Facebook Finder diventa illegale in Germania

Sono passati ormai 6 anni, ma tutti ricordiamo ancora bene il 2010: il terremoto ad Haiti, le truppe americane che lasciano l’Iraq, i mondiali di calcio in Sudafrica; ma anche notizie meno importanti ma che hanno comunque fatto parte della quotidianità, come Justin Bieber vincitore del premio “New Artist of the Year”, “The Hurt Locker” vincitore di numerosi premi Oscar e molto altro.

Focalizzandoci sull’amatissimo tema social network, il 2010 è stato l’anno che ha segnato il successo di Facebook, portandolo, a marzo, ad essere il primo motore di ricerca (superiore anche Google) per oltre una settimana negli Stati Uniti.
La fama del ben noto social network stava crescendo, ma erano ancora giorni in cui non avere un account non era immediatamente sinonimo di stranezza sociale, quindi moltissimi si ricorderanno delle tonnellate di email di amici che suggerivano di iscriversi a Facebook.

E non è impossibile immagine come alcuni ne possano aver avuto fin sopra le orecchie, tanto che, in Germania, fu avviata una vera e propria azione legale contro Facebook Finder, il servizio automatico grazie al quale gli utenti potevano invitare i propri contatti email ad unirsi al social network.

facebook_finder_email

Dopo ben 6 anni VZVB (la principale organizzazione di consumatori) ha vinto, dichiarando Facebook Finder illegale, in quanto assimilabile alla fattispecie di advertising harassment (letteralmente molestie pubblicitarie), dichiarando inoltre che Facebook non forniva informazioni sufficienti per quanto riguarda questo servizio.

Infatti, nonostante Facebook avesse modificato nel 2011 la feature in modo da alleggerire la pressione pubblicitaria, la corte distrettuale di Berlino osservò come non esistesse nessun regime di opt out a favore dei non iscritti.

Inoltre i non utenti non hanno mai acconsentito a ricevere comunicazioni commerciali da parte dei social network, e non hanno avuto nessun modo di impedire a Facebook di agire in questo senso.

In un mondo in cui si è portati a pensare alla globalizzazione come un dato di fatto, le singole legislazioni e gli effetti della localizzazione sono ancora importanti, e possono avere enorme impatto sui i social network.

In particolare non si sa ancora quale sarà l’effetto di questa sentenza, ma staremo a vedere come e quando i vari quadri normativi renderanno Facebook un prodotto differenziato a livello locale.

Due chiacchiere sul Content Marketing con Alessio Beltrami

Cosa è il Content Marketing, e come si declina online una strategia di contenuto di successo? Domande molto frequenti in questo periodo, in cui termini come ‘content marketing’ e ‘storytelling’ sono sulla bocca di tutti i professionisti del settore (ma non solo).

Quello del Content Marketing è in effetti un paradigma affascinante ma non semplice, tutt’altro: se ti ho già incuriosito, ti consiglio di leggere un trend futuristico sul tema nell’interessante articolo del Tech Ninja Ivano SteriCome integrare al meglio Content Marketing e Internet of Things per coinvolgere i propri clienti‘, nonché la recensione a una recente pubblicazione – ‘Content Evolution. La Nuova Era del Marketing Digitale‘ – scritta insieme all’amico e collega Francesco Gavatorta.

Per fare maggiore chiarezza, mi è sembrato allora interessante sentire il parere dell’amico Alessio BeltramiFondatore di BlogAziendali.com e di ContentMarketingItalia.com, consulente e formatore, Alessio è autore del recentissimo libro ‘Sfrutta i contenuti, genera nuovi clienti e Fai Content Marketing’, nonché uno dei primi a dedicarsi allo studio del blog aziendale come strumento di comunicazione e marketing per le imprese (per saperne di più, leggi l’intervista che gli ho fatto alcuni mesi fa – poi però torna qui per non perderti l’articolo).

Vista la sua esperienza sul tema, credo appunto che Alessio rappresenti un ‘osservatorio privilegiato’: non mi resta smettere di farti stare sulle spine, svelandoti come ha risposto alle mie domande 😉

Ciao Alessio, e bentornato su Ninja Marketing 🙂 Partiamo con una definizione: cosa è il Content Marketing, e quale è a tuo avviso l’aspetto di rottura di questo paradigma?

Buongiorno Alberto e tutti i lettori, è un piacere! Il Content Marketing mette nelle mani dell’azienda gli aspetti più importanti della comunicazione e del marketing. Tutto ciò che è sempre stato delegato può così tornare sotto il diretto controllo dell’azienda che grazie a un marketing fatto di contenuti ha la possibilità di ottenere in modo naturale attenzione e fiducia da parte dei consumatori.

Non è solo una scelta – un’alternativa al marketing tradizionale – ma la risposta logica a quelli che sono stati i cambiamenti degli ultimi anni nell’equilibrio cliente – azienda.

Gli esempi più famosi di Content Marketing hanno più di un secolo di storia, ma se prima poteva essere considerato uno dei tanti approcci possibili, oggi diventa un punto di partenza obbligatorio per rompere il muro di diffidenza che il consumatore ha nei confronti di qualsiasi proposta commerciale.

Cosa è un contenuto rilevante, e perché è importante produrlo per marche e aziende?

Un contenuto rilevante è la miglior risposta alla richiesta del cliente. Ricercare e dedicare tempo al consumo di contenuti online è il risultato di un bisogno specifico: un problema, un dubbio, una curiosità…

La spinta iniziale che porta una persona a ricercare informazioni sul web può avere diverse forme, ma la risposta che richiede è sempre la stessa.
Questo cambia le regole della comunicazione e del marketing tradizionale e forza ogni azienda a interrogarsi su quali siano le reali necessità percepite dagli utenti. L’utilità di un contenuto infatti è sempre relativa a quelli che sono i bisogni del cliente. Non esiste un contenuto utile a prescindere, l’utilità deve rispondere a un bisogno reale e quando un contenuto svolge questo compito abbiamo a che fare con un contenuto rilevante.

