Notify e Music Stories: tutte le novità social media della settimana

#NinjaSocial novità social

Twitter e Facebook, aggiornamento dopo aggiornamento, cercano di personalizzare sempre di più l’esperienza di fruizione dell’utente facendo leva sulla sfera emozionale. Tra i cuori di Twitter e i 400 milioni di membri in tutto il mondo di Linkedin, tutto ciò che vi siete persi dell’intensa settimana social.

Le novità Social di Facebook

Facebook non smette mai di stupirci, le innovazioni per accrescere l’engagement con i propri utenti sono ormai all’ordine del giorno. L’ultima news, in casa Zuckerberg, però, non riguarda strettamente il social network ma una sua applicazione: Notify. Di cosa si tratta?

Notify è un aggregatore di notizie tradizionali che consentirà di leggere news di testate diverse dalla stessa applicazione, ma anche di commentarle e condividerle. Il tutto grazie a Instant Articles, il sistema lanciato nel  maggio scorso che permette da mobile di interagire con articoli e video senza dover uscire dall’applicazione di Facebook, rendendo più rapido e pratico l’accesso alle informazioni.

Novità social: Notify

 

Con Notify sarà quindi possibile iscriversi ai canali dei magazine, detti Station, e ricevere, tramite notifiche, le notizie che più interessano l’utente in tempo reale.

LEGGI ANCHE: Notify: In arrivo la nuova app firmata Facebook

Sempre firmata Facebook è la nuova funzione Music Stories.Il social network stringe accordi con Apple Music e Spotify: 30 secondi di anteprima a brano, ascoltabili dal social stesso. Brevi anteprime dei brani musicali trasmesse da un player che funziona direttamente sul social network: è questa la nuova idea di Facebook.

Ma non è tutto. Facebook sta infatti lavorando anche sul versante fotografico. Proprio in questi giorni si sta testando una nuova funzionalità di Facebook Messenger chiamata Photo Magic, che utilizza il riconoscimento facciale per rendere più facile per gli utenti la condivisione delle foto con gli amici subito dopo la pubblicazione. Il test prevede inizialmente la versione iOS e Android solo per gli utenti australiani.

Twitter

Primi bilanci in casa Twitter dopo la controversa e sofferta decisione di sostituire la stellina dei preferiti con il più conosciuto (banale per alcuni) cuoricino rosso. Nonostante le tante polemiche e la delusione per i fan della stella, il cuore di Twitter ha riscosso molto successo. Durante il Mobile Summit a San Francisco di qualche giorno fa, è stato lo stesso Kevin Weil, Product Manager di Twitter, a confermare l’incremento, in pochi giorni, del 6% in più di clic sul cuore rispetto alla media di quando ancora c’era la stella dei preferiti. Rassegnatevi, il cuore funziona sempre.

LEGGI ANCHE: Twitter addio ai preferiti, ecco i mi piace

Linkedin

Gli altri social lo hanno preceduto ma ora anche Linkedin si appresta a festeggiare il traguardo dei 400 milioni di utenti in tutto il mondo. Il social dei professionisti, dei gruppi di discussione e dei collegamenti, sta crescendo sempre di più e con numeri alla mano anche i più diffidenti hanno dovuto cedere e creare il proprio io professionale su Linkedin.

Novità Social: Linkedin

Le novità social della settimana

Linkedin supera anche Twitter per numero di utenti iscritti e volano alto gli investimenti sulla app per smartphone e nei mercati esteri. Presente in oltre 200 nazioni, la società ha reso noto che in Cina dagli inizi del 2014, cioè da quando ha lanciato una versione di piattaforma in lingua cinese, l’audience è triplicata a 13 milioni di iscritti. Positivo anche il riscontro ‘mobile’, con il 55% del traffico sulla piattaforma generato da smartphone e tablet.

Pinterest

Pinterest, l’archivio personale di tutto ciò che di bello troviamo e vogliamo pinnare ha deciso di facilitarci ancora di più le cose e rendere il nostro tempo libero sul social delle immagini ancora più piacevole. È ora possibile, grazie ad un recente aggiornamento, utilizzare un nuovo strumento che offre un sistema di ricerca visiva, utile per rintracciare con più facilità un prodotto che si sta osservando potendolo così acquistare successivamente.

Novità Social: Pinterest

Le novità social della settimana

Come funziona? È sufficiente inquadrare l’oggetto desiderato (oppure scattare una foto alla scena) e selezionarlo disegnando un riquadro sullo schermo. Se è presente nel database di Pinterest, verrà mostrato il nome ed il negozio dove acquistarlo.

E voi? Siete pronti per un’altra settimana piena di novità social?

Notify e Music Stories: tutte le novità social media della settimana #NinjaSocial

#NinjaSocial novità social

Twitter e Facebook, aggiornamento dopo aggiornamento, cercano di personalizzare sempre di più l’esperienza di fruizione dell’utente facendo leva sulla sfera emozionale. Tra i cuori di Twitter e i 400 milioni di membri in tutto il mondo di Linkedin, tutto ciò che vi siete persi dell’intensa settimana social.

Le novità Social di Facebook

Facebook non smette mai di stupirci, le innovazioni per accrescere l’engagement con i propri utenti sono ormai all’ordine del giorno. L’ultima news, in casa Zuckerberg, però, non riguarda strettamente il social network ma una sua applicazione: Notify. Di cosa si tratta?

Notify è un aggregatore di notizie tradizionali che consentirà di leggere news di testate diverse dalla stessa applicazione, ma anche di commentarle e condividerle. Il tutto grazie a Instant Articles, il sistema lanciato nel  maggio scorso che permette da mobile di interagire con articoli e video senza dover uscire dall’applicazione di Facebook, rendendo più rapido e pratico l’accesso alle informazioni.

Novità social: Notify

 

Con Notify sarà quindi possibile iscriversi ai canali dei magazine, detti Station, e ricevere, tramite notifiche, le notizie che più interessano l’utente in tempo reale.

