AAA Direttore del Guardian cercasi online

Cercasi direttore del Guardian. Un semplice annuncio pubblicato online nella sezione “lavora con noi”; è così che la famosa testata giornalistica cerca il suo nuovo Editor-in-chief, al posto di Alan Rusbridger.

A primo impatto può sembrare impensabile candidarsi in questo modo  per  un posto così prestigioso, eppure sul sito del giornale d’informazione globale è presente ancora l’offerta lavorativa. Ad una riflessione più attenta, non è affatto un comportamento fuori norma, considerato che le attenzioni e gli investimenti dei grandi editori del giornalismo a livello mondiale si stanno spostando sempre più sulla rete.

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Offrire contenuti multimediali, link e approfondimenti, permette di raggiungere i lettori in maniera più moderna e immediata, con una versatilità e una abbattimento dei costi notevole rispetto alle spese di stampa e distribuzione cartacea.

Cercasi Direttore Guardian: i requisiti

Essere credibile in quanto leader di un’organizzazione giornalistica con ambizioni globali; avere un background giornalistico fuori del comune; essere un “innovatore”; mostrarsi completamente dedito a un “giornalismo indipendente e aperto”; capacità di lavorare sotto pressione.
Queste sono le competenze principali richieste al nuovo Direttore presentate nell’annuncio online del Guardian. Caratteristiche non da poco, ma la candidatura è aperta a chiunque voglia farsi avanti.

Come candidarsi?

Selezioni aperte a tutti! “Lavoro a tempo pieno”, astenersi perditempo. I candidati che credono di avere i requisiti adatti e richiesti, possono inviare il loro curriculum insieme ad una lettera di referenze. Basta compilare l’apposita domanda presente sul sito della testata giornalistica ed elaborare in non più di mille parole un progetto, o meglio una “visione”, per il futuro del Guardian.
Le candidature possono essere inviate entro la mezzanotte del 1 febbraio 2015.

Recruiting online, una riflessione

Un annuncio non di poco conto, quello del Guardian. Innovativo, pretenzioso e allo stesso tempo semplice. Online e accessibile a chiunque.
Il “recruiting via web” è diventato negli ultimi anni uno degli strumenti di supporto maggiormente utilizzati dalle aziende per selezionare candidati altrimenti irraggiungibili con metodi tradizionali.
Rappresenta ormai una fonte inestimabile di valore aggiunto per quelle organizzazioni innovative che lo adottano, mettendo a sistema i preziosi strumenti di gestione dei database uniti alla velocità e fluidità di social network dedicati al mondo del lavoro, come Linkedin.

Su questa scia, sorge spontaneo domandarsi: possiamo pensare di vedere moltiplicarsi e crescere enormemente questa tipologia di annuncio? In Italia vedremo mai offerte di questo tipo anche per posizioni di prestigio?

Sebbene sia ancora una metodologia considerata oscura e lontana per molti, il recruting online può essere la chiave di volta per incentivare la ripresa del nostro Paese, offrendo alle imprese uno strumento più agevole per l’individuazione delle risorse adatte. A chi cerca lavoro darebbe invece una visione più ampia, allargando il ventaglio delle possibilità lavorative e permettendogli di accedere ad opportunità di carriera altrimenti invisibili.

I trend che domineranno l'ecosistema delle app nel 2015

Mobile trends app

Fotolia @Oporkka

Il 2015 sarà un anno all’insegna delle app!

Orecchie ben aperte per i più curiosi fan digitali, perché qui vi diamo qualche anticipazione sui trend 2015 più interessanti riguardo alle app e al mobile marketing!

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Flessibilità e integrazione

Secondo la breve analisi di Sarah Watson, group mobile manager al Net-A-Porter-Group, il 2014 è stato un anno in cui il mobile ha subito una grossa impennata, migliorando la propria usabilità in senso materiale ma anche puntando ad una maggiore flessibilità di comunicazione attraverso l’interfaccia stessa.

Un’indagine di Forrester definisce alcuni punti di cambiamento che investiranno la vita delle app per il nuovo anno. Le novità maggiori sulle quali porre attenzione, si attestano proprio nei passi avanti fatti dal mobile che puntano ad una quasi completa integrazione con l’ambiente circostante. Alcuni esempi sono rappresentati dai pagamenti via NFC o via Apple Pay, o dall’uso di iBeacon.

Sincronizzazione e connettività senza limiti

app connessione nfc

Fotolia @Robert Kneschke

Tutto questo ci guida sempre più verso una sincronizzazione completa di qualsiasi dispositivo utilizzato nella nostra vita quotidiana con il nostro caro amatissimo smartphone. Se ne sono presto accorte la maggior parte delle aziende e compagnie di portata mondiale che hanno deciso di orientare la loro comunicazione verso il piccolo touch screen, intendendolo come il prolungamento del buon vecchio monitor.

Il 2015 sarà quindi l’anno della connettività senza interruzioni. Il servizio wireless sarà integrato e arricchito dall’esperienza del consumatore on-the-go. Finalmente nessuna interruzione si frapporrà all’interno della user experience?

Un punto fondamentale di cambiamento, sembra secondo Forrester, l’abbandono di applicazioni standalone, una rottura volta ad eliminare pian piano dispositivi con display dalle forme, dimensioni e funzionalità diverse.

