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Digital Design Days 2017: Milano torna capitale del design

Milano è pronta ad ospitare i Digital Design Days 2017: l’appuntamento di tre giorni che riunisce in un’unica città i designer nazionali e internazionali più importanti del momento. Dall’1 al 3 giugno, presso la Fabbrica del Vapore, tecnologia e creatività incontreranno il mondo del digitale.

Dopo il grande successo della prima edizione, la città meneghina ritorna ad essere capitale mondiale del digital design. Un’occasione da non perdere per riflettere sulle attuali sfide poste dall’innovazione tecnologica.

Tra gli speaker confermati: Matias Corea, Behance Founder, Claudio Guglieri, Design Director di Microsoft e Andy Dahley, Design Director di Google, il quale terrà uno speech nel panel “Come strutturare un team creativo vincente”, incontro dedicato alla formazione di un team d’eccellenza per la realizzazione di un’innovativa progettazione digitale.

La seconda edizione di OFFF Milano

In contemporanea ai Digital Design Days 2017, la seconda edizione di OFFF Milano: il più importante festival della cultura post-digitale. Un viaggio ricco d’ispirazione tra conferenze, attività e spettacoli. I visitatori saranno circondati da numerose installazioni, vere e proprie opere d’arte pensate per sorprendere ed emozionare con percorsi di narrazione innovativi e coinvolgenti.

Digital Design Days 2017: workshop e masterclass

Un punto d’incontro per chi lavora nel mondo della creatività, che darà vita a workshop professionali, digital showcase, party e numerose attività di networking. Una nuova line-up di speaker e incontri illustrerà lo scenario digitale contemporaneo. Anche quest’anno il calendario si arricchisce di masterclass, realizzate per mettere i partecipanti a tu per tu con guru e professionisti del settore.

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Ecco alcuni incontri da segnare sull’agenda:

Social Media Storytelling

AQUA, Conference Room
Venerdì 2 giugno, 14.30-15:30
Lingua: Italiano
Social Stories: Quando lo Storytelling passa attraverso una storia a tempo. Le Stories sono un format portato alla ribalta da Snapchat, clonate poi su diversi Social Network e piattaforme, che permettono a chiunque di raccontare i propri momenti di vita attraverso fotografie e video e di raggiungere un pubblico esteso.

Un panel con molto ninja power: parteciparanno infatti Nunzia Falco Simeone – Content Manager Ninja Marketing & Luca Scarcella, Contributor della sezione Social. Oltre a Giuliano Ambrosio, autore dietro il blog Julius Design, Orazio Spoto -Social Media Strategist (entrambi docenti Ninja Academy) e Mario Ballario – leader tecnologico, tecnologo creativo e manager.

Facebook360 for beginners 

Dot Lung, 360VR Barcelona
Giovedì 1 giugno, 9.30-13.30
Lingua: Inglese
Creare contenuti Immersivi VR per le campagne di social media marketing. Tecniche di cattura delle immagini a 360°, modalità di unione di diverse telecamere per creare una veduta di 360°, produzione e post-produzione video, conoscenza delle ultime telecamere disponibili sul mercato per riprese 360°, pubblicazione dei contenuti su Facebook.

The Art of Virtual Reality
Mate Steinforth, Sehsucht
Giovedì 1 giugno, 15.00-19-00
Lingua: Inglese
La realtà virtuale (a volte abbreviato in VR dall’inglese virtual reality) è il termine utilizzato per indicare una realtà simulata. Il workshop mostra come poter creare con facilità contenuti interattivi di Realtà Virtuale grazie alla piattaforma web Vizor. Ciascun partecipante genererà dal nulla un ambiente VR a 360° tramite il solo uso dello smartphone. Tale contenuto potrà essere istantaneamente condiviso con amici e colleghi

Video Projection Mapping
Studio Aira
Giovedì 1 giugno, 15.00-20-00
Lingua: Italiano
Il video mapping è una nuova e affascinante tecnica di videoproiezione che può tramutare potenzialmente qualsiasi superficie in uno schermo, è il territorio di confine nel quale convergono arte, architettura e tecnologia al servizio di una nuova forma espressiva che trasforma temporaneamente la nostra percezione classica degli spazi. Proprio grazie a ciò, molti grandi marchi hanno iniziato a interessarsi a questa forma di comunicazione sponsorizzando innumerevoli performances di mapping in giro per il mondo.

