LinkedIn: dal piano editoriale all’advertising, i consigli di Leonardo Bellini

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Leonardo Bellini, Cofondatore del Social Case History Forum e autore di pubblicazioni riguardanti Social Media e Web Marketing, per Ninja Academy docente di LinkedIn Marketing Management nell’ambito del Master Online in Social Media Marketing, ci racconta l’importanza di LinkedIn nell’ambito della nostra strategia di Social Media Management.

Quanto conta Linkedin nell’advertising sui social da parte di un’azienda? Cosa lo differenzia dagli altri social?

LinkedIn può  rientrare a buon diritto all’interno della pianificazione media di un’azienda; da questo punto di vista risente di una serie di preconcetti che la fanno percepire come una piattaforma adeguata ed efficace in ambito B2B. Se da una parte è certamente vero che le campagne di advertising su LinkedIn permettono di profilare in maniera precisa, direi chirurgica, utilizzando i criteri di targeting basati sulla sfera professionale (Nome e dimensione Azienda, Job Title, settore industriale, location, anzianità)  di fatto ti permette anche di costruire una campagna che tenga conto di fattori più strettamente collegata alla sfera individuale, anche se inerente all’ambito professionale  (interessi, competenze, iscrizione a Gruppi specializzati) oltre che criteri demografici ( è possibile profilare anche per fasce d’età e genere).

La capacità di profilare  in maniera molto precisa in base alle  informazioni professionali rappresenta a mio avviso la peculiarità e il vantaggio principale e il motivo per cui, soprattutto in un contesto B2B, val la pena investire su LinkedIn per fare prospecting e lead generation in primis, ma anche display advertising.

Infatti oltre alle tipologia di annunci Self-service (annunci testuali e aggiornamenti sponsorizzati), i più noti e utilizzati, LinkedIn mette a disposizione una serie di formati e strumenti di advertising per favorire l’awareness di un brand e la coltivazione dei lead (lead nurturing).

Credo che LinkedIn sconti ancora un certo ritardo dal punto di vista dell’integrazione con strumenti di tracciamento e di articolazione di una campagna presenti su Facebook e Twitter  come la possibilità di creare audience personalizzate, di fare remarketing, di monitorare e  tracciare la conversione su landing page esterne.

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Le vecchie care 5 W, come possiamo applicale al nostro piano editoriale su Linkedin?

Direi che possiamo applicarle anche su LinkedIn. Proviamoci.

  • Who: quando crei il tuo piano editoriale pensa sempre a chi ti rivolgi, chi è il tuo cliente o interlocutore ideale: il Recruiter di un’azienda o di una società di selezione? Un nuovo datore di lavore? Un potenziale cliente? Un Partner o un nuovo collaboratore?
  • What: nel tuo piano editoriale racconta ciò che sta accadendo all’interno della tua industry: quali sono i trend, quali le novità di mercato, quali i fattori critici caldi per la tua audience o la tua nicchia? Puoi anche parlare della tua azienda, del tuo brand e dei tuoi prodotti, ma saltuariamente. Non essere autoreferenziale.
  • When: così come su Facebook e Twitter il giorno e l’orario di pubblicazione ha la sua importanza in termini reach e di engagement, analogamente accade per LinkedIn. Testa differenti orari e giorni di pubblicazione per i tuoi status update, company Update (se gestisci una pagina aziendale) e discussioni da lanciare nei gruppi cui partecipi. Piattaforme come Buffer e Hootsuite ti permettono di ottimizzare la pubblicazione in base ai tuoi follower e audience.
  • Where: su LinkedIn puoi pubblicare: 1) Status update sulla Home Page; appariranno in prima battuta  nel news Feed dei tuoi collegamenti e follower, e, in caso di interazioni 2) Post su LinkedIn Publisher; appariranno all’interno della sezione Post del tuo Profilo oltre che nel newsfeed dei tuoi collegamenti e follower 3) Company Update, sulla bacheca della tua pagina aziendale o pagina vetrina 4) Discussioni o commenti all’interno dei Gruppi.
    Nel tuo piano editoriale considera di pubblicare all’interno di questi 4 luoghi differenti: News Feed, LinkedIn publisher, Pagina aziendale/vetrina, Gruppi;
  • Why:  il tuo piano editoriale dovrebbe essere guidato da una duplice finalità: da una parte scrivere contenuti utili, interessanti di valore per la tua target audience, dall’altra condividere contenuti, propri e altrui, per accrescere il tuo standing, coltivare il tuo personal branding e in ultima analisi raggiungere i tuoi obiettivi.
    Quindi prima di pubblicare un contenuto su LinkedIn, chiediti in primis se può essere di interesse o di utilità per la tua target audience (il tuo interlocutore ideale di cui ti ho già parlato) e in secondo luogo se può contribuire al raggiungimento dei tuoi obiettivi (sviluppo di carriera, nuove opportunità di lavoro, acquisizione di contatti qualificati, scouting di collaboratori o giovani talenti etc.)

