Ryanair: solo compagnia aerea o molto di più?

Abbiamo avuto inevitabilmente paura quando abbiamo visto il primo volo Milano-Parigi a meno di 10€. Abbiamo avuto paura quando ci hanno detto che forse andrebbero levati i bagni dagli aerei, per liberare posto. Abbiamo avuto ancora più paura quando “eureka! Perché non far viaggiare anche in piedi, legando i viaggiatori ai portelloni degli aerei? Pensate quanto spazio in più!”.
Fortunatamente, non c’è più da avere paura. Le poche malsane idee della compagnia aerea più ricercata ed amata d’Europa sono arrivate al capolinea. E sta invece per decollare una proposta che potrebbe realmente, come recentemente affermato dal Chief Marketing Officer Kenny Jacobs, rivoluzionare ancora una volta il mercato dei viaggi: il servizio Ryanair Rooms.

L’offerta a basso prezzo di Ryanair ha rivoluzionato il mercato delle compagnie aeree in Europa. […] adesso con “Ryanair Rooms” trasformeremo anche le prenotazioni online per hotel e case per le vacanze, poiché offriremo ai nostri consumatori la più grande scelta tra hotel, ostelli, bed&breakfast e case in affitto […].

Ryanair: solo compagnia aerea o molto di più?

Ci troviamo dunque davvero ad una nuova frontiera dell’organizzazione e della prenotazione dei viaggi: non fraintendetemi, ovviamente è possibile fin da ora la combo volo + hotel o simili, ma ciò che realmente cambierà sarà la sicurezza e la facilità con cui ci troveremo ad organizzare il nostro prossimo viaggio.
Ryanair Rooms infatti mira a diventare il principale e più economico punto di contatto tra domanda e offerta in un mercato con moltissimi attori con differenti proposte: AirBnb e HomeAway con case per brevi e lunghi periodi, Booking e Venere con hotel, ostelli e bed&breakfast e davvero chi più ne ha più ne metta.

Ecco, dai primi di Ottobre non ci sarà più bisogno di una spasmodica ricerca incrociata tra dodici siti diversi, poiché Ryanair ha come obiettivo un’offerta completa, esaustiva ed al miglior prezzo immaginabile.
Motivo per cui già da diversi mesi la compagnia non più solamente aerea è alla ricerca di nuovi partner per questo nuovo servizio che sarà disponibile dal primo Ottobre, senza precludersi nessuna opportunità: c’è chi parla infatti di accordi con il gigante Priceline (al cui interno vi sono i maggiori siti di prenotazioni online, vedi Booking) e chi invece suggerisce un’aggregazione inevitabile di tutti quegli attori minori, andando ad incentivare la concentrazione del settore delle prenotazioni online.

Ryanair: solo compagnia aerea o molto di più?

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Nata poco più di 30 anni fa, ad oggi Ryanair è la compagnia aerea più scelta dai viaggiatori europei. Ma il vero punto interrogativo, arrivati a questo punto, diventa:
Per quanto ancora potremo parlare solo di “compagnia aerea”?
Le intenzioni sembrano infatti chiare. Attraverso un graduale processo di brand extension, Ryanair è passata dall’operare esclusivamente nel settore delle compagnie aeree al correlato business del noleggio auto e adesso al mercato delle agenzie di prenotazione online. Ovviamente, mantenendo inalterato il fattore critico di successo che distingue da sempre questa società, ovvero l’economicità e l’accessibilità dell’offerta.

Ryanair: solo compagnia aerea o molto di più?

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Guardando dunque non poi così troppo avanti, potremmo a breve ritrovarci su Ryanair.com per prenotare una cena al ristorante o per comprare i biglietti del cinema, in quanto Kenny Jacobs sembra avere una meta ben delineata:

Sempre più consumatori ci stanno chiedendo prodotti e servizi al di fuori del semplice volo. Noi vogliamo accontentarli diventando l’Amazon del settore dei viaggi.

Microsoft e LinkedIn ecco come i CEO hanno annunciato l'acquisizione ai propri dipendenti

Microsoft e LinkedIn: ecco come i CEO hanno annunciato l’acquisizione ai propri dipendenti

Non c’è dubbio che la notizia che Microsoft e LinkedIn sarebbero diventate parte della stessa società, in seguito all’acquisizione da 26 miliardi di dollari, debba aver colpito tutti i dipendenti delle due compagnie, anche perché nessuna indiscrezione sulla trattativa in corso era trapelata prima dell’annuncio.

I dipendenti di Microsoft e LinkedIn hanno scoperto insieme al resto del mondo che i due CEO, Satya Nadella e Jeff Weiner, si erano accordati circa una acquisizione miliardaria, destinata in qualche modo a mutare gli assetti di entrambe le società.

Ecco con quali parole i due CEO di Microsoft e LinkedIn hanno annunciato l’accordo ai propri dipendenti, non senza qualche momento di grande emozione.

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Jeff Weiner e Reid Hoffman parlano ai dipendenti di LinkedIn

Microsoft e LinkedIn ecco come i CEO hanno annunciato l'acquisizione ai propri dipendenti

Poco dopo aver appreso la notizia dai giornali, i dipendenti di LinkedIn sono stati riuniti per un incontro con Jeff Weiner e con il presidente Reid Hoffman, che, secondo la trascrizione depositata presso la Securities and Exchange Commission, hanno innanzitutto espresso tutta la propria gratitudine ai loro dipendenti.

Sapete bene cosa provo per questa azienda, sapete cosa provo per ognuno di voi, ma questo va al di là del privilegio di lavorare insieme a voi per costruire quello che abbiamo costruito e che continueremo a costruire.

[…] Se oggi vi sentite scombussolati, come se foste sulle montagne russe delle emozioni, voglio che sappiate che è del tutto normale e naturale.

Dopo aver nuovamente ringraziato tutti ed elogiato i propri dipendenti per il successo raggiunto dalla società, Weiner ha spiegato il motivo per il quale LinkedIn è ancora solo all’inizio di quella che si prospetta come una vera e propria rivoluzione del mondo del lavoro e che proprio per questo è necessario ora rendere ancora più vitale questa realtà.

In sostanza, secondo Weiner la tecnologia e in particolare la robotica, stanno accelerando in modo tanto rapido che milioni di lavoratori dovranno presto spostarsi dai propri posti di lavoro, con la nuova necessità di trovare opportunità e connessioni per orientarsi e reinventarsi: LinkedIn è perfettamente posizionato per aiutarli a fare proprio questo, con il supporto di Microsoft.

Quel futuro distopico, in cui i robot sostituiscono la gente, che è stato previsto nella fantascienza da decenni, sta accadendo ora. È iniziato. E quelli che sono stati titoli sporadici a un certo punto si trasformeranno in notizie quotidiane e ripetute.

