Luca Attias da oggi è il nuovo Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attias prenderà la guida del Team per la Trasformazione Digitale e succederà a Diego Piacentini, il cui mandato è scaduto il 16 settembre, dopo due anni di incarico e una fase di prorogatio in attesa della nomina del suo successore. Attias lascia l’incarico di Direttore Generale Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti.
“La scelta di Luca Attias a Commissario Straordinario dimostra che l’attuale governo è interessato a proseguire nella strada tracciata di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione – ha dichiarato Diego Piacentini – sono soddisfatto che il Governo abbia scelto di incaricare una persona che ha dimostrato di avere forti competenze manageriali e tecnologiche e con cui in questi due anni il Team ha lavorato in sintonia”.
Nel segno della continuità e senza colore politico: @teamdigitaleIT prosegue il lavoro sotto la guida del mio successore e nuovo Commissario Straordinario nominato da @Palazzo_Chigi. Luca #Attias viene dalla PA e l’ho fortemente apprezzato in questi 2 annihttps://t.co/cYZB49YcG5
Dopo due anni di attività, Diego Piacentini lascia il ruolo di Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale. Sul sito del Team per la Trasformazione Digitale è disponibile da oggi il documento che descrive le attività svolte nei primi 24 mesi. “Sul nostro sito – ha detto sempre Piacentini – accanto al resoconto delle nostre attività, abbiamo pubblicato le raccomandazioni dirette al Governo per la creazione di un modello permanente di governance del digitale, come esito dell’esperienza accumulata in questi due anni. Ricordiamoci che la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non ha e non deve avere colore politico e che siamo solo agli inizi di questo lungo percorso”.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/11/attias.jpg4871000RedazioneRedazione2018-10-31 14:07:222018-11-19 11:21:37Luca Attias è il nuovo Commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale
Dior, M&M’s, Burger King e Spotify sono solo alcuni dei grandi marchi che celebrano Halloween anche quest’anno con pubblicità divertenti, spettrali e a volte paurose.
Le festività di Halloween rappresentano uno dei momenti dell’anno in cui vengono investiti ingenti budget in promozioni e campagne pubblicitarie; un trend affermato negli States che ha preso largamente piede in Europa e in Australia.
Ecco alcuni degli annunci dei big brand pensato a posta per spaventarci e farci sorridere.
M&M’S Halloween – Ghosted
Il confetto giallo è un fantasma e no, non si tratta di un costume. Per un simpatico (e gustosamente cioccolatoso) personaggio della famiglia M&M’s, sopravvivere alla notte più spaventosa dell’anno è molto più difficile di quanto si pensi.
Kit Kat – Talking Pumpkin
Halloween è la festa preferita di chi ama i travestimenti, ma anche un giorno speciale per chi ama il cioccolato. Anche Kit Kat interviene sul tema con un amichevole Jack-o-Lantern pronto a ricordarti: concediti una pausa questo Halloween! Le pause sono buone! #BreaksAreGood #HaveAKitKat
Burger King – Feed Your Nightmares
Un hamburger può procurare incubi?
Questo è ciò che il marchio Burger King ha provato a dimostrare con uno studio di ricerca insolito per la sua ultima offerta limitata nel periodo di Halloween, intitolata Nightmare King.
Basandosi sulla composizione unica del sandwich, che consiste in un mix di proteine come pancetta, pollo e manzo, oltre al formaggio, l’ipotesi era che questo nuovo hamburger potesse causare incubi.
Quindi, Burger King si è rivolto (fittiziamente) alla scienza per convalidare questa ipotesi e i risultati dello studio clinico dimostrano che il Re dell’Incubo aumenta le possibilità di soffrirne durante il sonno di 3,5 volte.
Goodwill – Halloween Is Coming: Space Cowboy
Goodwill vuole che tu sia ben preparato per Halloween e ti invita a visitare i suoi store (qualunque personaggio tu voglia essere).
Jägermeister USA
“Vediamo sprazzi di ghiaccio nel tuo futuro”, vaticina Jägermeister su Twitter
Passare da un mondo incantato a uno spaventoso con i trucchi Dior. Così il brand sceglie di augurare buon Halloween ai suoi affezionati fan. Bella Hadid è la protagonista del commercial.