Contenuto rilevante = la risposta migliore alla domanda del consumatore, nel momento scelto dal consumatore e senza richiedere sforzi di comprensione.

Quanto è importante avere una strategia di fondo nel Content Marketing, e perché?

È indispensabile. Ogni azione di Content Marketing è sviluppata sul medio o lungo periodo. Questo obbliga a organizzare le proprie decisioni all’interno di una strategia.

È l’unico modo per non disperdere risorse preziose – tempo e soldi – e controllare l’effettivo ritorno. Infatti, costruendo una strategia precisa e misurandone i risultati si ottengono tutte le informazioni utili per migliorare costantemente il ritorno, perché per quanto possa essere precisa e ragionata, una strategia di contenuti deve fare i conti con la realtà dei fatti: la risposta degli utenti. Solo analizzando la risposta degli utenti possiamo validare la nostra tesi o modificarla sulla base di dati oggettivi.

5 consigli pratici per scrivere un contenuto efficace.

Scrivere – o produrre visto che le forme di contenuto non si limitano alla parola scritta – non è sempre una cosa semplice.
Ci sono però alcuni errori comuni che penalizzano anche le idee più brillanti. Rispettare queste 5 condizioni aiuta a mantenersi sulla giusta strada.

  1. Fai risparmiare tempo all’utente. È una regola di base essendo il tempo una risorsa sempre più preziosa. Anche il miglior contenuto può diventare inefficace quando richiede troppo tempo per essere consumato. Qui il consiglio è di ragionare su cosa possiamo omettere senza penalizzare le informazioni che vogliamo trasmettere.
  2. Semplifica. La forza di un contenuto semplice è quella di non richiedere sforzi per essere compreso. Il principio è simile a quello espresso da Steve Krug nei principi di usabilità, così anche per un contenuto possiamo fare lo stesso discorso. Alcuni degli elementi che solitamente possono essere semplificati sono il lessico, la forma (periodi più brevi e lineari), la stessa formattazione testuale (paragrafi brevi, elenchi puntati, sottotitoli per aiutare il lettore a orientarsi facilmente). Così come un senso logico immediatamente comprensibile.
  3. Non deludere le aspettative. Siamo sommersi da contenuti che attirano la nostra attenzione con grandi promesse che non vengono mantenute. Col tempo la nostra diffidenza ci porta a essere selettivi e a premiare chi mantiene le promesse. “5 soluzioni per risolvere problema x” devono essere realmente 5 e non una mezza idea farcita con 4 idee improbabili.
  4. Accorcia la distanza grazie alla componente umana. Le aziende non scrivono e non producono contenuti. Lo fanno le persone. Metti in primo piano la persona esponendoti, mettendoci la faccia, la voce, la tua immagine, una comunicazione personale. In pratica fai il contrario di ciò che fa Wikipedia.
  5. Diventa una soluzione unica. La soluzione è importante, ma se non associ al risultato un approccio distintivo – ciò che tu puoi fare a differenza dei tuoi concorrenti – il rischio è di diventare una guida gratuita fine a sé stessa.

Infine, un consiglio per ottimizzare la produzione e diffusione di contenuti online.

La produzione di contenuti richiede tempo, questo è un dato di fatto che non possiamo cancellare.

Ciò che possiamo fare è ottimizzare alcuni processi, migliorare la comunicazione tra i componenti del team (produrre contenuti è un lavoro di gruppo) e sfruttare anche momenti morti per spremere il massimo (annotando idee, sviluppando bozze, rivedendo contenuti creati in precedenza). Una perfetta integrazione tra desktop e mobilità è indispensabile e nel mio approccio di lavoro Evernote è un tool che risponde perfettamente a queste esigenze, diventando anche un perfetto strumento per coordinare il lavoro di gruppo con la condivisione di documenti.

Per funzionalità specifiche che coinvolgono la pubblicazione online, la diffusione, l’utilizzo di social network, sperimento sempre con piacere tool interessanti, ma cerco di tenere il mio focus sulla produzione del contenuto che resta il vero pilastro in ogni strategia di Content Marketing.

Ringrazio ancora Alessio: presto lo rivedrai qui su Ninja Marketing, con un interessante guest post sempre sul tema. Intanto, appuntamento in libreria con il suo nuovo libro ‘Sfrutta i contenuti, genera nuovi clienti e Fai Content Marketing’, senza dimenticare altri 5 manuali innovativi su digital, storytelling e gamification che ha consigliato Eufemia in estate.

Infine, ritroviamoci nelle aule (reali e virtuali) della Ninja Academy: sai che è in partenza un corso top proprio sul Digital Content Marketing?

instagram

Instagram cliché: un videoclip dedicato agli scatti fotocopia

Il suo nome d’arte è Hiérophante e sembra proprio non amare l’omologazione: qualche giorno fa l’artista francese ha pubblicato su Vimeo il suo videoclip “Clichés” riuscendo ad attirare l’attenzione di centinaia di migliaia di utenti che, pare, condividono con lui la stessa mal sopportazione per gli scatti fotocopia che popolano Instagram.

Prima di continuare a leggere controllate il vostro feed sull’app fotografica di Facebook. Navigatelo un po’.

Quanti #selfie davanti allo specchio avete individuato? Quanti #elevator selfie? E il #peacesign?

Niente paura, non siamo qui per puntare il dito: non colpevolizzatevi troppo se anche voi amate unirvi alle social mode, del resto sembrano non esserne immuni nemmeno le popstar milionarie come Rihanna e Justin Timberlake.

LEGGI ANCHE: Perché condividiamo sui social media? La psicologia risponde

E in fondo, siamo sinceri, anche parlare dei clichés dei social media è diventato un super clichés mangia like. Avete già sentito parlare degli Instagram Husbands?

