Colpire al primo sguardo: i simboli nei subject

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Il subject conta? Certo che sì, il subject è fondamentale, in quanto crea una aspettativa nel lettore: il tono, la scelta delle parole, la lunghezza e il contenuto del messaggio sono i principali ingredienti del mix perfetto.

Se prendiamo spunto dai dati dell’Email Marketing Report, vediamo che il subject è un vero e proprio driver per l’apertura dell’email.

In Italia il 50% degli utenti iscritti ad almeno una newsletter si dichiara d’accordo nel non aprire la newsletter se il subject non incuriosisce: un chiaro indicatore di quanto sia importante catturare fin da subito l’attenzione del lettore. Il rischio è quello di vanificare l’intera comunicazione: se il subject non risulta abbastanza accattivante, anche una bellissima email non verrà aperta.

Come costruire allora subject efficaci? Una pratica che si sta diffondendo sempre di più è quella di utilizzare simboli, ad esempio ❤ ❄ ☀

Grazie a NewsletterMonitor prendiamo alcuni esempi di come le aziende si stiano muovendo su questo fronte.

Partiamo da un po’ di teoria:

less is more

I simboli sono i migliori alleati per comunicare dei concetti, risparmiando sul numero di caratteri

emozione ed immediatezza

I simboli evocano immagini che rafforzano il messaggio e catturano l’attenzione al primo sguardo

parlare il linguaggio digitale

I simboli, tipici elementi del linguaggio utilizzato in chat e SMS, fanno parte del codice comunicativo del web

I simboli nel subject aggiungono valore alla comunicazione solo se:

  • pertinenti
  • testati su client, webmail e mobile
  • semplici e di immediata comprensione
  • utilizzati con moderazione
  • verificati, attraverso un’analisi delle performance

Alcuni esempi pratici, grazie a NewsletterMonitor, vi daranno nuovi spunti su come utilizzare i simboli nei subject delle vostre campagne email.

  • Petit Bateau si riferisce alle festività con un simbolo che richiama la stella cometa:

Notte di Natale ☆Una selezione di pigiami morbidissimi!

  • Sarenza esprime la sua passione per il nostro paese:

Sarenza ❤ Italy! Scopri il meglio della calzatura italiana.

  • Ooshop sceglie un countdown per dare il benvenuto alla primavera:

❸ ❷ ❶ C’est la foire aux vins du printemps !

  • Urban Outfitters utilizza un linguaggio iconico tipico del web:

We <3 Fall + 30% Off Jeffrey Campbell!

  • Disney utilizza un fiocco di neve in apertura e in chiusura del subject come rimando al periodo invernale:

❄Ciao [nome utente], Frozen ti aspetta al cinema per festeggiare il nuovo anno❄

  • KLM contestualizza le offerte in arrivo con un chiaro rimando al mezzo:

✈ Sig. [nome utente], le super offerte Pack&GO stanno per arrivare!

  • Venere mette in evidenza lo sconto applicato:

Offerte da brivido per Halloween: approfitta di un ulteriore sconto del ①⓪%

  • Glamoo inaugura la bella stagione con una speranza metereologica:

☀ Primavera a Valencia, Barcellona, Istanbul, Provenza ed estate al mare!

  • HotelYo dà il benvenuto alla primavera con un fiore:

[nome utente] ✿ Weekend di Primavera: Prenota ora e risparmia fino al 42%!

  • Zalando offre un consiglio su come dedicarsi ad una passione anche con il brutto tempo:

☂ Scende la pioggia? Fai shopping senza uscire di casa! ☂

Questi esempi vi hanno ispirato? Ricordate i nostri consigli e catturate l’attenzione dei vostri utenti.

A presto con l’ultimo post sui trend del digital direct marketing.

 

 

Duracell: 60 secondi di ispirazione con il football

Il gigante mondiale delle batterie che non si esauriscono mai ha recentemente pubblicato un video che ha raggiunto 8 milioni di visualizzazioni in una decina di giorni. Il protagonista dello spot, Derrick Coleman, è un giocatore di football americano dei Seattle Seahawks, sordo dall’età di tre anni.

La voce narrante del protagonista racconta come agli inizi della propria carriera tutti lo avessero sempre considerato una causa persa a causa del suo handicap, suggerendogli di abbandonare il sogno di diventare un giocatore di football. Tuttavia, grazie alla propria forza di volontà, Coleman non ascolta quelle voci che gli consigliano di mollare e, continuando ostinatamente per la propria strada, riesce ad affermarsi come giocatore professionista nel mondo della NFL.

Now I’m here with the loudest fans in the NFL cheering me on.

And I can hear them all.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=u2HD57z4F8E’]

Opposto è il concept alla base dello spot della celebre marca di cuffie Beats firmata Dr. Dre che vede come protagonista Colin Kaepernick del San Francisco, squadra acerrima nemica dei Seattle Seahawcks. Anche se Duracell non ha intenzionalmente creato il video come risposta a quello di Beats, le affinità sono molte sia per il tema che per i protagonisti che animano i due spot.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=4Ttsx5squWg’]

Quando queste connessioni sono state fatte notare al direttore marketing di Duracell da Advertising Age, l’azienda ha deciso di mandare in onda la propria pubblicità durante il match tra le due squadre. Lo spot che da principio era stato ideato solo per un pubblico online, a seguito del suo enorme successo, è stato trasmesso durante l’ultima partita tra il Seattle e il San Francisco.

