Ninja social oroscopo dal 19 al 25 giugno

 

Cari guerrieri, questa settimana ci sarà da combattere con gli astri che come ninja si sposteranno nell’ombra ad una velocità imopercettibile all’occhio umano da un segno ad un altro non appena vi volterete.

Così il Sole passerà da Gemelli a Cancro, Venere da Toro a Gemelli e Mercurio da Cancro a Gemelli con una mossa inattesa all’indietro.

Accadrà quindi che non potrete evitare di sciogliervi davanti alla flirtante loquacità di Gemelli, Bilancia ed Acquario.

I Cancro mostreranno una ritrovata vitalità, i Pesci si lamenteranno senza sosta accompagnati dai Leone anche se non avranno più molte sfighe cui attaccarsi.

Come negli ultimi metri di una staffetta massacrante con premio la promozione vedremo combattere Capricorno e Scorpione… chi vincerà??

Se cercate un Sagittario lo troverete sul divano con una vaschetta di gelato.

Gli Ariete ed i Toro pianificheranno la rinascita pronti ad ogni fatica.

Ai Vergine invece non fate domande… per non ricevere imbarazzanti e scottanti confessioni in risposta!

Buona settimana a tutti…

Professionisti del web: le aziende li cercano, fatevi trovare

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Abbiamo visto ieri che in Italia c’è carenza di figure professionali specifiche e che, stando ai dati statistici, le figure professionali più ricercate e allo stesso tempo più difficili da trovare sono quelle dei programmatori senior, dei social media marker e degli esperti in amministrazione e finanza, situazione che favorisce l’emigrazione di imprese che cercano candidati da assumere all’estero.

Chi lavora sul web sa bene che non ci sono professioni ben chiare e distinte, ma attitudini e professionalità da implementare ed aggiornare continuamente, ecco perché abbiamo deciso di approfondire meglio il discorso.

L’importanza della comunicazione nell’era digitale: focus sul web marketing

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Il web marketing è in continuo cambiamento, di pari passo con l’evoluzione di internet, e nuove professioni nascono e si sviluppano velocemente da un anno all’altro. Spesso le professioni si sovrappongono tra loro per via delle molte competenze in comune. Nonostante ciò possiamo quantificare a livello mondiale il salario medio di chi lavora sul web, scoprire le differenze tra paese e paese, le differenze di genere e in base all’età.

L’infografica di Spadariconsulting è stata sviluppata utilizzando i dati del Survey 2014 di Moz, una delle maggiori autorità mondiali per quanto riguarda il web marketing.

Il salario medio a livello mondiale di chi lavora nel settore del web marketing è di 65.766$. Possiamo inquadrare le molteplici possibilità di impiego in tre macro categorie: dipendente al’interno di un’azienda, in una web agency o come consulente freelance.

I Paesi in cui i professionisti del web guadagnano di più

Scendendo nel dettaglio scopriamo che il paese dove si guadagna di più è l’Australia, con 83.592 $, Seguita da Stati Uniti e Canada, dove si superano abbondantemente i 70 k l’anno. Molto dietro i paesi del mediterraneo, fanalino di coda è l’India con 26.764$. Per l’Italia non c’è una massa di dati tale da arrivare a conclusioni statistiche ma possiamo prendere come riferimento la Spagna, paese a noi molto simile, che si attesta sui 43.291$ l’anno. Influisce sulla mancanza di dati la generale tendenza italiana nel non riconoscere ai lavoratori del web la giusta rilevanza. Questa dinamica, lamentata continuamente sulla rete dagli operatori di settore, porta inevitabilmente a lavoro nero, o comunque precario e perlopiù sottopagato.

Per la professionalizzazione, conta più l’esperienza che la scuola

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Altra conclusione a cui possiamo arrivare dai dati, è che il livello di esperienza influisce maggiormente sul livello del salario rispetto al livello di educazione. Si tratta di un settore dove riveste molta importanza l’esperienza pratica e il learning by doing rispetto alla conoscenza teorica della materia. Un’altra spiegazione può essere la carenza di offerta di corsi di formazione qualificati a livello scolastico e universitario. Quindi fondamentale è l’esperienza. Il salario medio di chi ha meno di un anno di esperienza è di 33.078$, di chi ha 2-3 anni di esperienza è 47.431$, di chi ha 5-10 anni di esperienza è 86.253$, di chi ha più di 10 anni di esperienza è 123.403$.