The psychology of social media
Dot Lung, 360VR Barcelona
Venerdì 2 giugno, 15.00-19-00
Lingua: Inglese
Un workshop volto a sottolineare la “ricetta segreta”, l’aspetto concettuale nascosto alla base di profili e campagne Social Media di successo. I partecipanti impareranno come impostare la loro prossima campagna Facebook virale, superando in astuzia le promozioni e annunci di Facebook.

Partecipa con lo Sconto Dedicato

Partecipare ai Digital Design Days 2017 è semplice, basta prenotare sul sito.

Don’t miss this chance!

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Stop ai contenuti violenti su Facebook: Zuckerberg annuncia le nuove misure

Facebook, con più di 1.3 miliardi  di user attivi, 10 miliardi di like cliccati quotidianamente e oltre 8 miliardi di video visualizzati ogni giorno, si aggiudica senza dubbio il titolo di social network più utilizzato e più amato di sempre.

Ma si sa, da grandi poteri derivano grande responsabilità.

Uno dei tanti problemi che affligge il Social, infatti, è proprio quello di riuscire a tenere sotto controllo tutti i contenuti che vengono condivisi: dalla circolazione di notizie false, alla diffusione di contenuti violenti, specialmente ora che vi è la possibilità di condividere tutto in “diretta”.

Negli ultimi tempi, infatti, abbiamo assistito alla visione di video davvero raccapriccianti, dai suicidi, a omicidi e atti di violenza mandati in streaming e condivisi senza alcuna pietà.

Dinnanzi a tutto ciò, settimana scorsa Mark Zuckerberg ha deciso di prendere provvedimenti, annunciando l’espansione del team per il controllo dei contenuti violenti, attualmente composto da oltre 4.500 persone, con l’intenzione di raggiungere il numero di 7.000 persone entro fine anno.

Questa azione permetterebbe di avere un maggior controllo sui contenuti condivisi,  ma soprattutto darebbe la possibilità di intervenire tempestivamente sui contenuti segnalati e rimuoverli prima che entrino nelle pericolosa e inarrestabile Rete.

“Se vogliamo costruire una comunità sicura, dobbiamo cominciare ad agire rapidamente” ha dichiarato lo stesso Zuckerberg.

A fianco ai componenti di questa squadra, sarà l’intelligenza artificiale a supportare Facebook nell’intento. L’annuncio dello sviluppo di un bot dedicato si inserisce in un contesto più ampio, parzialmente già annunciato dallo stesso Zuckerberg qualche mese fa in una lettera aperta in cui dichiarava la mission di Facebook dei prossimi anni.

Nella speranza che Facebook riesca davvero ad arginare questo grande problema, attendiamo le vostre opinioni a riguardo sulla nostra pagina di Facebook e sul nostro gruppo di LinkedIn.

Spotify, Deezer & co: i founder europei scrivono una lettera contro Apple e Google

Apple e Google sono le due aziende più grandi nel settore mobile e alcuni competitor iniziano a pensare che le due tech company stiano abusando di questo potere.

I dirigenti delle principali aziende tecnologiche europee, tra cui Spotify, Deezer e la factory per startup Rocket Internet, hanno scritto la scorsa settimana una lettera indirizzata all’Unione europea per lamentare la situazione.

Le grandi società “abusano della loro posizione privilegiata” in ambito mobile, come riportato dal Financial Times.

Apple e Google, secondo IDC, rappresentano quasi il 100% del mercato delle app mobile.

Secondo le company europee, tramite i loro app store, non agiscono solo come “gateway” per le applicazioni, ma sempre più spesso si comportano come “gatekeepers”. In pratica, le due società privilegerebbero i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti, rendendoli più visibili per i clienti.

Secondo Spotify e le altre, è anche stato difficile ottenere dai due big del settore i dati relativi ai clienti sulle proprie app.

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Apple e Google sotto accusa, ma mai nominate esplicitamente

Questo è solo un breve estratto della lettera, che pubblichiamo nella sua versione integrale, in fondo all’articolo.

Secondo la nostra esperienza, laddove le piattaforme online hanno un forte incentivo a trasformarsi in gatekeepers, per il loro duplice ruolo, invece di massimizzare il benessere dei consumatori, tendono ad abusare della loro posizione privilegiata e adottare pratiche B2B con conseguenze negative per l’innovazione e la concorrenza. Queste pratiche vanno dalla limitazione dell’accesso ai dati o all’interazione con i consumatori, alla classificazione e ai risultati di ricerca, con una tendenza a preferire i propri servizi integrati in modo verticale.

La lettera in realtà non nomina mai Apple o Google, ma è chiaro che i firmatari si riferiscono alle due compagnie quando parlano di “piattaforme principali”.