 App vs sito mobile

Le app del nuovo anno saranno sempre più targhettizzate e orientate ad assolvere specifiche funzioni. Una scelta quindi verso una definizione sempre più specifica delle nicchia di usabilità di una app.

Il 2015 vedrà con molta probabilità un avanzamento parallelo delle app per mobile e del sito mobile, ma con scopi diversi. Infatti il sito mobile secondo le statistiche risulterebbe un luogo di “preservazione” del brand e un ottimo strumento per il marketing delle piccole realtà di business. Le app per mobile sarebbero invece importanti per fidelizzare il cliente e per aumentarne così la brand identity. Inutile dire quanto poi siano indiscutibilmente connesse ad una logica di acquisto diretto.

On demand e micromomenti

smartphone mobile apps

Fotolia @bramgino

Via libera alla comunicazione permeata sull’interazione dispositivo-notifica-cliente. Questa catena non farà altro che arricchirsi di piccole strategie di comunicazione personalizzate su ogni singolo cliente diventando così un canale di comunicazione specifico e non più una sottocategoria del canale comunicativo.

Secondo il rapporto Ericcson Consumer Trends del 2014 viene posta attenzione sull’abbandono della TV tradizionale per abbracciare l’abitudine ormai abbastanza presente del video in streaming utilizzando i servizi on demand. Un controllo quasi totale sui luoghi come la casa, nella quale assisteremo ad una sempre crescente presenza di sensori che ci avvertiranno direttamente sul nostro smartphone dell’andamento del luogo sincronizzato. Problematiche inaspettate relative all’acqua o all’elettricità non saranno più la cattiva sorpresa ad aspettarci al nostro ritorno a casa.

Sharing economy

Via libera sempre di più anche alla sharing economy, la condivisione di notizie e informazioni private grazie ai social media. Lo abbiamo visto con le app dei servizi come Airbnb, Blablacar e Uber.

 Attraverso l’enorme potenziale della condivisione di informazioni, servizi, dubbi e richieste in tempo reale, i consumatori si rendono consapevolmente protagonisti dell’economia del loro microcosmo: questo siamo certi creerà sfide sempre più complicate per gli sviluppatori di app che dovranno interpretare i desideri del consumatore fornendogli informazioni contestualizzate, in tempo reale e sempre più integrate con i diversi dispositivi disponibili.

App per la salute e wearable hi-tech

mobile app salute

Fotolia @alexey_boldin

Le app per monitorare la salute saranno in crescita nel 2015. Infatti secondo il rapporto Ericsson, gli utenti credono che applicazioni che colleghino la monitorizzazione della salute direttamente con lo smartphone migliorino la qualità della vita. Secondo Dr. Vahram Mouradian, fondatore e CTO di Sensogram Technologies, la nuova frontiera della wearable hi-tech saranno i dispositivi indossati direttamente all’orecchio, come ha già fatto Freezwavz.

Le app, sì sicuramente, saranno la risposta per il 2015. Noi siamo curiosi di sperimentare tutte le novità in arrivo ma chissà invece cosa ne pensano gli sviluppatori. Saranno anche loro così impazienti nell’attesa del nuovo anno e dei nuovi cambiamenti?

Marketing 2015: gli eventi dei prossimi mesi che non devi assolutamente perdere!

La partecipazione agli eventi è un veicolo insostituibile di conoscenza, confronto e valorizzazione; è una sorta di filo invisibile che lega le persone e genera conoscenza.

Chi si occupa di comunicazione sa, perfettamente, che gli eventi sono il modo migliore per apprendere nuovi concetti, sviluppare strumenti innovativi, riuscendo a stare al passo di un mondo in continua evoluzione e cambiamento.

Dall’ascolto, dalle relazioni e dalle nuove idee si crea un nuovo modo di pensare e di guardare, e questo porta, inevitabilmente, a crescere professionalmente. Proprio per tali motivi, noi di Ninja, vi segnaliamo un calendario di eventi da non perdere nei prossimi mesi.

1. Social Media Week

Milano, 23-27 Febbraio

Marketing 2015: gli eventi dei prossimi mesi che non devi assolutamente perdere!

È la settimana dedicata ai Social Media e ai loro risvolti sulla nostra vita quotidiana. Una piattaforma di dimensioni mondiali, che ha luogo contemporaneamente su cinque continenti. Quest’anno il concetto principale dell’evento sarà “Upwardly Mobile: The Rise Of The Connected Class”. Inoltre, tutti gli eventi della Social Media Week saranno seguiti in diretta dagli account ufficiali Facebook e Twitter e Instagram, utilizzando l’hashtag #SMWmilan.

2. China Connect Paris

Parigi, 5-6 marzo 2015

Evento unico che permette di entrare in contatto con i più importanti responsabili europei di marketing e digital marketing. Perché partecipare?
Per sviluppare le conoscenze digitali, connettersi con alcuni dei più ricercati professionisti in Cina ed esplorare nuove opportunità di business.

3. Ad Age Digital Conference

New York, 14-15 aprile 2015

Marketing 2015: gli eventi dei prossimi mesi che non devi assolutamente perdere!

