Pharrell crea il primo video musicale interattivo di 24 ore

Pharrell crea il primo video musicale interattivo di 24 ore

La canzone si intitola “Happy“, il video “24hoursofhappy“. Il perché è semplice. Pharrell Williams ha creato per il suo ultimo singolo un video musicale che dura un giorno intero, 24 giri completi d’orologio.

Come potete ben immaginare, il video (disponibile in streaming su 24hoursofhappy.com) consente all’utente alcuni momenti di interazione: ad esempio la possibilità di condividere su Facebook e Twitter qualsiasi momento della lunga giornata raccontata, tra le strade di Los Angeles, attraverso la danza di numerosi ballerini (tra i quali compaiono anche guest star come Magic Johnson, Steve Carrel, Jimmy Kimmel, Jamie Fox e lo stesso Pharrell).

Il brano è riprodotto in loop: ogni volta che ricomincia, entra in scena un nuovo protagonista/ballerino, in questo lungo flusso in piano sequenza. Naturalmente potete “viaggiare nel tempo”, avanti e indietro, tramite un’apposita interfaccia che ci mostra anche l’ora della giornata in cui ci troviamo in ogni momento.

Pharrell crea il primo video musicale interattivo di 24 ore

Pharrell crea il primo video musicale interattivo di 24 ore

Pharrell crea il primo video musicale interattivo di 24 ore

Il video è stato diretto da We Are From LA e prodotto da Iconoclast.

8 suggerimenti per rendere social un evento

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Gli eventi sono degli strumenti di marketing potentissimi che hanno cambiato il modo di fare e vedere il business, stimolando o meno la conversazione e la promozione intorno a brand e prodotti. Negli anni, gli eventi si sono sviluppati seguendo le logiche di socializzazione in divenire, adattandosi, ovviamente, anche alle nuove tecnologie legate all’universo del web.

Pur ammettendo che gli eventi sono strumenti sociali per natura, come possono essere resi ancora più social?

1. Creare un hashtag

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Un hashtag è una parola chiave legata al vostro evento, che può essere il nome o un breve slogan. È uno degli elementi chiave per trasporre l’offline all’online perché sarà quello che, su quasi ogni social, vi permetterà di identificare tutti i post che ruotano intorno a quell’argomento e, comunque, vi permetterà di far conoscere e ricordare il vostro evento anche a coloro non fisicamente presenti.

Non solo, un hashtag funzionale potrà essere riutilizzato nel corso degli anni per mantenere accesa la conversazione nel lungo periodo e nelle edizioni successive. L’hashtag, essendo riconoscibile, potrà essere declinato su tutti i materiali di comunicazione quasi come il logo dell’evento, per diventare definitivamente riconoscibile sia live sia sul web.

2. Coinvolgere i relatori

Gli speakers e gli ospiti invitati saranno il vostro maggior punto di forza per continuare la conversazione online. Detto questo, va da sè che maggiore sarà l’amplificazione web del singolo relatore (o di migliore qualità, pensando a una platea molto targettizzata), maggiore sarà la conversazione partecipata online.

In ogni caso, coinvolgeteli! Scrivete loro un messaggio comunicandogli l’hashtag ufficiale e informateli sui principali canali di comunicazione social che attiverete.

3. Coinvolgere i partecipanti

Con anticipo, comunicate anche ai partecipanti o potenziali i canali sui quali raggiungervi, e non esitate a monitorare le conversazioni online e a interagire nel momento opportuno per promuovere il vostro evento o chiarire eventuali dubbi.

Se la tipologia d’evento lo consente, non tralasciate la possibile aggregazione tra i partecipanti post evento, ovviamente online. Ad esempio, una idea potrebbe essere creare un gruppo Linkedin per eventi di tipo professionale, o un gruppo Facebook per eventi con differenti finalità.

Creare una community intorno al proprio evento, faciliterà la buona riuscita delle repliche successive oltre a conferire un tono di esclusività ai partecipanti. In fondo, cosa sono gli eventi se non un (ottimo) momento di networking?

4. Lo streaming

Il metodo migliore per portare l’offline sul web è poi sicuramente l’utilizzo dello streaming. Questo, utilizzato ad alto livello, è sicuramente un costosissimo veicolo di comunicazione, ma dall’altro lato può aumentare davvero notevolmente la portata di ogni singolo evento.

Per congressi o riunioni più modeste, inoltre, possono essere utilizzati i tanto discussi hangouts made in Google!

5. Il live twitting

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Se il target, il mercato e l’evento lo permettono, Twitter è un ottimo strumento di comunicazione da legare alla buona riuscita di un evento. Permette infatti di tracciare le conversazioni, monitorare l’andamento dell’hashtag di riferimento, intervenire se e dove necessario, e anche, ovviamente, realizzare una sorta di chat live (o, meglio, live twitting) attraverso la quale raccontare la propria esperienza e partecipazione all’evento.

