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Barilla rinnova il suo Archivio Storico: 145 anni di storia della comunicazione pubblicitaria

Per il suo 145esimo anniversario Barilla rinnova il suo Archivio Storico e mette online oltre 35 mila oggetti tra foto, video e campagne di comunicazione.

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Un vero e proprio viaggio per ripercorrere quello che il marchio ha comunicato nel corso degli anni: messaggi senza tempo, pubblicità iconiche, come ricette di famiglia, in grado di evocare ricordi e forti emozioni.

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Nell’Archivio Storico sono racchiuse le testimonianze della vita, dei progetti, delle scelte strategiche, dei prodotti che hanno determinato il successo aziendale.

1911 – Il primo marchio Barilla

Una raccolta “viva”, costantemente alimentata e aggiornata, oggi aperta alla consultazione pubblica.

Da Carosello agli spot anni ’80

Un campo, quello della comunicazione, in cui Barilla è stato pioniere, anche grazie a collaborazioni d’autore con straordinari registi e alle interpretazioni di personaggi sportivi e del mondo dell’arte e dello spettacolo come Alberto Tomba, Alex Zanardi, Dario Fo, Mina, Massimo Ranieri e in anni più recenti anche Pierfrancesco Favino.

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La prima campagna pubblicitaria che Mina, già al culmine del successo, realizza per Barilla è diretta dal regista cinematografico Valerio Zurlini.

In ogni carosello Mina canta una canzone diversa. Numerosissimi sono i primi piani fatti all’artista, che canta tra il pubblico seduto ai tavolini o sul palcoscenico mentre gli spettatori assistono dalle gradinate.

Tranne “Brava”, sono tutte canzoni d’amore: “L’ultima occasione”, “Un anno d’amore”, “Città vuota” “Un bacio è troppo poco” e “Soli”.
Al termine della canzone Mina pubblicizza Barilla accarezzando con la sua mano la gamma delle confezioni di pasta: «B come Buona cucina. Un tocco di alta cucina nei piatti semplici di ogni giorno»; infine spunta da dietro una scatola e pronuncia una frase che oggi sarebbe davvero fuori dal tempo: «C’è una gran cuoca in voi e Barilla la rivela».

Come non dimenticare lo spot Barilla girato dal maestro Federico Fellini con in chiusura il celebre payoff «Barilla, vi fa sentire sempre al dente».

Oppure lo spot girato da David Lynch nel 1993 per Barilla France, Le Cafe’ con Gérard Depardieu e una giovanissima Alessia Merz nella scena finale:

All’interno dell’archivio anche l’omaggio a Vangelis, il grande maestro scomparso lo scorso maggio che con le sue colonne sonore ha ispirato intere generazioni. Ritroviamo la sua musica leggendaria nella prima serie di pubblicità “Dove c’è Barilla, c’è casa” andate in onda a partire dal 1985.

La storia di Mulino Bianco e gli spot in tv

Il mulino è sempre stato un elemento centrale nella comunicazione italiana, dal punto di vista grafico, semantico e spesso anche della narrazione filmico-pubblicitaria.

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Il marchio fu creato per distinguere la produzione da forno di Barilla. Il nome Mulino Bianco – come racconta Gianni Maestri, al tempo coordinatore della Divisione Nuovi Prodotti – sintetizza i valori di natura e tradizione nei due concetti di genuinità e salute: il Mulino rappresenta un modo semplice di fare prodotti di grano come un tempo, evocando nostalgia e un mondo fantastico e irreale; al Bianco si attribuiscono i significati psicologici di purezza, forza e luminosità”.

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Da fine anni Settanta il mulino diventa emblema della società rurale, dei suoi valori e della genuinità, soprattutto per il richiamo ai prodotti della tradizione come biscotti, fette biscottate e grissini.

Negli anni Ottanta, il mulino diventa il regno-laboratorio del Piccolo Mugnaio Bianco, da cui nascevano tante ghiotte leccornie.

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Nel 1990 l’agenzia Armando Testa, fondata a Torino dal celebre visionario della pubblicità (all’epoca, ancora vivente), reinterpreta il mulino con nuovi spot su una famiglia (mamma, papà, due bambini e un nonno) che, esasperata dalla frenesia cittadina, decide di trasferirsi in un mulino ad acqua appositamente ristrutturato, per vivere tra prati, campi di grano e animali.

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Per rendere quantomai epici i nuovi short (anticipati da quattro teaser, che presentano i personaggi e istillano nel telespettatore la curiosità in merito ai loro sogni di vita all’aria aperta), la casa di produzione BRW schiera ben tre premi Oscar: il compositore Ennio Morricone, lo scenografo Gianni Quaranta e il regista Giuseppe Tornatore.

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Novità di prodotto e restyling per il 145° anno di età

Quest’anno Barilla festeggia 145 anni di un percorso, fatto di passione e impegno. Per l’occasione la società ha presentato a inizio anno un nuovo logo e un packaging più sostenibile insieme ad una nuova linea di pasta Al Bronzo.

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Ruvidità intensa e colore giallo ambrato, sono le caratteristiche della nuova pasta Barilla che attinge al metodo tradizionale della trafilatura al bronzo. Barilla Al Bronzo si differenzia dalla linea Classica per la sua inedita confezione rossa.

 

LEGGI ANCHE: Barilla rinnova immagine, pack e lancia una nuova pasta Al Bronzo

Archivio Storico Barilla: viaggio nelle radici dell’azienda

La fototeca, con migliaia d’immagini dell’azienda dal 1913 ad oggi, permette di ricostruire il carattere di impresa familiare italiana che ancora oggi caratterizza Barilla: dal fondatore Pietro sino ai fratelli Guido, Luca e Paolo, attualmente ai vertici del Gruppo e quarta generazione di questa dinastia del Made in Italy.

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1993 – Guido, Luca e Paolo Barilla succedono a Pietro nella guida della Società

L’Archivio Storico Barilla ha, inoltre, un ruolo di straordinaria importanza, tanto da esser stato dichiarato ‘sito di notevole interesse storico’ dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali perché “racconta l’evoluzione del costume italiano”.

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1910 – Il primo stabilimento Barilla

Con questo efficace strumento Barilla intende promuovere l’innovazione nel rispetto della sua tradizione.

Messaggi dalla grande forza comunicativa, che hanno colpito il cuore e la fantasia delle persone. Molti di questi spot pubblicitari ci hanno fatto sognare e appartengono alla nostra storia.

logistica per ecommerce sostenibile - byrd

Logistica per eCommerce: come rendere il tuo magazzino più sostenibile

Il cambiamento delle abitudini dei consumatori negli ultimi due anni ha sostenuto come mai prima lo sviluppo del sistema eCommerce a livello globale. Gestione del magazzino, imballaggio, spedizione e assistenza post vendita sono i processi della logistica per eCommerce riassunti nell’espressione “fulfillment” (anche resa come evasione ordini), e hanno sempre attirato maggiore attenzione da parte delle aziende.

Tuttavia, oggi le persone non sono soltanto “più digitalizzate”: il confronto con l’emergenza sanitaria ha fatto affiorare tutta una serie di nuovi bisogni, legati a un rapporto più autentico con se stessi e con l’ambiente circostante. Per questo, l’impatto delle nostre attività quotidiane sull’ecosistema viene ora valutato più attentamente con l’obiettivo di diminuirne la carbon footprint. Questa inclinazione non può che riflettersi sulla scelta dei marchi e dei servizi che meglio riescono ad abbracciare una visione eco-friendly.

Secondo una ricerca di byrd, il trasporto su gomma e via mare produce rispettivamente il 10% e il 30% delle emissioni globali di CO2, mentre il 61% dei consumatori ritiene che la sostenibilità sia responsabilità delle imprese, uniche in grado di invertire la tendenza. byrd è una startup tecnologica di logistica e fulfillment per eCommerce che ha recentemente raccolto 56 milioni di dollari in un round di Serie C, portando così il capitale raccolto negli ultimi 10 mesi a un totale di 75 milioni di dollari. 

L’azienda, che offre servizi di fulfillment da otto paesi, tra cui anche l’Italia, sta rapidamente espandendo la propria rete digitalizzata di centri logistici e punta a rappresentare lo standard europeo nella consegna degli acquisti online in un giorno. La soluzione di byrd assicura ai venditori online una logistica del tutto automatizzata e l’accesso a un network europeo di centri di fulfillment. In questo modo i retailer possono avvicinarsi ai loro clienti italiani, ma anche garantire opzioni di spedizioni rapida nei paesi vicini, oltre a sistemi di immagazzinamento e spedizione con certificazione biologica in partnership con corrieri come Poste Italiane, Bartolini e GLS.

byrd ha racchiuso i risultati della ricerca “Verso una catena di approvvigionamento per eCommerce più sostenibile – Pratiche virtuose e consigli da esperti di e-commerce e imprese D2C” in un ebook gratuito che permette di mettere a confronto le sfide della necessità di giungere a un modello di supply chain sostenibile con le opportunità che tali sfide rappresentano per operatori, aziende e rivenditori.