I dati sui salari evidenziano anche una differenza di genere. Il salario medio di un uomo è di 68.785$, mentre quello di una donna è di 57.438$. Ci sono quindi più di 10.000$ di differenza, sebbene anno dopo anno il gap si stia gradualmente assottigliando.

Quali sono le competenze più richieste


I più pagati sono comunque gli ingegneri, o comunque gli architetti del web, con quasi 100.000$ l’anno, passando per chi fa analisi e marketing puro (seo, sem, content,) per arrivare agli “operai” del web, i web designer, che si attestano sui 47.962$. Questo a livello mondiale.

Come già detto in precedenza la situazione in Italia non è proprio rosea e rispecchia in parte il panorama sociale e lavorativo italiano, con indubbie differenze date dalla vivacità di un settore in continua evoluzione.

BuzzTale, lo storytelling entra in azienda

Ma chi l’ha detto che il lavoro dev’essere per forza noioso? Dove sta scritto che riunioni e meeting non possano sfruttare i nuovi modi di comunicazione per rendersi più appetibili per chi vi lavora all’interno e per chi li osserva da fuori?

In Lettonia, c’è un incubatore di idee dal nome eeglo business lab dove è nato il progetto BuzzTale, che ha come obiettivo lo storytelling lavorativo.

Come dicono in modo diretto e molto chiaro, BuzzTale vuole trasformare gli impiegati in narratori di storie che illustrino le attività della propria azienda.

Perché mai, si sono chiesti, la comunicazione che avviene a lavoro deve essere grigia, piatta, noiosissima e quella che ogni giorno facciamo privatamente – a volte senza neppure accorgercene – è colorata e varia quanto lo possono essere i mezzi social che usiamo?

Grazie all’app per cellulari – disponibile sia su App Store che su Google Play – sarà possibile monitorare la riunione dal vivo con tanti occhi quanti sono i dispositivi in sala; e con la versione per computer si avrà un monitor generale che aggiornerà la presentazione con tutte le foto, i post e i tweet realizzati dai presenti.

Il software lettone, essenziale nell’aspetto e di immediato utilizzo, rende divertente il racconto delle attività lavorative, ottenendo così un doppio risultato: creare un gruppo di lavoro appassionato e affiatato che contribuisca a far crescere il rumore intorno alle attività della propria compagnia e, secondo ma forse anche più importante, farsi vedere dall’esterno come una realtà forte e vincente.

Sul sito sono disponibili alcuni esempi di come si possa raccontare la propria vita lavorativa: dalla cronaca una tantum di un meeting event, al progetto a lungo respiro con l’utilizzo di BuzzTale come fosse un diario di bordo condiviso, alla classica cena aziendale di fine anno, prima delle meritate vacanze estive.

Ad oggi già tre grandi compagnie si servono di BuzzTale per raccontare la propria realtà: Tele2, Management Events e Up. Quest’ultima, la più grande compagnia londinese specializzata in ricerca in ambito digitale, ha un proprio “racconto buzz” permanente che ha chiamato Stories from the Upper Deck e che permette di curiosare tra i loro altissimi uffici che dominano lo skyline di Londra.

BuzzTale è un progetto di cui sentiremo di certo parlare nei prossimi anni ed è già stato obiettivo d’interesse da realtà importanti nel mondo delle Startup come Seedcamp  e Statup Sauna. Se l’idea dell’incubatore lettone vi intriga, potete seguirla anche su Facebook e Twitter.

Ovviamente la sua fortuna sarà strettamente legata al contesto sociale in cui verrà accolta. Se un’azienda statunitense, inglese o del Nord Europa dovesse proporre ai propri impiegati di adottare BuzzTale e di farsi portavoce social del proprio lavoro, non faticheremmo ad immaginare una risposta positiva e partecipativa.

Ma se fosse la vostra ditta a farlo? Se BuzzTale arrivasse in Italia, che difficoltà incontrerebbe? Tiriamo ad indovinare: l’azienda penserebbe che sia tempo sprecato, gli impiegati risponderebbero che non è compito loro e che non hanno tempo – per poi postare indignati l’accaduto su Facebook – e da fuori si taccerebbe l’iniziativa di populismo e falsità (dove si sono mai visti degli impiegati felici?).

Ma magari ci sbagliamo, eh?