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Dalla pianificazione all’analisi dei risultati, quali sono le metriche fondamentali per capire se abbiamo fatto centro?

Le metriche con cui valutiamo le nostre prestazioni di business dipendono dai nostri obiettivi.
Se sei un Addetto alle vendite, un Manager, un neolaureato in cerca di lavoro oppure un Selezionatore i tuoi obiettivi saranno diversi e, conseguentemente, le metriche con cui misurerai i risultati.

Se rimaniamo sul tema della pianificazione editoriale di un brand  puoi conoscere, l’amministratore della pagina può accedere agli analytics che ti permettono di rispondere a queste 2 domande:

  • Sto raggiungendo e attirando la corretta target audience? Il profilo professionale dei follower della pagina è coerente con gli obiettivi di targeting del brand?
  • Sto creando contenuti interessanti, che generano interazioni, commenti, apprezzamenti e condivisioni?
  • La frequenza e l’orario di pubblicazione è ottimale?

Le metriche in questo caso sono:

  • Awareness: Numero di visualizzazioni e CTR dei Company Updates.
  • Engagement: Numero di Click e CTR, N° di  “consiglia”, commenti, condivisioni dei post.
  • Il Tasso di interesse è l’indice complessivo che misura l’engagement.

Non fermatevi a queste metriche, ma monitorate anche le vostre metriche di conversione per un brand come:

  • N° di lead generati
  • N° di clienti acquisiti

E per fare questo dovete personalizzare i vostri link, per esempio utilizzando google Url Builder, in modo che possiate tracciare il comportamento degli utenti provenienti da LinkedIn.

Parlando di organizzazione dei risultati, qual è la formula che tutti i social media manager dovrebbero conoscere per valutare l’indice di coinvolgimento della campagna?

Direi che la metrica più significativa rimane il tasso di engagement che su LinkedIn si chiama “tasso di interesse e si definisce come:

il tasso di interesse (o Engagement rate)  =  (interazioni + click + follower)/visualizzazioni
dove le interazioni = (consiglia + commenti + condivisioni).

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Puoi indicarci 5 brand da cui prendere esempio per creare una comunicazione efficace su LinkedIn?

Uno dei miei brand preferiti su LinkedIn è da sempre Hubspot.
Nel tempo Hubspot ha costruito una strategia di comunicazione integrata che a partire dalla pagina aziendale si è sviluppato attraverso le pagine vetrina e i gruppi brandizzati che hanno dato spazio e un riferimento ai dipendenti, clienti e sostenitori dell’inbound marketing.

Nel contesto IT e servizi professionali  credo che IBM rappresenti un bel benchmark in termini di capacità di coinvolgimento dei follower sulla pagina.

Per uscire dal mondo informatico o IT, ti cito anche un paio di brand di altri settori, quello dell’editoria professionale,  che seguo con particolare interesse.  Entrambi questi brand sono stati recentemente inclusi nella classifica dei brand più influenti su LinkedIn:

Infine ti cito Luxottica, tra le 10 migliori LinkedIn page del 2014, l’unico brand  italiano presente nella classifica.

Una piccola anticipazione di quello che verrà affrontato nel corso dedicato a LinkedIn del Master Online in Social Media Marketing, non lasciarti sfuggire questa opportunità!

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SmartUp: la più utile app creata dai Founder per i Founder

Tutti vogliono diventare startupper, ma chi è pronto ad esserlo davvero? Esiste un modo per capirlo attraverso simulazioni concrete e pratiche su che cosa voglia dire lanciare e far crescere una startup?

Queste le domande alla base dell’idea di Frank Meehan, membro del Founders Forum, che insieme ad un team di altri professionisti ha creato SmartUp, l’app creata per tutti coloro che vogliono diventare Founder ed imparare strategie d’impresa attraverso la gamification.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui e Evelina Sinkeviciute, Product Manager dell’app.

SmartUp

Frank Meehan, CEO SmartUp

 

SmartUp app

Evelina Sinkeviciute, Product Manager SmartUp

SmartUp è stata creata da founder per i founder. Qual è stato il momento in cui avete realizzato che qualcuno doveva farlo e che quel qualcuno dovevate essere voi?

Frank Meehan: Siamo un gruppo di fondatori ed investitori che trovano sempre più difficile raggiungere le persone con l’esplosione dell’imprenditorialità e delle startup. Continuano a rivolgerci sempre le stesse domande, così abbiamo capito che fosse necessario un luogo dove le persone potessero imparare abilità e tecniche sul business e sul mondo startup.

SmartUp non è un sito di notizie, il suo focus è l’apprendimento. Naturalmente, si impara soprattutto con l’esperienza, ma ci sono un sacco di tecniche e abilità che si possono imparare che ti rendono più veloce, migliore e più intelligente.