LEGGI ANCHE: Notify: In arrivo la nuova app firmata Facebook

Sempre firmata Facebook è la nuova funzione Music Stories.Il social network stringe accordi con Apple Music e Spotify: 30 secondi di anteprima a brano, ascoltabili dal social stesso. Brevi anteprime dei brani musicali trasmesse da un player che funziona direttamente sul social network: è questa la nuova idea di Facebook.

Ma non è tutto. Facebook sta infatti lavorando anche sul versante fotografico. Proprio in questi giorni si sta testando una nuova funzionalità di Facebook Messenger chiamata Photo Magic, che utilizza il riconoscimento facciale per rendere più facile per gli utenti la condivisione delle foto con gli amici subito dopo la pubblicazione. Il test prevede inizialmente la versione iOS e Android solo per gli utenti australiani.

Twitter

Primi bilanci in casa Twitter dopo la controversa e sofferta decisione di sostituire la stellina dei preferiti con il più conosciuto (banale per alcuni) cuoricino rosso. Nonostante le tante polemiche e la delusione per i fan della stella, il cuore di Twitter ha riscosso molto successo. Durante il Mobile Summit a San Francisco di qualche giorno fa, è stato lo stesso Kevin Weil, Product Manager di Twitter, a confermare l’incremento, in pochi giorni, del 6% in più di clic sul cuore rispetto alla media di quando ancora c’era la stella dei preferiti. Rassegnatevi, il cuore funziona sempre.

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Linkedin

Gli altri social lo hanno preceduto ma ora anche Linkedin si appresta a festeggiare il traguardo dei 400 milioni di utenti in tutto il mondo. Il social dei professionisti, dei gruppi di discussione e dei collegamenti, sta crescendo sempre di più e con numeri alla mano anche i più diffidenti hanno dovuto cedere e creare il proprio io professionale su Linkedin.

Novità Social: Linkedin

Le novità social della settimana

Linkedin supera anche Twitter per numero di utenti iscritti e volano alto gli investimenti sulla app per smartphone e nei mercati esteri. Presente in oltre 200 nazioni, la società ha reso noto che in Cina dagli inizi del 2014, cioè da quando ha lanciato una versione di piattaforma in lingua cinese, l’audience è triplicata a 13 milioni di iscritti. Positivo anche il riscontro ‘mobile’, con il 55% del traffico sulla piattaforma generato da smartphone e tablet.

Pinterest

Pinterest, l’archivio personale di tutto ciò che di bello troviamo e vogliamo pinnare ha deciso di facilitarci ancora di più le cose e rendere il nostro tempo libero sul social delle immagini ancora più piacevole. È ora possibile, grazie ad un recente aggiornamento, utilizzare un nuovo strumento che offre un sistema di ricerca visiva, utile per rintracciare con più facilità un prodotto che si sta osservando potendolo così acquistare successivamente.

Novità Social: Pinterest

Le novità social della settimana

Come funziona? È sufficiente inquadrare l’oggetto desiderato (oppure scattare una foto alla scena) e selezionarlo disegnando un riquadro sullo schermo. Se è presente nel database di Pinterest, verrà mostrato il nome ed il negozio dove acquistarlo.

E voi? Siete pronti per un’altra settimana piena di novità social?

Perché Instagram è migliore di Facebook

Gli sforzi di Social Media Marketing delle aziende in Italia si concentrano oggi principalmente in Facebook. Instagram (che comunque è di proprietà di Facebook) rappresenta un terreno relativamente nuovo ma che promette soddisfazioni anche più grandi di quelle regalate da Facebook. Ad esempio Nike ne ha fatto il primo canale Social Media della sua strategia globale (l’account Nike su Instagram ha più follower dei “mi piace” alla pagina Facebook).

Perché Instagram dovrebbe ricevere attenzione? Perché secondo me è migliore di Facebook.

Innanzitutto va tracciata una distinzione fra tipologie di Social Media, per capire un’importante differenza fra Facebook e Instagram. Facebook fa parte di un gruppo di Social Media che chiamerò network-based. Mentre Instagram afferisce ad un gruppo che chiamerò content-based.

Abstrakte Darstellung von Netzwerk und Kommunikation In che modo i due gruppi sono differenti? In fondo tutti i social hanno a che vedere con contenuti e network (di utenti).

I Social Media network-based (come Facebook o LinkedIn) sono costruiti a partire dalle connessioni sociali fra gli utenti (network). La mia esperienza del social sarà fortemente condizionata dal numero di contatti nella mia rete. I contenuti che vedo sono infatti legati ai miei contatti. In questo quadro le aziende oltre ad avere degli ottimi contenuti, devono comunque costruirsi un network di contatti (fan o follower). E spesso sono costrette a pagare per dare visibilità ai propri contenuti in network di relazioni ai quali non hanno accesso.

I Social Media content-based (come Instagram, ma anche Twitter) sono costruiti a partire dai contenuti. Posso trovare contenuti sui miei interessi a prescindere dall’estensione della mia rete sociale. Posso infatti sfogliare il social media content-based a partire da un topic, senza alcun riguardo per la dimensione della (mia) rete di contatti.

Twitter e Instagram sono quindi molto più interessanti per le aziende perché qui la sola produzione di contenuti rilevanti e di qualità permette loro di acquisire visibilità e di ottenere organicamente (cioè senza pagare) dei follower.

Instagram in particolare è molto meglio di Twitter, perché a differenza di quest’ultimo:

  • Lo sforzo per produrre un singolo contenuto è maggiore, quindi i contenuti pubblicati per utente sono meno (c’è meno overflow informativo)
  • Non è possibile (al momento) fare campagne per acquisire a pagamento follower
  • Non è possibile pubblicare automaticamente contenuti attraverso piattaforme esterne
  • Non è possibile programmare la pubblicazione dei contenuti
  • Non è possibile inserire link cliccabili

Instagram_Account_LikesPer tutti questi motivi la qualità dei contenuti su Instagram continua a rimanere più alta, rispetto agli altri social media. Un’azienda che produca contenuti di qualità e con una Content Strategy, si troverà quindi a lavorare su una piattaforma (Instagram) che oltre a 400 milioni di utenti nel mondo (e continua a crescere) permette di:

Raggiungere il 100% dei propri follower organicamente

A differenza di Facebook dove l’Edge Rank rende impossibile a tutti i fan della pagina la visualizzazione dei contenuti della pagina stessa.