Due giorni di domande, input ed idee. Dibattiti interessanti su ciò che realmente incide nel mondo del marketing. Chi parteciperà avrà modo, non solo di approfondire il ruolo dell’esperienza e della narrazione nell’ambito del consumo, ma anche di analizzare il fallimento come chiave di successo.

4. Summit Digital Marketing Conference

Londra, 29-30 aprile

Marketing 2015: gli eventi dei prossimi mesi che non devi assolutamente perdere!

Incontri con professionisti del settore ed innovatori, permetteranno di esplorare le ultime tendenze, imparando come ottenere risultati migliori e, facilmente, comprensibili grazie a programmi di marketing digitale.

5. Festival of Media Global

Roma, 10-12 maggio

Marketing 2015: gli eventi dei prossimi mesi che non devi assolutamente perdere!

Lanciato a Venezia nel 2007, il Festival è diventato il più importante forum di discussione per un settore in fase di profondo cambiamento strutturale.Riunisce temi come: contenuti di marca, pubblicità e social media.

6. Ad: Tech

San Francisco, 20-21 maggio 2015

Il paesaggio in rapida evoluzione porta con sé sfide e opportunità, le regole tradizionali vengono abbandonate ed i ruoli cambiano. Per tali motivi Ad:Tech crea un mix di incontri fatti di: marketing, tecnologia e media; il fine è trovare soluzioni giuste con operatori del settore, rimanendo al passo con le tendenze emergenti del mercato.

7. Cannes Lions

Cannes, 21-27 Giugno 2015

Marketing 2015: gli eventi dei prossimi mesi che non devi assolutamente perdere!

Festival della creatività: dedicato ai giovani talenti del settore. L’obiettivo è ispirare, educare e far crescere le giovani leve del settore, ma allo stesso tempo riconoscere che la crescita creativa è un processo continuo e inarrestabile, ecco perché l’apprendimento offerto è diversificato in base ad ogni fase della carriera.

E tu a quale vorresti partecipare?

Immigration law: sei consigli per avviare un’impresa in Cina

La Cina è un paese che sta vivendo una grande crescita economica, in grado di offrire grosse opportunità per i business man. Esempio evidente è il mercato cinese del lusso, che garantisce prospettive interessanti per chi vuole fare impresa.
La Cina sta concedendo alle maggiori aziende europee uno sbocco commerciale che nel corso dei prossimi anni continuerà a crescere costantemente. Basta pensare al mondo della cosmetica e dell’abbigliamento, che sembrano avere la priorità nelle intenzioni di acquisto e nelle preferenze del consumatore cinese, seguiti da accessori, orologi e gioielli. E’ stato stimato che entro il 2015 i consumatori cinesi rappresenteranno il secondo mercato mondiale per i beni di lusso dopo gli Stati Uniti, con un valore di ricavi annui pari a circa 20 miliardi di Euro.

LEGGI ANCHE: Cina, un mercato fashion da 19 milioni di dollari

Risultati alla mano, sembra che la Cina rappresenti la località migliore per realizzare nuovi modelli di business ma fate attenzione: non è tutto oro quel che luccica! Molti sono i cavilli legali cui bisogna attenersi se si decide di investire tempo e denaro in un paese che viene da un retaggio storico, culturale e politico totalmente diverso da quello nostrano. Sarà meglio tenere bene a mente questi sei semplici passaggi per evitare problemi con la nostra esportazione di business.

L’importanza del visto

È importante sapere che avere un visto adeguato al business che si decide di portare è una cosa essenziale. Le leggi in Cina, quest’anno, sono diventate molto severe con chi cerca di “arrivare” illegalmente. Non avere un visto idoneo può seriamente risultare problematico qualora vogliate fare un’esperienza lavorativa in questa terra affascinante.

Immigration law: le regole sono importanti

Fate attenzione alle regole se volete aprire una società. La Cina quest’anno sembra voler investire ancora di più nella ricerca di qualsiasi impresa cerchi di fare affari in modo illegale o scorretto. In particolare, sembra aver intensificato i controlli per le società irregolari provenienti dall’America e dal nostro vecchio continente. Dare lavoro ai cittadini cinesi non è la risposta migliore; la soluzione è sempre nella legalità. Se si vuole fare affari in questo paese, è necessario ottenere un permesso regolare o, ancora meglio, riuscire a conquistare la tanto ambita cittadinanza.

Lavoro in cina? Occhio alle tasse

La Cina ha notevolmente aumentato il suo potere nella raccolta fiscale. In particolare, ha intensificato i costi d’import/export delle merci; perciò se le vostre attività in Cina non sono in grado di realizzare un profitto sano, preparatevi a una dose massiccia di controlli. Se non disponete già di un buon ragioniere cinese, forse è il caso che ne otteniate uno al più presto.

Immigration law: non sottovalutare i contenziosi con i vostri dipendenti

Se avete dipendenti provenienti dal paese che vi ospita fate attenzione a come li trattate all’interno del posto di lavoro. L’impressione che molti hanno è che i dipendenti, difficilmente, citeranno in giudizio i propri datori di lavoro in caso di problemi, ma non è proprio così. Le imprese cinesi sono molto aggressive con la concorrenza, soprattutto con quella di stampo estero che viene a invadere il suo territorio lavorativo. Quindi, tenete bene a mente che se licenziate un vostro dipendente cinese senza averne una giusta causa, le possibilità di essere citati in giudizio sono molte.

