Nutrizione e social media: le discussioni online sul latte vegetale

Si chiama comunemente “latte vegetale” e si tratta di una bevanda a base di cereali o frutta secca. Sugli scaffali dei supermercati e dei negozi bio ne troviamo di diverse varianti, con riso, soia, avena, miglio, quinoa, cocco, mandorle ed altri.

C’è chi lo acquista per moda, chi per intolleranze al lattosio, chi  per delle pretese salutiste, sta di fatto che il trend di consumo è in forte crescita. Le vendite di bevande a base di soia, riso e altri cereali, a dispetto di prezzi anche doppi rispetto al latte vaccino, sono salite del 27% lo scorso anno, come testimoniano le elaborazioni Coldiretti su Rapporto Coop.

Le alternative al latte vaccino costituiscono, quindi, un mercato in forte crescita e diversi brand sono entrati nel settore (prima esclusivo di pochi marchi  e per lo più biologici) proponendo linee di prodotto ad hoc.

Analizzando l’andamento delle ricerche online attraverso Google Trends, vediamo il crescente interesse delle persone per la categoria di prodotti. In  particolare, la ricerca “latte di soia” è quella che nel tempo ha avuto la crescita più consistente.

GoogleTrend_LatteVegetale

Per comprendere le motivazioni che conducono all’acquisto di questa tipologia di prodotti e capire i diversi profili dei consumatori, abbiamo svolto un’analisi delle conversazioni online.

La Netnografia ci ha permesso di entrare in maniera immersiva nelle conversazioni dei consumatori, di individuare quali sono i principali topic di discussione, da cui estrarre insight strategici utili per comprendere le reali motivazioni che spingono all’acquisto (espresse in  maniera spontanea dalle persone) e profilare i consumatori sulla base delle proprie scelte.

I luoghi online dove si discute di latte vegetale

La nostra analisi è partita analizzando quali sono i luoghi online (siti, blog, forum, eCommerce) dove si rileva la maggior ricorrenza della keyword “latte vegetale”.

I risultati dell’analisi sono evidenti nella word cloud di seguito. Notiamo subito come oltre alla presenza di blog di cucina (mytaste.it, blog.giallozafferano.it, foodbloggermania.it) in cui il compare come ingrediente per ricette dolci e salate, il latte vegetale ricorra in associazione a specifici target, in particolare: vegan (veganly.it, veganblog.it, veganbio.it), bio (tibiona.it, ecomarket.bio, greenpink.eu), healthy (lastradadelbenessere.it, mondobenessereblog.com, mypersonaltrainer.it) e femminile(alfemminile.com, ladyveg.it).

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I 4 elementi più discussi online riguardo il latte vegetale

Per comprendere quali sono le tematiche più discusse dagli utenti della rete in relazione al latte vegetale abbiamo svolto una content analysis da cui sono emersi quattro elementi che i consumatori dichiarano valutare nella fase precedente all’acquisto: saporeingredientivalori nutrizionaliprezzo.

composition with soy product

 

In relazione a questi elementi, spesso, si palesa nelle conversazioni il ricorso all’autoproduzione: non riuscendo a trovare prodotti che rispondano positivamente alle proprie esigenze, diversi utenti dichiarano di produrre autonomamente le bevande.

Abbiamo rilevato un forte buzz online sull’argomento: specifiche macchine  come Soyabella e Veganstar diventano il fulcro di diverse conversazioni inerenti al latte vegetale. In questo modo gli utenti riescono ad avere bevande naturaliprive di additivi (conservanti, zuccheri aggiunti) a prezzi contenuti, riuscendo inoltre a bilanciare gusto e valori nutrizionali sulla base delle proprie esigenze.

Dall’analisi delle conversazioni alla profilazione dei consumatori

Dall’analisi delle conversazioni è stato possibile ricavare una profilazione dei consumatori coinvolti nel discorso. La profilazione permette di impostare una strategia di marketing specifica per ciascun target. Nel caso specifico della nostra analisi abbiamo individuato 3 target specifici di consumatori.

>>SCOPRI I TARGET DI CONSUMATORI E I VALORI ALLA BASE DELLE SCELTE D’ACQUISTO SUL BLOG DI VIRALBEAT

Dalla rete abbiamo rilevato il crescente interesse degli utenti verso alternative al latte vaccino, un trend supportato dalla presenza di pubblici specifici che contribuiscono attivamente ad innalzare la domanda per la categoria di prodotto, per la quale abbiamo individuato diversi temi di discussione.

Il passaparola online induce a compiere acquisti in maniera più consapevole e le opinioni positive o negative su specifici prodotti possono influenzare lo stesso processo d’acquisto.

Saper ascoltare le conversazioni tra i consumatori può anticipare trend di mercato e portare innovazioni di prodotto.

Instagram

Il nuovo volto di Instagram: quello che i marketer devono sapere

Dal nuovo e colorato logo agli imminenti aggiornamenti dell’algoritmo, dal formato rettangolare delle immagini al multiaccount, passando per i video di 60 secondi fino al lancio di nuovi tool per gli utenti business. Instagram ci sta abituando ad un repentino cambio di rotta sempre più orientato al business.