Spesso, viene utilizzata anch’essa per fare networking: i partecipanti, dichiarando di essere presenti, possono mettere in gioco la propria esperienza live discutendo con altre persone non fisicamente all’evento, o suscitare interesse sia nei confronti nell’utente stesso, sia verso l’evento in generale.

6. I contenuti

Raccontatevi, non risparmiatevi. I social hanno avuto e hanno successo perché permettono agli utenti di essere un po’ più vicini all’organizzazione che parla. Sfruttate questa occasione per farvi conoscere!

Postate foto dal backstage, realizzate delle mini interviste video subito prima o dopo la messa in scena per avere dei commenti a caldo e, se avvengono imprevisti, non nascondetevi. L’immagine di qualche piccolo inconveniente potrebbe rendere il vostro brand più umano e, di conseguenza, attrarre la simpatia dei vostri lettori.

7. Offrire qualcosa di esclusivo

Cercare di offrire ai vostri follower qualcosa di speciale: come se le vostre iniziative fossero un brand, date un motivo valido ai fan di seguire voi e il vostro evento.

Prevedete sconti speciali di partecipazione all’evento a coloro che seguono i canali social, o fate in modo di predisporre dei contenuti ad hoc solo per chi vi segue online. O, ancora meglio, perché non pensare a un gadget da regalare durante l’evento che sia collegato alla vostra immagine online? In questo modo i partecipanti si ricorderanno di voi anche una volta tornati a casa e, perché no, verranno a cercarvi anche sul web per restare in contatto con l’azienda e le prossime iniziative!

8. Last but not least

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Un evento ben riuscito anche sui social, prevede un utilizzo massivo dei partecipanti di pc, tablet e smartphone. Non trascurate quindi l’aspetto tecnologico! Ci sono abbastanza prese utilizzabili dagli utenti per caricare i propri telefonini? Avete pensato di offrire una postazione di carica ai presenti? E, soprattutto, non dimenticate di prevedete il wi-fi ad accesso libero e gratuito nella location!

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

I film ci hanno spesso mostrato dei gadget che pensavamo potessero esistere solo sul grande schermo. Oggigiorno non possiamo non negare che la tecnologia ha fatto, e sta facendo, dei passi da gigante mostrandoci tutto quello che il grande schermo ci aveva mostrato… o quasi. Ci sono alcuni gadget che ancora non abbiamo avuto la possibilità di provare/acquistare.

Hoverboard

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

Partiamo dal più scontato, dal bizzarro mezzo di trasporto che ancora affolla la mente degli appassionati di Ritorno al Futuro. Stiamo parlando del noto Hoverboard usato dal famoso Marty McFly (Michael J. Fox) durante Ritorno al futuro – Parte II e Ritorno al futuro – Parte III.

The Neuralyzer (il neutralizzatore)

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

Abbiamo potuto ammirare Will Smith e Tommy Lee Jones (Agente J  e Agente K) mentre utilizzavano questo piccolo, ma potente congegno chiamato “neutralizzatore”. A che cosa serviva? Semplicemente ad invadere la mente di qualsiasi essere umano, e forse non solo, in modo da rimuovere dai loro ricordi qualsiasi situazione “scomoda”. Immaginate questo accessorio nella vita di tutti i giorni: le persone sarebbero resettate di continuo, ma magari esiste e noi non lo ricordiamo!

La spada laser

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

L’arma dei nostri sogni! La spada impugnata dai protagonisti della saga di Guerre stellari. Stringere il suo manico e soprattutto attivare il fascio di luce letale vi farebbe sentire dei veri Cavalieri Jedi. Facile da trasportare e potrebbe persino essere usata come torcia quando salta la corrente!

Mr. Fusion (generatore di fusione)

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

Ritorniamo al film “Ritorno al Futuro” dove, appunto compare questo strano oggetto che diventerà la fonte che permetterà alla mitica DeLorean di funzionare. Sapete come funziona questo alimentatore? Grazie alla spazzatura: il dispositivo sfrutta i rifiuti per trarre energia. Forse vi ricorderete la scena in cui Doc e Marty lo riempiono con praticamente di tutto, birra inclusa!

Armatura di Iron Man

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

Eh si, proprio la famosa armatura del noto supereroe. Basta un cenno per far si che questa enorme corazza rivesta Tony Stark che nel film è interpretato dall’eccezionale Robert Downey Jr. le tante armature del personaggio includono ogni tipo di congegno: GPS, raggi laser, raggi x, mitragliatrici, razzi propulsori, lancia missili e tanto altro ancora.

Il Teletrasporto (Star Trek)

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

Quante ore perse in auto, in treno e in aereo per raggiungere un preciso luogo. I protagonisti di Star Trek non avevano questo problema, infatti, usavano il teletrasporto che era una tecnologia presente e strausata nel loro universo. Molte navicelle stellari avevano un loro mezzo personale per trasportarsi in un attimo.

Se dovesse esistere realmente, le compagnie di trasporto fallirebbero miseramente.