“Abbiamo amato questa storia talmente tanto che lo avremmo fatto in ogni caso, in termini di tempistica con i Seahawks vincenti abbiamo appurato che fosse il momento adatto.” – ha dichiarato Jaff Jarret, direttore marketing di Duracell. “Siamo sempre alla ricerca di storie che rappresentino metafore della performance a lunga durata legata ai vantaggi del nostro brand.”

Un giocatore del Seattle non udente che, grazie a Duracell, riesce a sentire tutto il tifo e l’entusiasmo dei fan e un giocatore del San Francisco che non li vuole proprio sentire. Si tratta di due storie molto diverse ma ugualmente efficaci.

Il business del food e l'export agroalimentare. Cinque domande a Daniele Vinci [INTERVISTA]

Che fetta ricopre l’agroalimentare nell’export dei prodotti italiani?

Negli ultimi 15 anni il ruolo dell’Italia nel commercio internazionale si è andato modificando. Il Paese è diventato importatore netto di beni e servizi. Questo passaggio è avvenuto nel quadro di un’evoluzione dell’economia mondiale, in cui accanto al parziale declino dei vecchi attori del mondo occidentale si è assistito al rapido affermarsi di nuove aree, con Asia e Cina al primo posto come motori della crescita globale. L’Italia, purtroppo, è rimasta ai margini di questo processo, eccetto che per un comparto: l’ agroalimentare. Il settore food infatti è andato, almeno per certi versi, in contro-tendenza e il cosiddetto made in Italy agroalimentare da qualche anno costituisce una delle componenti più robuste e dinamiche delle esportazioni italiane. Ho rivolto qualche domanda a Daniele Vinci, project manager di comunikafood, sull’argomento.

Ciao Daniele, per prima cosa: in che direzione si muove il commercio dell’agroalimentare italiano, si vende ancora grazie a fiere e B2B o il web è già il canale migliore?

Ciao Fabio, la domanda parte da un errore di fondo. Il commercio agroalimentare italiano non è un comparto monolitico.

Esistono differenti tipologie di prodotti che hanno strade e vita commerciale propria. Pensa al comparto ortofrutticolo. È un mercato interamente “manipolato” dalla logistica. Il prezzo del prodotto, paradossalmente, non è determinato dalla produzione, ma dal tempo e la gestione logistica che è necessaria per farlo arrivare ai consumatori.

Allo stesso tempo, questa tipologia di prodotti ha diverse “vitalità”. Esiste il prodotto da GDO e quello del contadino che vende al mercato rionale. Seguendo il concetto di filiera a chilometro zero qualche persona ha cominciato ad organizzarsi per acquistare direttamente dal contadino facendo gruppi d’acquisto. Da lì sono poi nati progetti online che “standardizzavano” questo processo attraverso un carrello virtuale. Vedi progetti come Zolle o Bioexpress.

Il web non è un “canale” migliore, è piuttosto un insieme di strumenti che facilitano alcuni processi di vendita e che semplificano l’organizzazione dei processi commerciali. Ti porto un esempio che ho visto nascere e di cui ne parlo sempre: Jenuino. A differenza di altri progetti ha una forza maggiore perché permette ai produttori di “organizzare” la produzione e facilita l’incontro tra chi deve acquistare e che deve vendere. Si crea un circuito di produzione-vendita-acquisto virtuoso. Dove il valore condiviso è quello della cura per la qualità del prodotto.

Per rispondere sinteticamente, il web è un canale migliore? No, il web non è un canale migliore. Il web offre delle opportunità organizzative e commerciali migliori rispetto ai tradizionali canali di distribuzione e vendita. Tieni anche conto che la maggioranza dei processi tradizionali utilizza  soluzioni web based per ottimizzare i processi. Banalmente l’uso della e-mail. La vera sfida dei mercati è quella di saper trovare vantaggio dai Mix Tools Management offerti dal web che permettono di riequilibrare, e non semplicemente incrementare come nella logica di un capitalismo ormai fallito, l’offerta e la domanda, stabilendo il prezzo win-win tra chi produce e chi vende. I canali tradizionali sono vitali, il web non li sostituisce, il web è parte di quei canali.

Quali passi deve fare un’azienda agroalimentare per prepararsi consapevolmente a puntare sull’e-commerce?

Un’azienda del settore alimentare deve considerare il commercio online un vero e proprio comparto aziendale. Non è un qualcosa che avviene senza pianificazione, strategia e gestione. Per vendere online serve sicuramente conoscenza del mercato in cui si opera, ma è necessario interpretare le dinamiche del web e saper usare i suoi strumenti. Non serve essere programmatori, ma è necessario sapersi interfacciare con un programmatore per non avere dubbi e saper valutare se un sito e-commerce vale 1€ o 10.000€. Serve capire che la pubblicità online ha dei modelli differenti di contatto rispetto alla pubblicità tradizionale.

