La settimana sui social: Star Wars e altre news

Buona summa social del venerdì a tutti!

È stata una settimana impegnativa e non hai avuto tempo di leggere con attenzione i nostri articoli?

Sei fortunato: siamo il tuo compagno di classe sempre preparato, a cui chiedere al volo un riassunto prima dell’interrogazione. 😉

Per cosa si sono agitati i social – e il web in generale – negli ultimi 7 giorni e quali sono le novità da tener presente?

Si parte!

Facebook 

Quelli appena trascorsi sono stati i giorni del nuovo, attesissimo, episodio di Star Wars!

Ne parlano tutti da mesi e negli ultimi giorni il chiacchiericcio intorno a Il risveglio della forza è diventato un vero e proprio frastuono.

Le piazze social potevano non risentirne?

Certo che no!

Facebook ha dato la possibilità ai propri utenti di cambiare la foto profilo, scegliendo da che lato della forza stare: spada laser blu o rossa?

Come sempre accade in queste occasioni: centinaia di account di amici e conoscenti sono cambiate di colpo all’insegna del credo jedi o sith.

Ne riportiamo una, nella speranza di non offendere la sensibilità di nessun adepto (si scherza, ragazzi!)

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L’ironia che contraddistingue la rete in queste occasioni di follia collettiva, ha generato milioni di meme e di gif tormentone: passali in rassegna qui!

Chiudendo il capitolo delle guerre stellari, questa settimana sono stati evidenti altre novità dal mondo della Big F.

Sono stati fatti lavori di miglioramento al servizio di messaggistica, con l’obiettivo di renderlo più real time e poter così rispondere live ai commenti degli amici.

L’obiettivo?

Costringerti a stare incollato a una conversazione tanto tempo quanto stai su WhatsApp, o Messenger o Telegram.

Altre pillole facebokkiane:

  • Ha notato che un nuovo contatore ti informa quanti post della tal persona ti sei perso, mentre eri offline?
  • Hai notato che puoi registrare un video di auguri di Natale per i tuoi amici?

Facebook non sta mai fermo!

Instagram

Fine anno è sempre il momento giusto per stilare le classifiche “dei più” degli ultimi 365 giorni.

Abbiamo fatto un viaggio nell’immenso mondo di Instagram per conoscere quali sono i brand che brillano per audience ed engagement.

Qui un pratico specchietto riassuntivo, ma ti consigliamo di approfondire l’argomento sul post originale.

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Twitter

Non è passata inosservata la querelle tra Report, programma di inchieste giornalistiche di Rai 3, ed Eni, nota multinazionale attiva nei settori del petrolio, gas naturale, energia elettrica etc etc.

Durante la puntata di domenica 13, un servizio della trasmissione condotta da Milena Gabanelli ha urtato le alte sfere Eni che hanno reagito commentando in real time su Twitter!

La questione sarà analizzata nel dettaglio nei prossimi giorni su Ninja Marketing (non perdetevela!), ma segnaliamo qui quel che comporta questo fatto:

  • la social tv è un dato di fatto: è tra di noi in modo evidente e chi non ne tiene conto, sta commettendo un epic fail
  • Report/Eni sarà ricordato come il primo caso in cui un grande azienda (non quindi un semplice utente) risponde live alle affermazioni che una trasmissione gli sta muovendo
  • per quanto degno di nota, questo dialogo infuocato tra le due parti non sposta i valori in gioco: chi sostiene Report, continua a stare da quella parte (e viceversa).

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Linkedin

Il social più usato da chi cerca lavoro, si rifà il trucco diventando un po’ più accessibile.

Da qualche giorno, in alcuni Paesi come Regno Unito, Stati Uniti, Canada, India e Australia è possibile avere più informazioni sulle compagnie in cui vorremmo lavorare, su chi vi lavora e confrontarci con altre persone che, come noi, vorrebbero quel posto di lavoro.

Un cambiamento che, siamo certi, scontenterà chi amava un LinkedIn più serio e professionale e farà contento chi lo desidera sempre più social.

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Pinterest

È periodo di classifiche, dicevamo.

Se però siete stufi di questo 2015 e non vedete l’ora che finisca per buttarvi con nuove energie nel 16, Pinterest ha realizzato una top 100 con tutti i trend con cui conviveremo dall’1 gennaio al 31 dicembre prossimi.

Buon viaggio nel futuro!

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Ed è tutto per questa settimana.

Buon week-end e soprattuto… Buon Natale!

Quando il social ti rende vittima di criminali

Troppe informazioni sui social? Attenzione ai pericoli!

Si dice Cybercrime e subito si pensa ad azioni che, attraverso internet appunto, i criminali progettano accuratamente per acchiappare qualche sprovveduto.

Dal phishing che tenta di pescare le credenziali di accesso a carte di credito o conti bancari, ai vari ransomware che sequestrano, bloccandolo, il computer finché non si paga un riscatto, quasi tutte sono azioni che, sparando nel enorme mucchio di utenti, sperano di colpirne un certo numero.

Per quanto bassa possa essere la percentuale di successo, è pur sempre un ritorno economico positivo per il delinquente.

Ci sono però criminali che non hanno bisogno di progettare trappole: a loro basta andare a cercare  i dati che servono nei vostri profili social.

Senza rendervene conto vi trasformate in complici del vostro carnefice.

