LinkedIn: come aumentare la lead generation [HOW TO]

Secondo le stime raccolte da LinkedIn, ben l’80,33% delle aziende ritiene il colosso di Mountain View (California) il canale più efficace per la lead generation B2B, seguito da Twitter, distaccato considerevolmente con il 12,73%.

LinkedIn continua a generare costantemente vendite per i B2B marketer, dal 45% nel 2011 al 73% del primo semestre 2015.

Quindi, perché le più grandi aziende, ed ora anche le piccole medie imprese, fanno marketing su LinkedIn? Quattro punti su tutti:

  • targeting B2B di precisione;
  • campagne a performance;
  • pagine ad alto traffico;
  • campagne multilingua.

LEGGI ANCHE: LinkedIn: 5 consigli per il successo delle vostre pagine aziendali.

Ecco alcuni pratici consigli su come iniziare a fare advertising su LinkedIn.

1) Dotati dell’account giusto

Innanzitutto è necessario aprire un account business, al quale potrà accedere più di una persona, scegliendo tra diversi tipi di ruolo: utente standard, visualizzatore, amministratore.
Le ADS verranno visualizzate in: home page, nelle pagine profilo utente, nella casella di posta, nei gruppi, nella pagina risultati di ricerca, e anche con collegamenti testuali nel head banner della home. Possiamo decidere dove posizionare il nostro annuncio?

2) Definisci il tuo formato

Ci sono due diverse forme di basic ad tra cui potrai scegliere. Un annuncio pubblicitario nel qualle avrai a disposizione una piccola immagine 50×50 pixels – usane una estremamente pertinente con l’annuncio, e che abbia colori sgargianti così da risaltare sullo sfondo bianco del social – e un testo di 75 caratteri, dove dovrai attirare l’attenzione dei possibili clienti con esplicite call to action. Usa l’annuncio per: traffico al sito e conversioni.

3) Punta sul contenuto!

La seconda forma di advertising riguarda la sponsorizzazione di contenuti, nuovi o esistenti, per raggiungere una audience più vasta. Usa le sponsorizzazioni per: brand awareness, engagement e conversioni.

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All’interno della tua campagna, crea almeno 3 varianti di annuncio, modificando il contenuto, le frasi che invitano all’azione e le immagini. Puoi creare fino a 15 diversi annunci pubblicitari all’interno della stessa campagna. È consigliabile aggiornare i tuoi annunci pubblicitari almeno una volta al mese inserendo un contenuto diverso o immagini nuove, per evitare un calo dei clic e del CTR (clic through rate).
Quanto costa? La commissione per l’attivazione di account LinkedIn Ads è di 4 euro, l’offerta minima per ogni clic o per mille impression è 2 euro (costoso sì, ma con un’alta percentuale di trasformazione in una conversione), è il budget minimo giornaliero è di 10 euro.
Non dimenticare, infine, di monitorare l’andamento dei tuoi annunci, e regolati di conseguenza!

Tre consigli semplici per cominciare a lavorare su LinkedIn: scrivici nei commenti se ti sono serviti!

LEGGI ANCHE: Pubblicità online: come funziona e quanto spendere.

Mobility Buzz: Uber analizza la mobilità durante Expo 2015

mobility buz milano expo 2015

Expo 2015 ha spostato l’attenzione del mondo sulla città di Milano e in generale sull’Italia. A fine 2014 Lonely Planet ha valutato la città meneghina come la terza destinazione da visitare nel 2015 e attualmente i biglietti venduti per l’esposizione sono circa 9 milioni. L’obiettivo finale è quello di raggiungere i 20 milioni di ingressi entro ottobre 2015.

Tra i fattori che incideranno maggiormente nel raggiungimento di questo traguardo e nella buona riuscita di Expo 2015, c’è sicuramente la mobilità, intesa come l’insieme di possibilità offerte ai visitatori per muoversi all’intero della città. Riuscirà Milano a supportare l’affluenza attesa in questi mesi? Il livello dei servizi offerti per la mobilità saranno di qualità e efficienti?

Uber ha pensato di trovare una risposta a queste domande grazie a Mobility Buzz, una nuova piattaforma web che si avvale di un algoritmo sviluppato da Viralbeat che vuole rilevare gli umori e i malumori relativi alla mobilità.

Uber è tra i protagonisti centrali della mobilità di Milano durante L’Esposizione ed è anche presente come partner ufficiale del padiglione USA: per l’occasione è nato Uber for Expo, dove gli utenti Uber possono trovare vantaggiose promozioni per il loro  soggiorno a Milano. L’azienda conosce il valore dei social network e ha scelto di affidarsi a Viralbeat per realizzare Mobility Buzz, una piattaforma unica nel suo genere, che può ricavare il sentiment dei visitatori all’Expo dai loro tweet.

Mobility Buzz: un termometro dei sentiment sulla mobilità 

Mobility Buzz è la prima piattaforma Web di analisi in tempo reale sui dati circa il clima d’opinione sul tema dei trasporti a Milano durante Expo 2015. La piattaforma rileva i dati da Twitter e da questi ne calcola il sentiment.