Volevamo fare i mentor su grande scala, usando la tecnologia. Facendo sondaggi e quiz, ma anche fornendo contenuti di alta qualità atraverso testi, video, immagini da founder e investitori.

E abbiamo scoperto che alle persone piace. Piacciono anche le classifiche e i profili che mostrano quanto hai imparato e cosa conosci effettivamente. Poi abbiamo scoperto che queste persone vogliono connettersi tra loro, in modo tale che ognuno possa mostrare quanto sia bravo nel marketing o nel tech. Questo è un buon modo per i co-founder per trovarsi a vicenda.

Young group of architects discussing business plans.

Come si affianca SmartUp alle attività di mentorship tradizionali e offline?

Frank: Le attività di mentorship tradizionali non sono scalabili.

Evelina: Stiamo costruendo una comunità di imprenditori dove la gente possa sentirsi ispirata e imparare; provare le proprie conoscenze, competere e connettersi con gli altri. Il mentoring può assumere diverse forme – non necessariamente come incontri regolari con un mentore tradizionale. Le grandi idee e le ispirazioni possono arrivare da qualunque posto.

Su SmartUp vogliamo attivare il pensiero e le opinioni degli utenti facendo domande. Il nostro obiettivo è sfidare il modo di pensare e di animare nuovi pensieri. Anche Frank fa sessioni di tutoraggio con gli utenti di SmartUp, e la cosa più affascinante è che il mentoring è una strada a doppio senso. Entrambe le parti si lasciano ispirare per imparare qualcosa di nuovo.

Raccontaci un momento dal dietro le quinte che è stato topico durante il lancio di SmartUp!

Evelina: Quando abbiamo lanciato SmartUp a giugno, ogni giorno prendevo la metropolitana per andare ai nostri uffici a Londra e sbirciavo i cellulari delle persone sperando di vederli utilizzare l’app. E, naturalmente, era un po’ troppo presto per aspettarsi una cosa del genere.

Dopo qualche mese, sono andata negli Stati Uniti per seguire una lezione di imprenditoria alla Stanford University, dove ho conosciuto una ragazza. Abbiamo cominciato a parlare di quello che facciamo, le ho detto di SmartUp e lei ha detto: “aspetta un attimo”, ha preso il telefono e mi ha fatto vedere che aveva scaricato SmartUp! In quel momento mi sono sentita così emozionata! Non credevo di aver trovato finalmente qualcuno che non conoscessi già, che utilizzava SmartUp. È stato un momento molto emozionante vedere che le persone amano e usano un prodotto a cui hai lavorato per più di un anno.

viele Daumen hoch zu einer Idee

I  coinvolgenti contenuti di SmartUp aiutano le persone a capire davvero cosa vuol dire lanciare una startup. Qual è il ruolo della gamification in questo processo? Essere un imprenditore è qualcosa che puoi imparare, come una nuova lingua?

Evelina: Stiamo lavorando per inserire più elementi di gamification nell’app. Ora la gente ottiene punti per tutto ciò che fa sull’app – ci sono diverse classifiche che incoraggiano la competizione per arrivare in cima alla classifica. Essere in una startup è una gara costante, abbiamo voluto replicare un po’ di quella esperienza sull’app.

Credo che se c’è un grande desiderio, chiunque possa essere un imprenditore. E, naturalmente, c’è molto da imparare su come avviare e coltivare un’azienda, ma il modo migliore per imparare qualcosa è quello di farlo.

Prima di SmartUp, non avevo lavorato in una startup e non sapevo nulla di imprenditoria. Dopo un anno e mezzo, ho imparato così tanto da sentirmi più imprenditore che mai. Essere in una startup ti permette di avere tanti ruoli diversi, hai solo bisogno di non aver paura di provare, testare, sperimentare.

In una startup, nessuno conosce la risposta giusta prima di provare e fare qualcosa. Alcune persone avviano business molto presto e imparano le cose prima. Penso che tutti abbiano un tempo per cominciare il proprio viaggio; per alcuni comincia prima, per altri dopo. Ma finché tu decidi di farlo, sei sulla buona strada.

È importante notare ed essere consapevole delle opportunità, non vuoi certo sprecarle. Ci sono molti modi per imparare una lingua: puoi guardare video, leggere libri, ma la cosa migliore è trovare persone che parlano quella lingua e immergerti in conversazioni ed esperienze.

Per l’imprenditoria è la stessa cosa, se lo stai facendo, ti stai esercitando, stai imparando e migliorando. Ci sono molti problemi da risolvere e molti modi in cui risolverli, non solo uno.

Eight businessmen planning a strategy in business advancement each holding different but equally important metaphorical element - compass, puzzle pieces, pegs, cubes, key and one making notes.

Cosa avresti voluto imparare anni fa, che hai imparato ora lavorando a SmartUp?