Con le informazioni imprudentemente lasciate qui e là, un ladro di identità potrebbe ricavare le informazioni sufficienti ad impersonarvi, nei confronti dello stato, di una banca, di altri enti.

Non serve molto, tutto sommato: con nome e cognome, data di nascita, sesso e comune di nascita è possibile ricavare il codice fiscale di una persona, per esempio.

Secondo il CRIF, le frodi creditizie in italia sono state oltre 25mila nel 2014, e la perdita economica da loro causata ha raggiunto l’incredibile cifra di 171 milioni di euro.

Dal profilo delle vittime il CRIF ha rilevato che in almeno in un caso su tre il frodatore dichiara di essere un libero professionista o lavoratore autonomo: sono queste le categorie più vulnerabili in quanto i dati necessari sono più facilmente reperibili online.

Quando il social ti rende vittima di criminali

Siete maschi single (veri o per finta?): attenzione alle richieste di amicizia di avvenenti fanciulle.

Potrebbero essere ne avventi ne fanciulle, ma criminali che faranno leva sul vostro appetito sessuale per convincervi ad intrattenere un incontro di sesso virtuale, magari con l’uso di una webcam. La sessione sarà prontamente registrata e, dietro minaccia di diffonderla, vi chiederanno dei soldi. La sextortion è un crimine in crescita: dalle 170 denunce del 2012, si è passati in italia a oltre 300 nel 2014. Ma i casi reali, secondo la polizia, superano quelli denunciati.

Oltre al furto di identità, un criminale potrebbe esplorare i profili social di potenziali obiettivi, già adocchiati, per approfittare di una loro assenza e introdursi nella loro abitazione e derubarli.

La geolocalizzazione può essere divertente e utile, ma porta con se anche questo rischi: un malintenzionato può facilmente sapere dove non siete e per quanto tempo sarete lontani.

Ma non è detto che debba essere così sofisticato: potrebbe bastargli vedere la foto delle vostre ginocchia mentre siete stesi in una spiaggia tropicale per capire che ha una opportunità di derubarvi.

Un tipo di azione criminale più odiosa è molto in voga dal 2001 in sudamerica, ed è resa più facile proprio dai social network: Il rapimento virtuale.

Questo crimine è, in sostanza, una estorsione telefonica. Il delinquente telefona alla famiglia della presunta vittima del rapimento, chiedendo una cifra importante ma abbordabile per il riscatto.

Con i dati ricavati dai profili social della vittima è facile ingannarli dando dettagli sulla persona e la situazione in cui si trova, rendendo la richiesta di soldi più urgente e credibile.

Tra la chiamata e il pagamento passano, secondo le modalità di questo crimine, poche ore.

Quelle poche in cui il criminale ha capito che non è possibile che la vittima e la sua famiglia possano comunicare direttamente.

Una variante di questo tipo di delito è l’estorsione telefonica che subisce direttamente la persona il cui profilo è stato esplorato. Sempre sfruttano la sua impossibilità di comunicare con la famiglia, il delinquente fa credere di avere in ostaggio la famiglia o qualche suo componente.

Quando il social ti rende vittima di criminaliQuando il social ti rende vittima di criminali

Ci vuole insomma prudenza e consapevolezza quando pubblichiamo informazioni sui nostri profili social, facendo attenzione alla ombra digitale che proiettiamo, a vantaggio dei malintenzionati.

E in caso di dubbi o, purtroppo, fatti avvenuti, avete una preziosa risorsa: la polizia postale infatti ha uno sportello online da cui è possibile avere informazioni, risolvere incertezze, fare denunce. Sui social sono presenti con un progetto molto interessante, denominato “una vita da social”, del cyberbullismo, dell’adescamento online e sull’importanza della sicurezza della privacy.

Un Tour itinerante di 57 tappe su tutto il territorio nazionale che nelle precedenti edizioni ha fatto incontrare gli operatori della polizia con quasi un milione di studenti, 25mila genitori e quasi 11mila insegnanti. La pagina Facebook del progetto ha oltre 700mila visite settimanali.

I trend 2016 nella comunicazione digitale? Social Caring e Social Shopping

Vincenzo Cosenza

Con il 2015 alle porte e un meraviglioso 2016 davanti è momento di bilanci, di tirare le somme su cosa abbiamo imparato per ingranare la marcia giusta fin da subito.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Vincenzo Cosenza, Social Media Strategist, docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy. Con lui abbiamo parlato di trend, di Real Time Marketing e molto altro, curiosi di scoprire cosa ci siamo detti?

Ecco le cinque domande che abbiamo posto per voi.

1. Real Time Marketing, micromomenti, trend… sembra che oggi il fattore “tempo” giochi un ruolo fondamentale nelle strategie di comunicazione sul web. Da quando e perché?

Da quando i social network hanno imposto il tempo reale come elemento caratterizzante della comunicazione moderna. Ormai come utenti siamo abituati ad aspettarci risposte o azioni immediate, anche dalle aziende.

Per cui saper padroneggiare il tempo diventa cruciale per chi si occupa di comunicazione professionalmente. Però alle aziende dico: non basta fare i simpatici su Twitter, bisogna sforzarsi di offrire un valore alle persone, ecco perché il Real Time Marketing più efficace è quello che si interseca col Social Caring.