Attenzione alla corruzione

La repressione della Cina in materia di corruzione, in particolare contro gli stranieri, è reale e non ha intenzione di diminuire con l’anno nuovo. Molti avvocati cinesi si sono resi conto dei vantaggi offerti agli “informatori” dal dipartimento della giustizia cinese. Fate attenzione a rispettare anche quei cavilli legali più nascosti: siete sicuri che nessuno dei vostri dipendenti vi volterà le spalle per un mucchio di dollari di ricompensa?

Ma le truffe sono sempre dietro l’angolo

Il numero di truffe nei confronti di società estere sta aumentando e sembra farlo sempre di più. Armatevi per bene di un piano lavorativo efficace prima di approdare in Cina.

Perciò, qualora la vostra intenzione fosse quella di spostarvi in questo splendido paese per lavoro, è meglio che v’informiate bene sulla politica e sulle leggi del posto. Una volta fatto questo non vi resterà altro che lanciarvi nella “missione Cina” armati di pazienza, tenacia e una buona dose di fortuna!

Il Social Media Marketing nel 2015 in 5 punti

Abbiamo appena cominciato il 2015 e gli operatori del settore sono tutti pronti a scommettere che sarà l’anno della definitiva consacrazione dei social networkcome strumento di business, da integrare ad un strategia di marketing più ampia e complessa.

Mentre Facebook continua la sua ascesa inarrestabile, nel corso degli ultimi mesi si è registrata l’avanzata di altri social  meno generalisti e che, con ogni probabilità, sono quelli che traineranno il settore verso il prossimo livello.

Piattaforme come Instagram e Pinterest hanno saputo intercettare e nutrire il boom del visual per raggiungere sempre più utenti, crescendo in maniera vertiginosa, ma anche un social più “serio” come LinkedIn è riuscito a conquistare una fetta di utenti sempre più ampia, formata soprattutto da aziende e liberi professionisti, a dimostrazione del fatto che non contano solo i gattini e i selfie.

Visto che il mese di gennaio è storicamente dedicato ai bilanci e alle previsioni per il futuro prossimo, ho pensato di cimentarmi anche io in questo giochetto, elencando quelli che sono, a mio avviso, gli elementi che concorreranno a rendere il 2015 l’anno dell’affermazione professionale dei social network.

Iniziamo.

Soldi, soldi, soldi!

Al bando gli imprenditori – o presunti tali – che hanno fatto della frase “Ma se i social network sono gratis perché devo pagare per promuovere l’azienda” il loro canto di battaglia e che, così facendo, si sono scavati la fossa da soli.

Il 2014 ha confermato l’aumento degli investimenti in pubblicità sul web a discapito dei media tradizionali, un trend, questo, destinato a crescere sempre di più, spazzando via anche quegli ultimi residui di incertezza riguardo il ROI, il famoso Return on Investiment che le aziende hanno cercato di calcolare seguendo dei complessi calcoli matematici e statistici, invano.

Infatti, pare che abbiano finalmente compreso che investire in ads sui Social Network, con Facebook in testa, non vuol dire solo vendere un prodotto o un servizio a un pubblico sempre più targetizzato, ma costruire una relazione con un utente, che non può esaurirsi al momento della conversione.

I social network sono fondamentali nella costruzione della presenza di un brand sul web, e investire in ads comporta un aumento della reputazione e dell’autorevolezza, che non può essere comprata a “tanto al like”.

Nel corso del 2015 vedremo, di conseguenza, un aumento considerevole dei budget messi a disposizione dalle aziende per pubblicità e promozione sui social. Lo hanno capito tutti, non a caso Twitter, Pinterest e Instagram si sono attrezzati per migliorare il servizio di gestione delle inserzioni.

Mandami un messaggio

A volte gli strumenti più semplici sono quelli più efficaci; è il caso di WhatsApp e degli altri servizi di messaggistica istantanea, che non sono altro che l’evoluzione in chiave digital del vecchio SMS, che oggi non usa più nessuno. Sfruttare la connessione dati per inviare messaggi ai propri contatti in maniera gratuita è stata un’idea tanto banale quanto geniale, e non è un caso che Mark Zuckerberg abbia messo mano al portafoglio (azionario) per acquistare l’app che oggi conta circa 700 milioni di utenti attivi in tutto il mondo.

Perché la messaggistica istantanea rappresenta il futuro prossimo dei social media? Perché sfrutta uno strumento del quale, volendo o nolendo, non possiamo proprio fare a meno: lo smartphone.

Ricevere un contenuto direttamente sul dispositivo che stringiamo tra le mani è il modo migliore, oggi, per fare social media marketing, perché ha tre caratteristiche fondamentali: è immediato, è facilmente archiviabile, ed è gratuito (o quasi).

Sono pronto a scommettere che in tempi rapidi WhatsApp & Co. affiancheranno la tradizionale newsletter per la diffusione di contenuti promozionali e di valore, e i plugin che consentono di inviare un articolo attraverso un semplice click vanno proprio in questa direzione.