Spotify – Horror
Uscito con anticipo rispetto alla festa di Halloween, lo spot di Spotify è risultato così spaventoso da venire bannato dalle reti televisive in UK.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/11/halloween.jpg665932Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2018-10-31 13:35:432018-11-02 16:03:27Le 7 pubblicità di Halloween che non puoi perderti quest'anno
Facebook continua a crescere, ma un po’ meno del previsto però, quel tanto che basta per non centrare gli obiettivi di crescita degli utenti mensili e dei ricavi. A pesare sul conto gli effetti dello scandalo di Cambridge Analytica e il più recente data breach da 30 milioni di utenti. Ha archiviato il terzo trimestre (quello che si è chiuso il 30 settembre) con ricavi per 13,73 miliardi, in rialzo del 33% rispetto allo stesso trimestre del 2017, ma poco sotto i 13,78 miliardi delle previsioni gli analisti.
Extraordinary meeting of the Conference of Presidents with the CEO and founder of Facebook
In Europa persi un milione di utenti
Gli utenti attivi mensili (nel numero gli utenti di Facebook, naturalmente, ma anche di WhatsApp, Instagram e Messenger) risultano 2,27 miliardi, il 10% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (100 milioni), al di sotto dei 2,29 miliardi attesi. Sono saliti del 9% a 1,49 miliardi gli utenti attivi giornalieri. In Europa, Facebook ha perso 1 milione di utenti mensili per il secondo trimestre consecutivo (da 279 milioni a 278 milioni) ma ne ha guadagnati altrettanti negli Stati Uniti. E se il GDPR ha pesato sui conti, i ricavi in Europa restano “buoni”, ha fatto sapere Menlo Park nella conference call con gli analisti.
Video e Storie
“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere rapidamente, e ora abbiamo più di 2 miliardi di persone che usano almeno uno dei nostri servizi ogni giorno” ha detto Mark Zuckerberg, che ha parlato ieri di “enormi opportunità” nei video e nelle Storie. Ha però anche avvertito che la crescita dei ricavi potrebbe rallentare, perché il passaggio “dai news feed alle Storie è stata meno agevole del previsto”. Anche se “la nostra comunità e il nostro business continuano a crescere velocemente”. Il direttore finanziario David Wehner, ha parlato di “mid-high single digit”, ovvero di una percentuale ad una cifra per il tasso di aumento dei ricavi futuri. Quanto alla prevenzione degli abusi, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e la violazione dei dati degli utenti, Zuckerberg ha detto che “ci vuole almeno un anno” per arrivare “al livello desiderato”.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/11/facebook2.jpg5351000RedazioneRedazione2018-10-31 10:29:212018-11-02 15:47:20Facebook cresce, meno. Zuckerberg: "Enormi opportunità nei video e nelle Storie"
Smarties Candy è riuscita a crescere di 1.000 followers a settimana su Instagram. Vi sembra strano? Come se dietro ci fosse qualche trucco? E invece è tutto vero.
Il brand, che ormai ha più di 80 anni (è nato nel 1937), ha ridisegnato completamente la sua presenza sul canale e sembra che la nuova strategia abbia avuto successo, aumentando notevolmente l’interazione e il coinvolgimento dei fan.
Ma come ha fatto il marchio di caramelle a trovare la strada giusta? Innanzitutto si è focalizzato su ciò che Instagram premia maggiormente, ossia l’attenzione all’estetica, all’impatto visivo e alla cura delle immagini.
Smarties ha fatto proprio bene i compiti. E di seguito possiamo analizzare insieme le tre lezioni da imparare da questo caso, per farne tesoro e trovare la giusta ispirazione anche per il nostro brand!
1. Usa i colori per caratterizzare il brand
L’uso di uno schema colori caratterizza la personalità del brand: insieme ad un team di artisti e designer, Smarties ha rivisto completamente la sua immagine, partendo proprio dall’utilizzo dei colori. Ha curato il suo look creando intorno a sé un’atmosfera divertente.
Questo non solo ha migliorato il coinvolgimento, ma ha generato anche un senso di simpatia nei confronti delle caramelle.
Smarties non si limita a postare foto con le proprie simpatiche caramelle, ma si lascia ispirare anche da foto generate dagli utenti (UCG), colorate e accattivanti, in linea con l’immagine che il brand vuole dare. Come, ad esempio, questa foto di palloncini colorati.
Anche quando il prodotto viene introdotto nei post, non sembra mai un’immagine promozionale e il focus non è mai sulle caramelle. Queste vengono accompagnate nel contesto in modo divertente, dando forza all’identità giocosa del marchio.