Avere un alto tasso medio di engagement

Instagram ha il più alto tasso di engagement di qualsiasi altro social (il 4% secondo Forrester). A differenza di Facebook dove l’engagement rate calcolato sul numero dei fan soffre a causa dell’Edge Rank. Ma anche quello calcolato sul reach non raggiunge valori medi stupefacenti.

Essere davvero globali

Instagram si basa primariamente sulle immagini (e i video brevi), un linguaggio narrativo valido a prescindere dalla lingua utilizzata. Non è un caso che se avete ottimi contenuti e utilizzate gli hashtag giusti, la vostra base follower crescerà includendo utenti di tutte le nazionalità.

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Coinvolgere influencer

Un po’ come accadeva al tempo della blogosfera, è possibile ottenere visibilità coinvolgendo gli influencer. Solo che stavolta l’impatto di queste azioni è più misurabile: so esattamente (a differenza dei blog) qual è l’audience dell’influencer e quanto engagement ottengono i contenuti. Un esempio? La recente iniziativa ActionAid su Instagram.

Schermata 25:10:15 17:10

Conclusioni

Instagram dovrebbe essere incluso da subito nella social media strategy delle aziende. Con 400 milioni di utenti attivi nel mondo, di cui circa 8 milioni in Italia, Instagram è già adesso un luogo da cui non si può mancare. Inoltre per i motivi visti sopra, Instagram potrebbe addirittura essere il canale principale per tutte le aziende che hanno una Content Strategy e perseguono la visibilità attraverso contenuti di qualità.

Facebook: gli utilizzi creativi dei multi-image link post

facebook-multi-image-link-post

Dai primi giorni di ottobre Facebook ha implementato alcune comode modifiche per la scelta della immagine di anteprima dei link-post (ovvero di quei post che hanno l’obiettivo di portare click diretti a un sito web).

Ciò ha reso molto più comoda per i poveri social media manager la scelta dell’immagine da utilizzare, perchè magari per necessità varie non era da far corrispondere da quella caricate dall’open-graph o perchè magari c’erano proprio bug di caricamento dell’open-graph stesso.

Oltre a questo ha però dato la possibilità di inserire una sorta di carosello, ovvero la possibilità di far apparire più di una immagine di anteprima per un post link, con uno stile molto simile alle già ormai note carousel ads.

LEGGI ANCHE: Facebook cambia con Product Ads

Cute blonde woman taking self portrait with a cat

Carousel ads e page post: quale è la differenza?

All’apparenza questi due formati (uno riservato alla visibilità a pagamento, l’altro a quella organica) sono identici. La grossa, grossissima, differenza sul lato tecnico e di conseguente pianificazione della strategia è che per il page post non è possibile selezionare una url di destinazione diversa per ogni singola immagine.

[UPDATE: è ora possibile inserire anche url diverse per ogni singola immagine].

Questo vuol dire che qualunque sia l’immagine cliccata dall’utente la pagina di destinazione sarà sempre la stessa, nello specifico quella inserita inizialmente nella descrizione del post.

Ciò limita in maniera massiccia l’utilizzo di questo tipo di post, e lo rende inutilizzabile come pura vetrina multi prodotto (cosa che viene fatta invece con le carousel ads) proprio perchè non è possibile linkare a più prodotti presenti in pagine diverse. Ma questo vincolo non deve scoraggiarci perchè qualcosa di carino può comunque venire fuori!

Multicolored word like made of wood.

Utilizzi creativi

E’ davvero dura categorizzare i vari utilizzi che possono venire fuori con un po’ di immaginazione, perchè ogni settore, e ogni obiettivo di marketing o editoriale, può aprire prospettive a ventaglio. Proviamo a immaginarne qualcuna!

Procedimenti a step

Se hai un sito di ricette potresti utilizzare le immagini dei vari step di preparazione (es. la torta di mele con le classiche uova sbattute, impasto grezzo, stesura della pasta, guarnizione, fino al prodotto finito) per incuriosire i tuoi utenti. Piccola variazione sul tema potrebbe essere una carrellata di immagini di ingredienti (“Scopriamo gli ingredienti della torta di mele!“)

Puoi adottare un procedimento simile anche per un progetto sul riciclo o riutilizzo (“Come creare delle fioriere da questi vecchi pallet!”) o per un tutorial sul make up, sulla nail art, o sul modellismo.

Quiz e domande

I quiz sui social network raramente falliscono (lo sa bene chi ci ha fatto enormi fortune con app e ads sul tema, e chi si è dovuto sorbire le successive decine di condivisioni degli amici!). Possiamo testarli con questo formato proponendo una domanda agli utenti: “Quale è l’animale che gli scienziati reputano il più affettuoso?” … inutile dire che un posto d’onore nel carosello sarà per l’immagine di un gattino!

E se unissimo il quiz con l’esempio precedente della ricetta? Potremmo stuzzicare il lettore con una domanda del tipo: “In tanto commettono questo errore: quale di questi ingredienti NON va nella tradizionale carbonara? Scoprilo con la nostra ricetta originale!“… con le immagini dei vari ingredienti, tra cui un intruso.

E se puntassimo sul gossip, altro sport nazionale su Facebook? “Sai chi è la nuova fiamma di Gianni Morandi?” e successive tre belle ragazze oltre alla Santa Anna… chissà, potrebbe rivelarsi un post ricco di soddisfazioni!

Hai un portale di pronostici? Potresti provare a chiedere l’esito del prossimo match di cartello: “Chi vince tra Juventus e Milan nella supersfida di questa sera?“… con foto di due campioni dei team in gara.

Gallery prodotti

Si, abbiamo detto poco prima che questo formato non è il migliore per vendere direttamente più prodotti, ma può essere invece utile per approfondimenti editoriali proprio relativi ai prodotti!