2. Un’azione di Real Time marketing da prendere come esempio? Rispondere Oreo al SuperBowl non vale 🙂

Poco conosciuta è quella realizzata dal supermercato 7Di in occasione della famosa conferenza di Matteo Renzi, quella con le slide. In quel momento il neo presidente del consiglio apparve a molti come un mero venditore con le sue offerte commerciali. E allora il supermercato, citando Renzi scrisse un tweet ironico con l’immagine del proprio volantino “caro @matteorenzi le nostre offerte sono migliori”.

Il tweet ottenne più di 300 interazioni, un numero rilevante se commisurato all’esigua base follower del brand. Una buona dimostrazione di come il RTM possa essere praticato anche da aziende non enormi.

real time marketing corso

3. Cosa sono i micro momenti e come possono questi esser un asset positivo quando si definisce la strategia di comunicazione di un brand?

Il marketing dei micro momenti è la capacità dell’azienda di sfruttare gli attimi in cui il consumatore è online per cercare informazioni utili ad un successivo acquisto. Oggi è fuorviante pensare ad un customer journey lineare, meglio pensarlo come composto da micro momenti che costituiscono tante opportunità di visibilità per le aziende.

Essere in grado di individuarli e sfruttarli con risposte di marketing utili per il consumatore può incrementare le possibilità di vendita.

4. Se parliamo di Social Caring, a che cosa ci riferiamo e perché credi questo sia importante?

Il social caring è l’insieme delle attività che permettono all’azienda di prendersi cura del cliente anche attraverso i social media. Se in passato le persone usavano il call center per porre domande, ora chi è in rete, lo fa scrivendo sulla bacheca dell’azienda o inviando un messaggio privato. Quindi le aziende devono farsi trovare pronte a rispondere, ma anche strutturarsi per scovare occasioni non palesi per essere utili ai clienti.

Ciò implica un ripensamento dei processi e nuovi strumenti di lavoro per gestire l’attività di caring.

 

5. Un trend da tenere d’occhio nel 2016?

Penso si inizierà a parlare molto insistentemente di social shopping (con la massificazione dei pulsanti di acquisto direttamente dentro i social network) e di realtà virtuale.

Il mio consiglio è di non inseguire a tutti i costi le mode del momento, ma lavorare per colmare le proprie lacune, scoperte grazie ad una indispensabile attività di misurazione delle azioni di marketing. Ovviamente chi ancora pensa di non misurare adeguatamente le attività di marketing, dovrebbe focalizzarsi su quello, prima di pensare ad altro.

LEGGI LE ALTRE INTERVISTE AI SUPEREROI DEL MASTER NINJA ACADEMY:

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Instagram: i migliori brand del 2015

In casa Instagram il 2015 sarà ricordato come un’ottima annata, quella  del traguardo dei 400 milioni di utenti attivi anche dopo un paio di cambiamenti epocali come l’introduzione del formato rettangolare e delle inserzioni pubblicitarie.  Se gli Igers e gli utenti hanno manifestato un iniziale fastidio verso queste novità, lo stesso non si può dire dei brand che si sono visti consegnare nuovi e potenti strumenti come il targeting focalizzato sui giorni festivi.

Il 90% dei migliori brand globali utilizza Instagram e una ricerca condotta da Simply Measure su più di 2500 post organici ci svela i migliori performer del 2015 per audience e engagement.

I migliori brand 2015 di Instagram

 

Lusso, auto e abbigliamento sono i settori più popolari, ma solo due sono i brand che alla fine del 2015 possono dirsi i sovrani di Instagram. Con oltre 29 milioni di contatti, Nike ha circa tre volte il numero dei follower della stragrande maggioranza degli account analizzati e insieme agli oltre 6 milioni follower dell’ Adidas porta l’industria sportiva sulla vetta dell’audience. Solo considerando gli account primari – 17 sono gli account verificati del bouquet Nike, 20 per l’Adidas – le due aziende si rivolgono al 26% dell’audience considerato.

In seconda posizione domina H&M su entrambi i fronti con  più di 11 milioni di follower, quattro in più rispetto a Zara. La strategia del colosso svedese comprende la ripetizione dell’ indirizzo del magazine aziendale (hm.com/life) creando un esperienza invece che spingere la vendita, pur portando traffico al sito. Starbucks svetta sulla cima dei brand più coinvolgenti con una media di 229,858 fra like e commenti sui 33 post pubblicati nel mese di riferimento. Come ci sono riusciti? Scegliendo contenuti dal forte impatto emotivo con immagini che comunicano l’esperienza autentica del prodotto, con l’aggiunta degli emoji più popolari, ma mai casuali, nella descrizione delle foto.

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I migliori brand 2015 di Instagram nel settore lusso

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L’industria del lusso è una delle più floride in termini di audience: ognuno dei sette marchi della lista hanno oltre un milione di seguaci, e quattro di loro sono presenti nella top ten globale. Louis Vuitton porta a casa i risultati in termini di follower di una strategia sviluppata su più canali che comprende la promozione degli altri suoi account social, come Snapchat per seguire gli eventi, e la realizzazione di un sito web dedicato per saperne di più su ogni post Instagram. Così ha conquistato oltre 8 milioni di follower staccandosi nettamente dai competitor.

