Decisyon: investimenti dalla Silicon Valley, ma R&D rimane a Latina


Di startup in Italia ne nascono a decine, ogni mese. E la domanda che ci si pone sempre a fine anno, quando si tenta di trarre le somme dell’evoluzione del nostro Paese è: quale possibilità hanno le startup in Italia di avere successo, di diventare imprese solide? Ma anche: quali sono le discriminanti che portano un’idea di business, un team, a distinguersi dagli altri, ad affermarsi nel mercato italiano o a espandersi in quelli internazionali? Tentiamo di rispondere a queste domande anche andando oltre i numeri, per presentare casi di aziende che, nate pochi anni fa, sono riuscite a crescere, ad aumentare il numero di dipendenti, così come il fatturato, senza però smettere di innovare.

La prima storia che racconteremo è quella di Franco Petrucci, Founder e CTO di Decisyon. Franco Petrucci, dopo la laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università La Sapienza di Roma, fonda due imprese (FP e Unyversys) e nel frattempo partecipa a progetti di diverse multinazionali tra cui Johnson & Johnson, Pfizer, Wyeth, Bristol-Myers Squibb, e Trelleborg.

Nel 2005 Petrucci fonda a Latina Decisyon, una startup che ha sviluppato un sistema di collaborazione e decision making che, partendo da un’analisi approfondita dei dati aziendali, strutturati e non strutturati, è in grado di integrare analisi, pianificazione ed esecuzione in un unico ambiente.

Nel 2012 Decisyon ha ricevuto 15 milioni di round A, il più grosso round di venture capital su una startup Italiana da parte di un investitore americano negli ultimi 10 anni. Per Petrucci l’obiettivo principale del round è quello di completare il processo di internazionalizzazione.

Un anno dopo siamo allora andati a farci raccontare da Petrucci la sua esperienza tra Latina e la Silicon Valley.

Non è usuale per una startup italiana ricevere finanziamenti da VC americani. Voi come ci siete riusciti?

E’ molto difficile per una startup italiana attrarre venture capital americani. Per quanto ci riguarda c’è stato un lungo lavoro di preparazione di quasi 3 anni.

In quel periodo passavo il cinquanta per cento del mio tempo in California, facevo avanti ed indietro dall’Italia a Palo Alto. I primi contatti li ho cercati online. Poi ho fatto un lungo lavoro con gli advisor americani, fino a quando siamo riusciti a far nascere l’interessa da parte di alcuni di loro. Da lì tutto è partito.

Qual è stato il processo che ha portato al finanziamento?

C’è stata una fase di due diligence e quindi una fase di negoziazione. L’investimento è stato guidato da Axel Johnson Inc. fondo di private equity newyorkese, e vi hanno contribuito una serie di investitori USA e UK, non solo economicamente ma anche con le loro competenze.

Questo ha consentito la creazione di un team d’eccezione, da Tom Cowan di IBM a Bill Ryan di Apple, diventato Direttore Marketing. Poi anche Ben Hennelly di Axel Johnson ha deciso di venire a lavorare con noi. Da loro ci è stato così dato un grande supporto all’execution e al go to market.

Da allora quali sono stati i passi compiuti da Decisyon?

Da settembre 2012 siamo riusciti ad accelerare lavorando sull’ottimizzazione, sul posizionamento e al lancio della nuova versione.

Ora abbiamo quasi 100 persone che lavorano per Decysion. 15 sono negli Stati Unitia a Stamford, Connecticut, il resto rimane in Italia, dove abbiamo tenuto tutta la ricerca e sviluppo. E continuiamo ad assumere.

Ora Decysion ha 200 clienti (Telecom Italia, Janssen, Intesa San Paolo) in 11 paesi. Imprese, aziende manifatturiere e brand global usano gli strumenti di Decisyon per analizzare in modo collaborativo i dati e individuare processi alternativi. I risultati per le aziende sono stati l’aumento dei ricavi, la riduzione delle spese operative del 10% – 15% e del tempo richiesto per i processi di planning del 20% – 35%, l’aumento della soddisfazione dei clienti del 20% – 50%, l’accelerazione dell’innovazione.