Come gestire la propria presenza in rete con gli strumenti di Google

Claudio Gagliardini master social media

Gli strumenti messi a disposizione da Google sono un tesoro di inestimabile valore. Imparare ad utilizzarli, My Business e Google+ in primis, diventa sempre di più un bisogno ed una necessità per le aziende che vogliono comunicare e “conversare” con i propri clienti.

Ne abbiamo parlato con Claudio Gagliardini, docente di Ninja Academy e tra i protagonisti del Master Online in Social Media Marketing.

Si può fare Content Marketing di qualità anche su Google: servizi come Hangout, Photo, Youtube possono assumere un ruolo rilevante. Ci dai qualche esempio pratico?

Di casi di studio è piena la rete, ma credo che si debba partire dalle singole realtà e dalla loro essenza, per realizzare il proprio specifico caso di successo. Hangout, Photo e Youtube sono “soltanto” tre ottimi strumenti, gratuiti, alla portata di tutti e utilizzabili da tutti i dispositivi e con qualsiasi livello di attrezzatura, dal semplice smartphone alle macchine più sofisticate e potenti.

Quello che Google ci mette a disposizione, pertanto, è un ecosistema di servizi e di applicazioni completamente scalabili, adatti alle piccole imprese a carattere locali come alle multinazionali e utilizzabili in proprio o con l’aiuto di professionisti e agenzie.

Per entrare nello specifico, Hangout può essere utilizzato per presentare in video un nuovo prodotto, per discuterne con esperti o addetti ai lavori, per fare videointerviste o piccoli talk show, mettendo insieme fino a 10 ospiti in video.

master social media marketing

Photo è il luogo migliore per raccogliere tutte le immagini che possono raccontare l’azienda, creando album, slideshow, animazioni e molti altri formati, facili da realizzare e pronti da condividere sui canali sociali.

YouTube lo conosciamo tutti da anni, ma spesso ci dimentichiamo delle sue potenzialità. Su questo strumento sono nati e cresciuti i talenti più puri del web, che oggi hanno scalato su piattaforme mainstream, andando in TV, al cinema e su tutti i media.

Per un’azienda un canale su questa piattaforma è un tesoro di inestimabile valore.

Le Community di Google+ possono essere paragonate a quelle di Facebook? Se la risposta è no, quali sono le principali differenze?

Sono molto più complete e, soprattutto, permettono di partecipare anche alle aziende (pagine) che, proprio come gli altri utenti, possono crearne e partecipare alla discussione. Inoltre le community di G+ sono più strutturate, ordinate, capaci di stimolare vero dibattito e vera interazione, piuttosto che rappresentare mere raccolte di link autoreferenziali.

corso social media marketing

Il nuovo Google My Business è solamente un restyling grafico della piattaforma o c’è di più?

C’è molto di più, secondo me. Intanto c’è una svolta importante, per Google: il web è mobile. Non mobile first, ma mobile al 100% e questo significa che qualsiasi applicazione voglia stare in rete deve essere appositamente progettata per l’utilizzo in mobilità.

Google ci sta dicendo una cosa chiarissima: sono i contenuti a fare la differenza, non la forma. Contenuti che dobbiamo creare per il nostro sito e per le nostre applicazioni, ovviamente, ma che dobbiamo progettare e produrre in modo compatibile con gli strumenti che ci mette a disposizione, perché è attraverso il loro utilizzo che possiamo davvero attenerci alle linee guida e alle buone pratiche del web.

Potremmo anche non averlo, un sito internet, se utilizzassimo appieno questi strumenti e se fossimo davvero capaci di farli lavorare in modo sinergico. Ecco a cosa serve Google My Business: a darci una base di partenza e degli ottimi strumenti per gestire la nostra presenza in rete, giorno dopo giorno.

nuove opportunità di business

Google My Business è davvero per tutte le tipologie di azienda?

GMB è Google allo stato puro, è la forma che il motore di ricerca più importante al mondo sta assumendo, per diventare qualcosa di molto più impattante e pervasivo. Google My Business è dunque per tutti, aziende, associazioni, enti, organizzazioni, professionisti, artisti e molto altro ancora. Per tutti gli altri c’è Google+, il social layer che si pone alla base di tutti i servizi e le applicazioni di Big G.

Non utilizzare questo strumento significa rinunciare a dialogare direttamente con Google e con i suoi utenti, che sempre più passeranno dalla galassia dei servizi di Mountain View, piuttosto che dal motore di ricerca, che in futuro sarà solamente una delle molteplici proposte e funzionalità di questa gigantesca e poliedrica azienda.

Su My Business voglio precisare solamente una cosa: è molto meno banale e semplice di quanto non appaia ad un primo approccio ed è molto di più dei suoi predecessori, da Google Places in avanti, perché rende fruibili da una sola console tutti i servizi di Google, che possiamo portarci in tasca con il nostro smartphone.

Puoi svelarci qualche altra novità imminente o una chicca per chi vuole avvicinarsi al mondo di Big G?

Domanda non semplice da rispondere. Google è la fabbrica delle novità, ne sforna a carattere quotidiano e tenere il passo non è semplice. La sola cosa che posso dire, al riguardo, è che gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi, non sono altro che una palestra per conoscere e orientarsi in un futuro che sta per irrompere nelle nostre vite, in cui le favoleggiate smart cities saranno realtà, con il loro carico di tecnologia.

A Mountain View sono pressoché pronti con le driverless car e con un gran numero di tecnologie che non dovranno trovarci impreparati. Ecco perché dobbiamo imparare a conoscere i loro strumenti e servizi, per non restare tagliati fuori da un mondo che su queste tecnologie sarà completamente basato.

Content Marketing, corso ninja academy

Corso in Content Marketing: Strategy, Storytelling, Web Copywriting

Come fanno alcune aziende ad aver sempre qualcosa di interessante da condividere sui social? Fare Content Marketing significa incrociare gusti, format, piattaforme, tempi. Fare Content Marketing vuol dire creare e disseminare contenuti rilevanti per acquisire un’audience definita allo scopo e guidarne le azioni di consumo.