Sia che si tratti dello spostamento delle persone in virtù di nuove tecnologie, sia che si tratti di un accrescimento del divario di competenze, o del crescente problema della disoccupazione giovanile, o ancora dei livelli record di disparità socio-economica, la creazione di opportunità lavorative sarà la questione determinante del nostro tempo.

Microsoft e LinkedIn ecco come i CEO hanno annunciato l'acquisizione ai propri dipendenti

Weiner ha poi parlato del suo orgoglio per la cultura aziendale di LinkedIn, come esempio di fedeltà dei dipendenti, sottolineando che in realtà pochissimi dipendenti erano a conoscenza delle trattative con Microsoft ed erano riusciti a tenerlo segreto. Weiner non ha detto esattamente chi era a conoscenza dei colloqui tra Microsoft e LinkedIn, ma ha voluto ricordare il giorno dell’IPO di LinkedIn, spiegando così il suo motto aziendale:

Abbiamo concluso quella riunione con due parole che sono diventate il nostro mantra ufficiale, vi ricordate quali erano? Next play. Per chi ha meno familiarità con l’espressione, questo è un modo di dire che ho ripreso da Mike Krzyzewski, senza dubbio uno dei più grandi allenatori nella storia dello sport americano.

[…] Non importa cosa succeda, lui dice la stessa identica cosa ogni volta: ‘Next play’.  Questo significa non indugiare troppo a lungo sulla celebrazione di un sorprendente successo, e non indugiare troppo a lungo sul fatto che la squadra avversaria abbia rubato la palla e ottenuto un facile lay-up all’altro capo del campo. Significa riflettere un momento sul gioco e poi andare avanti, next play.

Questo motto ci è servito finora e ci servirà ancora: next play.

Satya Nadella scrive ai suoi dipendenti per comunicare l’accordo tra Microsoft e LinkedIn

Microsoft e LinkedIn ecco come i CEO hanno annunciato l'acquisizione ai propri dipendenti

Anche il CEO di Microsoft ha annunciato la notizia dell’acquisizione ai propri dipendenti, ma lo ha fatto tramite una lettera, nella quale ha invitato il suo team a comprendere soprattutto le ragioni dietro l’accordo.

Sono entusiasta di condividere con voi l’accordo tra Microsoft e LinkedIn. Questa acquisizione riunisce il leader nei servizi in cloud professionali al leader dei social network per il lavoro.

Proprio questo ci ha portati a riflettere su LinkedIn per un certo tempo, mentre ragionavamo anche sul modo in cui le reti possono realmente differenziare i servizi cloud. Per me era chiaro che la squadra LinkedIn ha fatto crescere un fantastico business e un network impressionante, composto da oltre 433 milioni di professionisti.

Dato che questa è la più grande acquisizione per Microsoft da quando sono diventato amministratore delegato, ho voluto condividere con voi il modo in cui intendo questo accordo nel suo complesso. Per iniziare mi sono chiesto se fosse un’attività che potesse espandere le nostre opportunità e in particolare mi sono domandato: farà espandere il nostro mercato totale potenziale? Questa azienda cavalca davvero i trend di oggi in fatto di utilizzo e di tecnologia? Infine, LinkedIn si allinea bene con il nostro core business e con i nostri obiettivi generali?

La risposta a tutte queste domande su LinkedIn è stata assolutamente sì.

Nadella ha poi continuato, spiegando in cosa consista la ricerca di una mission comune tra Microsoft e LinkedIn, incentrata sull’obiettivo di rafforzare le persone e le aziende. Insieme alla nuova crescita di Office 365 e di Dynamics, questo accordo è la chiave per reinventare i processi produttivi e di business della compagnia.

Microsoft e LinkedIn ecco come i CEO hanno annunciato l'acquisizione ai propri dipendenti

Pensateci: il modo in cui le persone trovano posti di lavoro, costruiscono competenze, vendono, immettono sul mercato, portano a termine un lavoro e, infine, trovano il successo richiede un mondo professionale connesso. È necessaria una rete vivace che riunisca le informazioni di un professionista nella rete pubblica di LinkedIn con le informazioni presenti in Office 365 e Dynamics.

Questa combinazione consentirà di creare nuove esperienze, come un newsfeed LinkedIn che fornisca articoli basati sul progetto su cui si sta lavorando, mentre Office suggerirà un esperto con il quale collegarsi via LinkedIn per aiutarci con un compito che si sta cercando di completare. Poiché queste esperienze diventano sempre più intelligenti e ricche, il coinvolgimento di LinkedIn e Office 365 crescerà e, a loro volta, nuove opportunità saranno create per la monetizzazione attraverso abbonamenti individuali e per organizzazioni e attraverso la pubblicità targettizzata.

Sia Jeff che io crediamo di avere una significativa opportunità per accelerare la crescita di LinkedIn e l’enorme valore che porta ai suoi membri con le attività e le dimensioni di Microsoft. Infatti, quando io e Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, abbiamo parlato della possibilità di una acquisizione, lui l’ha definito un momento ‘ri-fondazione’ per LinkedIn e l’opportunità di raggiungere la mission che la società si diede 13 anni fa.

Anche per Office 365 e Dynamics, naturalmente, l’opportunità è altrettanto profonda, ha precisato il CEO di Microsoft: negli ultimi dieci anni, infatti, i cambiamenti che hanno portato da Office alla serie di strumenti in cloud hanno segnato un primo grande passo, che va proseguito attraverso il collegamento ad un enorme network professionale, il più grande al mondo, anzi.

In sostanza, siamo in grado di reinventare modi per rendere i professionisti più produttivi e allo stesso tempo reinventare la vendita, il marketing e la gestione dei talenti nei processi di business. Non vedo l’ora di vedere cosa i nostri team sono in grado di sognare lavorando insieme, una volta che l’accordo sarà concluso e ci aspettiamo che questo avvenga entro l’anno.

Microsoft e LinkedIn insieme: alcuni dettagli sull’accordo

Alcuni dettagli sull’acquisizione vengono proprio da questa lettera di Nadella ai suoi dipendenti: LinkedIn manterrà il proprio marchio e resterà indipendente, anche perché le rispettive culture aziendali sono già abbastanza allineate.

Microsoft e LinkedIn ecco come i CEO hanno annunciato l'acquisizione ai propri dipendenti

Jeff Weiner, inoltre, continuerà ad essere il CEO, entrando a far parte del team senior della leadership di Microsoft. Sarà lo stesso CEO di LinkedIn a decidere mano, mano cosa integrare e cosa no, in modo da tenere la squadra del social network focalizzata sui risultati e permettere la collaborazione sul piano dell’integrazione dei prodotti con le squadre di Office 365 e Dynamics.

Finora, quello che ho potuto conoscere del team di LinkedIn è quanto le nostre culture aziendali condividano molti aspetti comuni. Entrambi abbiamo profondamente a cuore la crescita individuale e collettiva e troviamo un significato profondo nel lavoro che facciamo, per fare la differenza nel mondo. Insieme faremo proprio questo.