Nella vostra crescita quale ruolo ha avuto l’ecosistema italiano?

L’ecosistema italiano può aiutare una persona che non ha mai fatto startup, dando un supporto importante. Il problema è che in Italia non ci sono soldi. Nel momento in cui si vuole fare il salto in Italia è veramente difficile. Ci sono solo quattro o cinque realtà che possono finanziare.

Diversa la situazione in Paesi come la Scandinavia, la Germania, la Francia e l’Inghilterra, che da due o tre anni cominciano a funzionare come sistemi. Se dovessi cominciare da capo non farei il salto oceanico preferirei cercare investimenti in Europa, perché ragionano con una visione europea non nazionale.

Perché gli stranieri sono restii ad investire in startup italiane?

L’Italia è un Paese poco attraente per gli investitori. Innanzitutto a causa della burocrazia. A me è capitato personalmente da pochi giorni di dover fare una stessa pratica in Italia e negli Stati Uniti. In Italia sono state necessarie 3 settimane e il coinvolgimento di un avvocato e di un notaio. Negli Stati Uniti sono invece bastate poche ore. Per gli investor il sistema Paese italiano non è attraente e la crisi economica italiana di certo non aiuta.

Nessuno vuole investire in un Paese così, perché dal punto di vista degli investor psicologicamente blocca.
Però negli ultimi anni si sta andando nella direzione giusta. La parola startup è diventata hot anche nella legislazione. Speriamo che si continui così. Perchè l’Italia non manca di imprenditori e di creatività. Io ho lavorato con gli ingegneri di mezzo mondo e gli italiani sono sempre tra i più bravi.

Un’ecosistema come quello della Silicon Valley è irripetibile. Ci ha provato in Israele ma sono riusciti solo in piccolo. Quello che si può fare è però facilitare la creazione di startup e l’accesso ai finanziamenti. E poi cercare di indirizzare meglio lo sforzo formativo. Come sistema Paese è necessario focalizzare gli sforzi su alcune tematiche che serveranno alle future generazioni per poter meglio entrare nel vostro mondo, come l’Inglese e l’Informatica.

App of the Week: con Metric Synthetica il remix è interattivo!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili scovate nei market e testati per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Ricordate l’app interattiva dell’album Biophilia di Bjork? Non è l’unica app musicale interattiva esistente su iTunes ma citiamo questa perché dallo stesso designer e artista digitale, Scott Snibbe è nata l’app di cui vi parliamo oggi: Metric Synthetica, l’app interattiva per suonare e remixare le canzoni della band indie rock Metric, disponibile per iPad e iPhone.

Non ci aspettiamo che tutti conoscano i Metric, ma l’app è degna comunque di nota (è il caso di dirlo!): impossibile suonar male con quest’app, davvero! E non è l’unico motivo per cui è interessante questa app: l’interfaccia ha un design davvero particolare, guardate una preview dal video promo:

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L’artista Snibbe ha preso ispirazione per i livelli dell’app (che corrispondono alle diverse canzoni dei Metric) dalle opere fotografiche e disegno del collettivo italiano Superstudio, che proprio recentemente ha festeggiato i 30 anni. Questo gruppo di artisti fiorentini verso la fine degli anni ’60 era noto per disegni e fotografie che univano ambienti naturali a mondi artificiali e futuristici rappresentati con griglie a quadri. Forse una loro opera può aiutarvi a comprendere o a ricordare:

Superstudio, Vita (Supersuperficie 1971)

Superstudio, Vita (Supersuperficie 1971)

Per remixare una canzone in Synthetica, tutto ciò che fai è dunque toccare e disegnare con la punta delle dita lungo una delle griglie 3D. Queste interazioni introducono modifiche per tempo o strumentazione: poiché i suoni prodotti sono tutti sincronizzati al ritmo sottostante della canzone originale dei Metric, le variazioni non possono fare a meno di suonare almeno per metà decentemente.

screenshot app Metric Synthetica

Infine ultimo – ma non meno importante, anzi – aspetto per cui l’app è interessante, è il fatto che concepita così, con un design interessante e uno semplice intuitivo, rende un momento di intrattenimento un’occasione reale di marketing: chi utilizza l’app intanto impara a conoscere le canzoni della band ed è naturalmente portato a voler scoprire di più. Per questo motivo solo una canzone è accessibile gratuitamente, mentre le altre sono scaricabili, singolarmente o tutto l’album, a pagamento.

