, abbiamo compiuto scelte che rendono via via sempre più difficile tirar fuori un profitto dalle nostre idee. Torniamo ad essere il ventiquattrenne che ha fondato una startup dietro l’angolo.
Arianna Huffington e Tim Armstrong
Gli altri 2 big name attesi per oggi erano Arianna Huffington, ormai mitica fondatrice dell’Huffington Post e Tim Armstrong, chairman e CEO di AOL. Il focus dell’intervento, la creazione di contenuti ed il loro legame con l’advertising, la tecnologia ed il contesto.
E il punto di partenza è l’umanitá, troppo spesso relegata in secondo piano, che rappresenta la direzione futura di qualsiasi contenuto. Gli inneschi verso il futuro devono provenire dai crerativi e dagli storyteller, non dagli algoritmi. Il web va ridisegnato a misura d’uomo e va capito come collegare l’umanità ad internet.
Le nostre vite offline si stanno unendo a quelle online perchè Internet sta crescendo. E quello che le persone vogliono sempre più è la possibilità di non abbandonare la propria umanità quando sono online. Internet che cresce ha 4 pilastri:
Fiducia. Potersi fidare dei messaggi online è fondamentale e per ottenere ciò gli editori ed i brand devono parlare agli utenti come se stessero parlando agli amici. È lo scopo di alcune ultime notizie in home page che abbiamo pubblicato.
Autenticitá. Le persone sui social media hanno sviluppato una sofisticazione nel saper distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. L’autenticità è come la pornografia, quando la vedi la riconosci.
Engagement. È al cuore dei social media e si lega sempre più alla dimensione del local. O ad esempio si riferisce a tematiche molto importanti offline e vi pone un brand al centro.
E il quarto pilastro si lega al cause related marketing e a tutto ciò che cerca di parlarci ad un livello più nobile. C’è un quarto istinto dopo la sopravvivenza, il sesso ed il potere: ed è la ricerca di significato. Questo istinto è dappertutto!
Quanti di voi immaginavano fosse uno spot di whisky? All’inizio sembra quasi quello di una non profit! C’è un’espressione intraducibile: Zeitgeist (o anche esprit de temps) alla quale i brand devono attingere. Perchè quando Chivas ci parla a questo livello di nobiltá, qualcosa è già cambiato
E ora si tratta di ridefinire la ricerca della felicità e soprattutto lo stress impiegato per raggiungere il successo. Il rilassamento è un elemento chiave della creatività. Spetta a noi donne ricordare agli uomini il piacere dell’unplugging e recharging. Se Lehman Brothers fosse stato Lehman Brothers & Sisters, forse sarebbe ancora in piedi. Perchè le sorelle, dopo 8 ore di sonno rigenerante, sarebbero state in grado di scorgere l’iceberg che stava per arrivare. E in fondo non è questa la leadership, cioè la capacitá di vedere l’iceberg prima che possa urtare il Titanic? Oggi ci fidiamo più di un GPS che del nostro cuore. Servirebbe un GPS per l’anima e sarebbe la killer application per riallineare noi stessi. Questo è ciò di cui il mondo online ed offline più ha bisogno oggi.
00AikoAiko2011-06-21 09:15:422011-06-21 09:15:42Schermi archetipali, il vantaggio di arrivare terzi e la ricerca di significato: Report di Cannes 2011
tweet Dennis Crowley che la soglia dei 10 milioni di utenti registrati era ormai vicina. Da poche ore l'annuncio del raggiungimento del traguardo con una suggestiva infografica.
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Personalmente, penso che la geolocalizzazione possa essere considerata come il primo passo verso il futuro del social networking, cui grande merito è stato senza dubbio la capacità di connettere due mondi fino ad ora separati: on-line e off-line. L’integrazione tra questi due mondi cambia il modo di fare business, crea nuove opportunità strategiche e apre soprattutto alle piccole aziende.
