Super Bowl 2015: i migliori e i peggiori spot

Papà e nostalgia al centro dei commercial del Super Bowl XLIX.

Ai grandi fan del football americano basta sapere che a uscire vincitori dal University of Phoenix Stadium sono stati i New England Patriots. Ma a noi Ninja ora spetta divertirci con la parte dell’evento che più ci appassiona: gli spot del Super Bowl 2015.

Grazie ai numeri strabilianti (l’edizione dello scorso anno, che ha raggiunto una media di più di 111 milioni di spettatori, ha conquistato il record di programma televisivo più seguito nella storia della tv americana) il Super Bowl non è solo la notte più importante per la NFL, ma anche uno dei palcoscenici più prestigiosi per i brand e i loro commercial.

Come ogni anno, dunque, commentiamo quelli che secondo noi sono stati i migliori e peggiori spot andati in onda durante la 49esima edizione del Super Bowl.

Di cosa hanno parlato i brand?

Il tema della paternità pare aver avuto la meglio nei brief creativi di parecchi brand. Dopo mesi di advertising di ambizione sociale dedicato all’emancipazione delle donne, c’è chi ha deciso di coinvolgere anche l’altra metà del cielo. Strategicamente parlando, non c’è niente di più furbo che commuovere i papà incollati davanti alla tv con pizza e birra in mano mentre si guardano l’evento sportivo dell’anno.

E se ci metti poi quel curioso aneddoto riguardante Richard Sherman (uno dei giocatori dei Seattle Seahawks, che aveva dichiarato di non essere certo di partecipare al Super Bowl se la moglie fosse entrata in travaglio proprio in quelle ore), diventa chiaro che il Super Bowl XLIX era destinato ad essere l’edizione dei papà.

E come vedremo, c’è anche un po’ di nostalgia negli spot di quest’anno.

Ma ora spazio agli spot, i migliori e i peggiori secondo noi Ninja!

I migliori

Dove

P&G celebra le mamme, e Unilever risponde con la sua campagna dedicata alla controparte (ricordate la campagna per la Festa del papà del 2014?). Lo spot di quest’anno è un emozionante supercut fatto di papà che spalmano creme solari, che corrono in aiuto del figlioletto che si è sbucciato un ginocchio, di padri che ballano assieme alle figlie nel giorno del loro matrimonio.

Bud

La rivincita dei nerd, degli amanti dell’old school, degli anni ’80. Pac Man diventa cool anche fuori dal web e ai siti per geek, diventa una mega installazione da discoteca dove trasformarsi in Pac Man e sfuggire ai fantasmini. Una di quelle cose che molti inserirebbero nella propria personale lista delle cose da fare nella vita.

Snickers

Dopo qualche spot un po’ tirato per i capelli che giocavano sul claim “You’re not you when you’re hungry“, finalmente uno commercial accattivante. Danny Trejo e Steve Buscemi dentro ad una scena de “La Famiglia Brady“, nei panni rispettivamente di Marcia e Jan Brady. Effetto nostaglia + straniamento assicurato.

Che abbiamo preso ispirazione da “Too Many Cooks“? 😉

Mophie

Epic Win! L’esempio per antomiasia del finale a sorpresa. Scenari apocalittici anticipati dal titolo “All Powerless“. Guardi il mondo nei suoi ultimi momenti prima della fine e pensi che collegamento ci sia. Oh, c’è. Fidatevi, c’è.

Nissan

La campagna #Withdad è stata ampiamente spinta nelle settimane precedenti al Super Bowl con una serie di video realizzati in collaborazione con diversi YouTube Creators, come Epic Meal Time, Dude Perfect, Jabbawockeez, Convos with my 2-year Old, Roman Atwood e Action Movie Kid.

Lo spot trasmesso sceglie una forma molto più “televisiva” e tradizionale, presentando comunque una narrazione ben fatta e coinvolgente che investe il tema del rapporto padre-figlio.

Coca Cola

Anticipato da un video teaser che annunciava maestosamente che Internet non sarebbe stato più lo stesso post di sempre, il commercial di Coca Cola non ci ha deluso. Perché ha mantenuto tono e temi di sempre, ma ne ha rinnovato il contesto, ovvero il web: in una sala server una bottiglia di Coca Cola si rovescia e… la rete diventa un posto più felice, senza troll, senza bullismo e brutta gente.

NoMore

Lo spot contro la violenza domestica che sicuramente avrete cisto circolare in questi giorni. Potente, dritto al cuore della questione e a quello dello spettatore.

Loctite

C’è del potenziale per parecchie parodie e meme.

E i peggiori

Victoria’s Secret

Il 2014 è stato l’anno dell’empowerment femminile in pubblicità. #LikeAGirl è stata una delle campagne più condivise e supportate online, in grado di ridare forza ad un dibattito importante quale la parità di generi, assieme a diversi altri brand.

Certo non ci aspettiamo che il brand di lingerie più famoso, durante un evento sportivo di tale caratura, si esponga con un commercial rivoluzionario, ma nemmeno così scontato da mettere gli Angeli in divisa da football, solo per ricordare ai maschietti che sta arrivando San Valentino.

Budweiser

Ops, they did it again.

T-Mobile

Brand che ci ha regalato commercial ironici e diventati grandi virali, sceglie un personaggio discutibile come Kim Kardashian. Che tutto può comunicare, tranne che ironia.

Carl’s Junior

Ok, parlano tutti di bio, di naturale. Meglio parlarne in modo diverso dagli altri! Ma Carl’s Junior ha scelto il modo più scontato e meno elegante di tutti.

Nationwide Insurance

Proporre uno spot così duro mentre il pubblico si intrattiene con uno degli eventi sportivi più amati è un colpo un po’ troppo basso.