Corso Online in Content Marketing + Content Marketing Lab

Ninja Academy propone il Corso in Content Marketing, formula Online + Aula pratica, un percorso studiato per formare i partecipanti sulle strategie e sugli strumenti editoriali imprescindibili per gestire il Content Marketing in tutte le sue aree chiave: pianificazione, implementazione, valutazione.

Dopo aver partecipato a questo Corso saprai:

  • Applicare i fondamenti dello Storytelling per guidare la tua attività di Content Management
  • Ispirare la tua azienda ai principi delle media company
  • Progettare i contenuti digitali più efficaci per la tua azienda
  • Pianificare e gestire strategie efficaci di Content Marketing
  • Inserire la Content Strategy all’interno della tua strategia di Web Marketing
  • Ottimizzare i tuoi contenuti in un’ottica SEO per il posizionamento della tua azienda sui motori di ricerca
  • Sfruttare al meglio le potenzialità di WordPress per il tuo Content Marketing

corso content online + lab Ninja Academy

Come funziona il Corso Online?

Il Corso Online in Content Marketing con Simone Tornabene, Francesco Gavatorta, Alberto Maestri, Paolo Sordi e Massimo Guerci consente di ottenere competenze specifiche su Storytelling e Web Copywriting: aprire un blog su WordPress e personalizzarlo, utilizzare tecniche di scrittura ottimizzate per i social ed il digital, organizzare e pianificare il Content Marketing in azienda, scrivere un documento di Content Strategy, applicare una metodologia di Storytelling ai tuoi contenuti.

Per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze, riceverai 5 ore di formazione aggiuntive grazie alla Bonus Track Lo scenario di riferimento per i Social Media Manager con Vincenzo Cosenza“.

Puoi seguire le lezioni del Corso Online in diretta per gli appuntamenti Web Live e quando vuoi per la didattica On Demand, accedendo dal web ad un’aula virtuale.

  • La didattica è completamente online: è erogata in parte attraverso dirette Web Live ed in parte attraverso contenuti On Demand
  • I Question Time in diretta sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
  • Se non puoi partecipare agli appuntamenti live nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione

corso content ninja

Come funziona il Content Marketing Lab?

A complemento del Corso Online, il Content Marketing Lab in Aula con Luca De Berardinis, Francesco Gavatorta, Alberto Maestri e Simone Tornabene guida i partecipanti nell’applicazione pratica delle nozioni apprese. Zero teoria e 100% pratica: i due giorni di laboratorio hanno un taglio altamente pratico ed esperienziale, e sono dedicati ad esercitazioni e project work progettati parallelamente al Corso Online.

I partecipanti impareranno ad applicare la metodologia dello Storytelling alla propria realtà aziendale, a progettare e mettere in atto piani editoriali efficaci, a scrivere testi che convertono ed a sostenere il business grazie ai contenuti digitali. Il Lab è a numero chiuso e si terrà a Milano il 6 ed il 7 Maggio 2016.

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

Content Marketing - testimonianze

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Corso Ninja Academy?

Webinar live ed On Demand per apprendere tecniche e nozioni
Laboratorio pratico per imparare ad applicare le strategie di di Content Marketing
√ Accesso alla piattaforma online
Video e slide dei corsi sempre disponibili e consultabili online in modalità On Demand
Servizio di Placement, sezione Jobs e Career Consultant sempre a tua disposizione
√ Syllabus didattici validati da un Advisory Council, a garanzia dell’aggiornamento professionale
Ninja Book personale, un diario didattico per consolidare l’apprendimento e massimizzarne i bene ci nel tempo
Certificato di Partecipazione al Corso Online ed al Lab in Aula

Corso Online, se ti iscrivi entro il 24 febbraio: 249€ invece di 349€
Corso Online + Lab, se ti iscrivi entro il 21 aprile: 699€ invece di 949€
Content Marketing Lab, se ti iscrivi entro il 21 aprile: 499€ invece di 699€

Hai meno di 28 anni? Per te uno SCONTO di 100 euro sul Content Marketing Lab, cumulabile con lo sconto dell’acquisto in bundle. Contattaci!

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

Facebook testa un nuovo browser in-app

È oggi che si decide il modo in cui navigheremo domani: questo dev’essere il mantra che viene ripetuto quotidianamente in casa Facebook.

Solo così si possono spiegare le continue modifiche, migliorie e innovazioni che vengono apportate a ognuna delle piccole ruote che fa girare alla perfezione la macchina.

LEGGI ANCHE: Arriva Facebook Professional Services!

Oggi la novità riguarda il browser in-app.

Come fa notare TheNextWeb.com, fino a oggi la navigazione è stata così:

Slack-for-iOS-Upload-520x924

e da domani sarà così:

Schermata 2016-01-19 alle 22.24.54

Notata la differenza?

D’ora in poi sarà possibile inserire, direttamente in app, un nuovo indirizzo internet, senza bisogno di uscire da Facebook (per poi rientrare).

Una bella differenza rispetto alla possibilità di navigare solo attraverso i link contenuti nei post degli utenti!

E le novità non sono finite: sul fondo della pagina è comparsa una pratica barra con alcuni comandi:

  • frecce per andare avanti e indietro tra i post
  • il numero di like che l’articolo ha raccolto
  • il segnalibro per salvare tra i preferiti la pagina
  • i pallini verticali “altre funzioni” (al momento non specificate)

Useremo quindi Facebook come browser al posto di quelli nativi presenti sui nostri smartphone?

Certo è che Facebook diventa giorno dopo giorno sempre più distante da quel divertissement per collegiali inventato da Zuckerberg nel 2004.

Non gli basta più essere il social più usato al mondo ed essere il motivo per cui, milioni e milioni di persone in ogni angolo del Pianeta, accedono a internet ogni giorno.

Facebook vuole diventare internet.