La rincorsa al ben più collaudato Facebook sembra non avere più limiti. Ma quali tra tutti questi cambiamenti sono veramente significativi per i marketer? Scopriamo come i recenti aggiornamenti possono veramente influenzare le attività di marketing.

Instagram

La durata più lunga dei video

È sicuramente una delle proposte più interessanti che Instagram offre ai propri utenti business. Nel caso in cui qualcuno si fosse perso questa importante novità, Instagram ha prolungato la durata dei video da 15 a 60 secondi nel mese di aprile.

La maggior parte degli utenti dovrebbero avere questa opzione disponibile con l’ultima versione dell’app. In questo modo è possibile girare video direttamente dall’ app Instagram o utilizzare la gallery del proprio smartphone.

Per i marketer. La possibilità di condividere più contenuti video, creare dei veri e propri spot grazie all’utilizzo di filtri e montaggi.

 Numero di visualizzazioni dei video

Ora è possibile capire quante persone stanno guardando i video che pubblichiamo su Instagram. Sotto ogni video, infatti, compare il numero di visualizzazioni. Ma non è tutto. Quando si clicca sul numero di visualizzazioni è possibile capire la reale portata del contenuto che abbiamo proposto ai nostri utenti consultando e rapportando il numero di visualizzazioni (con la lista completa dei profili) e il numero di “like”.

Per i marketer. Avere una visuale più completa dei propri follower, e capire in modo più preciso quanto il contenuto da noi proposto sia efficace in termini di visualizzazioni e engagement in modo da poter creare e proporre video sempre più in linea con i gusti dei nostri seguaci.

Instagram

L’invito all’azione nelle immagini sponsorizzate

La call to action in un contenuto sponsorizzato non può proprio mancare. Con Istragram è possibile inserire questa funzione non solo nel profilo (bio) del brand, ma proponendola ai nostri follower anche all’interno del contenuto stesso e quindi comodamente nel feed. Come?

Scorrendo nel feed e cliccando una sola volta sull’immagine sponsorizzata comparirà in primo piano un invito all’azione scelto dal brand. È possibile invitare gli utenti a visitare il sito web, ad accedere all’e-commerce o all’app, o contattarci per maggiori info sul prodotto. Purtroppo questa funzione è disponibile, per ora, solo per le immagini e non per i video.

Per i marketer. Facilitare e velocizzare il percorso dell’utente verso una conversione, che sia l’acquisto del prodotto o la partecipazione ad un contest o una visita sul nostro sito.

Instagram

 La call to action nei profili collegati ad un Ads

Se si collega il profilo Instagram al contenuto sponsorizzato su Instagram, quando qualcuno cliccherà sul profilo Instagram (dal contenuto Ads) comparirà la call to action nella parte inferiore del profilo. Da notare bene, questo avviene solo se gli utenti si collegano al tuo profilo cliccando su di esso quando si trovano sull’ annuncio sponsorizzato. Se dovessero accedervi in altro modo, l’invito all’azione non sarà visibile.

Per i marketer. Stesso discorso. Anche con questa opzione sarà più probabile ottenere una conversione e soprattutto aumentano i vantaggi per tutti quei brand che decidono di investire in Instragram Ads, rispetto a chi non lo fa

Instagram

L’algoritmo per la visibilità delle immagini

Mentre la maggior parte delle persone si focalizzano ancora sul restyling del logo, il cambiamento più grande è l’implementazione del nuovo algoritmo che influenzerà la visibilità delle immagini. Come? Selezionando, tra i contenuti proposti, ciò che l’utente vedrà o meno. Addio all’ordine cronologico dunque e al via alla selezione per interazioni.

Instagram selezionerà per i follower ciò che viene ritenuto più importante e più vicino ai propri gusti. Sempre più simile a Facebook, Intagram premierà sempre di più i post sponsorizzati, andando a penalizzare invece i contenuti organici che a quanto pare non saranno più visibili a tutti i follower ma solo ad una parte di questi. In roll out su alcuni profili selezionati, il nuovo algoritmo potrebbe offrire scenari interessanti.

Per i marketer. Maggiori opportunità per i post sponsorizzati ma anche maggior impegno nella gestione della propria community per tenere alta la reach organica.

Basta quindi focalizzarsi sui nuovi colori di Instagram è ora di concentrarsi sui cambiamenti che contano davvero ai fini della vostra strategia di marketing. E voi cos’altro avete notato di veramente importante? Scriveteci nella nostra pagina facebook.

Microsoft compra LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari

L’annuncio arriva direttamente dal blog di Microsoft, poi ripreso anche su quello di LinkedIn:

Microsoft e LinkedIn Corporation annunciano  di aver stipulato un accordo in base al quale Microsoft acquisirà LinkedIn a 196$ per azione in una transazione del valore di 26,2 miliardi di dollari in contanti, comprensivo di cassa di LinkedIn.

