digital tool lavoro flessibile

Mailtolink, Readwise e Affinio, i digital tool della settimana

Riunioni, appuntamenti, videochiamate. E poi call, report da consegnare e scadenze.

La vita lavorativa può essere una vera corsa a ostacoli e raggiungere il traguardo diventa un’impresa. In questa lista abbiamo selezionato alcuni strumenti digitali in grado di darti una mano a superare indenne la competizione: piccoli consigli per migliorare la produttività, attraverso i tanti tool disponibili in rete.

Enjoy!

Piccoli segreti per facilitare la vita con le email

tool mailto

Può capitare quando si scrive un copy o un testo per un sito web, di dover inserire collegamenti ipertestuali che puntino direttamente all’email di un certo indirizzo. Mailtolink.me è un piccolo strumento intelligente per creare link ‘mailto’ precompilati con oggetto, corpo, copia conoscenza e copia nascosta

Leggere meglio, leggere di più e dimenticare di meno

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Se hai l’impressione che le tue letture non ti lascino nulla, o hai paura di dimenticare i passaggi più importanti dei tuoi libri preferiti, Readwise è l’app che ti aiuta a valorizzare note e passaggi chiave, riassumendoli poi con una “preziosa” email quotidiana.

Riconoscere gli hype

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Produrre contenuti che interessino le persone è la chiave per far crescere i propri numeri sui social, ma non è sempre immediato. Ci viene in soccorso Exploding Topics, un nuovo e brillante strumento per individuare gli argomenti che stanno raggiungendo un picco di interesse.

Affinità elettive

tool affinio

Anche nel marketing esistono, ma servono a connettersi meglio con le persone utilizzando i dati sui loro interessi. Affinio è una piattaforma di marketing strategy che aiuta ad utilizzare al meglio questi dati.

Link sui video di TikTok

evry

In pochi anni è diventato un canale irrinunciabile anche per le aziende, ma molti stanno ancora scoprendo come usarlo al meglio. Un esempio? Aggiungendo link ai video. Per farlo potresti aver bisogno di un tool come evry.link, per mostrare i prodotti direttamente ai tuoi follower.

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Se hai trovato utili questi tool, attiva la prova gratuita di Ninja PRO Information. Riceverai ogni giorno le news sempre aggiornate (anche in versione audio), insight, analisi degli esperti e i nostri consigli sui migliori strumenti.

Quando un brand perde la propria Missione: il caso Robinhood

Robinhood, l’app di trading azionario sembra aver smarrito la strada, quando giovedì ha deciso di bloccare l’acquisto degli stock GameStop, che gli utenti stavano acquistando in massa per “spremere” gli hedge fund che avevano scommesso sul ribasso del titolo.

LEGGI ANCHE: La strana storia di GameStop: business da old economy e azioni alle stelle

Secondo una fonte vicina all’azienda, dopo aver esultato per il forte aumento delle azioni di GameStop e di altri titoli venduti allo scoperto dagli hedge fund, alcuni dipendenti di Robinhood hanno pubblicamente condiviso la loro frustrazione e confusione con i colleghi circa le improvvise restrizioni commerciali.
Dal loro punto di vista, Robinhood sarebbe andato contro la missione dichiarata di “democratizzare la finanza” per gli investitori individuali, che all’inizio di questa settimana sembravano aver messo in discussione le regole di Wall Street, grazie anche all’app di trading.

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Le reazioni dei dipendenti

Questa situazione stabilisce un precedente orribile“, ha scritto un dipendente su Blind, una piattaforma che verifica gli account email aziendali prima che gli iscritti possano pubblicare, in modo anonimo, opinioni e recensioni sulla propria azienda.

La startup, che è stata tra i maggiori beneficiari e catalizzatori dell’attuale boom del mercato azionario, ha indicato in un post sul blog giovedì pomeriggio che era stata costretta a fermare il trading perché non aveva abbastanza capitale per coprire i rischi associati a tali scambi, in conformità con i requisiti normativi.

Questa dichiarazione ha però sollevato alcune domande sul bilancio di Robinhood e sulla capacità di gestire il livello di trading dell’applicazione. Ha anche messo in dubbio l’attesa quotazione pubblica della società, programmata per quest’anno. Giovedì, la società aveva annunciato un finanziamento di un miliardo di dollari di emergenza da parte di investitori esistenti e ha anche dichiarato che avrebbe di nuovo permesso ai suoi clienti di fare acquisti limitati di azioni limitate dal giorno successivo.

Prima che Robinhood spiegasse il motivo dello stop, importanti imprenditori come Chamath Palihapitiya e Sam Altman e politici tra cui Alexandria Ocasio-Cortez avevano criticato l’operazione con post sui social media e in televisione. Anche se giovedì sera Robinhood era ancora l’app più scaricata nell’App Store di Apple, il suo competitor Webull è salito al secondo posto.

L’episodio potrebbe anche comportare un maggiore controllo normativo di Robinhood, che prima di questo episodio puntava a presentare l’IPO in un’offerta pubblica iniziale che potrebbe far salire la valutazione della società a più di 20 miliardi di dollari.

gamestop robinhood

LEGGI ANCHE: Elon Musk inserisce #bitcoin nel profilo Twitter e il titolo vola

Un bonus ai dipendenti di Robinhood

Per placare gli animi dei dipendenti delusi, Robinhood ha fornito ai suoi circa 1000 dipendenti un credito di 40 dollari da usare su DoorDash. Ad alcuni, tuttavia, non è sembrato un gesto sufficiente.

In uno screenshot recuperato da The Information, un dipendente avrebbe pubblicato su Blind un post definendo il bonus: “40 dollari per comprare la nostra morale“.

La situazione è precipitata quando, dopo le restrizioni non solo di Robinhood ma anche di Public e Webull, come di più grandi broker come E-Trade e TD Ameritrade, i “titoli meme”, come sono stati chiamati GameStop, AMC e altri, hanno di nuovo ricominciato a scendere, pur mantenendosi molto in rialzo rispetto all’inzio del mese.

Ad alimentare il sospetto che Robinhood stesse dando una mano agli stakeholder che puntavano al ribasso del titolo, ha contribuito la decisione di sospendere solo gli acquisti delle azioni, permettendo invece le vendite: la posizione di outsider che sta dalla parte degli sfavoriti è sensibilmente scalfita.

Co-fondata nel 2013 dagli ex compagni di stanza dell’Università di Stanford Vlad Tenev, ora CEO, e Baiju Bhatt, ora entrambi trentenni, l’app pubblicizza scambi gratuiti e un’interfaccia spensierata che appare familiare a una generazione cresciuta con gli smartphone. Robinhood permette anche agli investitori di acquistare azioni parziali, mettendo azioni ad alto prezzo come Amazon o Tesla alla portata dei piccoli investitori. Dai tre milioni di clienti su cui l’azienda poteva contare all’inizio del 2020, ha concluso l’anno con più di 13 milioni di iscritti.