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I migliori brand 2015 di Instagram nel settore auto

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L’industria automobilistica è la più rappresentata su Instagram con ben 15 aziende presenti e, a causa del numero di marche, realizza quasi tre volte l’engagment totale di qualsiasi altra industria. La sfida per il primo posto è vinta da BMW che chiude il 2015 con 4 milioni e 800 mila follower, allontanandosi giusto di un centinaia di contatti da Mercedes-Benz a quota 3 milioni e 700 mila. In compenso quest’ultima può vantare una community molto attiva e appassionata, a cui sono sempre stati proposti contenuti altamente professionali e collaborazioni con influencer di riferimento.

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I settori in crescita: alcol, poste, vendite

L’anno scorso Instagram ha superato la soglia dell’utenza maggiorenne minima per permettere alle aziende di alcolici di potersi pubblicizzare e dato il breve periodo di tempo a disposizione, l’audience di questi brand è ancora ridotta. In cima alla classifica troviamo la Moët & Chandon – che producendo champagne strizza l’occhio al lifestyle e al lusso – con poco più di 128mila follower e il doppio dell’engagement per post rispetto ai concorrenti, tra cui troviamo in ordine di contatti Budweiser, Johnnie Walker,  Jack Daniel’s, Heineken e Smirnoff.

Nel settore dei servizi postali invece i player sono sostanzialmente due: a quota 32mila UPS ha il doppio dei follower di FedEx ma allo stesso tempo anche metà dell’ engagement.

I tre big dell’ ecCmmerce crescono molto rapidamente su Instagram, e per il momento IKEA USA guida la classifica dei follower con quasi mezzo milione di contatti e il più alto engagement, anche se questo può dipendere dalla strategia dei principali concorrenti  Amazon e eBay di direzionare il traffico verso il sito – postando link anche se non cliccabili – invece di ingaggiare gli utenti sul social.

Vuoi scoprirne di più? Clicca qui per scaricare il report completo e dicci la tua!

GrabMe: non è tutto oro quello che si condivide

Cosa potresti mai avere in comune con un ladro di appartamenti?

Le informazioni che condividi.

Sempre più spesso postare contenuti significa anche fornire preziosi indizi a malintezionati; è sbagliato pensare che anche loro non utilizzino i social quanto noi, ma con altri fini.

In questi giorni si è diffusa la notizia di una app, GrabMe, che permetteva di segnalare case libere ai ladri incrociando dati sensibili di diversi utenti, come geolocalizzazioni, tweet, e anche foto di paesaggi di fantastici luoghi di villeggiatura.

GrabMe non è tutto oro quello che si condivide

Quello che poteva sembrare davvero un allarme, in realtà si è rivelata una notizia fake, creata da Generali Italia, insieme all’agenzia J. Walter Thompson e Mosaicoon, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul tema della privacy.

Attraverso questa operazione di viral marketing, Generali ha lanciato gpins.it uno spazio completamente gratuito dove trovare piccoli consigli per proteggere davvero ciò che amiamo, correggendo comportamenti che siamo spesso abituati ad attuare.

LEGGI ANCHE: Adotta una specie in pericolo la campagna social virale del WWF

Ma perchè inventare GrabMe? L’esigenza è nata dal fatto che non c’è nulla di più potente di una notizia. Informa, colpisce, sensibilizza l’opinione pubblica, generando così del prezioso passaparola.

Chi ha inventato GrabMe?

GrabMe non è tutto oro quello che si condivide

GrabMe nasce da un hacker che, per aiutare i ladri d’appartamento più social, ha ideato un’app con un servizio unico: segnalare case libere grazie ai dati condivisi dagli utenti di tutto il mondo.

L’applicazione geolocalizza una casa, riconosce quando il proprietario non è presente e evidenzia su una mappa un’abitazione vuota, pronta per essere svaligiata.

Un prezioso strumento gratuito scaricabile dal sito grabme.name.

Una scoperta tutta svedese

La notizia è stata diffusa attraverso una finta intervista esclusiva all’inventore, in un programma di approfondimento, Ravar, di una finta rete svedese Gtv.

Il video è stato sottotitolato in italiano da un utente che lo ha trovato, per caso, e postato su Youtube.

La diffusione è dunque iniziata.

#AppPerLadri

GrabMe non è tutto oro quello che si condivide

GrabMe è stata ripresa da diversi blogger, che hanno condiviso il video sui loro canali, lanciando l’allarme e cercando di attirare il più possibile l’attenzione su questa imminente minaccia, generando conversazioni e numerosi scambi di opinione sul tema.

Utenti, incuriositi, preoccupati, o semplici aspiranti al ruolo di ladro, andando sul sito web venivano indirizzati ad un sito sotto sequestro.

Tutti gli ingredienti perchè fosse davvero interpretata come una vera notizia.

Per fortuna GrabMe non esiste

GrabMe non è tutto oro quello che si condivide

A rivelarne l’infodatezza sono stati gli stessi blogger ed influencer, che hanno svelato il mistero e rassicurato i più preoccupati.

Un secondo video spiegava a tutti il significato dell’iniziativa con una call to action finale a gpins.it; un modo semplice, diretto ed efficace che Generali Italia ha trovato per parlare alle persone di un tema molto spesso sottovalutato e dato per scontato da molti geek dei social.

GrabMe e Generali Italia ci lasciano dunque una grande lezione a noi nativi del web: condividere sì, ma nel modo giusto e con le persone giuste.

Non tutti sono veri amici!