Ne puoi vedere un esempio nella composizione qui sotto.
Instagram è diventato un canale in cui i marchi possono rafforzare la propria personalità grazie all’utilizzo di visual che parlano da soli. Quando un nuovo utente atterra sul profilo (quasi sempre da mobile), non ha molto tempo o spazio, per essere disturbato da copy o altre informazioni, è l’immagine che parla prima di tutto.
Avere composizioni che facciano parlare la nostra gallery conferisce immediatamente un’identità al profilo. In un colpo d’occhio.
Un consiglio? Pensa sempre ‘macro’ immaginando e disegnando la tua gallery con più post e non ragionare per singola pubblicazione. Potrai costruire il tuo schema colori e lavorare sull’estetica e la composizione dei post per conferire al profilo un’immagine unica e armoniosa, che lo caratterizzerà e distinguerà dagli altri.
Per chi ha l’opportunità di giocare coi colori questo è ancora più facile. Parola d’ordine: creatività!
Smarties per dare spazio alla creatività di artisti, Influencer e persone comuni ha dato vita ad una campagna identificata con l’hashtag #smartART: ha invitato tutti a postare ‘opere d’arte’ create con caramelle, dolci colorati e a prova di like su Instagram.
Ha inoltre commissionato un lavoro all’artista Alexis Jesup di Colors Collective, che ha creato una serie di immagini sul tema, solo per Smarties.
Diventando popolare con l’utilizzo di hashtag correlati e aumentando la popolarità del proprio, Smarties ha iniziato a vedere crescere considerevolmente le proprie interazioni e i propri follower. Ha inoltre fornito l’ispirazione giusta agli utenti per essere più creativi e postare contenuti con le caramelle, nelle Stories e nei post.
Infine, con questa campagna ha anche sensibilizzato le persone sulle donazioni in favore di Donor Choose, associazione che si occupa di supportare scuole e studenti bisognosi negli Stati Uniti, dando un ulteriore valore connotativo al brand, quello educativo.
Il consiglio? Se vuoi lanciare una campagna, cerca un tema in linea con il brand che faccia da cassa di risonanza e permetta di aumentare le interazioni con un’audience coerente.
3. Raggruppa le Stories e mettile in evidenza con icone accattivanti
Molti dei visitatori che arrivano sul tuo profilo, ancora non sono follower e devono farsi in poco tempo un’idea di cosa fai e chi sei, per decidere se sono interessati a cliccare su ‘Segui’ oppure no.
La parte dedicata alle Stories in evidenza è un chiaro aiuto per raccogliere i contenuti che ti identificano e dargli visibilità.
Molti brand dividono le Stories in categorie e ad ogni categoria viene assegnata una copertina per identificarle.
Le copertine sono più utili se personalizzate: puoi usare delle icone che spieghino in modo intuitivo cosa il brand racconta in quella raccolta di Stories e sotto scrivere dei titoli corti e che possano essere facilmente ricordati.
Guardate come ha fatto Smarties: chiaro, creativo, divertente.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/11/ilcaso_smarties_cover.jpg521800Michela FeniliMichela Fenili2018-10-31 10:13:492018-11-02 15:39:133 consigli per migliorare la presenza del tuo brand su Instagram (e avere più follower)
Ha creato tantissime variazioni colorate del suo logo per promuovere l’evento del 30 ottobre. Ad accompagnare gli inviti, la location a sorpresa: la presentazione non è stata infatti nello Steve Jobs Theatre di Apple Park, ma a Brooklyn.
La società ha iniziato con una vera ode al Mac. Il CEO Tim Cook ha rivelato che le installazioni hanno superato 100 milioni di utenti, dei quali il 51% sono nuovi acquirenti. E, secondo lui, è tempo per un nuovo Macbook Air.
Il nuovo Macbook Air
Il nuovo Air sarà dotato di un display Retina da 13,3 pollici, con una risoluzione di 4 milioni di pixel. Anche le cornici in alluminio sono state sostituite con vetro nero e stretto.
Avrà anche un sensore Touch ID integrato nella tastiera, come i dispositivi palmari di Apple. Apple ha anche promesso che il dispositivo avrà un processore migliore e una memoria maggiore, oltre a una tastiera più stabile e un trackpad più grande.
Il nuovo Macbook Air sarà disponibile in tre nuove versioni, a partire da 1199 dollari e potrà essere acquistato dalla prossima settimana.
