parità di salari

Secret, anche la parità di salario approda nell’advertising P&G

Conoscete Secret? Si tratta di un brand che produce deodoranti femminili, di proprietà di P&G. L’azienda ha da poco rilasciato su YouTube la sua ultima campagna video, “Raise“, che parla in maniera ironica e fresca di uno dei temi più dibattuti e critici degli ultimi anni: la parità di salario tra uomini e donne.

Protagonista è una giovane impegnata ad esercitarsi allo specchio, in preda all’agitazione e all’insicurezza, nel tentativo di trovare la formula migliore per chiedere un aumento al suo capo.

parità di salario

Perché è uno spot di cui vale la pena parlare? Perché oggi, 12 aprile 2016, si festeggia l’Equal Pay Day, giornata simbolica nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della parità salariale e che, al tempo stesso, segna l’ultimo della lunga fila di giorni che una donna deve lavorare in più rispetto ad un uomo per raggiungere il salario che quest’ultimo ha guadagnata nell’anno precedente.

Negli ultimi mesi il tema dell’abbattimento del divario salariale tra generi è tornato più volte alla ribalta, e nelle occasioni più disparate: ricordate ad esempio il discorso di ringraziamento degli Oscar di Patricia Arquette, o le polemiche nate dalle dichiarazioni di Novak Djokovic?

Che si tratti di una tematica molto sentita è ben evidente, e P&G ha abbracciato la causa come già ha fatto in passato con altre tematiche sensibili riguardanti la parità dei sessi e gli stereotipi di genere (in prima fila c’è la campagna #LikeAGirl di Always).

Ecco dunque il video di Secret.

https://www.youtube.com/watch?v=9ilSeJ6B5ro

Certo, “Raise” non è uno spot destinato allo stesso successo di #LikeAGirl, e probabilmente non ne ha la pretesa. Del resto da una pubblicità ci aspettiamo che lasci un sorriso, un’emozione, soddisfazione, che magari ispiri una riflessione, che ci invogli (anche) a comprare o a sapere di più su un prodotto. E a nostro modo di vedere, questo spot ci riesce benissimo, creando una connessione con il pubblico giusto: quello delle giovani ragazze che ancora oggi fanno la loro parte per la parità dei sessi, tra le fatiche (e le sudate) della vita di tutti i giorni.

Nel guardare questo spot mi è subito tornata alla mente la campagna di Ottica Avanzi, che qualche anno fa proponeva la stessa scena, ma a ruoli invertiti. Nella campagna italiana era infatti l’uomo a chiedere un aumento, mentre la versione femminile dello spot vedeva protagonista una giovane intenta ad allenarsi per trovare la scusa migliore per avere rovinato l’auto del fidanzato.

Molto meglio Secret, no? 😉

In ricordo di Gianroberto Casaleggio: una nuova visione di politica e comunicazione

Gianroberto Casaleggio.

Negli ultimi cinque anni, un nome cui è stato associato di tutto, considerando il tragitto che ha preso la sua vita professionale e personale.

Da tutti ricordato come il Guru del Movimento 5 Stelle, la scomparsa di Casaleggio sembra dare spazio, complice il silenzio degli avversari politici, ad una riflessione.

Uno dei migliori pensieri lo ha scritto Stefano Quintarelli, altro illustre attore della vita digitale italiana e oggi parlamentare, che su Facebook scrive:

“È morto Gianroberto Casaleggio. Comunque la si pensi, era un visionario pragmatico. Due doti difficili da assommare. Un abbraccio a Davide”.

Casaleggio non era (solo) il cofondatore del M5S.

Era in primis un profondo conoscitore del web, che ha fatto discutere per le sue teorie (vedasi i video Gaia e Prometeus che ipotizzavano la fine dell’attuale modello di governo in favore di una nuova forma di democrazia, profondamente diversa da come la conosciamo, in cui il verbo “uno vale uno” diventava realtà, grazie alla Rete), e che ogni anno – ad esempio – era in grado di fornire, grazie al lavoro del team della sua Casaleggio Associati, uno dei report meglio assortiti sull’eCommerce in Italia.

Da Wikipedia

Da Wikipedia

Un altro grande nome celebre della vita politica italiana, Antonio Di Pietro, aveva scelto la Casaleggio Associati per lavorare alla sua comunicazione negli anni difficili del secondo governo Prodi. Era il 2007, e Di Pietro era il primo italiano a svolgere una conferenza stampa in diretta da Second Life.

Altri tempi, altri mondi, altre abitudini nel comunicare: certo, agli occhi dei più rappresentavano un nuovo modo di intendere il marketing politico. Forse sì o forse no: certo, immaginare una conferenza stampa politica su Second Life era innovativo anche per gli USA, e forse l’unico che in Italia poteva immaginare quell’azione tattica era proprio GianRoberto Casaleggio.

E ancora: negli anni del quarto governo Berlusconi, ricordiamo il sito di ChiareLettere e il lavoro con uno degli editori meno allineati del Paese.