Uber e Facebook

Prenotare Uber da Facebook: si può fare con Messenger

Di poche ore fa il post di Seth Rosenberg, Product Manager di Facebook nella sezione news: si può prenotare Uber da Facebook, utilizzando l’apposita app di messaggistica istantanea, Messenger.

Scrive Seth:

Utilizziamo già Messenger per comunicare facilmente con tutti, per organizzare una serata con gli amici e condividere foto e momenti importanti. Milioni di persone lo utilizzano quotidianamente perché è veloce, semplice e sicuro.

La tecnologia può migliorare il nostro modo di vivere, per questo Messenger è migliorato continuamente per rendere le interazioni più semplici e il lavoro più produttivo.

Con questa nuova funzione è possibile richiedere un passaggio comodamente dallo smartphone, che sia per un pranzo con gli amici o la famiglia, arriverai a destinazione velocemente.

Per un periodo di tempo limitato, la prima volta che si utilizza questa nuova funzione il servizio è gratuito (per una spesa di 20 dollari al massimo).

Per ottenere la free ride è sufficiente collegare il tuo account Uber a Facebook e richiedere il passaggio. Gli aggiornamenti sui dirver e le ricevute di pagamento saranno consegnate direttamente in una conversazione privata con Uber.

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Che reazioni ci saranno dal settore dei tassisti, già in aspra polemica con Uber?

Star Wars 7: che il social sia con te!

Non si può aggiungere altro: tanta attesa ed emozione alle stelle. O ansia alle stelle, come hanno reso noto oggi sulla fan page i thejackal.

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Quando si tratta di Star Wars, molte parole non servono. Ed è proprio quello che hanno capito alcuni tra i più famosi brand italiani ed internazionali. Ecco cosa ci ha regalato di bello il web in questi giorni.

Iniziando con Rosso Antico Aperitivo che avverte su Instagram: “L’aperitivo è un ottimo modo per ingannare l’attesa. Non dovesse bastare, usate la forza”

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e continuando con Land Rover che lascia poco spazio alla grafica ingegnosa a favore di una scena ricca di sentimenti familiari, alla quale aggiunge un forte incoraggiamento:  “Che l’avventura sia con te. Soprattutto il lunedì”

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Dal lunedì al mercoledì, il pensiero fisso è stato sempre e solo uno: Star Wars. Anche Il Cucchiaio d’Argento ci mette del suo.

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Epicwin, divertente ed ironico: L’Oréal oltre che i capelli, in questa pubblicità ci ha messo la testa.

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Anche il mondo della musica non è rimasto indifferente: Spotify ha associato, per ogni profilo, uno dei protagonisti della saga.

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Per chi è sul web, è diventato ormai un rito: che sia un evento straordinario o un epicfail tra i peggiori, tutti sono curiosi di vedere cosa ne pensa Ceres, famosa ormai per le grandi interpretazioni in veste grafica.
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Simpatica e divertente anche la visione di Shortology, il quale commenta su Facebook:  “The Dark Side of Christmas – Okkio però allo squadrone di renne incazzatissime!”

 

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Ancora, BPER Banca. “Tanto tempo fa, in una filiale lontana lontana…”

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E poi, il canale televisivo, DMax: “Les, che la forza sia con te.” Uno dei migliori. Geniale.

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Pavesi, senza molte parole, riesce a comunicare alla grande: “La forza si è risvegliata… e avrà sicuramente voglia di fare colazione!”

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Oltre ai biscotti, anche i formaggi non sono da meno. Leerdammer: “Il gran giorno è finalmente arrivato. Non vorrete combattere il lato oscuro a stomaco vuoto, vero?”

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Ancora in ambito culinario, oltre che Barilla con un video, anche Fini si mette in gioco.

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Ed ancora, c’è chi si riconosce meriti assoluti..star_wars_diciasette
..e chi meriti politici. Sdrammatizzare su temi importanti rende il tutto semplice, simpatico, social.

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Per concludere, un altro epicwin che non può fare a meno che rubare un grande sorriso a tutti. Insomma, nel mondo web ce n’è per tutti, figuriamoci nella galassia Star Wars.

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eCommerce Lead Generation, i segreti per una strategia efficace

Per costruire un eCommerce di successo non basta avere una struttura solida su cui poggiarlo, ma è necessario anche un elevato tasso di Lead Generation, ottenere cioè un elevato numero di interazioni da parte degli utenti che permettano di classificare un qualsiasi eCommerce in uno dei più amati e frequentati dal pubblico web.
Per coinvolgere i nostri visitatori ci sono alcuni punti essenziali che non possono mancare nella costruzione di una Lead Generation strategy, ma partiamo da cosa vuol dire Lead Generation per poi arrivare a scoprire i segreti per un eCommerce di successo sul modello Amazon.