LEGGI ANCHE: Come la pandemia sta rivoluzionando l’eCommerce

Servizi di logistica per eCommerce: un impatto globale

Come già accennato, le restrizioni a livello globale hanno spinto verso una maggiore digitalizzazione in tutto il mondo. Chi utilizzava abitualmente i servizi online ne ha incrementato l’uso e chi era ancora poco esperto sull’uso di alcune tecnologie si è progressivamente avvicinato a queste, conservando queste nuove abitudini anche dopo la fine dell’emergenza.

problemi supply chain byrd

Secondo un’analisi di Statista, già nel 2020 oltre due miliardi di persone avevano acquistato beni o servizi online; nello stesso anno, le vendite al dettaglio elettroniche superavano i 4,2 trilioni di dollari a livello globale.

L’aumento di questi numeri ci pone di fronte a nuove sfide: sebbene la pandemia, la difficoltà di reperimento di alcune materie prime e componenti, la capacità di spedizione limitata e la carenza di manodopera ostacolino le operazioni di logistica per eCommerce, la domanda dei clienti per una consegna veloce ed economica è in costante aumento. Come coniugare questa esigenza con la tutela dell’ambiente?

Il percorso verso una logistica per eCommerce più sostenibile

supply chain sostenibile - logisitca per eCommerce Birdy

L’ebook di byrd fornisce diverse indicazioni sulle opzioni disponibili per i fornitori di fulfillment e per i gestori di centri logistici. Una scelta che è in grado di restituire un impatto positivo sull’ambiente ma anche di migliorare il business grazie alla maggiore attenzione al tema da parte dei consumatori. 

Infatti, mentre la qualità e il prezzo del prodotto sono ancora il motore di conversione principale, un’altra variabile sta guadagnando importanza: le operazioni sostenibili.

soluzioni supply chain sostenibile byrd

Anche se l’eCommerce non gode di un’ottima reputazione in termini di impatto ambientale, racchiude un enorme potenziale per sviluppare operazioni più sostenibili lungo tutta la catena di approvvigionamento e può affermarsi come una soluzione più green di quanto non lo sia il retail tradizionale in grado di aumentare la fedeltà dei clienti, migliorare la loro esperienza e, a volte, anche a pagare di più.

Abbattere il consumo di energia

Il primo passo per puntare alla neutralità climatica è quello di ridurre il consumo energetico impiegando fonti di energia green. Ad esempio, è possibile sfruttare gli spazi esterni del magazzino e il tetto dello stesso per l’installazione di pannelli solari.

Se gli spazi non lo consentono, una valida alternativa è quella di coltivare piante sui tetti: l’inverdimento del magazzino e di altri edifici consente di migliorare l’isolamento e regolare in modo più efficiente la temperatura, consentendo un grande risparmio.

Anche per quanto riguarda l’illuminazione degli ambienti e la strumentazione di lavoro i margini miglioramento sono alti: è utile adottare dei rilevatori di movimento che garantiscano una corretta illuminazione solo quando necessario e sostituire tutte le fonti di luce con lampadine led a risparmio energetico. Inoltre, anche i carrelli e gli elevatori possono essere convertiti a batterie al litio.

Gesti molto semplici e intuitivi che garantiscono un grande risultato complessivo.

Ridurre le emissioni di CO2

Diminuire il numero delle emissioni inquinanti è uno step imprescindibile verso un processo di riduzione della carbon footprint. Oltre a utilizzare veicoli elettrici per i trasporti e le consegne, è possibile ottimizzare il processo di trasporto grazie alla digitalizzazione, evitando corse a vuoto e riducendo il numero dei viaggi necessari.

Non va sottovalutato anche il potenziale di una adeguata istruzione a un corretto stile di guida, in grado di incidere sensibilmente sul risultato finale.

Ottimizzare il materiale da imballaggio

Nella logistica e nel fulfillment dell’eCommerce, il materiale di imballaggio è uno degli aspetti più critici per agire in modo più sostenibile. Per procedere in questa direzione, è bene utilizzare materiale di riempimento (con alcune eccezioni dovute agli standard di sicurezza) fatto di carta riciclata. Ma non è tutto, altri possibili “trick” per rendere più sostenibile il processo sono:

  • utilizzare “scatole smart” in grado di adattarsi alla dimensione della merce, riducendo le dimensioni del pacco e l’uso dell’adesivo:
  • preferire scatole di cartone che contengono una striscia adesiva integrata, evitando così l’uso del nastro adesivo;
  • affidarsi a nastri senza PVC: il riciclaggio del PVC implica processi più elaborati, soprattutto meccanici e chimici.

La responsabilità di una logistica per eCommerce più sostenibile

L’ebook di byrd rivela un dato sconcertante sulla logistica per eCommerce: nel 2020, l’importo totale dei resi nel settore della vendita al dettaglio ha raggiunto 635,6 miliardi di dollari in tutto il mondo. Questo dato potrebbe raggiungere la sbalorditiva cifra di 958 miliardi di dollari entro la fine del decennio, causando un enorme impatto sull’ambiente.

Ci sono diverse soluzioni che si possono mettere in atto:

  • adottare una politica e un processo di restituzione chiari e precisi per informare i tuoi clienti delle diverse opzioni che hanno e come elaborare la restituzione;
  • impostare uno strumento di convalida automatica degli indirizzi per ridurre il numero di resi dovuti a pacchi non consegnabili;
  • utilizzare un portale di gestione dei resi online: per permettere ai tuoi clienti di elaborare i loro resi e ridurre la quantità di carta utilizzata con etichette di reso stampabili su richiesta;
  • concentrarsi sui processi di riciclaggio e sui nuovi canali di “vendita”: donazione, seconda mano, ecc.

Creare una configurazione di evasione degli ordini richiede molti investimenti, connessioni e tempo se fatto in proprio. Al contrario, una supply chain a impatto zero richiede grandi profusioni di tempo ed energie. Tuttavia, collegandosi con i partner giusti e trovando soluzioni personalizzate e ottimizzate, muovere i primi passi a una catena di approvvigionamento più sostenibile è alla portata di tutti.

Il tema del rispetto dell’ambiente ricopre spazi sempre maggiori all’interno delle agende politiche dei Paesi e tra le priorità delle persone nella scelta di beni e servizi. Proprio per questo, tutti i settori sono interessati da questa nuova corsa alla sostenibilità, sempre più necessaria.

Per quanto riguarda la logistica, in questo processo di trasformazione sono coinvolti tutti gli attori dell’intera catena di approvvigionamento, che spingono verso soluzioni alternative e attività più sostenibili per l’intero eCommerce fulfillment. Per esempio, affidarsi a una rete di fulfillment che sia abbastanza sostenibile da diminuire il nostro impatto sull’ambiente e al multi-warehousing; e anche, adottare una politica dei resi ottimizzata in grado di diminuirne il numero e utilizzarla a proprio vantaggio.

Implementare un modello sostenibile nella propria attività si traduce in un vantaggio competitivo che è necessario comunicare chiaramente ai propri clienti per renderli consapevoli del nostro impegno verso una rete logistica più eco-friendly.

<<Scopri cosa puoi migliorare per creare una catena di approvvigionamento sostenibile>>

B2B Rocks, il programma della prima giornata

Entro il 2022, il mercato globale del software B2B avrà un valore di 670 miliardi di dollari, di cui 190 miliardi rappresentati dal Software as a Service. Nello specifico, il SaaS ha registrato una crescita a due cifre negli ultimi 10 anni e impiega già mezzo milione di persone in tutto il mondo.

Se gli Stati Uniti sono stati pionieri in questo campo, è in Europa che si sono verificate le raccolte fondi di maggior successo. Per questo motivo (ma non solo), B2B Rocks è un evento imperdibile: una due giorni che riunisce le rock star del settore dell’editoria software, incarnando i valori dell’innovazione, ma anche dell’inclusione.

Tavole rotonde, keynote e tanti speaker nel programma del festival mondiale, che il team e la redazione di Ninja seguiranno in diretta sui canali social e sul sito.

E per non perderti neanche un panel, scopriamo subito il programma della prima giornata.

LEGGI ANCHE: B2B Rocks: sta per partire l’evento mondiale dedicato all’innovazione e al software SaaS

Agenda 9 giugno

Tra panel, keynote e tavole rotonde gli appuntamenti nel programma sono davvero moltissimi. Ne abbiamo selezionati alcuni tra i più significativi, ma puoi sempre guardare il programma completo qui.