Perché GianRoberto Casaleggio stava sempre lì, a insidiare i potenti, a provocarli ed a provocare.

Lavorando dietro le quinte, andando avanti con una sua visione. Oggi il M5S perde uno dei suoi fondatori e chi vive e lavora nel web, non potrà negare che al netto delle posizioni politiche il suo è stato un contributo prezioso, se non altro per la libertà con cui ha sempre interagito con la Rete e per la Rete, considerata libera e senza padroni, quindi abitabile e sfruttabile in favore dell’idea – qualsiasi essa sia.

Il Web italiano perde uno dei suoi protagonisti più controversi. E questa, per un media che della diversità fa uno dei punto di forza, è in ogni caso una perdita. Una cosa è certa: la sua eredità continuerà a farsi sentire ed è ancora del tutto da decifrare.

Oggetti visti al #Fuorisalone2016 che vorremmo in ufficio

L’11 aprile abbiamo visitato in anteprima la Triennale di Milano e il Tortona District per il Fuorisalone, l’evento associato al Salone del Mobile che ogni anno rende Milano la mecca di designer, architetti e creativi da tutto il mondo.

Girando tra gli espositori, non abbiamo potuto fare a meno di pensare: “quanto sarebbe bello averlo in ufficio!” ed ecco che è nata questa lista di oggetti che in ufficio ci starebbero proprio bene. Enjoy!

Comode sedute p!nto

Trascorrere 8 ore al giorno su una sedia scomoda non è il massimo per la nostra schiena. I cuscini e le sedie p!nto sono pensati per favorire una corretta postura grazie alla tecnica ETHREEM, regolando l’equilibrio di tutto il corpo sotto la forza di gravità.

fuorisalone2016Lumiere, una lampada cult

Era il 1990 quando Foscarini presentò questa lampada di vetro soffiato e treppiede in alluminio, nata dall’incontro con il designer Rodolfo Dordoni. Dopo 25 anni, l’azienda presenta una special edition specchiata con una video-installazione che raccontano gli avvenimenti più importanti di questo lustro.

Foscarini

L’azienda è presente anche con una mostra al Museo Poldi Pezzoli e al Foscarini Spazio Brera.

La penna progettata dai motociclisti

Una penna in fibra di carbonio progettata da Sertum, storica casa motociclistica milanese. In fibra di carbonio, leggerissima, si adatta a tutti gli stili di scrittura poiché progettata con un approccio ingegneristico.

Fuorisalone Penna_02

Il purificatore Dyson

Immancabile in qualsiasi ufficio: il purificatore Dyson  rimuove dall’aria indoor il 99,95% degli allergeni e degli agenti inquinanti. Per lavorare in un ambiente più pulito e silenzioso in ogni stagione dell’anno.

Fuorisalone Dyson

La smart TV ideata da Ronan & Erwan Bouroullec

Chi ha detto che i televisori non posso essere concepiti come oggetti di arredamento? I designer Bouroullec hanno progettato per Samsung Serif TV, un televisore delimitato da un bordo che ne enfatizza lo schermo e che lo rende una presenza che riesce a convivere con qualsiasi ambiente grazie all’utilizzo dell’ambiente.

Fuorisalone samsung

Perfetto per le sale riunioni o in area relax.

Lift-Bit, il divano interattivo

“The world’s first Internet-connected sofa”, come potremmo non volerlo in ufficio? Lift-Bit, presentato da Carlo Ratti associati alla mostra STANZE: altre filosofie dell’abitare alla Triennale, consiste in una serie di sgabelli, modulari, che sfruttano le tecnologie IoT per definire una nuova esperienza abitativa. Si più riconfigurare tramite app e trasformarlo in poltrona, letto o persino un piccolo auditorium.

Smart Sofa

Smart Sofa

Il tavolo per le riunioni in movimento

È del 1993 il Tour Table di Gae Aulenti, visto sempre alle Triennale alla mostra Women in Italian Design. A noi sembra perfetto per le riunioni.

Fuorisalone Tour

La libreria fai-da-te

L’Ebay Lab presso il Superstudio più di via Tortona promuove il Design It Yourself!, un invito a rimboccarsi le maniche per realizzare ciò che ancora non esiste, senza limiti alla fantasia. Tra le proposte, segnaliamo la Libreria da Frigo vintage: un vecchio elettrodomestico non funzionante diventa una raffinata, e originale, libreria.
Fuorisalone Ebay

Potere al triangolo

Astro-logical design: così si presenta Dozen che mette in mostra la sua prima collezione che esplora il tema del triangolo mettendo insieme i concetti di simbolismo, patafisica e semiologia. Segnaliamo la libreria Noon e il Triangolo della creatività, che nell’ufficio del CEO ci sta proprio bene.

Fuorisalone Dozen

 

Casse come sculture

Fuorisalone Kef
Qualità del suono e design innovativo, le “KEF OBSESSIONS” sono a metà tra diffusori di suono e sculture nate dalla collaborazione con Ross Lovegrove.

