didi compra uber cina

Uber cederà il suo business cinese a Didi, il più forte competitor sul mercato orientale

Uber starebbe per vendere le sue attività in Cina a Didi Chuxing, il servizio di ride-hailing più famoso e più utilizzato nel Paese, ponendo fine così a una battaglia lunga e costosa tra le due società che offrono il medesimo servizio.

La valutazione dei due business combinati sarebbe di circa 35 miliardi di dollari, secondo voci vicine alle compagnie. Gli investitori in Uber Cina, società di proprietà di Uber con sede a San Francisco, Baidu Inc. e gli altri investitori, riceveranno una quota del 20% in Didi.

Uber e Didi, l’accordo cinese sul fronte del ride-hailing

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Uber si sta ritirando da questa battaglia tra competitor dopo anni di perdite in Cina, ma per ora continuerà ad operare con la propria applicazione nel Paese.

Oltre alla vendita della controllata cinese di Uber, il complesso accordo coinvolge anche Didi, che dovrà attuare un investimento da 1 miliardo di dollari in Uber, almeno secondo le voci che hanno dato notizia della transazione, dato che sia Didi che Uber hanno rifiutato di fare commenti.

“Come imprenditore, ho imparato che il successo arriva quando si è in grado di ascoltare la testa così come di seguire il cuore”, ha scritto Travis Kalanick, amministratore delegato di Uber, in un post reso noto da Bloomberg prima della pubblicazione. “Non ho alcun dubbio che Uber China e Didi Chuxing saranno più forti insieme“.

Lo scorso anno erano state il leader del servizio di prenotazione di corse Didi e Kuaidi a unire le forze, creando un colosso cinese nel settore. La società risultante dalla fusione, Didi Chuxing, ha riunito gli investitori di Alibaba Group Holding Ltd. e Tencent Holdings Ltd., le più importanti piattaforme di business web del Paese. Anche Apple Inc. si è poi unita con un investimento da 1 miliardo di dollari, nella società che ora è valutata circa 28 miliardi di dollari in Cina.

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Il governo cinese, inoltre, a differenza di quelli occidentali, ha approvato la settimana scorsa una nuova norma che ha legalizzato i servizi di ride-hailing, aprendo la strada per un’ulteriore espansione di queste compagnie.

Se non puoi batterli, unisciti a loro

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Gli investitori di Uber avevano chiesto già da tempo a gran voce all’azienda di vendere le sue attività in Cina. Entrambe le società, infatti, avevano dovuto affrontare investimenti significativi per competere in Cina e Uber in particolare aveva perso più di 2 miliardi di dollari in questo mercato. Nel frattempo, l’azienda statunitense è stata redditizia nei mercati sviluppati nella prima metà del 2015.

“Uber e Didi Chuxing stanno investendo miliardi di dollari in Cina ed entrambe le società devono ancora generare profitti“, ha scritto Kalanick nel post diffuso da Bloomberg. “Raggiungere la redditività è l’unico modo per costruire un business sostenibile, che possa servire meglio gli autisti cinesi e le città nel lungo termine”.

L’acquisto di Uber China potrebbe complicare l’alleanza di Didi con altre startup di ride-hailing provenienti da tutto il mondo. Didi aveva accettato di lavorare con la statunitense Lyft Inc., con l’indiana Ola e con Grab, startup del sud-est asiatico, per creare un fronte globale contro Uber. Ora il CEO di Grab, Anthony Tan, ha dichiarato che l’accordo imminente è una vittoria per Didi e ha sottolineato come il business del noleggio per spostamenti favorisca gli operatori nazionali.

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In Cina, Uber si era avventurata su un terreno sul quale poche aziende tecnologiche statunitensi erano riuscite prima. Nel 2005, Yahoo! Inc. aveva fatto un accordo simile, vendendo le sue attività in Cina ad Alibaba, con un investimento da 1 miliardo di dollari, uno dei migliori affari della società di Sunnyvale.