Il cacciavite sonico

Gadget Sci-fi: eccone alcuni dei più amati e desiderati

Concludiamo con il “Sonic Screwdriver”, il famoso strumento del Dottore da “Doctor Who” che può essere utilizzato non solo per aprire ogni sorta di serratura/lucchetto, ma anche per altre bizzarre operazioni come controllare altri dispositivi, cercare alieni o anche fare scansioni mediche.

Dobbiamo ammettere che alcuni potrebbero essere fortemente dannosi per la popolazione: delle armi troppo potenti per dei comuni mortali, ma chissà se qualche agente speciale non ne possegga già qualcuno da utilizzare solo in casi estremi!

Come promuovere la propria app tramite e-mail marketing

iStock/Cienpies Design

Lanciare un prodotto ai tempi della rete e della coda lunga, si sa, è impresa colossale e complessa. Inutile credere al vecchio detto “se di qualità, si vende da solo”. Nell’universo Web, se non hai la giusta visibilità o non generi il giusto passaparola si può perdere la propria scommessa in un attimo.

Focalizziamoci, ad esempio, sul lancio delle app. Chi per lavoro crea e pubblicizza nuove app sa quanto sia misterioso e talvolta magico il percorso che porta all’Olimpo dei bestseller nell’App Store o in Google Play. Posizionarsi bene negli store, tuttavia, è solo uno dei modi possibili per aumentare audience e passaparola.

L’e-mail marketing rimane ancora oggi il mezzo di promozione con il più alto ritorno di investimento (40$ ogni 1$ investito, rispetto ai 17$ e ai 2$ di keyword marketing e banneristica).

Bistrattato negli anni dei “social network ad ogni costo” per la sua presunta invasività e la minore interaction, l’e-mail marketing è tuttavia il mezzo che, se utilizzato in un’ottica di storytelling avvincente e dialogo costante con i propri contatti, può garantire a costi contenuti una diffusione effettiva e misurabile.

Tramite questi 4 semplici step, anche chi non ha esperienza di linguaggio HTML e interaction design può impostare e portare a termine una efficace campagna promozionale per promuovere la propria app.

Pre-Launch

La prima cosa da fare è scegliere un e-mail service provider, creando poi una subscription list. Meglio scegliere servizi web-based in quanto l’invio risulta più facile e veloce.

A questo punto è necessario creare una Pre-Launch Page. Pochi dettagli sulla app, un concept convincente e ovviamente un e-mail subscription form. Se avete una pagina web, integrate il form tramite servizi come LaunchRock e Unbounce, o il plugin Launchpad se usate WordPress.

Se il concept sarà avvincente e  la grafica accattivante, l’utente sarà naturalmente interessato a saperne di più. Ecco che quindi lo storytelling comincia a scalare posizioni nella vostra strategia di comunicazione.


Cominciate ora a raccogliere indirizzi e-mail da inserire nella vostra lista.

Eventi, congressi, meeting sono un bacino di potenziali utenti da fidelizzare, comunicate i vantaggi della vostra prossima app tramite blog e passaparola, offrite promozioni ai primi che la scaricheranno, fate riferimento a community di genere, chiedete agli utenti di segnalarvi altri contatti che potrebbero essere interessati, magari offrendo la possibilità di condividere su più piattaforme il form.

Beta Testing

Una settimana prima del lancio ufficiale, invitate i vostri contatti a scaricare l’app in fase beta. Spiegate loro come scaricarla e come inviare feedback di qualsiasi genere.

Offrite features personalizzate agli utenti che parteciperanno coi i loro feedback all’ottimizzazione della app. Ringraziateli con un messaggio personalizzato o inserendoli in una speciale lista nei credits. Rendeteli parte attiva del processo di creazione.

Launch

Pochi giorni prima del lancio pubblicate recensioni positive sulla app e pareri di utenti.

Il giorno del lancio ufficiale pubblicate il link di download e ideate una grafica speciale per celebrare la nascita della nuova app.

Post-Launch

Una settimana dopo il lancio ringraziate tutti gli utenti registrati, invitando loro a lasciare feedback sullo store ufficiale.

Tenete loro aggiornati con updates e nuove features. A scadenze regolari inviate loro newletter con le migliori recensioni e case legate al vostro prodotto. Offrite infine loro delle opzioni premium in caso di share e invito di altri utenti a scaricare l’app.

Una volta lanciata l’app, non perdete il filo diretto con i vostri utenti: continuate a dialogare (invitandoli anche nelle pagine social correlate), e rendeteli parte di una vera e propria community, ricordando che è proprio grazie a loro se il passaparola è stato innescato e offrendo quindi piccole promozioni profilate secondo le tematiche.

Javier Peréz: creatività da scrivania su Instagram

Javier Perez, nato in Ecuador nel 1985, gestisce un profilo Instagram in grado di meravigliare con una pinzatrice oppure con un paio di forchette.