Dopo aver girato Tortona come delle trottole, sperando di averti dato un’anticipazione corposa di quello che troverai durante la settimana, non ci resta che darti appuntamento ai prossimi giorni.

Stay tuned for more #Fuorisalone2016!

Smart Wall: vernici elettriche e altre super tecnologie per le pareti del futuro

“Ah, se i muri potessero parlare!” 

Quante volte ti è capitato di dire o sentire questa frase? Ebbene, pare che gli esperti abbiano recepito il messaggio e siano corsi ai ripari. Oggi, infatti, se vogliamo che i nostri muri diventino dei veri e propri smart wall, ovvero strumenti multimediali e interattivi, vivi e capaci di raccontare storie, abbiamo tantissime soluzioni a disposizione.

Vediamone alcune!

Videoproiettori interattivi

smart wall

Sono l’evoluzione dei normali videoproiettori. Ce ne sono di diversi tipi, ma il principio di base è quello di unire alla semplice proiezione luminosa un rilevatore di movimento e prossimità (tipo il kinect, per intenderci), che permetta al dispositivo di riconoscere i gesti compiuti nel raggio d’azione dell’immagine proiettata e trasformarli in input.

Spesso questi rilevatori sono collegati ad un dispositivo wireless, come una smart pen, per rendere la rilevazione molto più precisa. È la stessa tecnologia che puoi trovare oggi in molte scuole in quella che si chiama L.I.M., ovvero Lavagna Interattiva Multimediale, ormai sempre più diffusa.

Il prezzo di questi videoproiettori si aggira più o meno intorno ai 2000-3000€, il che fa sì che la diffusione per l’utilizzo domestico sia ancora limitata.

Schermi touchscreen

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La tecnologia del touchscreen sta diventando sempre più raffinata e si riescono ad avere schermi interattivi sempre più grandi e precisi nel rilevamento del tocco, tanto da poter essere paragonati a degli enormi tablet, con tanto di sistema operativo integrato.

Si parte dalle Smart tv, si procede attraverso i ledwall, si passa per i dispositivi integrati come gli smart desk e si giunge fino avere vere e proprie pareti interattive, gli smart wall, per l’appunto, come questo prodotto da Touchwindow.

touch_wall_banner

Smart paint

Ma c’è anche chi si spinge oltre e riesce a creare delle tecnologie che ci permettono di rendere interattiva una semplice parete di cemento: sto parlando della Touch Board di Bare Conductive, azienda che ha sviluppato il progetto di una electric paint, ovvero una vernice elettroconduttrice capace di raccogliere e trasmettere un input da un capo all’altro di un qualsiasi disegno, tramite il semplice tocco.

Il funzionamento è semplicissimo: si dipinge un’immagine su un muro (ma anche su qualsiasi altro supporto) e in un angolo si collega una piccola scheda arduino, programmabile a piacere (e in dotazione con lo starter kit), che raccoglie l’impulso e lo traduce in quello che più ci piace.

Non ci credi? Guardail video che ti propongo qui sotto.

Evoluzioni sul tema e Super Smart Wall

C’è anche chi riesce a prendere tutte queste tecnologie ed integrarle insieme, con risultati davvero strabilianti.

Questo, ad esempio, è l’Interactive Touch Wall che Dalziel and Pow, azienda esperta in brand and retail design, ha creato in occasione del London Retail Design Expo del 2015.

Lo vorresti in camera tua, vero? 😉

i messaggi perduti di facebookmessenger

I messaggi “perduti” di Facebook Messenger

C’era una volta la cartella altri, e ci finivano tutti i messaggi di persone che non erano vostre amiche su Facebook.

Quella cartella fu eliminata e vi dissero che tutti i messaggi sarebbero arrivati nella inbox di Facebook messenger.

Ma non è così. Facebook ha impostato per default alcuni filtri per impedire che la vostra casella in entrata si riempia di messaggi spam.

I filtri funzionano, a volte, fin troppo bene, e potrebbe succedere che certi messaggi non vi arrivino, anche se legittimi.

Come fare a recuperarli?

In pochi passaggi da Facebook messenger è semplicissimo. Nel video vedete i passaggi necessari se usato un dispositivo iOs, ma sono sostanzialmente identici ai passaggi che dovrebbero seguire i possessori di dispositivi Android: l’unica differenza è che il menu impostazioni va cercato in alto, tutto qui.

Se preferite leggere i passaggi, sono descritti poco dopo il video, in questo stesso post.

Le istruzioni passo a passo

Dopo che avete aperto Facebook messenger nel vostro dispositivo, aprite il menu impostazioni.

Da qui selezionate la voce persone.

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Nella nuova schermata selezionate richieste di messaggi

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Ora selezionate vedi richieste con filtri.

i messaggi perduti di facebook messenger 2

Comparirà l’elenco dei messaggi filtrati.

Potrete scorrerli uno per uno e decidere se sono messaggi legittimi oppure li volete confermare come spam.

i messaggi perduti di facebook messenger 1

Basterà cliccare su modifica e poi sul pulsante accetta o elimina a seconda dei casi.