Sul web si è potenzialmente in collegamento con tutto il pianeta, ma anche in rete è necessario individuare le nicchie di mercato giuste per il proprio posizionamento.

Qual è il modo migliore per farlo?

Serve conoscenza approfondita del settore per individuare le nicchie di valore. Una nicchia non è un valore a priori, serve capire il suo potenziale commerciale.

Vendere tartufo online, ad esempio, potrebbe essere apparentemente una nicchia di valore. Invece non è così semplice venderlo. Vendere Olio Extravergine Online “pregiato” è una nicchia di valore. Venderlo in mercati dove la richiesta sta salendo e si riesce a vendere il prodotto a 30€ a litro è una nicchia da esplorare. Per farla breve, serve conoscenza del settore per saper prevedere scenari successivi.

L’imprenditore online non è quello che punta su mercato saturi, ma su quelli che si intravede possano svilupparsi, come nei mercati tradizionali. Infatti, il commercio online non differisce da logiche commerciali tradizionali, differisce solo nell’approccio e negli strumenti utilizzati per arrivare all’informazione. Per differenziarsi e scoprire nicchie di valore nel mercato alimentare serve conoscere le tendenze alimentari dei relativi paesi e studiare un piano operativo commerciale dedicato che prevede il marketing mix per promuovere al meglio il prodotto.

Alla vendita e all’acquisto online ormai sono tutti abituati ma per i prodotti alimentari c’è un evidente problema di deperibilità, che potrebbe indurre il consumatore a desistere. Come si aggira questo problema?

Il problema della vendita online di prodotti alimentari non è tanto legato alla deperibilità, ma al tempo di spedizione e logistica per alcune tipologie di prodotti. Le persone sono abituate a comprare cibo al supermercato ed alla bottega sotto casa, se pagano un prodotto alimentare vorrebbero averlo “in mano”.

Per superare questo limite esistono varie formule. La prima è quella della trasparenza e chiarezza dell’informazione sul sito. Seconda cosa è quella di studiare nuove formule d’acquisto. Le persone sono abitudinarie, ma non stupide. Se vogliono acquistare un vino pregiato online, sanno che dovranno attendere per riceverlo. Quello che, infatti,manca nella maggioranza dei siti web che vendono vino online, ad esempio, è l’acquisto assistito, la massima e dettagliata informazione sul prodotto e sul processo di acquisto. Il tracking del processo e la capacità di “fidelizzare” l’acquirente al servizio e non solo alle offerte di prezzo.

Si usa ancora poco il concetto di acquisto collettivo e di esclusività. Tutti pensano che i prodotti alimentari online sono vendibili solo ed esclusivamente a gourmet e fanatici del cibo e che invece la massaia e il dipendente pubblico che guadagna 1.000€ al mese si rivolgano più facilmente al supermercato. Io penso, invece, che la realtà è che ad oggi non esiste un servizio che soddisfi le loro esigenze. Se qualcuno riuscirà a trovare la formula giusta anche loro acquisteranno alimentari online. Conosco mamme e papà “comuni” che acquistano pannolini lavabili in cooperativa su dei forum. Persone “comuni”, che non cercano il risparmio sulla qualità, ma utilizzano logiche di economie di scala dando valore ad un processo commerciale annullato dalla GDO, sfruttando l’aggregazione della domanda che anticipa l’offerta. Pensi davvero che se ci fosse un servizio su misura che gli evitasse di fare ore di fila al supermercato il sabato pomeriggio non lo userebbero?

Dalla vendita diretta all’e-commerce, è proprio l’agroalimentare il settore da cui far ripartire l’intera economia puntando sul made in Italy?

A mio avviso bisogna non essere troppo faciloni nel valutare una tendenza. Il mercato agroalimentare italiano ha sicuramente un valore aggiunto, ma non è così internazionale come crediamo. Il vino italiano ha acquisito notorietà e prestigio in tutto il mondo, ma ormai anche altri altre parti del mondo producono ottimo vino. Questo per dire che non possiamo cullarci su glorie passate.

Il cibo italiano ha una grande qualità, che rappresenta e rimanda ad una cultura tipicamente nostrana del “saper vivere bene”. Il cibo italiano non ha un valore in sé, ma ha un valore dal punto di vista sociale, di convivialità e lusso. In tutto questo gli enti italiani che devono tutelare il nostro prodotto dovrebbero e potrebbero fare qualcosa in più. L’internazionalizzazione dei nostri prodotti non può solo passare da visite guidate sfarzose e piene di formalità. Il commercio ruota intorno ad accordi commerciali, normative e aggregazione dell’offerta.

Il prodotto italiano per aver più forza sui mercati, a mio avviso, dovrebbe avere un simbolo univoco. Brand possiamo usarne quanti ne vogliamo, ma il simbolo univoco, quello esclusivo dell’Italia come modello e salubrità di prodotti, deve essere distintivo, forte e corporativo.