Quello cinese è in effetti un mercato molto difficile per le compagnie occidentali, sia in termini di regolamentazione, che di concorrenza e di cultura, con sfide da affrontare su più fronti, come sottolineano gli analisti locali. Così, collaborare anziché combattere potrebbe essere davvero la soluzione migliore.

La mossa cinese, infine, potrebbe spianare la strada di Uber verso una eventuale offerta pubblica iniziale.

Per Dove una donna è ciò che fa, non le sue curve: #MyBeautyMySay

Dove, uno dei brand del colosso Unilever, continua la sua battaglia di civiltà al fianco delle donne con la sua nuova campagna My Beauty My Say.

L’iniziativa nasce dai risultati del Dove Global Beauty and Confidence Report, da cui emerge che 7 donne su 10 credono di ricevere più complimenti per il loro aspetto che per le loro capacità professionali e gli obiettivi raggiunti.

Dove vuole lanciare un messaggio chiaro di critica a questo atteggiamento, adottato anche e soprattutto dai media. Pensiamo al mondo dello sport femminile: quando si vuole esaltare un’atleta molto spesso ci si concentra sullo sguardo e sulla bellezza piuttosto che sulle prestazioni, per tal motivo il Dove ha collaborato con l’ex ginnasta Shawn Johnson, al fine di sfidare i media a fare meglio.

Tre cartelloni digitali interattivi sono stati installati a New York, Los Angeles e Toronto, a dimostrazione di come spesso la discussione si concentri sull’aspetto delle atlete, piuttosto che sulle prestazioni che offrono.

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Shawn ha raccontato di come le critiche sul suo aspetto abbiano influito negativamente sulla sua autostima nel corso della carriera:

Ero a questa gara di livello mondiale, i commenti erano solo: “troppo muscoli”, “troppo grasso”, “troppo giovane”; qualcuno disse addirittura che avevo le orecchie troppo grandi.

A causa di tutti questi commenti, ero costantemente assoggettata all’estetica. Ho cercato di migliorare il mio aspetto. Mi ricordo che entravo in mensa mettendo in discussione che cosa  mangiare.
I commentatori ed i giornalisti erano focalizzati su un argomento che non aveva nulla a che fare con il mio sport e il mio duro lavoro,  per questo ho avvertito una sensazione di impotenza.

Dove ha per questo lanciato l’hastag: #MyBeautyMySay. Attraverso dei tweet si riuscirà a smettere di avere questa cattiva abitudine?

Carte fedeltà, club e coupon: come evolvono i programmi di loyalty nel mobile?

Con l’avvento della tecnologia mobile, le barriere tra fisico e digitale si fanno via via più labili. Ma sono le modalità di accesso alle piattaforme digitali che hanno mutato abitudini e necessità dei consumatori.

L’universo del mobile ha aperto la strada alla possibilità di ricercare informazioni e prodotti in tempo reale, costantemente, in relazione al luogo in cui ci troviamo.

Ma cosa succede con i servizi e le attività promozionali un tempo relegate all’universo offline?

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Molte piattaforme stanno studiando come digitalizzare servizi accessori che sino ad oggi richiedevano per un cliente uno sforzo per riuscire a stare al passo col brand col quale intrecciavano un rapporto.

Per mostrare alcuni esempi di questa migrazione verso il mobile, sfrutteremo alcune iniziative di GoodBarber, software per lo sviluppo e la creazione di applicazioni native per le aziende su Android ed iOS, proposte ai partner per fidelizzare i propri clienti accompagnandoli all’utilizzo intensivo.

Nello specifico vedremo quale utilità ci sia nel digitalizzare:

  • la Carta Fedeltà, o comunque la sottoscrizione di una Club Card con agevolazioni esclusive
  • l’utilizzo di Coupon e sconti di vario genere.

Carta Fedeltà e Club Card: trasformare i punti in premi e privilegi

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Una tessera fedeltà, o una tessera soci sono da sempre un modo in cui un punto vendita riesce a legare a sé i suoi clienti.