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Elon Musk inserisce #bitcoin nel profilo Twitter e il titolo vola

Il CEO di Tesla e di SpaceX, Elon Musk, inserisce nella sua biografia di Twitter l’hashtag “#bitcoin” accompagnata dal rispettivo logo e le azioni volano alle stelle.

Dopo il caso GameStop, il tweet di Musk viene considerato un forte endorsement alla criptovaluta, spingendone immediatamente il valore, che in meno di mezz’ora è tra i trending topic in tutto il mondo, con un’impennata del prezzo da circa 32 mila dollari a poco più di 38 mila dollari, per attestarsi poi intorno ai 36 mila, passando dal 14% al 18%.

LEGGI ANCHE: La strana storia di GameStop: business da old economy e azioni alle stelle

elon musk bitcoin

“In retrospect, it was inevitable”, ovvero “in retrospettiva era inevitabile”, twitta poco dopo lo stesso CEO di Tesla, riconosciuto da poche settimane come l’uomo più ricco al mondo, con un patrimonio da 187miliardi di dollari (sebbene conteso con Jeff Bezos, in base alle oscillazioni del valore delle azioni Tesla per Musk ed Amazon per Bezos).

La capacità di influire sulla finanza speculativa

Musk si conferma, così, una delle personalità più influenti nel direzionare i mercati finanziari. È bastato, infatti, un semplice cambio di status, per far arrivare il titolo alle stelle. Non è la prima volta, inoltre, che esprime il suo consenso verso la criptovaluta, avendo sempre sostenuto in passato, attraverso Twitter, di non aver problemi nel farsi pagare in Bitcoin, quando in passato il titolo ha raggiunto il suo massimo storico.

E se qualcuno immagina, in futuro, di poter comprare un’automobile Tesla utilizzando i Bitcoin, gli esperti di finanza speculativa evidenziano come sia ancora difficile da utilizzare come metodo di pagamento a causa delle forti oscillazioni del suo valore.

elon musk bitcoin

Elon Musk, CEO Tesla

Il precedente: il caso GameStop

Il giorno precedente Musk si era schierato in sostegno del titolo GameStop contro gli short sellers e le società di brokeraggio, sostenendo la posizione di Alexandria Ocasio-Cortez, deputata democratica anti-establishment del partito di Biden, ed esprimendo il suo dissenso per quella è considerata una manipolazione di mercato.

Le forti posizioni di entrambi, attraverso Twitter, si erano opposte alla decisione di alcune grandi piattaforme di trading online di fermare l’acquisto dei titoli di GameStop, dopo i forti rialzi delle scorse settimane (avevano infatti annunciato la chiusura delle contrattazioni a causa della “straordinaria volatilità dei mercati”). All’origine della scelta, l’azione coordinata di piccoli investitori raccolti su un forum di Reddit, l’aggregatore di social news e forum di discussione molto popolare negli Stati Uniti, provocando prima un ribasso del 44% e poi un incremento esponenziale da un minimo di 112 dollari a un massimo di 483 nel giro di poche ore.

Un blocco considerato inaccettabile dalla deputata Alexandria Ocazio-Cortez, sostenuta anche da Elon Musk nel chiedere un’indagine dopo lo stop al trading dei titoli, con la proposta di un’audizione alla commissione servizi finanziari.

GameSTop, considerato “tra i titoli caldi”, con una crescita pari al 335%, prospetta ancora colpi di scena anche nelle prossime ore.

 

report

50+ report per farsi trovare pronti alle sfide del 2021

Le previsioni sui trend che condizioneranno i mesi futuri sono parte integrante di ogni processo di pianificazione. Conoscere come si stanno muovendo i mercati, in che modo si stanno comportando le diverse categorie di consumatori e quali strade percorreranno i settori industriali diventa ancora più importante in un momento storico ambiguo come il nostro, che fatica a fornire indicazioni chiare sugli sviluppi futuri anche a causa della pandemia di Covid, che sta sconvolgendo alcune delle certezze acquisite fino ad ora.

Sostenibilità ambientale, tecnologia, viaggi, nessun settore può sottrarsi all’incertezza della nuova situazione. La soluzione è, come sempre, affidarsi ai numeri, per cercare di gettare luce sul prossimo futuro.

Questa collezione, in continuo aggiornamento, di report e analisi per l’anno 2021 e per quelli a venire, punta proprio in questa direzione: fornire gli strumenti ideali per comprendere a fondo quello che sta succedendo intorno a noi e muoversi senza inciampo.

Puoi accedere a questa cartella per visionare tutti i report o cliccare sulle immagini raggiungere quello che ti interessa.