Spero di esser riuscito a rispondere coerentemente a ciò che desideravi sapere.

 

Grazie Daniele per la disponibilità e l’ampia analisi.

E tu, se è vero che sei quello che mangi, sai quello che mangi quando acquisti online?

AXE cambia rotta in "Make Love Not War" [VIDEO]

Cosa porta un Brand a cambiare radicalmente rotta e trovare un posizionamento nuovo? Quali difficoltà e rischi si nascondono nell’abbandonare un concept comunicativo storico e oleato per approcciarsi al mercato in modo differente?

Sicuramente non sarà stata una decisione facile quella presa dal marketing di Axe che lancia la nuova linea “Peace” con uno spot “impegnato”, dai toni più seri, originale e patinato al punto giusto: il 30” è incentrato sul tema della guerra, mostrando all’inizio situazioni e Paesi in cui ancora oggi lo spettro dei conflitti di guerra è ancora vivo.

Il colpo di scena si ha quando dietro questo situazioni si celano incontri tra due amanti e viene rivelato il claim della campagna che richiama uno slogan hippie anni ’60: Make love not war.

Da qui la linea “Peace” appunto: il brand di Unilever si distacca completamente dall’immagine a cui eravamo abituati, quella del deodorante magico che come un infuso amoroso ti permetteva di conquistare qualsiasi ragazza e invece arriva a comunicare un messaggio forte, un classico: Fate l’amore e non la guerra.

AXE cambia rotta in “Make Love Not War

AXE cambia rotta in “Make Love Not War

AXE cambia rotta in “Make Love Not War

AXE cambia rotta in “Make Love Not War

AXE cambia rotta in “Make Love Not War

Un messaggio emotivamente ingaggiante, alla pari di quelli di Dove: negli anni passati gli spot AXE, che hanno sempre puntato su un coinvolgimento “frivolo”, sono spesso stati contrapposti a quelli di Dove appartenenti al filone “Per la bellezza autentica“, sottolineando come fosse paradossale che una stessa multinazionale, Unilever appunto, potesse comunicare allo stesso tempo due messaggi così nettamente contrapposti (da una parte l’uomo che seduce la donna-preda, dall’altro la lotta ai anoni estetici predominanti). Ora, da questo punto di vista, Axe sembra aver cambiato direzione.

Forse per dare quanta più credibilità al messaggio stesso, al termine dello spot compare il logo di Peace One Day, partner dell’iniziativa a cui Axe sta donando 25.000$ promuovendo le sue iniziative sul web e social. La campagna prevede inoltre un hashtag #kissforpeace, che invita le coppie a condividere su Twitter il loro bacio per la pace, hashtag che sarà presente anche nella versione del promo realizzata per il prossimo Super Bowl.

Non è mai facile toccare temi caldi come quello della guerra, specialmente quando a farlo è una multinazionale che distribuisce i propri prodotti anche in Paesi in cui politicamente non c’è una completa libertà di trattare determinate tematiche sociopolitiche, ma Axe sembra inizialmente avere ragione nel cambio di “regime” dati i 3 milioni di views raggiunti e il rebound rumoroso sui social.

8 libri su Marketing, Business e Innovazione da leggere nel 2014

L’anno nuovo è iniziato da poche settimane, e già si moltiplicano agende e agendine, quaderni, post-it e diari personali. L’obiettivo? Compilare la fantomatica Lista dei Buoni Propositi 2014, o per i più pigri la to do list. E così, tra dimagrimenti rapidi e promesse di vita rivoluzionata, spuntano anche gli obiettivi veri e genuini, fatti di investimenti piccoli e grandi in formazione personale e professionale. Perché se è vero che oggi il web offre infinite probabilità di leggere contenuti interessanti, la capacità di ritagliarsi dei (sani) momenti di crescita rimane una necessità fondamentale, di cui nessuno dovrebbe privarsi. E i libri ne sono la colonna portante.

Se siete dunque tra quelli che, nella check-list dei desiderata del nuovo anno, hanno incluso anche l’opzione ‘leggere, conoscere ed esplorare nuovi orizzonti’, ecco una lista di recenti manuali focalizzati sul tema del marketing e del business da non lasciarsi sfuggire, per fare finalmente uscire il marketer di successo che è in ognuno di noi! Advertising, impresa, marketing e comunicazione, storytelling e innovazione: ce n’è per tutti i gusti! Alla fine dell’articolo avrete solo l’imbarazzo della scelta 😉 Pronti, via! Ecco i consigli letterari dei Ninja… e cliccando sul titolo potrete leggere direttamente le nostre recensioni!

