Corso in Video Marketing: da oggi fruibile on demand!

corso video marketing

Ognuno avrà i suoi 15 minuti di celebrità, ma se Andy Warhol fosse vissuto ai tempi di Youtube si sarebbe reso conto che ne bastavano anche due. Nell’era dei virali, delle video-star della rete, delle condivisioni immediate sui social, l’online video assume una valenza di marketing inedita nel panorama mediatico.

LEGGI ANCHE: 10 cose che ho imparato al Corso Online in Video Marketing

5 cose che imparerai durante il corso

Il corso ti insegnerà quali sono gli step metodologici su cui si basa ogni strategia di video marketing di successo, permettendoti di dare solidità alle scelte aziendali che coinvolgono il mix promozionale e di branded content. In particolare, frequentando il corso, imparerai a:

1. integrare il video all’interno dei piani marketing aziendali
2. sviluppare racconti contagiosi
3. trovare il giusto pubblico cui distribuire i video
4. pianificare campagne su Youtube
5. misurare il ROI dei video

Chi è il docente e quali sono gli argomenti del corso?

Edoardo Scognamiglio

Edoardo Scognamiglio – Co-Founder Combocut

Edoardo Scognamiglio, dopo una laurea presso l’Università Cattolica di Milano in “Linguaggi dei Media”, nel 2005 entra come autore nella squadra del programma televisivo Le Iene. All’interno dell’agenzia Combocut, di cui è co-fondatore, si occupa della direzione creativa e strategica.

Il video nel funnel di marketing

  • Il funnel ed i generi video
  • Focus su video player, analytics e ROI

YouTube Marketing, Case History ComboCut e video di successo dal mondo

  • Il video marketing su YouTube
  • Case study ComboCut e internazionali

Il video online tra tecnica di produzione e montaggio

  • Le diverse tecniche per realizzare un video
  • Introduzione al montaggio

Quanto dura il corso?

Il corso ha una durata di 9 ore formative per apprendere tecniche e nozioni. Le lezioni di questo Corso On Demand sono le registrazioni di un corso tenutosi ad aprile 2015. Tutti i video e le slide saranno disponibili sulla piattaforma e-learning senza alcun limite di tempo.

Cosa dice del corso chi lo ha già frequentato?

Leggi l’esperienza passata di chi ha seguito questo corso prima di te!

PREZZO LANCIO 199€
BE NINJA!

Social Media e Super Bowl 2015: vincitori e vinti

Super Bowl 2015

Dopo tanta attesa la 49° edizione del Super Bowl è passata.

È arrivato il Day After, in cui tutti gli appassionati di social media tirano le somme sugli andamenti dell’evento, ormai sempre più internazionale e capace di appassionare anche chi non segue il football abitualmente. Il lunedì dopo la partita è anche il momento in cui si analizzano i social network, e si decretano i vincitori e i vinti di quest’anno.

Trend

Cominciando con una panoramica sull’evento, per i più geek consigliamo la lettura dell’articolo di Adobe sui trend di marketing del Super Bowl. Da quando l’evento di football più famoso al mondo è diventato letteralmente una macchina per fare soldi, è bene saperne qualcosa in più.
I punti salienti sono particolarmente interessanti:

  • I brand che hanno deciso di investire in advertising durante la partita sono stati nominati 6.5 volte in più rispetto all’anno scorso, e usare il social buzz per predire i trend futuri è probabilmente la prossima frontiera del social marketing.
  • Le impression organiche scendono del 32% di anno in anno, e continuano a decrescere nel 2015. Anche nello sport i contenuti sponsorizzati la fanno decisamente da padrone.
  • Impennata per quanto riguarda le visualizzazioni da mobile. E questo significa più visualizzazioni e più acquisti, soprattutto con il successo degli schermi più larghi, che portano ad un ROI maggiore per ogni visita da mobile.
  • Interessante è l’internazionalizzazione del fenomeno. Grazie soprattutto alla scelta dei digital video come post da promuovere, molti Paesi hanno l’opportunità di accedere alla visualizzazione in tempo reale.