  • 09:00 – 09:20 – Keynote di benvenuto. 2022: lo stato del SaaS
    con Steve Lurie
  • 09:30 – 10:10 – Come accelerare la crescita con un team multi-fuso orario
    con  Gilles Bertaux, Tim Brewer, Andrei Sochala, Gregory Gazagne, Cloe Dana
  • 09:30 – 10:10 – Come scalare un team di vendita
    con Frederic Kingue, Johnson Gaëtan, Gachet Nicolas, Bakala Shri Pau, Alain Mevellec
  • 10:00 – 10:20 – Ridurre l’impronta di carbonio digitale: soluzioni per un domani più verde
    con Zénon Vasselin
  • 10:20 – 11:00 – Fate un buon onboarding dei clienti e non li lascerete mai più.
    con Aaron Krall, Emilia D’Anzica, Alex Delivet, Ana Soliven, Jeremy Block
  • 11:10 – 11:50 – Costruire una cultura forte con i team remoti per aumentare l’impegno e l’innovazione
    con  Gilles Bertaux, Pontus Noren, Antonin Gury-Coupier, Charles de Fréminville
  • 11:30 – 12:10  – RevOps: scatenare la rivoluzione della prossima generazione
    con Pascal Ruby Andrei Sochala Alex Delivet Alexis Valentin
  • 12:00 – 12:40 – Salite subito sul treno del metaverso prima che sia troppo tardi
    con  Charlotte Philippe Frederic Cavazza Victor Jolly William Muskus Louis Cacciuttolo
  • 12:00 – 12:40 – Climate Tech: cos’è e come trasformerà lo spazio B2B?
    con Renaud Visage, Lukky Ahmed, Martin Daniel, Shilpika Gautam
  • 12:20 – 01:00 – Automazione dei test: il segreto per la consegna e la qualità
    con  Jean-Baptiste Marcé, Claude Cauquil, David Petrella, Hubert Gregoire, Daniel Wesley
  • 02:00 PM – 02:20 PM – Migliorare il funnel allineando i KPI di vendita e di marketing
    con  Tricia Miller
  • 03:20 PM – 03:40 PM – Come battere la concorrenza con un marchio migliore
    con Liam Boogar-Azoulay
  • 04:20 PM – 04:40 PM – Successo del cliente: cos’è e perché è importante per il vostro business
    con Antoinet Van Dalen
  • 16:50 – 17:10 – Misurare i KPI dei social media per sbloccare i ricavi basati sui social
    con Emeric Ernoult

Con Ninja al B2B Rocks

Solo per la community Ninja, a disposizione i biglietti gratuiti per B2B Rocks, il festival mondiale dedicato all’innovazione, al digitale e al software SaaS, a Montpellier dal 9 all’11 giugno.

Utilizza il codice promozionale XVX!RH!J per ottenere un numero illimitato di posti gratuiti al momento della prenotazione. E ricorda di seguire “How to hire & build marketing teams at different growth stages?“, la tavola rotonda del 10 giugno alle 9.30 moderata da Mirko Pallera, CEO e Founder di Ninja Marketing e Ninja Academy.

>>Non perdere l’occasione di partecipare a B2B Rocks! Iscriviti subito<<

generazioni - lavoro

New Ways Of Working: come la Gen Z vede il mondo del lavoro

In questi ultimi mesi mi è capitato spesso di interrogarmi sullo scambio, sul valore che diamo alla conoscenza del prossimo e al cercare d’immedesimarsi in quello che le altre persone stanno cercando. 

Non possiamo negarlo: oggi tutti noi siamo protagonisti di una grande trasformazione, culturale e sociale. In primis, la pandemia ha velocizzato il processo di digitalizzazione e di accelerazione su tematiche legate al mondo del lavoro e alla ricerca del benessere individuale e collettivo. 

Quello che viene definito New Ways Of Working è trend topic a tutti i livelli delle organizzazioni. Anche se ci sono idee divergenti, proprio qualche giorno fa Elon Musk in una mail indirizzata ai dipendenti dell’azienda spaziale SpaceX scrisse «Più è alto il vostro livello nell’azienda, e più la vostra presenza dovrà essere visibile».

Parlando di sé, ha scritto: «È il motivo per cui passo così tanto tempo in azienda […], se non l’avessi fatto SpaceX sarebbe andata in bancarotta già molto tempo fa». E in una mail molto simile inviata ai dirigenti di Tesla, Musk ha scritto: «Chiunque voglia fare smart working deve comunque essere in ufficio per almeno 40 ore la settimana, altrimenti lasci Tesla».

Su queste dichiarazioni si è aperto un forte dibattito perché, nella vita di tutti i giorni, abbiamo potuto appurare come sia stato possibile raggiungere ottimi risultati anche lavorando in totale smartworking. Molte aziende stanno iniziando a lavorare in modalità ibrida facendo un giusto mix tra lavoro in smart e in ufficio anche al fine di favorire le relazioni. 

LEGGI ANCHE: Lavorare nel Metaverso è possibile? Lo abbiamo chiesto al mondo degli HR italiani

Quattro generazioni al lavoro

Ed è proprio di relazioni tra persone su cui vorrei fare un focus. Nelle aziende oggi avviene qualcosa che non ha precedenti – o almeno non di queste dimensioni -, abbiamo per la prima volta una forza lavoro composta in modo attivo da ben 4 generazioni, dai Boomer, alle Gen Z. Il grande lavoro è quello di metterli a confronto pensando che in fondo non siamo così diversi. 

Leah Georges, Sociologa ricercatrice e docente al Creighton University, nei suoi studi dimostra come in realtà esistano più similitudini che diversità tra le persone e ci offre tattiche utili ad immergersi nei luoghi di lavoro con un’ottica multigenerazionale.

L’assunto di base è che siamo semplicemente persone. Il segreto è avvicinarsi alla persona che ci sta accanto per capire meglio che cosa pensa, che cosa sogna e qual è il suo scopo, per capire che in fondo è sufficiente aprirsi all’ascolto. 

Per questo motivo, quando ho avuto il piacere di conoscere Tommaso Stratta, 23 anni, un vero Gen Z, non ho perso l’occasione per fargli qualche domanda e ho scoperto quanto siamo simili e quanto possiamo aiutarci a vicenda in un contesto in continua evoluzione. 

tommaso stratta - lavoro intervista

Quanto è importante per la tua generazione il work life balance?

Non ci deve essere una mera separazione tra la sfera privata e quella lavorativa. Dobbiamo cercare di divertirci a lavoro, di essere tranquilli, a proprio agio. Cercare di farle coincidere è sbagliato ma neanche separarle di molto è scorretto! Basta pensare a quante ore lavoriamo rispetto a quanto riposiamo in una giornata. In media, togliendo i giorni festivi, un italiano lavora 38,8 ore a settimana. 

Noi giovani tendiamo a dividere in modo troppo drastico la sfera privata da quella lavorativa affrontandola come più un obbligo che un piacere. Avere un giusto equilibrio è fondamentale.

Credi che il mondo del lavoro sia in grado di soddisfare le aspettative della tua generazione?

Il mondo del lavoro viene descritto in maniera diversa da come noi giovani lo percepiamo. C’è grande confusione e pregiudizio. Se per aspettativa si intende opportunità, possibilità che il mondo del lavoro ci può dare (come un futuro di speranza in termini di opportunità lavorative) ci si divide in chi la speranza la perde in partenza attaccando il sistema lavorativo e tutte le sue problematiche e chi invece ambizioso e riparte dalle sue capacità/qualità.

Personalmente mi immagino di lavorare in uno spazio in cui si può esprimere libertà di pensiero co-generando e dando importanza al gruppo rispetto al singolo. In un ambiente felice dove all’interno circoli aria pulita e non viziata da pregiudizi e competizione. 

Smart Working, che cosa ne pensi?

Lo smart working ci ha mostrato la sua potenza durante il periodo di emergenza, potenza in termini anche di “effetti collaterali” che ha provocato. Operatività e dinamicità da una parte ma bisogno di contatto fisico e relazioni umane dall’altra. Non c’è un modello perfetto da seguire. In base alle esigenze, tipologia, flessibilità delle persone e aziende si adatteranno modelli ibridi diversi.

Quanto è importante per te avere l’opportunità di creare contesti che favoriscano lo scambio di opinioni con persone di altre generazioni?

È molto importante avere un confronto tra le generazioni per avere un pensiero critico ancora più allargato. Si impara sempre, ancora di più se da persone con più esperienza di te. Capire la diversità tra le diverse generazioni permette di entrare in uno spazio di co-creazione dove ognuno possa confrontarsi e ampliare le sue conoscenze. 

Ho scoperto che sei un founder, mi racconti che cos’è Young & Co?

Co-creazione e Confronto sono alla base di Young&co. Si tratta di una startup nata pochi mesi fa dalla condivisione e confronto di giovani e professionisti provenienti da vari settori.

L’obiettivo di questo progetto è la creazione di una Community di giovani per i giovani per entrare in contatto con il mondo del lavoro in modo consapevole ed abbattendo le paure e le ansie. Nella nostra Community la libertà di pensiero e di interazione è alla base, costruendo dialoghi costruttivi e di valore.

Proprio per questi motivi ho pensato di creare un qualcosa di nuovo e ci auguriamo di poter coinvolgere il maggior numero di giovani possibili, giovani spinti dal desiderio di condividere le proprie idee e mettersi alla prova, uscendo dalla propria zona di comfort. 