Il Mac mini
Tim Cook ha anche mostrato un dispositivo Mac “piccolo ma potente”: il nuovo Mac Mini, in un elegante grigio.
Cook, che sembrava stamattina avesse bevuto del troppo caffè, ha rivelato un dispositivo Mac “piccolo ma potente”: il nuovo Mac Mini, disponibile in una nuova finitura grigio sexy.
Il nuovo, dispositivo, grazie al’upgrade dei processori, sarà cinque volte più veloce del predecessore. Sarà dotato di 64 GB di memoria interna e verrà venduto a un prezzo a partire da 799 dollari. COme il Macbook Air, può essere già ordinato e sarà disponibile dalla prossima settimana.
iPad Pro
Come previsto, la presentazione del nuovo iPad Pro è stato il momento clou della serata. Disponibile nelle varianti da 11 e 12,9 pollici, è sottile 5,9 millimetri (il 15% più sottile e il 25% più piccolo del suo predecessore). Come già annunciato, anche questo dispositivo è dotato di Face ID.
Funziona con il chip Bionic A12X, con una grafica apparentemente paragonabile a una Xbox One S. Sarà dotato di magneti che consentono di agganciare la Apple Pencil e la nuova tastiera Folio, che può anche essere caricata in modalità wireless quando collegata.
Le novità di Apple
Oltre ai nuovi dispositivi, Apple ha annunciato alcune novità nello store, tra cui l’aggiunta di 60 nuove sessioni dedicate ai programmi di insegnamento.
Inoltre, l’app Apple Store mostrerà ora gli eventi dello store Apple più vicino a loro e può essere personalizzata in base ai dispositivi che possiedono.
iOS 12.1
Tim Cook ha anche presentato l’ultimo aggiornamento iOS, che verrà rilasciato oggi. I cambiamenti più importanti riguardano il nuovo Group Facetime e 70 nuove emoji, tra cui cupcake e diverse colorazioni di capelli per le faccine.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/10/cook.jpg463669RedazioneRedazione2018-10-31 09:06:062018-11-01 18:19:50Cosa ha presentato Apple oltre al nuovo Macbook Air
È di qualche settimana fa l’annuncio di Instagram dell’introduzione del Nametag, molto simile alla funzionalità prevista da Snapchat che consentiva agli utenti di trovare e seguire i profili degli altri senza passare dalla barra di ricerca.
Solo bisogno di comodità? Ovviamente dietro al lancio della funzionalità c’è molto altro, ma procediamo con ordine.
A differenza di Snapchat, prima di tutto, il vostro nickname sarà visibile e decisamente connotativo dello sticker che andrete a creare, sulla base di un’ampia scelta che spazia dai colori, alle emojii e persino al selfie, se siete coraggiosi.
Per poter eseguire tutte queste procedure dovrete solo andare nel menù a tendina del vostro profilo, cliccare sulla voce Nametag e procedere alle varie scelte.
Se volete farvi seguire, quindi, non dovrete fare altro che percorrere passo passo le impostazioni di condivisione direttamente dalla schermata di customizzazione del Nametag, per diffonderlo quanto più possibile.
Se invece avete tra le mani il Nametag di chi avete sempre voluto seguire, non dovrete fare altro che scannerizzarlo e seguire il vostro profilo del cuore, sempre dalla schermata di customizzazione dello sticker.
A parte l’aver azzerato le barriere di “complicazione” della procedura di follow (l’uomo digital è amante delle semplificazioni), ora un’azione che solitamente richiede cinque minuti, grazie ad un aggiornamento ne richiederà solo due.
Il Nametag può essere considerato alla stregua dei QR code contribuendo quindi ad un grande sviluppo anche nell’offline.
Un buon utilizzo del Nametag fuori dalla cerchia degli amici e del tempo libero, parlando quindi nel concreto di uno sviluppo marketing, potrebbe essere la stampa su flyer, roll-up agli eventi o volantini commerciali legati a un brand per cui è richiesta la promozione dei canali social – Instagram in questo caso. Potrebbe anche essere un buon mezzo di auto promozione del proprio profilo: inaspettatamente, a costo zero.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/10/nametag-instagram.png410730Martina BellaniMartina Bellani2018-10-30 16:30:262018-11-01 18:21:02Come si imposta e come si usa (in modo utile) il Nametag di Instagram
Il ponte di Ognissanti (quattro giorni da giovedì a domenica) è un’occasione preziosa per staccare la spina. Per chi organizza all’ultimo minuto, ecco alcune soluzioni, come dire, smart (app e piattaforme per capirsi) che aiutano a trovare soluzioni per gite fuori porta, viaggi alla scoperta delle capitali europee ed eventi interessanti. Quelle dell’ultimo minuto. Ne abbiamo selezionate 6: Gnammo, Virail, Volagratis.com, Musement, Yescapa, YAMGU. Eccole nel dettaglio.