State of the Net 2014: il ninja report dall’evento

Anche per il 2014 eravamo presenti a State of the Net, la conferenza volta a catturare lo stato di internet in Italia e nel mondo e ad illustrare le opportunità dell’attuale scenario digitale, arrivata oramai alla sua 4a edizione.

Nella cornice del porto di Trieste l’evento è cominciato omaggiando Marco Zamperini, da sempre fonte di ispirazione per gli organizzatori dell’evento (Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello) e per noi di Ninja Marketing.

Sul palco Paola Sucato, Gigi Tagliapietra e Luca De Biase hanno ricordato il funky professor presentando il FunkyPrize, un concorso per incentivare tutti coloro – soprattutto i giovani – che desiderano proseguirne l’opera di promotore e divulgatore dell’innovazione attraverso la rete.

E’ possibile candidarsi al Premio entro il 31 luglio 2014 per vincere 15.000 euro e una borsa di studio per un Master del Il Sole 24 Ore e per colmare, almeno in parte, il vuoto lasciato nei cuori di tutti gli appartenenti alla comunità digitale.

Tema centrale di quest’edizione la Smart Life, intesa come le numerose innovazioni che hanno cambiato le nostre vite negli ultimi anni. Dalla possibilità di produrre un pezzo di ricambio della lavatrice attraverso una stampante 3D alla possibilità di imparare tramite un’app a programmare un software, fare il pane o praticare yoga.

Day 1

A Luca de Biase l’onere di introdurre il tema specificando che smart, termine oramai inflazionato nella campagne PR, è soprattutto accorgersi di sbagliare ed essere aperti al miglioramento in una forma nuova e impertinente. Non occorre avere il permesso di nessuno per innovare.

Interessante keynote quello di Carola Frediani, giornalista e autrice del libro Inside Anonymous: A Journey into the World of Cyberactivism, che ha introdotto al pubblico il tema del deep web (la parte sommersa dell’iceberg) e dei network anonimi come TOR, Silk Road e Deepdotweb.

E’ poi giunto il momento di ascoltare Dave Winer considerato il padre fondatore dei blog ed uno dei più prolifici scrittori della storia recente del web. Winer ha evidenziato come sia necessario che Internet rimanga libera, carattere sempre più recessivo oggi, dove tutti gli spazi sono presidiati da Google, Facebook & Co. E’ anche però positivo sull’evoluzione della rete che come in passato – a detta sua – subirà cambiamenti inaspettati.

E’ poi arrivato il momento di digital marketing che attendevamo allo Square del #sotn14 dove Marilena Pellegrini e Antonella La Carpia di Ebuzzing – partner dell’evento-  hanno tenuto un workshop dal titolo #videoevolves: advertising online ai tempi di Vine e Instagram”.

Dai dieci comandamenti dei social video (1. Tell a Good story;  2. Smart product placement; 3. The big bang; 4. Emotional rollercoaster;  5. Throw in a surprise; 6. Forget the 30 seconds rule; 7. Give your audience a role; 8. Engage the taste masters; 9. First 24 hours; 10. It’s all about magic) si è poi passati ad analizzare le potenzialità di storytelling creativo messe a disposizione da Vine per i brand.  In particolare è emerso come il social network dei 6 secondi sia adatto a campagne i cui obiettivi sono la presentazione di new product features, tutorial e video teaser.

Nel pomeriggio della prima giornata è poi stato il momento di fare due chiacchiere con Anna Maserahead of press office della Camera dei Deputati – che ha affrontato lo spinoso tema della comunicazione digitale istituzionale.

Day 2

Durante la seconda giornata, Roger Taylor ci ha parlato dell’utilizzo dei  big data nel settore pubblico e di quali siano le regole per gestire quest’enorme mole di informazioni nel rispetto della privacy e con trasparenza. Subito dopo ci ha colpito, nel chat to chat, la personalità di Elvira Berlingieri – avvocato e mediatore, esperta in social media law – che, attraverso esempi pratici, ha spiegato quali sono i rischi legali delle aziende che si affacciano sui social media ed ha fornito qualche utile consiglio su come evitarli.

Francesca Benati – general manager di Amadeus Italia – ha poi tenuto uno speech sul futuro dei viaggi illustrando quali saranno i principali trend: – crescita dei low cost carriers; – seamless travel (viaggiare utilizzando diversi mezzi di trasporto con un’unica prenotazione/processo d’acquisto); – rapporto sempre più stretto coi i meta-intermediari (skyscanner ecc.) e lo sviluppo sempre maggiore della cultura del nowism (per un approfondimento sul tema leggi qui).

