La scuola del futuro è digitale, open e collaborativa [INTERVISTA]

La scuola del futuro è digitale, open e collaborativa Il nuovo anno scolastico potrebbe essere l’anno della rivoluzione digitale della scuola in Italia, grazie ai 90 milioni stanziati subito e 30 milioni ogni anno a partire dal 2016 per finanziare la diffusione digitale e i laboratori innovativi. Insomma un anno per immaginare la scuola del futuro.

Se già oggi il digitale e il web mettono a disposizione di insegnanti e studenti una grande varietà di contenuti multimediali per rendere più attivo e coinvolgente l’apprendimento, manca ancora una adeguata diffusione di supporti sistematici dedicati a studenti e docenti.

Applix, società leader in soluzioni mobile, ha attivato un progetto per il mondo della nuova scuola digitale, con lo scopo finale di sfruttare a pieno i contenuti già esistenti e contemporaneamente la riforma del Governo, per cambiare realmente il panorama digitale della scuola del futuro italiana.

Applix Education, la business unit dedicata al mondo della scuola e dell’apprendimento digitale, grazie alla creazione della piattaforma proprietaria bSmart.it permette di sfruttare un nuovo modello collaborativo e open per studenti e insegnanti, per utilizzare in modo davvero efficace le versioni digitali dei libri di testo. Per conoscere quale sia il mercato della scolastica digitale e quali soluzioni sarebbe utile adottare per rendere efficienti nuovi modelli didattici abbiamo rivolto qualche domanda a Michela Barbieri, Founder di bSmart.it, specializzata nella ricerca relativa alle tecnologie per l’education.

Il mercato dell’editoria e in particolare quello della scolastica è in pieno fermento. Quali sono i numeri sull’uso del digitale nelle scuole oggi?

La scuola del futuro è digitale, open e collaborativa Il digitale ancora oggi è utilizzato in modo residuale rispetto a forme di trasmissione analogica dei contenuti, tuttavia il trend è in fortissima crescita.

Secondo le nostre stime, il 10% degli insegnanti hanno utilizzato con una certa frequenza, nell’anno scolastico 2014-15, strumenti e contenuti digitali, ma l’incremento annuale negli ultimi tre anni è stato costantemente superiore al 300%.

Il decreto sull’editoria scolastica digitale del Miur è del 2013. Dopo due anni ci troviamo ancora in una “modalità mimetica” rispetto al libro di testo cartaceo?

La scuola del futuro è digitale, open e collaborativa Per ragioni storiche e di organizzazione dell’istruzione pubblica, l’utilizzo del libro cartaceo ha caratterizzato la didattica nella scuola italiana per molti decenni.

La scuola italiana è storicamente caratterizzata dalla mancanza di un approccio sistemico all’innovazione sia a livello locale sia a livello istituzionale, e dall’autonomia didattica attribuita ai singoli insegnanti. In questo contesto, sono stati i libri di testo ad aver dettato i metodi didattici utilizzati quotidianamente nelle scuole.

L’ingresso del digitale nel mondo della scuola doveva quindi tenere conto di prassi e competenze consolidate da parte degli insegnanti, di una sostanziale inadeguatezza dell’accesso a internet nelle scuole e quindi della necessità di introdurre modelli non-disruptive nel passaggio al digitale.

Oggi finalmente, a seguito della crescente autonomia attribuita alle scuole, della spinta al digitale esterna al mondo dell’education e della visibilità di efficaci soluzioni innovative proposte da un numero crescente di insegnanti e dirigenti scolastici, questa situazione sta cambiando e nuovi modelli di didatticastanno cominciando ad essere sperimentati su più ampia scala.

Dal punto di vista degli strumenti, cosa comporta in concreto il passaggio da una didattica “analogica” e librocentrica, ad una più improntata alla condivisione?

La scuola del futuro è digitale, open e collaborativa Comporta l’utilizzo di strumenti per creare contenuti da parte degli stessi studenti e insegnanti, e successivamente la possibilità di condividerli in un gruppo che lavora su un progetto o un obiettivo specifico.

La piattaforma bSmart.it di Applix Education mette gratuitamente a disposizione di insegnanti e studenti strumenti che consentono sia di creare nuovi contenuti, sia di rielaborare contenuti già esistenti: mappe o lezioni interattive, playlist di contenuti, appunti scritti o vocali ecc. Inoltre offre un ambiente di lavoro dove il gruppo che collabora, ad esempio la classe o un gruppo di insegnanti, può condividere informazioni, contenuti, elaborati, calendari, il tutto in modo estremamente intuitivo e semplice.

A questo tema è legato quello dell’inclusione. Ogni studente è una risorsa per la classe. Anche chi lavora con modalità diverse. Abitualmente viene fatto riferimento a studenti BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) mettendo l’accento su una loro diversità rispetto a una norma; invece è più corretto parlare di una loro specificità nella modalità di studio.

