Twitter lancia due nuove feature per il customer service

Notizia fresca di cinguettio: sì, sembra che Twitter stia per introdurre due novità.

Twitter: 5 consigli per un rapporto efficace con i tuoi clienti

Le due feature sono in fase di sperimentazione, ma l’operazione potrebbe andare presto a buon fine. Sono in collaudo infatti due nuove funzionalità per migliorare il complesso e, a volta, lento dialogo con le aziende e i brand presenti sulla piattaforma.

Su alcuni profili è, difatti, possibile visualizzare la capacità di una pagina ad essere (re)attiva. Nella sezione a sinistra, dove sono presenti le info attinenti al profilo, viene indicata una fascia oraria in cui è consigliabile interagire con la pagina. Ed ecco svelata la prima novità.

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Chiaro, per alcuni potrebbe non sembrare una novità, considerando che su Facebook è già possibile vedere quanto una fan page è efficiente nelle risposte inviate.

Ma andiamo avanti, annunciando la seconda novità:

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Sì, esatto: in primo piano. Uno spazio dedicato ai tweet principali del profilo per individuare più facilmente i vari post.

Ma attenzione , come accaduto con altre caratteristiche testate su alcuni profili, questo potrebbe essere solo un test di Twitter; non è chiaro se sarà disponibile per tutti gli utenti, ma considerata l’efficacia delle novità, siamo speranzosi che il test diventi ufficialità.

Nasce growITup, 10 milioni di euro per startup ed eccellenza italiana

Nasce growITup, 10 milioni di euro per mettere in contatto eccellenze italiane e startup

L’obiettivo è un miliardo di euro di investimenti entro il 2020, con il coinvolgimento di sette diversi settori industriali: Food, Fashion & Design, Manufacturing, Energia, Servizi finanziari, Turismo & Entertainment, Health & Well being. Si chiama growITup, l’ambizioso progetto, unico nel panorama europeo, promosso da Fondazione Cariplo insieme a Microsoft, in partnership con Alpitour, Barilla, Enel, Generali, l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, New Holland Agriculture, Technogym e con i partner tecnologici Accenture, Avanade e Hewlett Packard Enterprise, con la società di gestione del risparmio Quadrivio, con Invitalia Ventures, con Assolombarda e con le Business Schools del Politecnico di Milano e dell’Università LUISS – Guido Carli.

Presentato presso la sede della CariploFactory lo scorso 1 luglio, anche noi Ninja abbiamo preso parte all’evento e vi raccontiamo cosa abbiamo scoperto.

Microsoft mette in contatto top industry e startup per il futuro del Made in Italy

Per promuovere l’innovazione in Italia, Microsoft ha deciso di mettere in contatto le grandi imprese del Made in Italy con promettenti startup, in un’ottica di collaborazione aperta e con il duplice obiettivo di sostenere la crescita delle giovani realtà innovative del nostro Paese e di  accelerare la trasformazione digitale delle grandi aziende che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo.

Nasce growITup, 10 milioni di euro per startup ed eccellenza italiana

Lo aveva già annunciato lo scorso novembre Satya Nadella, CEO di Microsoft: oggi è necessario inventare nuovi modelli di accelerazione in grado di operare su diversi piani, integrando top industry del Made in Italy e startup, attraverso un network aperto e collaborativo che comprenda imprenditori, venture capitalist, incubatori, acceleratori di impresa e business schools e metta a disposizione strumenti tecnologici, competenze, attività di formazione e di mentorship. Tutto questo oggi è growITup.

Il progetto di Microsoft per il Made in Italy intende innescare un circuito virtuoso di collaborazioni e integrazioni tra il patrimonio di know-how e competenze degli attori coinvolti in ottica di innovazione e sviluppo.

“L’iniziativa growITup, e più in generale CariploFactory, la casa che la accoglierà, sono l’esempio concreto di come la filantropia moderna oggi rappresenta un tassello importante in un sistema, a fianco delle aziende, che punta allo sviluppo, alla crescita del Paese e a fornire risposte al problema della disoccupazione giovanile con un modello innovativo, che, sono sicuro, potrà essere replicato”.

Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo

GrowITup, tutti i dettagli del progetto di Microsoft e Cariplo per l’innovazione nel Made in Italy

Nasce growITup, 10 milioni di euro per startup ed eccellenza italiana

I sette settori contemplati da growITup sono quelli che meglio rappresentano l’eccellenza italiana e offrono le più grandi opportunità in termini di crescita, così pure le startup che prenderanno parte al programma saranno il risultato di una selezione basata sulla corrispondenza del focus di business con la trasformazione digitale che avverrà nei diversi settori.

GrowITup si avvale di un team guidato da Anders Nilsson, già direttore Innovazione di Microsoft Italia, e da Enrico Noseda, in precedenza responsabile delle Partnerships di Skype a livello globale.