Infine, il CEO di Microsoft ha concluso così la comunicazione ai suoi dipendenti:

Se non siete ancora su LinkedIn, vi invito ad iscrivervi ora e ad iniziare a utilizzarlo per conoscerlo di più.

TEDx Alessandria: possono i Brand cambiare il mondo?

Buon pomeriggio,

mi chiamo Mirko Pallera, sono un imprenditore e un consulente nel campo del marketing e della formazione.

Mi definisco un “immigrato al contrario”: sono nato a Parma ma poi sono cresciuto a Milano e da circa 10 anni vivo felicemente nel Sud Italia, a Salerno, molto vicino alla Costiera Amalfitana, uno dei luoghi più belli del mondo.

Spesso mi chiedono cosa ci faccio a Salerno. E allora vorrei dare una risposta definitiva a questa domanda. Con questa due foto: Milano, Salerno.

Duomo di Milano con nebbia

TEDx Panorama Costiera

In questi anni ho fondato alcune aziende, tra cui Ninja Marketing, il punto di riferimento per chi fa marketing e comunicazione innovativa e una scuola online che si chiama Ninja Academy che ha formato al marketing digitale più di 20.000 professionisti.

Perché mi occupo di marketing? Perché oggi vi parlo di marketing?

La risposta che mi sono dato è che all’esame di maturità il membro esterno della commissione, evidentemente per mettermi a mio agio, mi fece due domande che mi avrebbero cambiato la vita. La prima è:

Qual è la differenza tra simbolo e segno?
E poi: Qual è la differenza tra connotativo e denotativo?

Ecco questo è il modo per traumatizzare un brillante studente e rovinargli la vita per sempre!

Infatti presi 5 e mezzo in italiano all’esame di maturità e successivamente decisi di dedicare la mia vita ai più potenti simboli dei nostri tempi: i Brand.

TEDx Mirko PalleraHo scritto due libri di marketing. Sono alto quasi 1 metro e 90, ho più di quarant’anni (ahimè) e in questo periodo mi fa male la schiena.

Nonostante il mio mal di schiena, sono un appassionato di surf da onda e sogno di vivere in un luogo dove poter diventare un bravo surfista.

Ho circa 4500 amici su Facebook. Sono sposato ed ho due bambini. Ho una macchina – un SUV molto inquinante di cui mi vergogno un po’, mentre una volta avevo una BMW “cabrio” che mi manca molto e che mi faceva sentire molto più figo. Sto anche per comprare casa.

Ecco queste che vi ho elencato fino a qui sono tutte le mie “identificazioni”, ovvero sono cose in cui mi identifico e che in qualche modo credo mi possano definire.

Anche voi avete tanti oggetti ed è attraverso questi che vi definite. Quando incontrate una persona nuova spesso gli chiedete: Di cosa ti occupi? La cosa in cui ci identifichiamo di più è il nostro lavoro, che definisce anche il nostro status sociale, la nostra identità, ecc.

Ma in realtà noi non siamo questi oggetti! Noi non siamo le nostre identificazioni, siamo molto di più.

Esiste un’espressione sanscrita neti neti, che significa né questo, né questo. E’ un modo per esprimere concetti teologici o spirituali spiegandoli come negazioni e non come affermazioni.

Il Buddha non è né causa né effetto, non è tondo né quadrato.

Non è questo, non è quello. Neti Neti.

Noi non siamo le cose che ci circondano, le cose belle che possediamo, il nostro lavoro, non siamo le persone che vivono con noi.

persona concentrata con le mani sulla testa

Per fortuna non siamo nemmeno le cose che ci affliggono: le nostre ansie, le nostre paure, i nostri problemi.

Ecco il marketing, ovvero quella disciplina aziendale che si occupa di venderci prodotti, fino ad oggi si è basato sulla credenza, o meglio sul messaggio che noi siamo i prodotti che possediamo.

Giocando sulla frustrazione di non avere abbastanza il marketing ci ha sempre detto “Tu non sei abbastanza”.

folla alle casse

E così, per definirci meglio, per confermare la nostra identità, abbiamo comprato quella macchina che sognavamo, siamo andati dal chirurgo estetico, ci siamo circondati di prodotti, di vestiti, di esperienze di consumo.

Chi conosce la meditazione sa che esistono dei modi per distaccarsi dalle cose e abbracciare nuovi livelli di coscienza. Si tratta di tecniche che servono a prendere distanza dalle cose in cui ci siamo identificati.

Ken Wilber, autore di Breve storia del Tutto ci spiega che esistono due aspetti che riguardano la nostra coscienza: lo stato di coscienza e lo stadio di coscienza.

a brief history of everything

Avete presente quando la nostra coscienza si amplia, e ci capita di sentirci più consapevoli, sentiamo la coscienza che si espande, ci sentiamo più vigili, più presenti, è più forte la nostra identità e la nostra capacità di amare.

Qualcuno raggiunge anche l’illuminazione.

cane che fa yoga

Al contrario non siamo in grado di percepire lo “stadio di coscienza” in cui ci troviamo.

Questo stadio di coscienza riguarda la nostra cultura, la società. È una struttura che noi non vediamo, una mappa nascosta alla nostra consapevolezza, in cui siamo imprigionati e che influisce sul modo in cui affrontiamo i problemi e troviamo soluzioni.

È come se fosse l’acqua in cui nuotano i pesci: loro non si rendono conto di esserci immersi, fino a che non vengono portati fuori.

Questo “stadio di coscienza” continua a modificarsi e ad evolversi progressivamente nel corso della nostra crescita come individui e anche nel corso della storia della società.
bambini che giocano

Immaginate un bambino: è mosso da istinti e desideri, vuole tutto per sé, prende i giochi e non li condivide, poi impara la socialità dalla mamma e dal papà, il bene e il male dalla cultura, e cambia prospettiva. Un giorno impara a condividere e a sostenere gli altri.

La risposta ai problemi, all’ambiente esterno dipende dallo “stadio di coscienza” in cui ci troviamo.

Se lo “stadio di coscienza” in cui mi trovo abbraccia solo me stesso sarò nello stadio egocentrico, come quello del bambino di prima. Se abbraccia il mio gruppo, la mia tribù, il mio popolo, sarò nello stadio etnocentrico.

Se abbraccia non solo il mio gruppo, ma tutta l’umanità sarò nello stadio mondocentrico, un livello in cui proverò empatia e abbraccerò tutte le persone a prescindere dalla razza, dal gruppo etnico di appartenenza.

cerchi colorati

E addirittura quando il mio “stadio di coscienza” avrà abbracciato l’intero cosmo (diventando cosmocentrico) mi sentirò connesso non solo con tutte le persone ma anche con tutti gli esseri senzienti e non senzienti della Terra – e perché no – degli altri pianeti.

Passerò dall’Ego al We-go.