Per scaricare l’app da iTunes cliccate sull’icona qui sotto:

app metric synthetica itunes

Gattini, app e selfie: benvenuti nel mondo degli iDiots [VIDEO]

Nelle ultime ore avete appena scaricato un’app inutile, postato su Instagram o messaggiato su WhatsApp? Bene, siete ufficialmente degli iDiots. Calma, calma… non prendetevela con me ma con i ragazzi di Big Lazy Robot VFX e con il loro ultimo video.

Think Different” sono molto di più che due semplici parole (che hanno anche una pagina su Wikipedia). Lo slogan, nato nel 1997 dalla mente dei creativi dell’agenzia TBWAChiatDay, è diventato in poco tempo la filosofia di vita del marchio Apple. Ma è veramente questo il pensiero alla base dell’azienda statunitense? La Big Lazy Robot VFX ci invita a riflettere nel video iDiots tra robottini, gattini e selfie.

Una città fatta di cartone, un gran numero di robottini rosso e uno smartphone infernale che li trasforma tutti in… beh robot senza cervello! Questa la storia alla base del video del gruppo Big Lazy Robot VFX che, con semplicità, pongono delle domande molto profonde e ancestrali aprendo una discussione sul rapporto che c’è tra uomo e macchina, reale e virtuale, marketing ed emozione.

Insomma, nel video iDiots c’è molto di più che dei robottini e una parodia della Apple! In appena 4 minuti i ragazzi di Big Lazy Robot VFX ci pongono di fronte a delle domande profonde che riguardano l’uomo e la società che, forse, non troveranno mai risposta. Stiamo vivendo come dei robot? Le nuove tecnologie ci rendono schiavi? Non siamo più in grado di scindere il reale dal virtuale?

Gattini, app e selfie: benvenuti nel mondo degli iDiots [VIRAL VIDEO]

Gattini, app e selfie: benvenuti nel mondo degli iDiots [VIRAL VIDEO]

Gattini, app e selfie: benvenuti nel mondo degli iDiots [VIRAL VIDEO]

Vi starete chiedendo “ma perché, tra tutte le marche di smartphone, hanno scelto proprio la Apple?”. Probabilmente perché il famoso marchio della mela si è sempre fatto paladino dei principi di libertà di pensiero con le sue campagne pubblicitarie (come il famosissimo spot del 1984 diretto da Ridley Scott) e durante i vari meeting del papà Steve Jobs.

Ottima qualità tecnica, ottima animazione e regia magistrale: il filmato iDiots è un piccolo capolavoro che ha riscosso un notevole successo online sia per le visualizzazioni che per i commenti. Unico neo, se vogliamo, nel tema del video un po’ troppo “facile” e moralista per i miei gusti ma, tutto sommato, molto vicino alla realtà dei fatti.

Detto questo devo lasciarvi: ho 3 messaggi da leggere su WhatsApp, devo provare un’app e c’è un gattino coccoloso che vuole apparire su Instagram. Sì, anche io sono un iDiots. E me ne vanto!

12 strane tradizioni natalizie trovate in giro per il mondo

Siete stufi della solita routine natalizia? State cercando un bel modo per rendere il Natale 2013 diverso da tutti gli altri? Bene, Ninja Marketing, grazie ai consigli di Flavorwire, non ci pensa due volte a soccorervi con delle idee tanto strane quanto divertenti e incredibili!

#1. La notte dei Krampus

Celebrata attorno al 6 Dicembre in Austria, Germania e nel nord-est Italia, la notte dei Krampus ci racconta la storia di questi terribili mostri, metà caproni, metà uomini, che vanno alla ricerca dei bambini cattivi. Con l’ausilio di grandi campanacci, le creature girano i paesi con l’intento di elargire carbone o, peggio, di rapire chiunque si sia comportato male durante l’anno.