Abituati sempre più a stupirci per creazioni ai limiti della fantascienza, a rimanere colpiti solamente se qualcosa si mostra interattivo, provocatorio o rivoluzionario, abbiamo tutti un po’ perso la capacità di “pensare piccolo” che predicava Bill Bernbach (Think Small). Abbiamo cioè un po’ perso di vista l’idea che per colpire qualcuno, mandare un qualche messaggio e farsi apprezzare non sia sempre indispensabile alzare l’asticella dell’innovazione tecnologica, progettare costruzioni sempre più alte che ricordino un po’ una lotta a chi ce l’ha più lungo o rivoluzionare questo o quel campo.

Javier Perez ci ricorda che la creatività e la capacità di sorprendere stanno anche sulle nostre scrivanie nelle nostre cucine e non richiedono di eccellere in nessun tipo di arte.

La creatività è sufficiente.

La pagina Instagram di cintascotch, questo è il nome da cercare se volete seguirlo, dimostra come è sufficiente saper guardare le cose in maniera diversa da come le si guarda normalmente, uscire dagli schemi, un po’ come il gioco dei nove punti da unire con sole 4 linee (tratti non curvi) senza mai sollevare la penna dal foglio.

Cintascotch dimostra quindi come basta smettere di credere che un floppy e una memory card siano solo supporti di memoria, ma si possano pensare anche, per età e dimensioni, come padre e figlia.

Oppure ancora, smette di vedere una forbice come tale e la immagina come le gambe affusolate di una ballerina.

 

 

E la lista di “prospettive capovolte” continua:

 

 

Dopo questa selezione delle sue creazioni pubblicate, se vi siete resi conto che cose così le facevate anche voi da un bel po’, non c’è alcun problema. Con l’hashtag #javierperez potete postare le vostre creazioni su Instagram e provare a fare meglio di lui.

Creare un sito e guadagnare con l'advertising: intervista a Flazio

Flazio è una startup nata nel 2012. Si tratta di un site-builder, piattaforma web per creare un sito gratuitamente, senza mettere mano al codice, usufruendo di una grande varietà di template e componenti (tra cui il collegamento ai social network), senza necessitare dell’intervento di un esperto, ma potendo contare su un’assistenza personalizzata dal team, nel caso servisse.

A quale bisogno risponde Flazio?

Creare un sito: croce per l’utente inesperto, delizia per i web developer. Il web oggi chiama tutti. Che sia per esigenze di business o per personal branding, stare in rete e farlo con una “vetrina” professionale può essere non più una facoltà, bensì una necessità. Peccato che la rete non sia un universo di facile accesso per tutti e di fronte alla necessità di essere in internet e farlo bene, molti sono coloro che avvertono una sensazione di smarrimento e la domanda sorge spontanea: “Come creo il mio sito web?”.

Rivolgersi ad un programmatore può risultare dispendioso e non alla portata del proprio budget, oltre al fatto che occorre: attendere i tempi di realizzazione; richiedere servizi di terze parti (vedi per domini e hosting); andare incontro a numerose revisioni e accettare che il prodotto che si aveva in mente possa essere diverso dal risultato realizzato; sopportare i costi di manutenzione e dipendere da altri per gli aggiornamenti in itinere.

Sempre più utenti oggi preferiscono il “fai da te” ed i site-builder spopolano. Certamente ai più è noto WordPress, che certamente non assolve ai compiti di un Content Management System. Tante le proposte alternative in rete, ma tra offerte commerciali ingannevoli (i costi sommersi si insinuano dietro l’angolo) e componenti che mancano, capita di scovare tra i commenti degli utenti – disseminati su social network e forum – malcontento, imprecazioni e frustrazione per l’esperienza negativa maturata.

E poi l’advertising? i giganti dell’online adv trattengono circa il 30% dei ricavi sulla pubblicita’ che gira sul proprio sito, oltre alla contrattualistica che non semplifica la gestione dei guadagni da annunci e banner.

La soluzione arriva dalla startup: il valore aggiunto di Flazio

Flazio risponde al bisogno degli utenti offrendo trasparenza ed efficienza. L’utente più inesperto può entrare in rete con l’orgoglio di un sito internet di qualità che nasce proprio dalle sue mani.

Flavio ed Elisa Fazio sono i due ingegneri catanesi che hanno ideato e realizzato il software di Flazio, poi diventato startup. Prima Wind Business Factor, poi Mind The Bridge e la Silicon Valley, per continuare con Working Capital di Telecom Italia: tante le competition a cui Flazio ha partecipato, tanti i riconoscimenti ricevuti da un prodotto che ha convinto prima gli investor e poi il mercato.

Il perché lo chiediamo direttamente al founder e CTO, Flavio Fazio.

Flavio, è facile dire che una startup fornisce ciò di cui il mercato aveva bisogno. Qual è il valore aggiunto della user experience con Flazio? Spiegacelo nel dettaglio

Flavio:”Flazio rende disponibile all’utente cio’ che si aspetta su un sito li’ dove se lo aspetta. Il sistema di trascinamento degli elementi che andranno a comporre la pagina rende la costruzione del sito molto intuitiva, ogni elemento di immediata identificazione e le modifiche rapide. Non esistono funzioni nascoste, non esistono cavilli.