Nel pomeriggio ha poi fatto da protagonista la passione e il suo rapporto imprescindibile con i nuovi media digitali. Alessandra Farabegoli ci ha raccontato in un magnifico keynote delle sue innumerevoli passioni tra cui il tango, che grazie al web è cresciuta e le ha permesso di conoscere nuovi aspetti di se stessa e delle relazioni umane. Anche il giornalista Alessio Jacona ci ha raccontato di come sia esplosa la sua passione per la corsa proprio grazie alla rete e alla possibilità di condividere con gli altri i risultati atletici raggiunti.

Insomma anche quest’anno l’evento è stato ricco di spunti ed ha affrontato i diversi aspetti di internet e dei cambiamenti che sta apportando all’interno della nostra società: dall’editoria al business, dalla salute alla legislazione passando anche per il tempo libero. Un programma di ampio respiro che ha portato a Trieste personalità giunte da diversi paesi del mondo a confrontarsi sui temi più controversi legati alla smart life e al futuro ci aspetta.

Avete la possibilità di rivedere in streaming tutti gli speech dell’evento sul canale ufficiale YouTube di State of the Net.

Non ci resta che darvi appuntamento al 2015 per la prossima edizione ed invitare tutti i partecipanti al #sotn14 al prossimo evento sull’innovazione targato Ninja: “La Battaglia delle Idee 2” il prossimo 5 e 6 luglio a Salerno.

Stay tuned!

Le startup italiane cercano candidati competenti, ma non li trovano

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Ad una domanda di lavoro specialistica non c’è un’adeguata risposta. I dati pubblicati dall’ Osservatorio Startupper’s Voice, punto di raccolta delle opinioni degli imprenditori nostrani, riguardano le opinioni di un campione di circa 200 startup italiane e la fotografia che ne è emersa è chiarificatrice delle problematiche che riguarda il mondo delle startup oggi. Ecco quali sono le principali.

C’è carenza di figure professionali specifiche tra i candidati italiani

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L’offerta fa emergere il dato della carenza di know how specialistico, ritenuto insoddisfacente ai profili richiesti e questo problema sembrerebbe frenare lo sviluppo imprenditoriale. D’altro canto questi dati dimostrano che figure veramente qualificate non faticano a trovare collocazione nel mondo del lavoro.

Secondo l’indagine, le figure professionali più ricercate, ma così difficili da trovare, sono: programmatori senior, social media marker ed esperti in amministrazione e finanza. In particolare le difficoltà maggiori sono ravvisabili proprio nel reperimento di amministratori e programmatori.

Le percentuali confermano che il 40% delle 200 startup intervistate ricerca personale da assumere ma con scarsi risultati. Il 38% prevede di assumere nuovi dipendenti nei prossimi sei mesi ma il mercato, come accennato sopra, non risponde come ci si aspetterebbe: solo il 15% dichiara, infatti, di aver individuato le competenze che cercava. Quanto al restante 65% questo sostiene, al contrario, di essere poco soddisfatto di chi si è proposto, mentre l’11% non ha trovato affatto le figure ricercate.

La ricerca di personale qualificato favorisce l’emigrazione delle startup italiane all’estero

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È bene sottolineare che il rischio di questa carenza professionale sta nel fatto che, più della metà delle startup coinvolte dall’indagine, si dice pronta a trasferirsi all’estero se non troverà personale qualificato e Londra, San Francisco, Berlino e New York sono le mete più gettonate.
Luigi Capello, AD di LVenture Group, afferma che gli imprenditori che desiderano investire nelle nuove idee ci sono eccome ma “perché questa spinta porti a risultati concreti serve un contesto che fornisca il proprio contributo: risorse qualificate, capitali privati e supporto pubblico”. Ciò che condiziona di più, infatti, è la burocrazia, per il 63% degli intervistati, i pochi investimenti privati, ha risposto il 27%, e lo sviluppo dell’Agenda Digitale, conta molto per il 16%.