#2. Yule Goat

Simbolo della tradizione scandinava, la capra, realizzata in paglia e stoffa rossa, ha avuto nel tempo diversi significati e origini. Dal diciannovesimo secolo, la Yule Goat viene identificata come portatrice di doni, una specie di Babbo Natale versione scandinava. Oggi è possibile trovare delle mini versioni da appendere all’albero di Natale come simbolo di buon augurio.

#3. Wren Day

In Irlanda il 26 Dicembre è il giorno della “Caccia allo scricciolo”, ovvero una manifestazione con tanto di sfilate in costumi tipici in cui si celebra il giorno di Santo Stefano. Probabilmente di origine celtica, la festa serve a raccogliere denaro per la città in cui viene organizzata e per ballare insieme il Céili, ovvero la danza tipica irlandese.

#4. Caganers

Queste curiose statuette si possono trovare principalmente in Spagna e Portogallo. Ci sono veramente tantissime teorie sulla nascita di questa figura che, normalmente, trova il suo posto ideale niente meno che nel Presepio! Una delle spiegazioni più gettonate è che, grazie a questo simbolo, la fede del cattolico verrà messa alla prova e ne uscirà più forte di prima. Per i bambini, ovviamente, è solo un momento in più per divertirsi a Natale 😀

#5. Mari Lwyd

Questa strana maschera fa parte della tradizione natalizia gallese. Nonostante la sua apparenza, viene usata per buon augurio e la persona che la indossa deve visitare ogni casa del villaggio, cantando canti natalizi in cambio di cibo e vino. Nata per celebrare il nuovo anno, oggi Mari Lwyd inizia il suo viaggio già prima del giorno di Natale, per concluderlo dopo Capodanno.

#6. Caga Tió

Un’altra tradizione spagnola che, questa volta, vede come protagonista un piccolo tronco di legno. Dopo averlo dipinto, coperto e “nutrito” per tutto il mese di Dicembre, il tronco viene buttato nel camino il giorno di Natale. Questo gesto serve da buon augurio per le feste e per assicurarsi che Babbo Natale porti tantissimi doni ai bambini.

#7. Delizie decomposte

In Groenlandia non perdono certo tempo a mangiare panettoni e pandori a Natale! Il 25 Dicembre è il giorno perfetto per mangiare il Mattak, pelle e grasso di balena, e il Kiviak, uccello artico avvolto nella pelle di foca, tutto curiosamente seppellito per mesi e mesi prima di essere consumato!

#8. Ragnatele nell’albero di Natale

Nella tradizione natalizia ucraina si usa nascondere un ragno e una ragnatela (finti!) dentro l’albero di Natale, il primo che troverà le decorazioni verrà premiato con un anno di buona fortuna. Questa curiosa tradizione deriva da una storia in cui una vedova, troppo povera per comprare le decorazioni per l’albero di Natale, lasciò che dei ragni facessero la loro ragnatela sul malcapitato. Il giorno di Natale, appena i raggi del sole illuminarono le ragnatele, queste ultime si trasformarono in fili d’oro e d’argento, portanto fortuna e prosperità alla donna.

#9. La sauna estone

Vi piace passare il Natale in famiglia? Allora questa tradizione estone fa per voi! Il giorno di Natele, le famiglie, si riuniscono dentro una sauna a bere e raccontarsi storie natalizie e non.

#10. Roller-skating Christmas

A Caracas il Natale si passa sui pattini! Dal 16 al 24 Dicembre i venezuelani vanno persino in chiesa sui loro amati pattini a rotelle. Se tutto ciò non vi sembra abbastanza strano, che ne dite dei bambini che si legano il pollice del piede con un nastro in modo che i pattinatori glielo tirino? Questo gesto è simbolo di buon augurio!

#11. Streghe norvegesi

Non aspettatevi di trovare delle scope in Norvegia dopo il 25 Dicembre! I norvegesi le nascondono nei ripostigli per non farle trovare alle streghe e ad altri spiriti maligni!