La progettazione di bSmart.it si è basata proprio sull’attenzione alla specificità dello studente. Per poter favorire l’inclusione, abbiamo inserito nella piattaforma strumenti per la lettura vocale del testo, strumenti per costruire mappe interattivefatte non solo di testo ma anche di immagini, video, audio, per consentire a tutti di partecipare e fruire dei contenuti.

Una delle esigenze più urgenti per i docenti è quella di ottimizzare i tempi di ricerca di materiali didattici digitali o multimediali. Come interviene bSmart.it su questo bisogno?

La scuola del futuro è digitale, open e collaborativa bSmart.it interviene in aiuto dei docenti su tre livelli: la creazione di un portfolio personale, la funzione di ricerca su tutta la piattaforma e in internet, il lavoro di selezione e pubblicazione di notizie da parte della redazione di bSmart.it Anzitutto nella piattaforma ciascun docente ha a disposizione uno spazio personale dedicato al portfolio di materiali didattici: è personale, permanente e incrementabile nel tempo. Mentre il docente lavora nell’ecosistema educativo bSmart.it il suo portfolio di contenuti si arricchisce automaticamente.

Di quali contenuti parliamo? Di quelli che il docente crea utilizzando gli strumenti della piattaforma, i collegamenti web che aggiunge, i contenuti personali (file, immagini, video, audio, ecc.) che sono sul suo dispositivo. Tutto avviene in modo molto semplice e intuitivo e, grazie alla sincronizzazione sul cloud bSmart, è possibile in ogni momento accedere alle proprie risorse didattiche, da qualsiasi dispositivo.

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In secondo luogo, ogni volta che un libro digitale viene aggiunto in piattaforma, il portfolio dei contenuti didattici si arricchisce automaticamente con i contenuti multimediali che provengono dal libro stesso: esercizi, audio, video, immagini interattive, gallerie di foto, simulazioni, schede di approfondimento ecc. (abbiamo più di 40 tipologie di contenuti digitali diversi).

A questo punto il docente può utilizzare tutti questi contenuti anche separatamente dal libro di testo. Questa possibilità, che per l’utente avviene in modo assolutamente fluido e immediato, in realtà ha un profondo significato didattico: il libro non è più un contenuto concluso in sé ma è open, cioè i singoli elementi di cui è composto possono essere utilizzati anche in contesti diversi, ad esempio in altri libri, oppure in contenuti prodotti dal docente.

Oggi su bSmart ci sono più di un milione di contenuti digitali multimediali che vivono separatamente dal libro di testo e abbiamo già stretto accordi per consentire l’acquisto di pacchetti di soli contenuti (non associati a libri) sul nostro marketplace.

Tutti i contenuti ospitati su bSmart.it sono ricercabili, per argomento o tipologia. Se, ad esempio, un docente ricerca “Napoleone” oppure “equazione” otterrà come risultato un elenco di risorse: sono quelle pubblicate sulla piattaforma, ma anche quelle inserite nel portfolio personale, e i contenuti in internet che corrispondono a la sua ricerca. bSmart.it è un sistema educativo aperto, che consente di comunicare con il sapere e le informazioni che si trovano all’esterno.

Infine, la redazione seleziona ogni giorno notizie su scuola, eventi, didattica, app, contenuti digitali per tutte le materie, bandi e concorsi, corsi di educazione al digitale e alle tecnologie e li mette gratuitamente a disposizione dei docenti attraverso le proprie pagine Facebook e Twitter. La piattaforma consente così di avere ogni giorno un feed di notizie aggiornate e di qualità, selezionate da esperti di scuola e didattica, che fanno ricerca e selezione per offrire un servizio al docente.

Psicologi, logopedisti e neurobiologi mettono in guardia sui rischi di un apprendimento multitasking e discontinuo come quello del testo digitale. In che modo la piattaforma di Applix aiuta a rendere più naturale la didattica digitale?

La scuola del futuro è digitale, open e collaborativa È un tema molto ampio che varrebbe la pena di approfondire ulteriormente. Per rispondere in modo il più possibile sintetico, occorre tener presente che i rischi legati a un approccio discontinuo e multitasking non dipendono dallo strumento, ad esempio il libro digitale, ma dal processo dell’elaborazione delle informazioni, e quindi, di conseguenza, il processo dell’attribuzione di un senso a essi, che caratterizza il processo dell’apprendimento.

La possibilità di ricevere stimoli diversi è una ricchezza che il digitale ha inserito nel nostro mondo quotidiano, e quindi anche nella scuola e nella didattica. Ma tutti noi, sia come singoli individui sia come insegnanti, educatori, genitori, non possiamo fermarci alla sola ricezione di stimoli e non vogliamo che i nostri ragazzi lo facciano. Se così fosse il nostro mondo diventerebbe frammentato e perderebbe di senso.