Usufruire di premi, servizi esclusivi come la consegna gratuita della merce, bonus ed offerte di vario genere, sono tutte leve che spingono un consumatore a cedere dati personali e fare di un acquisto saltuario presso un esercente o una catena una forma di fidelizzazione duratura nel tempo.

Il vantaggio di queste iniziative è che tra il fine, ossia i vantaggi conseguiti dal cliente, ed il mezzo attraverso il quale li ottiene, non esiste alcun legame e quindi basta adottare i giusti strumenti tecnici per spostare sul digital, o meglio ancora sul mobile, tutto questo comparto.

Possiamo ad esempio implementare i QRcode sui prodotti, oppure fornire un check-in manuale in uno store attraverso un’applicazione nativa per fare in modo che si attivi automaticamente una carta fedeltà.

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Effort minimo per il cliente, massima interazione per il brand.

Innanzitutto così si punta ad incrementare la percentuale d’acquisto tout court utilizzando i dispositivi mobili come facilitatori.

In secondo luogo l’intento è quello di puntare a frequentare di più i punti vendita.

In ultimo, ma non certo per importanza, si può prevedere l’integrazione tra social media e carta fedeltà. In questo modo sfruttiamo il mobile marketing oltre che per le vendite anche per accrescere la brand reputation ed innescare l’effetto buzz per ampliare il bacino d’utenza online.

Ma come incentivare l’accesso a questa misura?

Una volta completata la carta, possiamo fornire ai clienti un premio, o delle ricompense automatiche, stimolare l’attività durante le ore di punta, per pubblicizzare gli happy hour, o semplicemente per sorprendere i clienti con un extra bonus.

L’universo dei coupon: offerte molto speciali a portata di dito

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Quello dei Coupon è forse lo strumento che più di ogni altro si può avvantaggiare dalla digitalizzazione ed il ricorso al mobile. Inviare offerte speciali agli utenti da un’app, sia da parte di imprese locali sia dei punti vendita on-line, è una possibilità unica di raggiungere il consumatore.

Il mobile marketing è una scelta che non può che fare gola a qualsiasi tipo di business. Il mercato della ristorazione, ad esempio, ha un potenziale enorme, considerando le statistiche di RetailMeNot, Inc. che riportano come 9 clienti su 10 abbiano, almeno una volta, fatto ricerche per offerte promozionali dei ristoranti.

Risulta del tutto evidente che se alla ricerca riesco ad abbinare giuste campagne di scontistica, utilizzando la geolocalizzazione per determinare il target a cui rivolgere quella campagna, lo strumento del Coupon su mobile assume un’importanza capitale per ottimizzare il proprio budget.

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In conclusione però importante ricordare che, con il mercato delle app mobile che diventa sempre più competitivo, una funzionalità, non importa quanto all’avanguardia, non farà evolvere da sola il numero di clienti.

Occorre determinare con certezza la strategia di fidelizzazione da perseguire e quindi scegliere di conseguenza quale strumento mobile può risultare efficace. Bisogna pensare non solo in termini di quanto un’app può essere utile per un brand ma porsi dalla prospettiva del cliente: quali semplificazioni un’applicazione può fornire nelle dinamiche d’acquisto.

Perché la tua azienda non può fare a meno del social media marketing

Spesso ci si interroga sul perché costruire una solida strategia di social media marketing.
C’è chi lo fa con impegno e chi senza una reale convinzione.
Addirittura si può trovare anche chi non ha aperto nessun canale social aziendale e non ha la minima idea di cosa si stia parlando.

La comunicazione si evolve e oggi, nella maggior parte dei casi, non avere una presenza consapevole sui social media significa automaticamente non esistere ed essere tagliati dal fuori mondo.

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I social media possono essere il ponte che ci permette di raggiungere i diversi target e di comunicare con loro. Sono il mezzo più prezioso a disposizione per i brand, per chi sa ascoltare e li usa con consapevolezza.
Per questo è fondamentale costruire una solida strategia di content marketing per avvicinarsi alle 
persone che vogliono mettersi in contatto con i brand preferiti e conoscere la loro realtà. Quella vera.