Abbiamo già avuto modo di incontrarci, sia fisicamente che digitalmente e abbiamo tante idee per il futuro. 

Torna la Milano Design Week: eventi, mostre e installazioni da non perdere

Dopo la pandemia e alcune edizioni della Milano Design Week svolte in forma ibrida, il capoluogo lombardo torna ad essere la capitale del design. Sarà un’edizione ricca di presenze e progetti quella di quest’anno.

Così mentre a Rho Fiera va in scena l’evento espositivo del Salone del Mobile, il Fuorisalone invade la città con i suoi eventi imperdibili.

La 60esima edizione del Salone del Mobile.Milano a Rho Fiera

Il Salone del Mobile.Milano, vetrina d’eccellenza della qualità, dell’innovazione e della creatività del settore dell’arredamento, compie un compleanno speciale. L’edizione numero 60 sarà appuntamento irrinunciabile per gli addetti ai lavori, ma non solo, anche per coloro che saranno attratti dall’ampia offerta merceologica e dal ricco carnet di appuntamenti.

Presso il quartiere Fiera Milano a Rho, da oggi fino a domenica 12 giugno, una superficie espositiva di oltre 200 mila metri quadri farà da cornice ad oltre 2 mila espositori (600 saranno i designer del SaloneSatellite). Forte anche la partecipazione di aziende estere che sarà circa il 25% del totale.

Milano Design Week

Sono ben sette le manifestazioni che si svolgeranno in contemporanea oltre al SaloneSatellite: il Salone Internazionale del Mobile, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo e Workplace3.0 – suddivisi nelle tipologie stilistiche Classico, Design e xLux – scenderanno in campo con le biennali EuroCucina – e il suo evento collaterale FTK (Technology For the Kitchen) – e Salone Internazionale del Bagno.

Ritorna S.Project che si propone come uno spazio trasversale dedicato ai prodotti di design e alle soluzioni decorative e tecniche del progetto d’interni. Non mancherà il SaloneSatellite con i suoi talenti under 35.

Mostre e installazioni da non perdere in città

Tra interventi artistici immersivi, mostre e installazioni site-specific, Milano riprende il suo ruolo centrale nella progettazione con tantissime proposte creative.

milano design week 2022

Sidereal Station – AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi con Whirlpool. Cortile d’Onore – Università degli Studi di Milano

Da Città Studi al Lambrate Design District, passando dall’Orto Botanico di Brera e in Tortona, ecco una piccola rassegna che racchiude gli eventi e le mostre da non perdere.

SolidNature presenta Monumental Wonders

SolidNature debutta alla Milano Design Week 2022 con un’installazione progettata dallo studio internazionale di architettura OMA. Per il concept di Monumental Wonders, SolidNature ha commissionato allo studio la realizzazione di un’installazione esperienziale e immersiva, che si sviluppa attraverso le cinque stanze del suggestivo palazzo della Lavanderia di Alcova, mostrando ai visitatori le potenzialità nella lavorazione delle pietre naturali e semi preziose.

All’ingresso, i visitatori saranno invitati a scoprire una gamma di progetti ed oggetti unici, a partire dalla sorprendente installazione a parete, creata con nove diversi tipi di onice. Le lastre, assemblate in una sequenza progettata da OMA, formano uno scenografico portale tridimensionale.

ALCOVA — Via Simone Saint Bon 1, Milano
6-12 giugno 2022

Generative Circularity

ATI Project, per la prima volta tra i protagonisti della Milano Design Week 2022, presenta Generative Circularity, un’installazione che sarà il motore di una settimana di discussioni, proiezioni e percorsi tematici sul ruolo del design nella ridefinizione delle possibilità di sviluppo sostenibile.

milano design week

All’interno della Fonderia Napoleonica Eugenia strutture organiche composte da elementi modulari creano forme bio-ispirate e complesse, che rappresentano il rapporto uomo-ambiente e quanto questa unione in termini di ciclicità possa essere replicata quotidianamente, attraverso processi di circolarità e dati applicativi innovativi processi gestionali da progettare.

Fonderia Napoleonica Eugenia — Via Genova Thaon Di Revel, 21 Milano
7-12 Giugno 2022

L’esordio di Certosa Initiative al Fuorisalone

Certosa Initiative è la mostra, realizzata da Beyond Space e Organisation in Design, che riunisce i talenti emergenti più freschi e i marchi globali più venerati.
In un parco giochi post-industriale di 10 mila metri quadri nell’emergente Certosa District va in scena una rassegna speciale, il cui brief di partenza recita: “claim your stake and make!”
Dopo anni di disuso, il polo industriale un tempo fiorente sta ora riemergendo come centro di cultura e innovazione grazie a una programmazione di eventi a livello di quartiere.

certosa initiative

Tra le esposizioni, Lambert Kamps presenta Tube Display: un’opera di luce cinetica che utilizza l’aria compressa per presentare i testi in modo dinamico. In un flusso le parole nascono e vengono spazzate via da quelle successive.

Certosa District – Via Barnaba Oriani, 27 Milano
7-12 Giugno 2022

CHROMATIK HOUSE by HOMMÉS STUDIO

Hommés Studio presenta CHROMATIK HOUSE, una versione metaversa della casa, e invita i visitatori a usare tutti i sensi – udito, vista, olfatto e tatto – per esplorare una casa che unisce la realtà con la immaginazione, lasciandoli a chiedersi se il futuro è ancora non scritto o se è una rinascita di filosofie ed estetiche classiche.

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Museo Bagatti Valsecchi – Via Gesù, 5 Milano
7-12 Giugno 2022

Momentum by Stark

“Momentum” è il titolo dell’installazione interattiva immaginata da Stark, azienda leader nella produzione di installazioni multimediali e interactive experience, che prende forma negli spazi dell’Acquario Civico di Milano.


Il progetto affronta la relazione tra il tempo scientifico e il tempo percepito, rappresentata in uno spazio interattivo che invita a riflettere sulle azioni compiute da ognuno di noi. Un’esperienza condivisa raccontata da luce e suoni.

Acquario Civico — Viale Gadio, 2, Milano
6-12 giugno 2022

Natuzzi: The Circle of Harmony – Second Life

Per celebrare il concept Second Life, Natuzzi Italia presenta la poetica installazione Germogli di Marcantonio, un omaggio al connubio tra uomo e natura, che punta i riflettori su un urgente problema che attanaglia gli uliveti in Puglia, la Xylella.

Marcantonio trasforma il cortile di Palazzo Durini Caproni di Taliedo, in un mondo da fiaba in cui dalla pavimentazione, o meglio, dalla terra spuntano giganteschi germogli di ulivo.

Palazzo Durini 24 — Via Durini, 24
8- 9 Giugno 2022

The Art of Dreams di Porsche

The Art of Dreams rappresenta l’esordio di Porsche alla Milano Design Week. Il brand, insieme all’artista floreale Ruby Barber dello Studio Mary Lennox, realizza un’opera d’arte scultorea edificante che combina la fragilità dei fiori alla prospettiva tecnologica del XXI secolo.

Milano Design Week

Affascinante già nello stato di riposo, l’installazione onirica prende vita attraverso performance coreografate. The Art of Dreams è in mostra a Palazzo Clerici nel cuore di Brera.

Via Clerici, 5 Milano
6-12 Giugno 2022

TOILETPAPER STREET

La prima strada interamente trasformata in un’installazione permanente di arte pubblica. L’immaginario dirompente di TOILETPAPER, grazie alla collaborazione con ORGANICS by Red Bull, invade via Balzaretti con una sorprendente installazione site specific. Il progetto, pensato per rimanere in modo permanente dopo la Milano Design Week, rappresenta un importante dono di arte alla città.

Milano Design Week

TOILETPAPER STREET dreamed with ORGANICS by Red Bull ph Alessandro Ottaviani per P4film

Alcune grafiche iconiche del magazine diventano la decorazione dei palazzi che si affacciano sulla via, aggiungendosi alla prima e ormai famosa “casa con i rossetti” che ospita la sede di TOILETPAPER.

Via Giuseppe Balzaretti Milano
Dal 6 giugno 2022

LEGGI ANCHE: B2B Rocks: sta per partire l’evento mondiale dedicato all’innovazione e al software SaaS

B2B Rocks

B2B Rocks: sta per partire l’evento mondiale dedicato all’innovazione e al software SaaS

B2B Rocks è un invito a fare networking rivolto agli imprenditori a livello internazionale. Con il proprio sostegno all’evento, Montpellier Méditerranée Métropole dimostra la continuità del suo sostegno all’ecosistema dell’innovazione del territorio francese.

B2B Rocks

Un motore per l’economia e l’occupazione francese

Dedicata al mondo del software professionale, Appvizer è uno dei fiori all’occhiello della French Tech. L’azienda sin dalla sua nascita ha ricevuto il sostegno della Montpellier Méditerranée Métropole. Nel corso del tempo ha potuto beneficiare anche del supporto del BIC (Business & Innovation Centre), la cui missione è quella di sostenere le organizzazioni innovative nella metropoli di Montpellier.