Microsoft compra LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari

LinkedIn manterrà il suo marchio distinto, la cultura e l’indipendenza. Jeff Weiner resterà CEO di LinkedIn e riporterà a Satya Nadella, CEO di Microsoft.

La transazione, che dovrebbe chiudersi entro quest’anno, è supportata da Reid Hoffman, Presidente del Board, co-fondatore e azionista di controllo di LinkedIn, e Weiner.

https://youtu.be/-89PWn0QaaY

“Così come abbiamo cambiato il modo in cui il mondo si connette alle opportunità, questo rapporto con Microsoft, e la combinazione tra il suo cloud e la rete di LinkedIn, ora ci dà la possibilità di cambiare anche il modo in cui funziona il mondo”, ha dichiarato Weiner. “Negli ultimi 13 anni, ci siamo trovati in una posizione unica per collegare i professionisti e renderli più produttivi, di maggior successo, e non vedo l’ora di guidare la nostra squadra attraverso il prossimo capitolo della nostra storia.”

LinkedIn Social Selling: come valorizzare il proprio network

Ormai è una certezza, siamo nell’era del “Social Selling”: diventa sempre più necessario mettere in atto strategie digitali per risultare appealing a consumatori particolarmente informati e competenti molto tempo prima che un affare venga effettivamente concluso.

Una recente survey lanciata da LinkedIn ha messo in evidenza un dato interessante: il 90% dei top sales professionals e il 70% dei professionisti del settore userebbe strumenti di Social Selling, facendo di questi tools i più usati nel settore vendite.

Ma cos’è il Social Selling? Riguarda la capacità di fare leva sul proprio social network per trovare potenziali clienti, costruire trusted relationships e, in definitiva, raggiungere i propri obiettivi di vendita. Il tutto accade tramite la condivisione di contenuti significativi con il proprio target audience. Questa tecnica permette una migliore generazione di lead ed elimina radicalmente la necessità di fare cold calling. Questo perché costruire e mantenere relazioni è molto più facile all’interno di un network di cui i clienti si fidano.

Alla domanda se il Social Selling sia o meno parte della strategia di Marketing della propria compagnia la risposta è prevedibilmente positiva. LinkedIn dà ai business un certo numero di metriche per fare il tracking del proprio social selling process. Alcuni insights possono risultare particolarmente utili per tracciarne l’efficacia.

I tre passaggi del processo di acquisto durante i quali condividere contenuti significativi con la propria target audience sono rispettivaente awareness, consideration e decision-making. Ecco le modalità tramite cui misurare il successo e il raggiungimento degli obiettivi ad ognuno di questi stages:

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Monitoraggio delle Awareness Metrics

Su LinkedIn è possibile monitorare diversi risultati di breve termine, come ad esempio un incremento del proprio numero di connessioni, content shares, likes ed engagement dei followers sulla propria pagina-vetrina. Questi elementi indicano un aumento dell’awareness e visibilità del proprio business.

Il numero di connection su LinkedIn è facilmente tracciabile e di per sé dà dati significativi rispetto alla propria strategia di Social Selling nel lungo termine. Includere i propri impiegati nel processo di digital selling può essere una strategia vincente: facendo leveraging sull’human network si può attivare un circolo virtuoso. Condividendo e promuovendo attivamente contenuti e informazioni relative alla compagnia in maniera autentica, l’impatto sarà superiore perché gli utenti tendono a volersi connettere a persone che fanno parte del loro trusted network.

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Condurre una content gap analysis, per analizzare quali componenti ancora mancano, è fondamentale per implementare un sofisticato marketing plan che conduca al proprio target audience. Sviluppare un calendario dei contenuti basato sui vari team è un buon modo per assicurarsi che contenuti di alta qualità vengano condivisi con una scadenza regolare, sia pubblicando articoli che condividendo status updates. Tracciare il numero di volte che gli articoli vengono condivisi, commentati o ricevono like può poi dare una chiara visione del tipo di contenuti capaci di ottenere risonanza. Gli analytics della pagina LinkedIn a cui un administrator ha accesso mostrano chiaramente i topic attorno ai quali gli utenti gravitano e quelli che invece sarebbe meglio escludere. Le informazioni ottenute possono poi risultare fondamentali nel catalizzare le propri azioni di inbound marketing ristrutturando la propria strategia di search engine optimization.

Aumentare la base di follower della pagina LinkedIn della propria compagnia incrementa la visibilità dei propri digital asset, rendendoli accessibili a un’audience completamente nuova a cui la propria compagnia non avrebbe avuto accesso altrimenti. Una volta accresciuta la propria follower base, è necessario condividere regolarmente contenuti di qualità per tenere alto il livello di engagement. Tra le funzioni di analytics alcune permettono di monitorare metriche come il livello di reach e di engagement complessivo di un post, tracciare l’aumento dei followers, dei dati demografici ed altro ancora.