Lead Generation, cos’è e come ottenerla

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Con Lead Generation si intende la capacità di un eCommerce, in questo caso, di stimolare un interesse e un’interazione da parte dell’utente nella navigazione del sito, concludendosi poi in un inserimento di mail per la creazione di una mailing list sulla quale si andrà a creare una campagna di marketing ad hoc.
Ottenere un tasso di Lead Generation elevato non è una cosa casuale, anzi ci sono alcune linee guida che rendono il tutto più semplice e chiaro, ad esempio:

  • Punto numero uno: non dimenticare la banca dati, la prima cosa da fare è stimolare l’utente affinchè ci lasci la sua mail per la creazione di una mailing list necessaria per l’invio di mail promozionali
  • Coordinamento, coordinamento, coordinamento: mai scordare i social network per promuovere offerte e prodotti e favorire la compilazione di moduli con dati utili al Database che stiamo creando
  • Formula la cosiddetta “proposta che non potrai rifiutare”, dimostrandosi propositivi ed attivi, attenti alle esigenze dell’utente
  • Usa i testimonial, nulla comunica di più che un commento positivo di un altro utente
  • Applica the A/B Testing per valorizzare la libertà di scelta del consumatore ed ottenere un numero maggiore di conversioni
  • Last but not the least: per una Lead Generation efficace mai dimenticare di riportare il numero dell’assistenza in Home Page

Poche regole per dare all’utente un senso di credibilità ed affidabilità, bastano cinque secondi per una Lead Generation efficace.

Scopri le tue carte: offerte per i nuovi clienti e numero di assistenza i punti essenziali per la Home Page

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Una delle cose essenziali per trasformare un eCommerce qualsiasi in un sito di maggior interesse e con una Lead Generation elevata, è l’incremento della mailing list a disposizione dell’azienda.
Questo può avvenire solo se si è in grado di spingere il nuovo visitatore a lasciare la propria mail. Come fare? Mettendo in Home Page un particolare sconto o una specifica offerta per il nuovo visitatore, a patto che inserisca la sua mail.
La seconda regola, per una Lead Generation efficace, è rassicurare il visitatore, nuovo o abituale, sul fatto che, in caso di problemi o richieste specifiche, l’azienda è a disposizione.
Per fare ciò è consigliabile mettere in Home Page in uno spazio ben visibile il numero verde o il numero dell’assistenza, l’utente quindi si sentirà maggiormente coinvolto in una relazione più diretta e significativa con l’azienda gestore del sito.

LEGGI ANCHE: Come avere successo nel mondo eCommerce? Risponde Roberto Fumarola

Attira l’attenzione: coinvolgi l’utente attraverso la strategia “porta un amico”, i pop-up e la libertà di scelta

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Le ultime tre strategie di Lead Generation devono essere usate con cautela per evitare che, invece di coinvolgere l’utente, lo allontanino, infastidendolo e dandogli l’impressione di essere spam inutili.

La prima strategia riguarda il vecchio e caro motto “porta un amico”, ossia invitare un utente già consolidato ad invitare e far iscrivere al nostro eCommerce un nuovo utente in cambio di uno sconto per lui e per il nuovo iscritto; qui il segreto vincente per il brand sta nel creare un’offerta veramente vantaggiosa che davvero vorresti consigliare ad “un amico”.
Nel secondo caso si parla di pop-up, finestre molto colorate e a volte animate con lo scopo di attirare l’attenzione all’interno delle pagine dell’eCommerce per generare nuovi leads.
Importante nella creazione di un pop-up è la forma e l’inserimento di campi specifici per la raccolta di informazioni necessarie all’azienda nella creazione di segmenti di acquisto.
Fondamentale, poi, è l’integrazione di questa finestra con i social network; non c’è niente di meglio che un buon passaparola!
Ultimo punto è analizzare il comportamento d’acquisto sulla piattaforma eCommerce, coinvolgere l’utente in scelte strutturali e stilistiche riguardanti il sito, la raccolta delle informazioni o la struttura nelle newsletters.
Questo è uno dei segreti più importanti, se non il più importante, nella creazione di una Lead Generation, l’utente qui si sente davvero partecipe dell’eCommerce a cui sta accedendo.

Cinque regole per rendere il più efficace il nostro eCommerce nella creazione di una Lead Generation elevata, in grado di creare una mailing list completa a disposizione del reparto marketing e comunicazione.
É ora di passare alla pratica, il tuo eCommerce ha tutte le carte in regola?

Creative Clusters, il vincitore della categoria Smart Cities: Crubles

Dopo la chiacchierata con il gruppo di Bnbsurfer, abbiamo incontrato il team di Crubles.

Se nella prima intervista abbiamo sottolineato come sia stato il rovesciamento degli schemi imprenditoriali a decretare (quantomeno a nostro avviso) il successo di BnBSurfer, in questo secondo caso ci troviamo di fronte ad una soluzione moderna, in cui il mondo dei social concorre nell’ottimizzazione dei trasporti privati familiari.

LEGGI ANCHE: Creative Clusters, il vincitore della categoria BTC: BnBSurfer

Una community per il trasporto eco-sostenibile per ragazzi e genitori, il car pooling secondo Crubles

Partiamo subito dalla necessità che ha dato vita a Crubles. La startup è composta e fondata da genitori e da docenti, tradizionale asse scuola-famiglia che come sappiamo è alla base della società italiana.

E quale problema hanno in comune queste due istituzioni nostrane? Il traffico!

Highway Traffic at Sunset. Tilt Shift Concept Photo. Traffic in Las Vegas Nevada, USA.

Al di là della citazione scherzosa della Palermo di Jonny Stecchino, uno dei problemi più grossi che si affronta da genitori nell’epoca contemporanea, è organizzare gli spostamenti dei figli verso la scuola e le attività ricreative connesse e non all’istruzione.

Specie quando entrambi in casa si lavora diventa complicato trovare porzioni di tempo per accompagnare i ragazzi alle lezioni, ai corsi di nuoto, di tennis o di calcio, persino avere a disposizione l’auto in un determinato orario può risultare un rompicapo più ostico di una partita di Tetris.