Le cene di Gnammo
Se l’idea è quella di un’esperienza divertente durante le vacanze (anche rimanendo in città), Gnammo, la prima piattaforma di social eating italiana, può essere un’idea. Grazie a cene sociali e corsi food è possibile cucinare, mangiare e incontrare nuove persone.
Traveler holding pink suitcase, Passenger and passport document over pink background, Money cash and travel concept.
Muoversi in sharing con Virail
A chi ha poco tempo per organizzare gli spostamenti per il proprio viaggio, è dedicata un’ app da consultare per scegliere il mezzo di trasporto più adatto: Virail è il motore di comparazione che oltre a treni ed aerei permette di confrontare in un’unica schermata anche le offerte di viaggio in car sharing e autobus, per raggiungere ad esempio località non servite da aeroporti e stazioni.
Volagratis.com
Come fare per essere sicuri che il volo prenotato sia davvero quello più conveniente? Su Volagratis.com, motore di ricerca per voli, si possono comparare compagnie aeree tradizionali e low cost e le diverse soluzioni di viaggio: dal mix & match (andata e ritorno con compagnie diverse) ai pacchetti vacanze che permettono di risparmiare fino al 30%.
Tutti i musei di Musement
Se il proposito è rimanere in città e scegliere le attività più interessanti, Musement può dare una mano. Compagno di viaggio e servizio di personal concierge digitale per attività turistiche e prenotazioni in tutto il mondo, disponibile in 450 città e 50 paesi, l’app per smartphone e la piattaforma permettono di scoprire e prenotare esperienze da fare, ovunque si scelga di viaggiare. Alessandro Petazzi, CEO di Musement, è stato inoltre selezionato dal network Endeavor Italia come imprenditore ad alto potenziale.
Yescapa: si viaggia in camper
Se siete tra quelli che il viaggio è sempre una indimenticabile avventura rigorosamente on the road, salite a bordo di un camper con Yescapa, la piattaforma di camper-sharing tra privati che propone una soluzione chiavi in mano per un viaggio itinerante. Il camper permette di viaggiare in autonomia, organizzando una vacanza su misura anche all’ultimo minuto, e di inoltrarsi anche in territori meno frequentati. Sarà sufficiente trovare le aree di sosta dedicate, come un campeggio o magari un glamping di lusso.
Il social travelling di You Are My Guide
Per scoprire cosa vedere, come divertirsi, come prenotare i biglietti per le visite a musei ed eventi, organizzare al meglio i propri itinerari quando si è in vacanza, si ha bisogno di un buon assistente di viaggio. Come YAMGU, servizio di You Are My GUide che aiuta a programmare la vacanza al meglio, in Italia e nelle principali capitali europee.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/10/gnammo.jpg5341200RedazioneRedazione2018-10-30 11:40:062018-11-01 18:09:27Da Gnammo a Musement: 6 app per un ponte smart (anche sotto la pioggia)
Mobileye, società basata in Israele, in mano ad Intel, ha stretto una partnership con Volkswagen per lanciare un servizio di auto elettriche a guida autonoma. La joint venture, chiamata non a caso New Mobility, utilizzerà veicoli elettrici Volkswagen alimentati dal sistema di guida autonomo di Mobile 4 “AV Kit”. Mobileye fornirà il sistema di autoguida hardware e software. Un terzo partner, il distributore israeliano Champion Motors, poi si occuperebbe di gestire la flotta e la logistica del servizio. Il governo di Israele si è impegnato a sostenere il progetto in tre modi: supporto legale e normativo, condivisione e accesso alle infrastrutture e ai dati sul traffico. New Mobility sarà lanciata in Israele all’inizio del 2019, con l’obiettivo di passare alla commercializzazione entro il 2022.
“Crediamo fermamente che i veicoli elettrici a guida autonoma offriranno a Israele e alle città di tutto il mondo una mobilità sicura, pulita e priva di emissioni, che sia accessibile e conveniente” ha detto il Herbert Diess, CEO del Gruppo Volkswagen.