Il valore dell’interazione con i consumatori è ormai percepito dalle aziende: Coin è il primo pionieristico esempio italiano, a ruota la moda con Gucci, adesso anche il turismo con Toscana e Ferrara. Ecco proprio il turismo credo possa, anzi debba investire molto di più su questi strumenti sicuramente utili a rafforzare, o creare, una forte identità territoriale.
L’aveva predetto in un tweet Dennis Crowley che la soglia dei 10 milioni di utenti registrati era ormai vicina:
“FYI 4SQ didn’t crack 10m yet… I was just rounding up/predicting future! #soontho #prob9.3m?”
Adesso è ufficiale, Foursquare (se ancora non lo conoscete leggetevi questa guida) ha superato i 10 milioni di utenti e per l’occasione ha rilasciato un infografica.
Voi utilizzate Foursquare?
00KiraKira2011-06-21 01:07:592011-06-21 01:07:59Foursquare ha superato i 10 milioni di utenti [INFOGRAFICA]
E’ dinnanzi agli occhi di tutti: viviamo in un mondo fatto di precarietà, dove le opportunità di dimostrare quanto si vale veramente sono sempre meno. Il video di Skoda ripercorre la vita di un giovane attraverso il suo curriculum vitae: descrive la sua esistenza come fosse fatta di tanti origami, che insieme raccontano il giovane, dai suoi giorni di scuola alle prime esperienze lavorative. Tappa dopo tappa, il video mostra come con il tempo i progetti nascano e si sviluppino e come siano alimentati dalla voglia di scoprire, di viaggiare e di conoscere il mondo.
Ogni esperienza, ogni viaggio non solo arricchisce il CV, ma diventa bagaglio personale che fa crescere e arricchisce la propria esperienza di vita. Il futuro sta bussando alla porta di questo giovane, che diventa nel video di Skoda, metafora di tutti quanti i giovani che sperano di poter realizzare i propri sogni e i propri progetti, impazienti di vedere e di vivere la nuova vita che li aspetta.
Con questo video Skoda apre la porta alle speranze di tutti i giovani che ancora credono nei propri sogni, nei propri progetti e soprattutto nelle proprie capacità..e fortunatamente siamo in tanti!
Questo video è dedicato a chi non ha mai scordato di essere “simply clever” e che punta su questo – e non su raccomandazioni o squallidi compromessi – per realizzare i propri sogni e progetti, insomma per rendere a propria vita speciale!
00KiokoKioko2011-06-20 17:00:372011-06-20 17:00:37La storia di un CV nel video virale di Skoda [VIRAL VIDEO]
Tutti e dico tutti, inclusa la nostra ninja Silvia Carbone (ho visto passare sul tuo wall il badge 4sq dei Webby Awards 😉 ) si sono imbattuti in punti, membership e sistemi di rewarding di varia natura. Si chiama Gamification ed è il topic più hot – per dirla come in Silicon Valley – del 2011 (e anche del 2010).
Me ne sono occupato con alcuni colleghi alla scorsa Media Mutations 3, conferenza organizzata dal Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna che ogni anno registra puntualmente le mutazioni in corso nel panorama mediale contemporaneo. E prima di me – scusate la modestia – Ian Bogost, Jane McGonigal (in Italia lo scorso maggio) e Seth Priebatsch (in infradito al TED). A Fabio Viola, esperto in materia – il suo blog e la sua storia professionale parlano chiaro – va il compito di trattare l’argomento su Ninja Marketing. Qui di seguito alcuni brevi estratti di un suo ben più approfondito articolo che potrete scaricare cliccando qui (in versione pdf).
Gamification
Il termine Gamification indica l’utilizzo di meccaniche e dinamiche tipiche dei videogiochi all’interno di contesti non gaming con l’obiettivo di creare engagement, loyalty e risolvere problemi. I brand/content owner al pari dei centri media stanno capendo la valenza di questo formidabile tool in grado di modificare le abitudini degli utenti spingendoli a muoversi da un punto A (sfera di interesse consumatore) ad un punto B (sfera di interesse produttore).