Le persone vogliono costruire un dialogo biunivoco – una conversazione – e i canali social ben usati favoriscono questa interazione.
Questo è solo il primo dei numerosi benefici che ha il loro utilizzo.

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Vantaggi per il proprio sito internet

Il social media marketing dà la possibilità di veicolare il traffico internet, non solo grazie alla possibilità di condividere pagine web nei canali social più opportuni, ma anche attraverso la possibilità di diffondere informazioni e farle arrivare direttamente al target a cui quei contenuti sono indirizzati.
Questo è un supporto molto importante per un sito web e per il SEO, perché può influire notevolmente sulla SERP e permettere alla pagina web di raggiungere il top dei risultati di ricerca.

Connettersi con i consumatori e con i leader del campo

Una strategia di social media marketing permette di costruire una vera e solida relazione con i propri consumatori, che non sono più ascoltatori passivi, come nel marketing tradizionale, ma traino della comunicazione.

Creare relazioni di fiducia, lead, non solo vuol dire che gli utenti seguiranno e saranno affezionati all’azienda, ma che i consumatori stessi saranno fonte di informazioni utili per migliorare il brand a rispondere alle nuove esigenze del consumatore.

Le informazioni che i social media ci permettono di conoscere sono fondamentali: le persone scrivono spontaneamente cosa cercano, i motivi per cui ne hanno bisogno e perché, infine, lo scelgono.

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Questo dialogo, però, non è esclusivo tra brand e consumatori: le aziende possono accedere ai contenuti di aziende competitor e imparare dai leader nel campo.

Una strategia interessante vede il brand interagire con aziende con lo stesso target, o che hanno un target che vorrebbe raggiungere, questo per riuscire a ottenere maggiore visibilità e mostrarsi attivo e interessato verso il panorama che lo circonda.

In questi dialoghi vi è un grande potere d’intrattenimento che dà vita a spettacoli degni anche di uno show televisivo.

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In aggiunta, un ottimo modo per attirare la curiosità degli utenti è un buon real time marketing.

Questi i risultati emersi da un’indagine sulla predisposizione delle persone verso un brand prima e dopo una campagna di Real Time Marketing di Gollin Harris:

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Il successo del contenuto viene decretato da un mix di fattori: dalla scelta del momento in cui si decide di iniettarlo nei social media, il tone of voice e dal valore di ciò che contiene – pena il passare inosservati  o essere etichettati come epic fail – un esempio? Vedi la nostra rubrica settimana.

Bisogna aver chiaro l’obiettivo, individuare a chi si parla e perché. Con questi presupposti si può iniziare a “ragionare” su un eventuale contenuto, perché non è la quantità a creare la presenza sui social media, ma la qualità di ciò che si crea.

Le piattaforme social, inoltre, permettono di indirizzare il contenuto grazie agli strumenti di adv.

Questi tool permettono di gestire il target in vari modi: per luogo, fascia di età, interessi e molto altro.
Magari ci sono persone potenzialmente interessate ad un’azienda, ma che non sanno ancora che esiste: i social media potrebbero dare l’occasione e l’opportunità di raggiungerle.

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Brand Image

I social media sono uno specchio della realtà aziendale e permettono di mostrare agli altri chi si è e i valori che si vuole portare avanti.

Questa vetrina permette anche di rispondere con immediatezza ai problemi e ai bisogni dei consumatori. La tempestività è un buon metodo per assicurarsi la fedeltà dell’utente una volta “conosciuti” o “trovati” sulle piattaforme, evitando anche di indispettire il consumatore con le lunghe attese.

I feedback che i consumatori rilasciano e/o i commenti che condividono sono informazioni fondamentali per aiutare il brand a crescere e a migliorarsi, anche a dargli una direzione.

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Studi dimostrano che gli utenti apprezzano quando un brand risponde ai loro commenti, post e anche ai feedback negativi. Li fa sentire apprezzati, fondamentali e considerati.

Questo è un aspetto fondamentale per creare un rapporto di fedeltà con la persona che sceglie di seguire l’attività online di un brand.