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Le startup selezionate troveranno un luogo di formazione e di incontro, che permetterà loro di ampliare competenze e opportunità di business, presso Base Milano, sede della CariploFactory, il nuovo polo di “open and collaborative innovation” e luogo prescelto anche per la presentazione di growITup.

“Partecipando a growITup, Microsoft intende contribuire a creare un ambiente fertile sia per le giovani startup, affinché accrescano la loro sostenibilità anche attingendo a finanziamenti più significativi per la loro crescita internazionale, sia per le grandi aziende del nostro Paese, affinché possano beneficiare della creatività delle migliori imprese innovative, capaci di reinterpretare modelli di business e segmenti di mercato”.

Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia

Sono stati presentati nel dettaglio il progetto, gli obiettivi, i meccanismi di accesso e di funzionamento e l’ecosistema di partnership su cui il progetto farà leva per raggiungere i traguardi prefissati.

E la partecipazione di Nagraj Kashyap, Corporate Vice President Microsoft Ventures, in Italia per la prima volta proprio per partecipare all’inaugurazione dell’iniziativa, ha sancito la rilevanza internazionale del progetto.

Nasce growITup, 10 milioni di euro per startup ed eccellenza italiana

“Sono lieto di essere qui in Italia in occasione del lancio ufficiale di growITup, fiducioso che questo programma possa contribuire all’arricchimento dell’ecosistema dell’innovazione nel vostro Paese ed anche all’interno di scenari internazionali. Nel percorso di trasformazione digitale che molte aziende stanno iniziando, la collaborazione tra business tradizionali ed imprese innovative rappresenta una necessità imprescindibile”.

Nagraj Kashyap, Corporate Vice President Microsoft Ventures

Etno Blogging per tribù digitali: con il libro di Riccardo Esposito, trasformi il pubblico in una community!

Quanto sono importanti oggi le community? Tanto, soprattutto nell’ambito digitale, dove si trasformano e aggregano in vere e proprie tribù. Aggregazioni il più delle volte spontanee, unite da una sub-cultura di appartenenza, a cui guardare con interesse per costruire relazioni solide e durature. E il libro di Riccardo Esposito ‘Etno Blogging per Tribù Digitali. Trasforma il tuo Pubblico in una Community’ racconta come avvicinare e alimentare questi gruppi di grande valore.

Brand, aziende e professionisti che desiderano posizionarsi online devono tenere conto di tali dinamiche. Le tribù devono essere individuate, i loro membri avvicinati con un approccio anche 1-to-1 attraverso uno standing autorevole (leadership), un approccio dialogico basato sul Comment Marketing (curioso? 😉 ) e contenuti di qualità.

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In questo panorama così ricco e stimolante, Riccardo Esposito dedica anche un ampio spazio ai social network: così differenti tra loro, uniti dal potenziale di innescare conversazioni, relazioni, specificità ai dialoghi tra utenti. Senza però dimenticare altri contenuti e canali come newsletter, feed, webinar e podcast.

Nel sesto capitolo, infine, il blogger italiano autore di ‘Etno Blogging per Tribù Digitali. Trasforma il tuo Pubblico in una Community‘ svela il segreto più profondo della relazione online: il dono. Attraverso una trattazione che integra citazioni di grandi studiosi del passato (come Marcell Mauss) e tecnologie contemporanee più (pay with a tweet) e meno (onepress social locker) conosciute, viene sottolineata l’importanza del dono come pratica di rete, che permette di emergere dalla massa raggiungendo obiettivi importanti come il lead nurturing.

In conclusione, il libro di Riccardo Esposito (con una prefazione di Giuliano Ambrosio) ti aiuterà “a creare una tribù, un pubblico attento. Un pubblico capace di apprezzare le tue sfumature”. Non solo digitali, ma anche (soprattutto!) umane e relazionali.

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Bufale su Facebook: ci risiamo con la storia della privacy

Siamo alle solite. In questi giorni migliaia di utenti sono cascati nell’ennesima delle bufale su Facebook, iniziando a condividere sui propri profili un sedicente messaggio in difesa della privacy. Probabilmente ti sarà capitato di vederlo sulla bacheca di qualche tuo contatto, perché a crederci sono stati davvero in tanti.

Come moderne catene di Sant’Antonio in formato digitale, le bufale su Facebook (e sul web in generale) si ripresentano ogni tanto con qualche variante e si riproducono alla velocità della luce, grazie a noi che le condividiamo. Quello che stupisce, è che in così tanti ancora ci credano, dando vita a inspiegabili fenomeni virali e contribuendo a creare vera e propria disinformazione.

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La bufala sulla privacy di questi giorni, ad esempio, era davvero improbabile. Ecco il testo integrale, che riportiamo esattamente com’era, errori inclusi, giusto per rendere ancora di più l’idea.