Forse in futuro cercheremo pagine e parole chiave con il suo motore di ricerca, invieremo mail con la sua posta certificata, leggeremo articoli solo provenienti dai suoi post, useremo il suo segnale GPS per spostarci nel traffico e giocheremo solo attraverso le sue applicazioni.

L’importante è che l’utente acceda a Facebook appena sveglio e non lo abbandoni per tutto il giorno.

Se esserne contenti o spaventati, sta a voi dirlo!

Quello che dobbiamo aggiungere è che, per ora, questa novità riguarda solo alcuni utenti con mobile iOS (e non si sa quando sarà reso disponibile per tutti).

Aspettiamo con ansia le tue prossime mosse, Mark!

Perché i brand dovrebbero fare pubblicità su Tinder

La scorsa settimana è letteralmente esploso un caso nel settore dell’advertising e del branding: Diesel ha annunciato che pianificherà una campagna pubblicitaria sulle app di appuntamenti online Tinder e Grindr, nonché su alcuni siti porno.

La notizia ha scosso i media planner (impauriti di aver lasciato qualcosa di intentato), ma soprattutto ha diviso l’opinione pubblica. Può un brand del calibro di Diesel inserire tali spazi pubblicitari all’interno della propria strategia, senza uscirne in parte danneggiato? Noi crediamo di si, ecco alcuni validi motivi per pianificare la vostra campagna sulle app di appuntamenti online:

1. Raggiungi i Millenial

Secondo il Global Web Index, il 45% degli utilizzatori di Tinder ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni mentre il 38% tra i 16 e i 24 anni. Una bella fetta di quella generazione che oggi definiamo Millenial, cioè i nati tra i primi anni ottanta e l’inizio degli anni duemila, che tanto fanno gola ai marketer di tutto il mondo. Definiti dal Time come una generazione di “sovraistruiti, sottoimpiegati e selvaggiamente ottimisti”, vivono le relazioni interpersonali anche attraverso i loro device di cui si dichiarano altamente dipendenti.

Tinder-Listicle5

LEGGI ANCHE: 7 cose da sapere sui Millennial

2. Tariffe ragionevoli

Pianificare sulle dating app vuol dire oggi raggiungere una vasta audience investendo soltanto una frazione del budget pubblicitario necessario a una pianificazione “standard”. Proprio per il loro carattere di novità, tali spazi pubblicitari offrono agli inserzionisti tariffe molto vantaggiose. Gli utenti d’altronde fanno parte del target che probabilmente tenti di raggiungere ogni giorno, l’unica differenza sta nel modo e nel momento in cui ricevono il tuo messaggio.

3. Utenti emotivamente coinvolti

Ed è proprio il momento in cui raggiungi la tua audience a fare la differenza. Max Marine, junior partner and director of business development at Venture1st, scrive su Digiday:

La piattaforma di Tinder è una manna per gli inserzionisti perché offre utenti molto coinvolti emotivamente. Che si tratti di solitudine, noia o tristezza […] gli utenti aprono inesorabilmente l’app alla ricerca di una spinta positiva al proprio ego o al rilascio della dopamina. Tentano dunque di alleviare lo stress emotivo e l’insoddisfazione legata ai rapporti platonici; in tale contesto molti brand possono posizionarsi essi stessi come fonte di sollievo […]

E proprio il co-founder di Tinder, Sean Rad, ha dichiarato all’ultimo Cannes Lions che c’è un tasso di “swipe right” (la reale call to action dell’app) di oltre il 20% sui Promoted Profile, i profili legati ai brand. In pratica, per ogni profilo aziendale promosso sull’app, 1 su 5 utenti si mostra disponibile ad instaurare una relazione con il brand.

4. Conquista nuovi spazi inesplorati

Le app di dating online ti assicurano spazi unici e dapprima inesplorati. Tinder ad esempio viene utilizzata molto di notte, quando si sta fuori o si gira per locali. In tale contesto si inserisce perfettamente un brand che desidera offrire ad esempio street food o proporre serate divertenti.

Ma non si tratta solo di spazi temporali, ma anche e sopratutto mentali. Domino’s Pizza ad esempio, si è inserito nelle vite della community di single di Tinder durante la sera di San Valentino: proprio come un partner che vuole trovare il match perfetto, il profilo di Domino’s invitava gli utenti allo “swipe right” per ottenere sconti e pizza gratis.

LEGGI ANCHE: Il guerrilla marketing di GAP contro Tinder

5. Una reale geolocalizzazione

Rispetto ad un sito di appuntamenti, in cui gli utenti devono inserire manualmente le informazioni riguardanti la propria posizione, le dating app consentono di geolocalizzare gli utenti con un semplice click (l’autorizzazione ad utilizzare la posizione nell’app) e proporre annunci pubblicitari legati alla città, o al quartiere. In tal senso possono diventare spazi interessanti per pubblicizzare il tuo evento o il tuo store.

Schermata 2016-01-19 alle 17.33.25

6. Crea campagne memorabili

Tinder, nella sua essenza e per le sue caratteristiche, si sposa perfettamente con una strategia di sensible branding che valorizza gli spazi adv della piattaforma. Interessante la campagna pianificata per promuovere il film Ex-Machina all’interno del festival SXSW di Austin: i partecipanti all’evento – geolocalizzati tramite l’app – visualizzavano tra le proposte di Tinder la scheda di Ava (robot protagonista del film) e potevano scambiare con lei alcune battute. Soltanto dopo alcune singolari domande (es. “Cosa ti rende umano?”) il bot rivelava la sua identità invitando gli utenti a visitare il profilo instagram @meetava.

Ex-Machina

L’organizzazione Amnesty International Australia ha invece utilizzato la piattaforma per sensibilizzare gli utenti sul tema della libertà di scelta: durante la Giornata internazionale della donna, gli utenti hanno trovato nello streaming flow dell’app un profilo con dei visual che invitavano a riflettere sulla disparità di diritti nelle diverse parti del mondo (la campagna era legata all’iniziativa Make the choice).