Le aziende che curano la propria comunicazione online e sui social media hanno clienti più fedeli. Il perché risiede nella potenza della condivisione della visione e dei valori aziendali. 

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Arrivare prima degli altri

Anche i competitor stanno studiando una buona strategia di social media marketing, a seconda però del brand vale la pena diramarsi ed essere presente su varie piattaforme, oppure concentrarsi per bene su di una.

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Ogni azienda ha un budget che può investire nella strategia di social media marketing, ma prima di iniziare una guerra all’ultima inserzione, bisogna capire, come detto sopra, a chi si sta parlando e le sue reali esigenze.

A volte non conta solo investire economicamente su un contenuto, ma intrattenere e offrire valore. Questo fa davvero la differenza nella lotta con i competitor.

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Essere secondi non è un problema, ce lo dimostra Avis, ma se i competitor arrivano prima possono prendersi più facilmente una fetta più ampia di consumatori e questo potrebbe rendere difficile l’acquisizione degli stessi, già legati al brand che è arrivato prima.

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Vendite

Se una persona ha la possibilità di conoscere meglio un’altra, sarà meno diffidente e avrà sempre più voglia di passare tempo con lei.
Questo vale anche per i brand: i social media permettono di creare un legame che se è saldo può aumentare le vendite e anche stabilire la rinascita di un prodotto.

Leggi anche: Algida e il caso Winner Taco su Facebook: i prosumer al potere!,  Ritorna il Winner Taco? Se i prosumer cambiano la strategia di Algida e Winner Taco, Algida e prosumer: il dialogo vince sempre

Al contrario, una cattiva reputazione sui social media, recensioni negative e feedback anche peggiori possono creare ingenti perdite. Se non decretare addirittura il fallimento.

I social media non sono distaccati dalla vita di tutti i giorni, anzi, ne sono estensione, per questo possono cambiare le sorti di un’azienda.

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I social media, permettono di stare sempre a stretto contatto con i propri user e questo rende più efficace la diffusione di informazioni come sconti, coupon e offerte.

Se si indaga dove il target confluisce, dove parla e dove attinge alle informazioni, si possono incanalare lì le attività e rendere ancora più efficace la diffusione delle notizie, evitando anche la dispersione delle informazioni.

Costi

Eccetto che le inserzioni di cui abbiamo parlato precedentemente, usare i social media è gratuito.

Usarli bene è una bomba a mano per i marketer, ed è anche gratis.

Scegliere di investire e contattare dei professionisti (non il cugino gratis, i professionisti: persone che hanno studiato queste piattaforme per sfruttare il loro potenziale al meglio, persone che ne conoscono tutti i segreti, persone che sanno di cosa si sta parlando), può sembrare un investimento considerevole, ma non rispetto ai ritorni che si possono avere da una strategia solida.

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Conclusione

I social media e il social media marketing non sono solo importanti per un brand, sono fondamentali: permettono di creare una presenza e umanizzano senza filtri il dialogo i consumatori.

Questo genere di rapporto non ha prezzo. Nonostante si stia davanti a uno schermo, le distanze diminuiscono.

Non ci resta altro da dire per convincerti che la tua azienda ha bisogno di una divisione dedicata ai social media che sia formata e preparata e che Ninja Academy ha messo a punto il programma giusto per i tuoi dipendenti con il Corso in Social Media Marketing (Formula Online + Aula pratica opzionale).

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Higuain, Gasparri, Barilla e TripAdvisor: gli Epic Win/Fail, prima delle ferie!

Ninja, ben trovati con l’ultimo Epic Win/Fail estivo prima delle tanto attese vacanze! Sebbene molti di noi si stiano già immaginando sulla spiaggia con un mojito, un’amaca e una musica rilassante di sottofondo, il mondo social anche questa settimana ci ha deliziato con le sue perle. Scopriamo insieme gli epic, allora. 3,2,1, via!