Occorre avere tempi e spazi per analizzare, rielaborare, dare un nuovo senso agli stimoli che riceviamo. La piattaforma bSmart.it non è uno spazio di fruizione passivo che fornisce solo stimoli: è uno spazio di lavoro, di progettualità, di rielaborazione, che offre strumenti per analizzare e rielaborare le informazioni e gli stimoli digitali, strumenti per aggiungere il contributo e quindi la personalizzazione dell’utente e strumenti per creare nuovi contenuti o sintetizzarli. Gli studenti hanno la possibilità di fare questo sia individualmente sia con la guida del docente.

Il grande lavoro di progettazione non solo tecnico ma anche didattico e di usabilità che connotano la piattaforma diventano un elemento ulteriormente facilitatore in questo processo.

Sky compra Mtv Italia e si aggiudica un posto nella top 9 del telecomando


Dopo mesi di rumors e trattative, ecco l’annuncio ufficiale dato in nota congiunta dal gruppo Viacom International Media Networks e Sky Italia: il 1° agosto Sky ha acquisito la trasmissione del canale Mtv Italia.

Il canale dedicato alla musica e non solo, sbarcato in Italia nel 1997, sarà gestito in collaborazione fra Sky e Viacom International Media, la casa madre di Mtv nel mondo, e per la programmazione si attingerà alla library di entrambi i gruppi.

Sport, serie tv e X Factor su Mtv?

La programmazione della rete, posizionata sul canale 8 del digitale terrestre, sarà gestita “nel rispetto della sua natura generalista, si arricchirà di nuovi contenuti tra quelli di maggior pregio di entrambi i gruppi”, secondo quanto dichiarato dalle parti.

Il palinsesto verrà integrato con diversi programmi, probabilmente sportivi e potrebbe essere la nuova casa in chiaro di X factor (attualmente in onda su Cielo).

Nata come canale musicale, l’emittente è diventata oggi una rete generalista a tutti gli effetti, senza però rinunciare alla sua anima pop. Non mancheranno nel palinsesto i grandi eventi musicali, come gli Mtv Ema che si terranno quest’anno proprio in Italia, a Milano.

Dopo la chiusura di Mtv Hits e Classic, resta solo a Mtv l’arduo compito di portare la musica in tv.

La tv satellitare trasmette già in chiaro con Cielo (canale 26) e SkyTg24 (canale 27), ma ciò che conta in questo deal è l’essersi posizionata trai primi nove tasti del telecomando, conquistando una posizione strategia nel mercato televisivo.

Arriva Mtv Next

All’americana Viacom resterà un canale proprietario,  Mtv Next, solo su satellite, anch’esso dedicato all’intrattenimento. Continuerà, inoltre, afferma la nota, “ad essere presente in Italia con un ricco portfolio di canali lineari e non lineari a brand Mtv, Comedy central e Nickelodeon”.

Instagram rende disponibili le API per l'advertising [BREAKING NEWS]

I social media, Facebook a parte, non godono di bilanci esattamente “sani”. Fatturano molto, ma hanno anche dei costi di gestione enormi. Ecco che l’ancora di salvezza, ancora una volta, si chiama advertising.

Zuckerberg ha cercato fin da subito di trasformare Instagram in uno strumento di marketing potente, e che riuscisse ad aumentare in maniera considerevole i propri ricavi. Le prime mosse sono state l’introduzione di shopping links, come i famosi “acquista ora” e “scopri di più” (strumenti attivi in USA), le ADS che arriveranno presto anche in Italia, e alcuni altri tool utilissimi per il targeting nella condivisione delle fotografie.

LEGGI ANCHE: Instagram: arriva il servizio ADS anche in Italia.

Oggi il CEO di Instagram Kevin Systrom annuncia un passo significativo per le sorti del social network di condivisione istantanea di immagini: sono disponibili le API Advertising.

Le API permettono di espandere le funzionalità di un programma, e metterle a disposizione significa dare la possibilità ad altri di interagire con la piattaforma e, soprattutto, estendere le funzioni e le caratteristiche della struttura base.

Dunque ora i marketer potranno acquistare spazi pubblicitari all’interno di Instagram, pianificando le proprie strategie affiancandole così a quelle di Facebook.

Analisti e ricercatori sono estremamente fiduciosi circa la possibilità per Instagram di diventare, grazie a questa mossa, un colosso del business pubblicitario.

EMarketer prevede un ammontare di 595 milioni di dollari in introiti pubblicitari quest’anno, ed entro il 2017 Instagram sarà sulla buona strada per superare Google e Twitter in termini di ricavi da annunci su display mobile. Il mese scorso, gli analisti di Bank of America Merrill Lynch hanno previsto una crescita dei ricavi pubblicitari di Instagram tale da poter raggiungere il miliardo di dollari nel 2017, salendo a fino a 3,86 miliardi di dollari entro il 2020.