Evelina: È davvero bello lavorare in un ambiente con percorse così intelligenti, creative e di successo, come quelle con cui lavoro in SmartUp.  Mi motiva e mi ispira.

Una delle cose migliori finora è la nostra cultura di squadra per cui ognuno ha una grande autonomia: è una straordinaria esperienza di apprendimento sperimentare nuove idee senza essere essere giudicato per il fallimento. Se falliamo, impariamo e facciamo qualcosa di diverso. Si tratta di un processo e di un viaggio che aiuta veramente a costruire la fiducia, la conoscenza e la giusta mentalità che sostiene la creatività, nuove idee, alzarsi di nuovo e andare avanti.

Penso che essere in una startup ti spinga fino al tuo limite, e ti incoraggi a fare di più di quanto tu ti sia mai immaginato.

Il 2016 è arrivato, come l’hanno festeggiato i brand?

Il primo gennaio è il giorno più atteso dell’anno non solo da chi vuole godersi la festa o da chi attende questa data per ricominciare, ma anche dai brand che sui social network hanno fatto gli auguri colorando le bacheche con video e grafiche scoppiettanti.

Insomma, i brand ci tengono a dare il benvenuto al nuovo anno, a modo loro.
C’è chi ha voluto salutare il nuovo anno accompagnando gli utenti con un originale countdown. Ad esempio:

Pavesi, che ha creato un dolce countdown: il 2015 viene sgranocchiato e sostituito da un 2016 formato da gustose Gocciole di vari gusti.

Ciao, 2015! È ora di voltare pagina! 🙂 Che cosa c’è in cima alla vostra lista dei buoni propositi? Qui non abbiamo dubbi: mai più una colazione senza Gocciole! 😀 Felice 2016! <3 #Goccioledì

Posted by Gocciole on Giovedì 31 dicembre 2015

Lego, invece, ci ha portato verso il 2016 con un pirotecnico countdown che si conclude con le architetture iconiche di alcuni paesi, come Il Burj Khalifa di Dubai, la Tour Effeil di Parigi e il Big Ben di Londra: un augurio a tutto il mondo di un meraviglioso nuovo anno.

Auguri a tutti, per un fantastico 2016!

Posted by LEGO on Giovedì 31 dicembre 2015

Il conto alla rovescia di Coca-Cola ha un’atmosfera vintage e romantica: il countdown è realizzato da dieci bottiglie di vetro Coca-Cola prosciugate da una cannuccia.

Pronti per il conto alla rovescia? 😀 Buon 2016!

Posted by Coca-Cola on Giovedì 31 dicembre 2015

Dal punto di vista di Ceres, il conto alla rovescia non si basa sul tempo, ma su quanta Cres ancora manca da bere. No, non hanno avuto tutti i torti.

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Altre aziende, soprattutto quelle del settore beverage, si sono divertite, invece, a ironizzare sui festeggiamenti alcolici.

Ancora Ceres, coerente con il post pubblicato prima della mezzanotte e consapevole dei postumi mattutini di chi ha passato una notte da leoni, ha tranquillizzato chi era affetto da post sbornia.

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Bavaria, invece, si è focalizzata sull’importanza della tradizione: inaugurare Capodanno con un brindisi frizzante. Ma non serve per forza lo spumante… una birra è anche meglio!

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Rosso Antico ha giocato con le parole: la bevanda può accendere i fuochi d’artificio, ma anche le passioni.
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Capodanno però non è solo countdown e brindisi, ma è anche un concentrato di aspettative e buoni propositi e questo i brand lo sanno bene.
Cucchiaio D’Argento ha usato l’ironia: si sa, non sempre riusciamo a mantenere gli obiettivi prefissati. Vero?
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DMAX ha dato voce ai protagonisti dei suoi programmi e ai loro buoni propositi. Sono poco credibili e sicuramente non riusciranno a mantenerli, ma il sorriso è assicurato!

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Reale Mutua si è dimostrata sognatrice e ottimista con un gioco di parole che rende il messaggio ancora più sentito e “Reale”.

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Questi sono gli auguri che ci hanno fatto sognare, ridere, pensare.
Anche se ormai le feste sono finite, quali sono gli auguri dei brand che ti hanno colpito di più?

Emoji Revolution: cosa aspettarsi per il 2016?

Emoji

Lo avevamo già scritto circa un mese fa: il 2016 sarà l’anno degli emoji. Faccine, cuori, gesti, cibi, azioni: per qualunque cosa si voglia esprimere, esiste l’emoji perfetto per l’occasione (o quasi, siamo ancora in attesa del simbolo dell’avocado), e non si tratta di semplici “disegnini”. Secondo quanto riportato dall’Oxford Dictionaries, che ha indicato come termine dell’anno 2016 l’icona del pianto di gioia, l’utilizzo degli emoji nel 2015 è triplicato, e dovremo quindi aspettarci una crescita massiva del fenomeno nel corso del nuovo anno. Ancora non ci credete? Abbiamo le prove!