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Tracciare i Consideration Data

Misurando i risultati di lungo termine si può valutare l’effettivo aumento di awareness e visibilità.

Contenuti di qualità dovrebbero incoraggiare gli utenti interessati a seguire un link che conduca al proprio sito web.  In questa fase, è fondamentale che il contenuto condiviso abbia una chiara call to action. È possibile, per esempio, condividere un link su un case study pubblicato di recente, un white paper, la registrazione di un webinar, le best practices di un blog post o, comunque qualsiasi contenuto possa avere un valore effettivo per la propria audience.

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La Misurazione delle Conversion Rates

In definitiva, lo scopo è quello di convertire il traffico di rinvio in consumatori. Ecco allora alcuni spunti per valutare il numero di opportunità di vendita e il livello di sales generato. Se il prodotto o servizio richiede di educare personalmente i potenziali clienti è necessario fare in modo di trasformare la connection in interaction, vale a dire concretamente fare una chiamata o organizzare un incontro.

Naturalmente, si ha ogni interesse  a convertire in vendite quante più connessioni possibili. Google Analytics è in grado di tracciare gli obiettivi e gli acquisti completati da qualsiasi sito di rinvio, inclusi i social network tra cui LinkedIn.

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E tu che ne pensi del Social Selling? Facci sapere la tua opinione lasciandoci un commento sulla nostra pagina Facebook.

Google sta alterando il suo motore di ricerca per sostenere Hillary Clinton?

Il portale d’informazione SourceFed ha lanciato, durante lo scorso week-end, una pesante accusa nei confronti di Google:

da alcune ricerche effettuate su determinate keyword e soprattutto sulla funzione “completamento automatico” nella barra di ricerca, sembra proprio che il motore di ricerca orienti i risultati affinché ci siano solo notizie positive per la candidata democratica Hillary Clinton alle prossime elezioni presidenziali.

Allo stesso tempo, sempre secondo le accuse di SourceFed, Big G sarebbe protagonista di una colpevole omissione nei risultati di tutte quelle notizie in virtù delle quali invece Hillary potrebbe perdere consensi.

http://www.youtube.com/watch?v=PFxFRqNmXKg

In sintesi sono stati analizzati i comportamenti di Google, Yahoo e Bing nel momento in cui si sta digitando la stessa parola chiave per cercare news sulla Clinton, ad esempio digitando Hillary Clinton Cri, ed osservando come i tre motori di ricerca applicavano la funzione di autocompletamento.

Bing e Yahoo optavano, in concordanza con i trend sulle ricerche esplicite (cioè quando si decide di scrivere per intero l’oggetto), per completare la ricerca con “Hillary Clinton crime accusation”

Google invece mostrava come possibili risultati:

  • crime bill
  • crisis
  • crime bill 1994

Come sottolineato dagli editor di SourceFed, al momento non si configura nessun reato da parte di Google, sta di fatto però che la manipolazione (se confermata) dei risultati che riguardano l’ex First Lady sono da considerarsi una grave violazione dal punto di vista etico ed aprono un nuovo scenario, ovvero la capacità dei motori di ricerca di orientare attivamente l’opinione pubblica, così come sospettato per Facebook nelle scorse settimane per la sua sezione Trending.

La risposta di Google

Google

In seguito alle pesanti accurse rivolte da SourceFed, Google ha deciso di rispondere l’11 inviando una nota al Washington Times :

Il completamento automatico di Google non favorisce alcun candidato o causa politica. Ci teniamo a chiarire quello che è un semplice fraintendimento rispetto a come la funzione opera. Il nostro algoritmo tende ad escludere dalle ricerche quelle parole che in qualche modo siano da ritenersi offensive o lesive se associate ad un nome di persona. Più in generale, le previsioni nell’autocompletamento sono prodotte sulla base di una serie di fattori inclusa la popolarità dei termini di ricerca.

In altre parole Google lascia intendere che il sol fatto che ad un nome proprio sia associabile una parola che screditi quella persona fa sì che quella ricerca sia omessa dai risultati e che questa procedura sia parte dei protocolli automatici del motore, senza alcun intervento diretto.

La strana coincidenza

PollyHop

Sembra proprio che ci si trovi dinnanzi ad un caso in cui la realtà supera la fantasia.

I fan di House of Cards infatti avranno notato la singolare coincidenza tra la polemica in atto e la querelle tra Frank UnderwoodWill Conway durante le loro presidenziali nel corso dell’ultima stagione.

Il candidato repubblicano infatti, nella fiction poteva contare sull’apporto del motore di ricerca immaginario Pollyhop.

In quel caso però i big data offerti dal motore servivano semplicemente per sapere quali fossero gli argomenti più ricercati dagli americani ed adattare quindi la strategia in virtù di quegli insights.

Se l’accusa Google-Clinton si dimostrasse vera però, qui saremmo un passo avanti.

Da J-Ax ai Pink Floyd: la stampa lenticolare per una nuova visione del packaging

È noto che l’impatto visivo sia un elemento che faccia da discrimine nel percorso che porta un consumatore alla scelta di un determinato prodotto nel momento in cui è esposto su uno scaffale o in uno stand assieme ai suoi competitor.