L’API Instagram ADV “è uno dei momenti più attesi nell’evoluzione della pubblicità” – scrive Hootsuite, uno dei partner di API Instagram ADV, in un comunicato stampa – “tale integrazione renderà il lavoro dei social media manager e marketer più efficace in quanto non dovranno più muoversi tra il telefono e il computer per tenere traccia di tutti gli aspetti di una campagna sui social media, ma tutto sarà convogliato in un’unica piattaforma”.

I partner annunciati finora di API Instagram ADV includono alcuni dei maggiori partner commerciali di Facebook: Hootsuite, Kenshoo, Brand Networks, Salesforce Marketing Cloud, Unified, SocialCode, 4C, Nanigans, e Ampush.

LEGGI ANCHE: Instagram, arriva la ricerca via desktop: alcuni motivi per sfruttarla.

Fino a questo momento, creare annunci pubblicitari su Instagram è stato un privilegio esclusivo dei cosiddetti big spender, un po’ come quelli che ancora oggi su Facebook possono permettersi di sforare in tranquillità il 20% di testo nelle immagini sponsorizzate. It was all about money. Da oggi it’s about money and API Instagram ADV.

People Also Ask: i suggerimenti di Google Search che potresti aver notato

Carlos Luna/Flickr

È già da qualche mese che ogni tanto qualcuno nota, dopo aver effettuato una ricerca, all’interno della SERP di Google la comparsa di un box di suggerimenti che prima non c’era.
Il box si chiama People also ask e non sostituisce i suggerimenti classici a cui siamo abituati che restano come sempre in fondo alla pagina dei risultati – né sostituisce la famosa funzione “Forse cercavi” che da praticamente sempre rende il motore di ricerca più usato del mondo una fonte completa, accurata e pure un po’ spocchiosa 😉 -.

Cos’è successo?

 

Alcuni utenti hanno scoperto il nuovo box di suggerimenti nella SERP e hanno prontamente twittato la scoperta: ma le comunicazioni ufficiali dell’introduzione del nuovo box amico non sono mai state pubblicate, né sul blog di Google Search, né altrove.

Search Engine Roundtable, il primo a parlarne in Aprile riportando gli screenshot di Dan Barker, ipotizzava si trattasse di un esperimento, e allora noi siamo rimasti a guardare e abbiamo aspettato che arrivassero comunicazioni ufficiali dall’alto a presentare la nuova funzione a tutti gli utenti di Google – che equivale a dire tutti gli utenti di internet -.

Ma dopo qualche mese People also ask resta ancora uno strumento molto discreto, non compare con tutte le query di ricerca e probabilmente molto dipende anche dalle impostazioni del browser e di come utilizziamo il motore di ricerca.

LEGGI ANCHE: Scopriamo News Lab, il nuovo strumento di Google dedicato al mondo del giornalismo

Come funziona People also ask?

il box People also ask compare cercando "Polaroid Sunglasses"

Facciamo un esperimento e, utilizzando le stesse query che i pionieri avevano segnalato su twitter, troviamo il box fantasma.
A differenza dei suggerimenti tradizionali che troviamo sempre in fondo alla pagina dei risultati, il box resta in alto nella SERP, pare non sostituire mai il primo risultato, ed è strutturato come un menù a tendina che presenta le ricerche correlate effettuate da altri utenti.

Se proviamo ad espandere il singolo suggerimento ci troviamo una breve risposta alla domanda alternativa suggerita da Google, con tanto di fonte. Infine, se non siamo soddisfatti, possiamo effettuare direttamente dal box una nuova ricerca seguendo il suggerimento.

Google, perché ci fai questo?

People also ask: I suggerimenti di Google Search che potresti aver notato

Il suggerimento di People also ask nel dettaglio

Negli ultimi mesi abbiamo avuto alcune novità degne di nota: ad Aprile Google ha reso possibile il download delle ricerche effettuate da ogni utente, a Maggio è arrivata la possibilità di trovare risultati da Twitter all’interno dell’app di Google, e, sempre a Maggio, l’annuncio dell’arrivo imminente del tasto Buy.

People also ask, probabilmente, è soltanto l’ennesima implementazione della SERP di Google che aiuta gli utenti a trovare le risposte che stanno cercando.

LEGGI ANCHE: Google e Facebook pronti a lanciare i propri buy buttons

In ogni caso, se lo strumento sarà reso ufficiale e disponibile a tutti e per tutte le ricerche, sarebbe una novità da non sottovalutare: pensiamo a tutti i SEO specialist che ogni giorno rincorrono le prime posizioni per questa o quella keyword, studiando le ricerche correlate degli utenti, che è già possibile conoscere tramite, ad esempio, il Keyword Planner di Adwords.

Non sappiamo se il box sia pensato per salire sempre in cima nella SERP, ma una cosa è chiara: la ricerca su Google non è più, da un po’ di tempo, un percorso lineare.
Ragionare per singola keyword è una strada a senso unico, e quello che tutti i SEO dovrebbero imparare a fare, è quello di ragionare per contenuti. Content is King!