“Scadenza domani!!! Tutto quello che avete postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Non costa nulla per un semplice copia e incolla, meglio prevenire che curare. Canale 13 ha parlato del cambiamento nella normativa sulla privacy di Facebook. Io non do facebook o qualsiasi entità associata a facebook il permesso di usare le mie immagini, informazioni, i messaggi o i post, passato e futuro. Con questa dichiarazione, do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, trasmettere o prendere qualsiasi altra azione contro di me sulla base di questo profilo e / o il suo contenuto. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma). Nota: Facebook è ora un’entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, Sara ‘ tatticamente permettendo l’uso delle tue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato di profilo. Non condivido. Copia e incolla per stare sul sicuro”.

Possibile? Possibile che un colosso come Facebook decida di modificare la sua privacy policy in questo modo, senza una comunicazione ufficiale e soprattutto senza una richiesta di consenso da parte dell’utente? Possibile che basti un copia-incolla per opporsi? No.

Possibile che qualcuno ci caschi ancora? Ebbene sì.

Deve essere passata un'ondata di scie chimiche nel Pd. Dopo la senatrice Favero anche la governatrice dell'Umbria, Catiuscia Marini, condivide il post con cui mette al sicuro la sua privacy da Facebook.

Pubblicato da Socialisti Gaudenti su Sabato 2 luglio 2016

Con il beneficio del dubbio, ci viene almeno da pensare che forse molti l’abbiano condivisa senza davvero crederci fino in fondo, con quella vena di “non si sa mai” che ci porta a fare qualcosa pensando che, comunque vada, male non farà.

A dire il vero, però, bufale di questo genere non sono proprio innocue. Contribuiscono a diffondere informazioni false, generando molta confusione tra gli utenti meno esperti, e soprattutto creando anche qualche fastidio a quelli un po’ più avvezzi a questo tipo di “notizie”.

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Ammettiamolo: dopo un po’ non è più divertente vedere la home invasa da questo spam. E non si sa nemmeno come comportarsi, perché alla fine si rischia di fare anche la figura dei rompiscatole o dei soliti diffidenti. Per andare sul sicuro, allora, basta rimandare a questo link: visto che l’argomento privacy su Facebook è molto sentito dagli utenti e si ripropone periodicamente, il social ha creato un apposito messaggio in cui garantisce che non c’è nulla da temere.

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Fonte: Facebook

Adesso è chiaro, vero? L’utente possiede tutti i contenuti e le informazioni che posta su Facebook, e può controllarli attraverso le impostazioni della privacy e delle applicazioni.

Non è cambiato nulla. Se proprio c’è qualcosa deve cambiare, forse, è il nostro approccio nel verificare le informazioni che pubblichiamo, le loro fonti e la loro veridicità.

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Spotify accusa Apple di concorrenza sleale, Cupertino risponde

Scontro tra avvocati in questi giorni per Apple e Spotify: i due colossi fanno botta e risposta attraverso le penne dei loro legali. Il motivo del litigio è l’ultimo aggiornamento dell’app iOS Spotify, che è stato rigettato dall’azienda di Cupertino.

Ma andiamo per ordine: qualche giorno fa l’avvocato di Spotify, Horacio Gutierrez, ha scritto ad Apple accusandola di “causare gravi danni a Spotify e ai suoi clienti”, respingendo un aggiornamento di Spotify iOS.

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La lettera afferma che Apple ha rifiutato una nuova versione dell’app, citando le regole del proprio App Store: l’update includeva infatti un metodo di pagamento esterno a iTunes, mentre Apple richiede espressamente agli sviluppatori di prevedere esclusivamente il pagamento attraverso la propria piattaforma e di non promuovere all’interno dell’app pagamenti all’esterno.

La lettera, inviata il 26 giugno, prosegue così:

“Quest’ultimo episodio solleva gravi preoccupazioni sul diritto della concorrenza sia negli Stati Uniti che nell’Unione europea”, ha scritto Gutierrez. “Prosegue un modello inquietante di comportamento da parte di Apple che esclude e diminuisce la competitività di Spotify su iOS e come rivale di Apple Music, soprattutto se visto sullo sfondo del precedente comportamento anticoncorrenziale di Apple verso Spotify. “

Spotify ha distribuito copie della lettera ad una parte del personale del Congresso a Washington: il senatore Elizabeth Warren ha criticato Apple, Amazon e Google per quello che lei chiama pratiche anticoncorrenziali.

Spotify ha sostenuto pubblicamente negli ultimi tempi che le politiche di sottoscrizione di Apple puniscono i servizi di musica di terze parti che utilizzano la piattaforma della Mela, favorendo il proprio servizio Apple Music: non permette loro di utilizzare un sistema di pagamento alternativo all’interno delle proprie app, pratica consentita invece da Google, ed applica una tassazione fino al 30% per utilizzare il suo sistema di pagamento.