Social Commerce

Ne ho parlato in un precedente articolo qui su Ninja, e credo valga la pena soffermarmi ancora un po’ sull’argomento. L’e-commerce naviga a vele spiegate verso un futuro molto florido, a patto che lo si faccia con criterio e innovazione, e i social network hanno un ruolo centrale in questo processo. Consentire all’utente di poter percorrere l’intero customer journey senza mai lasciare la piattaforma “amica”, che ha imparato a conoscere e della quale si fida, è la chiave di volta, e di svolta, di un settore che nel nostro Paese ha sempre sofferto di problemi tecnologici da una parte e culturali dall’altra.
Il tasto Buy su Facebook, Twitter e Tumblr, oltre ai Promoted Pin su Pinterest, vanno tutti in questa direzione. Se vuoi approfondire il tema, ti consiglio di leggere l’articolo pubblicato qualche settimana fa.

LEGGI ANCHE: Come sfruttare i diversi social network per il vostro e-commerce

Customer Care

L’assistenza clienti è il punto dolente di quasi tutte le aziende del mondo, anche di quelle più quotate e conosciute, perché porta con sé tutta una serie di complicazioni tecniche, strutturali e professionali che non possono essere sottovalutate. I social media possono alleviare queste pene, sia per l’operatore che per l’utente/consumatore, integrando a quello tradizionale un canale dedicato al customer care via Twitter, Facebook o WhatsApp.

I vantaggi sono facilmente individuabili, e vanno dall’abbattimento dei costi di gestione alla velocità di esecuzione, dalla formazione del personale alla riduzione dei tempi di attesa da parte del cliente, che non sarà costretto ad ascoltare le musichette del centralino e restare in attesa per un tempo indefinibile. Molto meglio mandare un DM su Twitter in 40 secondi e lasciare che sia il tintinnio della notifica dello smartphone a informarti dell’avvenuta risposta, senza dover sacrificare tempo prezioso da dedicare ad attività più produttive.

Toglietevi dalla mente che il customer care sia un problema riguardante solo le big, quelle con migliaia e migliaia di clienti, perché non è così. Ogni realtà produttiva ha dei clienti che potrebbero, prima o poi, necessitare di un intervento per risolvere un problema specifico. Attivare una linea di comunicazione via social network è l’unica via per non restare tagliati fuori dai giochi.

Verticalità delle piattaforme

Nessun social network può permettersi di restare sempre uguale a sé stesso, senza evolversi mai, perché con il passare del tempo l’utente matura e necessita di nuove funzioni. I social generalisti, quelli che con il tempo si sono trasformati in aggregatori di contenuti, come Facebook, cresceranno molto meno, in proporzione, rispetto a quelli più verticali, che comportano una fruizione dei contenuti più attenta e mirata. LinkedIn per il B2B, Pinterest per l’e-commerce, Twitter per l’editoria, Google + per le attività locali, turismo e ristorazione in testa, nel 2015 vedremo uno sviluppo in verticale delle piattaforme, che avrà come principale effetto positivo la possibilità di individuare chiaramente dove investire e perché. Mica male?

LEGGI ANCHE: I ninja propositi social per il 2015

Quello che ho delineato è un possibile scenario di ciò che accadrà nel corso del 2015 nel settore del Social Media Marketing. Sarà davvero così? Lo scopriremo solo vivendo…

ANIMAlità in mostra negli oggetti di design alla Triennale di Milano

Elena Salmistrano Animalità Triennale

Dieci designer internazionali: Sam Baron, Matteo Cibic, Gam Fratesi, Jaime Hayon, Sebastian Herkner, Lanzavecchia+Wai, Minale-Maeda, Elena Salmistraro, Ionna Vautrin, Nika Zupanc sono stati inviatati a creare una loro opera inedita per l’esposizione ANIMAlità che ha aperto questa settimana alla Triennale di Milano (e che sarà visitabile fino al 22 febbraio 2015).

L’intento del lavoro, curato da Silvana Annichiarico, è esplorare il rapporto tra i nomi e le forme degli oggetti di design, in particolare in questa occasione sul tema dell’animalità (come concetto letterale e metaforico) vista sotto forma di elementi che abitano insieme a noi gli spazi abitativi.

Il progetto di Elena Salmistraro:

Elena Salmistraro Animalità Triennale

Animalità nel senso di animale ma anche di “anima”. L’insieme delle creazioni in mostra introduce il visitatore in una selva di esseri fantastici, figure apotropaiche (che allontanano influssi negativi), oggetti più che ornamentali (come tanti di quelli che ormai ci fanno compagnia nelle nostre case) oggetti con cui ci relazioniamo in maniera affettiva e non funzionale.

Progetto e opere di Ionna Vautrin:

Ionna Vautrin Animalità Triennale Milano

Ionna Vautrin Animalità Triennale Milano

Un viaggio in questa particolare dimensione del rapporto natura/cultura realizzato in collaborazione con il laboratorio ceramico veneto Bosa, azienda trevigiana che esporta in tutto il mondo le sue raffinate ceramiche con lavorazioni esclusive.