Social Network

Generalmente è Twitter il social per definizione durante questi eventi, e il canale real time in cui tutti riversano i propri pensieri. Basti pensare alle features particolari che erano state rilasciate per i mondiali di calcio nel 2014.

Ma è il social di Zuckerberg che quest’anno ha visto lungo. Dopo i 50 milioni di persone che parlavano dell’evento nel 2014, per questa edizione ha deciso di fornire a sua volta un posto per connettersi in tempo reale e commentare la sfida tra Seattle Seahawks e New England Patriots.
La Super Bowl experience ha permesso di:

  • Assistere alle reazioni in tempo reale delle persone in tutto il globo, seguendo il Live Feed
  • Informarsi sui post del NFL, dei team, e dei giocatori grazie a In the Story
  • Unirsi alla conversazione, postando come update “watching Super Bowl XLIX”

Inoltre, sembra che per la prima volta, Facebook abbia venduto advertising a persone appartenenti a target specifici in base alle conversazioni durante il gioco. Sembra che l’advertising dipenda dalle parole chiave che gli utenti inseriscono, e includono video pubblicitari che partono autonomamente sulla Newsfeed.

Vincitori e Vinti

#LikeAGirl

In termini di social media buzz, questa pubblicità era ancora tra i trend di questa mattina.
Per chi si fosse perso questa piccola perla, è una pubblicità, creata dal brand Always di prodotti per l’igiene femminile, che critica il concetto per cui “Correre come una ragazza” o “Lanciare come una ragazza” significa atteggiarsi in modo stupido, o essere deboli o inefficaci.

La campagna non è nuova e non era nata inizialmente per il Super Bowl, ve ne avevamo già parlato in estate, ma sono stati creati dei contenuti dedicati (“Are you in it to win #LikeAGirl), e il web ha decisamente apprezzato.

Katy Perry

L’halftime del Super Bowl è da sempre oggetto di grosse reazioni su social media, e dopo Beyoncé e Madonna, quest’anno è toccato a Katy Perry, con la collaborazione di Missy Elliot e Lenny Kravitz.
In particolare la coreografia con gli squali danzanti ha fatto furore, e ha dato già il via a numerose imitazioni.

Nationwide Insurance

“Hope you guys are having a great day. Did you know your kid is probably gonna die soon? Enjoy your nachos & funeral planning!” è stato solo uno dei tweet di reazione a questo spot.

Decisamente uno dei vinti di questo Super Bowl. Uno spot per creare awareness a livello sociale, ma decisamente inquietante, che mostra un ragazzino che elenca tutte le cose che non potrà mai fare perché è morto durante un incidente. Lo scopo era ricordare agli spettatori che è importante prevenire i pericoli, ma molti non hanno apprezzato un messaggio del genere durante un momento ludico e leggero come il Super Bowl.

Ministero Ecuadoreno del Turismo

Un epic fail politico era sicuramente da menzionare. Uno spot nato per promuovere le bellezze del Paese, che ha avuto uno spiacevole effetto boomerang.
Lo spot sfrutta il tea di “All You Need is Love”, aggiungendo l’hashtag #AllYouNeedIsEcuador, ma molti abitanti dell’Ecuador hanno risposto in malo modo: “”All we need is free speech, democracy and yes, another president”.
Alcune critiche sono state fatte anche per l’entità dell’investimento, circa 4.5 milioni di dollari ogni 30 secondi.

 Per la rassegna degli spot trasmessi durante il Super Bowl vi rimandiamo all’articolo della sezione video Super Bowl 2015: i migliori e i peggiori spot

Super Bowl 2015: i migliori e i peggiori spot

Ai grandi fan del football americano basta sapere che a uscire vincitori dal University of Phoenix Stadium sono stati i New England Patriots. Ma a noi Ninja ora spetta divertirci con la parte dell’evento che più ci appassiona: gli spot del Super Bowl 2015.