Per gli sviluppatori a quel punto esistono solo due possibilità: caricare quel costo sull’utente oppure farsene carico a danno dei propri guadagni. Lo scorso autunno, Spotify ha iniziato una campagna promozionale che offre ai nuovi abbonati la possibilità di ottenere tre mesi di servizio per $ 0.99 – se pagano tramite il sito di Spotify. Gutierrez afferma che Apple ha minacciato di rimuovere l’applicazione dal suo store a causa di questa promozione.

La risposta di Apple

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A distanza di qualche giorno, Apple ha risposto attraverso il proprio legale Bruce Sewell, in una lettera pubblicata subito da Buzzfeed che accusa la piattaforma di musica in streaming di chiedere un trattamento speciale e di aver di fatto pubblicato una mezza verità.

Spotify, secondo Apple, ha “beneficiato enormemente” della propria app iOS:

Non c’è alcun dubbio che Spotify abbia tratto enormi benefici dalla sua associazione con App Store”, scrive l’avvocato della Mela. “Da quando è stata pubblicata nel 2009, la piattaforma di Apple vi ha concesso oltre 160 milioni di download che si sono trasformati in centinaia di milioni di dollari di fatturato aggiuntivo. Ed è per questo che troviamo preoccupante che voi chiediate delle deroghe a regole che vengono applicate per tutti gli sviluppatori e che ricorriate a rumor e mezze verità sul nostro servizio per accusarci.

Le nostre linee guida aiutano la competizione, non la danneggiano. Il fatto che siamo in competizione non ha mai influenzato il modo in cui Apple tratta Spotify o altri concorrenti di successo come Google Play Music, Tidal, Amazon Music, Pandora o le numerose altre applicazioni su App Store che distribuiscono musica digitale”.

Secondo Apple, le regole del suo App Store citate da Spotify, esistono da anni prima del debutto di Apple Music: inoltre l’ultima novità della piattaforma di Apple prevede che per gli sviluppatori abbonati da più di un anno Apple trattenga solo il 15% sui pagamenti, invece del 30.  Sull’aggiornamento di Spotify, bocciato da Apple, il legale continua:

“La feature è stata introdotta solo con l’obiettivo di aggirare il pagamento nei confronti di Apple per l’uso di App Store, inviando un’email agli utenti e indirizzandoli ad abbonarsi su Spotify attraverso il sito web. Una chiara violazione dei termini a cui ogni altro sviluppatore aderisce”.

Sewell ribadisce infine che “non c’è nulla nel comportamento della società simile ad una violazione delle leggi antitrust vigenti”.

Al momento la disputa si è chiusa con la risposta di Apple: vedremo nei prossimi giorni se Spotify sceglierà di proseguire nelle accuse e deciderà per una mossa drastica quale quella di uscire dall’App Store. È una soluzione molto improbabile, ma la faccenda potrebbe diventare molto più seria di una semplice disputa tra avvocati.

7 consigli dai professionisti per rendere il tuo portfolio perfetto

Quando si è designer o fotografi e si vuole fare bella mostra di sé, la scelta del portfolio è determinante.

Cosa includere e cosa no dei propri lavori, come facilitare la navigazione di un utente interessato, quali sono le scelte in termini di UX affinché si spenda più tempo possibile su una piattaforma e ne si condividano i contenuti, sono innumerevoli le scelte che possono determinare o meno una visita in una possibilità professionale.

Grazie alla collaborazione con Adobe Stock abbiamo messo assieme un prontuario che potrebbe fare al caso di chi vuole incanalare il proprio talento nella giusta misura per rendere piacevole la visita del proprio profilo ed allo stesso tempo interessare possibili acquirenti riuscendo a coniugare all’efficacia in termini di esposizione l’essenza dei proprio stile.

Ciò che leggerai altro non è che la sintesi dei consigli di alcuni grandi autori di Studi di successo che hanno i propri lavori su Behance o Adobe Stock e che hanno messo a disposizione la propria esperienza per le nuove leve.

#1 La tua Homepage è come lo scaffale di una libreria

©Jayfish @AdobeStock.com #63344157

©Jayfish @Adobe Stock #63344157

 

Hai bisogno di uno stile pulito e coerente, nel quale ogni elemento sia funzionale al racconto. Immagina le foto d’anteprima come le copertina di un libro. Ogni immagine deve contenere in sé tutti gli elementi che un utente potrà trovare all’interno di quel progetto e tutti i progetti tra loro devono essere parte di un percorso professionale.

Trova un tema, un filo conduttore delle storie che hai raccontato e mostralo con semplicità ai tuoi visitatori. Se oltre alla chiarezza espressiva sarai in grado di mantenere anche uno stile intuitivo nella posizione dei vari elementi attivi, avrai ottenuto lo stesso effetto di quando in libreria vengono disposti i libri di testo di un autore in ordine alfabetico o per tematiche: sarà semplicissimo per chi ha bisogno di un determinato elemento trovarlo esattamente dove se lo aspetta.