Le aziende europee, rivolgendosi all’UE, chiedono regole per normare il comportamento di queste piattaforme rispetto alle aziende che offrono le proprie applicazioni sui due store.

Secondo quanto si legge da Business Insider, la Commissione è già pronta a introdurre nuove regole per riequilibrare il rapporto di concorrenza entro la fine dell’anno, ma secondo le aziende firmatarie queste nuove regole non tengono conto e non tutelano ancora le realtà più piccole.

Non è la prima volta che Spotify infastidisce l’impero di Apple. Il mese scorso, infatti, l’azienda europea aveva scritto alla società di Cupertino per lamentarsi di non aver accettato un aggiornamento della propria app per iOS. Secondo altre fonti, Apple avrebbe rifiutato l’aggiornamento a causa di una errata fatturazione da parte di Spotify, che a sua volta ha risposto con una considerazione sulla commissione eccessiva richiesta da Apple (30%) su ogni transazione.

La lettera di Spotify contro Google e Apple alla Commissione europea

Ecco la lettera, firmata da dieci dirigenti del Digital, tra cui Daniel Ek – CEO di Spotify e dal co-founder Martin Lorentzon, dal CEO di Deezer – Hans-Holger Albrecht e dal founder Daniel Marhely, dal CEO di Rocket Internet – Oliver Samwer:

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Dove lancia le “Real Beauty Bottles”, disponibili in ogni forma e dimensione

Ogilvy London ha appena creato un’edizione limitata delle bottiglie di bagnoschiuma Dove, le “Real Beauty Bottles, disponibili in ogni forma e dimensione, per rispecchiare il messaggio che da tempo il brand persegue: quello della vera bellezza di ogni donna, indipendente dai canoni standard che la società spesso impone.

Real Beauty Bottles: il prodotto riflette i valori di Dove

Così nasce una nuova celebrazione della bellezza, quella dei corpi tutti diversi tra loro che si rispecchiano nelle bottiglie.

Non la classica longilinea silhouette dei flaconi, ma bottiglie basse e paffute o lunghissime e sottili, o ancora con i fianchi larghi.

Gli studi condotti da Dove Global Beauty hanno rivelato che nel 2017 la pressione per conformarsi agli ideali della società è sempre più alta. Mentre ci circondiamo di rappresentazioni e modelli  irrealistici – dal cinema, alla televisione, fino ai social media – le donne devono continuamente confrontarsi con questi modelli. Gli stessi che Dove vuole spazzare via, attraverso campagne che mirino innanzitutto alla consapevolezza della vera bellezza.

“Ogni donna esprime una versione diversa di bellezza e tutte queste differenze vanno celebrate”, ha dichiarato Dove in un comunicato.

“Real Beauty, cioè vera bellezza ma anche bellezza reale, è fatta di elementi diversi che ci distinguono e ci rendono unici. Abbiamo celebrato questa versione di bellezza negli ultimi 60 anni e abbiamo mostrato tutti i tipi di donne nelle nostre campagne di bellezza. Ma volevamo portare questo messaggio in modo più profondo anche attraverso i nostri prodotti”.

Andre Laurentino, direttore creativo esecutivo globale di Unilever a Ogilvy UK

Le bottiglie Real Beauty sono una di quelle rare idee capaci di condensare decenni di attività del marchio in un istante, quello di uno sguardo al prodotto. Tutto è racchiuso lì, in quella semplice confezione in cui ogni donna si riconoscerà istintivamente. Valori del brand e design dei prodotti diventano un tutt’uno in questa campagna di Dove in grado di unire mondo fisico ed emotivo.

“Non c’è un’unica forma, la vera bellezza rompe i canoni”.

Sai cos’è il Precision Marketing?

Strategie di marketing, canali di distribuzione, esperienza del consumatore: un marketer non può sottovalutare nessuno dei tanti passaggi che fanno parte di un percorso di acquisto del cliente, e per ciascuno di questi passaggi oggi possiamo scoprire e analizzare dati e informazioni sempre più rilevanti.

Di questo si occupa il Precision Marketing, il cui obiettivo è quello di raccogliere tutti questi dati per sviluppare strategie sempre più mirate e precise che spingano il cliente all’acquisto.

Il Precision Marketing punta alla conoscenza del consumatore

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Alla base di qualsiasi strategia di Marketing vi è sicuramente la necessità di offrire al consumatore esperienze significative. Difficilmente un singolo annuncio convincerà l’utente a fare un acquisto, piuttosto l’insieme di annunci giusti, al momento giusto e attraverso i canali giusti avrà la capacità di guidare il consumatore attraverso la conoscenza della Marca e, di conseguenza, in un’esperienza di acquisto.
Per fare questo però è necessario conoscere bene il consumatore.