Prova numero 1: Adotta un emoji

Hai letto bene: è possibile adottare un emoji. La notizia è stata data direttamente dall’Unicode Consortium, ovvero la società che si occupa di definire gli standard di scrittura a livello mondiale e che ha lanciato la campagna Adopt-a-Character, ovvero la possibilità di sostenere il proprio emoji preferito per 12 mesi, attraverso donazioni deducibili dalle tasse. Le “adozioni” partono da un minimo di $100 per la versione base (bronze), senza limiti di disponibilità, $1.000 per la versione intermedia (Silver), di cui sono disponibili 5 adozioni per emoji, e $5.000 per il livello più alto (gold).

Ovviamente, più alto sarà il livello di donazione selezionato e maggiori saranno i riconoscimenti per il sostenitore dell’emoji; con un’adozione gold infatti si diverrà i principali supporter dell’emoji, e questo sarà reso ben evidente sul sito di Unicode attraverso un hyperlink verso il proprio sito web. Un po’ più limitati i benefit per il sostegno Silver, e Bronze dove sarà comunque far apparire il proprio nome senza però godere della presenza del link. Inoltre, per tutte le donazioni sono previsti dei gifts, ovviamente commisurati al livello di donazione effettuata.

Stiamo cercando di fornire una forma alternativa di finanziamento che permetta [a Unicode] di indirizzare alcuni di questi linguaggi, che al momento non sono molto usati, così da preservare il linguaggio ed il suo patrimonio, e renderli più usufruibili sui computer” ha dichiarato a VentureBeat Mark Davis, Unicode president e chief international architect di Google. 

Prova numero 2: come usare gli emoji nelle mail di lavoro

Ci sono luoghi (virtuali) dove usare gli emoji, e altri dove invece sarebbe bene mantenere un certo profilo. O forse no: c’è chi pensa che inserire faccine e simboli all’interno di comunicazioni di lavoro non sia poi così tanto inappropriato. Certo è che, nel caso si dovesse decidere di utilizzare gli amati simboli all’interno dell’ambito lavorativo, sarà necessario adottare qualche accorgimento, selezionando le persone con cui ci si andrà ad interfacciare nel modo più consono. Perché, è bene ricordarselo, oltre a vestirsi e comportarsi in modo appropriato per il lavoro che si svolge è fondamentale comunicare nella maniera corretta adattando il proprio linguaggio a chi si ha di fronte. Quindi, nel caso si stia mandando una mail al proprio capo forse sarà meglio evitare faccine sorridenti, ma in caso di comunicazioni tra pari o non formali, o nel caso non si voglia apparire troppo bruschi, ci si potrà anche lasciare andare un po’ (con moderazione!).

C’è però chi non crede nell’utilizzo degli degli emoji in ambito lavorativo, e nel loro futuro. Il Dr. Joseph Barber, Associate Director presso il Career Services dell’università della Pennsylvania, che intervistato da Mashable ha affermato:

Non vedo un utilizzo massiccio delle emoticon nel futuro delle comunicazioni professionali ed aziendali. Il loro uso potrebbe essere più comune in alcuni settori e nelle start-up, ma saranno comunque associate con la comunicazione diretta, e le persone che potranno davvero usare bene questo strumento saranno probabilmente coloro che ricoprono ruoli manageriali e di leadership.”

Qual è quindi, la conclusione di tutto questo? Gli emoji possono essere usati al lavoro, ma con tanta, tanta attenzione, e non con il capo!

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Prova numero 3: gli emoji hanno dominato le campagne di marketing 2015

Domino’s Pizza, Coca-Cola, Taco Bell, Bud Light, Burger King, Chevrolet, Star Wars, Chicago’s Superdawg, Ford Focus, Saturday Night Live: cosa hanno in comune queste realtà, a primo sguardo piuttosto diverse tra di loro? Nel 2015, hanno tutti utilizzato gli emoji in maniera creativa ed innovativa per le proprie comunicazioni, rendendole uno strumento fondamentale della propria strategia di marketing e non solo. Nel caso di Domino’s infatti, questi simboli vanno oltre e si stanno traducendo in una nuova piattaforma di ordinazione, perché secondo quanto dichiarato ad Ad Age “Gli utenti che usano l’emoji della pizza per le proprie ordinazioni sono 4 volte di più rispetto a coloro che digitano la frase ‘Easy Order’”. E se qualcuno di voi avesse provato ad utilizzare l’hashtag #ShareaCoke (digitata 170,500 volte solo il primo giorno!), avrà visto apparire l’immagine delle celebri bottigliette che brindano tra di loro. Se la bevanda con le bollicine non fa per voi ma siete fan Chevrolet, probabilmente non vi sarà sfuggita l’iniziativa Chevy Cruz, ideata per il lancio della versione 2016 e sostenuta da un video ed una campagna Twitter, dove è stato coinvolto il comico Norm McDonald, che ha provveduto a “tradurre l’annuncio in emoji per Chevrolet”.