#12. Natale al KFC in Giappone

In quanto a stranezze nessuno può battere il Giappone. Questa usanza deriva direttamente da una mancanza della famosa terra orientale: il tacchino! Nel 1970 gli addetti del Kentucky Fried Chicken notarono un’insolita affluenza di stranieri nel punto vendita durante il Natale, così decisero di offrire un menù speciale fatto apposta per celebrare la festività con quello che loro ritenevano un parente prossimo del tacchino, ovvero il pollo fritto!

Un incontro targato Università degli Studi Federico II sulle nuove professioni del digital [EVENTO]

Sei un community manager, un search engine optimizer,  un transmedia web editor o un e-reputation manager? Martedì prossimo a Napoli si parlerà proprio di te e delle altre nuove professioni del digital, con illustri ospiti ed operatori del settore. Scopo dell’evento è fare il punto della situazione sul marketing nell’era digitale e su come i cambiamenti che hanno investito il nostro modo di comunicare abbiano anche reso necessaria la nascita di nuove professioni.

L’evento ‘Comunicazione, marketing e le professioni del digitale’ nasce dalla collaborazione tra l’Università degli Studi Federico II, Accademia Mediterranea di Societing, Centro Studi di Etnografia Digitale.


A farci da guida ci saranno, tra gli altri, Derrick de Kerckhove, sociologo di fama internazionale e docente di Marketing e Nuovi media; Alex Giordano, co-founder di Ninja Marketing e docente di Societing, Comunicazione, Marketing e Pubblicità; e Rosario Di Girolamo, Compitational Social Scientist a Telecom Italia.

L’appuntamento è per martedì 17 Dicembre ore 15.00-18.00 nell’aula magna del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Vico Monte di Pietà, 1 Napoli).

Ninja napoletani, vi aspettiamo!

Le migliori pubblicità del 2013

Ci risiamo, riparte la cantilena. Si avvicina la fine del 2013 ed è tempo di bilanci. Tutti lo dicono e te lo dicono. Forse, quasi tutti li fanno davvero. Amori, amicizie, carriera. Quello che però vogliamo prendere in considerazione, almeno in questa sede, è un altro tipo di bilancio. E non comprende nessuno stato patrimoniale o conto economico.

Il magazine americano Business Insider ha selezionato le 10 migliori pubblicità del 2013. Premessa: forse non ne avete mai vista una. Se amate questo mondo dovreste però dare loro un’occhiata. Un ninja fa dell’incessante curiosità la sua arma migliore. Per questo motivo, buon divertimento.

Cherkashin Meat Factory

È facile stupire se si parla di commercial per brand tecnologici o dell’alta moda. Provate a farlo per carne lavorata. Questa pubblicità made in Russia vi darà la sensazione come se qualcosa di incredibilmente drammatico stia per accadere e invece…

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Tullamore Dew

Prendete tutti i possibili stereotipi irlandesi. Adesso metteteli in una pubblicità. Fatto? L’azienda di produzione di Ridley Scott fa colpo con questa intensa produzione.

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Dove

Uno dei video virali dell’anno che è stato premiato anche a Cannes. Donne che descrivono se stesse ad un artista dell’FBI che disegna uno schizzo. Donne che poi descrivono le altre allo stesso artista. Il risultato? Ognuna di loro è riuscita a descrivere come meno bella di come le altre la vedano. E poi dicono che la solidarietà femminile non esista.

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Business In The Community

Il migliore commercial dell’anno per molti aspetti, per il tema trattato in primis. Questo video spezza una lancia in favore degli ex-detenuti in cerca di lavoro. Lo stratagemma utilizzato per attirare l’attenzione è dei più ingegnosi. Il bottone che permette su Youtube di saltare la pubblicità diventa un modo per dare l’opportunità all’ex-detenuto di esprimere il suo disappunto per non aver voluto ascoltare le sue motivazioni. Quando la creatività si mette in prima linea verso la lotta ai pregiudizi, non puoi non amare il marketing ed i suoi derivati.

Monsters University

Un concetto semplice. Immaginate di voler entrare alla Monsters University ed il video promo per le selezioni appare più o meno così.

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True

Una pubblicità strappalacrime. Vedetela e provate a trovare la connessione con l’azienda thailandese di telefonia che l’ha prodotta. Sottilissima, data la potenza del messaggio trasmesso.