Diteci: ne avevate persi di importanti?

The Nextdoor Hello: l’esperimento di socializzazione di NESCAFÉ

Milano, zona Navigli.

Sembra una mattina come tante altre, ma per i condomini di questo palazzo c’è qualcosa di diverso: sono diventati i protagonisti di un esperimento sociale di NESCAFÉ volto ad abbattere qualsiasi tipo di diffidenza.

Frame Nextdoor Hello 3

Come? Installando dei tavoli/ponte tra i balconi del condominio e dando vita ad un momento di confronto e conoscenza tra gli abitanti coinvolti.

Il video della campagna, ideato da Publicis Italia con la regia di Claudio Gallinella, mostra il prima e il dopo. Le persone che vivono in questo palazzo normalmente fanno fatica a relazionarsi tra di loro ma dopo l’esperimento vedrete i condomini coinvolti e intenti a chiacchierare davanti ad una tazza di caffè.

“L’esperimento sociale The Nextdoor Hello è nato grazie all’individuazione di un fenomeno sempre più forte nelle città italiane, ovvero la crescente difficoltà delle persone di comunicare con i propri vicini di casa – afferma Matteo Cattaneo, Marketing Manager NESCAFÉ – L’obiettivo che abbiamo raggiunto è stato quello di dimostrare empiricamente, attraverso un concreto esperimento “sul campo” raccontato da un video, che è possibile ridurre le distanze venutesi a creare tra dirimpettai anche con un semplice gesto, come offrire una tazza di caffè. Grazie a delle telecamere nascoste abbiamo ripreso la diffidenza tra i condòmini all’interno di un palazzo, e abbiamo dato loro la possibilità di abbattere le distanze con un ponte che li avvicinasse, non solo metaforicamente ma anche fisicamente. In questo caso il “ponte” era proprio un tavolo con sopra due Red Mug NESCAFÉ. Il risultato è stato un inaspettato avvicinamento tra vicini di casa”.

NESCAFÉ, grazie alla sua forza valoriale, rappresenta quell’occasione in più per iniziare qualcosa di non programmato, mentre la sua tazza rossa allontana l’imbarazzo e annulla le distanze con gli altri. Questa la sfida che il brand, nell’ambito del più ampio progetto internazionale RedVolution realizzato per il riposizionamento della marca, lancia, dimostrando come la sua mug fumante sia in grado di far socializzare chiunque.

 

CREDITS:
Title name: The Nextdoor Hello
Media: outdoor/live experience/ambient
Published: 11/04/2016
Azienda: Nescafé Italia
Advertising Agency: Publicis Italy
Executive Creative Director: Bruno Bertelli, Cristiana Boccassini
Associate Creative Director: Paolo Bartalucci, Alessandro Candito
Art Director: Alessandro Candito
Copywriter: Paolo Bartalucci
Digital Associate Creative Director: Azeglio Bozzardi, Martino Lapini
Planner: Guglielmo Pezzino,
Account Director: Barbara Pusca,
Account Manager: Filippo D’Andrea,
Agency Producers: Isabella Guazzone
Production House: Bedeschi Film
Director: Claudio Gallinella
Editor: Fabrizio Squeo
Agenzia PR: Found!

Una lista completa dei tool indispensabili per fare Digital Marketing

Rispetto a qualche tempo fa, i marketer di oggi sono più fortunati: hanno a disposizione migliaia di tool di digital marketing che permettono di automatizzare molti processi del loro lavoro e migliorare le performance di business.

Di sicuro però, orientarsi in questa giungla di strumenti è diventato molto difficile, come insegna Scott Brinker nel suo Marketing Technology Landscape, il numero dei tool a disposizione nel 2016 è triplicato rispetto al 2014!

tool indispensabili per Digital Marketing

A proposito, oggi voglio proporti un’infografica di Smartinsights che ti aiuta a fare ordine tra le migliaia di tool a disposizione.

L’infografica organizza gli strumenti secondo il framework RACE (Reach, Act, Engage, Convert) e seleziona 5 tool per ognuna delle 30 categorie individuate. 

I tool sono stati scelti per la loro caratteristica di essere low-cost e molto popolari.

tool indispensabili per Digital Marketing

Spero che questa risorsa ti sia utile: e tu cosa ne pensi? Sei riuscito a trovare qualche tool di marketing digitale celebre, ma che non è stato incluso?

La startup Better Boyfriend promette di trasformarti in un fidanzato migliore

Oberati di lavoro e innamorati, i giovani innovatori della Silicon Valley hanno ora una startup che li può aiutare a migliore i loro rapporti personali. Pensare però che il fenomeno si limiti alla Silicon Valley è un grave errore. Per gran parte degli startupper del mondo gestire al meglio le relazioni personali è molto difficile.

Il motivo è sempre lo stesso. Ci si concentra sulla carriera o sullo sviluppo dell’idea di startup e ci si scorda delle date degli anniversari, delle date di compleanno delle consorti, o peggio, dell’appuntamento a cena appena concordato.