Insomma, gli emoji sono strumenti utili e versatili, dal potenziale enorme: noi non vediamo l’ora di vedere cosa accadrà nel 2016, e come le compagnie decideranno di implementarli nella propria comunicazione.

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull’agenda del nuovo anno

Per parlare di marketing e per migliorare ogni giorno le proprie strategie, è necessario un continuo e costante confronto con altre realtà, per avere nuovi stimoli ma anche punti di vista, con l’obiettivo di creare l’innovazione del domani.

Il 2016 sarà un anno fondamentale per cogliere nuove opportunità e consolidare ancora di più le proprie conoscenze e competenze.

LEGGI ANCHE: Le migliori campagne natalizie degli ultimi anni

Di seguito un breve excursus degli eventi da segnare subito in agenda!

Global Summit of Marketing and Advertising

24 – 25 febbraio, Lazise

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull'agenda del nuovo anno

A Lazise, in provincia di Verona, si terrà il primo importante appuntamento dell’anno: il Global Summit è un evento imperdibile per i professionisti del panorama marketing, ed offre l’opportunità di approfondire tematiche di advertising tradizionale unite alle nuove tecniche del panorama digitale.

L’evento, giunto alla sua sedicesima edizione è un  momento ricco di opportunità e di incontri, che vi permetterà di consolidare le vostre conoscenze e, allo stesso tempo, apprendere nuovi metodi e tecniche innovative per il vostro business.

Perche partecipare: gli appuntamenti in aula si alterneranno a momenti di confronto diretto con i professionisti del settore, trovando così una risposta approfondita e completa ai vostri dubbi e domande.

Piaf 2016

26 -27 aprile, Praga

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull'agenda del nuovo anno

Il PIAF è un luogo di incontro nato nel 2010, anche se i fondatori hanno stabilito il 2011 come suo anno di nascita, quando diventò a tutti gli effetti una competizione tra idee creative.

Questo momento di incontro è interessante anche da un nuovo punto di vista: l’idea di non racchiudere i lavori in gara in poche categorie, che rappresentano in modo non completo la vera natura dei progetti. Nel nuovo millennio, infatti, la creatività e il marketing sono diventati crossmediali e a 360°, toccando vari aspetti della comunicazione.

Perché partecipare: per capire i punti di forza della vostra idea e quali aspetti invece dovranno essere migliorati per risultare vincenti.

Festival of Media Awards

18 – 20 maggio, Roma

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull'agenda del nuovo anno

Giunto alla sua nona edizione, questo evento è l’unico che celebra l’evoluzione nell’utilizzo dei media, premiando le migliori idee in ambito comunicazione e advertising su scala mondiale.

Le quattro macro categorie, cui si può iscrivere il proprio lavoro, sono le seguenti: media, all’interno della quale vengono premiati i lavori che si distingueranno per la creatività anche a livello strategico.

Content, cui vi potete iscrivere se pensate di avere in mano il contenuto più creativo o una nuova strategia di diffusione viral; Technology, all’interno della quale vengono premiate le migliori innovazioni nell’ambito e, infine, Insight, all’interno del quale sono celebrati i modi più strategici ed innovativi per analisi dei target, e non solo.

Perche partecipare: avrete un’imperdibile occasione per mostrare al mondo il vostro talento e le vostre idee.

Social Media Week 2016

6-10 giugno, Milano

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull'agenda del nuovo anno

La Social Media Week è una conferenza mondiale organizzata con l’obiettivo di condividere le migliori idee in ambito social media che stanno cambiando il nostro modo di vivere, lavorare, pensare al marketing e anche divertirci.

In questa settimana, ricca di dibattiti e tavole rotonde, si discuterà ancora sul ruolo da protagonista dei nuovi media, ma soprattutto di come trasformare questo nuovo modo di comunicare in un ottimo trampolino di lancio per un brand.

Perchè partecipare: durante la Social Media Week avrete l’opportunità di confrontarvi con alcuni fra i più importanti professionisti e manager del panorama social e digitale; un’occasione imperdibile per aggiungere valore al vostro business!

Cannes Lions 2016

18 – 25 giugno, Cannes

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull'agenda del nuovo anno

Si può diventare un vero leone della pubblicità?

Dal 1954 la manifestazione è un vero punto di riferimento per il marketing moderno, a testimonianza di un’eccellenza crescente e sempre più innovativa in ogni settore della comunicazione.

Nel 2015 i Cannes Lions hanno premiato le proposte più creative ed entusiasmanti suddivise in 21 categorie, toccando tutti gli ambiti della comunicazione, online e offline.