#2 Le anteprime sono come un trailer di un film

©Doomu @Adobe Stock #112096803

©Doomu @Adobe Stock #112096803

 

Le immagini che scegli affinché siano l’anteprima di un progetto sono importantissime: sono le prime (ed in qualche caso le uniche) che un utente guarda nell’interfacciarsi col tuo portfolio.

Devono essere chiare, mostrare lo stile o la tipologia di racconto che avranno modo di trovare all’interno di quella cartella. Un po’ come il trailer di un film: devono avere la capacità di attirare l’attenzione ed invogliare la visione della pellicola nel suo insieme.

Attenzione però a non scegliere qualcosa che sia la sintesi estrema di tutto l’album: è un trailer, non devi spoilerare. L’intento è quello di fare in modo che un utente entri in quella sezione. Se ha già tutti gli elementi necessari per decidere se fai al caso suo sarà più difficile che si abitui a navigare nel tuo portfolio.

#3 Sii versatile…ma senza perdere mai la tua coerenza

©Giuseppe Porzani @Adobe Stock #95881226

©Giuseppe Porzani @Adobe Stock #95881226

 

Quando si è un artista e si vuole esporre al mondo il proprio talento è facile fare tutto ed il contrario di tutto. In questo senso è facile dare l’impressione che non sia abbia chiaro in testa quale sia l’idea che muove il tuo lavoro.

Per questo devi prestare estrema attenzione a cosa vuoi comunicare ai tuoi possibili clienti e come.

  • cerca di applicare il tuo stile a diversi contesti, di modo che un’agenzia per esempio possa capire in cosa eccelli e che sei in grado di applicare le tue qualità a progetti diversi
  • ciò non di meno se hai un ambito preciso nel quale ti muovi non discostarti troppo. Un portfolio confuso da l’idea di un professionista confuso che vuol fare tutto ma magari non eccelle in nulla.

#4 Divide et impera: l’importanza di categorie e poli-portfolio

©Tashatuvango @Adobe Stock #113451124

©Tashatuvango @Adobe Stock #113451124

 

Ammettiamo per ipotesi che tu sia egualmente bravo in due ambiti diversi legati alla grafia, che so design e le illustrazioni. Ricordati sempre che devi fare in modo di catturare l’attenzione e mantenerla. Ergo non mettere all’interno dello stesso progetto immagini che facciano capo a tutte e due gli ambiti.

Dividi il tuo portfolio per categorie ad esempio: in questo modo chi viene a trovarti sul portfolio saprà dove andare in relazione alle sue necessità e potrà trovare opere tutte coerenti tra loro dedicate ad un determinato tema.

Pensa addirittura a costruirti un nuovo sito per ciascun progetto. Potrà essere più complessa la manutenzione e l’aggiornamento magari, ma più mostri sicurezza nel mettere in ordine di tuoi lavori maggiore sarà la sensazione d’affidabilità che sarai in grado di comunicare ai tuoi possibili committenti.

#5 Non urlare: il cattivo utilizzo della maiuscola nei titoli

©Olly @Adobe Stock #113027031

©Olly @Adobe Stock #113027031

 

Andy Resigner, dello studio Six and Five, ha notato come molto spesso l’utilizzo del Caps Lock nei titoli sia un elemento che disturba la visione: “meglio utilizzare il minuscolo, è molto più discreto ed elegante“.

In effetti devi pensare che il maiuscolo, nel linguaggio del web, è la variante digitale delle urla. Devono essere le immagini a parlare per te, il testo deve essere essenziale e far da guida, ma lasciando sempre il centro della scena agli elementi visivi.

#6 Le didascalie e definizioni: crea contesto attraverso un buon testo

©Fotografiche.eu @Adobe Stock #114010928

©Fotografiche.eu @Adobe Stock #114010928

 

Nonostante siano foto, video e creazioni 3D ad essere l’elemento che determinerà la scelta di un cliente, è importante che ogni progetto sia accompagnato da un testo che descriva l’intento artistico che ne ha portato alla creazione.

Descrivere anche solo brevemente la location o per esempio la storia che stai raccontando attraverso ogni singola immagine può contribuire affinché siano condivise sui social per esempio. O fa diventare un semplice visitatore un tuo fan.

Più in generale è un modo per presentare te stesso e fornire, attraverso i tuoi racconti, un’immagine di te come professionista e come persona.

Attento però a non eccedere: davanti ad un blocco di testo troppo lungo, potresti deviare l’attenzione dagli elementi visivi o, peggio ancora, suggerire una mancanza di espressività nel tuo lavoro visto che hai avuto la necessità di spiegarlo attraverso una descrizione prolissa.