Già che siamo in periodo natalizio, che ne pensi di un post su “Quali sono i regali preferiti dai fidanzati quest’anno?” con un carousel di immagini di prodotti (magari anche con bollino del prezzo in bella mostra!), ovviamente che punta a un approfondimento con un paragrafo con pro e contro di ogni prodotto? Potrebbe aiutarti nelle vendite!

Variazioni sul tema:

“i cinque smalti di tendenza nella moda 2016”

“Gli accessori da non poter mancare della nuova collezione autunno-inverno”

“Gli utilizzi che non ti aspetti dei fondi del caffè”

“Gli storici terzini del Milan”

“Le tre auto più costose del mondo”

L’incognita

Detto così sembra tutto bellissimo. In realtà ogni volta che un post organico perde il suo stile classico e si avvicina a una inserzione i risultati in termini di azioni sociali (like, commenti, condivisioni) sono spesso parecchio negativi.

La percezione dell’utente di star cliccando su una “pubblicità” (il diavolo, il demonio, qualcuno che vuol guadagnare alle mie spalle!) sembra istantaneamente limitare le funzionalità della terza falange dell’indice.

Se il vostro obiettivo è quindi dar vita a un post con interazioni record probabilmente la strada sarà lunga e complicata; risultati migliori invece per business model che si basano su alte rendita per ogni click. Molto dipende però dal tipo di pubblico della vostra fanpage e da come è stato “educato” in passato.

Il segreto è sempre il solito: provare, provare, provare!

La ricetta segreta per il successo digital?

Closeup on table with vegetables in kitchen

Ci avete mai pensato? In fondo il digital marketing non è altro che un buon piatto da servire a tavola. Che vogliate organizzare la cucina o preparare un dolce, nel digital marketing se tutti gli ingredienti sono ben mixati portano al successo online della vostra azienda, proprio come quando cucinate un manicaretto, ogni singolo elemento deve essere ben dosato per contribuire al successo della portata.

Prendendo spunto dal CookBook di Oracle vi proponiamo i più gustosi suggerimenti dei maestri del marketing e della comunicazione per vincere la sfida digital nella vostra cucina… ops azienda!

Pronti, ai fornelli, go!

L’organizzazione della cucina: marketing tips

4 step per allineare il lavoro dei vostri cuochi secondo l’esperienza di Box. L’azienda made in Usa è specializzata nella gestione e organizzazione dei dati tramite cloud senza mettere a rischio la sicurezza delle informazioni nell’accesso condiviso dei contenuti. 

Healthy food and ingredients with tomato, salad, arugula, carrots, beet, beetroot, leaves, cucumber, onion, green, radish, mushrooms, garlic, broccoli, half, egg and peas on rustic wooden background, top view

Che il vostro target siano le  startup o le Fortune 500 companies, prima che i vostri piatti di marketing possano riuscire, avete bisogno di organizzare la cucina. Una volta fatto potrete allineare i team sales e marketing. Senza una buona organizzazione si rischia di sfruttare male preziose risorse di marketing.  Così l’azienda californiana Box, specializzata nei servizi cloud, vi offre quattro facili step da seguire per gestire al meglio gli introiti annuali.

TEMPO DI PREPARAZIONE

È ancora in forno

INGREDIENTI

  • 2 once di Oracle
  • 1 confezione di CRM
  • 1 pacco di Box
  • 1 cucchiaino di Analytics
  • 3 pizzichi di Oracle Social Network

ISTRUZIONI

    1. Verificate gli strumenti. Accertatevi che i vostri sistemi di marketing siano sincronizzati con il CRM.
    2. Organizzatevi. Coinvolgete il vostro team cucina – inclusi i manager della campagna, gli operatori e i capi del sales –  in incontri settimanali. È importante confrontarsi prima sulle iniziative, i successi e gli obbiettivi. Lavorate con il reparto sales per incrementare il volume delle vendite.
    3. Durante gli incontri continuate le conversazioni e siate coordinati. Una buona comunicazione è la chiave del successo.
    4. Coinvolgete tutti nell’organizzazione con strumenti come gli Oracle Social Network.

RISULTATI 

Un piccolo lavoro di organizzazione ripaga! Box preferisce che i gruppi parlino gli uni con gli altri e allineando bene i programmi riescano a guidare le entrate attraverso la lead generation, il forecasting, il lead scoring e i il lead nurturing. La metodologia di lavoro scelta da Box rende l’azienda vincente nelle scelte di marketing.

La preparazione del dolce: lead lifecycle campaign

Una torta al limone sfornata dalla cucina di Dun&Bradstreet. L’azienda cura le più preziose relazioni nel mondo del business mettendo in contatto i clienti con i fornitori attraverso i dati.  

Lemon tart

Una volta che avete attirato l’attenzione dei vostri commensali-clienti come fate a conquistarli? La giusta soluzione è servire loro un buon dolce in grado di affrontare tassi di rinnovo bassi e scarso coinvolgimento degli utenti con il prodotto. Il team di Dun&Bradstreet, leader nei servizi B2B e nei big data, cerca di avere un approccio data-driven all’up-selling focalizzandosi sul lead lifecycle. Questa metodologia, dolce ma indulgente, vi aiuterà ad aumentare i rinnovi, a guidare le opportunità di upsell e a coinvolgere i clienti.

TEMPO DI PREPARAZIONE

10-12 mesi

INGREDIENTI 

  • 2 tazze e 1/2 di CRM
  • 4 servizi Oracle
  • 2 kg di implacabile curiosità
  • parecchie lavagne grandi

ISTRUZIONI 

    1. Fate riscaldare il confronto con i team sales, training e product. Il brainstorming è la miglior via per usare i dati sui clienti potenziali e incrementare il coinvolgimento.
    2. Cospargere il tutto con dati pertinenti.
    3. Selezionate il contenuto più fresco e mescolate con email coinvolgenti di upsell. Potete scegliere di inserire attività centrate sul contenuto, personalizzare le mail basate sui vostri dati.
    4. Infornate il programma Oracle. Mandate email ai contatti che corrispondono ai vostri criteri.
    5. Come il programma si raffredda, lavorate con le operazioni di vendita per notificare le vendite ogni volta che un cliente è interessato ad approfondire una proposta di upsell.