Mobileye
Intel ha acquisito Mobileye, che aveva già collaborato con Tesla per sviluppare la sua tecnologia Autopilot, per 15,3 miliardi nel 2017. Il gigante tecnologico ha iniziato a testare auto a guida autonoma a Gerusalemme all’inizio di quest’anno.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/10/Volkswagen.jpg4441000RedazioneRedazione2018-10-30 10:41:232018-11-01 18:17:43Intel e Volkswagen vogliono lanciare un servizio di taxi a guida autonoma nel 2019
Si è parlato a lungo di fuga di talenti, giovani e futuri startupper che hanno visto nella Silicon Valley la giusta scuola in cui sperimentare la propria idea di startup poiché patria degli attuali big, di idee embrionali ora conosciute in tutto il mondo, come Facebook o Google.
Ma di Mark Zuckerberg e di Larry Page ce ne sono solo due al mondo, e se vivi in Europa e vuoi fare startup è ora che tu ti metta in prima linea e che inizi a capire quanto la tua storia e il tuo territorio possano darti per creare la tua azienda.
Secondo alcuni studi, infatti, l’Europa può essere altrettanto fertile per la nascita dei nuovi business in termini di legislazioni e finanziamenti, ma anche in termini di capitale umano: un imprenditore europeo ha caratteristiche completamente diverse da uno statunitense per propensione al rischio, scelta di business o rapporto tra crescita e guadagno.
E ormai anche i casi di successo di startup europee hanno fatto storia: Spotify, Skype o SAP, solo per citarne alcuni.
Mondo startup: le differenze tra Stati Uniti ed Europa
Le caratteristiche delle startup, ma anche delle aziende, statunitensi ed europee sono influenzate capillarmente dal continente da cui provengono e non solo a livello territoriale, ma anche culturale e valoriale.
Basti pensare al popolamento dei settori economici nei due territori; il più alto numero di startup americane si concentra nel tech, mentre nel vecchio continente le aziende popolano in modo più consistente il settore tradizionale con un’attenzione particolare al km 0 e all’utilizzo delle risorse vicine, disponibili e facilmente reperibili.
Sarà forse anche perché i Venture Capitalist sono meno rispetto ai grandi investitori americani?
Il settore di sviluppo, quindi, fa nascere in Europa startup che vogliono il più possibile risolvere i problemi della popolazione vicina, con servizi o prodotti basati sulla produzione locale e con un’area di influenza che parte dalla propria città per poi diffondersi sempre mantenendo alta l’attenzione per l’ecosistema locale. Ciò, comunque, non significa che il settore tech sia off-topic per le startup europee.
Quest’ultimo aspetto ci dà lo spunto per introdurre il tema dell’ecosistema, come un insieme di fattori geografici, storici e di popolazione che influenzano le aziende al suo interno. L’Europa, in tutta la storia antica e moderna, è stata la patria delle più grandi civiltà e delle più grandi innovazioni, con una storicità maggiore rispetto agli Stati Uniti, la cui storia conosciuta parte in tempi più moderni.
Ecco quindi che se nel secondo caso il tech è stato il primo settore di sviluppo per disponibilità di innovazione e di freschezza di ragionamento, per il vecchio continente tale settore sta prendendo piede in questi ultimi anni con una concentrazione maggiore in città cosmopolite come Berlino o Londra, ma che non ha paura di concentrarsi in hub anche distanti tra loro per un presidio territoriale, completamente in contrapposizione alla Silicon Valley considerata l’unico vero nodo delle startup innovative.
Un’altra caratteristica che rende completamente opposti i due modi di fare startup riguarda la visione dell’azienda e del suo successo. In America, forse anche legata alla sua tipologia di economia, una startup deve raggiungere il successo in fretta, nel più breve tempo possibile, per dimostrarsi un’azienda in grado di rimanere sul mercato ed attrarre investimenti, con conseguenze positive nell’ambito degli investimenti, ma portando, anche ad un elevato tasso di fallimenti.
Per l’Europa invece, sempre legata alla piccola impresa e alla crescita graduale di un business, le startup modificano leggermente il paradigma tipico: hanno più tempo per essere messe alla prova e gli viene data la possibilità di crescere più lentamente, ma con basi solide in modo da poter portare risultati più costanti nel futuro. Questione di mentalità e di approccio, dunque.
