La prossima rivoluzione Apple? Si chiama iBeacon

Apple sembra credere fortemente in iBeacon, un nuovo protocollo tecnologico che può rivoluzionare, ancora una volta, il modo di utilizzare i propri device. Curiosi? Vediamo insieme di cosa si tratta!

Andrea Pitturru

Digital Marketing and Communication @Magneti Marelli

La prossima rivoluzione di Apple? Si chiama iBeacon

Durante la presentazione di iOS7, avvenuta durante l’ultima edizione della WWDC, Apple ha presentato quasi in sordina una delle tante novità incluse in iOS7: iBeacon.

iBeacon è un protocollo che permette ad uno smartphone dotato di tecnologia Bluetooth (a partire dalla versione 4.0, conosciuta anche come Bluetooth LE, caratterizzata da un basso consumo di energia) di effettuare delle comunicazioni con altri dispositivi/ricevitori a corto raggio, gli iBeacons. Il tutto si basa quindi su una tecnologia inclusa in un qualsiasi smartphone più o meno recente senza la necessità di utilizzare chip aggiuntivi, come l’NFC, mai incluso in un device Apple (mentre il Bluetooth 4.0 è incluso dall’iPhone 4S).

Si può insomma pensare ad iBeacon, decisamente semplificando, come ad sistema in grado di funzionare con estrema precisione anche all’interno di un edificio (è in grado di capire dove ci si trovi, addirittura se si è posizionati davanti ad un determinato oggetto). Il tutto consumando una frazione di batteria rispetto al GPS, che non è altrettanto preciso (misurando latitudine e longitudine) e garantendo nuove possibilità, commerciali e non solo, per offerte ed addirittura pagamenti (Paypal ha creato infatti Beacon, un sistema che permette di effettuare pagamenti in sicurezza via Bluetooth).

La prossima rivoluzione di Apple? Si chiama iBeacon

Negli stati Uniti, è stata Macy’s la prima catena che ha cominciato ad utilizzare iBeacon nei propri negozi di New York e San Francisco, per attività di marketing legate ai propri prodotti.

La più grande caratteristica di iBeacon, che li rende un ottimo supporto commerciale, è infatti quella di essere un protocollo “passivo“: è realizzato affinché le comunicazioni tra smartphone ed iBeacons avvengano in background, rendendo il contenuto immediatamente disponibile appena il device viene sbloccato dall’utente. Un concetto sicuramente differente rispetto ad altre tecnologie come l’NFC, che richiede un’azione “attiva” e volontaria di utilizzo del device per la ricezione delle informazioni da parte dell’utente. Differente è anche il raggio di azione: iBeacon tecnicamente ha una portata fino a 50 metri (il raggio di azione del Bluetooth), NFC solamente di (circa) 20cm.

La prossima rivoluzione di Apple? Si chiama iBeacon

Photo credits by gigaom.com

Anche Apple stessa ha iniziato ad usare, a partire da Dicembre, iBeacons nei propri Store statunitensi. Come mostrato da 9to5mac.com infatti, l’applicazione ufficiale Apple Store si è aggiornata portando il pieno supporto agli iBeacons, utilizzati per la prima volta nell’Apple Store della 5th avenue a Manhattan ed in estensione anche a tutti i 254 Apple Store americani. Per l’Europa, si parla di una graduale introduzione a partire dai prossimi mesi.

La prossima rivoluzione di Apple? Si chiama iBeacon

Photo credits by 9to5mac.com

Nelle intenzioni di Apple, numerosi saranno i vantaggi disponibili per i clienti: avvicinandosi allo Store, si potranno ricevere aggiornamenti sull’avanzamento degli ordini con ritiro nello Store stesso, oppure notifiche relative all’appuntamento con il Genius Bar. Testando i nuovi iPhone, chi ha acquistato il terminale in abbonamento verrà informato se è possibile passare ad un nuovo modello, oppure quanto è valutato il proprio device. Avvicinandosi agli accessori, l’utente potrà sapere quali sono quelli compatibili con il device in suo possesso.

Il tutto quindi, mantenendo semplicemente il Bluetooth acceso ed avendo una app (in questo caso quella ufficiale di Apple) che sia in grado di dialogare con l’intero sistema di comunicazioni “wireless”: il tutto per offrire informazioni già pronte ed il più possibile pertinenti non appena il cliente deciderà di usare il proprio smartphone.

Insomma, stiamo parlando di una tecnologia ancora in fase di sviluppo, che ha iniziato la sua fase più delicata: quella di uscire allo scoperto e dimostrare le sue potenzialità, rimettendosi al giudizio del grande pubblico. Il rifiuto infatti di Apple di utilizzare tecnologie già di ampia diffusione quali l’NFC (diffusissima sui terminali Android anche di medio/bassa fascia), può trovare una spiegazione proprio in iBeacon: perchè utilizzare altri chip, quando è già utilizzabile (semplicemente) il Bluetooth?

Oltre alle caratteristiche commerciali di iBeacon, ci sono moltissime altre applicazioni possibili. Basti pensare ad un esempio pratico, sempre targato Apple: la configurazione di una Apple TV di terza generazione via iPhone o iPad (con iBeacon ed iOS7).

La prossima rivoluzione di Apple? Si chiama iBeacon

Semplicemente con il Bluetooth acceso e digitando la password del proprio Apple ID (e con i nuovi iPhone 5S dotati di Touch ID, soltanto appoggiando il polpastrello), Apple TV si configura con le preferenze di Wifi, lingua ed accesso all’iTunes Store. Il tutto in pochissimi istanti e senza configurazioni aggiuntive.

Ma seguendo questo principio, basterebbe un aggiornamento software per permettere a molti altri oggetti dotati di Bluetooth di utilizzare iBeacon: configurare il proprio televisore con le impostazioni ed i canali preferiti, utilizzare il proprio smartphone come second screen in tempo reale, attivare o disattivare l’allarme di casa a seconda a seconda di dove ci si trovi (o utilizzare altri oggetti della domotica)… insomma, le possibilità sono potenzialmente infinite. E a quel punto può sorgere un’altra domanda: serve davvero l’NFC?

Photo credits by 9to5mac.com

Di sicuro Apple, con i suoi 200 milioni di iDevices che contengono Bluetooth 4.0, potrebbe rendere iBeacon un vero e proprio successo.

E voi che cosa ne pensate? Trovate tutto questo potenzialmente interessante per vari ambiti, e per quali? Scrivetelo, come sempre, nei commenti!