Oggi possiamo sfruttare i tanti dati di ascolto che ci arrivano dai vari dispositivi e che ci permettono di capire non soltanto le informazioni base che lo riguardano (genere, provenienza, età…), ma anche di andare più a fondo fino a scoprire quali siano i valori che muovono le sue scelte d’acquisto e di vita.

Una volta analizzati questi dati e capito quale è la motivazione che spinge i nostri consumatori all’acquisto, saremo in grado di sviluppare per loro esperienze armoniose che li guidino in tutto il percorso di acquisto.

Leggi anche: I dati come guida per il social media marketing

L’importanza degli strumenti giusti

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Una volta raccolti tutti i dati e le informazioni sul nostro consumatore, non sarà comunque così semplice raggiungerlo.
Nel Marketing c’è bisogno di avere uno strumento capace di raccogliere costantemente informazioni sempre più dettagliate e precise per calibrare bene le scelte strategiche e per creare campagne efficaci al 100%. E non solo!

Con i consumatori che spendono sempre più tempo su diversi dispositivi e canali, i marketer hanno bisogno di soluzioni che possano agire come tessuto connettivo tra dispositivi e canali disparati.

Con strumenti di questo tipo i marketer possono individuare dove i consumatori stanno spendendo il loro tempo e, cosa più importante, il livello di engagement del messaggio di un marchio. Così facendo i marketer potranno essere sicuri di investire correttamente sulla propria comunicazione e di poter fare in modo che un maggior numero di consumatori riceva il messaggio.

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Il Precision Marketing è ciò di cui ogni marketer ha bisogno per fidelizzare i clienti, sia attuali che futuri.

La chiave è sfruttare le tecniche di marketing per fornire continuamente esperienze efficaci attraverso i media giusti, nel modo e nel momento giusto.

Progetto Humanae: colori Pantone per superare le differenze razziali

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Chiunque si sia trovato a ristrutturare casa sa cosa sia una “tirella” o “mazzetta” Pantone, ossia un catalogo standard di colori che serve a non creare confusione tra le tonalità, evitando così incomprensioni tra architetti e clienti; ma come può un progetto artistico come “Humanae” utilizzare uno standard industriale per superare le differenze razziali?

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L’idea di catalogare tutte le possibili tonalità della pelle umana per abbattere le barriere derivanti dalle diverse etnie è partita poco più di un anno fa dalla fotografa brasiliana Angelica Dass che, cresciuta in una famiglia multirazziale, sa bene cosa significhi affrontare la discriminazione in ogni sua più subdola sfumatura e in ogni contesto (lavorativo e personale) e, per questo, usa la fotografia non solo come una forma di comunicazione e riflessione, ma soprattutto come uno strumento capace di creare interazioni, rivoluzionare schemi e preconcetti, superare pregiudizi e costruire ponti tra uguaglianza e diversità.

Il rituale dell’artista è sempre lo stesso: trovare persone di differenti generi, razze ed età, chiedergli di partecipare al progetto facendosi scattare un “foto-ritratto” su sfondo bianco, prendere campioni dei volti (11 × 11 pixel) e tradurli in campioni di colore Pantone. In seguito, la Dass, cambia lo sfondo della foto con la tonalità del colore della pelle di ogni soggetto e dispone le immagini come in una “mazzetta Pantone”, creando così un campione di visi umani con codici di colore sul fondo.

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La scelta dei colori Pantone – spiega la Dass –  è scaturita proprio dalla necessità di precisione; i loro codici alfanumerici, infatti, permettono di rappresentare i colori con esattezza, senza possibilità di distorsione né dai vari tipi di media né dall’occhio umano, così spesso influenzato dai pregiudizi della mente.”

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Nell’ultimo anno, viaggiando attraverso 19 diverse città internazionali, Angelica Dass è riuscita a catturare oltre 200 ritratti, ottenendo risultati suggestivi e coinvolgenti grazie al mescolamento delle foto in gamme di sfumature che dimostrano contrasti e somiglianze tra ogni tono di colore.

Intervistata durante un TED Talk Angelica Dass ha dichiarato: “Ogni volta che faccio una foto, mi sento come se stessi seduta davanti ad un terapeuta. Tutta la frustrazione, la paura e la solitudine che ho sentito in passato diventano improvvisamente amore”.