Opere di Matteo Cibic:
Matteo Cibic Animalità Triennale Milano

Opere di Lanzavecchia/Wai:
Lanzavecchia+Wai Animalità Triennale Milano

Opere di Sam Baron:
Sam Baron Animalità Triennale Milano

Le differenze tra le persone di successo e quelle di grande successo


Sin da piccoli siamo stati istruiti per diventare, un giorno, persone di successo. Ci hanno riempito la testa di raccomandazioni: studia, lavora sodo, impara più che puoi, fatti onore. Sono certamente insegnamenti che ci hanno reso più forti e per certi versi ci hanno portato a sopportare orari e mole di lavoro e di stress tali da pensare che sia questa la giusta chiave del successo.

A molti di noi ci sarà sicuramente capitato di pensare: “non vedo l’ora che finiscano le vacanze per tornare ai miei ritmi”. Nulla di sbagliato se si vuol diventare una persona di successo come tanti, ma siamo sicuri che sia l’approccio giusto? Di seguito troveremo cinque dei miti da sfatare, se invece volessimo diventare un giorno persone di grande successo.

Mito n°1: Le persone di successo dicono, “se ho spazio in agenda posso farlo”

La verità non è affatto questa, le persone di grande successo infatti sono assurdamente selettive. Come ricorda il più volte da me citato Warren Buffett: “la differenza tra persone di successo e quelle di grande successo è che quest’ultime dicono di no quasi a tutto”. Questo non significa che bisogna dire di no a casaccio ma che ogni singola scelta che prenderemo deve essere strategicamente pianificata affinché porti a qualcosa di buono.

Capita spesso che le persone di grande successo decidano di sbarazzarsi non solo delle perdite di tempo, ma spesso sono disposti a tralasciare le opportunità più formidabili. Questo è un principio molto difficile da accettare ma è anche quello che fa la differenza tra una persona di successo e una di grande successo.

Mito n°2: Le persone di successo dormono quattro ore al giorno

La verità? Le persone di grande successo riposano in modo che possano essere sempre al massimo delle loro prestazioni. In uno studio di K. Anderson Ericsson, noto psicologo americano, dal titolo “The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance” si fa chiarezza su come il riposo incida sulle performance. Nel saggio infatti lo psicologo esamina un gruppo di violinisti, i quali avevano cominciato a suonare il violino a 5 anni, tutti sembravano piuttosto portati per lo strumento e tutti, da bambini, vi si dedicavano approssimativamente per lo stesso tempo.

Ma a 8 anni di età, il tempo dedicato a esercitarsi variava. Il primo aspetto quindi era lo studio, l’esercitazione. Ericsson prosegue dicendo che dal suo studio emergeva come il secondo fattore più significativo fosse il riposo, infatti tra i più talentuosi dei violinisti quelli che spiccavano maggiormente erano coloro che dormivano in media 8,6 ore al giorno.


Mito n°3: Le persone di successo pensano al gioco come ad una perdita di tempo

La verità è che le persone di grande successo vedono il gioco come parte essenziale per la crescita della loro creatività. Basti pensare a Ken Robinson, educatore e scrittore britannico, che ha fatto di tutto affinché nelle scuole il gioco non venga mai trascurato. Egli infatti ha dimostrato che invece di incrementare la creatività attraverso il gioco, le scuole in realtà lo uccidano, queste le sue parole a riguardo: “We have sold ourselves into a fast-food model of education, and it’s impoverishing our spirit and our energies as much as fast food is depleting our physical bodies. Imagination is the source of every form of human achievement.”

Mito n°4: Le persone di successo sono le prime a dare una risposta

La realtà è che le persone di grande successo sono dei grandi ascoltatori. Alle università, ai meeting e ormai dappertutto si da peso a quanto velocemente una persona sia in grado di rispondere alle domande che gli vengono poste, dimenticandosi che le persone con grande potenziale molto spesso necessitano dei particolari, detti e non, che emergono in una discussione. Il vero successo può nascere soltanto da una prima lunga fase di ascolto.

Mito n°5: Le persone di successo si concentrano su ciò che fa la concorrenza

La verità è che le persone di grande successo si concentrano su ciò che sanno fare meglio per ottenere man mano risultati migliori. Troppo spesso è accaduto che leader di “successo” si siano affacciati alla finestra della concorrenza per vedere le mosse che questa faceva, non pensando invece al potenziale di idee che sarebbero potute nascere dalle loro menti.

I miti di cui abbiamo discusso sono guidati dalla mente della cultura moderna, quella dei leader del “tutto e subito”, della ricchezza e della popolarità; la mente di chi ha pensato che sia la quantità del lavoro e non la qualità a renderli persone di successo.

Marketing: 9 errori che fanno tutti (o quasi)

marketing errori comuni

Qualcuno potrà farti notare che l’impatto dei social network abbia indiscutibilmente rivoluzionato il modo di fare marketing e approcciarsi ai clienti. In parte è così, non fosse altro per l’incredibile produzione di termini coniati per esprimere “nuovi” concetti: pensa a buzzword, engagement, virale, follower, hashtag e la lista continua.

Dal 2006 a oggi ti sei dovuto sorbire una quantità infinita di teorie contrastanti fra di loro sul marketing, che ad un certo punto (e lo sappiamo che è così) hai detto: “Basta, ora faccio come mi pare”. E hai dimenticato, checché se ne dica, che il cliente ha sempre ragione, sebbene (pare) sia cambiato tutto.