Perché partecipare: i Cannes Lions non sono un evento aperto solo ai professionisti ma anche a giovani talenti creativi che desiderano mettersi in gioco e realizzare il loro primo grande sogno.

IAB Forum

Dicembre 2016, Milano

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull'agenda del nuovo anno

Questo evento è il più importante appuntamento dell’anno all’interno del panorama digitale.

Ogni anno, esperti di settore e professioni di brand e aziende, portano la loro testimonianza e il loro contributo, con l’obiettivo di compiere sempre più passi avanti nel mondo della comunicazione digitale.

Ogni anno presente e futuro si intrecciano, per fornire al pubblico nuovi spunti e nuovi punti di riferimento, per offrire un aggiornamento continuo.

Perche partecipare: Iab Forum è anche un prezioso momento di interazione, scambio di idee ed un’ottima opportunità per fare networking.

CLIO Awards 2016

Dicembre 2016, New York

Marketing 2016: gli eventi da segnare sull'agenda del nuovo anno

I CLIO Awards, istituiti per la prima volta nel 1959 per celebrare le migliori pubblicità dell’anno, sono diventati nel corso del tempo il primo punto di riferimento per talenti e pubblicitari di fama mondiale.

Per la prima volta, nel 2016, i CLIOs includeranno anche i CLIO Image Awards.

Cosa celebra questa manifestazione? I CLIO Image Awards premiano ogni anno le migliori creatività ed idee in ambito fashion e beauty, ricercando le idee più innovative e all’avanguardia tra i più conosciuti brand e gli astri nascenti della moda.

Perchè partecipare: se volete raggiungere l’eccellenza in ambito marketing, i CLIO Awards vi daranno questa imperdibile opportunità.

Quindi amici, save the date! Qualora un evento marketing fosse stato dimenticato, scriveteci tutti quelli da segnare assolutamente sulla nostra agenda.

Le novità social del 2015

Year in social. Tutte le novità social media del 2015

Ci siamo buttati alle spalle questo 2015, è tempo per i bilanci e tempo per capire cosa salvare e cosa buttare di questo intenso anno social. Dopo grandi abbuffate e baci e abbracci a volontà è quasi ora di rimettere le mani in pasta.

Prima di buttarci a capofitto in un anno già ricco di annunci e promesse in casa social, ripercorriamo insieme le tappe che mese dopo mese hanno segnato grandi e piccoli cambiamenti all’insegna sempre di un maggior coinvolgimento con utenti e follower.

Le novità social del 2015

Le social news di Gennaio

L’anno parte con qualche riserva e con piccoli cambiamenti, dobbiamo aspettare ancora qualche mese per le importanti rivoluzioni social. Per inaugurare il nuovo anno Twitter rende disponibili i messaggi diretti di gruppo ovvero la possibilità di conversare in privato con dei gruppi di persone. Ma non è finita qui, Twitter apre il nuovo anno offrendo ai propri utenti la possibilità di creare video anche dalla versione mobile ma soprattutto introduce il “Mente non c’eri”, la segnalazione di alcuni tweet pubblicati da chi seguiamo quando non siamo connessi.

Pinterest introduce i tanto agognati Promoted pins. Ora brand e aziende potranno promuovere e sponsorizzare prodotti e servizi anche su Pinterest. Cambio di rotta anche sul social professionale per eccellenza: Linkedin permette ai propri utenti di contattare e mandare messaggi (InMail)anche a contatti con cui non esiste un collegamento.

Snapchat con la funzionalità Discover, ovvero la possibilità di visualizzare contenuti provenienti da fonti esterne, chiude il primo mese dell’anno.

Facebook

Febbraio 2015

Facebook inizia ad apportare i propri cambiamenti che diventeranno poi più significativi verso metà anno. Si parte con l’aggiornamento della sidebar del profilo. La timeline del profilo utente si arricchisce di box e informazioni utili a profilare i propri interessi e tenere traccia delle attività degli utenti sul social network.

Twitter Ads lancia invece il servizio Quick promote il modo per promuovere un tweet (trasformandolo in post sponsorizzato) che sta ricevendo già un buon riscontro.

Marzo 2015

Entra in scena Instagram con Carousel, ovvero la possibilità di generare degli slideshow, immagini che scorrono nello stesso spazio da destra verso sinistra o viceversa come avviene nella rotazione di un carosello e Link cliccabili da poter inserire nelle descrizioni dei post e rimandare i far approdare i follower su landing page dedicate.

Instagram

Aprile 2015

Aprile dolce dormire? Non per Mark Zuckerberg . Facebook cambia nuovamente l’algoritmo del news feed, ovvero più contenuti degli amici e più di un post dalla stessa pagina. Dal microblogging arriva invece Curator, la piattaforma che raccoglie contenuti su argomenti specifici proveniente dallo stesso Twitter e dalla app Vine.