1) Lusso 2.0 (Nuova Edizione)

2. Transmedia. Storytelling e Comunicazione

3. La Coppia Creativa Sono in Quattro

4. Societing Reloaded

5) Il Fascino dei Numeri

6. Digital Content Marketing

7. Hooked

8. Come Aprire un’Agenzia di Successo

E allora, cosa leggerete quest’anno? Avete altre proposte letterarie per integrare questa lista? Correte in libreria, e fateci sapere cosa ne pensate dei titoli! 😉

Startup Weekend Milano 2014: premi da Mind the Bridge e TagMi

A Startup Weekend Milano 2014 premi da Mind the Bridge e TagMi

Anche quest’anno si avvicina la data dello Startup Weekend Milano, che dal 31 gennaio al 2 febbraio vedrà sviluppatori, designer, product manager e startuppari avvicendarsi nello sviluppo di prodotti innovativi e lancio di nuove startup in sole 54 ore.

I premi in palio

L’organizzatore Talent Garden Milano mette in palio per le idee di impresa più brillanti che emergeranno durante lo Startup Weekend, un mese di spazio gratuito presso il coworking per tre persone come primo premio, e 15 giorni di spazio gratuito per la seconda e terza classificata. Questi premi sono volti a sostenere praticamente, dal punto di vista sia logistico che di aggregazione e accelerazione, le startup vincitrici.

A Startup Weekend Milano 2014 premi da Mind the Bridge e TagMi

Un’importante novità si aggiunge ai premi di TagMi quest’anno: la Fondazione Mind the Bridge mette in palio una borsa di studio del valore di $2,500 per partecipare a una delle sessioni 2014 della sua Startup School a San Francisco: un programma di apprendimento della durata di 3 settimane che offre la possibilità di apprendere cosa significhi veramente essere una startup della Silicon Valley.

Come funziona il Mind the Bridge Startup School Prize

Simona Bielli, Global Operations Coordinator di Mind the Bridge, selezionerà il vincitore della borsa per la MTB Startup School sulla base dei seguenti criteri:

A Startup Weekend Milano 2014 premi da Mind the Bridge e TagMi

  • potenziale di crescita, in termini di innovazione, grado di internazionalizzazione e scalabilità
  • campo di applicazione dell’idea di business: tecnologie scalabili per mobile, formazione, moda, e-commerce, big-data, gaming, …
  • motivazione e attitudine internazionale : la conoscenza della lingua inglese è indispensabile (consigliato di possedere come minimo un punteggio di 100/120 TOEFL)
  • varietà del team in termini di background, genere, nazionalità, etc.
  • completezza: non sei solo una rock star nel tuo campo ma hai anche l’atteggiamento giusto per ottenere il meglio da 3 settimane di immersione nel paradiso delle startup

La giuria

A Startup Weekend Milano 2014 premi da Mind the Bridge e TagMi

La giuria che giudicherà le idee imprenditoriali vincenti sarà composta da personalità di rilievo quali angel investors e rappresentanti di società di investimento: Paola Bonomo (Angel Investor), Giusy Stanziola (Unicredit), Vittorio Mauri (U-Start), Matteo Faggin (TTVenture-SeedLab), Francesco Mantegazzini (Angel Investor) e Martino Bagini (Astella Investimentos). Accanto a loro rappresentanti di istituzioni legate al mondo imprenditoriale delle startup come Federico Barilli (Italia Startup) e Simona Bielli di Mind the Bridge.

I coach

I coach (esperti di programmazione, di business e di startup d’impresa) affiancheranno e lavoreranno con i team dei partecipanti, per aiutarli a sviluppare al meglio la propria idea e la presentazione.

A Startup Weekend Milano 2014 premi da Mind the Bridge e TagMi

Alcuni dei nomi presenti allo Startup Weekend 2014: Emil Abirascid (Ceo Startupbusiness), Luca Giorcelli (user Experience Designer Quag), Andrea Bifulco (Senior Product Manager – Marketing Consumer at Vodafone), Raimondo Bruschi (Public Relations and Marketing Manager presso Servizi Internet), Marco Franciosa (Formerly COO Zodiak Active, Co-Fouder at Next 14 and TagGE), e tanti altri ancora.

Se avete un’idea imprenditoriale innovativa nel cassetto, mettetevi in gioco! Le iscrizioni sono ancora aperte su Eventbrite.

Ninja Social Oroscopo: lo zodiaco settimanale in chiave digital!

Per i Ninja più scaramantici inauguriamo a partire da questa settimana una nuova rubrica: il Ninja Social Oroscopo! Piccoli consigli settimanali in chiave digital, social; creatività ed innovazione secondo gli astri. Una pillola settimanale che vi ricorda anche le news imperdibili sulle pagine Ninja.

Se Venere è nel tuo segno, è meglio una selfie su Instagram o uno scatto Hipstamatic? Con Mercurio in quadratura, è meglio aggiornare il proprio profilo LinkedIN. Marte in trigono potrebbe riservare per voi la sorpresa di una nuova app.

Le illustrazioni sono state realizzate dalla nostra super brava Daniela Odri Mazza, neo-editor della sezione Design. Lo zodiaco è invece curato dal team Una Parola Buona per Tutti, associazione a delinquere a scopo astrologico!