Uno strumento in grado di agire visceralmente sugli istinti umani, spingendo spesso gli utenti/giocatori a compiere azioni ed a protrarre la permanenza e fidelizzazione in un sistema reso “more fun”.
Reward: qualche esempio
Lavarsi i denti al risveglio dovrebbe essere uno di quei momenti di cura del proprio corpo e prevenzione sanitaria in grado di proteggere da disagi futuri. Per incentivare questo comportamento positivo, soprattutto nei riguardi di bambini e non pigri e riluttanti, la start up americana Green Groose ha messo in vendita un kit da 24 dollari contenente una base station RFID da collegare al proprio router ed una serie di sensori applicabili su vari oggetti.
Tra di essi, il “brush sensor” a forma di uovo applicabile sullo spazzolino, così come su medicine ed altre azioni utili per l’individuo o collettività. Il sistema è in grado di rilevare la frequenza dei lavaggi e trasmetterli all’account sul registrato sul sito web ufficiale. Più si è virtuosi e maggiori saranno i punti assegnati. Sarà poi possibile riscattarli per ottenere premi da aziende partner o semplicemente primeggiare nella classifica.
Espletati i riti mattutini è ora di recarsi al lavoro. Se siete impiegati presso il “Department of Work and Pensions” in UK avrete accesso ad Idea Street. Una piattaforma online nata con lo scopo principale di favorire la formazione di una community tra i dipendenti, il miglioramento dei processi interni, la circolazione di proposte migliorative dal basso e la valutazione dei membri secondo nuovi criteri di attivismo.
Il percorso dell’idea, dalla candidatura alla eventuale realizzazione, richiama alla mente un gioco di avventura. Ogni proposta di miglioramento passa attraverso tre livelli (Buzz, Teaming e Investment Time) cosparsi di ostacoli (almeno 50 pagine viste nella pagina di progetto, 10 voti, un team di sostenitor…) ma anche ricompense in moneta virtuale in base all’esito finale dell’idea che verrà valutata da una commissione interna.
Al via la seconda edizione del Workshop Digital Med: il laboratorio di progettazione basato sui processi di fabbricazione digitale e software di disegno parametrico.
La cornice quest’anno sarà quella di Vietri sul Mare, dal 24 al 31 Luglio, e rappresenta una grandissima opportunità per esplorare le nuove tecnologie applicate alla progettazione parametrica generativa.
Ma facciamo un passetto indietro e spieghiamoci meglio…
Innanzitutto rinfreschiamoci le idee. La progettazione basata sui processi di fabbricazione digitale e i software di disegno parametrico (Rhino/Grasshopper) offre infinite possibilità nella progettazione 3d e la crescente popolarità di questo modus operandi si deve per lo più alla sua natura multidisciplinare. Se a tutto questo si affianca una produzione digitale attraverso software di interfaccia cad/cam…ecco che il processo che trasforma l’idea in prototipo diventa meno insormontabile.
Sono stata abbastanza chiara?
Ancora dubbi? In parole comprensibili a tutti: hai un’idea progettuale che secondo te funziona? La tecnologia oggi ti realizza il prototipo in tre click, se sai come farli suonare!
E ora che ci siamo chiariti torniamo pure al Workshop!
Il tema di quest’anno, scelto dai responsabili scientifici Amleto Picerno Ceraso e Vangelis Moschonas con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sul recupero di un’area della Costiera Amalfitana che attualmente versa in condizioni di degrado, lega il laboratorio al territorio che lo ospita già dal titolo “Vertical Seaside, Amalfi Coast Workshop”.
Vietri sul Mare insieme ad altri paesi della Costiera, infatti, ha ottenuto nel 1997 il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco e da allora numerosi sono stati gli interventi di riqualificazione urbana e ambientale volti a non alterare l’equilibrio degli elementi naturali.