Mobility Buzz si basa su un sistema automizzato che valuta i tweet degli utenti secondo geolocalizzazione (solo quelli legato a Milano e Expo 2015) e topic detection.

Il flusso dei tweet è segmentato in base a tre domini semantici legati al trasporto:

Ride Sharing: i servizi di trasporto in cui il proprietario del mezzo, su richiesta e in cambio di remunerazione, si rende disponibile ad effettuare tratte di viaggio medio-lunghe;in questa categoria rientra Uber;

Car Sharing: si intendono tutti i servizi che permettono di usufruire di un’automobile, attraverso noleggio;

Mezzi Pubblici: tutto ciò che ha a che fare col trasporto pubblico urbano.

Di ciascun dominio semantico sono indagati tre sotto-domini: innovazione, prezzo e servizi (es. viabilità, disagi, facilities, tratte, ecc.).

I risultati di Mobility Buzz sono dunque di tipo quantitativo, cioè i topic più twittati dagli utenti, e di tipo qualitativo, dal momento che da questi dati emerge il sentiment, cioè una valutazione positiva, negativa o neutrale.

Con Mobility Buzz, la tua opinione può migliorare le cose

mobility buz milano expo 2015

Fino ad oggi sono stati raccolti 187mila tweet. Se si analizzano le diverse sezioni, i mezzi di trasporto urbani sono quelli che rilevano un maggior sentiment negativo. I tweet sul ride sharing e il car sharing invece hanno una più alta percentuale di positività per quanto riguarda l’innovazione.

La general manager di Uber in Italia, Benedetta Arese Lucini ha commentato così:

“Questi dati ci dicono che Uber e le altre declinazioni della sharing economy in termini di mobilità si stanno muovendo nella giusta direzione. Le opinioni dei consumatori ci confermano che spingere affinché sistemi innovativi come il nostro siano regolamentati entrando a far parte del nostro quotidiano e siano quindi disponibili per tutti è il giusto modo per reinventare la mobilità e offrire ai cittadini l’esperienza che desiderano”.

Mobility Buzz può essere uno strumento per promuovere il cambiamento, come spiega Alessandro Caliandro, responsabile del dipartimento di Netnografia® di Viralbeat:

“La piattaforma rende partecipe il pubblico in due modi: fornendogli un flusso continuo di dati circa il clima d’opinione che attualmente si concentra attorno al tema dei trasporti e ‘chiedendogli’ (sebbene indirettamente) di contribuire a creare tale flusso”.

Siamo curiosi di vedere se Milano saprà conquistare i visitatori su tutti i fronti, mobilità compresa!

5 grandi errori da non commettere nel tuo eCommerce

5 grandi errori da non commettere nel tuo eCommerce

Avviare un eCommerce, come ogni altra attività commerciale, significa innanzitutto aver analizzato e preparato attentamente ogni aspetto dell’impresa. Bisogna avere una strategia di marketing adeguata al canale online, un sito che risponda ai basilari principi dello UX design, attenzione alla sicurezza delle transazioni.

Ma soprattutto è necessario partire dall’idea che un eCommerce non ti farà in automatico realizzare un sacco di soldi: ci vuole impegno, dedizione e consapevolezza del fatto che si tratta sempre di un’attività imprenditoriale.

Ecco i 5 errori più comuni che le piccole imprese commettono quando aprono un eCommerce.

Sottovalutare il lavoro dietro un eCommerce

5 grandi errori da non commettere nel tuo eCommerce

Molti pensano che la vendita online sia un modo facile e veloce per guadagnare e magari aprono un eCommerce con l’idea che tutto quello che si deve fare sia prendere gli ordini e spedire i prodotti. Nonostante le aziende di eCommerce vivano nell’etereo mondo del cyber spazio, hanno ancora bisogno di una notevole quantità di attenzione, di continuo studio e sforzo fisico per crescere e mantenere i risultati.

Ipotizzare di esternalizzare alcune fasi del tuo business, ad esempio, può essere una soluzione più economica, specie in fase iniziale, anche se riduce un po’ il controllo.

Devi poi entrare nella mentalità che stai creando un business proprio come tutti gli altri, che “casualmente” si trova online. Le possibilità di successo saranno maggiori se tu, o un membro chiave del team, siete coinvolti da vicino.

Non avere un business plan

5 grandi errori da non commettere nel tuo eCommerce

No, non sto parlando di uno di quei dettagliati documenti di 54 pagine che cerca di prevenire e risolvere ogni possibile problema prima che accada. Ma è comunque necessario contemplare e affrontare alcune questioni importanti prima di iniziare. Ecco le domande che dovresti porti: conosci il mercato e i trend attuali? Conosci il tuo cliente target? Sai qual è il suo problema e in che modo la tua offerta può essere una soluzione?

Non dimenticare che ti sarà utile anche capire chi sono i tuoi principali competitor, quali sono i loro punti di forza e di debolezza e se possibile individuare in che modo puoi sfruttare le debolezze dei concorrenti.