Ultime, ma non meno importanti, sono le voci che riguardano gli investimenti, le leggi ed il rapporto con i dipendenti, aspetti da tenere in considerazione da ogni startup che voglia fare la storia.
Per investimenti si intendono capitali di rischio apportati all’interno del business, in USA questi soldi provengono per lo più da soggetti privati, ex imprenditori o fondi di investimento, che hanno l’obiettivo di supportare economicamente la startup in cambio di quote o parte degli utili; in Europa dei 19 miliardi investiti in startup nel 2017, la maggior parte proviene da enti governativi regionali o europei, il capitale privato rappresenta solo una minoranza, seppur in continua crescita.
La legislazione impone, forse, vincoli più restrittivi per una startup. In Europa le leggi sono diversi di Paese in Paese e questo rende sicuramente più difficile per un giovane imprenditore aprire la sua azienda, ma ovviamente una volta aver superato l’esame, lo startupper europeo può affrontare tutto; le leggi USA, al contrario, sono generalmente abbastanza uniformi in ogni Stato e quindi rendono la vita facile agli imprenditori in erba.
Ultimo tema il rapporto con i dipendenti, risorsa base per la creazione di una startup di successo. Potremmo dire che il dipendente europeo sia più felice di quello americano e questo è dovuto alla maggior tutela che le leggi europee forniscono ai dipendenti nel vecchio continente, dagli orari di lavoro più leggeri alla tutela di ferie e permessi.
Startup Europe Ambassador, il programma Made in EU a supporto delle startup
Ovviamente è importante notare che le differenze di territorialità non riguardano solo Stati Uniti ed Europa, ma anche Europa dell’Est ed Europa dell’Ovest, territori a lungo contrapposti e divisi da regimi economici e politici opposti che hanno quindi lasciato sviluppare tessuti economici differenti.
In poche parole possiamo dire che fare startup ad Ovest è più simile a un modello di sviluppo statunitense, improntato al capitalismo e alle regole di mercato, ma con maggiori difficoltà per gli startupper in favore di chi è impiegato in grandi realtà; al contrario, facendo startup in Europa dell’Est, è più meritevole chi si sporca le mani, ma ci si trova davanti ad una storia più recente e ad un business molto più tradizionale e tradizionalista.
Per ovviare a queste disparità e sostenere le startup europee, l’UE ha lanciato diversi programmi di finanziamento, come lo Startup Europe Ambassadors. Si tratta di un gruppo di associazioni e mentori che si impegnano a dare un sostegno alle idee non solo finanziario.
I cosiddetti ambassador avranno il compito di sostenere i neo imprenditori nella creazione e nello sviluppo di un’azienda sostenibile partendo dalla fase di mentoring fino al round di finanziamento vero e proprio. Oggi gli ambassador sostengono già 60 ecosistemi locali e 750 startup.
Al Venture EU spetta invece il compito di reperire i capitali da investire nelle aziende: è infatti un comitato composto da sei fondi di investimento che andranno a concentrare gli sforzi in Paesi differenti con l’obiettivo di raccogliere più di 2 miliardi da iniettare nel mercato europeo delle startup, portando così all’aumento del numero degli unicorni europei. Insomma un vero contrattacco al comparto startup statunitense.
Per localizzarle, puoi anche utilizzare la mappa delle startup europee che trovi qui.
Case studies: le startup europee che hanno fatto scuola
Quelle che non sono startup sono scaleup ed in Europa rappresentano 4.200 realtà solo nel campo tech e fintech (569 aziende) con Paesi nordici, Regno Unito, Irlanda, Germania e Francia che guidano la classifica.
I settori verticali su cui vale la pena tenere gli occhi aperti sono: blockchain, intelligenza artificiale, digital construction, insurtech, foodtech e fintech.
C’è qualcuno però che ha già raggiunto la vetta, da startup a impresa di successo, come Spotify, Candy Crush e Deliveroo.
La storia di Spotify parte dalla Svezia, dalla mente di Daniel Ek ed in realtà è il risultato di successo di quella che sembrava essere una storia di insuccesso.
Daniel, infatti, prima di Spotify aveva già creato ben due startup di successo, Advertigo e Tradera, vendute per qualche milione di dollari nel 2006. Come per ogni giovane la ricchezza gli aveva dato alla testa e dopo aver sperperato il suo patrimonio è voluto tornare in pista con l’idea di una startup che potesse dare accesso a tutte le canzoni del panorama musicale senza essere illegale; è nata così Spotify, che in breve tempo grazie agli sponsor e agli abbonamenti premium, ha potuto pagare i diritti d’autore agli artisti.