B2B Rocks

Mentre Appvizer continua a crescere, il fondatore Colin Lalouette, decide di acquisire B2B Rocks, l’evento dedicato al mondo del software e della tecnologia inizialmente organizzato a Parigi e a Sydney.
Quest’anno il format prende vita dal 9 al 10 giugno, presso il Domaine de Biar, un sito verde del gruppo Eoden, alle porte di Montpellier.

LEGGI ANCHE: SaaS e Tech: il B2B Rocks va in scena a Montpellier

B2B Rocks in Occitania

Entro il 2022, il mercato globale del software B2B avrà un valore di 670 miliardi di dollari, di cui 190 miliardi rappresentati dal Software as a Service. Nello specifico, il SaaS ha registrato una crescita a due cifre negli ultimi 10 anni e impiega già mezzo milione di persone in tutto il mondo.

Se gli Stati Uniti sono stati pionieri in questo campo, è in Europa che si sono verificate le raccolte fondi di maggior successo. Basti pensare che a ottobre 2021 la startup Swile di Montpellier ha raccolto 200 milioni di euro.

B2B Rocks

In Francia, con una crescita del 9% e un fatturato di 18 miliardi di euro nel 2020, il settore SaaS è uno dei più promettenti per l’occupazione nel settore dei servizi. Un mercato che rappresenta quasi l’1% del PIL francese e, oltre all’Île-de-France, l’Occitania è la regione che genera il maggior fatturato. Ragioni che hanno portato B2B Rocks a stabilirsi a Montpellier, ottenendo il pieno sostegno della Montpellier Méditerranée Métropole.

Supporto eccezionale per un evento unico

Da 19 anni il BIC di Montpellier, in collaborazione con Bpifrance, organizza Montpellier Capital Risque, un evento che ha dimostrato nel corso degli anni, in ogni sua edizione, la capacità di riunire le migliori opportunità di investimento del momento.

Montpellier Capital Risque, in associazione con B2B Rocks, che riunisce ogni anno più di cento investitori, è ormai riconosciuto come uno dei principali eventi per il finanziamento delle start-up nell’area metropolitana. Consentendo ai nostri imprenditori di accedere a fondi di investimento di fama internazionale, è un forte segnale dell’influenza dell’eccellenza di Montpellier e un vero e proprio riflettore sull’ecosistema dell’innovazione in Occitania”, ha dichiarato Michaël Delafosse, sindaco di Montpellier e presidente di Montpellier Méditerranée Métropole.

B2B Rocks, che riunisce le rock star del settore dell’editoria software, incarna i valori dell’innovazione, ma anche dell’inclusione.

B2B Rocks

Vivi l’evento da vicino con Ninja

Tavole rotonde, keynote e tanti speaker nel programma del festival mondiale dedicato all’innovazione, al digitale e al software SaaS:

  • + 1.500 partecipanti, tra cui 200 speakers VIP e 100 VC
  • 50 conferenze, 20 tavole rotonde e numerosi incontri di business
  • 10 Duplex nei 5 continenti per parlare d’internazionalizzazione
  • 1 Pitch Contest per valorizzare le startup di domani
  • 1 serata di networking in un’atmosfera rilassata e musicale

Il team e la redazione di Ninja seguiranno in diretta l’evento sui canali e sul sito. Tra gli incontri vi segnaliamo “How to hire & build marketing teams at different growth stages?” la tavola rotonda del 10 giugno alle 9.30 moderata da Mirko Pallera, CEO e Founder di Ninja Marketing e Ninja Academy.

Con Ninja al B2B Rocks

Solo per la community Ninja ci sono a disposizione i biglietti gratuiti per B2B Rocks, il festival mondiale dedicato all’innovazione, al digitale e al software SaaS, a Montpellier dal 9 all’11 giugno.

In programma:

  • + 1.500 partecipanti, tra cui 200 speakers VIP e 100 VC
  • 50 conferenze, 20 tavole rotonde e numerosi incontri di business
  • 10 Duplex nei 5 continenti per parlare d’internazionalizzazione
  • 1 Pitch Contest per valorizzare le startup di domani
  • 1 serata di networking in un’atmosfera rilassata e musicale

Utilizza il codice promozionale XVX!RH!J per ottenere un numero illimitato di posti gratuiti al momento della prenotazione.

>>Non perdere l’occasione di partecipare a B2B Rocks! Iscriviti subito<<

La definizione di content manager aggiornata al 2022

Content Manager: chi è, cosa fa, carriera, formazione, guadagni

Un Content Manager, o supervisore dei contenuti, è responsabile della creazione di molteplici forme di contenuto per definire e alimentare la credibilità di un brand o di un’organizzazione. Ha quindi il compito di costruire un’identità di marca e una presenza online attraverso la creazione e la diffusione di contenuti multimediali. 

Si tratta di un profilo specializzato con una formazione nella comunicazione: per questo è un ruolo comune nelle agenzie che offrono questi servizi alle aziende. È un ruolo di responsabilità, che richiede forti capacità di relazione, marketing e leadership.

I compiti includono la guida di un team di professionisti dei contenuti (copywriter, grafici, videomaker, web designer, editor,…) la creazione di strategie di contenuto per evidenziare prodotti e servizi, il community management, nonché il monitoraggio della concorrenza e delle tendenze del mercato per identificare nuove idee.

Cosa non è (più) il Content Manager

Nel 2022, già da qualche anno la figura del Content Manager si è quindi evoluta rispetto al recente passato, quando il Web Content Manager nasceva come figura incaricata di progettare i contenuti di un sito Web, interagendo con Web designer e webmaster per quanto riguarda la realizzazione grafica e la programmazione informatica.

LEGGI ANCHE: T-shaped: perché il mondo ha bisogno di persone con competenze “T”

Cosa fa il Content Manager

Il Content Manager è responsabile di garantire che i valori del brand o dell’organizzazione siano rispettati. Devono familiarizzare con tutti gli aspetti dell’azienda, e particolarmente con la sua presenza sul Web, per creare una content strategy che supporti gli obiettivi desiderati e aiutino a stabilire una strategia di comunicazione efficace sulle diverse piattaforme digitali, declinata a seconda del target e delle possibilità del canale.

Un Content Manager lavora a stretto contatto con team di progetto, editori, sviluppatori e designer per coordinare i contenuti prodotti, gestendo e contribuendo a creare una gamma di contenuti accessibile a un’ampia varietà di utenti da tutto il Web, sui diversi canali.

content manager nel 2022

Compiti pratici e organizzativi

Alcuni compiti pratici da svolgere in prima persona potrebbero essere: scrivere post per il blog aziendale, aggiornare le pagine Web esistenti e crearne di nuove in base agli eventi attuali o alle tendenze del settore, promuovere il lavoro dell’azienda attraverso i social media gestendo la pagina aziendale di Facebook, e i profili Twitter, Instagram e TikTok. Può anche partecipare alla scrittura, alla creazione di loghi o alla regia di video in base al proprio background.

Ciò che rende eccellente un Content Manager resta comunque la capacità di proporre idee creative e comunicarle in modo efficace sia alla dirigenza (o ai referenti dell’azienda clienti), sia ai propri collaboratori. Gestisce quindi team e professionisti della comunicazione come scrittori di contenuti, strateghi dei contenuti, designer grafici, esperti di marketing e videografi per scambiare idee e discutere nuovi obiettivi della campagna. Inoltre, crea e mantiene un calendario editoriale (o piano editoriale) multicanale, per evidenziare le scadenze per progetti specifici.

Possiede forti capacità di leadership in quanto supervisiona il processo di produzione dall’inizio alla fine per garantire la qualità dei contenuti: è un coordinatore e agisce efficacemente come project manager. 

Infine, il Content Manager ideale ha anche una conoscenza dettagliata delle attuali tendenze del marketing online, nonché di quelle del settore dell’azienda per ricercare nuove opportunità per produrre contenuti attuali e adatti a veicolare la comunicazione aziendale. Ricerca prodotti aziendali, servizi, pubblico di destinazione e recensioni dei clienti per aiutare a guidare le loro strategie di contenuto.

Va ricordato che può operare sia come dipendente, sia in qualità di come collaboratore esterno: nel primo caso lavora a stretto contatto con i dipartimenti di marketing, vendite e pubblicità, nel secondo avrà comunque contatti con questi settori, ma sarà più indipendente o, non raramente, focalizzato su progetti e campagne più specifici. 

LEGGI ANCHE: Upskilling e reskilling: l’importanza di certificare le competenze per migliorare la propria vita professionale

Quali competenze deve acquisire un Content Manager

Capacità analitiche

Forse l’abilità più critica per un Content Manager competente è l’attitudine ad assorbire informazioni, valutare e decidere. Le abilità analitiche descrivono la capacità di scomporre e rielaborare informazioni complesse in dati più fruibili, che vengono utilizzate per giungere a conclusioni.