#1. ABI Research – 68 Tech Trends That Will Shape 2021

ABI Research - 68 Tech Trends That Will Shape 2021 -_EN

#2. ABTA’s – Six Trends for Travel in 2021

ABTA's - Six Trends for Travel in 2021

#3. Accenture-Fjord – Trends-2021

Accenture-Fjord - Trends-2021-Full -_EN

#4. Accupac – Sustainability Trends to Watch for in 2021

Accupac - Sustainability Trends to Watch for in 2021 -_EN

#5. ADA – The Next Ten Years_Tech Trends that Matter

ADA - The Next Ten Years_Tech Trends that Matter -_EN

#6. ARK – Invest BigIdeas 2021

ARK–Invest_BigIdeas_2021

#7. CISCO – 2021 Global Networking Trends Report

CISCO - 2021 Global Networking Trends Report -_EN

#8. Connecting the Dots 2021

Connecting the Dots 2021

#9. Contagious – Most Contagious 2020

Contagious - Most Contagious 2020 -_EN

#10. Content Marketing Institute – B2B Insights for 2021

Content Marketing Institute - B2B Insights for 2021 -_EN

#11. Deloitte – 2021 Global Marketing Trends

Deloitte - 2021 Global Marketing Trends -_EN

#12. Deloitte – Global Blockchain Survey 2020

Deloitte - Global Blockchain Survey 2020 -_EN

#13. Deloitte – Tech Media Telecom Predictions 2021

Deloitte - Tech Media Telecom Predictions 2021 -_EN

#14. Deloitte – Tech Trends 2021

Deloitte - Tech Trends 2021 -_EN

#15. Dentsu – Brave New Normal Creative Trends 2021

Dentsu - Brave_New_Normal_Creative_Trends_2021 -_EN

#16. EITO Western EU- 11 Tech Trends for 2021 and Beyond

EITO Western EU- 11 Tech Trends for 2021 and Beyond -_EN

#17. Fashion Snoops – 2021 Macro Cultural and Colour Trends

Fashion Snoops - 2021 Macro Cultural and Colour Trends -_EN

#18. Forrester Predictions 2021

Forrester_Predictions-2021_APAC

#19. GARTNER – Top Strategic Technology Trends for 2021

GARTNER - Top Strategic Technology Trends for 2021 -_EN

#20. Gartner & Ant Group -Top 10 Fintech Trends for 2021

Gartner & Ant Group -Top 10 Fintech Trends for 2021 -_EN

#21. Glassdoor – Workplace Trends 2021

Glassdoor - Workplace Trends 2021 -_EN

#22. GSMA – Global Mobile Trends 2021

GSMA - Global Mobile Trends 2021 -_EN

#23. HELABA – Capital Market Outlook 2021

HELABA - Capital Market Outlook 2021 -_EN

#24. Hootsuite – Social Trends 2021

Hootsuite - Social Trends 2021 -_EN

#25. HR Trends 2021

HRTrends2021-Ebook-EN_final

#26. IAB – Brand Disruption 2021

IAB - Brand Disruption 2021 -_EN

#27. Kantar – Predictions 2021 Media Trends

Kantar - Predictions 2021 Media Trends -_EN

#28. KANTAR – The State of Ecommerce 2021

KANTAR - The State of Ecommerce 2021-_EN

#29. KPMG China – 10 Macro Economic Trends in 2021

KPMG China - 10 Macro Economic Trends in 2021 -_EN

#30. Macorva – Learning & Development Trends to Know for 2021

Macorva - Learning & Development Trends to Know for 2021 -_EN

#31. MCKINSEY – The State of Fashion 2021

MCKINSEY - The State of Fashion 2021 -_EN

#32. MCKINSEY China – Consumer report 2021

MCKINSEY China - Consumer report 2021 -_EN

#33. Monetary Association Singapore – SG Blockchain Ecosystem Report 2020

Monetary Association Singapore - SG Blockchain Ecosystem Report 2020 -_EN

#34. Ogilvy – Shift – The_Future of Retail

Ogilvy - S_hift_-_The_Future_of_Retail -_EN

#35. Oliver Wyman – Singapore FinTech Landscape

Oliver Wyman - Singapore FinTech Landscape -_EN

#36. PANDORA – The 2021 Definitive Guide To Audio

PANDORA - The 2021 Definitive Guide To Audio -_EN

#37. Perspectives on Retail and Consumer Goods Issue

Perspectives-on-Retail-and-Consumer-Goods_Issue-8

#38. PWC APAC – Emerging Trends in Real Estate Asia Pacific 2021

PWC APAC - Emerging Trends in Real Estate Asia Pacific 2021 -_EN

#39. S&P_Global Banks 2021 Outlook

S&P_Global Banks 2021 Outlook -_EN

#40. Signals_Melanie Shreffler – Cultural & Consumer Shifts Defining 2021

Signals_Melanie Shreffler - Cultural & Consumer Shifts Defining 2021 -_EN

#41. Smartly.io – Global Social Media Advertising Trends 2021

Smartly.io - Global Social Media Advertising Trends 2021 -_EN

#42. SPARXOO – 2021 10 Digital Marketing Trends

SPARXOO - 2021 10 Digital Marketing Trends -_EN

#43. Synergy Flavours – Consumer Food Trends for 2021

Synergy Flavours - Consumer Food Trends for 2021 -_EN

#44. Trendhunter – 2021 Trend Report

Trendhunter - 2021 Trend Report -_EN

#45. UOB Asean – Fintech Get Up Reset Go

UOB Asean - Fintech Get Up Reset Go -_EN

#46. Visier – HR People Strategies for an Uncertain Future 2021

#47. We Are Social – Think Forward – Great Reset 2021

We Are Social - Think Forward - Great Reset 2021

#48. WGSN – Future Consumer 2021

WGSN - Future Consumer 2021 -_EN

#49. Willis Towers Watson – 2021 Global Medical Trends Survey Report

Willis Towers Watson - 2021 Global Medical Trends Survey Report -_EN

#50. WPP – Martech 2030_Five Trends in Marketing Technology for the Decade of the Augmented Marketer

WPP - Martech 2030_Five Trends in Marketing Technology for the Decade of the Augmented Marketer -_EN

#51. WVU Marketing Communications 2021 Trends

WVU Marketing Communications 2021 Trends

#52. YELP – 2021 Trend Forecast

YELP - 2021 Trend Forecast -_EN

 

#53. BUZZOOLE – La trasparenza nell’Influencer Marketing

buzzole

#54. DENTSU – The Age of Inclusive Intelligence

dentsu

#55. IAB Outlook 2021

iab outlook 2021

#56. 2021-Vidyard-Video-in-Business-Benchmark-Report

2021-Vidyard-Video-in-Business-Benchmark-Report

#57. OBE – Whitepaper Brabded Podcast

obe whitepaper branded podcast

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La strana storia di GameStop: business da old economy e azioni alle stelle

Nelle ultime settimane il valore delle azioni di Gamestop è aumentato vertiginosamente, sorprendendo gli analisti.

GameStop è una catena di negozi fisici che vende videogiochi, sia nuovi che usati. Una cosa da “old economy”, una sorta di Blockbuster dei videogame che con sempre maggiore difficoltà resiste al fenomeno in ascesa del gaming online. E sembra seguire la stessa strada del gigante di videocassette e DVD a noleggio: il suo bilancio, infatti, è in rosso da alcuni anni e gli analisti prevedono che non tornerà in utile fino al 2023.

LEGGI ANCHE: Joint venture tra Beyond Meat e PepsiCo e il titolo vola il borsa

Cosa succede quando una società in declino sembra avviata verso in fallimento in modo irreversibile, almeno con il modello di business attuale (come quello di GameStop)? In questi casi, gli investitori speculano al ribasso sulle azioni, vendendole allo scoperto. In pratica, vendono azioni “prese in prestito” contando di ricomprarle a un prezzo inferiore.

Il rialzo delle azioni di GameStop grazie ai piccoli investitori

A cosa è dovuta l’improvvisa crescita delle quotazioni, che hanno registrato un aumento dell’860%, in due mesi raggiungendo un prezzo di oltre 159 dollari per azione? Il vertiginoso rialzo è dovuto all’azione di piccoli investitori “amatoriali”, che si sono organizzati in massa su Reddit comprando call options, un tipo particolare di contratto che dà la possibilità (ma non l’obbligo) di acquistare azioni a un prezzo fissato ed entro una certa data. Questa enorme massa di “rialzisti” ha decretato il successo del titolo sul mercato: riuniti su un canale Reddit con più di 2 milioni e mezzo di utenti, hanno comprato azioni di GameStop e invitato altre persone a farlo, facendone lievitare il valore.

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L’ingresso di questi piccoli investitori nei mercati è stato agevolato dall’azzeramento delle commissioni da parte dei broker, dalla possibilità di investire somme anche molto piccole, dal passaparola dei social media e dal notevole tempo libero concesso dal covid. La situazione ha destato molta sorpresa tra gli analisti perché ha dimostrato in maniera evidente che gruppi organizzati di piccoli investitori sono in grado di ribaltare le regole del mercato e influenzare in maniera decisa le transazioni.

In che modo? Questi piccoli investitori comprano opzioni il cui prezzo di esercizio è molto più alto delle quotazioni correnti e che hanno scadenze piuttosto brevi (spesso non più di una settimana), dette “opzioni call out of the money“. La scommessa è tutta nella possibilità che il prezzo salga prima della scadenza, in modo da determinare plusvalenze per gli acquirenti.  Ma cosa succede se sono molte le persone che acquistano stock options su quell’azione? Che il prezzo comincia a salire e i venditori sono costretti a chiudere la propria posizione.
Il riacquisto di un’azione pesantemente venduta allo scoperto può causare una valanga di riacquisti (le cosiddette coperture), dove i venditori stessi sono costretti a riacquistare per evitare di perdere denaro.