Grazie ai numeri strabilianti (l’edizione dello scorso anno, che ha raggiunto una media di più di 111 milioni di spettatori, ha conquistato il record di programma televisivo più seguito nella storia della tv americana) il Super Bowl non è solo la notte più importante per la NFL, ma anche uno dei palcoscenici più prestigiosi per i brand e i loro commercial.

Come ogni anno, dunque, commentiamo quelli che secondo noi sono stati i migliori e peggiori spot andati in onda durante la 49esima edizione del Super Bowl.

Di cosa hanno parlato i brand?

Il tema della paternità pare aver avuto la meglio nei brief creativi di parecchi brand. Dopo mesi di advertising di ambizione sociale dedicato all’emancipazione delle donne, c’è chi ha deciso di coinvolgere anche l’altra metà del cielo. Strategicamente parlando, non c’è niente di più furbo che commuovere i papà incollati davanti alla tv con pizza e birra in mano mentre si guardano l’evento sportivo dell’anno.

E se ci metti poi quel curioso aneddoto riguardante Richard Sherman (uno dei giocatori dei Seattle Seahawks, che aveva dichiarato di non essere certo di partecipare al Super Bowl se la moglie fosse entrata in travaglio proprio in quelle ore), diventa chiaro che il Super Bowl XLIX era destinato ad essere l’edizione dei papà.

E come vedremo, c’è anche un po’ di nostalgia negli spot di quest’anno.

Ma ora spazio agli spot, i migliori e i peggiori secondo noi Ninja!

I migliori

Dove

P&G celebra le mamme, e Unilever risponde con la sua campagna dedicata alla controparte (ricordate la campagna per la Festa del papà del 2014?). Lo spot di quest’anno è un emozionante supercut fatto di papà che spalmano creme solari, che corrono in aiuto del figlioletto che si è sbucciato un ginocchio, di padri che ballano assieme alle figlie nel giorno del loro matrimonio.

Bud

La rivincita dei nerd, degli amanti dell’old school, degli anni ’80. Pac Man diventa cool anche fuori dal web e ai siti per geek, diventa una mega installazione da discoteca dove trasformarsi in Pac Man e sfuggire ai fantasmini. Una di quelle cose che molti inserirebbero nella propria personale lista delle cose da fare nella vita.

Snickers

Dopo qualche spot un po’ tirato per i capelli che giocavano sul claim “You’re not you when you’re hungry“, finalmente uno commercial accattivante. Danny Trejo e Steve Buscemi dentro ad una scena de “La Famiglia Brady“, nei panni rispettivamente di Marcia e Jan Brady. Effetto nostaglia + straniamento assicurato.

Che abbiamo preso ispirazione da “Too Many Cooks“? 😉

Mophie

Epic Win! L’esempio per antomiasia del finale a sorpresa. Scenari apocalittici anticipati dal titolo “All Powerless“. Guardi il mondo nei suoi ultimi momenti prima della fine e pensi che collegamento ci sia. Oh, c’è. Fidatevi, c’è.

Nissan

La campagna #Withdad è stata ampiamente spinta nelle settimane precedenti al Super Bowl con una serie di video realizzati in collaborazione con diversi YouTube Creators, come Epic Meal Time, Dude Perfect, Jabbawockeez, Convos with my 2-year Old, Roman Atwood e Action Movie Kid.

Lo spot trasmesso sceglie una forma molto più “televisiva” e tradizionale, presentando comunque una narrazione ben fatta e coinvolgente che investe il tema del rapporto padre-figlio.

Coca Cola

Anticipato da un video teaser che annunciava maestosamente che Internet non sarebbe stato più lo stesso post di sempre, il commercial di Coca Cola non ci ha deluso. Perché ha mantenuto tono e temi di sempre, ma ne ha rinnovato il contesto, ovvero il web: in una sala server una bottiglia di Coca Cola si rovescia e… la rete diventa un posto più felice, senza troll, senza bullismo e brutta gente.