Svilupperò un IO espanso, il mio Ego diverrà un We-go. E la sfera dei miei bisogni materiali si allargherà fino ad abbracciare le istanze del gruppo sociale allargato e dell’ambiente in cui vivo.

Questo processo di espansione della coscienza è amplificato dalle nuove tecnologie che aumentano costantemente le informazioni che abbiamo a disposizione e che di fatto vanno ad ampliare il contesto di cui ci sentiamo parte.

Joel De Rosnay parla di Cybionte, un macroessere formato dalle Reti create dall’uomo, le infrastrutture dei trasporti ma anche Internet.

Noi facciamo parte di questo Cybionte e siamo in connessione con tutto quello che è intorno a noi: informazioni, oggetti e persone.

Fuori scambieremo costantemente informazioni con la nostra macchina, attraverso i nostri device, smartphone e wearables, con la nostra casa, con le persone, con le smartgrids (le reti energetiche intelligenti), insomma diverremo una cosa sola con l’ambiente.

the internet of things

Tutte queste informazioni non possono non cambiarci dentro. Esiste un concetto Buddhista chiamato Esho Funi = unicità di Io e Ambiente

L’Io e la realtà esterna sono NON DUE, cioè, non solo interdipendenti, ma esattamente la stessa cosa.

Ecco come vedete – sia per ragioni evolutive sia per le innovazioni tecnologiche – ci troviamo di fronte ad una espansione dell’Io. Che attenzione, non è una espansione dell’EGO!

E questa è la prospettiva su cui si basa quello che con un neologismo possiamo chiamare del Marketing Transpersonale, ovvero di un marketing che fa della prospettiva transpersonale il suo punto di vista.

Se le persone iniziano a considerarsi non solo come degli Ego ma come degli We-go potremo ancora vendergli prodotti che danneggiano le altre persone e l’ambiente?

Il Marketing è sempre stato in cambiamento e sta seguendo l’evoluzione della coscienza e quindi dei consumi: non ce ne accorgiamo perché abbiamo una visione schiacciata sul presente, senza una prospettiva temporale più ampia. Siamo immersi nella struttura per questo non la vediamo.

Ora vi darò qualche prova del cambiamento…

Il cannibalismo era comune fino all’avvento dell’agricoltura.

La schiavitù era comune in tutto il mondo fino alla rivoluzione industriale.

the body shop

I prodotti cosmetici con ingredienti non testati su animali sono stati una idea di Anita Roddick nel 1976 che ha creato Body Shop. Questa è stata una grande innovazione che oggi è diventata pratica comune.

Infatti dal 2013 in tutta Europa non si possono testare sugli animali né i prodotti finiti, né le materie prime.

La diffusione di campagne come  quella di PETA in Asia, in cui si mostrano ai clienti le membra degli animali da cui sono prodotte borse ed altri accessori in pelle, sta aumentando la sensibilità rispetto alle tematiche animaliste e si sta diffondendo una cultura – direi quasi una moda – sull’alimentazione vegana mai vista prima d’ora.

Queste sono alcune pubblicità delle sigarette negli USA negli anni Trenta, Cinquanta e Sessanta.

scansione rivista Si sfruttavano medici, donne e bambini per aumentare ilconsumo di sigarette.

In questa c’è scritto: “Mamma prima di sgridarmi fatti una sigaretta”. Terribile!

TEDx

Oggi la sicurezza, la salubrità sono sempre più fondamentali per i consumatori.

Oggi le aziende devono comportarsi come fece Volvo nel 1959.

TEDx

Questo signore è Nils Bohlin. L’inventore della cintura di sicurezza a 3 punti per conto di Volvo.

Una cintura più sicura rispetto a quella utilizzata in precedenza: Volvo è stato quindi il primo costruttore automobilistico ad equipaggiare le sue vetture con le cinture di sicurezza a tre punti come dispositivo di serie.

L’invenzione venne brevettata con un “brevetto aperto”, ossia chiunque volesse poteva ottenere la concessione del libero utilizzo del design.

L’azienda mise immediatamente a disposizione di tutti i costruttori automobilistici il brevetto del suo geniale progettista salvando di fatto milioni di vite umane.

TEDx

Un esempio recente di questo approccio è quello che sta accadendo con l’olio di palma, utilizzato nell’industria dolciaria fino ad oggi e rivelatosi potenzialmente dannoso per la salute.

Coop ad esempio ha sospeso la produzione di prodotti a base di olio di palma.

Ci sono molti autori che spiegano come questo cerchio dell’empatia si stia allargando e perché. Da Jeremy Rifkin a Steven Pinker che dimostra come in realtà noi stiamo vivendo nell’era più pacifica della storia.

Ricordate il discorso di prima, sullo stadio di coscienza?

Una recente ricerca di Nielsen ci dice che:

“1 persona su 2 oggi è disposta a condividere beni e servizi con la comunità”. Ed è anche “disposta a pagare di più per beni sostenibili.”

“1 su 2 compra solo l’essenziale e non più il superfluo”.

“6 persone su 10 credono che la maggior parte delle malattie siano causate dall’alimentazione sbagliata.

Diceva Maria Montessori: …se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo

Ecco a Salerno faccio parte di un’associazione di genitori, fondata dalle mamme, che si chiama Hormè.

Hormè è uno spirito greco che rappresenta l’impulso alla motivazione interiore che non dipende da punizioni e ricompense.

E’ una storia bella la loro. La storia di chi si è dato da fare per costruire una scuola a misura di bambino, una scuola basata sul metodo Montessori, in una scuola pubblica.

Queste mamme rappresentano gli ex consumatori, sono quelli che io chiamo i creatori di oggi. Quelli che creano il mondo non lo consumano più.

Ecco queste mamme nel loro vivere, tutti i giorni cambiano il mondo. Lo fanno affrontando in modo diverso i temi dell’educazione, dell’alimentazione, del gioco, della salute, del rapporto con l’ambiente.

Ecco che andiamo verso una società sempre più consapevole. Il Marketing cambia perché deve tenere conto delle richieste della società.

Il marketing deve tenere conto delle necessità di quelle mamme.

Vi sono grandi tendenze del cambiamento sociale: salute, diritti degli animali, ambiente, i diritti di fasce sociali marginali. Le risposte le vediamo nella diminuzione del consumo di carne e dei cibi industriali. Le persone stanno chiedendo un cambiamento.

E il marketing deve collaborare con questi creatori / innovatori per costruire un mondo migliore.

Il marketing deve rispondere a nuovi bisogni, a bisogni transpersonali appunto. Rispondere ad un Io espanso significa proporre una moda etica, una alimentazione biologica e sana e rispettosa dell’ambiente.Marketing Transpersonale TEDx

Andiamo sempre di più verso una società simbiotica: ecco l’azienda man mano che si evolve la coscienza globale passa dalla produzione, alla personalizzazione (con un focus sull’individuo), alla relazione (con un focus sui gruppi sociali) per arrivare alla simbiosi, quando abbraccerà l’intero pianeta.