Lo short squeeze dei fund shortisti

Si crea quindi un fenomeno chiamato “short squeeze“: letteralmente, i venditori allo scoperto vengono “spremuti a sangue”. Il prezzo sale in modo esplosivo e gli acquirenti di call out of the money possono realizzare grandi guadagni battendo letteralmente i venditori allo scoperto.

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Secondo Francesco Bifulco, Private Banker presso BANCA SELLA – S.P.A., “la variabile fondamentale affinché i social e trader consumer possano riuscire a condizionare la borsa è il flottante del titolo in circolazione“.

Il flottante è il numero di azioni che potrebbero essere comprate sul mercato. Se il flottante è ridotto (ad esempio perché una buona parte è rimasta ai fondatori o perché ci sono altri operatori che per qualche motivo stanno rastrellando azioni e comprando per una strategia di lungo termine, quindi senza nessuna intenzione di rivendere) si possono realizzare queste situazioni di short squeeze dove i social Trader possono mettere in scacco gli hedge fund shortisti.

Se le azioni in circolazione sono poche, all’aumentare della domanda il prezzo sale velocemente e gli stessi shortisti sono costretti a chiudere rapidamente le loro posizioni, ricomprando il titolo e quindi alimentando la pressione al rialzo, perché temono che le azioni in circolazione diventino sempre più difficili da trovare e raggiungano quindi prezzi esorbitanti.

Al contrario, nel caso in cui il flottante sia ampio, i social e consumer Trader non avrebbero la forza economica di mettere in scacco gli hedge fund, sia perché per far salire rapidamente le azioni ci vorrebbero capitali immensi,  sia perché gli hedge fund non avrebbero nessuna fretta di dover ricomprare le azioni e potrebbero mantenere la loro strategia attiva fino a quando non torna vincente, considerato che a loro tempo e capitali non mancano“.

Anche se è chiaro che la vendita allo scoperto, in alcuni casi, può essere considerata più rischiosa di altre strategie, sorprende il fatto che ora siano gruppi di piccoli azionisti a prendere di mira gli short seller.

Cosa può significare per le criptovalute

Il crescente numero di micro investitori che non si rivolgono a Wall Street per alimentare i rally in azioni come GameStop Inc., evidenzia un contesto positivo per Bitcoin, secondo Anthony Scaramucci di SkyBridge Capital.

Il fenomeno esemplifica la decentralizzazione finanziaria, l’idea alla base di Bitcoin“, ha affermato. “Gli smartphone e il trading a basso costo stanno democratizzando il business della gestione del denaro, un tempo insulare e altamente concentrato“, ha aggiunto. SkyBridge ha un’esposizione complessiva in Bitcoin di circa 385 milioni di dollari.

Quello che è successo con GameStop è una prova che Bitcoin può perfettamente funzionare“, ha detto Scaramucci in un’intervista. “Questo è l’inizio della finanza decentralizzata“.

Bitcoin, che è più che triplicato nell’ultimo anno e i sostenitori affermano che sta emergendo come un’alternativa all’oro per gli investitori che cercano di coprire i rischi come l’inflazione. I critici, invece, lo considerano “solo” una mania speculativa. La criptovaluta ha raggiunto un record all’inizio di gennaio di quasi 42.000 dollari, poi è tornata sotto i 30.000 dollari.

3 consigli PRO per migliorare le performance degli annunci su Facebook

  • Facebook mostra gli annunci agli utenti che hanno una maggiore probabilità di intraprendere l’azione impostata dall’obiettivo
  • L’algoritmo di Facebook ritiene il copy del contenuto cruciale per capire se l’annuncio sia effettivamente rilevante per gli utenti e aumentarne le visualizzazioni
  • Un testo che riflette empatia e sensibilità nei confronti di determinati argomenti risulta molto più rilevante per l’algoritmo e verrà mostrato maggiormente sulla piattaforma

 

Quante volte vi è capitato di impostare un annuncio su Facebook seguendo scrupolosamente passo dopo passo le linee guida, prestando attenzione a ogni singolo dettaglio, scegliendo la grafica che meglio si presta al suo obiettivo… ma nonostante ciò le performance del contenuto non raggiungono il livello desiderato?

Niente panico, si tratta di una situazione più comune di quanto pensiate. Anche i marketer esperti, a volte, commettono degli errori – più o meno banali – nella gestione dei loro annunci su Facebook che possono compromettere il risultato.

Quali sono questi errori così comuni? E come possiamo rimediare? Ci siamo ispirati a questo video pubblicato da SocialMediaExaminer per capire come intercettarli nei nostri annunci su Facebook, ma soprattutto come evitarli per migliorare la performance dei contenuti.

#1 Il giusto obiettivo è la chiave del successo

Può sembrare un consiglio scontato, ma capita spesso che gli inserzionisti si confondano su quale sia il reale obiettivo del loro annuncio. L’obiettivo scelto è realmente ciò che definisce il risultato delle campagne su Facebook, si tratta quindi dell’elemento più importante da tenere in considerazione.

LEGGI ANCHE: Pubblicità e investimenti: cosa dicono le previsioni dopo un anno nero

Come funzionano gli obiettivi? La cosa fondamentale da capire è che Facebook mostra gli annunci alle persone che hanno una maggiore probabilità di intraprendere l’azione impostata proprio dal medesimo obiettivo.

Per esempio, con l’obiettivo Visualizzazioni video, Facebook mostrerà gli annunci alle persone che di solito guardano molti video sulla piattaforma.

In generale, sembra che uno degli errori più comuni sia impostare l’obiettivo Traffico quando in realtà si vogliono ottenere delle Conversioni.

Questi due obiettivi, in principio, fanno la stessa cosa: guidano le persone da Facebook o qualsiasi altra pagina web inclusa nella campagna. Ma c’è una sottile differenza che determina effettivamente il successo dell’annuncio.

Utilizzando l’obiettivo Traffico, Facebook mostrerà gli annunci agli utenti che sono propensi a cliccare più frequentemente sui contenuti pubblicitari, e risulta utile ad esempio per invitare gli utenti a visitare una nuova sezione di un sito web, o un articolo di un blog, o anche solo per testare un nuovo pixel.

Invece, con l’obiettivo Conversioni, gli annunci verranno mostrati alle persone che molto probabilmente intraprenderanno l’azione suggerita dal contenuto. Si utilizza quindi per richiedere all’utente una azione concreta, come ad esempio acquistare un prodotto, registrarsi ad un evento, etc.

#2 Le parole sono importanti

Abbiamo detto e ridetto in mille modi diversi che le immagini sono importanti nel determinare il successo di un annuncio pubblicitario, ma siamo sicuri di dare il giusto peso anche alle parole?