NoMore

Lo spot contro la violenza domestica che sicuramente avrete cisto circolare in questi giorni. Potente, dritto al cuore della questione e a quello dello spettatore.

Loctite

C’è del potenziale per parecchie parodie e meme.

E i peggiori

Victoria’s Secret

Il 2014 è stato l’anno dell’empowerment femminile in pubblicità. #LikeAGirl è stata una delle campagne più condivise e supportate online, in grado di ridare forza ad un dibattito importante quale la parità di generi, assieme a diversi altri brand.

Certo non ci aspettiamo che il brand di lingerie più famoso, durante un evento sportivo di tale caratura, si esponga con un commercial rivoluzionario, ma nemmeno così scontato da mettere gli Angeli in divisa da football, solo per ricordare ai maschietti che sta arrivando San Valentino.

Budweiser

Ops, they did it again.

T-Mobile

Brand che ci ha regalato commercial ironici e diventati grandi virali, sceglie un personaggio discutibile come Kim Kardashian. Che tutto può comunicare, tranne che ironia.

Carl’s Junior

Ok, parlano tutti di bio, di naturale. Meglio parlarne in modo diverso dagli altri! Ma Carl’s Junior ha scelto il modo più scontato e meno elegante di tutti.

Nationwide Insurance

Proporre uno spot così duro mentre il pubblico si intrattiene con uno degli eventi sportivi più amati è un colpo un po’ troppo basso.

The Distant Hello: Nescafè corre in aiuto delle coppie a distanza

Raccontarsi attraverso la narrazione delle relazioni è compito arduo e lungo, specie quando si vuole creare consenso e coinvolgimento.

Nescafè da un po’ fa sul serio, lanciando una serie di campagne a cura della Publicis Italia che girano tutte intorno al dirsi Ciao.

Aveva dato il via alle danze con la campagna The Hello Experiment, un’analisi/inchiesta che verteva intorno al primo Ciao, quello dell’inizio di una conoscenza, rilancia oggi con una nuova iniziativa: The Distant Hello

LEGGI ANCHE : The Hello Experiment: Nescafè abbatte l’imbarazzo con un caffè

Se The Hello Experiment aveva visto Nescafè aggirarsi sullo sfondo dell’esperimento sociologico, giocare come strumento di scena e di innesco per vedere cosa succede a superare l’imbarazzo del parlarsi per la prima volta tra sconosciuti, con The Distant Hello il salto in termini di posizionamento è assai più audace.

Innanzitutto cambia il valore ed il contesto del saluto. The Distant Hello è una campagna a sostegno di tutti i coloro sono all’interno di una relazione a distanza. E’ un Ciao molto diverso dalla prima campagna, un modo di salutarsi tanto reale quanto aleatorio, una condizione sempre più frequente nell’epoca in cui la rete consente la connessione con persone fisicamente lontane (o che la lontananza coi propri affetti debbono affrontarla perchè la vita ha preso una piega inaspettata).

In questo senso The Distant Hello è un tentativo di normalizzazione di una condizione inconsueta per una coppia. Per le prossime sei settimane sarà attivo il sito web omonimo www.thedistanthello.it al quale tutti coloro che vivono un amore lontano potranno iscriversi raccontando la propria storia, attraverso un video, post ad hoc etc. etc.

In relazione alla condivisione da parte degli utenti verrà stilata una classifica che permetterà ad una di queste coppie di potersi dire ciao in un contesto offerto dalla Nescafè e che sarà la base del case-study a conclusione della campagna.

Per “accompagnare” l’iniziativa sulle piattaforme digitali, Nescafè ha prodotto un nuovo spot da mandare in onda sui canali mainstream al fine di dare risalto all’iniziativa ed incentivare la partecipazione.