LEGGI ANCHE Glass Lion: a Cannes la discriminazione di genere si combatte con la creatività

Creare una inserzione per cominciare conversazioni su Messenger

Le inserzioni sono una componente evidente e fondamentale su Facebook, lo sappiamo. Da utenti le vediamo come post sponsorizzati nella sezione Notizie o nella colonna a destra. Da professionisti del settore sappiamo come crearne per raggiungere certi obiettivi: un mi piace, un clic su un pulsante, far arrivare l’utente a una landing page in cui l’utente dovrà compiere un’azione.

Il tipo di inserzioni di cui ci occuperemo in questo articolo ha come obiettivo l’avvio di una conversazione su Messenger.

Non è una differenza da sottovalutare: anche se gran parte del processo di creazione è identico a quello delle solite inserzioni, ci sono alcuni aspetti specifici che è meglio conoscere per non sprecare tempo e denaro.

In questa breve guida ci concentreremo su queste differenze, tralasciando gli aspetti già noti.

Creare l’inserzione

Accedete al vostro account per creare inserzioni e scegliete come obiettivo “Traffico” o “Conversioni”.

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Come per gli altri tipi di inserzioni specificate quale sia il pubblico a cui andrà mostrata e qual è il budget che volete assegnare. Scegliete liberamente il formato della vostra inserzione tra quelli disponibili, evitando però il formato slideshow, che non è supportato.

Selezionate Messenger come destinazione.

inserzioni con conversazioni messenger

Il sistema vi avvertirà che non tutti i posizionamenti per le inserzioni sono utilizzabili e vi inviterà a rimuoverli, cliccando sul pulsante “Rimuovi Posizionamenti”. Scoprirete che la scelta si riduce a notizie del computer, notizie mobile e feature phone.

Colonna di destra, articoli interattivi, feed di Instagram, banner di Audience Network, interstitial di Audience Network e formato nativo di Audience Network non sono, infatti, più disponibili dopo aver cliccato su quel pulsante.

Avrete la facoltà di specificare un messaggio di testo che, insieme con l’inserzione, sarà recapitato agli utenti che faranno clic, attraverso Messenger.

Una seconda possibilità è quella di specificare un messaggio strutturato in formato JSON.

Prima di continuare nella creazione però, leggete il prossimo paragrafo.

Coinvolgere l’utente 

Se l’utente clicca sulla vostra inserzione, riceverà un messaggio via Messenger con il contenuto dell’inserzione stessa e il messaggio specificato.

A questo punto avrete già speso parte del budget assegnato all’inserzione, senza averne tratto alcun beneficio. Facebook infatti non vi dirà nulla sull’utente finché questi non interagisce con il vostro Bot su Messenger: la scelta migliore è quindi quella di specificare un messaggio strutturato.
Questo tipo di messaggio è più ricco di un semplice messaggio di testo: può contenere infatti, oltre al già citato testo, anche dei contenuti multimediali, risposte rapide e una call to action.

Certamente una scelta consigliabile per aumentare le possibilità di coinvolgere l’utente e far sì che avvii una conversazione.

Il messaggio strutturato

In formato JSON, questo messaggio potrà contenere, come abbiamo scritto, un messaggio introduttivo di testo (per esempio, un breve saluto), una immagine, un titolo e sottotitolo del messaggio e uno o più pulsanti.

Per creare questo messaggio strutturato potrete optare per una creazione rapida, con dei semplici campi da compilare, oppure per la creazione manuale e diretta.

La prima opzione è più semplice, la seconda vi offre, se conoscete la sintassi JSON (JavaScript Object Notation), più elasticità e potenza.

inserzioni con conversazioni messenger

In ogni caso ricordate che i contenuti specificati qui saranno inviati attraverso Messenger all’utente per il cui clic sull’inserzione avete già pagato.

Questi contenuti dovranno essere quindi di stimolo ad avviare una conversazione col vostro Bot. Finché questo non avverrà, l’utente rimarrà invisibile e un perfetto sconosciuto per voi.

Se decidete di usare il metodo di creazione rapida, dopo avere specificato l’immagine da usare e le varie parti di testo, è di grande importanza compilare correttamente il campo URL del pulsante di invito all’azione. In teoria potreste specificare un qualsiasi indirizzo web, ma avendo scelto di usare Messenger come strumento di interazione con l’utente è opportuno specificare un indirizzo che, al clic sul pulsante, attivi il Bot.

L’indirizzo (URL) da specificare userà il servizio di reindirizzamento m.me che Facebook ha predisposto per convogliare gli utenti verso un profilo,una pagina o un bot, specificando i parametri corretti.

Il servizio m.me e i suoi parametri

Il link di riferimento avrà una forma simile a questa:

http://m.me/[nome pagina]

dove [nome pagina] dovrà essere il nome della pagina a cui è associato il Bot. Se la pagina non ha un nome utente, basterà specificare il suo page ID.