#7 Mostra come lavori, anche con bozze e schizzi

©Delux @Adobe Stock #77562691

©Delux @Adobe Stock #77562691

 

Abbiamo insistito sul concetto di racconto e percorso, anche di un singolo scatto o opera. Lo storytelling si può applicare anche ad un progetto grafico: quante volte abbiamo ammirato su Facebook dei video in cui in pochi minuti veniva mostrato come è stato dipinto un murales o costruita una scultura da materiali di scarto per esempio?

http://youtu.be/RkSceFMJPxI

Il prodotto finale è il culmine di un processo lavorativo che merita che venga alla luce, specie se quest’ultimo è frutto di tante ore di lavoro fatto in maniera creativa.

Pensa quindi ad integrare i video nella tua strategia di presentazione, oppure posta tutti gli schizzi e le fasi intermedie che ti hanno portato alla realizzazione di un pezzo di design.

Il tuo lavoro ti descrive in tutto e per tutto, utilizzalo al meglio per creare interesse attorno alla tua professionalità.

 

Queste erano solo alcuni di suggerimenti che grandi utenti di Behance ed Adobe Stock hanno voluto dare e che abbiamo ripreso in forma estesa.

Ed invece qual è la tua esperienza nella creazione e gestione di un portfolio? Raccontacela sulla nostra Fan Page!

Zaza dance, Kate Perry e Ivana Spagna: win e fail dell’ultima settimana

La settimana scorsa si è chiusa con un epic fail davvero ingombrante: la sconfitta della nazionale italiana contro quella tedesca che ci è costata l’uscita dagli Europei. Protagonista indiscusso delle reazioni è il giocatore Zaza, che con la sua #zazaDance sta strappando qualche sorriso sui social.

Persono Roberto Bolle ha preso in giro il giocatore juventino

L’entusiasmo per gli Europei sembra però non aver contagiato proprio tutti, in particolar modo i legali di Ivana Spagna, che sembrano non aver preso benissimo questo messaggio inviato alla pagina Facebook dell’artista. Un fail che se non è epico, ci siamo quasi.

ivana spagna

Ad ogni modo questi Europei qualche vincitore, almeno sui social, lo hanno decretato, come Alitalia che durante tutte le partite ha saputo tenere un buon tono su Twitter punzecchiando le compagnie di bandiera delle nazionali avversarie. Mitica la risposta al #billetealdente di sola andata inizialmente twittato da Iberia e poi ripubblicato da Alitalia dopo la vittoria degli azzurri

Questa settimana però la vincitrice assoluta di Twitter è Katy Perry, che con i suoi 90 milioni di follower supera anche Justin Bieber, con 83 milioni di follower, e persino Barack Obama con i suoi 75 milioni.

Twitter è anche un posto dove piccoli episodi locali diventano noti a livello globale: succede che un poster sulla sicurezza in piscina creato dalla Croce Rossa americana crea illazioni su un dubbio razzismo, una scintilla che sui social diventa fuoco. Le immagini volevano illustrare alcune regole per non farsi male in piscina ma, come ha notato una mamma del Colorado che ha fotografato e diffuso la foto, tutti i ragazzini che attuano comportamenti scorretti hanno tratti ispanici o afroamericani.

 

La risposta della Croce Rossa americana è stata immediata e politicamente corretta, ma purtroppo non sembra esser bastata a rimuovere l’accusa di razzismo. Come su tutti i media, il sospetto sembra essere già di per sé un giudizio.

 

Che ne dite, forse ci voleva una risposta più forte? Diteci la vostra sulla nostra pagina su Facebook!

Autopilot: dopo il caso Tesla, opportunità e rischi dei software alla guida delle macchine

Nel mese di aprile abbiamo parlato della Tesla Model 3 e della sua possibile rivoluzione elettrica per ciò che riguarda la guida a zero emissioni con una grande autonomia di marcia e della funzione autopilot, che consente alla vettura di muoversi da sola grazie all’ausilio di sensori ottici e radar che leggono gli ostacoli e la segnaletica orizzontale e verticale.
Fonte: Tesla Motors

Fonte: Tesla Motors

Da subito gli esperti in materia hanno dibattuto e obiettato sulla reale funzionalità di questi strumenti: da una parte la tecnologia sta facendo passi da gigante garantendo al guidatore una maggiore sicurezza quando viaggia in autostrada (ACC-Cruise Control Adattivo ne è un esempio); ma dall’altra va anche detto che una guida completamente automatica apre delle incognite sulla sicurezza stradale.
L’incidente accaduto alla Tesla Model S del 7 maggio in Florida in cui il passeggero è morto mentre aveva impostato la guida automatica apre un pesante punto interrogativo sulla programmazione del software che guida la macchina. Come viene programmata l’auto qualora si trovi di fronte un animale vagante che attraversa la strada? Si prepara all’impatto danneggiando l’auto con un impatto diretto e frontale oppure tenterà un cambio di traiettoria anch’esso rischioso? Con la guida umana è lo stesso guidatore a valutare cosa sia meglio fare in base a determinati criteri: dimensione animale, fondo stradale, efficienza dell’autovettura, ecc.
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Fonte: volvocars.com