Le abilità analitiche coinvolgono diverse abilità, come il ragionamento logico, la comunicazione, l’analisi dei dati, la creatività, il pensiero critico e la capacità di trovare e ricavare informazioni, modulando e rimodulando le ricerche. Le capacità analitiche chiaramente auspicabili nella maggior parte degli aspetti della vita lavorativa e privata, ma particolarmente essenziali per un Content Manager.

Nel 2022 la gestione dei contenuti Web è un lavoro traboccante di dati. Le analisi e le metriche sono elementi fondamentali della giornata lavorativa del Content Manager medio. Dare un senso a tutte queste informazioni implica mettere in atto quelle capacità analitiche per verificare la correttezza dei dati raccolti dai collaboratori ed elaborarli in modo coerente con la strategia.

Per farlo, il Content Manager dovrà bilanciare capacità analitiche e creatività per ottenere e dimostrare un ROI positivo sulle attività di content marketing. Trovare questo equilibrio è più difficile che in altre discipline come PPC o SEO, che tendono maggiormente verso l’analisi. 

Il ruolo ultimo del Content Manager è decidere, stabilendo cosa pubblicare. Senza solide capacità analitiche è davvero arduo elaborare tutti i dati e capire come orientare la comunicazione del brand o anche solo quale creatività scegliere per un post (o se propendere per un A/B testing!).

Pianificazione temporale

Il tempo di un Content Manager è modellato su quello delle esigenze della direzione (o del cliente dell’agenzia)? Sì, ma le vere deadline sono stabilite dalle abitudini del target della comunicazione.

Un buon Content Manager non solo ha fiuto per i contenuti di tendenza, ma ha predisposto un modo per analizzare le performance temporali dei contenuti e sa che il tempismo è tutto: due post identici non performetanno allo stesso modo pubblicati a mezzogiorno o mezzanotte o in diversi giorni della settimana.

In un secondo momento, con in mano non solo le tendenze del settore e delle piattaforme, ma first part data sulle abitudini di interazione degli utenti di tutti i canali (sito, social, DEM,…), sarà possibile comprendere le loro abitudini e creare dei modelli comportamentali. Studiando le analisi si rintracciano le condizioni più promettenti per la pubblicazione dei contenuti e questo, a sua volta, aiuterà a pianificare il calendario editoriale e a produrre il materiale necessario per tempo.

Un bravo Content Manager quindi deve eccellere nella pianificazione e nella gestione del tempo. Ogni contenuto deve essere pronto, verificato e modificato in tempo per rispettare il programma.

Le esigenze temporali dei vari team, infatti, non vanno stabilite a priori, ma calendarizzate condividendo i le criticità dei processi creativi. Un Content Manager non è solo responsabile della gestione del proprio tempo, ma di tutti i collaboratori: le loro scadenze sono anche le sue scadenze.

A volte il content marketing può essere un lavoro ad alta pressione. È importante essere in grado di mantenere la qualità creativa in scadenze ravvicinate e sovrapposte (per diversi clienti o diversi progetti). 

Vedere il quadro generale è la cosa più importante, vederlo proiettato nel futuro è ancora meglio. A distanza di diversi mesi, potrebbero esserci contenuti bloccati in date speciali, ad esempio per articoli stagionali, saldi speciali o conferenze. Forse uno degli sceneggiatori è in ritardo con un pezzo programmato. Forse è appena successo qualcosa di importante e degno di nota. 

Ciò significa essere pronti a destreggiarsi tra con breve preavviso, con alcuni contenuti in alcune date che non possono essere modificati.

Il Content Manager deve gestire tutto ciò in modo rapido e veloce, nel rispetto del brand e delle strategie di contenuto. Può fare un buon lavoro con tutto ciò solo pensando sempre con una prospettiva ampia, pianificando e anticipando diversi mesi di contenuti in anticipo.

content strategy

Leadership

L’ultima considerazione conduce direttamente a un’altra abilità fondamentale per un Content Manager: la leadership. Un Content Manager è il capitano di una nave, presidiata da copywriter, grafici e community manager: guidare quella nave a destinazione richiede una guida naturale.

Un team leader incarna qualità che ispirano il resto del team a lavorare al massimo livello. Queste qualità includono una comunicazione chiara, un’organizzazione eccellente, fiducia, rispetto, gentilezza, integrità e capacità di delega. Quest’ultima, in particolare, è tanto più facile quanto più si è capaci di lavorare insieme ai diversi team.

Se la leadership non è un’abilità già acquisita, può essere sviluppata attraverso l’esperienza, ma prima di assumere un ruolo da Content Manager è meglio perfezionare le proprie abilità di guida nella propria carriera lavorativa (vedi sezione dedicata dell’articolo).

Creatività e curiosità

Essere persone curiose e di mentalità è una predisposizione importante per essere Content Manager. Un forte desiderio di acquisire conoscenze e informazioni e un genuino appetito per l’apprendimento sono estremamente importanti dato che il content marketing riguarda la creazione e la cura di contenuti che sono rilevanti e preziosi per un pubblico. 

Non si tratta solo di empatia, ma di un genuino desiderio di comprendere le meccaniche, le storie che le persone “si raccontano” per delineare la propria identità e definire il mondo che le circonda.

Solo così è possibile intervenire con una comunicazione efficace, dove la creatività ha sempre uno scopo che va oltre la sorpresa o la bellezza, ma la capacità di convincere. 

Anche per questo la formazione di un Content Manager può essere molto variegata e coinvolgere contesti creativi diversi dal copywriting.

Copywriting

Il copywriting resta comunque un’abilità imprescindibile: se i visual catturano l’attenzione, è il copy a delineare il con precisione il messaggio e l’azione che si desidera stimolare (Call To Action). Nel 2022, con l’ampliarsi delle tipologie di contenuti multimediali, il paradigma non cambia: in un podcast, per esempio, le immagini vengono sostituite dalle sonorità, ma il copy resta a dettare il senso della comunicazione.

Sebbene il copywriting sia un compito creativo, non è esattamente un’arte: non si tratta di solo di ispirazione, ma di un approccio più ponderato al processo creativo, fatto di routine consolidate e di un ampio vocabolario

Tuttavia, devi avere un talento per la scrittura e per valutare la scrittura, cioè per capire quando un testo è avvincente e facilmente riconoscibile, quando cambiare tone of voice (TOV), quando il messaggio non è chiaro o devia dal brief o non è in linea con il brand.

Nella maggior parte dei casi, i copywriter si occuperanno della maggior parte del lavoro di stesura. Tuttavia, il Content Manager deve essere in grado di prendere in mano la situazione (e la penna) quando necessario.

Competenze tecniche

La gestione dei contenuti Web è un lavoro anche anche tecnico, nel senso dell’IT. Ha molti requisiti creativi, certo, ma ha a che fare con le logiche sottese al funzionamento del Web. 

Mentre i copywriter possono in gran parte evitare il lato tecnico delle cose, i Content Manager non possono permetterselo. Devono rimanere aggiornati sugli ultimi aggiornamenti dei social media e sulle piattaforme editoriali più popolari online. L’efficacia del lavoro di un Content Manager dipende in gran parte dalla sua capacità di navigare nel labirinto in continua evoluzione della pubblicazione di contenuti digitali.

Naturalmente, i Content Manager non sono ingegneri informatici. Di solito non hanno bisogno di conoscere i linguaggi di programmazione, anche se un po’ di HTML non guasta.

Infine, i Content Manager dovrebbero avere una solida conoscenza del gergo e di quando usarlo: ci sono decine di termini, acronimi e inglesismi nel mondo del marketing online, che vanno utilizzati in funzione dell’interlocutore e della situazione. Non si parla allo stesso modo a un team grafico e al board che sta valutando il progetto. A differenza di un avvocato, che deve usare formulazioni inappellabili, nel marketing spesso la strada migliore è la semplicità.

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Come si diventa Content Manager

Non serve una laurea specifica per entrare in questo campo poiché ci sono modi molto eterogenei per iniziare un percorso per questa particolare carriera, anche se una formazione nella comunicazione e nel marketing è una buona diffusa. Un Content Manager può iniziare con un background in giornalismo, marketing o IT, oppure passare al ruolo dopo aver acquisito esperienza in un’altra area dell’azienda.

Ciononostante, è possibile delineare un percorso mirato.

Formazione del Content Manager

È necessario acquisire familiarità con i canali Web più utilizzati: il primo passo è guardare con occhio professionale i contenuti prodotti dai propri brand preferiti, seguendoli sui social network, iscrivendosi alle newsletter, navigando i siti e via dicendo, cercando di cogliere i funnel, le best practice e le mancanze. Successivamente, per fare pratica, è necessario lavorare alla creazione di contenuti in agenzia, oppure sviluppando un proprio progetto. 

È poi importante un’esperienza di scrittura per i media online, cartacei o entrambi. I potenziali datori di lavoro cercheranno di capire le abilità del candidato nella creazione di contenuti ancora prima che nella gestione di una content strategy, quindi è importante conservare copie del lavoro svolto, meglio se organizzate in un portfolio.