Per esempio, il link per convogliare gli utenti verso il Bot della pagina Marchiondelli è:

https://m.me/marchiondelli

questo però non è sufficiente, e sarà necessario inviare al Bot anche il segnale che attende per svegliarsi. In termini tecnici sarà necessario passare dei parametri.

https://m.me/Marchiondelli?ref=Welcome%20message

Come potete vedere, la sintassi è molto semplice: basterà fare seguire alla URL la stringa ?ref= parametro dove quest’ultimo sarà il nome che rappresenta il menu principale del vostro BOT o il comando che lo attiva.

Mettiamo insieme i pezzi

Probabilmente alcuni aspetti vi saranno sembrati troppi tecnici e difficili.
Ma non è così. Per facilitarvi, facciamo un breve riepilogo di tutti i passaggi necessari all’avvio di una campagna con inserzioni che portino gli utenti a conversare e interagire con il Bot della vostra pagina.

  1. creare un bot
  2. associarlo alla pagina
  3. creare l’inserzione
  4. specificare il target di pubblico e il budget
  5. caricare i testi e immagini necessari a rendere accattivante la vostra inserzione
  6. selezionare Messenger come destinazione
  7. scegliere se usare un semplice messaggio oppure un messaggio strutturato (consigliato)
  8. creare il messaggio strutturato in formato JSON oppure
  9. scegliere creazione rapida del messaggio strutturato (consigliato se non siete esperti)
  10. specificare il parametro per attivare il BOT
  11. lanciare l’anteprima su messenger
  12. controllare tutti gli altri parametri dell’ordine
  13. confermare l’ordine

Conclusione

Un tipo particolare di inserzione, senz’altro, con qualche controindicazione e tanti usi interessanti.

Tra le controindicazioni è da ricordare che l’utente deve interagire col Bot, non solo fare clic sull’inserzione. Altrimenti vi verrà addebitato il costo del clic, ma l’utente rimarrà uno sconosciuto e avrete sprecato soldi.

Le possibilità d’uso sono invece molto interessanti e davvero tante: perché non pensare a un Bot che faccia da commesso virtuale al vostro negozio online? Oppure un Bot che guidi i visitatori del vostro Blog tra tutti gli articoli che avete pubblicato? O che dia quel tipo di assistenza nel compiere certe azioni (al computer, per esempio) che il vostro help desk è oramai stanco di dare giorno dopo giorno?
Il limite sembrerebbe essere solo la vostra fantasia.

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Business locali e social media, quando le dimensioni non contano

È proprio vero, le vie del marketing sono infinite: assistiamo a casi di imprese provenienti dai settori digitali che si affermano grazie alla pubblicità classica su TV e formati cartacei, ma incontriamo anche situazioni in cui grandi imprese tradizionali ottengono ottimi risultati realizzando strategie di marketing sui canali online.

Poi ci sono loro, i business locali, i veri e propri protagonisti di una rivoluzione del marketing in cui, complici soprattutto gli strumenti digitali come i social media, anche delle realtà di piccole dimensioni e operanti in aree circoscritte, possono mettere in atto strategie e azioni efficaci per far crescere la propria attività.

Tuttavia i dati ci rivelano che sebbene i business locali oggi abbiano accesso ad un’ampia gamma di soluzioni di marketing, queste piccole realtà spesso ritengono di non avere le risorse o le competenze necessarie per intraprendere azioni di questo tipo.

Allora proviamo in questo articolo a fare il punto su come i business locali possono effettivamente far leva sui social media per raggiungere alcuni interessanti obiettivi di marketing.

Contenuti social: qualità vs quantità

Il più delle volte ciò che dissuade la piccola attività dall’adottare i social media, è la paura di non essere in grado di   produrre la giusta quantità di contenuti e di non avere a disposizione il tempo necessario per gestire i vari canali. In questo caso i business locali dovrebbero essere guidati da questo mantra: qualità e non quantità, il che significa meno contenuti ma più rilevanti per il proprio business, ma anche: post meno frequenti ma piazzati al momento giusto. In quest’ottica è fondamentale dotarsi di un piano editoriale con cui organizzare le diverse pubblicazioni.

business locali social media

Considerare l’advertising  

In un recente sondaggio sullo stato del local marketing nel 2017 condotto da Brandmuscle su oltre duemila business locali, tra i risultati emerge un dato molto significativo: mentre il 74% delle piccole imprese afferma di avere una pagina Facebook, solo il 24% fa attualmente ricorso alle inserzioni a pagamento. L’advertising a pagamento è un’opzione che i business locali dovrebbero prendere in considerazione soprattutto alla luce del fatto che, come nel caso di Facebook Ads, esistono degli strumenti pensati anche per loro e mediante i quali è possibile creare delle inserzioni per migliorare la copertura di un’area geografica limitata o per aumentare le visite al punto vendita.