Occorre valorizzare il capitale umano italiano

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Che il futuro del mercato del lavoro passi dalla valorizzazione del capitale umano è un concetto oggi sempre più condiviso da molti, e appare chiaro soprattutto al Forum economico mondiale (WEF), che si tiene ogni anno in Svizzera, e che quest’anno ha commissionato una “mappa” della competitività mondiale. Che riportiamo trattandosi di una ricerca molto interessante.

Un report di oltre 500 pagine, realizzato da Mercer, colosso della consulenza per le risorse umane, nel quale viene misurato il capitale umano di 122 paesi sia in termini di quante persone di valore si hanno, che in termini di capacità di formare talenti, che di capacità di attraction e retention di questi ultimi. La metodologia seguita da Mercer ha preso in considerazione indicatori pubblici, come l’Unesco, Banca Mondiale, l’Organizzazione mondiale del lavoro, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo stesso Forum Economico Internazionale.

Risorse umane e lavoro: l’Italia risulta piena di contraddizioni

Nella top ten delle nazioni che risultano valorizzare di più il capitale umano spiccano otto città europee, medaglia d’oro di questa classifica è la Svizzera.

L’Italia si classifica 37°, una media però, che è stata abbondantemente sollevata grazie alla nostra 19° posizione nell’ambito della salute, cioè grazie ad un’aspettativa di vita e ad un accesso all’acqua potabile fra i migliori al mondo.
Per quanto riguarda la qualità delle scuole, invece, capitoliamo al 40° posto, come infrastrutture a sostegno del lavoro al 39°, rocambolesca è la caduta al 75°posto in tema di lavoro, per quanto riguarda i dati sulla forza lavoro di ogni paese, la propensione all’innovazione, la letteratura scientifica e i brevetti.

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Quella dell’Italia appare, quindi, una condizione piena di contraddizioni, un caso tutto all’italiana quello che si evince dalla classifica del WEF.

Infatti, proseguendo nella lettura degli indici, pur la buona posizione in materia di salute, come già detto, siamo il paese con il tasso di stress tra i lavoratori più alto, 108° posizione. Sul fronte scuola, le primarie e le business school funzionano meglio, posizione numero 30, rispetto alla formazione secondaria e universitaria che ci fa piazzare all’84° posto. E ancora, siamo fra i primi 10 paesi per alcuni indicatori come connessione telefonica e cellulari, 8° posto, ma fra gli ultimi, 101°, per mobilità sociale.

Dunque, alla luce dei dati emersi dalla ricerca, Marco Morelli AD di Mercer Italia, sostiene l’importanza di rivedere la gestione delle risorse umane in tre mosse: entrare nella logica del futuro portando in azienda le competenze necessarie per oggi e per domani; attirare e trattenere talenti lavorando sul grado di attrattività dell’azienda e infine rilanciare gli indicatori di competitività interni alle aziende, cioè motivare i lavoratori a fare sempre meglio.

In occasione della presentazione ufficiale del rapporto Mercer/Forum Economico Mondiale, che si è svolto a Milano, Michael Spence, premio nobel per l’economia, è intervenuto portando la sua preziosa opinione sulla delicata questione del lavoro in Europa. È ottimista, l’esperto, sulla crescita dei paesi dell’Europa meridionale soprattutto in quelli che hanno già avviato le riforme del lavoro necessarie a liberalizzare il mercato, come Spagna, Grecia e Portogallo. Spence ha proseguito dicendo che i paesi in cui la ripresa non si avverte sono Francia e Italia proprio perché non hanno ancora fatto le riforme del lavoro necessarie.

Ne è convinto Michael Spence, senza riforme nessun paese può uscire dalla crisi del mercato del lavoro, perché “la vecchia economia sta morendo in tutto il mondo”.

Pratone: la non-conventional chair torna in edizione limitata

non-conventional chair pratone

Molti di voi la conosceranno già, molti altri ne avranno solo sentito parlare e alcuni non avranno idea di cosa sia: sto parlando di Pratone, una delle idee più dissacranti dell’anti-design Made in Italy degli anni ’70 che ancora oggi riesce a stupire e a risultare rivoluzionaria.

storica seduta non conventional

Era il 1972 quando l’azienda di produzione d’arredo Gufram realizzò l’idea concepita dalle leggendarie icone del design Giorgio Cerretti, Piero Derossi e Riccardo Rosso: Pratone, una long chair tutt’altro che convenzionale composta da lunghi steli verdi di poliuretano espanso pronti ad accoglierti.

long chair tutt'altro che convenzionale

Con un’anima modulabile pronta a incastrarsi con le proprie simili per ricreare un’intero giardino sul quale sdraiarsi in compagnia, Pratone è stata progettata per adattarsi anche al riposo del singolo individuo, in modo imprevedibile e mai uguale.

seduta pratone

A 40 anni di distanza Pratone riesce ancora a sorprenderci, e così anche Gufram: sembra, infatti, che l’azienda voglia riproporre un’edizione limitata di circa 200 pezzi!
E voi, siete pronti a coltivare il design direttamente nel vostro soggiorno?