Il contenitore insomma è anch’esso da definire come parte integrante del contenuto: pertanto la scelta sul packaging rappresenta uno dei modi con cui un brand comunica con i consumatori ed è fondamentale essere efficaci in termini di progettazione e realizzazione.

Stampa lenticolare e Packaging: le soluzioni più conosciute

Sfruttando il naturale movimento dell’osservatore gli effetti lenticolari prendono vita proprio davanti ai suoi occhi consentendo di realizzare svariati effetti.

  • FLIP: il passaggio netto di due immagini in relazione all’angolo di visione.
  • MORPHING: la graduale trasformazione di un elemento in un altro.
  • ZOOM: l’ingrandimento di un particolare della scena.
  • MOVING: la sovrapposizione di più frame che visti in loop sublimano l’effetto di un breve filmato.

Il sistema sfrutta le proprietà ottiche di una lastra di plastica trasparente zigrinata da un lato e liscia dall’altro che permette all’utente di vedere immagini diverse in base alla posizione da cui sta osservando l’oggetto; sfruttando queste caratteristiche è inoltre possibile mostrare all’occhio sinistro una visuale diversa rispetto a quella vista dall’occhio destro.

Ciò significa che nella visione d’assieme si ricrea la parallasse che conferisce alla stampa una simulazione di tridimensionalità.

Packaging e industria musicale, le scelte tridimensionali di Pink Floyd e J-Ax

Esistono categorie che fanno della trasmissione di un’esperienza uno dei capisaldi per la costruzione del successo. L’industria musicale ad esempio è una di queste. La crescente difficoltà nelle vendite e la necessità di conferire vitalità ad un progetto discografico ha spinto artisti nostrani ed internazionali a rivedere le proprie scelte in termini di presentazione scenica del prodotto.

In italia il rapper J-Ax ha così puntato sugli effetti tridimensionali per la versione Multiplatinum de “il bello d’essere brutti”, avvalendosi dell’esperienza nel settore stampe lenticolari di H3D.

View post on imgur.com

L’effetto ricreato sulla confezione è da considerarsi parte integrante del progetto visual di J-Ax per il suo album: una sorta di circo horror (a metà tra le ambientazioni di Saw l’enigmista e la lucida follia del Joker) in cui tutti gli elementi di contrasto devono avere eguale risalto.

In questo modo la tempesta di fulmini non è più relegata a mero elemento di sfondo ma prende vita per dare profondità al racconto.

Anche i Pink Floyd, seppur con una declinazione differente, hanno scelto la stampa lenticolare per presentare The Endless River.

pink-floyd-ambientato

In questo secondo esempio, realizzato a partire dal progetto di Martin Klimas, vediamo come la confezione gioca sul duplice binario tra il titolo il fiume senza fine ed il movimento del cd all’interno di un impianto stereo. Il progetto quindi è teso a creare un legame fisico e diretto tra ciò che ci apprestiamo ad ascoltare ed il mezzo di trasmissione.

Quali sono i vantaggi della stampa lenticolare nel packaging?

Grazie a questi effetti speciali è possibile risaltare i principali benefici che si hanno nello scegliere quel prodotto o mettere in evidenza quelle caratteristiche che lo differenziano dalla concorrenza.

Gli elementi lenticolari possono fornire anche un richiamo ad altre forme di advertising: la possibilità di ricreare un breve filmato per esempio può essere sfruttata per riproporre su stampa parte di uno spot televisivo. In questo modo si può creare concordanza tra due canali pubblicitari massimizzando la call to action per un consumatore.

Si capisce quindi come la stampa lenticolare, anche grazie ai suoi costi contenuti, possa costituire un’alternativa che fornisca interessanti spunti per le strategie di vendita offline e che di solito si ritrova costretto a rincorrere gli strumenti creativi messi a disposizione per altri comparti del marketing delle aziende.

Snickers ricorda così Marylin Monroe

In occasione del 90esimo compleanno di Marylin Monroe, Snickers celebra una delle icone dello Star System Hollywoodiano con una campagna sorprendente invertendo  la trama, dello spot per i Super Bowl, in un cartellone pubblicitario digitale a New York.

Il cartellone mostra la scena del  film più famoso al mondo ai passanti. Come non ricordare il famoso abito bianco che si solleva su una grata al passaggio della metropolitana?

Con l’aiuto della tecnologia di riconoscimento facciale, il display è in grado di rilevare il viso di chi chi guarda la sexy Monroe, e coloro che la guardano troppo intensamente ottengono una vera sorpresa divertente ed originale.

Marylin Monroe is irresistible, but don’t get caught staring, because when America’s sweetheart is hungry, she’s not her sweet self.