Il consumatore medio, nel 2015, ha tutti gli strumenti per capire se stai cercando di trattarlo come uno sprovveduto. Sa che l’internet serve per fare pubblicità, sa che su Twitter e su Facebook può lamentarsi di un tuo disservizio, addirittura capisce che se la tua pagina fan ha 167.998 “mi piace” e 5 commenti in totale da quando anche tu hai stretto un patto con Mark Zuckerberg, allora c’è qualcosa che non gli torna. E ti snobba. Non ti guarda più. E fa bene.

Forse è proprio per questo che Mashable, interrogando alcuni giovani imprenditori allo Young Entrepreneur Council ha raccolto quelli che sono i 9 errori più comuni su cui i marketer continuano a incappare, pensando che dopotutto, gli utenti-clienti siano avulsi da qualsivoglia contesto. E invece no: loro fanno proprio parte del tuo ecosistema.

marketing hashtag

Eccoli qui, tutti e 9. Stampa questa lista e distribuiscila tra tutti i tuoi collaboratori, indipendentemente dal loro ufficio, che tua sia una startup o un’azienda consolidata.

#1 Abusare degli hashtag

Non #trovi #che sia #quasi #fastidioso apporre un #barré accanto a #tutte #le #parole che ti #possano #venire in #mente per #diffondere il #tuo #contenuto su #instagram e #twitter o se sei #audace, anche su #facebook?

#2 Ignorare i tuoi follower

Vergogna, sono lì per te! Hai una pagina fan, hai un profilo Twitter, uno Pinterest, uno Instagram, uno Vine, uno Youtube, uno Google Plus, insomma sei ovunque (ma perché, poi?). Pubblichi contenuto prettamente autoreferenziale e ti chiedi:” Ma com’è che la pagina di Coca Cola ha così tanto successo?

marketing caramelle

#3 Comprare follower

Orrore, orrore, brutto, cacca, pupù. Non si fa! Non puoi comprare follower come se fossero caramelle! Oltre ad essere un pessimo biglietto da visita, è una tecnica obsoleta, anacronistica, demodè, in controtendenza rispetto a quello che sanno anche i muri: i clienti vanno conquistati.

Non giocare a chi ce l’ha più grosso con i tuoi competitor, che tanto perdi in partenza e i tuoi clienti o potenziali, capiscono che c’è qualcosa che non va, se a fronte di un numero spropositato di estimatori del tuo brand, c’è uno scarsissimo coinvolgimento.

#4 Sforzarsi di essere quello che non si è

Non predicare l’amore, non fare il green a tutti i costi, non usare termini da giovane, se i tuoi valori non sono quelli attesi dal mondo esterno. Non cercare di stupire i tuoi clienti camuffandoti per compiacere i loro gusti. Da te si aspettano una cosa sola: un rapporto di fiducia.

#5 Voglio essere virale, virale, virale e conquistare il mondo

Ahahah! Ahhh! Ahhha. Fammi capire un po’. Tra gli obiettivi della tua presunta strategia di social media marketing compare davvero “essere virale”? Stai per caso cercando di dire che vuoi renderti simpatico a tutti i costi, pubblicando foto di scimpanzé che si abbracciano con copy come “L’amore è per sempre”? Uhm.

#6 Un ufficio Digital PR a tutti i costi

Hai presente quanto costi avvalersi del servizio delle digital PR? E poi, i miracoli non li fa nessuno. Inizia a costruire una solida rete di relazioni personali. Ispira fiducia, autorevolezza e credibilità alimentando la tua community con contenuti originali. Se piaci, se risulti affidabile la promozione viene da sé,  ça va sans dire.

#7 Preoccuparsi troppo dei copioni

Va bene confrontarsi col mercato. Va bene verificare che cosa stanno facendo i competitor, ma ricorda che se perdi tempo a preoccuparti che qualcuno possa copirarti, stai semplicemente investendo male il tuo tempo.

#8 Affidarsi a Facebook advertising senza avere una strategia

John Rampton, di Host ha speso un sacco di soldi in pubblicità su Facebook e dice che su un totale di 100 aziende, il 70% non ha incrementato alcun profitto, il 10% ha fatto il botto e il restante 20% ha raggiunto il break-even. Nel suo intervento, incalza e ti chiede: “Ehi, amico, in quale percentuale vuole essere?”

Già e consiglia di considerare di mettere a budget tra i 500 e i 1000 dollari, da investire in un lasso di tempo di una settimana, per…sperimentare e capire che tipo di andamento abbia la tua campagna, a seconda del giorno.

#9 Non fare test sulle campagne pubblicitarie

Perché dovresti spendere una cifra esagerata in pubblicità, senza averne verificato il riscontro? Perché la tua campagna ha un prodotto un CTR basso? Hai monitorato il comportamento dei tuoi utenti?

Ma come non erano 9 gli errori? Si, ma Mashable è stato troppo buono. Per questo mi sembrava giusto aggiungerne qualcuno.