Hai già stabilito se vuoi essere competitivo in base al prezzo o in base al posizionamento? Assicurati che la tua presenza online sia quello che fa la differenza.

Rispondere subito a queste domande chiave può contribuire a gettare la base della strategia iniziale per ogni nuova impresa commerciale, anche online.

Non avere una strategia di marketing

5 grandi errori da non commettere nel tuo eCommerce

“Poi si vedrà” è la tua filosofia di vita? Purtroppo devo darti una brutta notizia. Questa idea non è applicabile al tuo eCommerce. Creare un sito funzionante è solo l’inizio della tua attività, ma è necessario avere un piano ben chiaro di come intendi effettivamente ottenere visitatori e generare traffico.

Per prima cosa devi utilizzare almeno un sistema base di analisi dei dati per il tuo eCommerce, come Google Analytics; ma devi anche conoscere la differenza tra SEO e PPC (vuoi un aiutino?).

D’accordo sei su Facebook, Twitter, Instagram, Periscope, Pinterest, Google Plus e Tumblr, ma sai qual è l’importanza dei social media per un’azienda che opera sul web?

Comincia con il cercare programmi di affiliazione o di vendita mediata consolidati. Utilizza, per cominciare a farti conoscere in rete, anche le piattaforme di terze parti come eBay.

Se ti sembrerà dura in un primo momento, ricorda che trovi moltissimi documenti attendibili sulle strategie di marketing online: puoi approfittare delle domande e delle ricerche degli altri per capire cosa funzione e cosa no, ma soprattutto quale strategia può essere adatta al tuo business. Insomma, documentati e studia, sempre, ma quando necessario rivolgiti a un esperto. In certi casi un piccolo investimento per una consulenza può ripagare notevolmente in termini di vendite.

Scegliere la piattaforma eCommerce sbagliata

5 grandi errori da non commettere nel tuo eCommerce

Quando si tratta di creare un business online di successo il software eCommerce per la costruzione del tuo sito può essere un alleato o un terribile ostacolo. La scelta sbagliata può rendere la tua esperienza da imprenditore web davvero frustrante.

In generale, una scelta sbagliata è una piattaforma di eCommerce non adatta alle tue esigenze, antiquata, non adeguatamente sviluppata, inutilmente personalizzata, non supportata professionalmente, o messa su insieme all’amico del fidanzato di tua cugina.

È necessario stabilire di quali funzionalità hai bisogno, sia per il visitatore che per il back-end, e quali risorse avrai a disposizione per la gestione continua del sito. Questo ti aiuterà a determinare quale soluzione è giusta per te.

Le due soluzioni principali tra cui scegliere sono in genere una soluzione eCommerce in hosting come Shopify.com o Esty.com, o una installazione personalizzata di un programma di software eCommerce come i più popolari PrestaShop, Magento, WooCommerce o Cs-cart.

Popolarità e reputazione di solito indicano che una piattaforma è stata collaudata ed è regolarmente aggiornata. Inoltre, devi essere consapevole della tua capacità tecnica, per considerare il tipo di supporto di cui potresti avere bisogno. Spesso vale la pena di pagare un abbonamento più elevato al servizio per avere supporto tempestivo in caso di necessità. Un blocco sul tuo sito significa comunque perdere soldi.

Inoltre, assicurati che il tuo sito possa fornire un’esperienza utente ottimale dalla home page fino alla cassa. Questo percorso per l’utente è uno degli aspetti più importanti del tuo eCommerce.

Avere una brutta vetrina per i tuoi prodotti

5 grandi errori da non commettere nel tuo eCommerce

Le aziende di eCommerce oggettivamente spesso non si mettono nei panni dei visitatori del loro sito web, e così non riescono a percepire come i prodotti o servizi sono effettivamente presentati al visitatore, trascurando un’area critica dell’eshop.

Ricorda che il tuo sito è, tutto in uno, negozio e addetto alle vendite. Assicurati di utilizzare immagini ad alta qualità e di buone dimensioni per la presentazione di tutti i prodotti, oltre ad includere una descrizione buona ed esaustiva di ogni singolo prodotto, che contenga informazioni essenziali come misure e dimensioni, colori, materiali, e tutto quello che può aiutare l’acquirente ad effettuare il suo acquisto. Condensare le informazioni di prodotto in ogni singola scheda migliora l’esperienza di acquisto e aumenta fortemente le possibilità di una vendita.

Valuta tutte le possibilità per presentare il prodotto al visitatore nel miglior modo possibile. Prendi il tempo necessario a creare pagine invitanti per ogni prodotto. Una bella vetrina ti farà vendere molto di più, quindi riponi i tuoi sforzi anche qui e non essere affrettato.

Un eCommerce è un ottimo sistema per espandere la tua base di clienti, quando ad esempio hai già un’attività offline, ma può anche essere il modo per avviare da zero una grande impresa. Dopo tutto Amazon una volta era un piccolo negozio eCommerce.

