Instagram: arriva l'alta risoluzione nella mobile photography


Pare proprio di questa volta sia vero: Instagram ha deciso di fare il grande passo e di convertirsi all’alta risoluzione.

La scorsa settimana lo aveva anticipato il portale statunitense The Verge e la notizia era stata confermata da un tweet del co-founder Mike Krieger. Nei prossimi giorni gli utenti iOS e Android dovrebbero essere in grado di visualizzare da mobile, direttamente dall’app, le immagini salvate in formato 1080×1080 pixel. A breve, quindi, l’addio definitivo allo storico 640×640, adottato dal social sin dalla sua nascita.

Alla richiesta di feedback da parte dello stesso Krieger, i commenti degli utenti non sono tardati ad arrivare. Come era prevedibile, per molti il “nuovo” formato risulta ancora troppo limitante e anacronistico per uno strumento di social sharing dedicato proprio alle immagini. D’altra parte, però, il cambiamento era atteso ormai da tempo e la notizia non poteva che essere accolta come una ventata di aria fresca. Più o meno velatamente, il mood dei commenti sembra così oscillare tra un era ora e un sempre meglio di niente.

Cinque anni – tanti ne sono passati dalla nascita di Instagram, nell’autunno 2010 – sono in effetti un’eternità nel mondo dei social. Figuriamoci in quello del mobile.

Se all’inizio poteva essere ragionevole utilizzare un formato “leggero” – adeguato a smartphone con screen più piccoli e connessioni più lente – ormai da qualche tempo il gap tra device e app era diventato inspiegabilmente incolmabile. Smartphone evolutissimi e un formato da preistoria.

La situazione era alquanto anomala, considerata l’enorme centralità che sta assumendo la mobile photography negli ultimi anni. Non più solo uno strumento di diletto personale democratico e prêt-à-porter, non più solo uno strumento potentissimo per il visual storytelling, sapientemente utilizzato da brand, blogger e influencer. Ma anche uno strumento dai risvolti inaspettati per esperimenti di giornalismo partecipativo o attività di reporting DIY.

In fondo, come ha affermato Steve McCurry in un’intervista su Instagramers Italia, “[…] Sempre più spesso i grandi reporter sono passanti che si trovano in un posto e in un momento in cui succede un evento memorabile”.

E questo non è necessariamente il male. A volte forse sì, come nel caso del turista russo che ha postato sul suo account Instagram l’immagine dei cadaveri dell’attentato in spiaggia in Tunisia. La foto è stata ripresa dai media di tutto il mondo e, anche se la sua pubblicazione sull’account personale è una scelta alquanto discutibile e di dubbio gusto, ha dimostrato più che mai che il qui e ora della mobile photography, tanto caro ai fondatori di Instagram, è una preziosa risorsa che va ben oltre selfie e gattini.

Il caso dell’app italiana Whoosnap ne è un altro esempio: un incontro in real time tra domanda e offerta di immagini di un dato evento, luogo o quant’altro, che permette una maggiore disponibilità di risorse e fonti cui attingere da un lato, e una nuova professionalità tutta da inventare e costruire dall’altro. Certo c’è chi storce il naso, proprio perchè il primo rischio è lo svilimento di una professione che si impara con anni di studio ed esperienza sul campo. E poi perchè si tratta pur sempre di foto scattate da smartphone, l’inevitabile spettro abbassamento della qualità è dietro l’angolo.

Ecco così che ritorna la questione vitale dell’alta risoluzione. Per questo, anche se il formato 1080×1080 forse non è ancora la svolta epocale che molti si aspettavano, per Instagram si tratta senza dubbio di una rivoluzione. Almeno di intenti. Un forte segnale della volontà di rimanere al passo coi tempi e di seguire la naturale evoluzione del social, al di là dell’idea iniziale con cui era stato concepito.

E allora benvenuta alta risoluzione su Instagram.