Ora, si potrà obiettare che i programmatori potrebbero inserire una funzione che eviti animali o oggetti vaganti in base alle dimensioni ed eviti la collisione frontale qualora l’oggetto sia di dimensioni maggiori a “X”. Ma come si fa a scegliere quale algoritmo usare se improvvisamente un bambino attraversa la strada a bordo di una bicicletta? L’algoritmo sceglierà di uccidere il bambino preferendo uno scontro frontale o preferirà salvaguardare la sua salute, tentando una improbabile sterzata che mette a repentaglio la vita del guidatore?
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Gli scenari che si troveranno di fronte i programmatori saranno innumerevoli e pieni di possibili variabili, ma ancor più difficile sarà capire chi scriverà i nuovi codici della strada. Saranno le case costruttrici a programmare ogni singola automobile o ci sarà un autorità predisposta per ogni Paese sovrano?E nel caso di guida a sinistra?
Siamo solo agli inizi della diffusione di queste tecnologie, e con l’andare del tempo la guida assistita (un esempio, la tecnologia Bmw) e poi la guida automatica saranno presenti praticamente ovunque. Eppure esiste già una confusione legislativa in materia di sicurezza stradale e amministrativa (multe, assicurazioni, ecc…).
Un consiglio? Tenere sempre due mani sul volante e non lasciare la vita nelle sole mani di un microchip

Second screen e serie TV: un’analisi su Gomorra e Game of Thrones

Delle serie TV c’è chi proprio non riesce a farne a meno. Se siete tra quelli che rischiano di fare le 3 di notte per guardare più puntate possibile (di seguito e tutte di un fiato) della vostra serie preferita, potete ben definirvi series addicted affetti da binge watching.

La possibilità di restare incollati allo schermo TV, facendo vere e proprie “maratone”, è il sintomo più evidente di una mania, altamente contagiosa. I fan delle serie, e in generale gli spettatori degli show televisivi, non  limitandosi al solo schermo TV, hanno innescato un fenomeno social dirompente, che ha in parte modificato le abitudini di fruizione del mezzo televisivo: il second screen.

La navigazione su internet e l’interazione sui social network, attraverso lo schermo del PC o dello smartphone, durante la visione della TV, sono diventati ormai una routine. Gli utenti, attraverso i social media, hanno la possibilità di accedere ad un flusso di contenuti e di conversazioni più ampio, di condividere le proprie opinioni con altre persone, sentendosi parte di una visione “globale” della serie o dello show preferito.

second_screen

Un recente studio commissionato da Facebook all’agenzia di ricerche di mercato Millward Brown, ha esplorato i cambiamenti del comportamento degli americani mentre guardano la TV, in prima serata, cercando di comprendere quali implicazioni possano scaturire per i marketer.

Spesso le persone accedono ai propri dispositivi mentre guardano la TV per “sentirsi collegati”: il 75% degli intervistati si definisce multi-tasking durante la visione di uno spettacolo e il 33% riferisce di usare i social media per comunicare con amici e familiari live.

Se Facebook detiene il primato di social network più consultato dagli utenti durante la fruizione della TV, Twitter, come piattaforma di micro-blogging  resta, più di qualsiasi altro social la più utilizzata per commentare in real time e divulgare breaking news.

Secondo i dati di Global Web Index ben 1 utente Twitter su 5 commenta live, guardando la TV (contro il 12% degli utenti di Facebook).

Il fenomeno del second screen vale tanto per gli show quanto per le serie TV ed è particolarmente evidente su Twitter (in primis per la caratteristiche del media). Non è raro, infatti, trovare nei trending topic hashtag legati alle serie TV, chiacchierati e divulgati da ampie community di fan.

Una ricerca su Gomorra e Game of Thrones

Noi di Viralbeat, volendo esplorare ulteriormente le nuove dinamiche di fruizione della TV e il boom social delle serie, abbiamo condotto una particolare ricerca netnografica sui tweet degli spettatori di due delle serie più amate dagli italiani: Gomorra e Game of Thrones.

Abbiamo circoscritto l’analisi ad un periodo temporale di circa 10 giorni: quelli in cui sono andate in onda la quinta puntata di Game of Thrones e la settima e l’ottava di Gomorra, rilevando le diverse pratiche di twitting dei due pubblici delle serie, la loro composizione, di cosa discutono su Twitter tra critiche, giudizi positivi e parodie, e quali sono i personaggi delle serie più citati nei tweet.

La content analysis è stata svolta su un totale di 3.032 tweet con metodologia qualitativa.
Dall’analisi sono emersi numerosi argomenti di discussione che abbiamo sintetizzato in 8 cluster discorsivi.

Tematiche_SerieTV

Personaggi e trama sono i temi complessivamente più discussi delle due serie TV.