La sua popolarità crescente gli ha assicurato nel tempo anche una partnership con Facebook. Oggi sfido chiunque a non usare Spotify, l’app che ha cambiato il modo ascoltare la musica online.
Candy Crush
Di storia più recente è Candy Crush, gioco puzzle nato nel 2009 dall’idea dell’italiano Riccardo Zacconi, oggi uno degli uomini più ricchi del globo, residente a Londra e a capo dello Sweet Capital (tanto per rimanere in tema di dolcezze) fondo di investimento per startup.
Candy Crush è solo il primo dei giochi dell’azienda King Corporation, business, appunto, impiegato nel settore dei videogiochi, o più propriamente videogiochi social. L’intuizione geniale dell’italiano è stata quella di integrare il suo gioco con Facebook per permettere agli utenti di sfidarsi o sostenersi con invio di vite extra per superare i livelli sempre più impervi del puzzle.
Oggi Zacconi ha un capitale invidiabile che sta investendo in fondazioni no profit per il sostegno all’infanzia e nelle startup più valide attraverso il suo fondo di capitali, ottenendo anche la soddisfazione personale di brevetto sulla parola Candy.
Deliveroo
Ultimo, anche per la sua storia cronologica è Will Shu con la sua Deliveroo, una delle aziende leader del settore food delivery con una crescita del 650% nel 2016.
L’idea, apparentemente banale, ma che sta spopolando, nasce dalla necessità di uno studente di ricevere del cibo a domicilio e ad oggi movimenta quotidianamente cibo e non solo nelle più grandi città del mondo. Il segreto del successo? Facile avere del cibo caldo e diverso ogni giorno direttamente a casa risparmiando sul tempo di cucina o per togliersi qualche voglia particolare.
L’azienda impiega circa 1000 persone solo nella sede centrale e conta diverse migliaia di fattorini sparsi in tutto il mondo, e a luglio ha stretto un accordo con TripAdvisor.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/10/160-Medium.jpg7681152EmikoEmiko2018-10-30 10:12:312018-11-01 17:23:34Anche in Europa si può fare startup, seguendo un modello diverso dalla Silicon Valley
Circa 200 dipendenti di Google hanno annunciato una “marcia per le donne” (uno sciopero, in realtà) per protestare contro i comportamenti inappropriati dal punto di vista sessuale, al lavoro.
Come ha risposto Google
La manifestazione fa seguito anche alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai e del suo vice presidente Eileen Naughton, che hanno co-firmato un promemoria della società ammettendo che 48 persone sono state licenziate in azienda per molestie sessuali negli ultimi due anni, 13 delle quali hanno mantenuto una posizione di senior management o superiore.
Nessuno di loro ha ricevuto una “buonuscita d’oro” da parte dell’azienda.
La precisazione arriva anche in risposta a un rapporto del New York Times che spiega in dettaglio in che modo Google ha trattato le accuse di cattiva condotta sessuale nei confronti dei suoi dipendenti.
Il rapporto descrive incidenti che coinvolgono diversi dirigenti attuali e, in particolare, il creatore di Android, Andy Rubin, che ha lasciato Google con un bonus di uscita da 90 milioni di dollari, anche dopo che le indagini hanno accertato che le accuse contro di lui erano “credibili”.
Lo sciopero, o “marcia per le donne”, come è stato indicato nei forum interni delle aziende, è previsto per giovedì.
Un posto sicuro in cui lavorare
“La storia di oggi sul New York Times era difficile da leggere”, hanno scritto. “Siamo seriamente intenzionati a garantire che mettiamo a disposizione un luogo di lavoro sicuro e inclusivo. Desideriamo assicurare che esaminiamo ogni singolo reclamo relativo a molestie sessuali o condotta inappropriata, investighiamo e prendiamo provvedimenti “.
Durante il fine settimana, i dipendenti di Google si sono confrontati in un forum interno per esprimere la propria frustrazione, ed è lì che l’idea di organizzare un walkout ha guadagnato consensi fino a trasformarsi in realtà.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/04/sundarpichai_pti3x2.jpg400600RedazioneRedazione2018-10-30 08:43:472018-10-30 11:24:57I lavoratori di Google scioperano per come l'azienda gestisce le molestie
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