Aggiungo che la varieta’ nelle scelte grafiche e’ un plus. Non e’ facile usufruire di cosi’ tanti template grafici quanti quelli che offriamo con Flazio. Inoltre, se dalla versione Freemium si passa alla Premium i costi sono altamente competitivi, perche’ il nostro modello di business e’ stato concepito in modo da non gravare sul consumatore. Ancora, il supporto personalizzato che offriamo al cliente, con intervento tempestivo tramite un click in chat che non tutti offrono. L’utente non si sente abbandonato a se stesso nel costruire il suo sito, ma sa che il nostro team e’ dietro le quinte pronto ad intervenire alla prima richiesta di aiuto tecnico

L’advertising su un sito costruito con Flazio come funziona?

Flavio:”L’advertising e’ l’ultima novita’. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato l’adv su Flazio senza ricorrere ai tradizionali circuiti. L’utente che crea il sito con noi puo’ anche guadagnare dai banner e gli annunci che girano sul sito collocandoli autonomamente nella pagina, senza passare attraverso agenzie. Noi tratteniamo solo il 10% sui ricavi pubblicitari e l’utente con i ricavi riesce a coprire i costi della piattaforma in versione premium e guadagnare; risparmia sulle commissioni, e salta tutti i passi burocratici. La nostra logica promuove il fai da te anche su questo fronte“.

Nuove feature aggiunte, insieme all’imminente lancio sul mercato internazionale: Flazio non si e’ fermato allo stato di startup, ma sta investendo molto sullo sviluppo e il marketing del prodotto per competere ad alti livelli. Il mercato risponde bene, significa che il settore aveva necessita’ di un prodotto nuovo, trasparente ed efficiente e sempre piu’ persone stanno prendendo consapevolezza dell’importanza di stare sul web.

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Le app fanno ormai parte integrante delle strategie marketing dei brand più noti e non solo: un’app può aumentare l’interesse per il marchio e per i suoi prodotti o servizi ma può soprattutto generare un più significativo coinvolgimento da parte dei consumatori a favore della brand awareness.

Creare un’app per il proprio business significa prima di tutto integrare questa alla nostra strategia generale: anche per lo sviluppo di un’app sarà dunque necessario pensare obiettivi, KPI e soprattutto strumenti. Proprio di uno strumento per lo sviluppo di app vogliamo oggi parlarvi, GoodBarber, ma è necessaria qualche premessa per capire l’utilità di questo tool.

GoodBarber: l’appbuilder che pensa anche al design

Un’app è meglio di un qualsiasi spot televisivo o radiofonico, di un qualsiasi billboard per strada, di una pubblicità su un giornale: segue il potenziale cliente ovunque perché è nelle sue tasche.

Raggiungere un potenziale cliente ovunque esso sia non vuol dire averlo conquistato: non è una strategia pensare di creare un’app per il proprio brand o business solo perché il mercato lo richiede. Un’applicazione mobile per avere successo deve essere di valore per i propri utenti.

In una strategia orientata in questo senso due sono i punti fondamentali su cui lavorare: il content marketing e il design. Il design in particolare è il driver della tecnologia digitale: per questo motivo, un’interfaccia utente bella sarà sempre una vetrina di successo per la nostra applicazione.

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Creare un’app non è alla portata di tutti ma non è neanche impossibile: oggi esistono strumenti molto validi per realizzare l’app del proprio brand senza impegnare un grosso budget. La maggior parte di questi tool si concentra esclusivamente sulle funzioni: il risultato sono app dal design piatto, non curato.

GoodBarber, la piattaforma web per creare app native per iOS e Android senza nessuna conoscenza di sviluppo, si distingue dal resto degli appbuilder esistenti sul web invece perché ha un occhio di riguardo per il design.

GoodBarber, che ha inaugurato il suo portale italiano quest’anno, è un CMS Mobile sviluppato da DuoApps, che nel giugno 2010, con il progetto di questa piattaforma vinse il concorso nazionale per la creazione di imprese innovative in Francia.

Unifica la tua presenza sul web

WordPress, TypePad, Instagram, WMaker, SoundCloud, Google Calendar, Facebook, Flickr, Twitter: con GoodBarber puoi raccogliere tutta la tua presenza sul web in un’unica app in modo semplice e immediato.

Devi solo connettere i servizi che già utilizzi e GoodBarber sincronizzerà automaticamente i contenuti nella tua app. Per WordPress in particolare esiste un plugin GoodBarber dedicato che recupera tutti gli elementi del tuo blog e li integra alla tua applicazione: anche i commenti effettuati dagli utenti nell’app vengono sincronizzati nella versione web.