5 corsi on demand Ninja Academy da recuperare quest’estate

corsi online on demand

Guerrieri, l’estate è un buon momento non solo per riposare e rilassarsi, ma anche per approfittare del tempo libero per imparare cose nuove, migliorarsi e scoprire nuovi interessi.

Che voi siate sotto l’ombrellone o alla scrivania con l’aria condizionata a palla, potete accendere il vostro computer/tablet/smartphone e rendere il vostro tempo prezioso.

Ecco dei corsi on demand, alcuni completamente gratuiti, della Ninja Academy che potete seguire!

[Ninja Talk gratuito]
Social Recruiting: trovare lavoro grazie ai social network
Come i social media stanno cambiando la ricerca di lavoro, la reputazione digitale e la selezione del personale

Beatrice Podda, Digital Marketing & Communication Manager in Adecco, svela cosa guardano i responsabili del personale quando controllano la reputazione online di un candidato, al di là delle esperienze professionali: il numero delle connessioni, selfie e post condivisi. L’obiettivo sarà distinguere quali contenuti social possono aiutare o danneggiare la tua prospettiva di carriera.

[Master]
Social Media Marketing
Strategie di comunicazione e strumenti per il social media management

Il primo master di specializzazione focalizzato interamente sulle singole piattaforme sociali, quali Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Instagram, Pinterest, Google Plus. Per approfondire gli aspetti distintivi, le funzionalità e le potenzialità di ognuno con i migliori esperti italiani del marketing e della comunicazione digitale. Una serie di seminari monografici per approfondire invece le frontiere del social media marketing, andando a studiare le realtà più innovative e disruptive sul mercato.

[Ninja Talk gratuito]
Dagli Adserver al Real Time Bidding
Convertire le attività di digital marketing in vendite

In questo Ninja Talk, dedicato all’advertising online ed ai suoi segreti, conoscerai Alfonso Mariniello, direttore commerciale di Adform.

[Corso]
Startup management
Come avviare una startup, dall’idea al fundraising

Il Corso On Demand in Startup Management per imprese innovative intende formare i founder delle startup early stage sulle principali problematiche che si incontrano in fase di avviamento imprenditoriale. Il percorso didattico è stato concepito come un compagno di viaggio ideale prima di lanciare il proprio progetto sul mercato. I professionisti del settore – avvocati, mentor, CTO, VC e startupper di successo – si trasformano in docenti per illuminare il percorso agli startupper più ambiziosi ed evitare loro di inciampare negli ostacoli più comuni.

[Ninja Talk gratuito – in lingua inglese]
The Lovie Awards presents: The Golden Age of Exectations
Understanding the Sky-High Demands of the World’s Most Entitled Consumer

L’Età delle Aspettative d’Oro è già qui. Scopri che implicazioni può avere sul tuo business e come sopravvivere all’economia dei servizi on-demand. Beth Higbee, European Director del Webby Media Group, ci illustrerà le evidenze della ricerca approfondendo cosa sta cambiando nella mente del consumatore.

Radiobici, un tour alla ricerca delle belle idee imprenditoriali

Radiobici, un tour alla ricerca delle belle idee imprenditoriali

“Dietro ogni impresa c’è una storia. Dietro ogni storia c’è un’idea”. Da qui parte il tour di Radiobici e di Bellaidea, una vetrina in cui imprenditori e professionisti potranno raccontare le loro idee alla base dei piccoli e grandi successi italiani.

Per il quarto anno consecutivo Sorgenia sostiene Radiobici, il tour guidato dalla coppia radiofonica di SamrtUp di Radio 105 composta da Maurizio Guagnetti e Gianluca Pellizzoni.

A bordo di un tandem multimediale che attraversa l’Italia per dare voce alle piccole e medie imprese, le loro voci ci accompagnano per tutta l’estate alla scoperta delle belle idee alla base delle imprese made in Italy.

Una call per imprese su Bellaidea.org

Radiobici, un tour alla ricerca delle belle idee imprenditoriali

I video degli imprenditori più votati saranno pubblicati sulla piattaforma online e alcuni dei protagonisti saranno raggiunti dal team di Radiobici nelle loro città.

Un’opportunità per premiare chi ce l’ha fatta e uno stimolo per chi vuole provare a lanciare una nuova attività, perché quello che fa davvero la differenza tra un sognatore e un imprenditore è la capacità di rendere le belle idee realtà produttive.

Le storie di Bellaidea sono raccontate direttamente dagli imprenditori attraverso i loro video.

Seguendo le indicazioni presenti nel form di caricamento e nel tutorial, chiunque può realizzare il video con cui raccontare la propria storia e i video più votati saranno eletti come migliori esperienze imprenditoriali di Bellaidea.

Un tandem per cercare le più belle imprese italiane pedalando

Radiobici, un tour alla ricerca delle belle idee imprenditoriali

Un imprenditore lo sa, per realizzare e portare avanti la propria idea imprenditoriale c’è sempre da pedalare. In salita, sotto il sole e col fiatone, il segreto è non demordere.