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L’importanza degli eventi locali

Per quei business il cui pubblico ha una dimensione prevalentemente locale, organizzare degli eventi può essere una buona modalità per farsi conoscere, avvicinarsi alla clientela e costruire anche una comunità d’interesse. Premesso che pianificare e gestire eventi non è cosa semplice poiché subentrano molti fattori tra cui location, allestimento, orari etc., vi starete probabilmente chiedendo quale sia il ruolo dei social media in tutto questo. Ebbene, i social vengono in aiuto prima, durante e dopo l’evento ecco alcuni esempi: su Facebook è possibile creare eventi e mandare inviti; Facebook Live o Twitter sono dei validi strumenti per raccontare “in diretta” ciò che sta accadendo; infine, un video su YouTube o delle immagini su Instagram sono ottimi mezzi per mostrare a chi non c’era cosa si sono persi.

LEGGI ANCHE: 3 consigli su come aumentare il social engagement per i tuoi eventi

Conclusione

Cari lettori, mentre state leggendo questo articolo, probabilmente nel mondo del social media marketing si stanno progettando nuove funzionalità sempre più vicine alle esigenze di ciascun business. Ogni strumento ha delle nuove opportunità da cogliere, ciò che rimane costante è però l’approccio che qualsiasi impresa o attività, a prescindere dalla sua dimensione, dovrebbe adottare ed è l’approccio alla pianificazione, dove il punto di partenza sono gli obiettivi strategici e non le singole azioni.

canon migliori annunci stampa della settimana

Canon, Play-Doh e Serta: i migliori annunci stampa della settimana

Come ogni lunedì, non ci siamo lasciati sfuggire i migliori annunci stampa della settimana appena trascorsa.

Dalla realtà svelata attraverso i nuovi obiettivi Canon, ai risultati di ricerca per Play-Doh, fino allo spazio di cui tutti abbiamo bisogno re-immaginato da Serta, ecco come le più importanti agenzie creative del mondo hanno interpretato i loro messaggi.

Scopriamoli insieme.

Canon, Circular image 

Canon pensa che la fotografia sia un’arte ispiratrice e che ogni diverso obiettivo è capace di catturare i migliori momenti della nostra vita attraverso foto epiche. Certamente le nuove lenti circolari a 180° hanno qualche pregio in più. Scopri cosa c’è che non va in questo annuncio 😉

canon migliori annunci stampa della settimana

Advertising Agency: DDB, Colombia
CEO: Borja de la Plaza
Chief Creative Officer: Leo Macias
Planning: Jorge Becerra
Creative Directors: Andrés Restrepo, David Rodríguez
Graphic Designer: Andrés Vergara de la Hoz
Copywriter: Alejandro Chávez
Photography Studio: WernerSAM
Photographer: Werner Morales
Post Production: Andrés Vergara de la Hoz

Play-Doh: Colors

Come potrebbe descrivere un bambino un colore? E come potrebbe cercarlo su Google? Play-Doh dà la sua risposta in immagini: di che colore è un maialino con un tenero codino e con zampe da gru?

L’agenzia di questa creatività, ancora DDB Colombia.

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play doh annunci stampa

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Advertising Agency: DDB Colombia
Chief Executive Officer: Borja de la Plaza
Chief Creative Officer: Leo Macias
Creative Director: Juan Espitia
Art Directors: Leo Macias, Juan Espitia
Copywriter: Brenda Jácome
Head of Production: Dolly Cantor, Darío Lozano
Client Service Director: Luis Fernando Castilla
Senior account executive: Sofía Silva
Production House: Dragon Fly

CBN: The radio play the news

CBN è una radio brasiliana che trasmette tutto il giorno notizie. Come coniugare le due anime di CBN? Ripensando le copertine più famose della storia in chiave di news.

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Advertising Agency: Agência UM, Recife, Brazil
Creative Director: Lenilson Lima
Art Director: Bruno Bacci
Copywriter: Gustavo Verçosa
Illustrator: Saulo Lisias
Retouchers: Marcus Cabral, Fabricio Cavalcante
Account: Lauriston Pinheiro
Media: Deysi Coêlho
Production Graphic: Tássia Martins

Serta: Every couple needs their own space

L’importanza di avere i propri spazi in una coppia può essere essenziale per il quieto vivere, anche a letto. Per questo un materasso più grande permetterà a tutti di godersi il proprio spazio.