Maggio 2015

Novità targata Facebook per gli amanti della lettura e di attualità: in campo gli Instant Articles, ovvero la possibilità di pubblicare contenuti sul social network nel nuovo formato di lettura che permette la visione immediata della pagina sui cellulari.

Pinterest investe sempre di più sull’advertising a pagamento e questa volta punta sui Cinematic pin, ovvero pin che si animano quando l’utente scorre la sua timeline esattamente nel punto in cui questi sono collocati.

Giugno 2015

Estate in arrivo così come la voglia di condividere i propri scatti con gli amici. Facebook lancia Moments, l’app che permette agli utenti di condividere le foto scattate in un preciso momento con tutte le persone che erano presenti, in un unico album in comune. Ma al via negli Stati Uniti anche i pagamenti via messenger. Twitter lancia l’autoplay dei video che si riprodurranno in automatico sulla timeline degli utenti.

Luglio 2015

Mentre per Instagram arrivano i trend per facilitare la ricerca dei contenuti e viene avviata anche la ricerca via desktop, Pinterest lancia negli Stati Uniti il tasto “Buy it”, per acquistare i prodotti direttamente sul social network. Twitter inizia a gestire le campagne advertising in versione mobile mentre Facebook diventa la nona società, per capitalizzazione, quotata in borsa.

Agosto 2015

Facebook incoraggia gli utenti a sostenere le cause benefiche con il tasto “Dona ora” mentre Twitter rimuove il limite dei 140 caratteri per i messaggi diretti. Novità anche in casa Instagram con il tasto “compra ora” e le api per l’advertising.

Settembre 2015

Mese particolarmente produttivo e ricco di novità social che si apre con la polemica sulla possibile introduzione da parte di Facebook del tasto dislike. Rassicurati i più, Zuckerberg precisa che si tratta di empathy button per consentire agli utenti di esprimere le loro emozioni riguardo a post pubblicati.

Facebook video 360 gradi

Ma la vera novità riguarda i video, sia quelli a 360 gradi che i video profilo. Pinterest raggiunge in questo mese il traguardo del 100 milioni di utenti attivi nel mondo mentre Twitter introduce il “Who to follow” ovvero un suggerimento su chi seguire in base alle nostre preferenze

Ma per twitter non finisce qui, al via infatti, il restilyng dei pulsanti che da anni sono presenti all’interno dei siti web. Instagram stupisce tutti introducendo il formato rettangolare delle foto. Non più solo il classico quadrato che ci ha fatto innamorare. Anche per Linkedin novità in arrivo: l’instant messagging, per contattare e inviare messaggi a persone con cui non siamo ancora collegati.

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Ottobre 2015

Dopo aver illuso tutti con un possibile tasto dislike, Facebook fa di più. Nel mese di ottobre Zuckerberg annuncia e presenta il progetto per fornire internet dallo spazio. La collaborazione con Eutelsat , uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni satellitari al mondo, darà i propri frutti nel 2016.

Internet dallo spazio

Dal versante Twitter arriva invece Moments, il nuovo strumento per fare ordine nella marea di tweet e hashtag quotidiani. Mentre Instagram festeggia il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi, Pinterest inaugura lo shopping personalizzato ovvero vedersi raccomandati vestiti e altri oggetti in base alla palette di colori pinnati più spesso.

Novembre 2015

La notizia del mese è sicuramente il cuore (like) di Twitter al posto della stella (preferiti). Molti i pareri discordanti , fatto sta che il cambiamento ha riscosso molto successo. Anche se non proprio in tema social, ma lo dobbiamo proprio citare: Google lancia AMP, ovvero Accelerated Mobile Pages, per consentire di velocizzare il caricamento dei contenuti soprattutto da mobile.

Su Pinterest è ora possibile utilizzare un nuovo strumento che offre un sistema di ricerca visiva, utile per rintracciare con più facilità un prodotto che si sta osservando potendolo così acquistare successivamente. Facebook introduce Music Stories e Notify.

Like on Twitter

Dicembre 2015

A segnare un ponte tra l’anno appena concluso e un 2016 già ricco di aspettative ci pensa Instagram che ha da poco annunciato il multi account. Ci aspettiamo che dal prossimo anno sarà possibile gestire più profili contemporaneamente. Twitter ha da poco confermato di voler sperimentare un nuovo formato di timeline in cui i tweet sono ordinati per rilevanza invece che in ordine cronologico inverso.

Linkedin, si rifà il trucco diventando un po’ più accessibile. Da qualche giorno, in alcuni Paesi è possibile avere più informazioni sulle compagnie in cui vorremmo lavorare, su chi vi lavora. Facebook lancia Professional Service per offrire una classifica suddivisa per categoria di business e per località, delle aziende e servizi locali e offre la possibilità di condividere le foto animate (“Live Photos”) che si possono scattare con gli iPhone 6.