E Radiobici è un vero e proprio studio multimediale attrezzato su una speciale bicicletta, sul quale nelle precedenti edizioni sono saliti personaggi di primo piano della politica, dell’economia italiana, artisti e comuni cittadini, ognuno per raccontare la sua storia.

Maurizio e Gianluca tornano in strada quest’anno durante la pausa estiva del loro programma in cerca delle “imprese” migliori a cui dare voce.

Prima tappa di Radiobici è la Sardegna, con Oristano e Cagliari. Si proseguirà poi verso Palermo, Napoli, L’Aquila, Firenze e Bologna fino alle fine di luglio. Il calendario del tour sarà definito meglio in itinere secondo i contributi video inviati.

Tra i video già pubblicati, dal food al design, fino al turismo, l’idea imprenditoriale a cui darei il mio voto, per esempio, è quella dell’artigianato creativo di C-CUBO, che offre soluzioni innovative, funzionali ed ecosostenibili partendo da materiali di scarto di altre aziende locali e reinventandoli in oggetti di uso quotidiano.

Per seguire il tour di Radiobici sui social e scoprire le belle idee degli imprenditori italiani quest’anno sarà possibile seguire il tour anche su Twitter con gli hashtag ufficiali #Radiobici e #BellaIdea.

Google sfida Apple a colpi di beacon con Eddystone e Nearby API

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Questa volta Google si sta lanciando nel campo dei beacon ma non senza lasciare il segno. La novità annunciata si chiama Eddystone e può essere in qualche modo interpretata come la risposta open source a iBeacon di Apple.

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Andiamo per ordine. Questa tecnologia si avvale di device Bluetooth Low Energy che, posizionati in aree strategiche, permettono di raggiungere i dispositivi mobili degli utenti con informazioni ed indicazioni potenzialmente utili.

È la massima espressione del concetto di “proximity”: immagina di camminare in un’area e ricevere alcune notifiche sul tuo smartphone o tablet che ti informano di offerte nelle vicinanze, ad esempio. Cogliere il consumatore quando il livello di interesse verso la tua offerta è potenzialmente massimo, semplicemente perché è sul posto.

Le novità di Google

Big G non smette mai di stupire e gli ultimi segnali lasciano davvero ben sperare in quanto a interconnessione e Internet Of Things. Con Eddystone e la scelta open source gli sviluppatori potranno fornire nuove esperienze di localizzazione grazie ad alcune novità.

Prima fra tutte è il lancio di Nearby API che facilita lo scambio di informazioni con i dispositivi che ci sono fisicamente vicini. Questo progetto sfrutta il bluetooth, il wi fi e Google Tone, lo strumento che consente di inviare link utilizzando una sequenza sonora impercettibile all’orecchio umano.

Il lancio di Nearby è un passo molto importante: significa che comunicare con i nostri dispositivi sarà molto più semplice e immediato. Finora la tecnologia iBeacon richiedeva il download dell’app specifica per connettersi con i beacon posizionati in uno specifico luogo, con questa novità di Big G tutto questo non c’è più: ai beacon basta il sistema operativo e sarà necessario autorizzare l’impiego solo una volta.

In effetti, se già non è così, potrebbe sorgere tra gli utenti una certa riluttanza nello scaricare un’altra applicazione sul proprio device, soprattutto se non si è fidelizzati e non si ha intenzione di farsi raggiungere dall’ipotetico store nelle vicinanze. In questo modo invece si moltiplicano le occasioni di incontro tra brand e persone.

A questo punto, se sei pro Apple, potresti pensare che tra i prossimi acquisti dovresti inserire un dispositivo Android per far parte anche tu di questo nuovo mondo. Paura, eh?! Tranquillo perché Google garantisce la piena compatibilità con gli iPhone e iPad della linea iOS.

Oltre a questo, Proximity API è la soluzione di Google a un problema ancora aperto: come fa uno sviluppatore a gestire tutti i dati tra beacon e smart devices? Big G consente agli sviluppatori di gestire i dati associati ai dispositivi beacon, aggiornare le informazioni di ogni beacon anche dopo che sono stati posizionati in modo tale da fornire sempre dati più aggiornati e consentire un’impeccabile esperienza di prossimità.

Quindi, ricapitolando:
iBeacon è Android e iOS compatibile, ma nativo solo per iOS;
Eddystone è Android e iOS compatibile, e potrebbe essere nativo del prossimo rilascio di Android M;
Eddystone è flessibile e apre nuove possibilità, ma ha un codice più complicato;
iBeacon non è open source, la specifica è nelle mani di Apple;
Eddystone è pubblicato apertamente su GitHub.

Con Eddystone, Google, con la collaborazione degli sviluppatori, renderà l’Internet delle cose una realtà ancora più familiare, più diffusa e a cui diventerà davvero difficile dire di no perché presenterà ancora più vantaggi e abbatterà i limiti finora presenti.