Ginny Chiara Viola, Alessandra Forese, Giulia Stella Montingelli aka Ginny, Allie, Giuliastar: il team è composto da tre amiche da tutta la vita: tre manager marketing e comunicazione in tre settori completamente diversi, tre passioni condivise: l’astrologia, la scrittura creativa e le nuove sfide.

“Quando ci siamo accorte che “oroscopo” è tra le prime tre parole cercate nel mondo sui motori di ricerca non abbiamo avuto più di tre minuti di esitazione: creata all’istante un’associazione a delinquere a scopo astrologico, pubblichiamo oroscopi quotidiani sul nostro blog (con altre sette amiche), collaboriamo con siti e riviste, creiamo contenuti ad hoc per aziende ed agenzie”.

Forza, vediamo cosa suggerisce l’Oroscopo Social per il vostro segno questa settimana!

iPhone e Google: Sincronizza email, chat, calendario, rubrica con iOS

sincronizzazione iphone per i servizi google

Amici Ninja esperti o newbie, dopo aver parlato dell’importanza di Sincronizzare i dati via Cloud con iOS, ed avervi illuminato su Come Configurare e Sincronizzare un iPhone o iPad come un Ninja con iCloud, è ora di puntare l’attenzione sui servizi offerti dall’insostituibile Google.

Google, al contrario di Apple, punta sull’apertura e sull’integrazione fra servizi. Attraverso il nostro account Google possiamo accedere ad innumerevoli servizi online e condividere/sincronizzare con essi i ns dati, che siano i contatti, i calendari, le email…

Molto prima della nascita dei servizi iCloud di Apple, Google attraverso Google Sync permetteva di configurare il proprio smartphone per accedere e sincronizzare la rubrica con i contatti di Gmail. La configurazione (non sempre semplice a dir la verità) era possibile su diversi sistemi operativi, tra cui alcune versioni di Symbian per Nokia.

Questo breve accenno storico per dar merito a Google di aver contribuito più di altri a formare e diffondere servizi ora fondamentali, che garantiscono tutte quelle comodità che possiamo riassumere nella parola: cloud.

Quale scegliere? Apple iCloud vs Google

Come anticipato nei precedenti articoli, preferisco utilizzare i servizi email, rubrica e calendari offerti da Google anziché affidarmi al comodissimo iCloud di Apple, e riepilogo qui le principali motivazioni: quando Apple ha attivato iCloud, già utilizzavo Google Sync, ed uno switch sarebbe stato solo “limitativo”, poiché Apple non permette di condividere i tuoi dati con altri servizi, o altri dispositivi “non Apple”.

Chiaramente, se in casa o al lavoro abbiamo solo prodotti Apple e nessuna intenzione di cambiare in futuro, possiamo valutare la scelta fra i due sistemi di sincronizzazione, ma concretamente, perché legare scelte future a decisioni altrui?

Nonostante sia un felice cliente Apple, credo di avere il diritto di poter disporre dei miei dati ogni volta che ne ho necessità. Che sia per lavoro, comodità, svago, o qualsiasi altro motivo. Nell’era del cloud computing, della condivisione, della mobilità, dei multi-device (smartphone, tabel, browser, desktop, ecc…) questo è possibile e sempre più semplice. Basta con le premesse, passiamo oltre e andiamo al centro della nostra guida.

Configurare il nostro iPhone/iPad con i servizi di sincronizzazione by Google

Il servizio Google Sync non è più disponibile per tutti gli utenti da diversi mesi. Solo se si possiede un account business (Google Apps for business) possono accedere a determinati servizi ed impostazioni. Ma Big G non si è dimenticato dei suoi utenti consumer affezionati alla Mela, ed ora permette la sincronizzazione attraverso specifici protocolli:

  • CardDAV: standard aperto per internet che permette di modificare, aggiungere e rimuovere i contatti dal dispositivo e mantenerli sempre sincronizzati ovunque li utilizzi;
  • CalDAV: è uno standard Internet utilizzato per sincronizzare Google Calendar con i dispositivi iOS Apple (tra cui iPhone, iPad e iPod Touch) e iCal.

Configurare un iPhone attraverso questi protocolli è, ad oggi, veramente molto semplice, alla stregua della configurazione della vostra Gmail. In fondo all’articolo riepilogo i passaggi che la stessa Google indica nel suo completissimo Centro di Assistenza.

Per avere una perfetta sincronizzazione dei dati fra i vari dispositivi come iPhone, iPad, Macbook, basterà configurare gli account come indicato in ogni dispositivo, e non dovremmo preoccuparci di niente. Ogni modifica, aggiunta, cancellazione verrà replicata quasi istantaneamente nei vari dispositivi. Che si tratti di un contatto, di un appuntamento, o di una email.

La necessità di poter disporre di questi dati sempre e ovunque e poterli condividere con servizi terzi sarà sempre maggiore, e crescerà assieme alla vostra competenza, consapevolezza. Creare le basi è fondamentale. Se non avete ancora un account Google, apritelo, e importate in esso i vostri dati, così non sarete più schiavi di nessuno (a parte di Google ovviamente) e potrete passare da uno smartphone Apple ad uno Android in 10 minuti netti.