La startup Better Boyfriend promette di trasformarti in un fidanzato migliore

La tecnologia ha tentato di venire in soccorso nei modi più disparati: agende online, calendari digitali e app di ogni genere. Purtroppo non sono bastate perché come dice il famoso proverbio: “chi nasce tondo non può morire quadrato” e soprattutto, ditemi chi di voi ha il tempo di fermarsi a leggere tutte le notifiche che compaiono sullo schermo dello smartphone?

Fortunatamente per noi, la startup Better Boyfriend si è messa a disposizione per contribuire a rendere la vita, e l’amore, più facile per chi ha una grave forma di dipendenza dal lavoro.

I servizi di Better Boyfriend

Dan Sullivan, CEO di Better Boyfriend, ha avviato da poco un servizio di abbonamento noto come Better Boyfriend, che offre ogni mese un regalo per la moglie o la fidanzata del cliente al costo di 70 dollari.

La startup Better Boyfriend promette di trasformarti in un fidanzato migliore

Il servizio, attualmente in versione beta, ha già 350 iscritti (tra fidanzati e mariti) e dalla sua creazione ha generato 17.000 dollari al mese. Sullivan sostiene che la maggior parte degli iscritti sono uomini che lavorano nel settore della tecnologia per aziende come Apple, Google, e Facebook.

Come funziona?

Dopo essersi abbonati i membri possono scegliere da un elenco di sette doni possibili, (compreso il cioccolato, il set di thè, la manicure, etc.), che poi vengano consegnati in un pacchetto senza etichetta (e senza sospetti) dritti ai clienti.

Si potrebbe pensare ad una sorta di crimine perfetto, un segreto da nascondere a tutti i costi. In realtà Sullivan sostiene che circa la metà delle donne sono a conoscenza del coinvolgimento di Better Boyfriend nei loro rapporti personali.

Tale è l’importanza del suo ruolo nella vita di questi romantici distratti, che Sullivan si definisce come un coach delle relazioni personali per i suoi clienti. Qualcosa di simile ad un moderno Cyrano de Bergerac anche se con un approccio di corteggiamento palesemente più materialista.

La critica più ovvia è legata ovviamente al fatto che l’app sia dedicata solo agli uomini, come se non ci fossero donne startupper altrettanto oberate e che necessitano di un supporto per gestire le proprie relazioni. Non ci resta che aspettare il rilascio di Better Girlfriend ma ci rendiamo conto che era necessario supportare prima noi ragazzi, che abbiamo decisamente maggiori problemi per quanto riguarda il multitasking.

Marketing Transpersonale in GDO: la case history Despar

Da quando abbiamo coniato il termine Marketing Transpersonale, molti ci hanno chiesto di definirlo, ma effettivamente non è facile. Possiamo dire che quell’aggettivo, transpersonale, sta ad identificare un marketing che mira alla soddisfazione dei bisogni di un maggior numero di soggetti e di bisogni oltre a quelli costituiti dai clienti e dai classici stakeholder e dai loro bisogni funzionali ed emotivi: un marketing in cui, olisticamente, si cerca di fare vincere veramente tutti.

Ma niente paura: se stavamo cercando una case history chiarificatrice del nuovo marketing, quello che sta emergendo e che sentiamo sempre più vicino a noi e che noi definiamo appunto Transpersonale, a Padova ne abbiamo trovata una molto significativa.

Uno sforzo davvero imponente – sei giorni di workshop formativi, suggestioni digitali, laboratori creativi, rappresentazioni teatrali, show cooking, degustazioni all’interno di un centro culturale prestigioso – per affermare che il cuore dell’azione di marketing di Despar Nord-Est è un’essenza, un modo di essere prima ancora che una strategia di marketing, un’intenzione, un valore che può essere riassunto in una sola parola: responsabilità.

Responsabilità

Il nuovo Marketing Transpersonale trasmette una bella sensazione: che c’è qualcuno che crede davvero in qualcosa

Quello che abbiamo sentito al Despar Festival che si è tenuto nel Centro Culturale Altinate / San Gaetano, nel cuore di Padova, si è andato via via definendo e chiarendo nello svolgersi della manifestazione: tanta informazione sulle iniziative che Despar Nord-Est svolge ogni giorno per realizzare concretamente i quattro valori che Despar ha individuato come radice delle sue azioni – attenzione al cliente, attenzione alle persone, innovazione, sostenibilità – ma soprattutto tante esperienze, dalle degustazioni agli incontri formativi fino agli spettacoli teatrali.

E poi una bella sensazione, qualcosa che senti prima ancora di razionalizzarlo: che qui c’è un gruppo di persone che crede veramente in qualcosa e che ce la sta mettendo tutta per trasmettertelo, con tutti i mezzi possibili.