Ed è qui che il team di Crubles ha sfruttato la criticità per metter su una piattaforma che si dedicasse al car-pooling in una maniera innovativa.

Crubles ha come intento la creazione di uno spazio nel quale soggetti che non si conoscono ma che condividono i medesimi problemi in termini di mobilità, possano incontrarsi per organizzare al meglio le proprie giornate, al fine di muoversi per le città in maniera più funzionale da un lato, ma creando poli di interesse dall’altro.

Ci troviamo davanti ad un’impresa ponte che oltre ad una soluzione in termini applicativi rispetto alle esigenze di spostamento delle famiglie, mostra una chiara vocazione nella condivisione dei problemi all’interno di una comunità a cui tutti i soggetti sono esposti all’interno della società moderna.

Ora però è giunto il momento che il microfono ci venga tolto di mano e passi a chi davvero è stato in grado di fare la differenza ai Creative Clusters sezione Smart Cities, diamo quindi il benvenuto a Giuseppe Galasso, Antonella Paolillo e Marilena Colella che parleranno di Crubles.

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#1 Il vostro percorso all’interno di Sviluppo Campania è cominciato lo scorso Settembre per concludersi (almeno per ora) l’11 di Dicembre quando la giuria dei Creative Clusters vi ha decretato come vincitori di categoria. Ci raccontereste questi mesi in cui il vostro progetto è passato dal semplice piano delle idee a quello di cluster vincente?

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La partecipazione al percorso dei Creative Clusters ci ha consentito di focalizzare meglio la nostra idea progettuale di partenza. Grazie al prezioso supporto avuto dalla grande professionalità dell’intero team di Sviluppo Campania, abbiamo individuato l’elemento davvero innovativo della nostra idea progettuale: la realizzazione di una piattaforma web e di un’app che rappresenteranno un vero e proprio social in verticale di tutte le famiglie con figli non ancora autosufficienti negli spostamenti. Pertanto adesso CRUBLES si definisce apieno titolo un FAMILY SOCIAL POOLING.

#2 Uno degli aspetti più stimolanti per voi crediamo sia il fatto di rappresentare la Campania al prossimo SMAU che si terrà a Berlino. Sebbene sia passato poco dalla vostra vittoria avete già degli obiettivi in mente per quella manifestazione? A che punto sarà la vostra startup quando verrà presentata in un consesso europeo?

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La nostra partecipazione a Berlino è prevista per il 12 marzo del 2016. Per quella data avremo a disposizione la nostra piattaforma completamente realizzata.
Come già anticipato con il nostro pitch, mostrato allo SMAU di Napoli 2015, quando il pubblico presente in sala ci ha rivolto domande di approfondimento della nostra idea progettuale, abbiamo realizzato un primo MVP Minimum Viable Product, siamo pronti a lanciare una “private beta” nella prima parte del 2016, e ci poniamo l’obiettivo di public beta nel secondo trimestre dell’anno 2016, con il lancio della piattaforma a settembre 2016. Nel frattempo testeremo la stessa sul mercato.

#3 Tra le peculiarità che più ci hanno colpito durante i Creative Clusters, vedervi illustrare la vostra piattaforma in soli 90 secondi ha destato molto stupore. Quando vi hanno detto che il vostro pitch sarebbe stato così breve come avete reagito? Ci raccontate come avete realizzato la vostra presentazione e se ci sono degli episodi divertenti a riguardo?

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Crediamo di incarnare tutte le caratteristiche di una startup. Siamo fermamente convinti che il successo sia intelligenza, ma anche capacità di cogliere al volo tutte le opportunità che ti si presentano, nonché flessibilità e apertura alle novità. Pertanto, quando ci hanno comunicato che la nostra idea progettuale avrebbe dovuto essere presentata allo SMAU con un pitch della durata di soli 90 secondi, abbiamo colto la sfida senza lasciarci intimorire.
Tutto il team ha partecipato alla realizzazione del pitch: Antonella, Filomena e Giuseppe hanno lavorato ai contenuti, Gianmarco ha lavorato alla grafica, Valerio, il nostro sviluppatore da Londra, ci ha dato il suo prezioso supporto tecnico, e Gaetano il nostro Advisor, ci ha coordinato. Tutto è stato studiato nei minimi dettagli nel corso di numerose riunioni fatte attraverso la modalità della Skype Call.
Non nascondiamo tutto l’impegno e la fatica profusi per arrivare a tale risultato, essendo impegnati ciascuno di noi in altre attività, ma l’abbiamo fatto ben volentieri perché abbiamo sempre creduto nella nostra idea progettuale e lo SMAU di Berlino per noi sarà una importante occasione per aprirci una vetrina a livello internazionale.

Oramai dovrebbe essere chiaro a tutti, così come lo è stato per noi nel seguire lo SMAU, che le menti alle spalle di Crubles, così come per BnBSurfer, siano delle eccellenze che meritano ogni tipo di incoraggiamento affinché possano affermarsi come realtà aziendali da qui a breve.

Noi li abbiamo scoperti, conosciuti e ne siamo rimasti estasiati, e voi?