#10 Pensare troppo in grande

Non fare il passo più lungo della gamba. Tuo nonno aveva ragione. Pensaci. Sei sconosciuto, nessuno sa chi sei. Vuoi creare brand identity e ti è venuta in mente un’operazione di guerrilla marketing: introdurre una limousine con 2 modelle semi-svestite, che distribuiscono portachiavi col nome della tua azienda proprio nel parcheggio affollato di un grosso centro commerciale  in periodo di saldi.

Wow, che ideona.

#11 Promettere l’eccellenza, quando non la si ha

Questo è il più imbarazzante errore di percezione di se stessi. Se non ci sono evidenze inconfutabili circa la perfezione, l’eccellenza e l’unicità dei servizi che offriamo, allora facciamo un passo indietro.

Chi si loda, s’imbroda, diceva sempre mio nonno!

Con Will You, Tiffany & Co. dice sì alle unioni gay

Dici Tiffany e subito pensi a preziose scatolette blu, colazioni e attrici icone della femminilità. Tutto qui? Non proprio. O almeno non più.

Si perchè Tiffany ha iniziato il nuovo anno in maniera eclatante, stupendo tutti con una nuova campagna che strizza l’occhio al target che non ti aspetti: le coppie gay in procinto di sposarsi.

I testimonial della campagna Will You? sono coppie reali, immortalate nel momento della fatidica proposta. Vuoi sposarmi? Certo amore, ma lo voglio ancora di più se me lo chiedi porgendomi un gioiello Tiffani & Co.

Niente di nuovo fin qui, se non fosse che tra le 7 coppie scelte ci sono due ragazzi americani intenti a coccolarsi sulle scale della loro casa a New York (qui le altre immagini).

Un approccio moderno all’amore che (come previsto?) ha portato il brand al centro di una discussione senza fine. Diversi brand hanno proposto la medesima tematica, scegliendo testimonial gay. Tffany & Co. ha deciso di farlo in maniera molto naturale, senza alzare troppo i toni, parlando della cosa più naturale del mondo: l’amore.

Un nuovo approccio all’idea di coppia che (forte anche di un mercato in continua espansione) non poteva prescindere dalle diverse maniere di interpretare gli affetti. E che sul web è diventato subito virale.

Lo spot Tiffany

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Se già CheeriosFindus e Chevrolet erano finiti sulle nostre pagine per aver affrontato gli stessi temi, siamo oggi al cospetto di una vera e propria icona dei brand del lusso che volta pagina e parla in maniera chiara: ormai la strada che porta al matrimonio non è più lineare – afferma Linda Buckley, portavoce di Tiffany – e l’amore può capitare in una moltitudine di forme. Perchè quindi non presidiare anche questa fetta di mercato, aggiungiamo noi?

In Italia la campagna è stata aspramente criticata da alcuni parlamentari di Ncd (“Contraddice l’identità del nostro Paese”), negli Stati Uniti è stata lodata, tra gli altri, da Miley Cyrus.

A voi scegliere con chi schierarvi. Noi intanto registriamo un nuovo passo avanti nella rottura di un taboo fuori dal tempo.

Da oggi, siamo pronti a scommetterci,  le colazioni da Tiffany saranno un po’ più affollate.

Possiamo creare una billion dollar company in Europa? Parliamone al MailUp Investor Day

Dopo il successo del primo incontro, torna il MailUp Investor Day, l’evento riservato alla comunità di amici e di investitori di MailUp, società tecnologica con sede in Italia e negli USA.

Il prossimo MailUp Investor Day, aperto al pubblico previa registrazione gratuita, si terrà mercoledì 21 gennaio presso il Politecnico di Milano (sede di via Durando) dalle 17.30 alle 19.30.

Il tema del secondo appuntamento è Possiamo creare una “billion dollar company” in Europa? e il dibattito sarà incentrato sull’esperienza di Franck Le Ouay, co-fondatore di Criteo, l’ex startup francese, quotata ora su NASDAQ.

L’evento si aprirà con un’introduzione di Andrea Rangone, professore ordinario di Business Strategy ed E-business presso il Politecnico di Milano, seguito da Nazzareno Gorni, CEO di MailUp e Nico Sica, partner di MailUp, che ripercorreranno i principali eventi dell’anno appena trascorso e a daranno una panoramica dell’anno che verrà.

Alle 18:30 comincerà lo speech di Franck Le Ouay che condividerà con noi la sua storia imprenditoriale di successo. Frank ha fondato Criteo nel 2004, una società che oggi è leader mondiale nel settore della pubblicità online. Criteo ha più di 1000 dipendenti, opera in più di 100 paesi e ha un fatturato annuo superiore a 800 milioni di dollari. Non mancherà il tempo per una sessione di Q&A.

Per partecipare basta registrarsi all’evento!

I MailUp Investor Day sono una serie di eventi organizzati da MailUp in seguito alla quotazione in borsa, concepiti come un momento dedicato alla comunità di investitori, partner e stakeholder per presentare i risultati dell’azienda e proporre un dibattito culturale su un tema di interesse imprenditoriale.

Partecipano imprenditori e professionisti del settore, ma l’invito è aperto a tutta la community dei professionisti del marketing digitale che possono essere interessati a seguire l’avventura di MailUp e il dibattito che farà da collante dell’evento.