Despar Festival 2016

La nuova era dell’offerta responsabile: le aziende devono assumersi la responsabilità di quello che offrono alle persone

Ciò in cui crede Despar si è capito bene unendo i puntini dei numerosi eventi della manifestazione: è appunto l’impegno a prendersi delle responsabilità in più rispetto a quelle che ci aspetterebbe da un’azienda della grande distribuzione che volesse impostare la sua azione sul mercato secondo i criteri tradizionali del vecchio marketing.

Non basta offrire tutto a tutti, avere un assortimento di prodotti enorme, non basta puntare alla convenienza, non basta essere sorridenti; occorre che l’azienda utilizzi il suo grande potere che ha nel determinare le scelte dei clienti per aiutarli a fare le scelte giuste, proponendo ad esempio nuove scelte alimentari e creando nuova consapevolezza circa il potere del cibo nel determinare il nostro stato di salute e la nostra vitalità, e questo a partire già dalle scuole; è necessario che l’azienda si impegni verso il territorio, per impattare positivamente verso chi è cliente e chi non lo è, come ad esempio lottando contro lo spreco collaborando con Last Minute Market e il Banco Alimentare e redistribuendo quintali di alimenti a chi si trova in difficoltà; è fondamentale costruire punti vendita capaci non soltanto di risparmiare energia ma di essere addirittura autosufficienti.

Sapori del Nostro Territorio: Face-to-face Marketing

Il tema dell’identità è già emerso prepotentemente nel marketing degli ultimi anni: le persone hanno dimostrato di cercare proposte sempre meno massificate e anonime, preferendo invece indirizzare le loro scelte di acquisto verso offerte che abbiano un volto, un nome, un’identità umana e non soltanto societaria.

In campo alimentare questo bisogno è ancora più forte, perché si unisce al bisogno profondo di fiducia: stabilire un legame che consenta appunto di potersi fidare del cibo che introduciamo nel nostro corpo è diventata infatti una priorità per la maggior parte delle persone.
In questo senso, il territorio ed i suoi produttori soddisfano questo bisogno di identità che conduce alla fiducia: è un marketing che si fa faccia a faccia, dove è fondamentale conoscere di persona chi produce ciò di cui ti alimenti.
Questo tema è al centro di Sapori del Nostro Territorio, il marchio che contraddistingue i prodotti Despar Nord-Est che sono appunto prodotti dagli artigiani del cibo presenti nelle regioni in cui operano i punti vendita Despar Nord-Est.

Ed anche al Despar Festival è stato possibile incontrare faccia a faccia i produttori veneti che forniscono questa gamma specifica di prodotti : degustare prodotti insieme a chi li ha realizzati è una pratica che crea un forte legame transpersonale, uno scambio di valori alla pari tra produttore, cliente e distributore. Che si guardano in faccia e stabiliscono un rapporto di reciproca fiducia.

Despar Festival 2016

Il nuovo Marketing Transpersonale come architettura delle scelte: le aziende devono aiutare le persone a scegliere

“Architettura delle scelte”: questa espressione racchiude il senso dello sforzo di Despar nei confronti della creazione di una nuova consapevolezza alimentare dei suoi clienti. Un’azienda come Despar sa di avere un grande potere: scegliendo cosa offrire e cosa lasciare fuori dai suoi scaffali determina le scelte dei suoi clienti.

Ampliando lo spazio e dando risalto nel punto vendita a ciò che fa bene, è sano, è positivo per la nostra vita, Despar aiuta le persone a fare scelte più sane per se stesse. Allocando i propri budget di comunicazione, sia on line che off line, sui temi della sana alimentazione e dei corretti stili di vita, piuttosto che semplicemente pubblicizzare prodotti e sconti speciali, Despar utilizza le sue energie di marketing in modo nuovo e più responsabile: non addossare al cliente tutta la responsabilità di prendere le giuste decisioni verso se stesso, ma prendersi come azienda la responsabilità di ciò che offre perché questa selezione costituisca una base sana sulla quale il cliente possa costruire uno stile di vita più sano per sé e per la propria famiglia.

E c’è anche una responsabilità grande verso il futuro, nei confronti delle nuove generazioni: per Despar è fondamentale creare cultura alimentare già nei bambini, informandoli nel giusto modo sui temi alimentari, divertendoli e appassionandoli con spettacoli ed attività pensate per loro. Proprio per questo, durante il Despar Festival, in ciascuna delle giornate dell’evento, ogni mattina è stata dedicata a loro, con interventi studiati da pedagogisti, nutrizionisti, chef, psicologi ed operatori teatrali.

E questo è un impegno di Despar che parte da lontano e che fa parte del più ampio progetto di educazione alimentare per le scuole “Le Buone Abitudini”, che dal 2010 ha già coinvolto più di 1500 classi e oltre 40.000 bambini.