RISULTATI

La torta di limone di Dun&Bradstreet che rappresenta il Lead Lifecycle sarà pronta in pochi secondi. I contenuti accattivanti delle mail coinvolgeranno i vostri clienti e li porteranno ad iscriversi a più corsi di training sul vostro prodotto e un suo utilizzo più frequente. Il team è stato anche in grado di aumentare il numero delle opportunità di upselling.

Nella cucina del marketing sono quindi fondamentali gli ingredienti scelti da associare però a contenuti altrettanto validi. L’organizzazione del lavoro è fondamentale ma se una volta conquistati i clienti non si hanno gli strumenti giusti in grado di orchestrare la loro esperienza, dalle email, ai webinar e al sito internet, focalizzati alla lead generation i commensali abbandoneranno la vostra tavola-azienda.

Vi abbiamo proposto due esempi basati sull’esperienza di Box e Dun&Bradstreet ma se volete scoprire quali sono le aziende italiane che si sono affidate ad Oracle per la gestione del cloud marketing, da Illycaffè a Mediaset fino a Borbonese, ottenendo ricette di successo, il 19 novembre non potete mancare all’Oracle Cloud Day di Milano. L’evento è gratuito e si può partecipare cliccando qui!

Enjoy your meal! 😆

 

Axon Elite: scopriamo il flagship smartphone di ZTE [REVIEW]

axon_elite

Qualche giorno fa, al covo Ninja milanese è arrivato un Axon Elite, flagship smartphone dell’azienda cinese ZTE. Mi sono offerta volontaria per testarlo e per raccontarvi le feature che mi hanno colpito di più. Devo ammettere che questo dispositivo Android, presentato all’IFA 2015 lo scorso 24 settembre, è un prodotto potente con caratteristiche da top di gamma, prestazioni affidabili, design originale e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Leggi anche: IFA 2015, ecco le innovazioni proposte da Lenovo, Huawei e Acer

La confezione contiene una dotazione di base: cuffie auricolari, caricabatterie con ingresso USB, cavo dati USB e la classica manualistica.

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Estetica ed ergonomia

Maneggiando il device, la prima sensazione al tatto è la gradevolezza della scocca realizzata interamente in una lega di alluminio e magnesio (metallo aerospaziale utilizzato anche per costruire i Boeing 787). La finitura posteriore in finta pelle, insieme alla lieve bombatura, garantisce un’ottima presa ma a livello estetico potrebbe non piacere (in fondo, de gustibus non disputandum est 🙂 ).

La decorazione sul fronte è un segno distintivo della casa costruttrice: una texture cesellata da piccoli triangoli, quasi fosse un simbolo tribale. I tasti fisici per l’accensione e per il controllo del volume sono posti lateralmente, molto comodi da usare, il jack per le cuffie si trova in alto, mentre quello per la carica sul fondo. Nonostante la sua grandezza di 175x75mm, dimensione quasi da phablet, ed il suo spessore di circa 9 mm, si maneggia senza troppo sforzo. Il peso è leggermente maggiore rispetto la media dei telefoni di fascia alta (170 grammi). Il vetro in Gorilla Glass assicura una buona resistenza.

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Caratteristiche tecniche, tra RAM da 3 GB ed ottima autonomia

Axon Elite offre un display a risoluzione Full-HD da 5.5 pollici e 1950 x 1080 pixel, con una densità di pixel pari a 534 ppi ed un processore grafico Adreno 430. Luminoso, nitido e con un touch molto reattivo e preciso, fa davvero bene il suo lavoro.

Il motore è il processore Qualcomm Snapdragon 810, supportato da un’ottima RAM da 3GB che mantiene il sistema molto veloce. La memoria interna è di 32 GB, espandibile attraverso una scheda micro SD fino a 128 GB. Un mix del genere offre delle prestazioni eccellenti: l’esperienza è molto fluida e il device non presenta problemi di surriscaldamento. Axon Elite monta di default Android 5.1.1 Lollipop, con interfaccia proprietaria MiFavor, che rende l’user experience molto piacevole.

Nota di merito, la batteria da 3.000 mAh: in stand-by il telefono ha un’autonomia di quasi due giorni e con un utilizzo intenso arrivo tranquillamente a fine giornata. Grazie al Quick Charge 2.0 nel giro di mezzora il telefono si ricarica da zero al 60%. 5 minuti di carica, il tempo di un caffè al bar, mi hanno consentito di fare una chiamata di oltre un’ora. L’ottima autonomia è mano santa per me che tra corsi ed eventi sono sempre in viaggio, e spesso è difficile trovare una presa libera per caricare uno smartphone all’1% di batteria. 🙂  L’altra faccia della medaglia: data la struttura in metallo, non è possibile aprire la scocca e quindi rimuovere la batteria. 

Largo alla tecnologia biometrica

Sbloccare il telefono con lo sguardo? Se pensavate fosse possibile solo nei film di James Bond, dovete ricredervi. 🙂 L’Axon Elite riconosce perfettamente l’iride, organo dal pattern unico per ogni essere umano: persino due gemelli monozigoti posseggono lo stesso patrimonio genetico ma hanno iridi diversi. Ci sono altri due  riconoscimenti biometrici a disposizione: un lettore di impronte digitali sul lato posteriore ed il riconoscimento vocale.

eyesceeen Una ricerca di Juniper Research riportata da TechWeek Europe stima che oltre 41 smartphone a riconoscimento biometrico siano stati presentati nel 2015, e che la percentuale di device dotati di sensori biometrici stia crescendo esponenzialmente (dal 3% del 2014 al 50% stimato nel 2016). ZTE contribuisce quindi alla penetrazione di questa tecnologia avanzata nel mercato mobile di massa.

Tre fotocamere

Il device è equipaggiato con tre fotocamere: un sistema dual-camera sul retro, con un sensore primario da 13 Megapixel ed un secondario da 2 Megapixel, più una camera frontale da 8 Megapixel.