C’è insomma poco da aggiungere, avete un amore lontano, vi sentite in una relazione in cui Skype è la vostra Marta Flavi e avete bisogno di un’occasione per trovarvi non più a distanza di clic ma a distanza di un bacio ? Partecipate a The Distant Hello e che il vostro saluto echeggi il più lontano possibile ed avvicinarvi, a distanza di cappuccino magari !

Credits: The Distant Hello

Agenzia: Publicis Italia
Direttori Creativi esecutivi: Bruno Bertelli e Cristiana Boccassini
Creative Supervisor: Paolo Bartalucci, Alessandro Candito
Creative Supervisor Digital: Martino Lapini e Azeglio Bozzardi
Copywriter: Martino Lapini
Art Director: Azeglio Bozzardi
Team Account: Barbara Pusca, Claudia Brambilla e Filippo D’Andrea
Planner: Guglielmo Pezzino
Producer: Luana Strafile

The extraordinary commonplace sfata i luoghi comuni del Bel Paese

Il Ministero dello Sviluppo Economico e l’agenzia ICE, agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, hanno mostrato durante il World Economic Forum di Davos, il video Italy the Extraordinary Commonplace per sfatare i miti sugli stereotipi degli Italiani, dimostrando al contrario gli straordinari risultati del Made in Italy.

L’obiettivo della testimonianza era stimolare la crescita del Made in Italy all’estero, incentivando gli investimenti stranieri in Italia.

LEGGI ANCHE: Made in Italy i migliori prodotti italiani

Pizza Makers? Non solo

La produzione industriale italiana non è solo pizza, pasta e mandolino. Non si parla di produzioni europee, ma si comparano i valori mondiali, ci si scontra con Cina, Corea e Giappone.

Il surplus della bilancia commerciale del manifatturiero italiano è il quinto al mondo.

Per non parlare delle infrastrutture, 100o siti in 90 paesi, ed il secondo posto nell’export di macchinari a livello europeo.

Party addicts? Dolce Vita?


Le feste a bordo degli yatch più costosi al mondo, per il 40% derivano da ordini prodotti in Italia. Il settore navale rappresenta un fiore all’occhiello della nostra produzione.

Passando dall’acqua all’aria, il video riporta che siamo il terzo paese ad aver spedito in orbita un satellite nello spazio.

Del resto Samantha Cristoforetti docet, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea e prima donna italiana nello spazio.

The extraordinary commonplace: numeri e fatti

Per quanto questo video abbia riscosso molto successo nella sua chiarezza e franchezza, esistono molti altri aspetti, volutamente tralasciati, di cui si discute ampiamente, in riferimento ad investire in Italia.
Il problema principale, non solo per gli stranieri, è garantire trasparenza e meritocrazia, nel lavoro e negli investimenti, semplificando il più possibile la burocrazia. Restano argomenti tabù la corruzione e il pubblico, che dovrebbero supportare tutti questi incentivi all’investimento in Italia, mentre rappresentano al contrario il primo ed il principale deterrente.

Startup Visa, il buon esempio arriva dall’innovazione

Se il Mose ed Expo ci hanno dimostrato quanto il mito e il luogo comune sulla corruzione sia a tutti gli effetti ancora dirompente nel nostro paese, dall’altro lato, il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando per attrarre capitali esteri e innovativi.

Saranno i giovani e gli innovatori a dare il buon esempio, lavorando a stretto contatto con le istituzioni che rilasceranno i visti, valutando direttamente le richieste dei singoli investitori, ed indirettamente grazie al supporto degli incubatori certificati.

Sono proprio le 10 ragioni che rispondo alla domanda “Why Italy?” ed essere un ottimo supporto motivazionale alla scelta degli imprenditori, non si tratta solo di numeri, struttura manifatturiera e mercati, ma ci si riferisce anche ad asset intangibili come “the Great Beauty” in termini di lifestyle.