Arriva Slingshot, la risposta di Facebook a SnapChat

Facebook ha lanciato ieri Slingshot, una nuova app per condividere momenti della nostra vita creandone un flusso continuo.

L’intenzione di Facebook di pervadere il mondo della messaggistica istantanea non è un mistero, con la sua app Messenger e il recente acquisto di Whatsapp. L’unico muro incontrato è stato il tentativo di acquistare SnapChat per 3 miliardi di dollari, risultato in un rifiuto.

Snapchat, soprattutto dopo l’ultimo major update che ha introdotto la chat, ha iniziato a costituire una minaccia per Facebook, in quanto ci sono state vere e proprie migrazioni di utenti (attivi), soprattutto tra gli adolescenti statunitensi. Per questo gli sviluppatori si sono impegnati nello sviluppo di un’app proprietaria che sfruttasse la base utenti di Facebook di oltre un miliardo e duecento milioni.

Attraverso foto (alle quali si possono aggiungere scritte e disegni) e brevi video, Slingshot permette di condividere piccoli momenti di vita con una o più persone. E qui entra in gioco il flusso continuo: infatti, per poter visualizzare ciò che qualcuno ci manda, dovremo necessariamente condividere qualcosa con loro, anche solo una semplice reazione di curiosità (che a sua volta necessiterà di una risposta).

Come SnapChat, si tratta di un servizio di messaggistica effimera più che istantanea, in quanto i messaggi vengono automaticamente eliminati una volta che sono stati visualizzati (questo forse l’aspetto che ha portato molti adolescenti a migrare a SnapChat).

Al momento Slingshot è disponibile solo negli Stati Uniti, probabilmente per tastare il terreno in un ambiente in cui questo tipo di servizio è già lanciato. Vedremo se, grazie al diretto legame con Facebook, convincerà anche noi al momento del lancio globale.

Cannes Lions 2014: McCann Melbourne vince il Gran Prix 'Creative Effectiveness'

mccann melbourne guilt trip

L’anno scorso ha conquistato tutti con ‘Dumb Ways To Die‘ e anche nell’edizione 2014 del Festival Internazionale della Creatività di Cannes l’agenzia McCann di Melbourne guadagna il primo riconoscimento. È suo infatti il Gran Prix ‘Creative Effectiveness‘ per la campagna ‘Guilt Trips‘.

Per la società di trasporti V/Line, l’agenzia ha ideato dei biglietti del treno prepagati, un semplice regalo per i genitori che vivono nelle piccole province  da mandare i propri figli che vivono in città, con una sana dose di senso di colpa.

Al Cannes Lions Festival McCann conquista la giuria e lo fa così: rivisita il tema familiare aggiungendo un tocco di ironia e strizzando l’occhiolino al mondo digitale. Ai genitori sono stati infatti messi a disposizione guide e tutorial su YouTube che spiegavano loro il modo più efficace per far sentire i loro figli in colpa.

Il presidente della giuria David Sable di Y&R ha spiegato che ciò che ha fatto guadagnare l’ambito premio a McCann è stata l’intuizione fresca e universale alla base della campagna e il fatto che sarebbe efficace per qualsiasi azienda di trasporti del mondo.

GGDBrescia presenta "Internet of Things: il futuro twitta alla porta" [EVENTO]

GGDBrescia presenta "Internet of Things: il futuro twitta alla porta" [EVENTO]

Appuntamento il prossimo 19 giugno per un nuovo evento del gruppo Girl Geek Dinners Brescia, dedicato al fenomeno tecnologico dell’anno: Internet of Things, ovvero l’Internet delle cose.

Pochi credono di avere un’esperienza “pratica” di questo fenomeno nella propria quotidianità, ma tanti segnali ci fanno capire che siamo solo all’inizio di una nuova era in cui tutti gli oggetti, anche quelli di uso più comune, saranno sempre più in grado di comunicare, tra di loro e con noi, in maniera autonoma attraverso la rete.