Amnesty-International-Australia

Ultima, ma solo in ordine di uscita, la campagna di Diesel che ha optato per un copy decisamente d’impatto, uno stile decisamente più pubblicitario, che invita gli utenti allo “swipe right” per dare uno sguardo all’intera collezione.

tinder_diesel

I brand che vinceranno saranno decisamente quelli in grado di sfruttare al meglio il contesto in cui è inserita e in cui viene proposta la campagna, tenendo sempre ben presente qual è l’esperienza di interazione media degli utenti di Tinder.

davide bennato

Etica, morale, cultura e mondo digitale: il punto del sociologo Davide Bennato

In poco più di un secolo abbiamo visto tutto il nostro mondo mutare radicalmente da manuale, poco dinamico e influenzato principalmente dalla natura a un mondo meccanico, dinamico e influenzato più dagli aspetti tecnologici, sino ad arrivare alla contemporaneità dove ritroviamo un uomo dotato di strumentazioni tecnologiche avanzatissime le quali gli permettono di essere qui e altrove, di abbattere i muri del tempo, dello spazio e della fisica.

Nel nuovo millennio, anche nella parte più remota della Terra, è possibile rintracciare la presenza delle nostre infrastrutture tecnologiche persino tra le pieghe della nostra quotidianità o della nostra vita privata: abbiamo persino preso possesso dell’etere, con il web. Anche le nostre azioni più comuni e banali, le nostre case, il mondo del lavoro, del tempo libero e – perché no?! – il mondo spirituale, etico e morale, sono influenzati dalla tecnologia, dal web, dalla velocità e dalle possibilità comunicative e divulgative che questi sistemi ripartiscono nelle mani di ognuno di noi.

Etica, morale, cultura e mondo digitale: il punto del sociologo Davide Bennato INTERVISTA

Abbiamo già affrontato queste tematiche quando parlammo del progetto di Filosofia in Movimento, i filosofi 2.0, e ne riparliamo quest’oggi su Ninja Marketing con Davide Bennato, docente di Sociologia dei media digitali presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, membro del corpo docente della Lipari School on Computational Social Scienze, nonché socio fondatore ed ex vicepresidente (2005-08) di STS Italia Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia; membro del consiglio di Amministrazione di Bench s.r.l., spin off dell’Università di Catania specializzato in ricerche sociali e di mercato attraverso l’uso di big data.

Le sue ricerche ed i suoi interessi spaziano dall’analisi dei comportamenti collettivi nei social media, l’etica dei big data ai rapporti fra tecnologia e valori sino ad arrivare ai modelli di comunicazione scientifica e tecnologica in rete e alla scienza sociale computazionale.

Autore dei volumi Le metafore del computer. La costruzione sociale dell’informatica (Meltemi, 2002), Sociologia dei media digitali (Laterza, 2011), Il computer come macroscopio. Big data e approccio computazionale per comprendere i cambiamenti sociali e culturali (Franco Angeli, 2015) e blogger su Tecnoetica.it.

Ma adesso lasciamo spazio alle nostre domande in merito e alle parole del nostro nuovo ospite.

L’uomo tecnologicamente dotato, avanzato e connesso alla rete è l’aristocratico del terzo millennio?

Non sono sicuro che la categoria di aristocrazia sia quella che meglio descrive l’umanità del terzo millennio. Sicuramente la tecnologia digitale fornisce delle opportunità – relazionali, cognitive, emotive – che prima erano sicuramente precluse e che forniscono enormi vantaggi a chi le sa usare. Ma per essere davvero rivoluzionarie, le tecnologie digitali devono essere democratiche e partecipative. Democratiche nel senso che devono essere a disposizione – se non di tutti – della maggioranza delle persone. Partecipative, nel senso che devono coinvolgere tutti i cittadini, compresi coloro che sono marginalizzati per motivi economici, sociali, politici e culturali. Ed è proprio la cultura il campo di battaglia della società del terzo millennio. Non basta avere un dispositivo tecnologico in tasca per essere contemporanei. Internet è stata vista dagli utopisti tecnologici come la soluzione a tutti i mali, ma in realtà internet è solo uno strumento che esprime la sua forza solo in un contesto culturale ampio e diffuso. Internet non ha portato più democrazia, più uguaglianza, più giustizia sociale per il solo fatto di esistere, ma lo ha portato in quei contesti sociali che hanno consentito un uso del digitale in questo senso. Bisogna superare la visione della tecnologia come scatola delle meraviglie. Il mondo non cambia se c’è internet, il mondo cambia – in meglio o in peggio – se c’è una volontà di farlo e internet può aiutare questo processo.

Etica, morale, cultura e mondo digitale: il punto del sociologo Davide Bennato INTERVISTA

Il divario digitale fra individui, gruppi, nazioni, quanto influisce in un mondo oramai globalizzato a livello tecnologico, economico e comunicativo?

Il divario digitale è un serio problema della società contemporanea, e non è solo una questione di accesso/non accesso, ma è una questione più profonda. Prendiamo l’Italia, ad esempio. Ormai la sensibilità verso il digitale è diffusa – al netto dell’uso retorico e ideologico del termine – a livello politico, economico e sociale. Ma ciò nonostante ancora non si riesce a vedere il digitale come vera risorsa. Se non fosse un cliché di certa stampa, direi che quello che manca è la mentalità, una capacità strategica di valorizzazione delle opportunità di internet. In Italia – ad esempio – manca un vero piano infrastrutturale che renda la rete italiana competitiva a livello europeo, manca la visione da parte degli stakeholder di impegnarsi nella sfide che pone il digitale. Inoltre non è possibile lasciare al mercato questi temi: è necessario che siano le istituzioni pubbliche a impegnarsi in uno sviluppo digitale concertato e progressivo che faccia andare di pari passo la necessità tecnologica con i modelli culturali.