Manufacturing 4.0: la sfida della quarta rivoluzione industriale

Con Manufacturing 4.0 si intende una nuova fase dell’industrializzazione caratterizzata dal matrimonio fra produzione industriale e IT. In sostanza,tutte le prossime trasformazioni nell’ambito della produzione industriale, in particolar modo di quella manifatturiera, saranno strettamente legate ai rapidi progressi dell’Information Technology.

Non a caso, si parla di “quarta rivoluzione industriale” (o di Industriale 4.0): dopo il vapore (prima), l’elettricità (seconda) e i computer (terza), il volano della quarta sarà l’Internet of Things e la sua integrazione all’interno dei processi industriali.


LEGGI ANCHEInternet Of Things: le aziende sono pronte per un Business da trilioni di Dollari? [INFOGRAFICA]

Le dimensioni tecnologiche del Manifacturing 4.0

Boston Consulting Group ha pubblicato un piccolo manuale in cui elenca le nove aree tecnologiche che contraddistinguono il Manufacturing 4.0:

– Sistemi di integrazione verticali e orizzontali: in parole più semplici, parliamo di sfruttare l’IT per fare networking fra i dipartimenti aziendali e fra i partner della catena di valore.

– Internet of Things: dispositivi che comunicano fra loro e sensori intelligenti per far comunicare e interagire le macchine fra loro e con sistemi di controllo centralizzati. Risultato? Una migliore automazione dei processi.

– Cybersecurity: se milioni di computer e device comunicano fra loro, la sicurezza è a forte rischio: di qui la necessità di protocolli di sicurezza sempre più sofisticati ed efficaci.

– Cloud: la gestione di milioni di dati e di una moltitudine di dispositivi e sensori necessita di un servizio cloud flessibile, veloce ed efficiente: molti sistemi di controllo industriali stanno emigrando nel cloud

– Big data analytics: la possibilità di avere una quantità notevole di dati sullo sviluppo del prodotto, la sua produzione e i test rendo più semplice creare prodotti e servizi costruiti con precisione sul target.

– Stampa 3D: tecnologie come la stampa 3D saranno sempre più usate per creare piccoli lotti di prodotti da sperimentare su un target ben definito.

– Realtà aumentata: avrà un ruolo importante nell’incrementare la produttività e aiutare a prendere decisioni più efficaci. Due possibili applicazioni, fra le tante: formazione del personale e istruzioni “digitali” sul posto di lavoro.

– Robot: allo stato attuale, i robot nell’industria sono in sostanza braccia meccaniche che aiutano l’assemblaggio dei pezzi nella catena di montaggio, ma un domani, grazie ai progressi della robotica, assumeranno un ruolo sempre più sofisticato.

Secondo Zdnet.com, non è inoltre da sottovalutare l’importanza del mobile, sempre più in crescita, per la gestione delle attività aziendali e industriali da remoto.

Italia ed Europa, un’opportunità da cogliere

Come affermato da un articolo del Sole 24 ore di qualche mese fa, per le industrie italiane ed europee sarà importante accettare la sfida del Manufacturing 4.0. L’Italia resta il secondo paese manifatturiero al mondo e per competere con i mercati americani ed asiatici dovrà avere un ruolo di primo piano nella “quarta rivoluzione industriale”.

Il rischio per l’Europa è quello di non tenere il passo e trovarsi in ritardo rispetto alle altre aree economiche mondiali. Per evitarlo, secondo il Sole 24 ci vorrebbe un Industrial Compact che rafforzi competitività e investimenti dell’Unione Europea nell’ambito del Manufacturing 4.0.

Social media management: come realizzare ottime immagini per i tuoi canali

immagini sui social

“The image power” insieme a “Content is king” potrebbe essere uno degli assiomi imprescindibili della comunicazione sul web e sui social network. Le immagini  sui social attirano l’attenzione dell’utente, bloccano, anche se per pochi secondi, lo sguardo affamato del nostro possibile target, stimolano la produzione di emozioni , sentimenti e soprattutto sono contenuti di facile consumo e secondo recenti statistiche creano il 39% in più di engagement sui social.

“È impossibile non comunicare” recitava negli anni sessanta Poul Watzlawick, tanto vale farlo nel migliore modi, aggiungiamo noi. Ecco, questo principio possiamo applicarlo direttamente all’utilizzo delle immagini sui social. Facci caso, quando sei davanti al flusso di informazioni del tuo Profilo Facebook, cosa attira di più, in genere, la tua attenzione? Molto probabilmente la tua risposta sarà proprio le immagini.

Fatta questa premessa, incombe su tutti noi l’ansia da prestazione che solo un graphic designer potrebbe riuscire a placare. Invece no, la buona notizia è che grazie a dei fantastici tool di grafica reperibili sul web, realizzare immagini belle e di qualità per i social non è per nulla complicato.