Despar Festival 2016

Casa di Vita: la salute è un bisogno profondo di crescita

La salute è un concetto che per la maggior parte di noi consiste semplicemente nell’assenza di malattia. In realtà la salute è molto di più: è un percorso verso la massima espressione delle nostre energie vitali, in modo che queste ci consentano di fare ciò che sentiamo essere veramente importante per noi e che ci permettano di dare pieno contenuto e significato alla nostra vita attraverso le nostre azioni. Salute è, in definitiva libertà di portare a termine i nostri obiettivi esistenziali, vivere pienamente la nostra vita, al meglio, ad ogni età.
Una libertà che si conquista giorno per giorno, prendendo consapevolezza di quanto sono importanti le nostre scelte nel determinare questo nostro più alto grado di libertà.
In termini di Marketing Transpersonale quindi, la cura di se stessi è riconducibile al bisogno profondo di crescita personale, “Personal Growth”: imparare a vivere nel modo migliore, partendo dalle nostre abitudini di vita, come l’alimentazione, l’attività fisica, l’equilibrio interiore e la gestione dello stress. Si tratta del nostro bisogno profondo di migliorare attraverso l’impegno, per sentire che stiamo facendo qualcosa che ci fa crescere.
Questi temi sono al Centro di Casa di Vita Despar: una testata web il cui Direttore è il Dr.Filippo Ongaro, testata che è il luogo virtuale del Progetto Salute Despar che, nell’ambito del Despar Festival è diventato anche un luogo fisico, dove hanno preso vita le dimostrazioni dello chef Stefano Polato, supportato dai nutrizionisti Filippo Brocadello e Lucio Parrello.

Il fulcro della proposta di crescita personale Despar in tema di corretta alimentazione consiste nel piatto unico: consumare ad ogni pasto una precisa proporzione tra carboidrati da verdura e frutta (50%), carboidrati da cereali integrali o patate (25%), proteine animali e vegetali da pesce, carne, uova e legumi (25%). Un sistema semplice, intorno al quale elaborare sane e gustose combinazioni sempre nuove, anche con i suggerimenti disponibili sul sito casadivita.despar.it

Despar Festival 2016

Nel nuovo Marketing Transpersonale l’azienda è anche il tuo coach: trasmette l’energia per amare la vita

Tra i sedici bisogni profondi che abbiamo individuato nella nostra ricerca sul Marketing Transpersonale ce n’è uno che abbiamo definito Personal Growth: il bisogno delle persone di prendere in mano la loro vita, in ogni campo, e migliorare. A Padova ne abbiamo avuto un chiaro esempio di come soddisfare questo bisogno profondo.

Quando un’azienda ti offre un’intera giornata con un prestigioso esperto di alimentazione, intervallata da un pranzo pensato per la tua salute che si conclude con un caffè rigorosamente senza zucchero, e alla fine della giornata ti regala anche un piatto in ceramica con stampate le giuste proporzioni di nutrienti per creare un perfetto piatto unico, ti rendi conto che nel nuovo marketing l’azienda non è più soltanto un’organizzazione che cerca di soddisfare semplicemente i tuoi desideri quali che siano per ricavarne un profitto.

Capisci che siamo entrati in una nuova era: quella in cui le aziende si prendono la responsabilità di cercare di indirizzarti verso ciò che è meglio per te e che può farti vivere meglio. Per farti crescere come persona.

L’azienda diventa di fatto il tuo coach: ti informa, ti rende più consapevole e soprattutto cerca di trasmetterti il valore fondamentale che è costituito dall’amore per la vita, che passa necessariamente attraverso la cura di se stessi per mezzo delle nostre scelte.

Questo impegno nel trasmettere l’energia giusta che aiuti le persone a prendersi maggiore responsabilità verso se stesse ha avuto infatti il suo culmine nella giornata conclusiva, domenica 20 marzo: nell’auditorium del San Gaetano, il Dr.Filippo Ongaro, precursore della medicina preventiva ed anti invecchiamento, colui che per intenderci si è preso cura anche dell’alimentazione degli astronauti italiani, si è profuso per un’intera giornata per farci capire quali siano le scelte migliori da fare per mantenerci in salute e potenziare la nostra vitalità.

Quello che è passato tra il Dr.Ongaro e il pubblico, però, non è stato soltanto un flusso di informazioni: è stata un’energia potente, fatta di volontà, autodisciplina, desiderio di stare bene e di stare meglio, che poi è la risorsa indispensabile, il carburante che consente di intraprendere il viaggio che ci porta a prendere davvero in mano la nostra vita, in modo globale.

Filippo Ongaro

 

La socialità è il cuore del nuovo Marketing Transpersonale

Tirando le fila di questa interessante, sana e piacevole esperienza padovana quello che emerge è una considerazione strategica: la socialità, creare comunità, è diventato il cuore del nuovo Marketing Olistico.

I temi della socialità, del benessere, della sostenibilità, che fino ad adesso, ammettiamolo, erano relegati nelle pagine finali delle brochure istituzionali e in una paginetta dei siti aziendali, stanno diventando realmente il motore delle azioni di marketing.

Questi valori contribuiscono sempre più alla selezione della gamma dei prodotti offerta, ispirano la creazione di nuovi prodotti e servizi, costituiscono il contenuto principale dell’azione e della narrativa aziendale.