Messi, Madonna e Marylin: i migliori annunci stampa della settimana

Con un po’ di ritardo rispetto all’orario canonico ecco a voi i migliori annunci stampa della settimana! Take a look:

Compactor: Messi/Di Caprio

Con le penne Compactor e un po’ di fantasia potrai rendere possibile l’impossibile. L’ad immortale i due Leo (Messi e Di Caprio) in una situazione quanto meno improbabile.

Advertising Agency: 3A Worldwide, Rio de Janeiro, Brazil
Creative Director: Henrique Carvalho
Art Director: João Ricardo Santos
Copywriter: Rafael Guedes
Illustrator: Marcelo Mendes

Prozym Dental Sticks: Kissably clean

Ce chi pensa che a fido possa migliorare l’alito masticando chewingum. Provare per credere.

Advertising Agency: Affinity, Sydney, Australia
Creative Director: Marcus Tesoriero
Copywriter: Marcus Tesoriero
Senior Art Director: Charles Grant
Head of Digital: Mark Clayton
Group Account Director: Cheyne Oxford
Account Director: Annalise McDonnell
Photographer: Andreas Bommert
Designer: Carlie Smith
Director of Strategy: Angela Smith
Business Executive: Thomas Smyth

Boca Maldita Beer: WhatsApp/FB/Instagram/Tinder

 

Ci sono giornate che vorresti cancellare dalla mente. Il vecchio rimedio bevi per dimenticare si applica bene a queste ad in salsa social per la birra Boca Maldida.

Advertising Agency: Candy Shop, Curitiba, Brazil
Creative Director: Bruno Regalo
Art Directors: Bruno Regalo, Thiago Matsunaga, Bárbara Rossi
Copywriters: Zé Luís Schmitz, Ricardo Mercer, Carolina Ceccon

Ijota White: Cigarette/Coffee/Chocolate

Goditi la vita straviziandoti con caffè, sigarette e cioccolata. Ai tuoi denti ci pensa il dentifricio coreano Ijota White. 

Advertising Agency: Cheil, Seoul, South Korea
Executive Creative Director: Wain Choi
Creative Director: Saeho Kwon
Art Directors: Giho Lee, Junggi Seo
Copywriters: Dean Pinnigton, Luke Ashiton, Giho Lee
Clay Artist: Sung Gae Kim
Photographer: Tae Whan Kim
Retouchers: Wonsub Park, Jaesung Kim
Media Manager: JinAh Lee

Trivial Pursuit: Close but no

Ci sei andato vicino, ma la risposta non è esatta! Scopri quali inesattezze si nascondono dietro ogni soggetto di questa pubblicità stampa per il gioco da tavolo Trivial Pursuit. La prima è facile e ve la sveliamo (Armstrong Lance vs Armstrong Neil) mentre l’ultima può essere risolta solo dagli esperti di filmografia nerd!

Advertising Agency: Publicis Machine, Cape Town, South Africa
Creative Directors: Brendan Hoffmann, Kenneth van Reenen
Art Directors: Brendan Hoffmann, Joshua Foster, Andrew Ringrose
Copywriters: Kenneth van Reenen, Neil Meyer
Agency Producer: Callan Paul
Photographer: David Prior

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Montefalco, il piccolo comune umbro che fa parlare di sé, e bene

marketing-turistico

Tutto è iniziato con un braccialetto: #Caprai4love, l’iniziativa fortemente voluta da Arnaldo Caprai, azienda leader nella produzione del Sagrantino e anche patron di Cruciani, per dare nuova luce e vita al patrimonio artistico e culturale italiano.

L’Italia, terra di bellezze naturali e artistiche ha da sempre avuto necessità di un curatore d’arte, che facesse risplendere la sua storia, a volte lasciata solo sui banchi di scuola.

Il progetto Caprai4Love opera nell’ambito della sostenibilità sociale; la caratteristica e la bontà del progetto è nell’obiettivo di rendere il territorio umbro di Montefalco un punto di riferimento per la cultura.

L’anno scorso, grazie ai fondi ottenuti dalla vendita del braccialetto Cruciani, è stato possibile riportare nel comune di Monfalco la lettera di Benozzo Gozzoli, una piccola e rara testimonianza del forte legame tra la città e il pittore rinascimentale.

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La Madonna di Benozzo Gozzoli torna a Montefalco

Ma la sfida di Caprai non si è fermata qui: lo scorso 20 luglio è stata inaugurata una mostra speciale a Montefalco, dedicata alla pala dell’Assunta del pittore Benozzo Gozzoli.

L’opera ha una storia molto particolare: la sua creazione risale al 1450 e venne ceduta nel 1848 dal comune di Montefalco a Pio IX per esprimere la gratitudine della comunità al Pontefice che aveva concesso a Montefalco il titolo di città.