Win

Epic Win_Donna_Moderna

Il primo epic win è sicuramente da attribuire a Donna Moderna, di nuovo presente su questi schermi ma questa volta in positivo. Qualche giorno fa sono stati protagonisti dell’ennesima gaffe su Twitter: a seguito della strage di Nizza pubblicarono un sondaggio sul loro profilo Twitter nel quale si chiedeva agli utenti se, a seguito dei vari allarmi terroristi, ci fosse l’intenzione di cambiare o meno meta delle vacanze.

A seguito del sondaggio, manco a farlo apposta, il colpo di stato a Istanbul. Ebbene, passata la bufera, ecco in arrivo un post su Medium di Annalisa Monfreda, direttrice del giornale, nel quale chiede pubblicamente scusa a tutti per l’inconveniente del sondaggio, benché frutto di un tempismo sbagliatissimo e non certo di indelicatezza e cinismo da parte della redazione. La direttrice sottolinea come gli sbagli fanno parte dell’essere umano, la differenza la fa la consapevolezza dell’errore e la voglia di rimediare ad esso. Ci sono sicuramente riusciti. Epic Win, dopo un epic fail, per loro!

Il primo e forse unico Epic Win della sua vita è sicuramente quello di Gasparri, che a seguito di un suo tweet, riprende pubblicamente il suo staff per un errore di battitura nel post evidentemente scritto da loro, attraverso un commento. Dall’esterno il dialogo è surreale, perché il profilo utilizzato è sempre il medesimo: quello di Gasparri. Il colpevole ha poi successivamente fatto il mea culpa e la situazione è ritornata alla normalità. Non sarà certo un errore di dicitura a fermare la furia di Gasparri sui social. Peccato però.

 

Gasparri_Epic

Fail

È sicuramente la notizia del mese: Higuain alla Juve. Dopo le varie polemiche sui social per il passaggio del giocatore dal Napoli alla Juve, la situazione è ovviamente sfuggita di mano a tutti con offese pesanti e gratuite fra tifosi. A rimettere tutto su un piano più leggero e divertente ci ha pensato lui, l’incoronato genio dell’anno:

È caccia al possessore di questo tatuaggio che, su Twitter, ha postato un tweet con su scritto “e ora?”. Sicuramente il problema non è cosa fare ora, ma cosa ha combinato ai tempi, quando ha deciso di tatuarsi il giocatore sull’avambraccio. Tuttavia, il nostro epic non parla del nuovo idolo del web, anche se è un po’ uno spreco, me ne rendo conto, ma dell’azienda di tatuaggi – la Syneron Candela Italia – che ha utilizzato questo avvenimento per pubblicizzarsi e offrire al nuovo genio il trattamento completo di rimozione del tatuaggio. Insomma, sembra proprio che non tutti i mali vengano per nuocere.

O forse sì?

A pochi giorni dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio, la Barilla ha postato sulla sua pagina ufficiale una grafica nella quale, grazie alla collaborazione di alcuni chef stellati, fra cui Davide Oldani, ha presentato alcune ricette studiate proprio per gli atleti azzurri e per l’evento sportivo. Le reazioni degli utenti però non sono state quelle attese: nei commenti si legge, infatti, come è tutto molto bello, sì, ma quelle porzioni di pasta raffigurate nelle immagini possono andare bene solo per i canarini, i bambini o per far sapere allo chef che la pasta è cotta. A noi italiani piace mangiare e se a casa facessimo le porzioni di pasta come quelle dei ristoranti stellati, la cara Barilla sarebbe già fallita. Fail per voi!

L’altro Fail che vi vogliamo segnalare arriva direttamente da TripAdvisor da cui, qualche giorno fa, è esplosa la polemica a seguito di una recensione di un cliente nei confronti di una struttura alberghiera frequentata durante le vacanze assolutamente sconsigliata in quanto “popolata” da ragazzi disabili, che hanno – così si legge – urtato la sensibilità del cliente e della sua famiglia in quanto “non preparati” a gestire una situazione di questo tipo nei confronti dei figli. La recensione è stata fatta tramite account anonimo e credo di parlare a nomi di tutti se dico che non sono certo le carrozzine ad impressionare, quanto l’assurdità di una recensione del genere.