Di fatto, l’algoritmo di Facebook ritiene che il copy del contenuto sia cruciale per capire se l’annuncio sia effettivamente rilevante per gli utenti e di conseguenza aumentarne le visualizzazioni.

Risulta, per esempio, che l’utilizzo troppo frequente di parole come “tu” e “tuo” penalizzi pesantemente la performance dell’annuncio – al contrario di quello che invece avviene per l’Email-Marketing.

Quindi, al posto di scrivere “Vuoi scoprire come migliorare le vendite on-line della tua attività?” basterebbe riformulare la frase in “Aiutiamo le piccole e medie imprese a vedere i loro prodotti on-line. Clicca qui per saperne di più.” per iniziare a notare dei cambiamenti nella performance della sponsorizzazione.

Inoltre, ci sono altre parole problematiche che fanno riferimento a:

    • identificazione del sesso;
    • età;
    • religione;
    • tendenze politiche;
    • dieta o perdita di peso;
    • denaro;
    • ricchezza;
    • lavoro da casa (esempio “Scopri come lavorare comodamente da casa”);
    • schiavitù (esempio “Sei schiavo del tuo lavoro?”).

Anche le stesse parole “Facebook” e “Instagram” spesso causano un calo della performance quando vengono utilizzate nel testo pubblicitario.

#3 Empatia e sensibilità non devono mancare

Non solo le singole parole sono importanti, ma anche il modo in cui vengono espressi testualmente determinati concetti è un fattore che influenza l’algoritmo.

Molti marketer pensano che un testo maggiormente incisivo o impattante può beneficiare positivamente la performance di un annuncio in termini di click, ma Facebook non è particolarmente d’accordo su questo tema.

In effetti, un testo che riflette empatia e sensibilità nei confronti di determinati argomenti come denaro, salute e relazioni, risulta molto più rilevante per l’algoritmo e per questo verrà mostrato maggiormente sulla piattaforma.

Per esempio, se un’azienda di prodotti dimagranti sponsorizza un contenuto con un copy in stile “Sbarazzati dei tuoi 10 kg in più di grasso” – oltre ad essere estremamente offensivo e per nulla empatico – questo verrà penalizzato dall’algoritmo. 

Al contrario, un testo positivo e stimolante come “Ti aiutiamo a tornare in forma e sentiti favoloso grazie al nostro prodotto” sarà sicuramente visto in modo diverso e mostrato maggiormente agli utenti.

LEGGI ANCHE: Social Media Trend 2021: ecco le 5 tendenze chiave del prossimo anno

In generale, dopo lo sconvolgente l’anno che si è appena concluso, anche le più classiche tecniche pubblicitarie di Facebook stanno cambiando e rimanere al passo con le tendenze è fondamentale per ottenere un migliore ritorno sulla spesa pubblicitaria nel 2021.

Sempre SocialMediaExaminer – in un articolo recentemente pubblicato – prevede che i trend più importanti saranno: 

  • Contenuti pubblicitari creati a immagine e somiglianza dei contenuti organici presenti nel feed notizie degli utenti, in modo da rendere più naturale l’esperienza e “confondere” la sponsorizzazione tra le pubblicazioni degli amici e dei contatti;
  • Testi più informali e colloquiali, per avvicinarsi maggiormente al tipo di linguaggio utilizzato dal target di riferimento – che nella maggior parte dei casi è compreso tra i 18 e i 30 anni; 
  • Video brevi e con immagini autentiche, che non badano particolarmente alla qualità del girato ma piuttosto alla qualità del messaggio trasmesso. È noto che i contenuti video creati per Facebook non devono sembrare uno spot pubblicitario da mandare in TV, piuttosto devono riuscire a catturare l’attenzione dell’utente nei primi 3 secondi grazie alla loro unicità;
  • A/B test per provare diverse lunghezze nei testi pubblicitari o per sperimentare l’utilizzo delle emoji. 

Instagram History, la Memoria della Shoah diventa digital

«La memoria della deportazione non si può fermare». Instagram diventa così Storia. Nel Giorno della Memoria, 121 racconti di milanesi deportati nei campi di sterminio rivivono attraverso le Instagram stories di influencers e testimonial illustri dello spettacolo per ricordare una delle più grandi tragedie del Novecento.

La memoria viene affidata al futuro attraverso il digitale e la Generazione Z, affidando ai giovani la missione di non dimenticare, utilizzando il loro stesso linguaggio contemporaneo, con il progetto “Instagram History”, realizzato dall’agenzia creativa Imille in collaborazione con il Comitato Pietre d’Inciampo e  CTRL Magazine, con il Patrocinio del Comune di Milano e il sostegno della senatrice a vita Liliana Segre, Presidente Onorario del Comitato.

Giorno della Memoria 2.0

Una commemorazione in chiave 2.0 e al passo coi tempi, trasposta anche nel videoclip emozionale che parte dall’orrore del fascismo del 1943 alla Milano deserta del 2020 a causa del lockdown, con le sue strade vuote ma disseminate dalle Pietre d’Inciampo riportanti i nomi delle vittime e degli eroi “affinchè nessuno possa ripercorrere le strade della deportazione”.

L’idea creativa

«Le nuove generazioni con i social consumano ogni giorno una grande quantità di informazioni, spesso in maniera frenetica e superficiale – racconta Paolo Pascolo, CEO de Imille – Con ‘Instagram History’ abbiamo creato una rottura in questo stream riportando alla luce delle storie che potessero far riflettere. La Storia del ‘900 – anche quella più nefasta – è fatta anche dalle singole storie personali di uomini e donne. ‘Instagram History’ dà voce alle vicende di queste persone che – senza nessuna colpa e per il loro coraggio – furono deportate e non tornarono più a casa».

Gli influencers adottano una Pietra d’Inciampo per 24 ore

Un’idea avviata nei mesi precedenti coinvolgendo le scuole di Milano, fino alla 76esima ricorrenza della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, con le stories di Instagram di personaggi famosi che hanno aderito all’iniziativa, tra cui l’ AC Milan, Mahmood, Noemi, Elisa, I Ministri, Selton, Costantino della Gherardesca, Stefano Boeri, Beppe Sala e Ghemon, adottando Una Pietra d’Inciampo per 24 ore.

«Finora riuscivamo a coinvolgere un target di persone oggettivamente di età non giovanissima, che condividevano un ricordo – spiega Marco Steiner, Presidente del Comitato Pietre d’Inciampo di Milano –  L’utilizzo di Instagram ci permette di condividere una memoria avvicinandoci ai giovani: fa inciampare i giovani in qualcosa che non conoscono: potrebbe svilupparsi un effetto domino».

A quasi ottant’anni dalla Shoah, il testimone passa alle giovani generazioni, utilizzando i modi a loro più familiari e congeniali, Instagram in primis.

Il futuro delle città è data driven

La contaminazione memoria-digital-futuro

«L’ambizione de Imille, dalla nascita, è quella di contaminare – evidenzia Simone Tornabene, Partner e Head of Strategy Imille – Che si tratti di ambiti differenti come la brand narrative e il design di interfacce digitali o di linguaggi e contenuti apparentemente distanti, i progetti in cui esprimiamo il meglio del nostro team sono proprio quelli che ci permettono la massima contaminazione.