Un candidato può seguire un corso specializzato per apprendere alcune delle competenze necessarie per la produzione di contenuti web. Le materie rilevanti includono giornalismo, editoria, media e comunicazione, PR e marketing.

Non sono invece necessarie competenze informatiche specifiche, né abilità grafiche, sebbene la conoscenza dei principi web design e ux design sia necessaria per un lavoro che consiste nell’organizzare il flusso di ideazione e produzione dei contenuti per il Web.

Lavoro

Prima di diventare Content Manager sono necessari alcuni anni di esperienza nella creazione di contenuti: è quindi necessario puntare a posizioni nel marketing o nella pubblicità. Le opportunità di lavoro migliori sono quelle che consentono di lavorare con contenuti web, SEO e gestione di persone, anche nel semplice rapporto tra i componenti di una coppia creativa o come account. 

Per ottenere un po’ di esperienza di leadership è possibile fare domanda per posizioni di project management e sviluppare le proprie capacità nella guida di una squadra, oppure offrirsi come supporto ai team leader per iniziare a seguire non solo la parte di creazione, ma anche quella di guida di un team.

Dopo aver acquisito esperienza nella creazione, è tempo di passare alla gestione dei contenuti. Se l’azienda ha posizioni aperte o offre uno sviluppo professionale che prepara per il ruolo di Content Manager. È possibile anche offrire le proprie capacità ed entrare nel mercato del lavoro: l’head hunting in questo settore è più vivace che mai dopo la recente emergenza sanitaria e fenomeni globali come le Grandi Dimissioni. Dimostra le tue capacità di leadership del team, organizzazione e creatività.

Opportunità di carriera per un Content Manager

Come suggerisce il titolo, la maggior parte delle posizioni di Content Manager sono lavori dirigenziali o di livello esecutivo. Ciò significa che di solito non sono aperte a persone nuove del settore. Invece, è necessario prima avere diversi anni di esperienza di livello base o junior. Molti Content Manager acquisiscono esperienza in lavori come social media manager, professionisti che organizzano e realizzano contenuti le piattaforme social, oppure come redattori/editor, che lavorano a stretto contatto con i Content Manager nel tentativo di perfezionare i contenuti dedicati al Web. 

Sebbene alcuni Content Manager ricevano soddisfazione da questo ruolo e ne facciano il coronamento della propria carriera, altri usano questa posizione come trampolino di lancio verso altri ruoli esecutivi.

 Una volta acquisita esperienza con la gestione dei contenuti, è possibile qualificarsi per profili come:

  • Responsabile marketing e promozioni: i Content Manager che hanno un’esperienza di marketing più completa spesso cercano questa posizione dirigenziale per guidare gli sforzi di marketing digitale di un dipartimento.
  • Chief Marketing Officer: molti Content Manager aspirano ad assumere questo ruolo esecutivo. I CMO supervisionano tutte le iniziative di marketing di un’azienda, fornendo indicazioni strategiche e collaborando con altri dirigenti per prendere decisioni aziendali chiave.

Quanto guadagna un Content Manager

A seconda dell’esperienza e delle dimensioni dell’azienda, in Italia la Retribuzione Annua Lorda (RAL) di un Content Manager è di 30.000 € (circa 1.727€ netti al mese): può partire da uno stipendio minimo di 21.000€ lordi all’anno, mentre lo stipendio massimo può superare i 60.000 € lordi all’anno.

quanto guadagna un content manager

Esempio di domanda di lavoro per Content Manager

Siamo alla ricerca di candidati che possiedano la capacità di pensare in modo sia creativo, sia analitico. I compiti del Content Manager includono la produzione e la pubblicazione di contenuti, la scrittura, la modifica e la correzione di bozze, la formulazione di strategie di contenuto e la gestione di un team di contenuti, tra le altre attività.

Il Content Manager dovrebbe essere a proprio agio nel trovare modi creativi per costruire una presenza online, oltre a utilizzare l’analisi nella formulazione di una strategia dei contenuti multipiattaforma che aiutino a promuovere il coinvolgimento online.

Responsabilità:

    • Formulare una strategia di contenuti multipiattaforma.
    • Gestire un team di contenuti composto da scrittori, grafici, videomaker, ecc.
    • Fornire supporto editoriale, creativo e tecnico ai membri del team.
    • Supervisionare la gestione dei contenuti su tutte le piattaforme online.
    • Scrivere, modificare e correggere bozze di contenuti.
    • Community management.
    • Analizzare gli output della comunicazione e pianificare le azioni correttive.

Requisiti:

    • Laurea in comunicazione, giornalismo, lettere.
    • 3-4 anni di esperienza in agenzia o in un ruolo simile.
    • Ottime capacità di comunicazione scritta e verbale.
    • Conoscenza dei più diffusi sistemi di gestione dei contenuti (CMS).
    • Esperienza nella gestione dei social media.
    • Creatività e capacità di sviluppare contenuti originali.
    • Capacità di sviluppare contenuti coinvolgenti.
    • Forti doti di leadership.

Requisiti preferenziali:

    • Conoscenza delle best practice di Search Engine Organization.
    • Competenza del linguaggio HTML e pratica nell’editing di pagine Web.

Le domande al colloqui di lavoro per la posizione di Content Manager

Come stabilisci gli obiettivi per il content marketing?

I responsabili delle assunzioni possono porre questa domanda per valutare la comprensione degli obiettivi di marketing. La risposta dovrebbe condurre a come si lavora con i colleghi per decidere i parametri e come utilizzare la ricerca per impostare i KPI. È possibile anche citare il processo di reporting e il modo in cui la strategia viene reimpostata per migliorare i risultati.

Qual è il tuo processo per stabilire il tone of voice del brand?

La domanda mira ad assicurarsi che il candidato possa creare contenuti che esprimano efficacemente e in modo appropriato i valori e i messaggi del brand. Serve spiegare alcuni dei passaggi del proprio flusso di lavoro tipico, che potrebbe iniziare con la revisione dei contenuti esistenti, l’analisi della mission del brand e la raccolta delle testimonianze dei clienti. È possibile anche descrivere come vengono sviluppate le linee guida per scrittori e altri collaboratori per mantenere coerenti i messaggi.

Come decidi quali argomenti trattare?

Questa domanda può mettere alla prova la creatività del candidato e la sua capacità di sviluppare una strategia efficace. È bene quindi parlare del proprio processo di ricerca, che potrebbe comportare passaggi come il colloquio con i clienti, l’incontro con il team di vendita, la revisione delle analisi del sito Web o l’analisi delle tendenze del settore.

Cosa è per te un buon contenuto?

Gli intervistatori spesso fanno questa domanda di base perché vogliono sapere come viene misurato il successo. Una buona risposta dovrebbe trasmettere la tua passione per una scrittura chiara ed efficace, nonché impegno nello sviluppo di contenuti che soddisfino le esigenze dell’azienda (o delle aziende clienti).

Come gestisci i team?

Poiché i Content Manager spesso devono supervisionare i team creativi interni o delle agenzie di marketing, è possibile che l’intervistatore chieda informazioni sullo stile di gestione. Visionario, democratico o ispirato al coaching, ogni risposta è giusta purché motivata da un ragionamento che lo colleghi alla crescita dell’azienda, all’efficienza della pianificazione strategica e al raggiungimento degli obiettivi di comunicazione.

Lista di risorse e corsi utili per diventare Content Manager

Il Content Manager è una professionalità che può essere coltivata grazie all’acquisizione di competenze aggiornate, germogliare con l’esperienza e dare frutto grazie a un approccio attivo e curioso verso i brand ai quali via via verranno applicate le proprie abilità di comunicazione e organizzazione.

Per quanto riguarda la formazione, il corso per diventare un Maestro del Content Marketing della Ninja Academy unisce praticità di fruizione e completezza delle nozioni. Include:

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Dalla Content Strategy ai KPI più adeguati, dallo Storytelling alla Scrittura per il Web: scopri oltre 150 contenuti per pianificare campagne di Content Marketing efficaci.

Blockchain Revolution: cosa sta cambiando (e non te ne stai accorgendo)

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi. L’argomento di questa puntata è dedicato alle opportunità della blockchain, gli elementi principali che la caratterizzano ed esempi di applicazione nel business.

A parlarne con noi  Federico Rivi giornalista e consulente Bitcoin.

Non perderti i punti salienti dell’intervista:

  • Elementi principali che caratterizzano la blockchain
  • Esempi di applicazione nel business
  • Le opportunità della blockchain
  • Cosa aspettarci dal futuro

b2b rocks partecipanti

B2B Rocks col suo format alternativo omaggia Viva Tech

B2B Rocks, la conferenza globale che dal 9 all’11 giugno ospiterà i massimi esponenti internazionali in ambito SaaS a Montpellier, si ispira a Viva Tech.

Viva Technologies non ha bisogno di presentazioni. Da sei anni, questa grande conferenza annuale è diventata il luogo d’incontro dell’innovazione tecnologica e delle startup a Parigi. Organizzata a Porte de Versailles, Viva Tech riunisce ogni anno quasi 45 mila visitatori e oltre 5 mila startup. B2B Rocks segue la stessa dinamica, offrendo un formato intimo, dirompente e decisamente innovativo.