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John Lewis

Il quadro iniziale è in stile “favole di Esopo”. Un orso che non ha mai visto il Natale e dorme fino a quando l’amica lepre lo sveglia con un regalo.

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NeverWet

Questo più che un commercial è un infomercial. Dura qualche minuto ma alla fine potreste davvero dire che ne è valsa la pena.

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Nate Walsh

Questo commercial è qualcosa di altamente nostalgico. L’americanotto dell’Illinois in questione dice di aver speso 20 ore creando un collage di tutto ciò che ha segnato la sua età da teenager. Supponiamo che la sua mal ridotta Toyota Camry del 1999 non sia andata all’asta. Molta gente avrà parlato della sua iniziativa originale. Con una lacrima negli occhi.

Chipotle

Lodevole il tentativo di prendere posizione contro l’allevamento su scala industriale. Ancora di più perché a farla è una corporation del calibro di Chipotle.

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E voi? Conoscete altre pubblicità meritevoli di entrare in questa white list?

Il 2013 visto dai social media

Il 2013 visto dai social media

Ci siamo: il 2013 volge ormai al termine e dicembre è il mese ideale per tirare le somme dell’anno appena trascorso: ovviamente, sui social media! A che punto siamo arrivati, qual è lo stato dell’arte delle piattaforme protagoniste del web 2.0? Ecco un resoconto che vi permetterà di ripercorrere le novità, gli argomenti più discussi e i numeri sui principali social network negli ultimi 12 mesi.

FACEBOOK

Un altro anno di successi per Mark Zuckerberg e il suo Facebook: il social network più utilizzato di sempre ha, infatti, raggiunto 1.15 miliardi di utenti. Di questi, il 50% effettua il log-in almeno una volta al giorno e il 23% controlla gli aggiornamenti sul social network 5 volte al giorno o più. Con oltre 7.000 devices differenti, 751 milioni di utenti accedono a Facebook da mobile. Nel 2013 sono state caricate 350 milioni di fotografie ogni giorno e 293 mila aggiornamenti di stato sono stati scritti ogni minuto. Le moltiplicazioni le lasciamo fare a voi, ma siamo certi che il risultato sarà un numero molto alto, tanto da far credere al 74% delle aziende che Facebook è uno strumento fondamentale per l’acquisizione di nuovi clienti e per la crescita del proprio business: Facebook influenza, infatti, gli acquisti di circa il 47% degli americani, un dato interessante che solo nel 2011 era al 24%.

Il 2013 visto dai social media

Cosa è successo invece nel nostro Paese negli ultimi 365 giorni? Lo comunica direttamente Facebook, attraverso Facebook Stories. Nell’ultimo anno, il luogo in Italia dove è stato fatto più spesso check-in è stato Piazza San Marco, nella splendida Venezia. Tra gli argomenti di cui abbiamo più discusso, in pole position salgono la tragedia di Lampedusa, le elezioni politiche e Mario Balotelli. Seguono la nascita del Royal Baby, la morte di Margherita Hack e di Giulio Andreotti, e poi il meteorite, l’aumento dell’IVA, papa Benedetto e, dopo un anno, ancora la Costa Concordia e le delicate operazioni di recupero.

TWITTER

Il 2013 visto dai social media

Annata importante anche per Twitter, che ha raggiunto i 500 milioni di utenti, con una crescita del 44% e con oltre 400 milioni di cinguettii inviati ogni giorno. Tra le curiosità legate al social, vi sottolineamo come il 28% dei retweet ha incluso la frase… “please RT”! E che se gli utenti attivi ogni mese sono stati 288 milioni… circa 29 milioni sono quelli fake! Anche qui è il social network a proporci una carrellata di argomenti più trattati, ricordandoci l’elevato numero di notizie che ci ha colpiti: da papa Francesco, ai numerosi eventi politici, alle tragiche scomparse di tanti personaggi di rilievo, fino al tempo libero e ai tantissimi tweet dedicati alla musica, ai programmi televisivi e ovviamente al calcio.