Quel giorno le aziende si baseranno su un approccio transpersonale anche al marketing.
Marketing Transpersonale TEDx

I brand diventeranno dei “soul maker”, ovvero ci incoraggeranno ad evolverci e noi chiederemo ai brand di aiutarci a cambiare il mondo.

Come dice Kolter, il padre archetipico del marketing: Il significato è la proposta di valore del nuovo marketing.

Il marketing passa quindi dal Tu non sei abbastanza al Diventa quello che puoi essere.

Partiamo insieme per questo viaggio. Facciamolo insieme, noi consulenti, insieme alle aziende, insieme a voi che avete il potere di chiedere alle aziende più salubrità, più sicurezza, maggiore sostenibilità, maggiore rispetto per le persone e per l’ambiente. Insomma un mondo migliore.

Quello che avete appena letto è una sintesi del mio intervento dello scorso 11 giugno al TEDx Alessandria, qui invece potrete guardare e commentare il mio speech tratto dalla diretta Facebook Live.

youtube director

YouTube Director, in arrivo l’app per creare video ad da smartphone

YouTube ha presentato la scorsa settimana YouTube Director, app che permette alle aziende di realizzare e pubblicare video ad direttamente da smartphone, in maniera semplificata ma professionale grazie ad uno specifico pacchetto di strumenti.

Disponibile per il momento solo per iOS negli Stati Uniti e in Canada, gli utenti di YouTube Director potranno realizzare video seguendo tre semplici passi: la prima cosa è scegliere un template preimpostato, per poi girare le scene necessarie, aggiungendo testi e animazioni, e infine pubblicare e promuovere il video, potendo usufruire anche del supporto di uno specialista Adwords.

I template contengono una sorta di storyboard alla quale ispirarsi per girare gli annunci video utilizzando inquadrature e scenografie d’impatto ed efficaci.

https://www.youtube.com/watch?v=Q5jBFeQ_6as

Alle aziende che spenderanno almeno 150$ nella promozione dei loro video. YouTube offre l’opportunità di usufruire della professionalità dei suoi video maker professionali.

Con l’introduzione di questo strumento YouTube fa un netto passo avanti verso le piccole e medie imprese, che non sempre dispongono di grandi budget o risorse umane da investire nella creazione di comunicazioni di qualità. Ecco un paio di esempi realizzati con YouTube Director.

https://www.youtube.com/watch?v=fCWy6Pyg4rw

https://www.youtube.com/watch?v=5Pc7wCHGtHU

I migliori tool per creare immagini per i tuoi account social

Le immagini sono sempre più importanti per la tua attività sui social: che tu sia su Facebook o, ancor di più, Instagram, un buon contenuto visuale a volte è più potente della più accurata scelta delle parole; al contrario, invece, un’immagine poco evocativa o poco professionale può mandare in malora anche la più accurata delle strategie.

Certo, avere il supporto di un grafico professionista sarebbe il massimo. Ma a volte capita, per cento motivi diversi che anche chi non ha mai toccato con mano Photoshop o Illustrator debba realizzare immagini al volo da condividere sui social network. Se anche tu ti sei ritrovato in questo caso, sappi che ci sono alcune risorse online che possono aiutarti.

Scegli un’immagine di alta qualità

Ci sono molti modi per reperire fantastiche immagini pronte all’uso. Alcune immagini stock possono non essere per tutte le tasche, ma ci sono siti che offrono gratuitamente fotografie e contenuti grafici ad alta risoluzione. Tra questi mi sento di consigliarti Pexels e Unsplash. Se il secondo contiene fantastici panorama da sfruttare per evocare ed ispirare i tuoi follower, su Pexels puoi trovare album dedicati al mondo della tecnologia e del business: ottimo per tutti i corporate blogger alla lettura!

pexels

Usa il giusto abbinamento di colori

Sei così scarso con gli abbinamenti di colore che i tuoi amici pensano tu sia daltonico? Non disperare, ti capisco fin troppo bene. Fortunatamente in tuo (e mio) aiuto corre il fantastico Adobe Color CC, un tool gratuito messo a disposizione dalla casa dell’arcinoto Photoshop in grado di determinare i colori complementari dei tuoi contenuti grafici.

Anzitutto, individua il codice esadecimale, definito anche “HEX Code” o “HTML Code”, ( magari utilizzando per aiutarti imagecolorpicker.com) del colore che vuoi analizzare e incollalo in uno dei cinque box appositi. Seleziona poi “Complementary” dal menu a tendina denominato “Color Rule” in alto a sinistra: otterrai subito i colori che meglio si appaiano a quello da te identificato. Adobe Color CC ti permette anche di caricare un’immagine, di cui analizzerà automaticamente i suoi quattro colori primari: l’ideale quando sei di fretta!

adobe_color_cc

Trova la perfetta combinazione di font

Se può essere difficile abbinare i giusti colori, districarsi nell’infinito universo dei font può essere altrettanto arduo. Femmebot ti aiuta a trovare la giusta combinazione di font, scegliendo tra una rosa di venticinque fantastici abbinamenti e provando come questi si sposino con grafiche, immagini o testi ben formattati. In alternativa puoi provare Font Pair, che può aiutarti ad abbinare i diversi Google Font.

femmebot

Unisci tutto

Ora che sai cosa utilizzare per il tuo contenuto grafico, è giunta l’ora di “assemblare” il tutto. Online ci sono delle utilissime piattaforme, denominate Visual Content Tool, che possono aiutarti a creare ottime immagini per i tuoi account social. Ne esistono varie, ma mi sento di consigliarti in particolar modo Canva e PicMonkey.

Canva è un tool rapido e piuttosto intuitivo. Ha già dei template con le giuste dimensioni a misura dei diversi social network, con tanto di testo in sovraimpressione facile da modificare. Aggiungi l’immagine da te scelta e usa i colori che Adobe Color CC ti ha suggerito: in un attimo avrai una bella grafica da condividere dove vuoi. E magari, dopo aver provato a fondo la versione gratuita, potresti aver voglia di provare Canva for Work, al modico prezzo di 10 dollari al mese: la versione “premium” ha altre utili funzioni, come la possibilità di modificare le immagini in team e il ridimensionamento automatico per i diversi social network.

canva

Magari già conosci PicMonkey per la facilità con cui puoi realizzare dei semplici ma efficace collage e meme. Con la versione gratuita puoi compiere elementari ma fondamentali operazioni di fotoritocco, dall’aggiunta di cornici alla regolazione dell’esposizione o della saturazione dei colori. Con PicMonkey puoi inoltre ritagliare o ridimensionare la tua immagine con pochi semplici tocchi, così come utilizzare dei comodi filtri in grado di donare atmosfera alle fotografie da te selezionate. Anche in questo caso, se reputi PicMonkey utile puoi passare alla versione a pagamento, ancora più completa e potente di quella Basic, al prezzo di 4,99 dollari al mese.