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Attraverso il modo Bokeh è possibile regolare la messa a fuoco dello scatto, simulando l’ampia apertura di una macchina fotografica manuale: dopo aver scattato la foto, con la feature Refocus si può sfumare lo sfondo, grazie alla percezione di campo recepita dal sensore secondario. 

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In generale, Axon Elite cattura foto di qualità molto buona, nitide e ricche di dettagli in condizioni di piena illuminazione. Con luminosità scarsa o scenari notturni il sensore invece soffre un po’, ma complessivamente il risultato è soddisfacente. 

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Tirando le somme

L’esperienza con questo smartphone è stata positiva, ZTE Axon Elite è uno smartphone che mostra diversi punti di forza: la costruzione è di buon livello e le prestazioni sono elevate per le esigenze di un utente medio.

Per un elenco completo delle specifiche tecniche del device, vi consiglio di dare un’occhiata su GearBest, dove è anche possibile acquistare la versione per il mercato europeo.

Per tutti i lettori di Ninja Marketing, Gear Best ha messo a disposizione il codice sconto ZTEAXONEU: utilizzandolo in fase di acquisto, il prezzo finale sarà scontato da 399$ a 369$ (343.47€ al cambio attuale).

Mangiare diventa social: i consigli di Walter Dabbicco, co-founder di Gnammo [INTERVISTA]

Walter Dabbicco Gnammo

Per crescere è necessario prendere esempio da chi ha fatto successo, grazie alle proprie idee. È il caso di Walter Dabbicco, responsabile marketing e co-fondatore di Gnammo, la più famosa piattaforma di social eating in Italia. Capire come nasce un’idea e come si sviluppa è il primo passo per comprendere come potenziare la propria ed avere successo.

Walter, il fil rouge dell’intervista è l’idea che diventa social, quindi devo necessariamente chiederti come nasce l’idea di Gnammo

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Dal punto di vista operativo nasce dall’incontro di due team che stavano operando uno a Torino e l’altro a Bari, in due momenti contemporanei ma con modalità diverse. Su Torino c’erano Gianluca e Cristiano che stavano portando avanti la stessa idea nata da una riflessione a tavola, mentre a Bari io ed altri ragazzi stavamo lavorando sull’idea del social eating però visto in una maniera più operativa.

Parlo di tre anni fa, per cui i tempi erano molto meno maturi di come sono adesso. La scelta che abbiamo fatto dopo esserci conosciuti è stata quella di procedere insieme perché il mercato era ancora da creare, non c’erano ancora delle indicazioni sulle quali basarsi per fare delle proiezioni.

Quindi abbiamo deciso di costruirlo noi questo mercato, siamo la community più attiva nel social eating in Italia ed ora ci stiamo togliendo un bel po’ di soddisfazioni con alcuni brand. Questo è il quadro generale.

Leggi anche: Home restaurant e social eating, arriva il codice etico di Gnammo

Quanto hanno inciso i social networks sulla riuscita del progetto?

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Sono assolutamente fondamentali in un’attività che prevede un grosso coinvolgimento mentale nel suo svolgimento. Per poter andare a casa di una persona che non si conosce, il social permette dal punto di vista operativo di conoscere anche meglio quello che sarò il proprio ospite prima che egli arrivi a casa.

Quando arriva una prenotazione su Gnammo il proprietario, in questo senso, ha modo di verificare prima il profilo, gli amici e che tipo di persona è. In più, i social sono ottimi per condividere i materiali prodotti durante le cene. Essendo un social eating è di sua natura un social network, quindi la possibilità di poter condividere esperienze, anche pre e post l’evento stesso, ha sicuramente dato i suoi frutti.

 

Quindi, è possibile creare un business solo online?

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Assolutamente no. Si sfrutta il mondo online, ma quello che si realizza è l’incontrarsi dal vivo. La natura stessa di Gnammo prevede che internet e web siano un mezzo per generare interazioni reali attorno ad una tavola. Quindi ha un ruolo fondamentale, ma non esclusivo.

A proposito di esclusività, il social eating sembra essere quasi una moda. Ti preoccupa la concorrenza?

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Ci sono due/tre realtà straniere che stanno operando in Italia, ma noi  siamo perfettamente inseriti nel contesto non solo mediatico, ma anche operativo italiano. Solo in Italia abbiamo avuto lo stesso volume di traffico che gli altri hanno avuto a livello globale. E il nostro obiettivo è quello di rafforzare la nostra posizione in Italia, ma guardiamo ai concorrenti con la giusta attenzione.

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3 consigli per chi intende sviluppare la propria idea social

idea_che_diventa_social_seiNon lanciare qualcosa se non si ha un prototipo, ovvero qualcosa da far vedere. Non andare in giro con l’idea ma provare almeno a creare una landing page, qualunque cosa che possa essere un punto di raccolta di informazioni nel momento in cui si va a parlare con qualcuno.
Validare l’idea. Anche con gli amici o con i parenti per vedere se la cosa funziona ed iidentificare quelle che sono le debolezze
Essere sempre informati sul panorama di riferimento. Nel caso nostro del food, abbiamo una serie di servizi che permettono di tenerci aggiornati a livello nazionale ed internazionale sulle principali dinamiche, in modo da essere sempre pronti a rispondere non solo sui last minute ma anche su indagini e cosi via

 

Ultima domanda a bruciapelo: la strategia migliore da adottare?

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Una presenza continua e il dialogo sono le chiavi vincenti. Per chi decide di essere su Facebook per esempio bisogna essere pronti a confrontarsi continuamente e ad accettare, nel limite del possibile, critiche ed insulti. Una presenza costante ed intelligente è un’ottima strategia sui social, se non la migliore.

Il potere della tecnologia semantica salverà i data geeks?

La tecnologia semantica rappresenta l’ultima frontiera dell’esperienza di ricerca online: ne sono un esempio la complessa intelligenza artificiale di Google e Siri.

E’ il superamento delle ricerche basate sulle parole chiave andando a costruire connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate, proprie della mente umana.

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La semantica si basa sul significato e sul contesto che le parole e le frasi racchiudono in sé e nonostante la complessità del linguaggio umano; la sua applicazione in campo tecnologico consente di semplificare la gestione del mare di informazioni presenti sul web.