Che si tratti di una startup ospite o di un professionista, Viva Tech è un appuntamento imperdibile in quanto mette i partecipanti in relazione diretta con gli interlocutori strategici dell’evento.

b2b rocks

L’ispirazione di B2B Rocks nasce proprio da questa constatazione pur proponendo un formato differente. La dimensione dell’evento è limitata a 1.500 partecipanti per garantire una reale vicinanza tra i partecipanti e i relatori. La tecnologia Braindate permetterà a tutti di prolungare gli scambi dopo le conferenze in spazi privati. Il programma stesso si concentra sulle principali questioni del settore, con un focus sui temi della crescita, ma anche dell’inclusione e dell’impatto della componente femminile nei team di lavoro.

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Perché B2B Rocks va in scena a Montpellier

Montpellier rimane la culla più tecnologica della Francia. Al di fuori dell’Ile-de-France, la regione dell’Occitania è quella che genera il maggior fatturato in campo software. Il collegamento con questo mondo è logico e diretto: l’area possiede 60 mila impiegati nel settore tech, di cui 20 mila con sede a Montpellier.

La scelta di Montpellier è dovuta anche per le sue attrazioni, coerenti con i valori di B2B Rocks. Non solo le dimensioni della città permettono di incontrarsi senza difficoltà, ma il Domaine de Biar è un luogo ideale per immaginare un evento straordinario di questo tipo.

LEGGI ANCHE: SaaS e Tech: il B2B Rocks va in scena a Montpellier

B2B Rocks, un format dirompente

B2B Rocks si presenta come una conferenza professionale in modalità “festival”. L’ultimo giorno, sabato 11 giugno, la comunità è invitata a rilassarsi su una spiaggia privata vicino a Montpellier. L’idea è quella di svagarsi in un ambiente unico nel suo genere, con l’obiettivo di facilitare l’interazione tra fruitori e relatori.

B2B Rocks

Solo i partecipanti avranno la possibilità di sfidare a paddle Tricia Miller (Vice Presidente di Twilio), Clara Chappaz (Direttrice della French Tech), Colin Lalouette (Presidente di B2B Rocks e fondatore di Appvizer) e altri personaggi di spicco.

Tra le altre rock star presenti, giusto per citarne alcuni, ci saranno Jonathan Anguelov (Aircall), Krish Subramanian (Chargebee), Kat Borlogan (Contentsquare) ed Heidi Elmore (Zoom).

LEGGI ANCHE: Individuare i lead più qualificati tra i prospect: intervista ad Armando Biondi

Ninja sarà presente all’evento

Tra speaker, tavole rotonde e keynote sui temi della tecnologia e del Saas, il team e la redazione di Ninja non potevano mancare.
L’evento sarà seguito real time sul sito e sui canali social. Immancabile la tavola rotonda del 10 giugno alle 9.30 dal titolo “How to hire & build marketing teams at different growth stages?” moderata da Mirko Pallera, CEO e Founder di Ninja Marketing e Ninja Academy.

mirko b2b rocks

Con Ninja al B2B Rocks

Solo per la community Ninja ci sono a disposizione i biglietti gratuiti per B2B Rocks, il festival mondiale dedicato all’innovazione, al digitale e al software SaaS, a Montpellier dal 9 all’11 giugno.

In programma:

  • + 1.500 partecipanti, tra cui 200 speakers VIP e 100 VC
  • 50 conferenze, 20 tavole rotonde e numerosi incontri di business
  • 10 Duplex nei 5 continenti per parlare d’internazionalizzazione
  • 1 Pitch Contest per valorizzare le startup di domani
  • 1 serata di networking in un’atmosfera rilassata e musicale

Partecipando, potrai incontrare Matthieu Gombeaud (Aircall), Tricia Miller (Twilio), Charlotte Philippe (Meta/Facebook), Rémi Aubert (AB Tasty) e Clara Chappaz, direttore della French Tech.

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attacco DDoS

Cos’è un attacco DDoS e quali sono gli obiettivi di Killnet

Torna la minaccia degli attacchi DDoS. Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento considerevole degli attacchi hacker a livello globale da parte di gruppi nuovi e spesso sconosciuti, ma anche da parte dei gruppi più conosciuti al pubblico con Anonymous.

Con l’inizio del conflitto in Ucraina questi fenomeni si sono susseguiti a un ritmo vertiginoso, dovuto anche al fatto che gli attacchi informatici rientrano da anni nelle strategie offensive (e difensive) militari, al pari e parallelamente agli attacchi con le armi convenzionali.

La notizia recente, che ci riguarda in prima persona perché l’Italia è vista come un Paese ostile alla Russia, viene dal gruppo filorusso Killnet che il 20 maggio ha messo a segno vari attacchi verso le nostre istituzioni quali ministero dell’ambiente, ministero degli esteri, il consiglio superiore della magistratura e altri ancora, ha minacciato nuovi attacchi proprio questo lunedì.

Perché parliamo di attacco DDoS

La tipologia di attacco spesso messa in atto da questi gruppi, viene definita DDoS acronimo di Distributed Denial of Service che punta a generare un sovraccarico di richieste verso il server vittima dell’attacco così da renderlo indisponibili in rete. Esistono varie tipologie di attacco DDoS sulla base del livello di protezione della vittima e dell’obiettivo che si vuole conseguire con questo attacco.

L’attacco DDoS minacciato verso l’Italia da Killnet per il 30/05/2022 prevede una lista di ben 19 obiettivi, tra quelli che vengono considerati cruciali per lo Stato Italiano sia a livello operativo che a livello di immagine.

Tra questi:

Autorità di Regolazione per Energia Siti e Ambiente

Eni

Ministero dei Beni Culturali

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attacco DDoS

Perché è importante

La risposta a queste minacce viene dalla nostra Agenzia per la cybersicurezza, la quale ha riferito che gli attacchi di tipo DDoS possono rendere indisponibili i siti per un certo periodo di tempo ma non intaccano l’integrità dei sistemi.

L’attenzione è comunque alta in vista di un possibile salto di qualità della campagna offensiva: aziende ed istituzioni sono state invitate a elevare le difese telematiche contro il rischio intrusioni.

Cosa c’è da sapere

La frequenza di questi attacchi ha confermato che l’Italia si trova nel mirino dei gruppi hacker filorussi e sebbene al momento non hanno prodotto veri danni, sono stati solo degli “avvertimenti” dato che questa tipologia di attacchi DDoS si è dimostrata meramente dimostrativa.

L’obiettivo è quello di destabilizzarci e comunque farci sentire minacciati, seminare dubbi e sfiducia nella popolazione nei confronti della capacità delle istituzioni di poterci proteggere da attacchi informatici.

Si può considerare un DDoS di questo tipo come un’arma all’interno di un arsenale più ampio e certamente più sofisticato.
Ormai questa guerra ha reso chiaro a tutti che gli strumenti cyber adoperati contro un Paese hanno un’utilità varia che va dalla infowar (fake news) a tentativi di demoralizzazione (DDoS, defacement) fino a danni a infrastrutture critiche e server di aziende, istituzioni per minare l’operatività (con wiper e con DDoS, che hanno anche un effetto demoralizzante).

Proteggersi da questi attacchi è possibile non solo utilizzando software per la protezione dei server e computer, fare attenzione ad aggiornare i nostri sistemi operativi con tutte le patch di sicurezza rilasciate, ma anche dotandosi di firwall hardware per filtrare il traffico che proviene dall’esterno.

Ovviamente questi consigli sono la base sulla quale iniziare a costruire la cybersicurezza dei nostri sistemi informatici e da soli non garantiscono la prevenzione di un’attacco DDoS.

Conclusioni

Il conflitto Ucraino ha inasprito i rapporti con la Russia e con il passare del tempo si prevede un salto di qualità nella campagna cyber, che vede proprio i russi tra gli attori in prima linea verso i Paesi che hanno aderito all’adozione delle misure economiche restrittive.

E se le attuali azioni di molti gruppi hacker filorussi come Killnet sono più che altro propagandistiche e dimostrative, il futuro potrebbe riservare tentativi ostili di più ampia portata. Non a caso, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha invitato il 13 maggio scorso gli operatori più esposti, inclusi i gestori di infrastrutture critiche, a elevare le difese telematiche contro il rischio intrusioni risolvendo urgentemente 71 vulnerabilità che vengono utilizzate dagli hacker nel loro modus operandi.

Più che a Killnet, dunque, la preoccupazione degli apparati di sicurezza è rivolta ad una possibile escalation dell’offensiva che potrebbe trovare impreparati molti sistemi chiave per la sicurezza dello Stato.

Mercoledì scorso è stata presentata la Strategia nazionale di Cybersicurezza 2022-2026, una vera e propria roadmap finalizzata ad aumentare la resilienza della pubblica amministrazione e delle imprese, recuperando il ritardo accumulato rispetto ad altri Paesi come Francia e Germania.