GoodBarber offre inoltre un motore di ricerca integrato per la tua app, che ti permette di trovare anche contenuti precedenti alla creazione dell’app stessa.

Personalizzazione al 100 %

GoodBarber ti permette di organizzare la tua app come preferisci, aggiungendo moltissime sezioni: video, foto, musica, radio e video live, eventi e molto altro ancora. Il principio dietro alla piattaforma GoodBarber, che la rende diversa dagli altri appbuilder, è la consapevolezza che per creare un’app occorre pensare a strumenti e soluzioni uniche e orientate ai contenuti.

Propone dunque 9 modelli di navigazione che ti permettono di scegliere la modalità di navigazione più adatta ai contenuti della tua app. Puoi inoltre modellare la tua app in ogni dettaglio, dalle 350 icone create da Brankic ai 600 font da Google e hai a disposizione più di 50 modelli disponibili da cui prendere anche ispirazione e la possibilità di definire il design della tua app in ogni dettaglio. Le sezioni hanno una struttura specifica per il tipo di contenuto che andranno a custodire, rendendo l’interfaccia dell’app intuitiva e gradevole.

Il più recente aggiornamento 2.5 Salvador della piattaforma aggiunge inoltre tantissime novità dal punto di vista dello sviluppo dell’app: dal design flat in linea con le tendenze create dal nuovo iOS7 ad un CMS integrato che consente anche a chi non ha un sito web o un blog, di creare contenuti direttamente da GoodBarber.

E per esser sicuro del risultato, puoi scaricare un’app gemella sul tuo smartphone prima di pubblicarla sugli app store, così da avere un’idea precisa di quello che sarà il risultato finale.

Statistiche dettagliate e notifiche

Come creare un'app per una strategia di marketing vincente

Le statistiche sono il punto di forza di GoodBarber: con questa piattaforma non è soltanto possibile creare un’app bella e gradevole da navigare, ma soprattutto è possibile pensare il proprio mobile marketing in modo strategico.

Le statistiche di GoodBarber offrono un’analisi molto dettagliata delle caratteristiche sociali degli utenti: la città di provenienza, la lingua, la presenza nei social network e molto altro ancora. Grazie al CRM di GoodBarber puoi visualizzare oltre alle statistiche social sui tuoi utenti, anche quelle editoriali (ad es: “quale è il post più letto dai tuoi utenti?”) e quelle più generali, dal tipo di device da cui accedono i tuoi utenti al numero di download.

GoodBarber si avvale anche di servizi esterni come Flurry e Google Analytics, per offrire al cliente la possibilità di comunicare al meglio con i propri utenti e di fornire il miglior servizio possibile. Grazie alle statistiche social di GoodBarber è infatti possibile inviare notifiche diverse a seconda del target di utenti a cui ci si vuole rivolgere.

Dopo aver identificato le caratteristiche dei tuoi utenti, l’altro aspetto fondamentale per la tua strategia marketing è quella di fidelizzarli.

In quest’ottica quando si sceglie di creare un’app le notifiche hanno un ruolo molto importante. GoodBarber ti permette di inviare le notifiche a tutti gli utenti contemporaneamente oppure puoi personalizzarle a seconda della località, della lingua o del fuso orario dei vari utenti.

E sempre per differenziare la tua app dalle altre, grazie alle impostazioni avanzate, puoi caratterizzare le tue notifiche con una suoneria originale e renderle subito riconoscibili. E la piattaforma offre molte altre possibilità per le notifiche, come la possibilità di notifiche push automatiche.

Ora è inoltre possibile attivare o disattivare i commenti su ogni contenuto creato con il CMS integrato: la moderazione sui commenti può essere fatta prima che essi vengano visualizzati nell’app, o dopo la loro pubblicazione.

La tua app nativa per iOS e Android, in HTML5 per tutto il resto!

GoodBarber non permette solo di creare un’app nativa per iPhone e Android, ma offre anche la possibilità di realizzare una versione web, che potrà essere lanciata su gli altri dispositivi e sistemi operativi. Potrai offrire ai tuoi utenti una web app con tutte le funzionalità di un’app nativa: questo aumenterà la possibilità che questi scelgano anche di scaricare l’app nativa e dunque di fidelizzarli.

Puoi anche collegare un dominio a questa web app, se vuoi che diventi la versione mobile del tuo sito web. In questo modo la tua app sarà disponibile non soltanto per i device Apple e Android, ma per tutti i device che hanno una connessione internet.

Quanto costa?

Poco, pochissimo: il costo effettivo è di 16€ al mese per la versione standard, e 32€ al mese (con pagamento annuale) per quanto riguarda la versione che include statistiche, notifiche push e la possibilità di inserire dei vostri banner pubblicitari all’interno dell’app per iniziare a guadagnare direttamente da questa.

All’inizio però è possibile provare per 30 giorni gratuitamente, senza impegno: provate e fateci sapere!