Pensiamo soltanto agli smartphone: ormai nelle tasche di chiunque, stanno sempre più diventando degli hub wireless per altri gadget e sensori (casalinghi e non), e grazie alle app si sono già trasformati in telecomandi universali per molti dispositivi presenti in casa.
Diversi sono gli scenari principali, individuati dalle Girl Geek Dinners Brescia, da affrontare e approfondire insieme a importanti ospiti durante la serata del 19 giugno, tutta organizzata all’insegna della tecnologia.

Il tema: Internet of Things

Il tema “Internet of Things” interessa numerosi settori: dai sistemi integrati progettati ad hoc, come nel caso dell’automotive o della domotica, applicazioni che incuriosiscono il pubblico consumer ma che sono spesso erroneamente percepite come troppo lontane, complesse e costose, fino ad arrivare a tutta una serie di piccoli dispositivi che, progressivamente, si potranno connettere tra loro (elettrodomestici in grado di comunicare direttamente con il nostro smartphone o wearable device come i Google Glasses) e tanto altro ancora.

Internet of Things: quale scenario ci attende per il futuro?

Sarà proprio compito dei 6 speaker ospiti della serata, esperti conosciuti a livello nazionale di Internet of Things, fare il punto della situazione (tantissime sono le aree inesplorate e le questioni da risolvere – anche legate alla sicurezza e alla gestione dei big data) e a divertirsi con i partecipanti nel loft domotizzato, raccontando e ipotizzando scenari futuri sempre più interconnessi.

GGDBrescia presenta "Internet of Things: il futuro twitta alla porta" [EVENTO]

Si occuperà di delineare lo scenario di riferimento Internet of Things in Italia, con particolare riguardo a l’analisi del ruolo delle tecnologie ICT e Internet of Things a supporto di aziende, cittadini e pubbliche amministrazioni, Emanuela Pala: responsabile dell’analisi di mercato e del quadro applicativo all’interno dell’Osservatorio Internet of Things e Project Manager.

Parlerà dell’impatto degli sviluppi tecno-sociali sulle arti, con una particolare attenzione per l’arte in rete, il critico e curatore d’arte contemporanea Domenico Quaranta che porterà come esempi, con lo speech “5 geek girls I Iike a lot”, 5 artiste geek che hanno trovato proprio nella rete il campo di espressione ideale della propria arte.

Il tema delle “Weareable Technologies”, un altro grande ecosistema dell’Internet of Things, sarà affrontato da Zoe Romano, professionista nel settore delle tecnologie indossabili che dal febbraio 2013 si è unita al team Officine Arduino per occuparsi di digital strategy.

Compito di Fabio Lalli, stimato esperto di tecnologie digitali emergenti, sarà quello di raccontare quella che è (e sempre più sarà) la Internet of Things EXPERIENCE. Dopo 15 anni di ICT in aziende di consulenza e system integrator, oggi Fabio è anche docente di Mobile Marketing e Strategie digitali presso il IlSole24ore, advisor e mentor di alcune startup in ambito digital.

Ultimo aspetto, ma di certo non meno importante, approfondito durante la serata riguarda la sicurezza: Luisa Ravelli ci parlerà del volto oscuro dell’IoT e della necessità di impostare oggi le basi di della sicurezza di domani.

Dopo aver svelato i diversi volti dell’Internet of Things, la Girl Geek Dinner si concluderà con una visita guidata all’appartamento domotico, dove gli ospiti potranno toccare con mano la tecnologia, ascoltando Stefano Solzi che parlerà di domotica: La casa connessa tra mito e reali applicazioni.

GGDBrescia presenta "Internet of Things: il futuro twitta alla porta" [EVENTO]

Informazioni sull’evento

Una collaborazione importante per l’aspetto di logistica della serata sarà quella con e-vai: il primo car sharing ecologico lombardo che accompagnerà alcuni degli ospiti della serata eccezionalmente fino a Brescia. Si tratta di una possibilità interessante di conoscere un servizio di green mobility su scala regionale, presente in numerose città della Lombardia, integrato con il servizio ferroviario Trenord e composto prevalentemente da auto elettriche di ultima generazione.