Ci ritroviamo in un mondo dove molti aspetti etici e morali della vita umana sono passati dalla sfera pubblica a quella privata, personale, e viceversa: internet come influenza questo processo?

I social media ci hanno abituati ad uno spazio comunicativo che è contemporaneamente pubblico e privato, è sia piazza che casa, ed ancora non siamo abituati a gestire la nostra identità e la nostra relazionalità in questo ambiente socialmente complesso. Siamo individui della civiltà industriale chiamati a confrontarsi con gli spazi della società digitale, è normale che ci siano delle situazioni di smarrimento. Come coloro che usano la rete in senso prevalentemente narcisistico, o come zona in cui non valgono le regole di rispetto reciproco e di ascolto degli altri. Questa situazione in alcuni casi rischia di lasciare spazio ai comportamenti peggiori come la violenza verbale. Pensiamo alla facilità con cui si creano delle gogne virtuali – più o meno legittime – nei confronti dei comportamenti delle persone che vengono visti come illegittimi o non condivisibili. Io vedo la rete come una risorsa relazionale che potrebbe aiutarci a cogliere la diversità degli altri e a porci delle domande su noi stessi e sul mondo che ci circonda, ma – di nuovo – questa non è una proprietà naturale della rete, è un imperativo morale di noi come cittadini. La rete potrebbe permetterci di aiutarci a vedere il cosmo, mentre alcuni di noi sono impegnati ad usarla per guardarsi l’ombelico.

Il complottismo dilagante dei nostri tempi non è altro che la vecchia superstizione dell’uomo e i social media ne amplificano la portata. Come pensa possiamo fermare il dilagare delle bufale complottiste?

Non è possibile fermare il complottismo. Ormai molte ricerche non fanno altro che confermare questa situazione. Il complottismo funziona come una ideologia metafisica: se ci credi, nessuno ti toglierà mai l’idea dalla testa, anche se ci saranno evidenze contrarie. Per questo motivo, l’unico modo che abbiamo per contrastare queste ideologie è quello di svolgere ogni giorno la nostra parte. Contribuire a far circolare informazioni che combattano idee complottiste, diffondere informazioni di debunking. Non per sconfiggere il complottismo, ma per diffondere il dubbio critico. In questo senso la rete è come un giardino, è chiesto ad ognuno di noi di sradicare le erbacce. Senza sperare di distruggerle completamente.

Un po’ di fantascienza: in un futuro lontano, saranno le tecnologie a ritrovarsi innestate nel nostro corpo o sarà la nostra mente a migrare dall’attuale struttura biologica ad una struttura tecnologica?

Io temo le visioni di incorporazione delle tecnologie nel corpo dell’uomo. Esistono ideologie come il transumanesimo e i teorici della singolarità, che sostengono che l’integrazione uomo-macchina è il prossimo salto evolutivo dell’uomo. L’uomo del futuro come cyborg. A me queste visioni non piacciono per niente. E non perché sostenga una ipotetica naturalità dell’essere umano che non deve essere toccata dalla tecnologia. Anzi. Ma il problema della tecnologia è che è un prodotto, quindi è frutto di un mercato, quindi legata alle risorse economiche e quindi fonte di disuguaglianze. Ed io come cittadino mi sento di combattere tutte le ideologie che vogliono rendere l’uomo come mezzo e non come fine. Semplificando: se l’uomo diventa una macchina, è più facile trattarlo come macchina che come uomo, con tutto il portato di rischi e opportunità della tecnologia. Se un giorno riusciremo a integrare la tecnologia con l’essere umano senza i limiti della tecnologia come prodotto, allora potrei rivedere le mie posizioni. Ma al momento secondo la mia prospettiva un cyborg rischia di trasformare l’uomo in una macchina. I vantaggi ci sono chiari, ma gli svantaggi potrebbero essere terribili.

Twitter introduce l’autoplay per i video Periscope: una mossa contro Facebook?

Periscope ha annunciato martedì 12 gennaio una grande novità: i video della piattaforma di live streaming potranno essere visualizzati direttamente nella timeline di Twitter e in autoplay senza dover cambiare piattaforma.

La parentela tra le due applicazioni diventa sempre più stretta e ufficiale. Per usufruire di questa nuova funzionalità basterà aspettare solo qualche giorno per gli utenti che accedono a Twitter da desktop e device iOS, un po’ di più, invece, per i possessori di dispositivi Android.


Aaron Wasserman
, 1st Engineer di Periscope, ha spiegato che l’integrazione con Twitter «porterà il formato di Periscope anche alle persone che non l’hanno mai provato, oppure a chi non lo conosce». 
Ma come funziona questa nuova feature?

    1. Nel momento in cui si avvierà un video su Periscope, un tweet avvertirà i propri followers che potranno vedere il video nella timeline Twitter;
    2. Scorrendo la propria timeline, i video Periscope partiranno in autoplay;
    3. Basterà cliccare sul video per il full screen;
    4. Il video Periscope, su Twitter, non sarà solo visibile, ma anche condivisibile. Questo aumenterà esponenzialmente il bacino di utenza di Periscope;
    5. Gli utenti di Twitter che non sono ancora utenti di Periscope, verranno invitati a scaricare l’applicazione.

Tutto questo, senza modificare le normali interazioni di Twitter: ritwittare, mettere like, commentare.

twitter_introduce_autoplay_per_i_video_streaming_di_periscope_una_mossa_contro_Facebook1

Molti utenti troveranno irresistibili questi nuovi “tweet finestra” di Periscope, non dovendo più saltare da una piattaforma all’altra per seguire lo streaming; altri, invece, potranno trovare fastidioso questo continuo movimento nelle loro timeline. Ma non dovranno temere: infatti sarà possibile disattivare l’autoplay, direttamente dalle impostazioni.