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Recensione che però è stata ripresa da Iacopo Melio, già noto per aver lanciato la campagna #VorreiPrendereIlTreno, che ha dato la giusta risposta da parte di tutti noi a questa “testa di pinolo” (cit).

Epic Win per Iacopo, ovviamente, ma SuperMegaEpicFail per questo anonimo cico33.

Infine, una chicca: un altro fail, questa volta della Terra.

Proprio così: gli alieni ci hanno recensito, e il loro parere non è stato molto positivo..

Per questa settimana è tutto, vi anticipiamo già quale sarà il primo fail nel prossimo post della nostra rubrica: saremo tornati dalle ferie.

Nel frattempo però, godiamoci questi giorni di vacanza più unici che rari e, in attesa nei nuovi epic win e fail, buone vacanze a tutti!

Ray-Ban Restart e SBP i migliori annunci della settimana

Ray-Ban, Restart e SBP: i migliori annunci stampa della settimana

Ogni settimana, tutti i lunedì, noi ci siamo con le più belle campagne stampa della settimana. Un po’ perché ci piace scoprire di cosa sono capaci le agenzie pubblicitarie di tutto il mondo, un po’ perché questo appuntamento fisso lo vogliamo condividere con voi. Quindi preparatevi, si parte!

SBP: The war against the insects isn’t a game.

Estate, croce e delizia. Mare, passeggiate serali e… zanzare. I più coraggiosi possono sempre tentare la resistenza: tolleranza zero con SBP. Perché la guerra contro gli insetti non è un gioco.

Ray-Ban Restart e SBP i migliori annunci della settimana

Creative Director / Art Director / Copywriter: Wallyson de Oliveira

Ray-Ban: Do you

REMIX è il nuovo tool online che permette di personalizzare i propri occhiali Ray-Ban. Forse questa campagna stampa non riesce fino in fondo a spiegare il prodotto, eppure ci ha colpito per il suo impatto visivo!

Ray-Ban Restart e SBP i migliori annunci della settimana

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Agenzia: RXM Creative, New York, USA
Communications Manager: Sonia Salvador
Creative Director: Raul Mandru, Mihai Botarel
Art Director: Luana Suciu, Raul Mandru
Art Director Intern: Adam Papanestor
Copywriter: Mihai Botarel
Photographer: Chadwick Tyler
Editor: Mihai Codleanu
Post Production: The Dorks Studio, Kworq

Shopping Itaguaçu: Happy stories

Donare abiti usati è un gesto davvero facile ma che può far nascere storie felici. Questo annuncio stampa, nella sua semplicità, ci ha un po’ commosso.

Ray-Ban Restart e SBP i migliori annunci della settimana

Agenzia: D/Araújo Comunicação, Florianópolis, Brasile
Creative Director: Jason Braun
Art Director: Eduardo Morin
Copywriter: Katiany Pinho

Restart: You’ve got the creativity

Se la creatività è una delle doti che già possiedi, dovresti imparare a sfruttarla. Restart, l’Istituto di Creatività, Arti e Nuove Tecnologie di Lisbona esiste per questo.

Ray-Ban Restart e SBP i migliori annunci della settimana

Ray-Ban Restart e SBP i migliori annunci della settimana

Agenzia: Restart, Lisbona, Portogallo
Art Director: Gabriel Mendes
Copywriter: Mateus Coelho

Papia: Piscina

Papia è un brand di carta assorbente. Troppo assorbente?

Ray-Ban Restart e SBP i migliori annunci della settimana

Agenzia: Vietnam, Istanbul, Turkey
Creative Directors: Tibet Sanliman, Gurkan Gunaydin
Art Directors / Retouchers: Onur Evin, Hasan Caliskan
Brand Director: Bengisu Eyiel
Additional Credits: Deniz Kavuk, Ersin Cetinkaya

Anche oggi termina qui il nostro giro del mondo in 5 campagne stampa. Ci vediamo al prossimo appuntamento!

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