LEGGI ANCHE: 7 idee grafiche per aumentare l’engagement sui social network

1. Canva per creare immagini sui social

immagini sui social

Canva è uno dei tool di grafica più utilizzati sul web e non è un caso. Se non sei un grafico o non hai competenze di Photoshop, questo è lo strumento ideale. Canva offre la possibilità di selezionare i formati standard delle immagini per i social network o di impostare delle dimensioni personalizzate. Dal menu di progettazione, è possibile scegliere il layout, ricercare immagini, fare l’upload di foto, aggiungere effetti particolari e personalizzare l’aspetto grafico per abbinare la tavolozza dei colori e dei font. Interessante la possibilità di condividere direttamente sui social l’immagine realizzata o fare il download come .png o .pdf. Quello che possiamo dire su Canva è riduttivo, va sicuramente provato.

2. LunaPic per modificare le immagini sui social

LunaPic, più semplice e rapido,consente di modificare foto ed immagini sui social, già create, aggiungendo belli e professionali effetti ai tuoi scatti fotografici. l’interfaccia grafica è immediata e chiara. Non occorre registrarsi o fare il login, è necessario fare l’upload dell’immagine da modificare e il gioco è fatto. La particolarità di LunaPic è la possibilità di aggiungere filtri di tutti i tipi anche animati.

LEGGI ANCHE: Dimensioni immagini social: istruzioni per l’uso

3. PiktoChart per creare infografiche

immagini sui social

PiktoChart è forse il tool di grafica per le immagini sui social più amato dai Pinterest addicted. Con questa web app gratuita e possibile, infatti, realizzare delle infografiche veramente belle e originali, scegliere tra oltre 100 template tutti editabili, realizzare cv infografici, banner, presentazioni e report. Gli strumenti di editing intuitivi di PiktoChart offrono flessibilità e controllo su ogni aspetto del progetto. Dal testo alla combinazione di colori. Anche in questo caso è possibile fare il download. È free solo il .png, per il .pdf è necessaria la versione pro a pagamento.

4. QuotesCover per le citazioni

immagini sui social

Con QuotesCover , è possibile creare una rappresentazione visiva di citazioni personali o famose in un attimo. Scegli il layout, aggiungi una foto o uno sfondo, scegli il colore e il font e il gioco è fatto. Si può scegliere formati preimpostati per tutti i social network.

Se il tuo capo ti chiede un prodotto grafico per i social network, non hai più scuse. Buon lavoro!

Instagram: arriva il servizio Ads anche in Italia [UPDATE]

UPDATE: L’articolo annunciava l’arrivo di Instagram Ads in Italia per il 1 ottobre, ma questa data non è stata confermata. Il servizio Ads, già attivo in 8 paesi, verrà lanciato in Italia nel corso dei prossimi mesi.

Nei prossimi mesi Instagram apre le porte dell’advertising a tutte le aziende italiane che vorranno investire sul social fotografico da 300 milioni di utenti attivi ogni mese nel mondo.

Instagram for business sarà una piattaforma simile a Power Editor e, come su Facebook, si potrà scegliere tra diversi tipi di obiettivi e due forme di acquisto. Resta sempre il CPM ottimizzato, mentre la nuova modalità Insertion Order permette di promuovere post targettizzati per età, genere e paese. Allo stesso modo dello Sponsored Trend su Twitter, per intenderci.

Le novità di Instagram for Business non finiscono qui perché il social da un miliardo di dollari ha annunciato le Carousel Ads, ovvero la visualizzazione fino a quattro foto (simile al Multi-Products di Facebook) che in più permette di aggiungere sotto l’ultima immagine un link esterno. Dunque non solo uno strumento potentissimo per creare storie d’impatto – come suggerisce il creative strategist di Instagram Derek Echevarria-Scott –  ma anche anche la possibilità di inserire una call to action che migliorerà il ritorno sugli investimenti pubblicitari.

LEGGI ANCHE Instagram: arrivano le foto in alta risoluzione

Con più di 70 milioni di foto caricate ogni giorno, Instagram utilizzerà non solo età, sesso e paese ma anche i dati presenti su Facebook per profilare al meglio il pubblico delle campagne.  Non resta dunque che attendere un autunno caldo, o almeno ricco di filtri, effetti e inquadrature.

Le migliori citazioni di Elio Fiorucci su creatività, stile e moda etica

È di poco fa la notizia della scomparsa di Elio Fiorucci, fondatore dello storico brand di abbigliamento Fiorucci. Lo stilista milanese amante del genere pop ci lascia a 80 anni, dopo aver lasciato un segno indelebile nella storia della moda italiana.

Ecco una lista di sue citazioni con cui vogliamo ricordarlo.

elio-fiorucci

Sulle donne

“Quando qualcuno mi domanda cosa avessero a che fare gli angeli con le donne nude, rispondo che ogni donna nuda è come un angelo. Un dono divino.”

Sugli schemi

“Nella mia carriera ho avuto una grande fortuna: la capacità di rompere gli schemi decontestualizzando tutto quello che mi piaceva per poi proiettarlo nell’immagine Fiorucci.”

Sui suoi abiti

“Ho realizzato e realizzo abiti che stanno bene a tutti, senza distinzioni. Poi, certamente, sta a chi li indossa il compito di valorizzarli.”

Sullo stile

“Il nostro modo di vestire è il nostro bigliettino da visita, dobbiamo prendercene cura e rovinare il pensiero creativo dell’uomo è un delitto imperdonabile.”