Quale contesto migliore per testare le possibilità offerte dai software parametrici?
Ed infatti proprio un tratto di costa che versa in una situazione di degrado sarà il protagonista indiscusso delle idee progettuali che i partecipanti al workshop realizzeranno.
Un’esperienza utile e sicuramente stimolante per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alle più innovative metodologie di progettazione esistenti, ma non solo. Interessante sarà confrontarsi con il team che si occuperà della realizzazione del laboratorio. Tra gli altri Co-de-it, massimo rappresentante della digital fabrication e dell’architettura parametrica, l’Universita’ di Thessaly in Grecia, la Facoltà di Architettura di Napoli, l’Ordine degli Architetti della Provincia di Salerno e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili.
Come si partecipa?
Per partecipare al workshop è necessario seguire le istruzioni e compilare il modulo di preiscrizione entro il 15 luglio.
I costi vanno dai 450 € + iva per i professionisti ai 300 € + iva previsti per gli studenti.
Come ben sapete lo scorso 13 giugno il nostro direttore Mirko Pallera è stato ospite del programma Smart&App su La3, per raccontarci la storia dei video virali, come essi nascono e perché sono diventati un fenomeno così importante in Rete.
Da quelli creati dagli utenti per puro divertimento o per personal branding, a quelli realizzati invece dalle aziende a scopo commerciale, i video virali sono davvero tanti. Cos’hanno in comune? Mirko ci ha spiegato che ciò che rende davvero forte un virale è la sua capacità di scatenare in noi una forte emozione, l’avere un finale sorprendente, ma soprattutto, il contenere una verità umana, qualcosa in cui, in chiave ironica o più realistica, possiamo riconoscerci o intravedere la realtà che ci circonda. Una corretta e “furba” distribuzione, tramite una corretta attività di seeding, fa poi il resto.
Se volete conoscere tutti i segreti e le curiosità del mondo dei filmati virali, questo è il link al video della puntata, davvero da non perdere!
Qui sotto invece, potete vedere tutti i video che sono stati menzionati nel programma; alcuni brevi e sorprendenti, come il primo virale, del 1999, “Alien Song”, altri invece veri e propri mini film, come nel caso dello spot Axe…
Armatevi di pop corn e…buona visione!!!
Alien Song
Ford Sport Ka – Bird
Ravenstoke Alaska
Will It Blend? – iPhone
Old Spice | The Man Your Man Could Smell Like
The T-Mobile Royal Wedding
Evolution of Dance
The T-Mobile Dance Commercial
Mission: Facebook
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2011-06-20 12:30:062011-06-20 12:30:06Ninja Marketing a Smart&App racconta i video virali [VIDEO]
Partire verso mete lontane, per dimenticarsi del proprio lavoro, di tutti gli impegni e (talvolta) della propria vita personale: tra non molto partirà la corsa alle vacanze estive del 2011! Per una settimana o due gli italiani si trasformeranno in un popolo di turisti alla scoperta dell’estero o (perchè no) delle bellezze nazionali. Il mezzo preferito per partire sarà, come per gli anni scorsi, la nostra fida automobile. Nel 2010 il 64% dei vacanzieri (25 milioni su un totale di 39) ha preferito l’automobile come mezzo di trasporto per le vacanze. Ogni gruppo ha percorso in media 420 chilometri per raggiungere la propria meta, e le stime per il 2011 sono riconfermate con una variazione del ±5%.
Che voi scegliate le tranquille alpi svizzere o il movimentato litorale della costa azzurra, ricordate che la bellezza di un viaggio dipende anche da come lo si affronta: vi sentireste tranquilli se il pilota del vostro aereo si mettesse alla guida dopo aver bevuto un “bicchierino di troppo”?
Noi ninja non possiamo controllare il tasso alcolemico del vostro autista, ma possiamo consigliarvi 5 applicazioni iPhone utili per tutelare la sicurezza a bordo del vostro veicolo durante dei viaggi così lunghi.