Babbo Natale preferisce l’eCommerce

Anche quest’anno le previsioni per Natale non sono rosee, ma anche quest’anno, nonostante tutto, la corsa ai regali è una tradizione a cui non si rinuncia, come ci racconta la ricerca Getting to Know Your2013 Holiday Customers commissionata da Google a Ipsos MediaCT per identificare le intenzioni e modalità di acquisto dei regali di Natale 2013.

L’e-commerce traina una slitta di regali

Il cambiamento nelle abitudini di acquisto che vi abbiamo raccontato nel post E-Commerce o boutique? Gli italiani scelgono gli e-shop  è confermato anche per le compere di Natale. Internet è uno strumento irrinunciabile sin dalla fase di ricerca e valutazione di idee regalo per l’89% degli intervistati, ma c’è di più. Le ricerche online giocano un ruolo decisivo nella scelta del tipo di regalo da acquistare (77%), del brand (76%) e del rivenditore (76%). Risulta evidente come il web è una piattaforma che le aziende non possono trascurare per incrementare le vendite, soprattutto in questo periodo dell’anno. Non si fa riferimento esclusivamente ai brand dotati di siti e-commerce, in quanto la ricerca online di idee e informazioni spesso si conclude con l’acquisto offline, specie per alcune tipologie merceologiche: il 60% degli acquirenti di prodotti di abbigliamento e di bellezza, ad esempio, non rinuncia a recarsi nel punto vendita fisico, mentre per elettronica e giocattoli saranno preferiti gli e-store dalla metà dei consumatori.
La convenienza è uno dei motivi principali che fanno preferire l’e-commerce e, anche a Natale, gli e-shopper non si smentiscono: l’81% degli intervistati – soprattutto le donne- si dichiara particolarmente sensibile alle offerte anche per i regali di Natale e un’ampia fetta (76%) ammette di preferire gli acquisti che non prevedono spese di spedizione.

L’84% degli acquisti natalizi sarà cross-device

Siamo consumatori iperconnessi, sempre e ovunque. Anche per lo shopping natalizio 2013 navigheremo in mobilità grazie ai nostri smartphone: sono il 46% i possessori di smartphone che utilizzeranno i telefonini di ultima generazione per le compere di Natale, il 17% in più rispetto alle festività 2012.
Ma gli smartphone non verranno utilizzati solo per navigare in cerca di idee regalo, bensì saranno uno strumento di accesso ai siti e-commerce per 1 utilizzatore su 4 (il 21% in più rispetto al 2013). Data la natura multiscreen degli utenti, un tema a cui Google si sta dimostrando particolarmente sensibile è quello degli acquisti cross-device: si tratta della tendenza di iniziare l’acquisto da uno schermo (spesso quello dello smartphone) per poi terminarlo su un altro (ad esempio quello del pc) o addirittura offline. Si stima che a Natale l’84% degli acquisti seguirà questo flusso.

La corsa ai regali inizia a ottobre

Un dato molto interessante che si evince dalla ricerca concerne la data di avvio della corsa ai regali: il 28% degli acquirenti inizierà a cercare idee regalo a ottobre e il 50% a novembre, ma nonostante ciò il 41% dei consumatori non concluderà l’acquisto prima di metà dicembre o a ridosso di Natale (24%).

Quali sono i consigli di business da trarre dalla Ricerca?

Dare particolare importanza alla pubblicità e agli strumenti promozionali online (comunicando eventuali promozioni): è su Internet che inizia la ricerca e che si concretizza la scelta del tipo di regalo e del brand.
Non trascurare il mobile che si rivela un importante driver di crescita: prevedere l’aggiornamento o l’implementazione di siti mobile friendly e formati promozionali ad hoc per questo strumento.
– Iniziare a promuovere i propri prodotti con il dovuto anticipo: già da ottobre si apre la corsa ai regali di Natale.

Instagram: messaggi privati e chat di gruppo in arrivo?

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Foto tratta da Mobilitybeat.com

Instagram sta davvero cercando di espandere la sua comunità di 200 milioni (in crescita) di utenti. Ha avuto un 2013 impegnativo, e non è ancora finita: prima in giugno con i video da 15 secondi ha cercato di surclassare i Vine di Twitter, poi pochi giorni fa è stata finalmente lanciata l’app per Windows Phone e adesso sta misteriosamente progettando di introdurre la messaggistica integrata nel suo servizio app di condivisione per le foto.

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Infografica tratta da Ispazio.net

La nuova messaggistica social di Instagram?

Alcune fonti anonime, dichiaratesi tuttavia a conoscenza dei piani aziendali, dicono infatti che la società si stia preparando a lanciare una nuova funzionalità: si tratta dei messaggi privati all’interno dei servizi di foto e video sharing, comprensivi di messaggistica di gruppo. I nuovi aggiornamenti potrebbero essere già installati nella prossima versione di Instagram, prevista entro la fine dell’anno corrente. È interessante a tal proposito osservare che Facebook, il “Social – genitore” di Instagram, ha rinnovato giusto un mese fa Messenger, la sua app di messaggistica istantanea, riconfigurandola interamente sia per iOS che per Android.