 

CREDITS:

Chief Creative Officer, Worldwide: David Lubars
Client: Snickers
Chief Creative Officer: Greg Hahn
Executive Creative Director: Gianfranco Arena
Executive Creative Director: Peter Kain
Creative Director: Scott Mahoney
Creative Director: Dan Oliva
Copywriter: Joey Henson
Art Director: Jimmy Morrissey
Director of Integrated Production: David Rolfe
Group Executive Producer: Amy Wertheimer
Executive Broadcast Producer: Alex Gianni
Executive Producer: Neely Lisk
Director of Photography: Koji Yahagi
Production Assistant: Jeff Reagan
Managing Director: Kirsten Flanik
Global Account Director: Susannah Keller
Account Director: Joshua Steinman
Account Manager: Tani Corbacho
Account Executive: Jocelyn Choi
Group Planning Director: Annemarie Norris
Planning Director: Alaina Crystal
Senior Communications Planner: Sean Stogner
Celebrity Talent and IP Rights Acquisition: Brad Sheehan

Marylin è un’icona per il mondo pubblicitario

Non è la prima volta che un Brand sfrutta l’iconica potenza dell’immagine di Marylin per i suoi scopi pubblicitari. Uno dei più noti è sicuramente Chanel:  ”Cosa indosso a letto? Solo qualche goccia di Chanel numero 5“. La voce autentica di Marilyn venne riproposta in occasione di una delle recenti campagne pubblicitarie della maison francese.

Alitalia, Ibrahimovic, Ennio Doris e molto altro: gli Epic Win e Fail della settimana!

Noi Ninja aguzziamo lo sguardo per raccontarti ogni lunedì i momenti più epici – in positivo e in negativo – che hanno reso la settimana appena conclusa divertente ed emozionante. Insomma, unica. Il mondo social non ci fa mancare proprio niente, e noi ci teniamo a non farti perdere nulla di tutto questo!

Nei giorni scorsi ne abbiamo viste di tutti i colori, sul serio. E se hai già visto le divise Alitalia, allora sai di cosa stiamo parlando.

Poi, calciatori furbetti, cantanti disinibiti, politici schietti hanno fatto il resto, facendoci ridere, il più delle volte – nel bene e nel male.
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Entriamo subito nel vivo: in concomitanza con gli Europei di calcio in Francia (nelle prossime settimane ne vedremo delle belle anche sui social, ne siamo sicuri!) iniziamo con una trovata a tema calcistico di tutto rispetto.

Zlatan Ibramihovic, finita la sua ultima stagione con la maglia del Paris Saint Germain e prima di iniziare l’avventura europea con la nazionale svedese, ha trovato il tempo di far parlare decisamente di sé: un evento live da Parigi di circa mezz’ora, trasmesso in diretta su Facebook, durante il quale il calciatore avrebbe dovuto annunciare il suo prossimo club.



Peccato che, alla prova dei fatti, di calcio si sia parlato relativamente poco e nessun annuncio sia stato fatto… Se non quello del lancio di una nuova linea di abbigliamento sportivo firmata da Zlatan.

I picchi di oltre 100mila spettatori alla diretta parlano chiaro: quello di Ibra è stato l’ennesimo colpo spiazzante da campione. Una trovata di marketing che forse, ancor più che Epic Win, potremmo definire Epic Troll.

Un’altra star del momento che sembra sempre cercare di “trollare” tutti è Donald Trump, ma questa settimana anche i suoi modi e le sue dichiarazioni, sempre sopra le righe (soprattutto dato il contesto di aspirazioni presidenziali), hanno potuto ben poco contro la rivale Hillary Clinton.

Dopo il pubblico sostegno di Obama nei confronti candidata democratica alla Casa Bianca, Trump non ha resistito a twittare sarcastico contro l’endorsement del presidente.

Il tweet di risposta della Clinton è stato talmente secco da non lasciare molte possibilità al rivale repubblicano.

Anche se ovviamente non ha cancellato il suo account Twitter, in effetti a Trump non è rimasto che cambiare discorso, attaccando nuovamente la Clinton su uno scandalo relativo ad alcune email quando la donna era ancora Segretario di Stato. Insomma, Hillary può lasciare che risponda il numero di retweet e di mi piace del suo post, dieci volte maggiore… epic win!

Rimaniamo in tema istituzionale e ci spostiamo a Londra, Buckingham Palace precisamente, dove nella giornata di sabato è andato in scena un win dei nipotini reali ai danni della bisnonna, la regina Elisabetta II. E pensare che tutto è nato dai festeggiamenti per il compleanno della sovrana, con la tradizionale parata del Trouping the Colour: sfilata di tutti i reggimenti del Commonwealth e dell’esercito britanicco, mentre al balcone del palazzo si affacciava la famiglia reale al gran completo.