I primi visti sono già stati rilasciati, non vediamo l’ora di intervistare i giovani aspiranti imprenditori che si lasceranno ispirare dalla nostra straordinaria storia e struttura produttiva, senza appunto farsi influenzare dai luoghi comuni che ci contraddistinguono.

PrestaShop lancia PrestaShop Cloud: nasce l'ecommerce per tutti

Una notizia fresca fresca, che interesserà tanti: PrestaShop, azienda leader nel settore delle soluzioni open source per l’e-commerce, ha annunciato il lancio di PrestaShop Cloud. Si tratta di una piattaforma gratuita che consente di creare un negozio online in pochi clic.

PrestaShop Cloud è una versione “fully hosted” della piattaforma open source PrestaShop, che sarà resa completamente gratuita per gli utilizzatori finali. Il prodotto presenta inoltre un’elevata facilità di utilizzo, non richiedendo alcuna competenza di programmazione.

Citando Charles Wells, Chief Product Officer di PrestaShop:

“PrestaShop è il primo operatore del mercato ad abbinare cloud e open source in un’unica soluzione gratuita per l’e-commerce. Usufruiremo di un posizionamento unico sul mercato grazie al nostro modello gratuito. Dal lancio della prima versione del software, i commercianti online che si avvalgono di PrestaShop hanno gestito vendite per circa 15 miliardi di euro. Con PrestaShop Cloud, le nostre aziende hanno davanti a sé enormi opportunità di successo! I numeri parlano chiaro: dopo appena due settimane dal lancio sono stati già creati 20.000 nuovi negozi!

Un’opportunità davvero interessante, soprattutto per le tantissime micro, piccole e medie imprese italiane. Fateci sapere come vi sembra il prodotto… e pubblicate nei commenti i risultati che avete ottenuto attraverso PrestaShop Cloud!

Facebook introduce Place Tips

Facebook Place Tips

La domanda è semplice: vi fidate di più di un estraneo o di un amico? Realtà come Foursquare e Yelp si basano proprio su questo, sulla convinzione che nella ricerca di un luogo nel quale recarsi conta molto di più la recensione di una persona che conosciamo rispetto a quella di un estraneo, o, peggio ancora, di una scritta direttamente dal gestore dell’attività, magari con un account fake.

Anche Facebook l’ha capito tempo fa, introducendo Places, il sistema di check-in che non è mai decollato del tutto e che è stato recentemente aggiornato con nuove funzionalità e un nuovo layout.

Oggi ci riprova con Place Tips, una funzione che fornisce informazioni sui luoghi e le cose che ci interessano e che si trovano nelle nostre vicinanze, grazie alla geolocalizzazione.

L’annuncio è stato fatto il 29 gennaio scorso sul blog ufficiale di Facebook da Mike LeBeau, product manager del social di Palo Alto.

Cos’è Place Tips

Facebook Place Tips

La nuova feature lanciata da Facebook si basa sul concetto del “giusto suggerimento per la giusta persona”, mutuando quello ormai abusato del “giusto contenuto per la giusta persona”, un modo gentile per dirci che decidono loro cosa farci vedere.

Attivando la localizzazione del vostro dispositivo mobile, Facebook Place Tips vi segnalerà i punti d’interesse presenti nel luogo nel quale vi trovate, generando il suggerimento sulla base delle vostre informazioni personali e degli amici con i quali siete collegati.

La funzione apparirà in alto nel NewsFeed, per ora solo su iPhone, e per ricevere i suggerimenti non dovete fare altro che cliccare sull’icona; si apriranno una serie di schede contenenti informazioni sul posto nel quale vi trovate.

Facebook Place Tips

Per ogni luogo selezionato vengono proposti i messaggi e le foto condivise dai vostri amici relativi a quel posto, gli ultimi aggiornamenti della fanpage, eventuali informazioni sull’attività, come gli orari di apertura, il menù, ecc…

Quindi, se state cercando un ristorante, vi basterà attivare la funzione e vedere se un vostro amico ha lasciato una recensione o un commento su un locale situato nei pressi della vostra posizione. Se il vostro amico dice che si mangia bene, vi  potete fidare…o no?