Sull’innovazione

“Io non mi sento uno stilista, mi sento una persona libera, un sensitivo che ha incontrato molte persone e che si è fatto affascinare e suggestionare dagli occhi dai loro occhi. Io guardo le persone negli occhi, è questo che mi ha portato a sperimentare e innovare credendo in primis nella forza delle persone.”

Sulla Love Therapy

“La terapia dell’amore (Love Therapy) Fiorucci equivale ad amare il prossimo, dando, attraverso i miei prodotti, un messaggio etico dell’amore.”

Sul marketing spirituale

“Un’attività commerciale o industriale deve partire da un progetto spirituale, perché i consumatori sono sempre in grado di riconoscere i valori essenziali di un prodotto.”

Sugli animali

“Il bene deve essere sentito come vocazione umana, indipendentemente dai singoli fenomeni religiosi che, spesso, si sono allontanati dalla purezza originaria. Si tratta ovviamente di sottoporre a rivoluzione anche un modello sociale di sviluppo e consumo come quello attuale, partendo dal concetto che il benessere di ognuno di noi non dipende solo da quello dell’altro ma soprattutto dall’equilibrio con la natura e con ogni forma di vita. Allora, perché continuare a incoraggiare e foraggiare, con i nostri consumi, un modello che sfrutta gli animali? Il consumo di carne nella civiltà contadina era, oltre che contenuto, legato a cicli naturali e basato sul rispetto degli animali. L’allevamento intensivo di oggi è, invece, una forma di crudeltà inaccettabile: togliere la dignità ad un animale è un’alterazione grave dell’armonia cosmica.”

Amazon Prime Day, un successo poco social

Amazon Prime Day, un successo poco social

Nonostante la reazione negativa sui social media per le offerte dell’Amazon Prime Day durante l’evento organizzato per celebrare il 20° anniversario del famoso eCommerce, sembra che le vendite siano invece schizzate alle stelle, con un aumento dell’80% negli Stati Uniti e del 40% in Europa, secondo quanto riportato da ChannelAdvisor e CNN Money.

Amazon ha voluto soprattutto sottolineare che le vendite del Prime Day hanno superato quelle dell’appuntamento più consolidato dello shopping made in USA, il Black Friday.

I clienti hanno ordinato 34,4 milioni di prodotti nei Paesi in cui è disponibile il programma Prime, superando tutti i record ottenuti dagli altri eventi di shopping online dedicati ai clienti Amazon, con 398 prodotti ordinati al secondo e con il picco assoluto mondiale di vendite per i prodotti a marchio.

Cosa abbiamo comprato durante l’Amazon Prime Day

Amazon Prime Day, un successo poco social

Anche se non è dato sapere quali fossero gli obiettivi che il colosso delle vendite online si era preposto per la giornata più attesa dagli eshoppers, negli Stati Uniti gli utenti di Prime hanno acquistato decine di migliaia di Fire TV Stick, il dispositivo di Amazon per la connessione della TV ai contenuti dedicati di Amazon.

Tra gli altri articoli più acquistati negli States, 35.000 set Blu-Ray del Signore degli Anelli e 4.000 Echos, gli altoparlanti con collegamento a Internet di Amazon, tutto in appena 15 minuti.

In Italia “il prodotto venduto più velocemente è stato il Samsung SSD 850 EVO, 500GB, 2.5″ SATA III, con più di 30 ordini al secondo“, ha dichiarato Amazon. E i clienti italiani hanno comprato talmente tanta memoria in memory card, hard disk e USB, da poter contenere tutti i libri delle dieci più grandi biblioteche al mondo.

L’orario di picco è stato registrato alle 11.00 con una media del giorno di 8 prodotti ordinati al secondo.

“I clienti di Amazon.it hanno acquistato così tante tastiere da poter scrivere l’intera Divina Commedia in 20 secondi, se ogni tastiera fosse utilizzata contemporaneamente per digitare un verso” e un tale numero di batterie AAA da superare di 15 volte l’altezza della Torre di Pisa.

E se non bastasse, sono stati acquistati più droni Parrot del numero di aerei della flotta Pan Am nel corso della sua storia.

La top 10 dei prodotti più venduti durante il Prime Day in Italia

Amazon Prime Day, un successo poco social

Tra i prodotti più venduti tra gli utenti italiani i tecnologici: Kindle Paperwhite e Tastiere Logitech Wireless in testa.

Ma gli italiani, si sa, sono sempre molto attenti a mangiare sano e stare in forma, ed ecco quindi spiegata l’impennata di vendite per le centrifughe Philips e i Fitbit Charge HR, i braccialetti per il monitoraggio del battito cardiaco.

Quarto posto per l’edizione Deluxe dei Best of di Tiziano Ferro, seguita da un prodotto per la cura della persona al maschile: il Regolabarba Braun, anche questo rigorosamente in Special edition.

Spazio al gaming con Mortal Kombat X e la Xbox Live Gold Card da 12 Mesi, senza dimenticare la versione Blu ray de Il Trono Di Spade (Stagione 01-04).