Watch The Queen and the Royal Family on the balcony of Buckingham Palace for Royal Air Force birthday flypast #TroopingtheColour #Queenat90

Gepostet von The Royal Family am Samstag, 11. Juni 2016

Il principe George e la principessa Charlotte hanno catturato tutta l’attenzione delle telecamere: alla regina Elisabetta, e al suo completo color lime, non è rimasto che lasciare ai nipoti il trono mediatico, almeno per un momento.
Che il compleanno non fosse il loro, poco importa…

Chiudiamo il cerchio degli Epic Win della settimana con chi un cerchio (nella sabbia) l’ha fatto: I Sarcastici 4 per bocca di He-Man (e relative vignette rivisitate) lanciano la sfida a Ennio Doris, fondatore e presidente di Banca Mediolanum, che da anni nelle pubblicità della banca traccia cerchi nella sabbia per indicare la centralità dei suoi clienti.

Gepostet von I sarcastici 4 am Mittwoch, 8. Juni 2016

He-Man attacca, Banca Mediolanum risponde, ma il vero Epic Win va a Ennio Doris.

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Sul versante delle “performance negative” della settimana, partiamo con un fail che a rigore non è sui social, ma del social stesso. E di quello con più iscritti, tra l’altro: il gruppo di ricerca Check Point Software Technologies, infatti, ha scovato una falla nella chat privata di Facebook, che permetteva di modificare i messaggi inviati – cronologia, foto e link inclusi.

Un bug che avrebbe potuto avere anche ripercussioni legali, dal momento che alcuni paesi ammettono le chat come prova in indagini giudiziarie.  La segnalazione del gruppo di ricerca ha comunque attivato subito i tecnici di Zuckerberg, che hanno fatto sapere di aver presto risolto il problema.

Passiamo ai “fatti di casa nostra”.

A quanto pare l’account Facebook di Giuseppe Povia non ha subito bug di nessun tipo, per cui riconduciamo direttamente alla volontà del cantante milanese le sue foto di nudo (o quasi) che ha postato sulla sua pagina: tramite questo passato servizio fotografico per Vanity Fair, Povia ha lanciato anche un appello per realizzare nuovi scatti “senza veli”.

https://www.facebook.com/Giuseppe.Povia/photos/pb.32655699669.-2207520000.1465744772./10154248061709670/?type=3&theater

«Un servizio fotografico politico», lo definisce lui, «per risvegliare i ritardati» – un appello con tanto di hashtag #ScreditarmiPerAccreditarmi.
Stando alle reazioni degli utenti, ci si è fermati solo allo screditarsi: a fare “ooooh” questa volta non sono stati i bambini della sua canzone, ma il pubblico del social, che ha iniziato ad attaccare o ironizzare sul il cantante.
C’è anche da dire che le stesse foto avevano già una volta scatenato polemiche quando Povia le aveva pubblicate dopo aver cantato a Sanremo “Luca era gay”. «Adesso i gay penseranno che quel rompiballe di Povia non è niente male», era stato il suo post nel 2009.

Concludiamo in bellezza. Si fa per dire.
C’è chi in questi giorni ha sbagliato a scegliere la propria divisa… o quanto meno la stagione per indossarla.

Il nuovo outfit delle hostess Alitalia, infatti, è diventato un vero e proprio bersaglio per il pubblico del web, che non ha mancato di ironizzare sui colori scelti e il loro accostamento – meno “istituzionali” rispetto alle altre compagnie, e più adatti a un contesto natalizio. Se non addirittura al Grinch in persona!

 

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Tramite uno scatto e un commento personale, anche Selvaggia Lucarelli non ha mancato di esprimere il proprio disappunto, chiamando in causa i ricordi d’infanzia delle recite scolastiche.

L'ultima (e la prima volta) che ho indossato i collant verdi ero alla recita scolastica e facevo il cespuglio parlante. Molta solidarietà alle hostess di Alitalia, davvero.

Gepostet von Selvaggia Lucarelli am Freitag, 10. Juni 2016

Tutto questo è stato decisamente preso a cuore dagli utenti, che hanno creato anche un evento per il 3 luglio: Salviamo le Hostess Alitalia dalle calze verdiRiusciranno a salvarle?

Sono curiosi di sapere quali sono gli Epic Win e gli Epic Fail che ti hanno colpito maggiormente questa settimana? Vuoi condividerne altri? Facci sapere sulla nostra pagina Facebook.

Foxconn lavoratori

Se i Robot sostituiscono l’uomo al lavoro: cosa insegna il caso Foxconn?

Sta diventando realtà quello che da tempo molti prefigurano: i robot sembrano davvero rappresentare una minaccia attuale – e non solo ipotizzata o futuristica- per i lavoratori “umani”.  L’azienda taiwanese Foxconn, colosso dell’industria dell’elettronica e produttrice di quasi la metà delle componenti dei dispositivi hi tech da consumo venduti nel mondo, già tristemente famosa per le pessime condizioni di lavoro e la raffica di suicidi avvenuti nei suoi stabilimenti (tanto da essere conosciuta anche con il terribile nome “la fabbrica dei suicidi”),  ha deciso solo poche settimane fa di rimpiazzare ben 60.000 mila operai.

LEGGI ANCHE: Il futuro delle consegne della pizza passerà dai Robot?