La funzione si può disabilitare nelle impostazioni, per evitare che la vostra posizione possa essere condivisa pubblicamente.

Per ora Place Tips è disponibile solo nell’area di New York City, compresi Central Park, Times Square, il Brooklyn Bridge, e la Statua della Libertà e l’aeroporto JFK.

Una novità molto interessante introdotta con questa funzione è la possibilità di ricevere le informazioni anche in assenza di una connessione dati stabile, sfruttando i Facebook Bluetooth® beacons. Cosa sono? Sono dei dispositivi che alcune attività ricevono da Facebook e che vengono utilizzati per inviare un segnale Bluetooth all’app del tuo smartphone per mostrarti le informazioni relative a quel posto.

Al momento la sperimentazione è stata avviata solo in alcuni luoghi, come il Metropolitan Museum of Art e altre attività selezionate.

Riuscirà Facebook a contrastare l’ascesa di Yelp con Place Tips? Staremo a vedere.

Ferrarelle, caffè e auto i migliori annunci stampa della settimana

La classifica dei migliori annunci stampa, preparata e stilata, come ogni lunedì, per iniziare bene la settimana creativa! Let’s Go!

Ferrarelle: Sparkling

I creativi di Havas Worldwide Milano hanno preso in prestito lo slogan di un concorrente diretto di Ferrarelle ( puliti dentro, belli fuori ) e l’hanno messo magistralmente in grafica. I bevitori di Ferrarelle, grazie alle bollicine naturali, si differenziano e depurano dall’ambiente esterno.

Advertising Agency: Havas Worldwide, Milan, Italy
Creative Directors: Erick Loi, Dario Villa
Art Directors: Erick Loi, Diego Campana, Michele Romani
Copywriters: Dario Villa, Riccardo Walchhutter, Pietro Rivolta
Illustrator: Diemick

Mira: Boy/dog

Uniti contro l’autismo: I nostri cani aiutano i bambini autistici a trovare la loro strada.

Advertising Agency: Publicis, Montreal, Canada
Creative Directors: Bogdan Truta, Nicolas Massey
Art Director: Bogdan Truta
Copywriter: Nicolas Massey

Coffee Inn: Forest Fairytale

Il gran finale della fiaba della foresta. Tutti i personaggi, buoni e cattivi, festeggiano in mezzo al freddo invernale, insieme ai prodotti Coffee Inn, lo Starbucks lituano.

Advertising Agency: Not Perfect | Y&R Vilnius, Lithuania
Creative Director: Marius Lukosius
Art Director: Viktorija Rumiancevaite
Copywriter: Stefanija Jokstyte
Head of Art: Dziugas Valancauskas
Photographer: Tomas Kauneckas

Volkswagen: Hill/Lights/Distance

I creativi dell’agenzia indiana DDB Mundra, giocano con il marchio Volkswagen mostrando le caratteristiche più innovative della casa tedesca.

Advertising Agency: DDB Mudra, Gurgaon, India
Creative Directors: Sambit Mohanty, Martin Godwin, Sunny Johnny Kundukulam
Art Director / Copywriter / Illustrator: Sharada Nand

Watsons: Lobster/Octopus/Crabs

Contro l’alito mostruoso, serve il colluttorio Watsons. un altro colpo creativo dell’illustratore Surachai Puthikulangkura.

Advertising Agency: DDB, Hong Kong
Creative Directors: Jeffry Gamble, Asawin Phanichwatana, Nateepat Jaturonrasmi
Art Directors: Asawin Phanichwatana, Nateepat Jaturonrasmi
Copywriter: Jeffry Gamble
Photographer: Surachai Puthikulangkura
Illustrator: Surachai Puthikulangkura

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