Insomma, nel lavoro quotidiano un buon social media manager deve essere in grado di realizzare velocemente immagini da condividere con facilità e, magari, rapidità. Se non hai spiccate conoscenze di grafica, programmi di image editing o il tuo grafico di fiducia è troppo impegnato, gli strumenti online appena citati possono essere un valido ed efficace soccorso.

PlayStationE3: una maratona notturna con youtuber e tweetstar

La scorsa settimana noi di Ninja siamo stati invitati nella sede romana di Sony Computer Entertainment Italia insieme a youtuber e tweetstar in occasione dell’attesissima fiera mondiale del videogioco svolta a Los Angeles. Stiamo parlando ovviamente dell’E3.

La serata è stata l’occasione per far incontrare i principali protagonisti e influencer del mondo gaming che, a colpi di tweet, snap e post hanno intrattenuto i loro fan fino alle 3 del mattino e oltre. Il collegamento streaming con Los Angeles infatti ha fatto stare svegli gli appassionati da questa parte del mondo fino alle prime luci dell’alba, quando si è tenuta la conferenza stampa esclusiva allo Shrine Auditorium della città degli angeli.

L’evento

La serata ha visto come padrona di casa Violetta Rocks, nota youtuber romana che è stata conduttrice della serata PlayStation.  Insieme a lei, e a influencer del settore gaming, abbiamo avuto l’onore di provare in anteprima il sistema di realtà virtuale PlayStationVR, che sarà lanciato sul mercato americano a partire dal 13 ottobre 2016. Noi di Ninja ci siamo lasciati un po’ prendere la mano e non volevamo staccarci più, e di questo momento ne abbiamo una diapositiva (animata) :p

Ancora, e qui purtroppo non abbiamo una diapositiva per via dell’assoluta riservatezza, ci siamo messi alla guida delle auto di Gran Turismo Sport, la prima esperienza di guida al mondo a essere creata appositamente per portare una competizione online globale ai fan degli sport automobilistici. Il nuovo capitolo della serie creata da Polyphony Digital uscirà il prossimo 16 novembre. Vi possiamo solo dire: sperate che arrivi in fretta novembre!

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A partire dalle 3 abbiamo potuto sbirciare cosa stava succedendo dall’altra parte del mondo, a Los Angeles, assistendo in diretta allo show di PlayStation durante la fiera mondiale del videogioco E3.

I risultati

E come ogni strategia che si rispetti, è d’obbligo uno sguardo ai numeri. Sembra che la formula di interazione con influencer di settore sia vincente. A testimoniarlo, gli ottimi risultati dell’evento: solo nella fase di teaser sono stati raggiunti 2 milioni di utenti sui social, le interazioni durante la diretta live sono state più di 26.000 e ciò ha permesso all’hashtag #PlayStationE3 di raggiungere la vetta dei trend topic con oltre 8700 menzioni al canale dalla serata alla mattina.

Più interazioni, entertainment per gli invitati, nuovi fan e copertura mediatica delle novità PlayStation: questa volta Sony può ritenersi più che soddisfatta!

Come creare una Social Media Strategy vincente per il tuo business

I social media fanno ormai parte della nostra quotidianità. I tanti canali disponibili e le nuove funzionalità in continuo aggiornamento fanno sì che per le aziende si renda necessaria una strategia di comunicazione ben strutturata e pianificata nel dettaglio, per poter essere sempre al passo con i tempi.

Così, se non si dispone di un team a tempo pieno di esperti in ambito social, il successo della vostra campagna di comunicazione social dipenderà dalla vostra capacità di sviluppare una strategia semplice ed adatta alle vostre risorse e al conseguimento dei vostri obiettivi.

Ecco alcuni punti da cui prendere spunto per mettere a fuoco come svilupparla.

Definire il target

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Se non avete già individuato e analizzato i possibili acquirenti, iniziate definendo i dati demografici chiave del pubblico che si sta cercando di raggiungere. Ad esempio età, sesso, occupazione, reddito, hobby e interessi. La definizione del target è fondamentale per cercare di capire cosa questi utenti stanno vivendo, cosa stanno cercando e di che cosa avrebbero bisogno. Provate a concentrarvi su 3-4 tipi di persone che rappresentano la maggior parte del pubblico di riferimento: non fate caso a tutte le eccezioni, da qualche parte si dovrà pur cominciare!

Iniziare a postare

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I contenuti sono la chiave di una strategia social di successo. Avrete dunque bisogno di impegnarvi nella creazione di contenuti freschi e di qualità. Attenzione: è necessario postare almeno un nuovo post a settimana.

Creazione di contenuti educativi

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Considerate la possibilità di creare dei contenuti scaricabili, come eBook, video e infografiche, che affrontano i vari dubbi e problemi del vostro cliente. Se il contenuto è utile e – per così dire – educativo, i clienti saranno più inclini a condividere i post sui social, incrementando così il vostro bacino di utenza.

Focus su alcuni canali social fondamentali

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La maggior parte delle piccole imprese non hanno un bacino di utenza tale da stabilire e sostenere una grande presenza sui social media su più di una manciata di canali.
Dunque, è bene avviare delle reti di ricerca per sapere su quali social network il target di riferimento è più attivo, così da incanalare le vostre energie sulla costruzione di una comunità lì, prima di passare a un altro canale.

Sviluppare una guida

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La social media strategy non è una scienza esatta, quindi è necessario stabilire un piano per iniziare a vedere i risultati della strategia di comunicazione.
Iniziate con lo sviluppo di una guida che vi permetta di verificare subito i risultati in relazione agli obiettivi prefissati e che vi consenta di stabilire dei traguardi intermedi da poter verificare di volta in volta.

Analizzate i risultati

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Ci sono un milione di parametri che si possono prendere in considerazione per analizzare e verificare l’andamento di un sito web o di un blog, e conseguentemente capire se la propria social media strategy funziona.
Fissare delle metriche per l’analisi dei risultati è indispensabile per monitorare l’andamento della strategia di comunicazione e misurarne i progressi.
Alcune metriche potrebbero essere, ad esempio: nuovi follower e seguaci, visite al sito da social e l’utilizzo degli hashtag lanciati.

Regolate la vostra tattica

A meno che non siate delle celebrità, ci vuole tempo per costruire un seguito, diventare degli influencer e iniziare a vedere i risultati. Avrete bisogno di sperimentare un po’ prima di trovare la giusta combinazione di canali, contenuti e messaggistica per il vostro pubblico.
Nel frattempo, dovrete essere in grado di modificare il vostro piano di comunicazione, i contenuti e le modalità scelte sulla base delle informazioni raccolte sul vostro target di riferimento. Così facendo, potrete effettuare un fine tuning ideale alla vostra social media strategy, che permetta per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Provare per credere!