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Advertising Agency: 4am Saatchi & Saatchi, Honduras
Creative Director: Matias Celis
Art Directors: Oswaldo Diaz, Jorge Cabrera, David Andino
Graphic Designer: Ada Sanchez
Copywriters: Matias Celis, Oswaldo Díaz
Illustrator: Alejandro Ramírez
Photographer: Salamágica

LEGGI ANCHE: United Nations, Crossroads Community e Toyota: i migliori annunci stampa della settimana

Facebook, anti-fake news

Nella sua lotta senza quartiere alle bufale, Facebook ha scelto di abbandonare il web e trasferirsi sulle pagine dei più importanti quotidiani britannici, prima delle elezioni di giugno nel Regno Unito.

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Ordinare una pizza non sarà più la stessa cosa con Domino’s e IFTTT

Forse il nome Domino’s non ti dirà niente, ma si tratta di una delle catene di pizzerie più importanti in tutto il mondo. Pochissimi giorni fa Domino’s, con l’aiuto dell’agenzia CP+B e in partnership con IFTTT, ha dichiarato di aver arricchito il proprio servizio di tracking.

Con questa partnership, Domino’s Pizza e IFTTT stanno trasformando l’esperienza di ordinare una pizza a domicilio in un vero e proprio videogioco. Scopriamo subito come.

Domino’s e IFTTT: cosa fanno?

Ordinare una pizza non sarà mai più la stesso, grazie a Domino's e IFTTT

Domino’s, come ti ho detto, è una catena di pizzerie diffusissima in tutto il mondo, molto meno in Italia – dove abbiamo poche sedi, per lo più a Milano – seconda nel mondo soltanto a Pizza Hut.
IFTTT è un servizio che nasce da un’idea brillante: connettere le nostre app, i nostri social e in generale i servizi di cui usufruiamo principalmente dai nostri device, e farli comunicare, attivando nuove azioni. Attraverso l’attivazione di un trigger – “grilletto” che funziona secondo le stesse logiche applicate in Google con il meccanismo del TAG Manager – possiamo automaticamente salvare una copia sul nostro telefono di una foto in cui un amico ci ha taggato su Facebook, oppure aggiungere ad un’apposita playlist in Spotify una canzone che ci è piaciuta su Youtube.

La partnership tra le due aziende ha dato vita a una serie di funzioni che rendono l’attesa della consegna di una pizza un gioco: gli utenti che ordinano la pizza a domicilio possono accedere al Tracker di Domino’s, non più soltanto controllando l’avanzamento dell’ordine ma attivando una serie di attività man mano che lo stato di consegna avanza.

LEGGI ANCHE: App of the Week: IFTTT, lascia che l’iPhone lavori al posto tuo!

Come funziona il Tracker di Domino’s

Ordinare una pizza non sarà mai più la stesso, grazie a Domino's e IFTTT

È possibile far partire sul nostro dispositivo le note di “Hot in Herre” di Nelly’s appena la nostra pizza viene infornata, oppure, quando la consegna parte, disattivare il sistema di irrigamento che potremmo avere fuori l’ingresso di casa, e accendere le luci del portico per accogliere il corriere.

I quattro trigger sono: ordine in preparazione, ordine in forno, ordine in consegna, ordine giunto a destinazione. Appena lo stato raggiunge uno di questi eventi, l’utente può attivare con IFTTT anche la pubblicazione sui social o l’invio di un messaggio dello stato della consegna, o un contenuto a sua scelta.

Ha dichiarato Dennis Maloney, Chief Digital Officer di Domino’s:

Domino’s è il primo brand di ristoranti ad utilizzare la piattaforma IFTTT: immaginiamo quanto alla gente piacerà usare il Tracker di Domino’s, non solo per sapere a che punto è la consegna. Adesso stiamo dando modo ai nostri clienti di scatenare la loro immaginazione creando nuovi modi per integrare alcune delle nostre innovazioni preferite, come il Tracker di Domino’s, nella loro vita quotidiana. Grazie alle infinite possibilità di applet IFTTT, i clienti saranno più connessi che mai.

Puoi avere altre informazioni sul progetto andando su IFTTT, iscrivendoti e scaricando l’app.

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https://www.youtube.com/watch?time_continue=13&v=vgPyNsjt-80

Se adesso ti è venuta fame e hai voglia di attendere la consegna di una pizza, il meccanismo dei Trigger ha funzionato anche su di te! 🙂