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Foto tratta dal Telegraph.co.uk

Instagram, le festività e i concorrenti

Le tempistiche di aggiornamento hanno in realtà perfettamente senso:

con le feste dietro l’angolo e gli smartphone come articoli da regalo, molte persone vorranno sperimentare Instagram per la prima volta e quindi potranno cominciare sin da subito questa nuova esperienza”

ha commentato Om Malik su GigaOm. Instagram è anche in lizza con nuovi servizi come Snapchat, che si dice abbia ricevuto un’offerta di 3 miliardi di dollari da parte di Facebook stesso. Pare che Google invece abbia fatto un’offerta per Snapchat addirittura di 4 miliardi di dollari.

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Foto tratta da Digitalspy.com

Foto e messaggi, un esperimento (un po’) azzardato

Ovviamente il ridimensionamento dei servizi non sarà così semplice: Instagram è nata come piattaforma dedicata alla fotografia, soltanto successivamente ha evoluto il proprio lato social; le foto trasportano emozioni, quindi favoriscono pure interazioni e collegamenti (talvolta anche intimi ed immediati) tra gli utenti. Bisognerà quindi valutare gli effetti che tale cambiamento apporterà all’esperienza quotidiana degli iscritti. L’interfaccia semplice e intuitiva di Instagram è sempre stata il suo principale punto di forza; qualsiasi deviazione da tale filosofia, seppur in nome dell’innovazione social, potrebbe portare a conseguenze imprevedibili.

Sarebbe triste vederla trasformarsi in una semplice appendice grafica di Facebook… Voi che ne dite?

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Foto tratta da Techspot.com

Salerno Comicon 2013: tra fumetti, videogiochi e cinema d'animazione [EVENTO]

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Alessandro Rak

Fumetti, giochi, videogiochi e animazione protagonisti al Salerno Comicon. Belle mostre, eventi e incontri, come presenta il programma di questa terza edizione, vivranno nelle tre sedi del centro storico illuminato dalle Luci d’artista: Complesso Monumentale di Santa Sofia, Chiesa dell’Addolorata e Teatro Augusteo.

Salerno Comicon 2013 L'inverno di Diego

Tra gli ospiti ci sono anche i nomi di: Roberto Baldazzini, che presenta il suo ultimo graphic novel ambientato alla fine della seconda Guerra Mondiale: L’inverno di Diego – Le quattro stagioni della Resistenza, The Box Edizioni, i cui originali saranno anche in mostra nella chiesa del complesso di Santa Sofia.

Diavù con una mostra personale e la performance di disegno live, Pierz creatore di Ravioli Uèstern che ha recentemente pubblicato La Bibbia 2 con Davide La Rosa e Mirka Andolfo autrice di Sacro/Profano – web comic divertente e spensierato, approdato alla carta con le edizioni Dentiblù – con protagonista la coppia Damiano (un diavolo) e Angelina (un angelo), già tra best seller come albo unico allo scorso Lucca Comics and Games.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Mirka Andolfo

E poi Tito Faraci, sceneggiatore (Diabolik, Tex, Topolino…) che presenterà il suo ultimo libro Death Metal edito da Piemme, nel programma Salerno Off, Raffaele De Falco e Bruno Brindisi, che presenteranno il volume TEX – Fiumi di china italiana in deserti americani, ed. NPE e Alessandro Rak, quest’anno autore del manifesto del festival e protagonista di una mostra con i suoi lavori di illustrazione e animazione, tra cui l’ultimo lungometraggio L’arte della felicità.

Salerno Comicon 2013 Alessandro Rak

Tra gli eventi ricordiamo che il 29 novembre al Teatro Augusteo, nella rassegna sul cinema d’animazione a cura di GiFFONI film festival ci sarà una maratona dedicata al Capitan Harlock con la proiezione di Harlock Saga: L´Anello Dei Nibelunghi / L´Oro Del Reno (Atto 1/2/3) e un esclusivo inedito del nuovissimo Capitan Harlock 3D, il lungometraggio in computer grafica 3D della Toei Animation in uscita dal 1° gennaio 2014, distribuito da Lucky Red.

Salerno Comicon 2013 Harlock

Inoltre, per i tutti ninja appassionati di videogiochi e nuove tecnologie che saranno al Salerno Comicon, ricordiamo l’incontro dal titolo Videogames: 2014 – l’anno decisivo. Alla scoperta delle nuove tendenze tra mobile, console, social, cloud e smart tv venerdì 29 novembre alle 16:00 presso la Chiesa dell’Addolorata che vede tra i relatori Alfonso Amendola (docente Università di Salerno), Ludwig G. (fondatore 10th Art Studio), Andrea Postiglione (fondatore Mangatar), Gianpaolo Iglio (editor Gamerepublic) e il nostro Alex Giordano (fondatore Ninja Marketing).

Buon divertimento!