I bestseller su Amazon.it includono anche un modello Rowenta di ferro a vapore, accompagnato dalle T-shirt Timberland, dagli occhiali di Michael Kors da donna, dalle Nike Air Zoom Pegasus 31 e dalle scarpe da barca Timberland Brig 2Eye.

Infine, ancora spazio per il beauty con l’Infaillible Mega Gloss L’Oréal Makeup Designer Paris, il profumo Calvin Klein Obsession e la crema viso Anti-Rughe Rivolumizzante L’Oreal – Paris Revitalift.

L’App mobile di Amazon scala le classifiche

Amazon Prime Day, l'app mobile

Complice il buono regalo che era possibile ricevere connettendosi per la prima volta all’App di Amazon, anche le applicazioni mobili hanno visto una crescita significativa nelle classifiche di iTunes e Google Play durante il Prime Day.

L’applicazione iOS negli Stati Uniti, ad esempio, è passata dal 21° al 5° posto. In altre parole, il Prime Day è stato un ottimo strumento per arrivare nella top 10 delle app, con un salto di tre volte rispetto ai normali download, secondo Danielle Levitas del centro di ricerca e analisi di App Annie.

Stando ai numeri, insomma, l’Amazon Prime Day è stato un successo, sotto ogni punto di vista, dato che i consumatori sono stati almeno interessati a verificare le offerte di Amazon. Quanti di questi accessi si siano poi convertiti in effettivi nuovi utenti di Amazon Prime, attivi negli acquisti anche a lungo termine, sarà tutto da scoprire.

Amazon Prime Day, l’evento commerciale più criticato sui social?


Secondo quanto dichiarato da Amazon, il Prime Day è stato un successo anche per i venditori che aderiscono al programma Logistica di Amazon, che hanno potuto apprezzare il giorno di massimo picco di sempre, riscontrando un numero di vendite senza precedenti, con una crescita prossima al 300% a livello mondiale.

Ma il gigante dell’eCommerce si è guadagnato anche una buona dose di critiche per le sue “offerte Lightning” ed i prodotti che ha scelto di scontare.

Un buon numero di acquirenti, almeno analizzando il sentiment sui social, è rimasto fortemente deluso dalla qualità delle offerte, portando in tanti a prendersi gioco di Amazon, paragonando il Prime Day ad un online “garage-sale”, dando in particolare la percezione che le migliori offerte fossero proprio sui prodotti a marchio Amazon.

Altro punto dolente, aspramente criticato sui social, quello delle quantità disponibili. Già nelle prime ore di mercoledì, infatti, molte delle offerte erano esaurite, con grande delusione per chi si preparava al proprio shopping in super svendita.

Sebbene Amazon avesse assicurato che le offerte sarebbero state scaglionate durante tutto il giorno, infatti, la maggior parte erano già sold-out dal primo pomeriggio.

Il Prime Day, insomma, se non fosse per i dati sulle vendite, ha rischiato di trasformarsi in un boomerang per Amazon sotto il profilo della fiducia dei consumatori.

Tuttavia non si può negare che grazie a questo primo esperimento Amazon ha potuto raccogliere moltissimi dati importanti sulla domanda dei suoi prodotti. Il che lascia ottimi margini di miglioramento per un prossimo evento dedicato.

Volkswagen, Air Asia e Yatra.com: i migliori annunci stampa della settimana

Benvenuti amanti della pubblicità al lunedì creativo di ninja marketing con i migliori annunci stampa della settimana! Siete pronti a gustarvi la top 5? Diteci quale di queste pubblicità vi colpisce di più!

Wise Up English School: Nevermind/Submarine/Peppers

C’è chi uccide le canzoni con testo in inglese tutti i giorni. Fermiamo questa strage da karaoke imparando la lingua con i corsi intelligenti di Wise up.

Advertising Agency: Yeah!, São Paulo, Brazil
Creative Director / Copywriter: Fabiano Teixeira
Art Director: Roger Fernandez

Volkswagen Kombi: Names

Il nove posti di casa Volkswagen presentato con semplicità da Ogilvy & Mather Sud Africa.

Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Cape Town, South Africa
Executive Creative Director: Chris Gotz
Creative Director: Prabashan Gopalakrishnan Pather
Copywriter: Logan Broadley
Art Director: Patrick Pearson
Account Director: Robin Hook
Agency Producer: Merle Bennet
Photographer: Theo Klompje

AirAsia: Quiet zone

Se odi il vicino rumoroso, prenota il tuo volo con Air Asia e scegli la quite zone.

Advertising Agency: Publicis Mojo, Brisbane, Australia
Creative Director: Andy Ward
Art Director: Ben Lees
Copywriter: Christian McKechnie

Villa Kalisat Ubud Bali: Escape

Tutti avremmo bisogno di una vacanza a Bali per uscire delle pressioni quotidiane!

Advertising Agency: Shed, USA
Executive Creative Director / Copywriter: Andrew Tinning
Creative Director: Drew Ridley
Art Directors: Matt Ridley, Drew Ridley, Andrew Tinning
Photographer: Robert Simeon

Yatra.com: Budget travels

Viaggiare a budget ridotto non significa viaggiare scomodi.