GOOGLE+

Anche nel 2013 la piattaforma di Google non si è smentita, e ha continuato a far parlare molto di sé con il raggiungimento dei 343 milioni di utenti attivi e un meccanismo poco chiaro sul conteggio degli account realmente presenti sul social network. Durante l’anno, inoltre, ha introdotto davvero numerose novità sulle foto, sui video, sugli hangouts e, finalmente, sulla personalizzazione delle url. Aggiornamenti che hanno funzionato, portando il tasto +1 ad essere cliccato più di 5 milioni di volte al giorno.

INSTAGRAM

Il 2013 visto dai social media

Per Instagram il 2013 ha portato la grande novità dei video: un avvenimento che ha fatto sì che, in meno di 24 ore dal lancio, venissero caricati oltre 5 milioni di filmati dai 137 milioni di utenti sparsi per il mondo. Tantissime le interazioni durante l’anno: ogni giorno sono state caricate 5 milioni di foto, e ogni secondo sono stati cliccati 8000 like e lasciati 1000 commenti. Non abbiamo invece dati certi sul numero di tag inseriti nelle foto, l’altra grande novità introdotta negli ultimi 365 giorni. Un social di successo, con numerosi profili di brand, ne è un esempio quello di MTV che con il suo milione di follower risulta il marchio più seguito su Instagram. Numeri importanti, quindi, che hanno portato l’azienda a inserire, al momento solo negli Stati uniti, gli annunci pubblicitari. Che il 2014 li porterà anche in Europa?

PINTEREST

Tempo di monetizzare anche per Pinterest che, come il suo collega qui sopra, in questo 2013 ha introdotto i pin sponsorizzati. Sono sempre di più le aziende che utilizzano questo social network per fare marketing: per questo negli ultimi 365 giorni Pinterest ha introdotto anche gli analytics a servizio dei propri utenti. Tra gli argomenti più discussi durante l’anno, quelli intorno al cibo: il settore del food&beverage ha prodotto infatti oltre il 57% dei contenuti totali della piattaforma e il brand Garlic Cheesy Bread è l’account aziendale che ha generato più repin. Cibo, ma anche viaggi: nel 2013 infatti Pinterest ha deciso di scommettere sul turismo e il tempo libero intruducendo la geolocalizzazione delle board con i Placed Pins. E le novità devono aver giovato alla piattaforma, che chiude questo 2013 con oltre 500.000 business account registrati.

LINKEDIN

Il 2013 visto dai social media

Compleanno importante per Linkedin che nel 2013 ha spento le sue prime 10 candeline. La piattaforma professionale ha incrementato i suoi utenti raggiungendo 238 milioni di account, senza introdurre particolari novità, se non aggiornando le pagine aziendali. Queste, grazie ai cambiamenti utili a favorire la diffusione di un maggior numero di contenuti, sono arrivate a quota 3 milioni, il doppio dei gruppi che, allo stato attuale, sono 1,5 milioni.

Adidas presenta Brazuca Ball, il pallone dei Mondiali 2014 [VIDEO]

Finalmente Adidas ha svelato il design del pallone ufficiale della Coppa del Mondo di calcio 2104. Brazuca Ball è il suo nome, scelto direttamente dai tifosi brasiliani, un termine usato per indicare il modo di vivere tipicamente brasiliano. E suoi colori blu, rosso, verde e nero richiamano il bracciale portafortuna al polso di ogni brasiliano.

Un rigoroso processo di test, compreso quello ‘sul campo’ ad opera dei migliori giocatori del mondo tra cui Messi, Zidane e Casillas. Pronto e lanciato nel mondo in questi giorni!

Tra le tante iniziative di marketing integrato per promuovere la palla mondiale anche un video versione interattiva che in alcune parti consente agli spettatori di prendere il comando per entrare a far parte del gioco proprio dal punto di vista di Brazuca e anche da quello dei vari calciatori.