Ad inizio articolo ho scritto: cari Ninja esperti o principianti… perché?! Per un utente alle prime armi, la cosa fondamentale non è capire come configurare l’iPhone dato che internet è pieno di guide e oramai i passaggi sono semplice e veloci nella maggior parte dei casi.

La cosa veramente importante è comprendere i concetti di base per cui risulta oramai fondamentale, sicuro ed efficiente, salvare i propri dati su server internet grazie a questi servizi, e non più nella memoria dei dispositivi. Quella usiamola per le foto, i video, la musica, e le app, e teniamo i ns dati fondamentali, quelli da cui non possiamo prescindere, al sicuro sulla nuvola!

Per gli utenti esperti invece, è sempre comodo poter linkare ai propri amici o clienti che chiedono delucidazioni, brevi guide step-to-step o concettuali come queste, quindi cari Ninja condividete il verbo e salvate i link per futuri utilizzi!

Di eventuali aspetti legati a sicurezza e privacy parleremo un altra volta. Vi spiegherò anche come proteggere il vostro account Google con la verifica in due passaggi, che aumenta notevolmente protezione e sicurezza dell’account!

Chat e messaggistica istantanea by Google: Hangouts

Quando è stato lanciato, avevamo parlato di Google Hangouts, il sistema di messaggistica di Google con tutte le carte in regola per fare la voce del leone fra i servizi IM. L’app per iOS è migliorata molto e ha risolto diversi bug. Ora le notifiche e la sincronizzazione delle chat fra online e dispositivi funziona bene ed è un comodo strumento per continuare in mobilità una discussione con un amico o un collega avviata da Gmail o Google+ via web.

Vi lascio alle indicazioni della stessa Google per configurare i vari account CalDAV per il calendario, CarDAV per la rubrica, e Gmail per la posta elettronica.

Sincronizzazione dei contatti

iOS 7+

  • Apri la app Impostazioni sul dispositivo.
  • Seleziona Posta, contatti, calendari.
  • Seleziona Aggiungi account.
  • Seleziona Google.
  • Inserisci le informazioni relative all’account nei seguenti campi:
  • Nome: inserisci il tuo nome
  • Nome utente: inserisci l’indirizzo email completo del tuo account Google o Google Apps.
  • Password: digita la password del tuo account Google o Google Apps.
  • Descrizione: inserisci una descrizione dell’account (ad es., Contatti personali).
  • Seleziona Avanti nella parte superiore dello schermo.
  • Assicurati che l’opzione “Contatti” sia attiva. L’interruttore deve essere verde.
  • Seleziona Salva nella parte superiore dello schermo.

iOS 5 & 6

  • Apri la app Impostazioni sul dispositivo.
  • Seleziona Posta, contatti, calendari.
  • Seleziona Aggiungi account…
  • Seleziona Altro.
  • Seleziona Aggiungi account CardDAV.
  • Inserisci le informazioni relative all’account nei seguenti campi:
  • Server: inserisci “google.com”.
  • Nome utente: inserisci l’indirizzo email completo del tuo account Google o Google Apps.
  • Password: digita la password del tuo account Google o Google Apps.
  • Descrizione: inserisci una descrizione dell’account (ad es., Contatti personali).
  • Seleziona Avanti nella parte superiore dello schermo.
  • Assicurati che l’opzione “Contatti” sia attiva.

Dopo aver completato l’installazione, apri Contatti sul dispositivo: la sincronizzazione si avvierà automaticamente.

Sincronizzazione dei calendari

  1. Apri l’applicazione Settings (Impostazioni) dalla schermata iniziale del tuo dispositivo
  2. Apri Mail, Contacts, Calendars (Posta, contatti, calendari)
  3. Seleziona Add Account… (Aggiungi account…)
  4. Seleziona Gmail
  5. Inserisci le informazioni del tuo account:
  • Nel campo Name (Nome), inserisci il nome che desideri venga visualizzato dagli altri utenti.
  • Nel campo Email, inserisci l’indirizzo email completo del tuo account Google o Google Apps.
  • Nel campo Password, inserisci la tua password del tuo account Google o Google Apps.
  • Nel campo Description (Descrizione), inserisci una descrizione del calendario (ad esempio, “Calendario personale”).
  • Seleziona Next (Avanti) nella parte superiore dello schermo.
  • Assicurati che l’opzione Calendari sia attivata.

Al termine della configurazione, apri l’applicazione Calendario sul tuo dispositivo. La sincronizzazione inizierà automaticamente.

Per impostazione predefinita, verrà sincronizzato soltanto il tuo calendario principale sul dispositivo. Per sincronizzare altri calendari, attieniti alla seguente procedura.

  • Visita la seguente pagina dal browser per dispositivi mobili del tuo dispositivo: https://www.google.com/calendar/syncselect
    • Gli utenti di Google Apps possono accedere alla pagina https://www.google.com/calendar/hosted/tuo_dominio/syncselect, sostituendo tuo_dominio con il nome di dominio effettivo.
  • Seleziona i calendari che desideri sincronizzare, quindi fai clic su Salva.