Il sito cinese d’informazione South China Morning Post ha in effetti riportato la notizia che la società ha ridotto la sua forza lavoro da 110 mila a 50 mila lavoratori.

“Stiamo applicando la robotica e altre tecnologie di produzione in sostituzione delle operazioni ripetitive fatte dai dipendenti, che a loro volta si concentrano di più su altri processi di produzione.”

ha spiegato Foxconn.

L’azienda, nei cui stabilimenti in Cina vengono costruiti gran parte dei prodotti di elettronica di consumo, computer e smartphone, avrebbe giustificato così le sostituzioni di umani con robot, in modo da concentrare le risorse umane non più su attività alienanti e basate su ripetizioni ma su altre con maggiore valore aggiunto. Ma l’accelerazione dell’automazione (e quindi il rimpiazzo di esseri umani con robot) in realtà avrebbe origine dal calo delle vendite degli smartphone e dunque dalla necessità di una riduzione del costo del lavoro.

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Per alcune funzioni aziendali, il futuro dei lavoratori è sempre più incerto?

Il caso Foxcomm è solo l’ultimo di una serie. Il futuro dei lavoratori è quindi sempre più oscuro, dal momento che la minaccia “robotica” è ormai diventata una realtà. Nel mondo, molti lavoratori umani verranno sostituiti dai robot in molte funzioni, causando una perdita di circa 5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2020 (come da report dell’ultimo Forum Economico di Davos). In generale, da tempo si stanno compiendo esperimenti e sviluppando prototipi che vanno nella direzione dell’affiancamento dei robot all’uomo, per diverse funzioni: è un esempio il progetto Atlas della Boston Dynamics.

Nel report del 2013, effettuato dalla Deloitte in collaborazione con l’Oxford University, invece, si prevede che nei prossimi venti anni circa il 35% dei lavori nel Regno Unito e quasi il 50% dei lavori negli Stati Uniti potrebbero essere realizzati non da esseri umani ma da robot.

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Volkswagen, Twitter e Ikea: i migliori annunci stampa della settimana

Come iniziare al meglio la settimana? La risposta è proprio qui sotto. Chi ben comincia…

Volkswagen: Technically

Comprare pezzi di ricambio non originali? Dovrebbero funzionare. Tecnicamente.

Volkswagen, grazie a questa campagna stampa, ci ricorda che bisogna sempre saper distinguere.

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Agenzia: Ogilvy & Mather, Cape Town, Sud Africa
Chief Creative Officer: Pete Case
Executive Creative Director: Tseliso Rangaka
Creative Director: Mike Martin
Creative Group Head / Art Director: Justin Enderstein
Creative Group Head / Copywriter: Dean Paradise
Copywriter: Jenna Smith
Photographer: Guy Neveling
Art Buyer: Merle Bennet
Group Business Director: Vicki Hey
Group Account Director: Stuart Randall
Account Executive: Kayleigh-Moon Holmwood

Twitter: Twitler

Twittare è un gesto semplice, per alcuni scontato. Ma non tutti gli utenti tengono conto della portata delle proprie affermazioni, soprattutto quando si parla di razzismo. Da Twitter a Hitler in meno di 140 caratteri.

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Agenzia: The Creative Circus, Atlanta, USA
Creative Director: Mitch Bennett
Art Director / Illustrator: Eric Percoco
Copywriter: Huu Anh Nguyen

The Ernest Hemingway Museum: His life was his greatest story

Scrittore, giornalista, alla continua ricerca dell’avventura. Se avete amato i suoi romanzi, adorerete la storia della sua vita.

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Agenzia: Ogilvy & Mather, Chicago

Pentagono Security Doors: Your dog is too friendly

Casa, luogo inviolabile. E per far sì che rimanga tale, doveste munirla di una porta blindata.

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Agenzia: Y&R, Argentina
Executive Creative Director: Martín Nino Goldberg
Creative Director: Federico Aubone
Copywriter: Camilo Santander
Art Director: Álvaro Salazar
Account Director: Luz Illescas
Account Executive: Macarena Calvis
Agency Producer: Fernando Costanza
Photographer: Zeninho

IKEA: It’s that affordable

Quanto costa un mobile Ikea? Facendo rapidamente due calcoli, non così tanto!

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Agenzia: Memac Ogilvy & Mather, UAE
Chief Creative Officer: Paul Shearer
Executive Creative Directors: Ramzi Moutran, Attila Nyeki
Associate Creative Director / Art Director: Juliana Paracencio
Associate Creative Director / Copywriter: Luiz Vicente Simoes
Art Directors: Juliana Paracencio, George Serhan
Copywriters: Luiz Vicente Simoes, Maya Khai
Producer: Jimmy Alfred
Illustrator: Bruno Rodrigo de Miranda
Print Producers: Reethu Zacharia, Rafael Malonzo
Account manager: Bernard Abou Nader
Senior Account Manager: Rami Rihani

Allora, siete sazi di annunci stampa e creatività? Per nuovi aggiornamenti l’appuntamento è tra sette giorni!

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