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Assessorato all’Innovazione Internazionalizzazione e Startup della Regione Campania e Sviluppo Campania, società in house regionale.
Creative Clusters Smart Cities è un’iniziativa realizzata mediante il PO FESR – REGIONE CAMPANIA 2007/2013 – ASSE 2 – OBIETTIVO OPERATIVO 2.1 “PIANO di Azione per la Ricerca e lo sviluppo, l’innovazione e l’ICT”, in partnership con il Ministero dello Sviluppo Economico, i Distretti e i Laboratori ad Alta Tecnologia della Campania.

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Natale 2015: le più belle campagne di comunicazione mobile

Parola d’ordine  per il Natale 2015: mobile!

Questa la chiave segreta del successo di molti brand che sfruttando  l’euforia e lo spirito natalizio hanno realizzato delle originali campagne di comunicazione mobile.

Sono sempre più numerosi gli utenti ed è sempre più alto il numero di ore che trascorrono  Online connettendosi attraverso i propri dispositivi mobile.

Alcune aziende cavalcando questo trend in forte crescita  sono riuscite a portare  la magia del natale sui dispositivi mobile dei propri clienti.

Vediamo insieme alcuni casi successo.

John Lewis ti porta sulla luna

Natale 2015: le più belle campagne di comunicazione mobile

Parla con il cuore la nuova campagna natalizia #ManOnTheMoon della celebre catena inglese di grandi magazzini John Lewis.

Attraverso un video molto commovente John Lewis racconta la magica storia del legame che si crea tra una bambina e un uomo anziano che vive in completa solitudine sulla luna.

Un messaggio ricco di significato e di emozioni che vuole ricordarci come il Natale non sia per tutti un momento di felicità, invitandoci a riflettere sulla condizione di solitudine in cui vivono molte persone anziane, e su come a volte basti un piccolo gesto per far sentire amate le persone.

Non finiscono le sorprese natalizie di John lewis , con un’applicazione mobile Man On The Moon sviluppata per l’occasione porta i clienti sulla luna.

Si avete capito bene,  John Lewis vi regala un viaggio virtuale sulla  luna  grazie alla magia che è in grado di offrire la  realtà aumentata, tecnologia di cui si avvale l’app.

Basta puntare un qualsiasi dispositivo mobile sui sacchetti creati dal brand appositamente per le festività natalizie per far si che una luna tridimensionale prenda forma, mostrando agli utenti il conto alla rovescia per l’attesissima luna piena che si avrà la notte di Natale.

L’applicazione dispone inoltre di un divertentissimo gioco: superando alcuni ostacoli e riuscendo a catturare degli oggetti che donano potere i giocatori si avvicineranno sempre più alla luna finendo con il  raggiungerla.

 

Il Natale è più easy con Budgens

 


La catena di supermercati inglesi Budgens ha  creato una campagna mobile-oriented utilizzando in modo intelligente  i social per diffondere il suo spirito natalizio.

Instagram e twitter protagonisti assoluti insieme ad una simpatica mascotte di nome Buddies, un carlino in veste natalizia.

Attraverso la voce di Buddies i social del brand  si sono animati di idee,  ricette da portare in tavola durante il periodo di festa, sconti e offerte del retailer, ispirando e immergendo cosi i consumatori nell’ atmosfera del Natale budgens .

Offrendo spunti  e consigli utili comunicati tramite i social e in particolare tramite Instagram , il brand si è reso attraente agli occhi degli utenti mobile sempre connessi anche in movimento.

Immancabile l’hastag ufficiale per condividere pensieri e scatti con #BuddieThePug

 

Stork: impossibile resistere all’acquolina in bocca

Il brand di Unilever Stork ha stupito i suoi utenti mettendo a disposizione un video in perfetto mood natalizio.

Chi è in grado di resistere alla tentazione di  gustare una dolce prelibatezza natalizia come la Chocolate Rudolph Cake?

Stork ha realizzato e reso disponibile un video dimostrativo che guida gli utenti nella realizzazione di questo squisito dolce natalizio, offrendo non solo la possibilità di vedere la video-ricetta ma anche di salvarla sullo smartphone per averla a portata di mano in qualsiasi momento.

Con Currys PC World non sbagli regalo

https://www.youtube.com/watch?v=JhuQm94ZhcU

Il retailer inglese Currys PC World debutta e stupisce con la sua prima campagna natalizia.

Spare the Act this Christmas, questo il nome della campagna che  si avvale di una serie di  video ottimizzati per il mobile in cui Jeff Goldblum offre preziosi consigli  su come superare quel momento imbarazzante che almeno una volta nella vita, ognuno di noi si è trovato ad affrontare: scartare un regalo indesiderato.

Quante volte vi è capitato di scartare un pacco sotto l’albero e di rimanere delusi poiché non era all’altezza delle vostre aspettative, ma soprattutto quante volte siete stati costretti a fingere che fosse di vostro gradimento?

Il brand dimostra che c’è una valida alternativa, l’azienda conosce  la soluzione giusta per accontentare i propri  clienti , conosce i gusti dei propri clienti e sa consigliarli nella scelta del regalo perfetto, ma soprattutto con il dono giusto in mano questo Natale nessuno dovrà più fingere.

Ogni video ha una durata molto breve è quindi facilmente fruibile da smartphone, ciò indica che siano stati pensati per un target che si connette soprattutto da mobile.

 

Quale brand è riuscito a trasmettervi la magia del natale attraverso il vostro smartphone?