I calendari selezionati verranno visualizzati sul dispositivo alla successiva sincronizzazione.

Ora avete tutto perfettamente sincronizzato, non vi resto che iniziare ad usare i vostri servizi Google preferiti!

Facebook: quali sono le immagini che condividiamo più spesso? [INFOGRAFICA]

Se avete iniziato a sognare i vostri clienti in questa veste di Ron fagocitante cosciotti-like sappiate che vi siamo vicini 😀 Forse non hanno ancora compreso che dopo aver creato una consistente fan base su Facebook bisogna prendersi cura degli utenti con contenuti davvero appetibili! Da questo presupposto sorgono spontanee le domande:

  • quanto conoscete i vostri fan?  E quanto conoscete voi stessi 🙂
  • in base a quale criterio delineate il social media plan?

Con la traduzione di questa simpatica infografica di Superfishrelativa alle diverse tipologie di immagini che gli utenti amano condividere su Facebook, potrete scoprire alcuni dati interessanti e divertenti sulle abitudini di social sharing!

tipologia_immagini_condivise_facebook_infografica

250 miliardi di foto su Facebook posson bastare?

Partendo dal dato altisonante dei 250 miliardi di foto caricate su Facebook, abbiamo la conferma che le immagini la fanno da padrone.

Andando nel dettaglio possiamo vedere che i contenuti riguardanti le persone (da sole o in gruppo) e gli ambienti esterni (paesaggi e natura) vanno per la maggiore.

Ciò non ha la presunzione di essere una verità assoluta, ma piuttosto uno spunto per cercare di capire quale tipologia di contenuto possa stimolare l’engagement del vostro pubblico. Favorendo like, condivisioni e commenti per stimolare un dialogo continuo.

Fotografia metafora del rapporto tra essere umano e tecnologia

Ricordando che per molti studiosi l’atto del fotografare è una chiara metafora del rapporto tra essere umano e tecnologia, molta attenzione ricade sul contesto in cui la fotografia viene scattata.

Un esempio? Vi ricordate quanto abbia fatto discutere la selfie di Obama durante la celebrazione dei funerali di Mandela?  😀

Da “selfie” a “usie” la tendenza 2014

Anche il Presidente degli Usa si fa le selfies? Ah! Ma in realtà Obama ha anticipato ancora una volta le tendenze sui social network. E sì perché a quanto pare il 2014 si apre all’insegna dell’usie ovvero fotografie dove il soggetto non è più da solo bensì insieme ad altre persone.

Probabilmente starete pensando che non ci sia nulla di nuovo rispetto a una normale fotografia. E invece no! La particolarità dell’usie è che almeno il famoso braccio-autoscattante deve essere visibile! Papa Francesco ne è stato inconsapevolmente promotore. Quando si dice un’usie riuscita divinamente! 🙂

Il dato più clamoroso? I cani battono i famosi gattini! 😮 Cari lettori fateci sapere la vostra, attendiamo i vostri pareri sui dati dell’infografica! Nel caso, invece, siate giovani in fuga da Facebook allora eccovi otto social network da tenere d’occhio nel 2014 e verso cui salpare 😉

Dalla casa ai social network: Ajax fa pulizia con Social Wipes

Nell’eterna lotta tra i colossi internazionali della “home care” che si sfidano a colpi di prodotti super pulenti, disinfettanti e profumati, nessuno aveva mai osato tanto, cioè creare una nuova categoria merceologica, quella del “virtual home care”.

Facebook, Twitter, Linkedin, Google+ sono case che ormai tutti noi abitiamo da tanto e come in tutte le case che si rispettano, anche i nostri account nascondono mensole impolverate e cassetti pieni di roba vecchia che non ci servono più.

Ecco qui allora che Ajax ci propone delle simpatiche salviette pulisci account con cui possiamo finalmente dare una bella rinfrescata alla nostra vita social, ripulendola di tutte quelle pagine a cui nel tempo abbiamo dato un Like o gli account Twitter che seguiamo e che continuano a bombardarci quotidianamente con messaggi a cui non prestiamo più attenzione.

Si chiama Ajaxsocialwipes, ed è il nuovo tool on line creato dalla Agenzia Australiana VML/GPY&R, che ha pensato ad un modo originale per far dialogare il brand con il pubblico dei social, oggi probabilmente poco popolato dal core target di Ajax, ma che sicuramente costituisce la base clienti di domani.

Certo, è molto improbabile cheColgate-Palmolive stia pensando ad una migrazione dall’hardware al software (stile IBM per intenderci), trasferendo il core business di Ajax dalla pulizia reale a quella virtuale, ma come ha sottolineato anche Aden Hepburn, Amministratore Delegato di VML, Ajaxsocialwipes, non solo è solo uno strumento divertente ma soprattutto utile ed inconsciamente molto desiderato dagli utenti, perché permetterà a molti di ripulire il disordine sociale costruito negli anni.

Coraggio allora, rimbocchiamoci le maniche, mettiamo la musica a tutto volume e… buone pulizie!