Come nascono le grandi idee dietro ai grandi business

Ogni grande business parte da una grande idea. Quindi, se stai pensando di metterti in proprio e di lanciare una startup fermati un secondo e pensa: qual è la mia grande idea, quella con cui farò il botto?

Ovvio, dietro a una startup di successo c’è molto altro ancora, sudore, pazienza, strategia, investimenti. Tuttavia se non c’è un modello di business vincente tutto quello che ho elencato poco fa sarà un impiego di energie vano. Il bello è che tutto parte da una singola e semplice idea: la tua mission, l’obiettivo finale che muoverà tutta la tua azienda.

Le grandi idee dei brand

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Dietro ogni grande azienda (e non parlo solo di dimensioni) c’è una grande idea. Scettico? Ho raccolto qui per te le grandi idee di alcuni marchi noti:

Coca-Cola

“To refresh the world in mind, body and spirit. To inspire moments of optimism and happiness through our brands and actions”.

Dissetare la mente, il corpo e lo spirito delle persone. Ispirare momenti di ottimismo e felicità.

Lo sai che Coca Cola nasce come sciroppo? La ricetta è stata messa a punto nel maggio del 1886, dal Dottor John Stith Pemberton, farmacista di Atlanta e messa in vendita a 5 centesimi al bicchiere. Ma fin da subito è stata consumata con l’aggiunta di acqua gassata come bevanda dissetante. Da allora è stato un successo continuo.

Starbucks

Come nascono le grandi idee dietro ai grandi business

“The local cafe should be a ‘third place’ between home and work”.

Il caffè dovrebbe essere il luogo di mezzo tra la casa e l’ufficio.

L’idea dietro al brand, arriva a Howard Schultz durante un viaggio di lavoro a Milano, dove l’imprenditore osserva il rapporto amichevole tra i baristi della città e i clienti abituali. Schultz ne rimane folgorato e decide di replicare la stessa cosa in America. Per raccogliere i fondi necessari al suo progetto, parla con 242 persone e per ben 217 volte si sente rispondere no, ma Schultz crede talmente tanto nella sua idea da non lasciarsi scoraggiare e alla fine i numeri gli hanno dato ragione.

LEGGI ANCHE: “Come si diventa il CEO più amato d’America

Heineken

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“We delight consumers, day in day out, with perfect cider and beer brand experiences!”.

Giorno dopo giorno, deliziamo le persone con la migliore birra.

Tutto ha avuto inizio nel 1864, quando Gerard Adrian Heineken, appena ventiduenne, acquista un’antica birreria ad Amsterdam. Nasce così la Heineken&Co. che oggi è il terzo produttore di birra al mondo ed è presente in 65 paesi. Il merito è anche del dottor H. Elion che nel gennaio del 1886 è diventato responsabile del laboratorio della birreria e che è ha messo a punto la variante di lievito che ancora oggi è il segreto dietro al sapore della Heineken. Chi avrebbe potuto immaginarlo che da una piccola birreria di città sarebbe diventato un brand così famoso?

Patagonia

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“Business must inspire and implement solutions to the environmental crisis and do no harm”.

Il business deve ispirare e mettere in pratica soluzioni per far fronte alla crisi ambientale.

I valori di Patagonia traggono ispirazione dalle origini del business, quando Yvon Chouinard, fondatore del brand, apprende l’arte dell’arrampicata e se appassiona a tal punto da iniziare a prodursi da solo l’attrezzatura e a venderla per tutta la costa Occidentale. Era il 1953, da allora di strada ne ha fatta parecchia tanto da diventare il punto di riferimento un gruppo di arrampicatori e surfisti che condividono con lui lo stesso stile di vita semplice ed essenziale.

Nike

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“To bring inspiration and innovation to every athlete in the world”.

Portare ispirazione e innovazione ad ogni atleta del mondo.

Bill Bowerman, co-fondatore di Nike, è stato anche un grande coach, la sua disciplina era l’atletica leggera e ai suoi allievi diceva: “se hai un corpo, allora sei un atleta”. Agli atleti, Bowerman insegnava i segreti per migliorare e raggiungere il successo, da qui nasce l’ispirazione di produrre delle scarpe da corsa più performanti.

Banksy

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Art belongs to the people“.

L’arte appartiene alle persone.

Questo è il motto di uno tra i più grandi artisti del nostro secolo e Banksy è diventato famoso proprio grazie alla sua grande idea, quando, per seguirla, nel 2005 è andato in Cisgiordania e ha dipinto nove immagini sul lato palestinese del muro. Un segno di protesta che gli è valso la fama internazionale. Sempre lo stesso anno, Bansky entra nei più prestigiosi musei di New York e appende alcune sue opere indisturbato, alla stampa dichiarerà in seguito

Ho girato un sacco di gallerie pensando “questo l’avrei potuto fare anch’io”, così a un certo punto mi è sembrato doveroso provarci. Le gallerie sono solo vetrine piene di trofei destinati a un piccolo gruppo di milionari. Il pubblico non ha mai voce in capitolo sull’arte che va a vedere.

Come nasce una grande idea?

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Non basta l’intuizione, dietro ogni grande idea c’è un grande lavoro.

  • Individua li tuoi punti di forza.  Bisogna essere obiettivi e cercare di capire in cosa sei bravo davvero. Quali risorse e quali competenze hai a disposizione da mettere al servizio del tuo business?
  • Distinguiti dagli altri. Molte volte, quello che decreta il successo o l’insuccesso di un business è proprio ciò che ti distingue da tutti gli altri. Accodarsi e seguire la massa è meno rischioso, ma alla lunga paga meno.
  • Punta all’eccellenza. Diventa il migliore nel tuo settore, fai una cosa sola ma falla meglio di tutti gli altri. La qualità premia sempre.
  • Trova la tua mission. La frase guida in cui credi davvero capace di illuminare la strada anche nei momenti più bui, la cosa a cui vorresti dedicare il tuo tempo e le tue energie.

 

Trasformala nell’idea vincente. Ora non ti resta che prenderla e farla tua, rendendola il pilastro su cui si reggerà il tuo futuro business.

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Libere ma imprigionate: la violenza domestica nello spot di Leo Burnett

Negli ultimi anni il tema della violenza domestica è tristemente e vorticosamente salito agli onori della cronaca, in Italia come all’estero. A questo vero e proprio dramma sociale, più sfaccettato e complesso di quanto non si pensasse, hanno dedicato i loro sforzi molte associazioni: tra queste la Allstate Foundation Purple Purse, che ha recentemente lanciato la sua campagna #FreeToWalk, anticipata dal video “America’s Largest Prison Break“.

Curata da Leo Burnett, questa comunicazione mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo giocato dall’aspetto finanziario, in quasi tutti i casi di violenza domestica. Ispirandosi alla vera storia di Lori, una donna americana che per anni ha nascosto i risparmi necessari per scappare dalla sua prigione, “America’s Largest Prison Break” mette lo spettatore davanti ad una condizione spesso poco conosciuta, quella della violenza e privazione non solo umane ma anche economiche.