Advertising Agency: McCann Worldgroup, India
Creative Director / Art director: Subhashish Datta
Creative Director / Copywriter: Navajyoti Pegu
Art Director: Rahul Dutta
Copywriter: Jyotirmoi Deb
Illustrator: Leandre Hounnake

Apple Watch: come fare advertising sullo smartwatch by Cupertino?

L’Apple Watch fa sempre discutere, nonostante il grosso focus che gli era stato dedicato al momento della presentazione da parte di Tim Cook:  il numero di vendite determinano un successo o un clamoroso flop?
Nell’attesa che i dati orientino un po’ di più le risposte, cominciano a diffondersi i primi spot, e influencer ed early user hanno già al polso gli orologi di casa Apple. Come per ogni prodotto che si rispetti, i brand cominciano a studiare strategie per inserirsi nella vita e al polso, dei consumatori, sfruttando questo innovativo device per arrivare a realizzare un advertising che sfrutti il “contatto” fisico.

Una prima possibilità è garantita dalle funzionalità di tracking dell’Apple Watch, che permettono una profilazione del consumatore molto precisa, aumentando in modo esponenziale quelli che già sono big data disponibili alle aziende (alla faccia delle cookie policy).
Una conoscenza approfondita che può portare ad un’esperienza di advertising  davvero utile e  su misura, ma, citando Cole Sletten (direttore creativo dell’agenzia Ready Set Rocket), una conoscenza che può diventare un’arma a doppio taglio.
Pensateci. Già mal si digerisce di venire invasi da pop up pubblicitari quando si naviga su internet, e ancora meno da mobile: figuriamoci la possibilità di avere un avviso pubblicitario quasi fisicamente sulla pelle. L’impulso estremo sarebbe il voler gettar via l’orologio, mettendo anche fine all’esistenza stessa del device (già ampiamente criticato al momento della commercializzazione).

Il pericolo quindi è che il consumatore si senta invaso nella sua privacy, e infastidito da uno strumento ancora troppo nuovo, forse percepito ancora come un accessorio o un gioco.
Il consiglio per rendere efficace l’advertising su Apple Watch è quindi proprio di ridurlo al minimo.

Non sappiamo ancora di che si tratta, non sappiamo cosa sia, non sappiamo cosa può essere, non sappiamo cosa… diventerà, sappiamo solo che è fico! E questo è un valore inestimabile a cui non rinuncio.
-The Social Network

Questa frase, ovviamente estrapolata del film The Social Network, riassume bene quello che potrebbe essere un punto di vista sulla questione. L’Apple Watch ha infinite potenzialità, tutte da esplorare. Renderlo subito commerciale e riempirlo di pubblicità potrebbe portare a molte rinunce agli acquisti.
Nella miglior tradizione dei social network e dei device predisposti a far vivere un’esperienza profilata all’utente sarebbe quindi meglio verificare la reazione del pubblico, testarla e capire quali sono le applicazioni pratiche più usate e gli adattamenti necessari da integrare.

Oltre alle problematiche più “percettive”, c’è un secondo aspetto su cui i brand e le agenzie dovranno tener conto: le dimensioni dello schermo così piccolo, rispetto a quelli di smartphone e computer, induce a una capacità d’attenzione ancora minore da parte del consumatore.

Come rendere possibile l’advertising su Apple Watch dunque?

Anche qui ci si può rifare alle strategie dei social media manager di successo: content management di valore e creatività intelligente.
Un suggerimento che ci ha particolarmente convinto e colpito è quello di spingere le persone a credere di essere in una comunità: un esempio può essere proporre anche attraverso i media tradizionali  occasioni d’acquisto esclusive per clienti in possesso di Apple Watch.

Se invece la decisione di sfruttare direttamente Apple Watch come mezzo pubblicitario è presa, allora la soluzione giusta potrebbe essere tramite notifiche push, magari collegate alla geolocalizzazione. Sfruttando le tecniche di marketing di prossimità, che hanno ripreso vigore dopo l’introduzione dell’iBeacon lo scorso anno, si possono inviare notifiche personalizzate per sconti e promozioni al passaggio vicino a un punto vendita, oppure proporre servizi di customer service più personalizzati, soprattutto in contesti di retail marketing.

Insomma, l’advertising su Apple Watch è una sfida per i marketer che vogliono raggiungere un pubblico di early user ma non essere invasivi.
Quelli che hanno avuto successo hanno implementato la strategia dandogli un’accezione di possibilità di servizi user value anziché di mero obiettivo promozionale. Ad esempio American Airlines sta proponendo servizi di notifica molto precisa su tutte le informazioni di viaggio, e BMW ha studiato delle app che permettano di controllare lo stato di salute del proprio veicolo, o trovare la propria auto in un parcheggio; Target invece ha rilasciato un’applicazione che permetta ai clienti di orientarsi al meglio dentro lo store.

Insomma, le possibilità sono infinite: staremo a vedere come brand e agenzie decideranno di sfruttarle.