La semantica applicata ai big data

Come spiega l’articolo di Michele Goetz su Forrester, le infinite potenzialità della tecnologia semantica fanno gola ai data geeks, alla costante ricerca di nuovi modi per gestire al meglio l’enorme mole di dati a loro disposizione, combinarli insieme ai contenuti, personalizzarli e renderli rilevanti ai fini degli insights.

La ‘discussione semantica’ nasce quindi dall’esigenza di riuscire a gestire i big data e i relativi analytics, spesso oggetto di malcontento per gli stakeholder. Dal sondaggio Business Technographics Global Data and Analytics di Forrester si avverte infatti un decremento della soddisfazione in termini di analytics del 21% dal 2014 al 2015.

Per data architect e vendor, la semantica sembra dunque essere la chiave per caricare di contesto e significato le informazioni a disposizione, così che possano dar vita a insights rilevanti e decisivi per le scelte di business. Questo è possibile poiché la tecnologia si basa sulla combinazione tra loro di ricerche, grafici, API, nonché metodologie di trattamento dei dati.

Il tempo è denaro, soprattutto sul web

In un mondo in cui il successo del business si misura in minuti e secondi, una mancata tempestività nella risoluzione dei problemi che si verificano online può costar cara.

Basti pensare al rilevamento di una falla nel sistema delle carte di credito di una compagnia o ad un tweet di cattivo gusto inviato da un executive. Se l’intervento non è immediato, la voce si diffonde più velocemente di un virus, tra social e news agency, mettendo a rischio reputazione e denaro.

Nel complesso sistema in cui viviamo, è essenziale essere smart e responsive, e l’aiuto della semantica è dunque prezioso. Dei dati bisogna saper riconoscere gli attori e le loro interazioni, affinché si possano comporre dinamicamente tra loro e possano fornire informazioni rilevanti per una corretta interpretazione.

Quale sarà la semantica del futuro?

Le prossime sfide della tecnologia semantica sono rappresentate dalla sua applicazione nel campo della sicurezza, della pianificazione delle infrastrutture e della produzione energetica.

Tale tecnologia si rivelerà essenziale per l’Internet of Things, poiché senza di essa miliardi di device presenti sul mercato non potranno comunicare tra loro in maniera efficace.

Migliaia di compagnie grandi e piccole, stanno costruendo tecnologie e applicazioni per la IoT: progettati e programmati separatamente, non necessariamente riusciranno a mettersi in connessione tra loro.

La semantica sarà la struttura che consentirà loro di interagire e scambiare informazioni.

Social Media Manager: i sei profili che ti capiterà di incontrare

Le 7 tipologie di social media manager

Chi è il Social Media Manager? Sicuramente il parente di qualcuno (il cuggino), ma formato per affrontare con professionalità il lavoro che è chiamato a svolgere.

Il Social Media Manager è una figura professionale con conoscenze approfondite in campo marketing, senza trascurare l’ambito editoriale, e possiede una visione globale della struttura digitale dell’azienda cliente. Monitora, raccoglie ed elabora, quindi utilizza gli insight al fine di raggiungere gli obiettivi di comunicazione e marketing sui social media che il cliente si è prefissato. Insomma, non è solo quello che deve “metterla verso le 13 o 14” la foto di Gianni s’intende.

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Le 7 tipologie di social media manager
Le call per posizioni di Social Media Manager su LinkedIn sono cresciute del 1300% dal 2010 (dati Nielsen), ed il ruolo è nella prima posizione nel settore comunicazione online degli utenti di LinkedIn.

Molti professionisti provenienti da diverse aree della comunicazione e del marketing si sono reinventati Social Media Manager, creando non pochi problemi nel delineare i contorni del mestiere e nel semplificare la vita a chi necessita di assumerne uno. Ecco quindi che abbiamo raccolto per voi ninja 6 tipologie di Social Media Manager “derivati”.

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SEO Social Media Manager

La maggior parte degli annunci di lavoro riguardanti la figura del SMM richiedono (oltre all’inglese che poi nel colloquio orale non testano mai, o quasi) capacità di search engine optimization (SEO). Non è perciò una sorpresa se tra le skill vantate molti inseriscano questa voce, avendo magari ottimizzato solo un post su WordPress grazie a un plugin.

Advertising Social Media Manager

Questa è la tipologia di SMM che non ha convinzioni nella vita se non quella che un’attività commerciale può stare sui social network soltanto se è disposta ad investire denaro in pubblicità. Figli dei guru degli ambienti digitali, questi SMM sono probabilmente i meno creativi, e sono convinti che possano realmente calcolare il ROI (return on investment) dall’attività di comunicazione e marketing social, in modo scientifico.

Le 7 tipologie di social media manager

Il Social Media Manager millenial

Sono generalmente i più giovani, quelli cresciuti utilizzando i social media per uso personale. Hanno già un discreto seguito nei loro vari account social e ora cercano di trasformare la loro attività privata in attività professionale. Amano l’aspetto sociale di queste piattaforme, e tendono ad avere uno sguardo che si avvicina di più a quello del consumatore. Benché entusiasta ed early adopter, manca generalmente di esperienza nel campo del marketing online, fondamentale per un buon SMM.

Il Social Media Manager PR (AKA Jerry Maguire)

Jerry Maguire è il protagonista dell’omonimo film, nel quale viene lanciato da un’agenzia e il suo primo e unico cliente non ha una buona reputazione. Per tutto il film Tom Cruise (che interpreta Jerry) cerca di non far scivolare il cliente in atteggiamenti che possano comprometterlo maggiormente, tentando di migliorare la sua fama. Ecco, il Social Media Manager PR ha la necessità di migliorare l’immagine del proprio cliente, portando avanti così un doppio lavoro, mai facile o banale, con conoscenze approfondite nel crisis management. Alle volte, però, rischia di dipingere un’immagine del cliente irreale o troppo positiva, non riscontrando così la realtà.