Il progetto Instagram History è un esempio di questo ed è stato ideale per noi, perché non arrivando da “un cliente” ci ha permesso il massimo grado di libertà. Siamo partiti da alcune domande ardite, chiedendoci se fosse ancora rilevante il dramma delle deportazioni della seconda guerra mondiale per la Generazione Z, ma anche come preservare la memoria di qualcosa dotato di grande fisicità – come le pietre d’inciampo – al tempo del Covid-19, dove ciascuno di noi è confinato in casa. Il risultato è il progetto con cui potete interagire su Instagram».

Un progetto nato a luglio del 2020, come racconta Marta Nava Creative Lead che ha lavorato al copywriting e al concept: «Il Covid ha drammaticamente colpito la generazione legata alla testimonianza della deportazione e il lockdown ha chiuso le persone in casa, ma soprattutto gli studenti, bloccando tutti i progetti legati alla Memoria. Abbiamo pensato di mettere i mezzi e linguaggi dei social network, che sono il punto di forza de Imille, al servizio della nostra città, in un progetto di comunicazione sociale. La responsabilità che abbiamo sentito è stata condivisa subito dagli influencer, che come noi hanno partecipato a Instagram History in maniera personale e a titolo completamente gratuito. Il progetto già oggi viene utilizzato per la didattica nella città di Milano. Speriamo che si possa ampliare nelle altre città e regioni, per trattare quante più storie possibili e raggiungere tutti i nostri studenti anche nella post Covid Era».

Cosa sono le Pietre d’Inciampo?

Le Pietre d’inciampo sono un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig e rappresentano il più grande monumento diffuso d’Europa a ricordo delle vittime dei campi di sterminio nazisti, perseguitate per religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali. Oggi esistono oltre 80.000 Pietre d’Inciampo in 26 Paesi europei, poste davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza un deportato: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data di morte.

“Ricordare e trasmettere la memoria e i valori che custodisce è un dovere di tutti, che impegna ancora di più chi ha un ruolo politico e amministrativo”, commentano la vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo e il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé. Le Pietre d’Inciampo milanesi sono ormai diffuse su tutto il territorio urbano e coinvolgono tutte le componenti della cittadinanza, per ricordare chi ha subito atroci ingiustizie.

Consistono in un piccolo blocco quadrato di pietra (10×10 cm), ricoperto di ottone lucente, che permette al passante di notarle tra mille altri ciottoli, creando così un vero e proprio “inciampo”, trasferito poi dall’agenzia creativa in un “inciampo digitale”, una frattura nella comunicazione, imponendosi sulle coscienze, per abbattere l’indifferenza e costringere alla riflessione.

«Spesso quando si parla dei nuovi mezzi di comunicazione si lo si fa parlando in termini negativi e oscuri – afferma Giovanni Nava, Creative Lead Imille, impegnato nell’art direction e nel concept del progetto – I social media sono pericolosi, perché “quello che rimane sui social rimane per sempre”. Instagram History vuole cambiare queste dinamiche non solo portando la Memoria nel linguaggio della mia generazione e della prossima generazione, ma comprendendo le dinamiche dei nuovi media e vuole sfruttandole per permetterci di raggiungere il nostro scopo: quello di far rimanere il ricordo delle storie delle pietre d’inciampo vivo per sempre».

La musica del mondo è nella tua tasca!

Cosa rivelano le tendenze video durante la pandemia sulle esigenze dei consumatori

Dall’inizio della pandemia, abbiamo osservato da vicino in che modo le persone di tutto il mondo hanno utilizzato le piattaforme come YouTube.

Siamo rimasti colpiti dal fatto che le persone hanno utilizzato i video per soddisfare le proprie esigenze, per far fronte all’isolamento sociale, per trovare nuovi modi per accedere a servizi essenziali, per assecondare le proprie passioni o semplicemente per sentirsi più vicini agli altri.

Poiché queste tendenze riflettono un cambiamento globale molto più ampio verso una nuova normalità, volevamo saperne di più sui comportamenti che le guidano.

Susan Kresnicka, un’antropologa culturale statunitense, ha sviluppato uno schema che studia la relazione tra i bisogni umani fondamentali e il comportamento dei consumatori, attraverso tre esigenze fondamentali che tutte le persone avvertono: cura di sé, connessione sociale e identità.

Per saperne di più su questi stati di necessità e su come si traducono nelle tendenze dei video di YouTube, ci viene in supporto Kresnicka!

1. Cura di sé

Molto più di un termine usato per indicare un bagno caldo a lume di candela, la cura di sési riferisce all’intera gamma di bisogni associati al sostegno e alla cura dell’individuo, un sé incarnato. Quando la pandemia ha sconvolto la quotidianità delle nostre vite, molti dei modi in cui eravamo abituati a soddisfare i nostri bisogni, sono diventati insostenibili. Quindi le persone stanno imparando nuove tecniche per lenire le loro menti ansiose“, spiega Kresnicka.

Su YouTube, il pubblico si è concentrato sui video che aiutano ad affrontare i fattori di stress, come i disturbi del sonno. Ad esempio, le visualizzazioni di video correlati ai suoni della natura sono aumentate del 25% perché le persone erano alla ricerca di qualcosa che li aiutasse a calmarli. Questo video di Dream Sounds è stato visto oltre 2 milioni di volte dal 15 marzo.

Un’altra tendenza legata alla cura di sé sono i contenuti sul cibo. Con così tanti ristoranti costretti a chiudere per motivi di sicurezza, gli spettatori hanno cercato video che li aiutassero a creare una cucina “in stile ristorante” a casa. L’India è stata al centro di questa tendenza. Creator come CookingShooking hanno dimostrato che emulare le cucine dei ristoranti permette alle persone di sperimentare il comfort di cenare fuori, senza però uscire di casa.

2. Connessione sociale

Secondo Kresnicka, i bisogni di connessione sociale derivano dalla natura profondamente sociale degli umani, e spiega: “Siamo una specie ultra sociale la cui sopravvivenza si basa sulla nostra capacità di mantenere una connessione attraverso strette relazioni interpersonali e un più ampio senso di appartenenza alla società”.

Poiché i requisiti di distanza hanno fortemente limitato la nostra capacità di connetterci gli uni con gli altri di persona, la tecnologia ha contribuito a colmare il divario. Su YouTube, gli spettatori hanno utilizzato i video per interagire tra loro direttamente e indirettamente, spesso in modi sfumati.

Il genere “With Me”– in cui gli spettatori condividono un’attività svolta da un creatore, è stato particolarmente pertinente per la vita in lockdown. Il pubblico di tutto il mondo lo ha letteralmente divorato. Le visualizzazioni dei video “#WithMe” sono aumentate del 600% dal 15 marzo. Stessa sorte per un sotto genere: i video “Get Ready With Me”, hanno avuto una “svolta da quarantena” poiché i creator del settore beauty hanno adattato i loro video allo stile di vita casalingo.