QUANDO: L’appuntamento è per giovedì 19 giugno alle 19.30.
DOVE: Executive Loft messo a disposizione da Cherubini Arredo, Via Triumplina 78 – Brescia.
WEB: GGD Brescia

Social Media Marketing: intervista a Diego Orzalesi

Siete pronti per il corso intensivo in Social Media Marketing della Ninja Academy? Un momento di confronto e formazione che vedrà impegnati come docenti Laura Saldamarco e Lorenzo Viscanti e che vedrà impegnati alcuni importanti ospiti che racconteranno la propria esperienza diretta sul campo: fra questi, Diego Orzalesi, cui abbiamo fatto qualche domanda in esclusiva per Ninja Marketing.

Buongiorno Diego, e benvenuto su NinjaMarketing.it Intanto, raccontaci un po’ di te.

Ciao Francesco e grazie per l’ospitata. Potrei definirmi come un toscano credente, talvolta non praticante essendo spesso in giro. Orgoglioso padre di due bambini, nel tempo che mi rimane sono web marketing strategist, web designer e social media manager, mi occupo da circa 15 anni della progettazione, implementazione e controllo di strategie di presenza digital per pmi, specie in ambito turistico: dalla definizione dell’approccio comunicativo al website alla promozione. Sono ambassador italiano di Hootsuite, la social relashionship platform leader di mercato, fiero docente Ninja Academy, formatore e consulente. Negli altri scampoli di tempo SuperUser Foursquare e ManIger. Vivo il social web con passione, curiosità e una buona dose di ironia 🙂

Ci spieghi cosa significhi essere “Ambassador” per HootSuite?

La mia avventura in Hootsuite è iniziata nell’estate del 2012, quando in occasione di evento allo Ied a Roma ho conosciuto la Community Manager europea. E’ stato subito #HootLove!
Già utilizzavo la piattaforma per lavoro ed il passo è stato breve. Essere ambassador significa primariamente far parte di una bella famiglia di professionisti (anche un po’ mattacchioni) del social web, sparsa un po’ in tutta Italia e sempre pronta al confronto.  Il Brand Ambassador program è un modo per i fan di Hootsuite, utenti e professionisti del social media di tutto il mondo per essere coinvolti a livello di community. Il programma combina l’uso della piattaforma di social media management Hootsuite ad esperienze di community building come gli HootUp, incontri ludici o formativi con l’utenza. L’Ambassador è una figura volontaria, quindi non remunerata.

Quali sono, a tuo parere, le nuove frontiere del Social Media Marketing?

Credo che le nuove frontiere saranno molto legate ai dispositivi wearable, indossabili, in grado di amplificare i livelli di interazione, acquisizione dati e creazione di contenuto di valore geolocalizzato. Mi piace pensare ad una integrazione tra online e offline sempre più semplice, con meno azioni chieste all’utente, ad un’integrazione meno conscia e più naturale. Probabilmente nasceranno nuove piattaforme o le attuali integreranno i nuovi contenuti e i dispositivi stessi evolveranno per aumentare la user experience e l’interazione on device. L’interesse dei brand sarà sicuramente forte e nasceranno nuove modalità per creare contenuti di valore per la propria audience. Staremo a vedere.

Quali sono esempi di strategie vincenti che hai potuto analizzare recentemente?

Mi sta piacendo molto la campagna di Olivia e Marino e il loro #aperisfizio con Elio. La trovo molto ironica e dissacrante. Mi sembra ci sia tutto: concept azzeccato, testimonial fuori (completamente) dalle righe, adv, hashtag mkt. Una campagna social che prende in giro le terminologie che usiamo tutti i giorni e i comportamenti legati ai social network che hanno variato la nostra quotidianità. Se li trovo al supermercato li compro, e li faccio mangiare ai bimbi perchè io sono a dieta 🙂

Pensi che i social network possano continuare a essere determinanti nella comunicazione anche nel prossimo futuro, oppure ad un certo punto la loro parabola volgerà verso il basso?

Nel prossimo futuro credo proprio di sì, evolveranno per esserlo. Se alcuni social moriranno altri ne nasceranno. Non dobbiamo pensare ai social per quello che sono attualmente ma al paradigma della rete sociale, un’entità che è sempre esistita, in forme e modalità diverse.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato! Buona giornata!

Grazie e voi, ci vediamo al Corso Intensivo in Social Media Marketing a Roma e alla Battaglia delle Idee a Salerno 😉