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Il Social Media Manager scientifico

Con un approccio totalmente analitico, pone l’attenzione più su come incastrarsi al meglio nei vari algoritmi social anziché all’interno delle dinamiche sociali. Un talebano dei numeri insomma, una figura che si avvicina più ad un Analyst che a un vero SMM. Solitamente la sua rincorsa al numero lo porta contro un muro, ma il cliente che lo ha scelto probabilmente non se ne accorgerà.

Le 6 tipologie di social media manager

Il Social Media Manager “nativo”

Un manager raro, solitamente al servizio di clienti big spender, nato per ricoprire la posizione del SMM. Ha ben chiari obiettivi e strategie, con capacità di coordinamento di un team comprendente altre figure, come il Content Curator, il Copywriter, l’Analyst e il Community Manager. Ha nozioni di marketing tali da poter creare, gestire e monitorare campagne adv, e possiede lungimiranza e costanza nell’ideare nuove soluzioni e strategie al fine di raggiungere gli obiettivi. Sono molto difficili da trovare sul mercato del lavoro, e spesso sono freelance.

Tu quale tipo di SMM hai assunto?

Micro-momenti: come vincere la sfida del mercato mobile

Micro-momenti: come vincere la sfida del mercato mobile

La quotidianità è costellata di micro-momenti, situazioni in cui consultiamo velocemente lo smartphone per conoscere, andare, comprare o fare.

Queste pratiche sono talmente diffuse che l’ultimo sondaggio condotto da Google/Ipsos negli USA attesta:

  • All’82% la percentuale di possessori di smartphone che consulta il proprio device in store durante un processo di acquisto;
  • al 91% quella di chi lo accende per trovare idee durante un processo lavorativo.

Un altro dato interessante riguarda i processi decisionali degli utenti, sempre più influenzati dal web e sempre più spesso finalizzati attraverso di esso. Queste occasioni di contatto sono tanto frequenti quanto brevi: il trend 2014-2015 è nettamente orientato verso un aumento delle connessioni da mobile (+20%) a fronte di una diminuzione del tempo di visita (-18%).

La tempestività dell’informazione/proposta è quindi di importanza superiore al brand che la offre.

Guadagnare l’attenzione dei consumatori momento per momento non è semplice, poiché non tutte le occasioni di interazione uomo-smartphone costituiscono un’opportunità per le aziende: l’utente deve avere un preciso intento, essere nel giusto contesto e avere una necessità immediata.

Ecco quindi tre best practice per avere successo grazie ai micro-momenti: un presente e un futuro che sono già (letteralmente) nelle nostre mani.

#1 Esserci

Quando cercano online, i consumatori sono infedeli: il 90% degli utenti mobile non associa il proprio bisogno ad una specifica marca e un utente su tre finisce col rivolgersi alla concorrenza anche quando la sua attenzione è indirizzata ad uno specifico venditore.

I benefici collaterali riguardano significativi aumenti della brand awareness e della brand perception. Le persone sono portate non solo a riconoscere, ma anche preferire un brand dalla presenza non invasiva, ma precisa e puntuale.

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Esserci vuol dire analizzare i trend di ricerca del nostro settore e verificare, cellulare alla mano, di essere presenti tra i risultati degli argomenti più ricercati da mobile.

Esserci significa anticipare i micro-momenti, per essere i primi a fornire informazioni rilevanti distribuite attraverso tutto il processo di acquisto dei clienti (funnel).

Micro-momenti: come vincere la sfida del mercato mobile

#2 Essere utili

Mostrarsi non è abbastanza. Per essere efficaci (e convertire) occorre creare una connessione, diventare il tramite tra l’utente e l’informazione ricercata, fornendo risposte efficaci a dubbi, necessità e curiosità.

Nel mercato mobile, questo è un fattore di successo tanto critico quanto facile da raggiungere grazie alle informazioni fornite dal contesto.

Il 73% dei consumatori ha dichiarato che ricevere regolarmente informazioni utili  è uno dei fattori più importanti nella scelta di un brand. Viceversa, entrando in uno spazio digitale che non soddisfi le loro aspettative, il 66% intraprende azioni negative, quali uscire immediatamente dal sito/app,  evitare di ritornarci o non concludere l’acquisto.

Tutti gli elementi della comunicazione devono rispondere ad uno specifico bisogno e non devono presentare dissonanze tra loro.

Le quattro categorie di bisogni – conoscere, andare, comprare o fare – rivestono un’importanza diversa per ciascun settore.

Una casa automobilistica metterà l’accento sullo storytelling (conoscere), per alimentare il valore pratico ed emozionale di un prodotto dal lungo ciclo di riacquisto. Un ristorante è probabilmente concentrato sul farsi trovare (andare), perché il suo target è prima di tutto geo-localizzato. Un eCommerce potrà mettere l’accento sul presentare i prodotti ai clienti in base ai loro bisogni del momento (comprare) o sull’illustrare le possibilità d’uso dei prodotti stessi (fare).

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#3 Essere veloci

Desiderio. Decisione. Gratificazione.
Il 60% dei partecipanti al sondaggio Google/Ipsos 2015 ha notato di prendere più velocemente le decisioni di acquisto grazie alle ricerche online.

Gli utenti mobile ricercano spesso informazioni che coinvolgono l’ambiente circostante, e le vogliono in fretta! Altrimenti cambiano sito.

Le maggiori fonti della drastica decisione? Lentezza nel caricamento dei contenuti e eccessivo numero di passaggi per giungere all’informazione desiderata o terminare il processo di acquisto. In entrambi i casi sono circa il 70% gli internauti che dichiarano di rivolgersi altrove quando incappano in questo genere di inconvenienti.

Qual è l’azione principale che gli utenti compiono quando entrano in una certa pagina? Qual è il bisogno che soddisfa la tua app? Hai eliminato i passaggi non necessari nel processo di acquisto? Hai testato la velocità di caricamento del tuo sito?

La velocità è la chiave. Sono chiamati micro-momenti per un motivo.

Micro-momenti: come vincere la sfida del mercato mobile

Per approfondire l’argomento Micro-Momenti consulta la guida completa fornita da Google: Micro-Moments: Your Guide to Winning the Shift to Mobile.