Nell’ultimo anno i cittadini e le associazioni del territorio, capitante dall’azienda Arnaldo Caprai hanno lavorato ad un progetto di riqualificazione culturale e marketing del territorio che li ha portati ad un dialogo con i Musei Vaticani al fine di far ritornare in patria l’opera del pittore Benozzo Gozzoli.

L’iniziativa si fonda sul principio per cui un bene appartenuto a un territorio gli rimane legato. Per questo il comune e i suoi cittadini hanno deciso di attivarsi per raccogliere i fondi necessari per far tornare ‘La Madonna della Cintola’ alla sua originale bellezza e restituirla alla comunità.

Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, commenta: “Una fulgida tavola dipinta, un miracolo di azzurro e oro, può diventare momento “politico” di coesione, di vero e proprio riconoscimento identitario per una intera comunità. Lo credeva, più di seicento anni fa, frate Antonio da Montefalco. Ha dimostrato di crederlo l’attuale sindaco Donatella Tesei.

Ilaria Borletti, Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, scrive: “Una perfetta sinergia tra pubblico e privato che ha portato a realizzare un progetto che traccia un esempio e un solco importante per il futuro dei beni culturali e del nostro Paese, che deve passare necessariamente dalla valorizzazione delle eccellenze che lo caratterizzano.

Il punto di forza del progetto è il senso di appartenenza al proprio territorio e alle tradizioni di tutti gli abitanti e amanti di Montefalco, per essere parte di un progetto e del proprio territorio.

Ragionare con il cuore è la chiave della bontà di ogni iniziativa: perché solo con un vero e proprio legame emozionale e spirituale si può arrivare a comunicare al meglio i veri valori del proprio territorio.

“Oggi i brand  hanno l’obbligo sociale di  comunicare i valori immateriali come quelli culturali e spirituali e di diffondere un significante dietro al prodotto”, spiega Alessio Carciofi, Digital  Strategist per l’azienda Arnaldo Caprai.

Il cammino di Montefalco continua: quale sarà il prossimo obiettivo del comune di Montefalco?

Wanderio, l’app che rivoluziona la prenotazione online dei viaggi

Wanderio: l’app che rivoluziona la prenotazione online dei viaggi

Esperienza di viaggio “door-to-door“: così Wanderio definisce il servizio di pianificazione e prenotazione viaggi offerto dalla sua app e dal portale nato prima di lei.

L’omonima startup italiana ha realizzato un prodotto che punta a semplificarel’esperienza di viaggio, risolvendo due dei più grandi problemi del booking online.

Tutto in uno

Wanderio: l’app che rivoluziona la prenotazione online dei viaggi

Wanderio parte dai numeri e li riassume: il servizio fornisce all’utente un piano di viaggio basato sul confronto delle offerte di 300 compagnie ferroviarie e di trasporto pubblico, 1.000 compagnie aeree e 40.000 servizi di collegamento ad aeroporti e stazioni (taxi, bus e navette) in più di 100 paesi nel mondo.

Per visualizzare la proposta di itinerari è sufficiente inserire quattro dati: luogo di partenza, di destinazione e date del viaggio.

L’interfaccia è chiara e pulita, e fa della sintesi il suo punto di forza. L’internauta medio, infatti, visita 22 siti e avvia 12 sessioni di ricerca prima di reperire tutti gli elementi necessari per effettuare con tranquillità una prenotazione.

Il 45% delle persone che pianifica un viaggio online riconosce in questo dispendio di tempo un grande disagio. È anche per questo che oltre ai 300.000 viaggi già organizzati dal portale, l’app mobile ha realizzato circa 3000 download in meno di una settimana, conquistando il titolo di Best New App of the Week nell’Apple Store, in attesa di sfondare anche sul mercato Android.

Paga e parti

Wanderio, l’app che rivoluziona la prenotazione online dei viaggi

Tuttavia l’ambito in cui Wanderio si dimostra veramente pioniere a livello internazionale è un altro: i pagamenti.

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Oltre a veder notevolmente ridotto lo stress indotto dal processo di decisione e acquisto, per la prima volta l’utente può finalizzare la prenotazione di voli e treni direttamente dall’app attraverso un sistema di pagamento sicuro, senza dover cambiare portale e ricercare le soluzioni proposte su altri siti. I biglietti sono subito reperibili via mail e all’interno dell’app stessa.

“Il nostro obiettivo è fornire la migliore esperienza possibile per l’organizzazione di un viaggio”, spiega Luca Rossi, co-founder di Wanderio. “Il viaggio ha il potere di collegare le persone, far scoprire luoghi nuovi e conoscere meglio se stessi. Crediamo che la tecnologia stia cambiando il modo in cui le persone viaggiano, e noi vogliamo essere sempre al loro fianco rendendo l’esperienza di organizzazione di un viaggio semplice e completa.”

Le parole del CTO ci ricordano che il viaggio è un’esperienza da fare in compagnia: per questo su Wanderio non mancano i bonus per chi invita gli amici ad iscriversi al portale e le Gift Card personalizzate, per regalare un viaggio a chi vogliamo bene.