Anche per le persone che cercano la connessione attraverso l’arte e la cultura, le esperienze virtuali hanno offerto una soluzione. Le visualizzazioni giornaliere di video con “tour del museo” nel titolo, ad esempio, sono aumentate del 60% poiché gli spettatori e le loro istituzioni culturali preferite hanno cercato di replicare l’esperienza di visitare il museo.

Il Museo Van Gogh nei Paesi Bassi, ad esempio, ha condiviso un tour in più parti, accumulando oltre 200.000 visualizzazioni da metà marzo.

arte virtuale coronavirus

3. Identità

Spesso pensiamo al terzo bisogno fondamentale, l’identità, come un costrutto di categorie sociali come razza, etnia e genere, ma in realtà cela più espansività. Come spiega Kresnicka, “L’identità comprende l’intera esperienza e comprensione del sé, in tutta la sua complessità e capacità di cambiamento. Il modo in cui comprendiamo noi stessi e le nostre esperienze, determina fondamentalmente il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi, ci connettiamo con gli altri e operiamo nel mondo che ci circonda“.

Negli ultimi mesi, i video online si sono rivelati un modo interessante per le persone di esprimere chi sono e di informare su chi potrebbero diventare. Le tendenze video sull’imparare ad eseguire abilità specialistiche, come tagliare i capelli, ne sono un potente esempio. Il pubblico ha guardato diversi tutorial sul taglio dei capelli, con un picco di spettatori globali ad aprile. La lezione di un parrucchiere è stata vista più di 1,7 milioni di volte.

Anche l fede è un aspetto fondamentale dell’identità. Poiché i grandi raduni religiosi sono stati sospesi, i fedeli hanno cercato modi per pregare online, provocando un aumento nelle visualizzazioni settimanali dei servizi religiosi.

Il 27 marzo, la diretta in streaming Urbi et Orbi, un discorso papale pronunciato in occasioni solenni, ha offerto ai cattolici e ad altre persone di fede un modo per ricevere la benedizione di Papa Francesco mentre la diffusione della pandemia aumentava. Centinaia di migliaia di spettatori si sono sintonizzati sull’evento, determinando la più grande crescita di abbonamenti in un giorno per i canali YouTube del Vaticano.

Cosa significa per il tuo marketing e per il futuro

Sulla base di questo scenario, come dovrebbero rispondere i professionisti del marketing? Kresnicka raccomanda di concentrarsi su alcuni principi: “Gli esperti di marketing sanno che per avere successo, le loro offerte devono creare valore per le persone e spesso quel valore implica aiutarle a soddisfare le loro esigenze fondamentali. Perché un marchio di soda di 100 anni è ancora il leader di mercato? Perché aumenta la nostra energia e il nostro umore (cura di sé), ci riporta a tempi precedenti nella nostra vita (identità) e ci fa sentire in contatto con altri che hanno condiviso la stessa esperienza (connessione sociale). Pensare in questo modo ci costringe a comprendere, in modo profondo e olistico, come un prodotto o un servizio opera nella vita delle persone. Quando lo facciamo, apriamo nuovi modi per comunicare, connettersi e servire le persone”.

L’arrivo del COVID-19 e la scala globale hanno presentato ai professionisti del marketing sfide straordinarie, ma hanno anche creato un’opportunità tempestiva per riflettere su come presentarsi ai clienti in modo significativo. In qualità di promotori delle tendenze video, abbiamo riscontrato una notevole uniformità nei tipi di contenuti che le persone cercano su YouTube, rafforzando il fatto che, nonostante le nostre numerose differenze, condividiamo tutti le stesse esigenze fondamentali.

Indubbiamente, questa crisi continuerà a ricordarcelo, mentre noi ci impegniamo a darle un senso.

Super Bowl

Budweiser, Coca-Cola e Pepsi in fuga dal Super Bowl. Che succede?

Desta scalpore la notizia dell’assenza di alcune grandi aziende tra gli inserzionisti del Super Bowl di quest’anno. Affezionati storici come Budweiser e Coca-Cola non prenderanno infatti parte alla manifestazione, privando la kermesse sportiva dei loro attesissimi spot pubblicitari, mentre Pepsi ha deciso di tagliare il budget per gli spot in modo da concentrarsi maggiormente sull’Halftime Show.

Anche se il fenomeno potrebbe non anticipare una macro tendenza nel mondo del marketing, l’occasione apre nuovi spazi alle aziende che sono riuscite a espandersi durante il periodo di pandemia, in particolare alle realtà focalizzate su un business digitale.

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Ci sono alcune grandi realtà che si stanno velocemente affermando a livello globale e Fiverr è una di queste“, ha dichiarato Christa Carone, presidente di CSM Sport and Entertainment in Nord America riferendosi al portale fornitore di servizi freelance che, per la prima volta quest’anno, parteciperà al Super Bowl con il suo spot. “Se c’era un anno giusto per portare in questo evento la narrazione del loro brand, è proprio questo“, ha aggiunto.

La mancanza di ospiti fissi come Budweiser, che ha scelto di non partecipare all’edizione di quest’anno, conferma l’idea che il Super Bowl, pietra miliare per gli appuntamenti imperdibili del panorama televisivo, possa aver perso un po’ di forza, tra le difficoltà legate alla pandemia e i disordini sociali che hanno investito gli USA di recente.

Questo “scossone pubblicitario” sull’assenza di brand con partecipazioni decennali suggerisce che i marketer che guardano all’evento per anticipare previsioni sul 2021 potrebbero non ottenere le risposte che cercano. “Siamo ancora di fronte a così tanta incertezza che nessuno di noi dovrebbe guardare agli spot del Super Bowl come un indicatore di ciò che avverrà quest’anno nel marketing“, ha infatti sottolineato Carone.

super bowl budweiser

I rischi per i nuovi inserzionisti

Nonostante tutto, l’edizione di quest’anno del Super Bowl sta continuando ad attirare moltissimi inserzionisti, disposti a sborsare la bellezza di 5,5 milioni di dollari per uno spot sulla CBS. Secondo gli analisti, umorismo e spensieratezza dovrebbero dominare il palcoscenico durante l’appuntamento del 7 febbraio, riflettendo il diffuso desiderio di evasione delle ansie quotidiane provocato dalla pandemia.

Anche questo approccio, però, rischia di essere un autogol perché gli spettatori rimangono comunque iper-sensibili alle dinamiche sociali dei problemi esterni all’avvenimento sportivo e questo potrebbe diminuire l’impatto degli annunci più ironici, provocando, al contrario, un rischio reputazionale su quelli spot che non riusciranno a colpire il bersaglio.

Alcuni brand sceglieranno la via dell’umorismo, scelta che non è affatto nuova per i contenuti associati al Super Bowl; tuttavia, penso che in questa occasione ci sia un rischio nuovo, visto il particolare momento in cui viviamo“, ha detto Janet Balis, marketing practice leader di EY Americas. “Da un lato offrirebbero una certa leggerezza, una qualche forma di conforto, ma questo approccio umoristico potrebbe essere percepito come non particolarmente appropriato al contesto“, ha aggiunto.