La fotografia scura e la scenografia angusta (ben contrapposta alla luce e agli spazi ampi della camera da letto attraverso la quale la protagonista scappa), il voiceover martellante accompagnato da una musica altrettanto angosciante trascinano chi guarda lo spot nella stessa prigione che la campagna vuole abbattere tramite la sua raccolta fondi per il finanziamento delle vittime.

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violenza domestica campagna

violenza domestica campagna sociale

violenza domestica

Alcun dati sulla violenza domestica

Secondo i dati raccolti dalla stessa Allstate Foundation Purple Purse, nel 99% dei casi alla violenza fisica si accompagna anche la privazione economica, che si concretizza nel divieto di disporre delle proprie finanze e, spesso, anche di avere un’occupazione che possa garantire l’indipendenza dal coniuge. Statistiche recentemente pubblicate dall’Istat parlano di quasi 7 milioni di vittime che hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della propria vita.

Numeri impressionanti che tuttavia non sembrano aver generato la necessaria mobilitazione, anche culturale, da parte di istituzioni e opinione pubblica. Di questo triste fenomeno si conosce poco, un poco che si autoalimenta in occasione della diffusione di notizie sull’ennesimo caso conclusosi in tragedia. Il merito di questa campagna è fare luce su di un aspetto portante quanto ignorato della violenza domestica.

Al contrario di quanto accade nelle campagne di utilità sociale alle quali siamo abituati, ancor prima che fare prevenzione l’obiettivo primario è qui spiegare, documentare e perfino far accettare l’esistenza ingombrante, pericolosa e non più ignorabile di un fenomeno purtroppo in continua crescita. Una delle reazioni più comuni, di fronte al dato tristemente basso di denunce da parte delle vittime, è la domanda “Perché non te ne vai da casa?”, come anche uno degli ultimi frame della campagna sottolinea. La risposta ha cercato di darla la campagna #FreeToWalk.

Il video realizzato dall’agenzia Leo Burnett riesce in maniera puntuale e diretta a comunicare agli spettatori la gravità di una condizione sempre più diffusa, invitandoli a contribuire al sostentamento di un fondo speciale istituito in favore delle vittime di abusi domestici.

https://www.youtube.com/watch?v=3XvbpYcgCrk&feature=youtu.be

Credits:
Agency: MSLGROUP/Leo Burnett
CCO: Britt Nolan
Executive Creative Director: Charley Wickman
Creative Director: John Kistner, Scott Smith, Mikal Pittman
Art Director: Denison Kusano, Lindsay Stevens
Copywriter: Jeremy Adams, Melanie Sawyer
Group Executive Producer: Veronica Puc
Producer: Leah Karabenick
Production Company: Greenhouse
Director: Mikal Pittman
DP: Paul Cameron
Line Producer: Jonathan Becker
Editorial: Greenhouse
Editor: Greg Somerlot
Color: Filmworkers
Colorist: Jeff Altman
VFX: Ang Puglise
Music: Human
Recording Studio: Another Country
Account: Varsha Kaura, Sheila Berlman, Kelly Chuipek, Josh Crost
PR: Amy Cheronis, Lynsey Elve, Lily Merritt

Arts of Italy, il progetto OVS dove la moda incontra il patrimonio artistico italiano

OVS ha di recente lanciato Arts of Italy, il progetto che coniuga moda ed arte per celebrare i tesori nascosti del Bel Paese attraverso il linguaggio dello stile.

L’iniziativa mira alla valorizzazione e alla tutela delle bellezze artistiche italiane, adattandole e rendendole attuali grazie alla moda. E’ un modo per sensiblizzare le nuove generazioni alla difesa e alla cura dell’immenso patrimonio culturale del nostro Paese.

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La moda è una delle più potenti espressioni creative dei nostri tempi e l’arte è spesso fonte d’ispirazione attraverso il potenziale immaginifico della pittura, la sinuosità della scultura, la perfezione dell’architettura.

Arts of Italy si propone di avvicinare il pubblico alla bellezza attraverso la democraticità del fast fashion, una moda “veloce” e facilmente accessibile, sempre attenta a cavalcare gli ultimissimi trend.

La capsule collection

Tessere di mosaico, fregi e decori sono i protagonisti della capsule collection dal forte impatto visivo disponibile all’interno dei negozi e nello shop online.

Un assortimento casual e multicolor, caratterizzato da motivi geometrici e scene mitologiche per i capi maschili, fiori e stelle stilizzate per gli articoli femminili.

Testimonial della linea di abbigliamento sono volti noti dello spettacolo e della cultura, immortalati dall’obiettivo di Pierpaolo Ferrari: il critico d’arte Achille Bonito Oliva, l’attore Silvio Muccino, l’attrice Eleonora Giovanardi, il musicista Giovanni Allevi, la scrittrice Chiara Gamberale, la stilista Marta Ferri, l’attore Alessandro Preziosi, l’attrice Margareth Madè.

Lo shooting è accompagnato da videointerviste in cui gli ambassador raccontano il progetto e il connubio tra arte e moda.

Moda e cultura

Arts of Italy è stato presentato con una cantata sacra scritta e diretta dal M° Giovanni Allevi all’Auditorium di Milano, e ha visto sul palcoscenico la partecipazione di 100 musicisti.

La collezione è un viaggio attraverso secoli di cultura, un omaggio alle bellezze artistiche meno conosciute dello stivale.

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Le opere che hanno ispirato il progetto sono dieci: la volta del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, i mosaici della Cattedrale di Salerno, i mosaici della Domus del Mito a Sant’Angelo in Vado (Pesaro Urbino), il rosone della Basilica di San Pietro a Tuscania (Viterbo), il mosaico delle stagioni del Museo Archeologico Salinas di Palermo, la villa Romana di Russi a Ravenna, la cupola della chiesa di Sant’Ivo a Roma, i mosaici della Basilica di Santa Maria in Cosmedin sempre a Roma, i mosaici pavimentali della Domus Romana di Spoleto e la scala dei giganti di Palazzo Ducale a Venezia.

Il concorso

Il progetto, curato da Davide Rampello e dal suo team, prevede anche il coinvolgimento del pubblico in un contest creativo.

Si può partecipare inviando un video che in 30-90 secondi racconti la bellezza e l’unicità di un bene artistico. Può essere un posto speciale, un luogo del cuore o anche solo un dettaglio.

Sono in palio tre premi del valore totale di 6.000€ e la possibilità di vedere il proprio cortometraggio proiettato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia.

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Una parte del ricavato di Arts of Italy contribuirà a finanziare il restauro e la valorizzazione di alcuni capolavori dell’arte italiana considerati “minori”, affinché possano essere maggiormente conosciuti e apprezzati.