Focalizzandoci sul discorso online che ruota intorno a Gomorra scopriamo che la tematica più dibattuta riguarda la relazione tra la serie TV e la vita reale nei quartieri (o più in generale nella città di Napoli) narrata da Saviano. La rappresentazione della realtà e l’ambientazione di Gomorra sono oggetto di discussione costante. Le posizioni tendono a polarizzarsi tra due estremi: c’è chi pensa che la serie dia un’immagine troppo negativa di Napoli e si finisca di alimentare luoghi comuni e stereotipi (c’è anche ci ipotizza che la visione della serie possa, addirittura, generare comportamenti emulativi da parte degli spettatori) e chi, invece, pensa che non ci siano particolari criticità legate al territorio e alla messa in scena della criminalità.

I riferimenti alla vita reale sono, invece, completamente liminali nel discorso su Game of Thrones. Spesso, con ironia si compara l’attuale situazione politica e sociale italiana all’universo della serie o si scherza sulla somiglianza fisica tra i personaggi degli episodi e le personalità di spicco della politica, ad esempio.

L’elemento centrale nel discorso su Game of Thrones è proprio l’ironia: nei tweet abbiamo rilevato numerose parodie che riguardano tanto l’aspetto narrativo quanto quello più tecnico della serie (come la regia o la fotografia).

Nel discorso su Gomorra abbiamo rilevato molte opinioni generiche: gli utenti esprimono semplici giudizi di gradimento o all’opposto dichiarano di non preferire la serie, senza specificare le motivazioni. Questa tipologia di opinioni non si rileva tanto nel discorso su Game of Thrones, a riprova del fatto che gli appassionati della serie esprimono commenti molto più puntuali e contestualizzati e risultano, per questo, maggiormente edotti sulle dinamiche televisive e cinematografiche, utilizzando nei commenti un linguaggio più tecnico rispetto al pubblico di Gomorra.

Il tema degli Spoiler è molto ampio per Game of Thrones, complice la visione in streaming della puntata con sottotitoli, prima che venga trasmessa o resa disponibile in italiano (pratica che per Gomorra non avviene).

Un elemento che abbiamo rilevato frequentemente nei tweet sulle due serie, ed è connesso a molti dei temi che abbiamo discusso sopra, è il linguaggio: il dialetto napoletano di Gomorra e la trasposizione italiana di Game of Thrones.

Con ironia, molti spettatori di Gomorra si cimentano in espressioni dialettali apprese dalla serie e alcuni utenti dichiarano di sforzarsi a guardare le puntate senza sottotitoli, perché ritengono che la serie si gusti al meglio in “lingua originale”. I progressi fatti con la lingua napoletana vengono spesso condivisi con i propri follower.

Il linguaggio è, invece, la principale fonte di negatività presente in Game of Thrones, talvolta espressa con ironia o, più spesso, esplicitata direttamente (forse, questo rappresenta l’unico elemento in cui si riscontra tanta avversione esplicita).

Nei tweet estratti non abbiamo solo indagato i temi più discussi delle due serie, ma ovviamente ci siamo focalizzati anche sui personaggi più citati e abbiamo stilato le TOP 10 di Gomorra e Game of Thrones.

Nel nostro periodo d’analisi, il discorso relativo a Game of Thrones è denso di riferimenti ai personaggi della serie, mentre è meno centrato sui personaggi quello relativo a Gomorra.

>>> SCOPRI LA CLASSIFICA DEI PERSONAGGI PIU’ CITATI DI GOMORRA E GAME OF THRONES – Leggi l’analisi sul blog Viralbeat

GomorraVSGoT_AnalisiTwitter

AVVERTENZA: se siete indietro con le puntate delle serie mettetevi prima in pari, perché troverete degli spoiler, inevitabili per la nostra analisi.

Fan avvisati, mezzi salvati!

Mercedes, Greenpeace, Freddo: i migliori annunci stampa della settimana

Se il caldo ti scioglie le cellule grigie, ecco la rubrica che porta una ventata d’aria fresca. Come ogni lunedì, arrivano i migliori annunci stampa raccolti per voi da Ninja Marketing.

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Cosa siete disposti a fare se il vostro gelato sta per sfracellarsi a terra? Il gelato Freddo è talmente buono che questi bambini sono disposti a tutto pur di non perderlo.

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Make Love not War

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Questa campagna realizzata da TBWA Paris per AIDES vuole sensibilizzare le persone all’uso del preservativo e ai rischi legati ai rapporti non protetti e lo fa in concomitanza degli Europei 2016, promuovendo uno spirito di fratellanza tra i vari paesi.

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Client: AIDES
Advertising Agency: TBWA\PARIS
Art Director: Olivier Mularski
Copywriter: David Philip
Photographer: Eric Troaré
Body painter: Guido Daniele

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Vi sentite più creativi anche voi? Bene, allora siete pronti per affrontare questa nuova settimana. Vi aspettiamo tra sette giorni!