I nuovi inserzionisti potrebbero raggiungere un’eco ancora maggiore di quella prevista: il ritiro di player affermati crea infatti un’apertura per i nuovi arrivati, che avranno così la possibilità di impressionare il pubblico. Il Super Bowl potrebbe rappresentare per questi outsider l’inizio di una nuova costruzione del marchio e, considerato che parliamo di aziende che hanno visto crescere enormemente la loro popolarità durante la pandemia, garantire loro visibilità anche quando l’emergenza COVID-19 sarà cessata.

Tra i nuovi inserzionisti ci sono infatti il già citato Fiverr, DoorDash e la piatta forma di eCommerce Mercari. “Chi si giocherà bene questa occasione, avrà grosse opportunità” ha commentato Balis.

Tra le altre cose, non esiste ancora un chiaro front-runner nella produzione degli spot, anche se è una pratica consolidata negli anni quella di valutare l’impatto degli annunci con grande anticipo grazie alle reazioni pre-partita.

Il cambiamento di ritmo è più che giustificato: la relativa mancanza di discussione sugli spot è comprensibile tenendo conto della turbolenta inaugurazione presidenziale e dei disordini del Campidoglio.

super bowl

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Super Bowl, i brand tentennano

Una delle motivazioni per le quali non abbiamo ancora visto tante creatività fino ad ora è che siamo coinvolti in un ciclo di notizie piuttosto insolito. I brand tentennano nel rilascio dei prodotti per la paura di arrivare in anticipo sui molti e diversi avvenimenti che stanno accadendo in questo momento” ha aggiunto Balis.

Il chiacchiericcio pubblicitario è stato fino ad ora più forte proprio su quei brand che hanno deciso di non partecipare all’evento di quest’anno, come Budweiser.

Il noto brand di birra, infatti, ha scelto di non partecipare al prestigioso appuntamento dopo ben 37 anni di fedeltà al Super Bowl, dirottando i suoi investimenti previsti per lo scopo su un programma di sensibilizzazione alla vaccinazione per il COVID-19.

Anche se non saranno presenti durante il game, la reazioni alla decisione di Budweiser di non partecipare hanno creato un passaparola altrettanto efficace” ha commentato Ronn Torossian, amministratore delegato di 5W Public Relations. “Inoltre, hanno scelto di legare questa decisione a una causa molto sentita e si tratta di una sicura vittoria per il brand“, ha aggiunto.

La situazione potrebbe quindi trasformarsi in un vero trampolino di lancio per quei marchi meno noti al grande pubblico, che sognano di prendere il posto e la ribalta di mostri sacri come Coca-Cola e Pepsi.

Non c’è niente di più importante del Super Bowl dal punto di vista del branding e del marketing“, ha detto Gali Arnon, chief marketing officer di Fiverr, in un comunicato stampa. “Crediamo che questa sia una grande opportunità per noi di presentare al mondo Fiverr in un modo unico e creativo“.

Anche Chipotle sarà fra i nuovi inserzionisti. Sebbene sia un brand decisamente più affermato, ha potuto contare su un massiccio aumento delle vendite online dallo scorso marzo. Ora, la strategia del marchio è quella di proseguire lo slancio per mezzo del suo primo annuncio al Super Bowl, con uno spot che mette in mostra il lavoro fatto sulla sostenibilità dell’azienda.

beyond meat

Joint venture tra Beyond Meat e PepsiCo e il titolo vola il borsa

Beyond Meat e PepsiCo annunciano una joint venture per creare, produrre e commercializzare nuovi snack e bevande a base vegetale. Ancora non sono stati resi noti i termini finanziari della partnership, ma a meno di 24 ore dalla diffusione dell’accordo il titolo vola in borsa.

Le azioni di Beyond Meat (azienda produttrice di sostituti per la carne e prodotti caseari a base di vegetali nata nel 2009 con sede a Los Angeles), aumentano del 26% mentre la società collabora con PepsiCo, registrando il più grande guadagno in un giorno da quando han iniziato a fare trading nel 2019, mentre le azioni di Pepsi sono rimaste pressocchè invariate, aumentando di circa l’1%.

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«Le proteine vegetali rappresentano per noi un’entusiasmante opportunità di crescita, una nuova frontiera nei nostri sforzi per costruire un sistema alimentare più sostenibile ed essere una forza positiva per le persone e il pianeta, soddisfacendo al contempo la domanda dei consumatori per un portafoglio ampliato di prodotti più nutrienti», sottolinea Ram Krishnan, Global Chief Commercial Officer di PepsiCo.

Beyond Meat controlla infatti circa il 13% di prodotti vegetali sostitutivi alla carne negli Stati Uniti, secondo le stime di Jefferies.

«PepsiCo rappresenta per noi il partner ideale in questa impresa entusiasmante, di portata e importanza globale», sottolinea Ethan Brown, CEO di Beyond Meat.

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Il mercato in crescita e gli obiettivi di sostenibilità della joint venture

Una joint venture all’insegna di una reciprocità di benefits: Beyond potrà sfruttare il sistema di distribuzione e l’esperienza di marketing di PepsiCo per il lancio di nuovi prodotti Beyond Meat, con accesso all’ampia linea di prodotti. Quest’ultima, invece, potrà approfondire i suoi investimenti nel settore a base vegetale, ampliando la partnership oltre alle bevande, anche alle linee Fritos, Cheetos e Tostitos, così come il manzo essiccato al Matador.

Un’opportunità per PepsiCo spinta verso obiettivi di sostenibilità: lo scorso anno, infatti, ha siglato l’impegno delle Nazioni Unite, con obiettivi di riduzione delle emissioni su base scientifica. Secondo il report 2019 dell’Onu, il sistema alimentare contribuirebbe al 37% delle emissioni di gas serra.

Un accordo che prende in considerazione anche i nuovi trend del mercato, con consumatori sempre più alla ricerca di alimenti sani e sostenibili. Gli hamburger, le salsicce e il pollo di Beyond Meat, a base di proteine dei piselli, sono venduti in tutto il mondo, inclusi Starbucks in Cina e Pizza Hut negli Stati Uniti.

Le vendite statunitensi di carne vegetale sono aumentate del 45% nell’ultimo anno. Le vendite di carne tradizionali sono aumentate del 19% nello stesso periodo, secondo NielsenIQ. Le vendite totali negli Stati Uniti di proteine vegetali, inclusi prodotti come latte di mandorle e uova vegetali, sono aumentate del 19% nell’ultimo anno, superando del 14% tutte le vendite di alimenti.

Un movimento azionario superiore alle effettive opportunità, secondo alcuni esperti di finanza, rispetto alle reali dimensioni del mercato di riferimento.

Le azioni di PepsiCo hanno un valore di mercato di 196 miliardi di dollari, mentre Beyond è valutata in 9,95 miliardi di dollari.

La joint venture sarà gestita da una società a responsabilità limitata chiamata The PLANeT.