A dimostrare che in Brasile il calcio è sempre allegria, colore e divertimento 😀

Cliccate sull’immagine per collegarvi al canale YouTube di Adidas e iniziare a giocare 🙂

Adidas presenta Brazuca Ball, il pallone dei Mondiali 2014

Amnesty International inscena un finto rapimento a Kiev

Incredibile ma vero: Amnesty International, per insegnare al grande pubblico che il rispetto dei diritti umani è un capitolo ben lontano dall’essere chiuso, ha deciso di inscenare un finto rapimento. Questa azione così eclatante è stata ideata per ricordare alle persone che vivono in paesi liberi che non tutti gli esseri umani, purtroppo, godono degli stessi privilegi.

L’organizzazione internazionale in difesa dei diritti umani si è rivolta all’agenzia pubblicitaria Tabasco di Kiev in Ucraina per la realizzazione dell’inedita operazione di ambush-marketing.

Il risultato lascia a bocca aperta e l’intensità emotiva creata è incredibilmente travolgente per essere un video di un minuto. Oltretutto la qualità degli attori e la brutalità della performance hanno sortito l’effetto di rendere il tutto estremamente credibile, rendendo il video virale.

Cosa avreste fatto voi nei panni degli spettatori di questo cinema se nel bel mezzo del film quattro loschi figuri fossero entrati in sala armati per “rapire” delle persone sedute tra le file?

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=hukf9puxR2I’]

Advertising Agency: Tabasco, Kyiv, Ukraine

Creative Director: Alexander Smirnov

Art Director: Yevgen Ovchar

Copywriter: Anastasia Borovik

Producer: Tatyana Kurmaz

PR-manager: Veronika Velichko

Junior PR-manager: Iryna Sitalo

Supporting BTL-agency: Full Contact

BTL Director: Nataly Matus

BTL Manager: Anna Getmanenko

Production studio: 2332

Producer: Yuliya Danylyshyna

DOP: Sergey Morgunov, Yuriy Semenyuk

SMM Buiro: Pro Assistance

Client Service Director: Vesta Gunchenko

Director: Yuriy Shishkovskiy

I 25 migliori film del 2013 [VIDEO]

In un periodo di buoni propositi e di bilanci per il 2013 che sta per concludersi, tra le pubblicità dei profumi e le corse affannate ai regali più originali non poteva mancare la lista dei 25 migliori film del 2013.

The 25 best film of 2013: a video countdown” fin dal titolo si presenta come un elenco delle pellicole più significative del 2013, e a realizzarlo è stato David Ehrlich.

A rendere interessante il video non sono solo i film proposti in ordine di gradimento, ma il montaggio. Nella parte iniziale i frame si intrecciano tra loro in modo impeccabile, creando un unico trailer che ha come filo conduttore la musica. La scelta della colonna sonora di The 25 best film of 2013: a video countdown non è lasciata al caso, i brani sono estrapolati dai film e rendono eterogeneo e coerente il tutto, anche a costo di sembrare la musica stessa la  protagonista narrativa del video e le immagini solo un accompagnamento.

La seconda parte è più lineare nella realizzazione, coerente con l’idea di “conto alla rovescia”;  i film vanno dalla 25esima posizione alla prima, e le immagini più significative sono accompagnate dal titolo. Troviamo pellicole provenienti da tutto il mondo: il neovincitiore degli European Film Award 2013, “La grande bellezza”, il film d’animazione “Si alza il vento” del maestro giapponese  Hayao Miyazaki presentato al concorso di Venezia 2013 come sua ultima opera prima di ritirarsi.

I 25 migliori film del 2013

I 25 migliori film del 2013

I 25 migliori film del 2013

Vasta ed eterogenea nei generi la classifica è per ogni tipo di palato cinematografico;  dal romantico Before Midnight (ultimo capitolo della trilogia di Richard Linklater) al Grande Gatsby, passando per il documentario The act of killing . Il video di Ehlich è un ottimo spunto per conoscere pellicole che in Italia potrebbero non essere uscite o che usciranno a breve, come la rivelazione del Festival di Roma 2013 Her di  Spike Jonze.

The 25 best film of 2013: a video countdown  è stato molto apprezzato dal web, se si pensa che il profilo ha 18 follower e nel giro di una sola settimana ha ottenuto numerosi commenti e più di 1200 likes che sicuramente cresceranno nei prossimi giorni.

Voi concordate con questa classifica?