Non è la prima volta che Periscope, per aumentare il numero di utenti e visualizzazioni, ha dovuto appoggiarsi ad altre piattaforme, ad esempio Apple TV.

twitter_introduce_autoplay_per_i_video_streaming_di_periscope_una_mossa_contro_Facebook7

LEGGI ANCHE: Periscope è il mezzo perfetto per diffondere le informazioni oggi?

Oggi, però, qualcosa è decisamente cambiato: Periscope e Twitter non possono rimanere indifferenti agli ultimi aggiornamenti di Facebook, che li sta mettendo davvero a rischio con il nuovo tool di video live streaming (prima disponibile solo per le star in Facebook Mentions, ora in prova per una cerchia limitata di utenti negli USA). Facebook riesce a dar vita ad aggiornamenti sempre più veloci e all’avanguardia. Difficile, anche per un colosso come Twitter, riuscire a stargli dietro.

LEGGI ANCHE: Che cosa è successo a Twitter? 

Facebook Live Video ha un funzionamento molto simile a quello di Periscope: commenti in diretta, possibilità di mettere like e vedere chi sta seguendo lo streaming. I video di Facebook, però, rimangono nel sistema anche dopo la proiezione, ma soprattutto si possono avviare e riprodurre direttamente nell’ecosistema Facebook. La differenza è notevole se si pensa che, anche con l’introduzione dell’autoplay per i video Periscope, i video comunque verrano generati dalla piattaforma esterna a Twitter e non potranno essere visualizzati a partire dalle 24 ore successive.

twitter_introduce_autoplay_per_i_video_streaming_di_periscope_una_mossa_contro_Facebook6
Perché una piattaforma come Periscope non permette di costruire uno “storico”?
L’applicazione nasce dall’idea di poter catturare le notizie in diretta: dare la possibilità agli utenti di vivere in quel preciso momento una storia e, proprio come nella vita, perdere quel momento, una volta passato. Facebook, invece, ha necessità diverse: la bacheca di ogni utente è la storia di quella persona. O almeno, la somma delle storie che l’utente vuole mostrare.

LEGGI ANCHE: Facebook Live Video: un pericolo reale per Periscope e Meerkat?

Riuscirà Periscope, insieme a Twitter, a sopravvivere, e magari rinascere, sotto gli attacchi continui di Facebook?

twitter_introduce_autoplay_per_i_video_streaming_di_periscope_una_mossa_contro_Facebook11

tool_startup

5 tool per aumentare la produttività della tua startup

La rete ci offre tanti tools per rendere più semplice e pratico il lavoro di startup e PMI. Per questo motivo abbiamo deciso di selezionare 5 tool per startup e di presentarteli per aiutarti a far decollare la tua idea imprenditoriale.

Quindi, ecco una panoramica di servizi e strumenti di cui non potrai più fare a meno.

LEGGI ANCHE: Startup (e non solo): tutti i tool di cui non potrete più fare a meno

tool_startup

#1. GotFreeFax.com

Inviare fax può essere ancora molto importante perché consente di usufruire e ricevere documenti senza spreco di tempo. Anche se molti degli scambi sono digitalizzati, si può avere l’esigenza di inviare un fax all’estero e non sapere come comportarsi.

Il web fornisce una serie di strumenti per inviare comunicati in maniera totalmente “free” e uno di questi è proprio il tool GotFreeFax.

Servizio di invio fax online internazionale, permette di inviare fax gratis verso tutti i numeri degli Stati Uniti e del Canada, e a pagamento verso altri ben duecento Paesi.

Semplice da usare, dopo aver selezionato la nazione di destinazione del fax si potranno riempire i campi del form richiesti dal portale. Si può decidere inoltre di allegare un file e una volta completata l’operazione, si seleziona il “piano tariffario” più adatto alle proprie esigenze ed inviare così il documento via web.

#2. RememberTheMilk.com

tool_startup

Remember The Milk è una vera applicazione multiuso per la gestione degli impegni.

Grazie infatti a questo strumento di produttività online che aiuta a svolgere i propri compiti quotidiani, è possibile effettuare una precisa organizzazione, personalizzata, delle proprie attività, con priorità, scadenze, calcolo di tempistiche, liste, tag e molto altro.

In particolare il servizio permette il salvataggio di ricerche preferite sulle responsabilità da adempiere in Smart List, la possibilità di aggiungere e spuntare velocemente i propri “doveri”, visualizzare i prossimi appuntamenti e pianificarli nel migliore dei modi per portarli tutti a termine, senza tralasciare niente.

#3. PRLog.org

Per rendere nota la tua presenza commerciale, una via infallibile da intraprendere è quella della diffusione di comunicati stampa; questa è la filosofia alla base di questo servizio.

PRLog.org è un sito dove si può dispensare di comunicati stampa in maniera gratuita. E se si sente di non avere le competenze necessarie per creare buoni contenuti ad alta diffusione, la piattaforma fornisce istruzioni preziose su come scriverne uno, con anche dettagliate descrizioni su come incorporare i video, immagini e altro ancora.

#4. Weebly.com

Chiunque, con qualsiasi tipo di competenza può costruire un sito Web completamente funzionale con Weebly.com . Grazie ad un’interfaccia divertente, la costruzione di un proprio web space non è mai stata così semplice e divertente.

Il servizio dà la possibilità di far diventare la propria idea di startup anche un’ottima vetrina per il proprio business con caratteristiche e funzionalità di e-commerce completo. Consente inoltre di gestire la propria attività da qualsiasi luogo e rimanere in contatto con i clienti quando si è in viaggio.

#5. Join.me

tool_startup

Facile da avviare, facile parteciparvi, facile da gestire.

Join.me è la soluzione semplice e istantanea per i meeting online che rende la collaborazione oggi più facile che mai. Senza la necessità di scaricare alcun software specifico, consente di condividere le idee e di collaborare in pochi secondi dal computer al tablet e allo smartphone.

È ideale per le dimostrazioni di vendita, il brainstorming, le presentazioni esterne e le riunioni ad-hoc.