L’attenzione si sta ampliando dalla focalizzazione del momento del consumo verso anche le fasi che lo precedono e lo seguono: cosa avviene prima che un prodotto venga realizzato, da dove viene, quale distanza ha percorso, come è stato prodotto, chi lo ha prodotto; cosa avviene dopo il suo consumo, cioè qual è il suo impatto sulla vita delle persone, sulla comunità, sul territorio, sulle future generazioni.

Quello che sta emergendo è quindi un marketing che possiamo davvero chiamare transpersonale: prende in considerazione tutto, il prodotto ma anche il processo, e amplia finalmente l’identità dei produttori e clienti: non più soltanto produttori e consumatori di beni, ma persone al centro di flussi di relazioni che estendono ben al di là degli scaffali dei supermercati.

Persone responsabili, che non producono e acquistano più soltanto prodotti, ma interi processi di produzione, fruizione e infine di rientro nell’ambiente di ciò che acquistano.
A Padova ci sembra che tutto questo, non così facile da spiegare con le parole, si sia manifestato concretamente, con naturalezza e semplicità, che poi è il modo migliore per ottenere veri risultati di cambiamento.

Chi sarà il Top Innovator? Al via il 12 e 13 aprile la seconda edizione di My Vodafone Hack

Gli hackathon rappresentano da qualche tempo una leva innovativa a disposizione di brand e aziende per portare innovazioni fresche e di rottura attraverso logiche disruptive di open innovation.

All’interno di questa arena si posiziona come protagonista Vodafone invitando giovani sviluppatori, startupper ed esperti del mondo IT – dal digital design al marketing digitale – a partecipare a “My Vodafone Hack”, l’hackathon dedicato all’app My Vodafone che si terrà al Vodafone Village di Milano il 12 e 13 aprile 2016.

Nel corso di una maratona di 24 ore i partecipanti dovranno presentare un progetto innovativo per migliorare il controllo e la gestione dei propri giga attraverso l’app My Vodafone. L’obiettivo è quello di creare un’esperienza sempre più coinvolgente per il cliente che può non solo tenere monitorato il proprio traffico dati ma anche scoprire come sfruttarlo al meglio, ricevendo offerte personalizzate in tempo reale.

Cosa dovranno aspettarsi i partecipanti? Ho avuto il piacere di chiederlo direttamente a Barbara Cominelli, Direttore Commercial Operations di Vodafone Italia.

24 ore no stop di coding, prototipazione e divertimento, con vista su tutta Milano, dall’ottavo piano del Red Bar del nostro Vodafone Village. I progetti verranno presentati a un’ampia giuria, che oltre al nostro management include alcuni player high tech.

I progetti saranno valutati sulla base dell’originalità, della fattibilità tecnica e del time-to-market. Sarà un’esperienza entusiasmante ed energetica per tutti!”

Le registrazioni (fino al 5 Aprile 2016) hanno permesso di chiamare a raccolta talenti con percorsi ed esperienze eterogenee: i tre progetti vincitori saranno premiati con smartphone top di gamma e offerte speciali dedicate.

Come è nata questa idea innovativa? Cito sempre le parole di Barbara Cominelli:

In un’ottica di collaborazione e co-creazione tra azienda e consumatore ci siamo resi conto che invece di testare soluzioni e prototipi con i nostri clienti potevamo fare di più: farli sviluppare direttamente a loro.

L’hackathon nasce con l’obiettivo di far lavorare assieme giovani con differenti background (design, ingegneria, marketing, etc.). Proprio da chi vive il digitale tutti i giorni ci aspettiamo dei progetti per disegnare le esperienze digitali di domani, assicurandoci cosi che la nostra app, canale di interazione principale tra Vodafone e i clienti con oltre 35 milioni di visite al mese, sia sempre up-to-date e differenziante.

Per Vodafone Italia è la seconda volta

Vodafone Italia non è nuova all’organizzazione di hackathon: già nel 2015, infatti, la media company aveva dato vita a un hackathon focalizzato su temi affini, ottenendo rilevanti riscontro in termini di interesse offline e online. Ecco sotto il video dei vincitori, un anno dopo.

A livello di social buzz, i contenuti social prodotti e pubblicati sulle properties Vodafone Italia utilizzate durante My Vodafone Hack 2015 (Facebook, Twitter e Periscope) hanno generato più di 700.000 visualizzazioni, con un engagement di quasi 33.000 interazioni totali.

Anche per quest’anno, le attese da parte dell’azienda verso i partecipanti e l’evento sono altissime:

“Il team vincitore del 2015 ha lasciato un forte impatto su My Vodafone App. La sezione “Costi e traffico” di oggi, tra le più visitate, è proprio il risultato dello scorso hackathon. Il Team 404 ha infatti sviluppato diversi prototipi, che abbiamo poi testato in usability lab con i clienti, e portato infine in produzione.

Quest’anno il brief è sulla gestione dei Giga: ci aspettiamo proposte e idee nuove e profondamente innovative.”

Che dire: non resta che seguire la diretta social, seguendo e interagendo con l’hashtag #‎MyVodafoneHack!