Autovelox Maps Italia
La paura principale degli automobilisti in autostrada riguarda gli autovelox: fermo restando che il limite sulle autostrade italiane è di 130 km/h (salvo diversa segnaletica) e 110 sul bagnato, i sistemi di rilevamento della velocità mettono sempre in dubbio o in ansia l’automobilista. Autovelox Maps Italia vanta un database aggiornato dagli oltre 160000 utilizzatori, con la possibilità di filtrare i rilevatori di accesso/velocità a seconda delle proprie preferenze.
Car Expenses
Un’altra grande preoccupazione per chi viaggia in auto sono i consumi dell’automobile: viaggiando a carico variabile con il serbatoio della benzina non completamente pieno, è difficile quantificare i consumi di carburante. Car Expenses, attraverso un calcolo tra il prezzo al litro della benzina, la distanza percorsa e il carburante nell’auto permette di avere una stima precisa dei soldi spesi per l’automobile. Ricordate che il consumo della benzina è rapportato allo stile di guida che adottate: meno accelerazioni e frenate brusche fate, più l’auto lavora a regime regolare e ha bisogno di meno carburante. Mantenere la distanza di sicurezza è utile anche per questo 😀
Waze GPS & Traffico
Stare al volante presuppone una prontezza di riflessi molto efficace: alle velocità autostradali, accorgersi di un ostacolo con qualche secondo di ritardo può avere brutte conseguenze per il vostro veicolo, ma soprattutto per le persone che trasportate. Waze GPS & Traffico, oltre ad essere un discreto navigatore, è anche una community sempre crescente di automobilisti che segnalano incidenti e code di auto lungo la strada che intendete percorrere. Ovviamente l’app non sostituisce la prontezza di riflessi, ma è una mano in più per affrontare il viaggio in sicurezza.
iDriveControl
iDriveControl è più di un tool per la tutela sulla strada: è una vera e propria “scatola nera” per la sicurezza passiva che, in modalità stand by, registra silenziosamente i dati sulla guida della vettura sfruttando l’accelerometro del device. Attraverso gli algoritmi preinstallati, l’app segnala se chi è al volante sta adottando uno stile di guida prudente o se, invece, crede di essere al gran premio di Montecarlo. Chi invece vuole migliorare il proprio stile di guida può affidarsi alla funzione report, che memorizza i dati delle guide passate.
Safety Rec
Ogni stagione effettuiamo il check-up della nostra vettura per sapere se è in condizioni ottimali per affrontare un lungo viaggio, ma spesso dimentichiamo di fare lo stesso controllo su chi guida l’auto. Safety Rec è un sistema di valutazione della guida che, riprendendo la strada dall’abitacolo, giudica le condizioni psico-fisiche del conducente e lo avvisa nel caso di pericoli imminenti. Non solo: quando il viaggio è terminato l’app assegna un punteggio in centesimi allo stile di guida. Un tool utile anche per chi vuole intraprendere la carriera di autista di lusso!
Ecco di seguito l’elenco delle app di cui abbiamo parlato oggi:
Ricordate: per integrare la sicurezza ed avere delle vacanze senza inconvenienti bisogna seguire le principali regole di sicurezza alla guida. In particolare:
Adotta uno stile di guida efficace ma prudente
Visto che ci sono, utilizza tutti gli strumenti per la sicurezza passiva della tua automobile (le cinture, i seggiolini per bambini, i freni)
Rispetta la distanza e la velocità di sicurezza
in generale, in autostrada cerca di avere “l’occhio lungo” (aumenta il campo focale per vedere cosa succede a 50/60 metri da te)
Buone Ninja Vacanze a tutti! 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2011/06/Ninjamarketing-top-5-sicurezza1.jpg450600Francesco PiccoloFrancesco Piccolo2011-06-20 11:30:022011-06-20 11:30:025 Top App: le migliori apps per Viaggiare Sicuri con iPhone
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